lunedì 2 febbraio 2026

Buon giorno – Buon Lunedì 2 Febbraio 2026

 

  Buon giorno – Buon Lunedì 2 Febbraio 2026

-- Festa della Candelora –

 

La saggezza di un popolo, si definisce con gli antichi detti che denominavano il procedere del tempo e del passaggio e la percezione delle stagioni.

Il loro procedere costante annualmente rendeva possibile l’esistenza di tutti gli esseri viventi, il genere umano, quello animale, come pesci, uccelli, nonché il mondo vegetale, rappresentato dagli alberi, i frutti e i fiori. elementi indispensabili perché la loro presenza possa esistere su questo meraviglioso pianeta, che è la Terra.

Un vecchio detto di questo giorno, che fa riferimento alla nota festa religiosa della Candelora, che afferma pressappoco così: “Alla Candelora, se non nevica e non piove, l’inverno non è finito ancora”, per significare che ci stiamo incamminando verso la bella stagione, la Primavera. anche se fa ancora freddo e vento, al pomeriggio e alla sera.

Auguriamoci che i clima nel futuro, sia ancora mite e roseo, senza malanni, trepidazioni e sofferenze, che stiamo vivendo in questo inizio del terzo millennio.  Intanto bisoga sempre essere ottimisti, affinché la nostra esistenza godi ancora quei brevi momenti di serenità e felicità, e poter definire, tutto sommato, che la vita è una cosa meravigliosa.

 

Anche stamane, come di consueto, vi  narrerò, una mia curiosità storica, sugli antichi mestieri, che si svolgevano a Napoli, prima dell’avvento dei sistemi produttivi della tecnica industriale con macchinari, che sostituirono il lavoro manuale, svolto da tanti lavoratori, che permetteva di ottenere un compenso per vivere e andare avanti.

Dalle curiosità storica, di Sasà ‘o Professore sugli antichi mestieri, che si svolgevano a Napoli,

‘O Tipografo

’O tipografo era principalmente chi esercita l'arte della stampa, in senso stretto, come l’operaio qualificato, che produce la stampa di libri, giornali, riviste, o chi esercita la stampa, come titolare di uno stabilimento tipografico o un negozio adibito a laboratorio, che stampa giornalini, biglietti con etichette, anche, con foto per commemorare e far ricordare i morti, nonché, i nomi riportati su tali biglietti, in occasione di chi è stato cresimato o aver fatto la prima comunione, ma anche per inviti a matrimoni e tanti altri avvenimenti particolari, riguardante la vita.

Il termine “Tipografo” deriva da vocabolo latino rinascimentale, (secolo XVI) “Typographus”, che, a sua volta, è composto. dalle voci greche. (typo- ‘tipo-’ e -graphos ‘-grafo’) •

In definitiva  il tipografo era  il responsabile del settore ella tipografia, impegnato a riprodurre con caratteri mobili testi su un supporto di carta. L’arte della tipografia fu inventata in maniera indipendente in Cina e poi in Europa. Venne introdotta per la prima volta in Cina attorno al 1041 dall'inventore Bi Sheng, che ideò caratteri in terracotta; mentre in Europa nel 1453-55, dal tedesco “Johannes Gutenberg”, che realizzò caratteri mobili in metallo. Per quanto riguarda l'Europa, la lega tipografica di Gutenberg era formata da piombo, antimonio e stagno, che raffreddava velocemente e resisteva bene alla pressione esercitata dal torchio.(una pressa per la stampa) esercitata efficacemente, e con una pressione uniforme, con l'inchiostro sulla pagina. La tecnica tipografica di Gutenberg consisteva nell'allineare i singoli caratteri in modo da formare una pagina, che veniva cosparsa di inchiostro e pressata su un foglio di carta. L'innovazione stava nella possibilità di riutilizzare i caratteri con la tecnica ricorrente ad un il torchio, come la pressa della vite, impiegata per la produzione del vino. Le matrici di stampa venivano ricavate da un unico pezzo di legno, che serviva per essere impiegato solo per stampare sempre la stessa pagina, finché non si rompeva la matrice, cosa che accadeva molto spesso.

Questa tecnica si rivelò di gran lunga migliore rispetto ai procedimenti tradizionali e si diffuse in pochi decenni in tutta Europa: solo 50 anni dopo furono stampati già 30 000 testi con titoli, per una tiratura complessiva superiore ai 12 milioni di copie. Il primo testo fu “la Bibbia a 42 linee”, cioè 42 righe per pagina, con il testo stampato su due colonne. I libri stampati con la nuova tecnica tra il 1453-1455 e nel 1500 furono detti incunaboli, cioè documenti stampati con la tecnologia dei caratteri mobili e realizzati editorialmente. Il termine proviene dal latino incunabula , 'fasce', a sua volta derivato da “cuna”, 'culla', da cui il significato di 'origine, (primo inizio).

Le foto sottostanti sono:

la prima stampa in incuniolo

la prima bibbia a 42 riche

cassettina di caratteri di metallo, tipo Guteberrg

Tipografo compositore



 

domenica 1 febbraio 2026

Buon giorno. Buona Domenica 1 febbraio 2026

 

Buon giorno. Buona Domenica 1 febbraio 2026

--- Santa Brigida -- San Raimondo -- San Reginaldo ---

 

Spesso le sensazioni che all’improvviso  ci assalgono, sono classificate, come “ emozioni primarie”,  e sono definite con i termini: gioia, tristezza, rabbia, disgusto, paura (o ansia), sorpresa,  condivise in egual misura da altri. di particolari sensazioni, che. non sono sentimenti, ma solo momenti di stati d’animo, di breve durata, che si provano e non evitabili. che fanno parte della nostra esistenza

Se, la riflessione è  interessante, conoscere, il vostro  parere o anche un vostro commento critico, (carissimi amci miei lettori ed elettrici), “ve ne sarei infinitamente grato”, in modo da rinsaldare la nostra amicizia con una proficua discussione, come se stessimo personalmente vicino, nel confrontarci-

Vi Saluto, come di consuetò giornaliermente, prima di propinargli una delle mie curiosità storiche sugli antichi mestieri napoletani, per confrontarsi con le vostre riflessioni sui momenti che stiamo vivendo.

Dalle curiosità storiche. di Sasà o Professore

LA specializzazione  nel sistema di trasmissione dati e di messaggi, che il sottoscritto imparò durante il servizio militare.

Dattilògrafo (Trelescriventista)

Il dattilògrafo (telescriventista) era un vecchio provetto impiegato professionista, che utilizzava uma macchiana da scrivere per trasmettere e per ricevere messaggi per via telegrafica.

Per essere un buon Telescriventista doveva saper scrivere con la macchina dattilografica: ed operava soprattutto in varî uffici pubblici, come le Poste o in pubbliche copisterie. ed era qualificato come addetto ad un ruolo di alta professionalità.

L’apparecchio, che utilizzava era la telescrivente , che era un dispositivo elettromeccanico molto usato in passato per trasmettere messaggi di testo attraverso la rete telegrafica.

la telescrivente fu inventata e perfezionata in diversi anni fin dal 1897 ad opera di diversi ingegnieri, tra cui Royal E. House, David Edwin Hughes, Charles Krum ed Émile Baudot.

L'ideazione della telescrivente è frutto del lavoro di diversi ingegneri, Ma a perfezionarla fu il canadese, Frederick G. Creed nel 1897. Le prime telescriventi si diffusero durante gli anni tra le due guerre e sono legate all’evoluzione del telegrafo, perché furono utilizzate: per trasmettere segnali in codice Morse, opportunamente codificati, In pratica, si trattava di un sistema, che integrava il telegrafo con la macchina per scrivere.

In Italia l’uso del sistema di trasmissione con le telescriventi, inizia ufficialmente negli anni 1937, ma solo negli anni ’50 viene istituito un servizio pubblico telegrafico. Tutte le telescriventi impiegate furono prodotte dalla Olivetti e appartengono al Ministero delle Poste e telecomunicazioni,

(Il termine dattilografo (telescrivesta) continua ad essere nell’uso, anche se oggi, in pratica, tale mansione viene comunemente svolta mediante la videoscrittura informatica con i computer).

la foto sottostante è la telescrivente all'opera

 


 

sabato 31 gennaio 2026

Buon giorno – Buon Sabato 31 gennaio 2026

 

Buon giorno – Buon Sabato 31 gennaio 2026

--- San Ciro– San Giovanni Bosco – San Eusebio ---

 

Dopo la visita di controllo dell’altra sera  presso il mio mdico Angiologo, mi dovrò rivedere con lui dopo una decina di giorni. per riscontare gli effetti positivi della cura, che sto facendo..

Intanto, vi saluto, carissimi amici lettori e stimatissime lettrici, dandovi il buon giorno, e come al solito vi posterò una mia delle tante curiosità storiche,

questa volta riguardante un altro mestiere antico non solo napoletano, che ha  permesso fin dall’antichità agli esseri umani di viaggiare sul mare e a ripararsi dalle intemperie con accessori per rendergli la vita più comodo e meno faticosa.

 Dalle curiosità storiche di Sasà o Professore

 

‘O Faligname, ‘o Masterascia

Esistono vari categorie di Falegname, Il migliore fin dall’antichità era noto con il vocabolo napoletano: Masterasce ( Maestro d’ascia). in realtà si identificava in colui, che trattava e lavorava il legno, costruendo e realizzando oggetti utili per l’umanità, come imbarcazioni, per navigare, mobili, per arredare le proprie abitazioni, e installando infissi per ripararsi da perturbazioni climatiche.

Per ognuno di questi servizi di “falegnameria” bisogna annoverare varie categorie, riferite a questo mestiere, che trattano e lavorano, anche loro, il legno come :

" Il falegname del grosso”, artefice, che lavora il legno di grossi tronchi per fare infissi, tramezzi, porte, balconi, finestre e, anche, persiane e pedane;

" Il falegnamre Mobiliere”, che è (il classico falegname) che lavora il legno già spaccato o segato per farne i tavole, travi, assi, aste, producendo poi, sedie, stipi, tavole, panche, mensole, armadi, scrivanie, librerie, cristalliere etc.

Tra i falegnami bisogna annoverare anche altre categorie come gli artigiani, che trattano e lavorano il legno come :

Il falegname “Ebanista”, colui Che tratta e lavora solo legni duri, come l’Ebano, il Mogano e il Palissandro.

(una piccola curiosità sull’ebanista).

La differenza che c'è tra ebanista e falegname esiste

per non confondere l'ebanista e il falegname mobiliere, che in francese si chiama “menuisier”. Questo, infatti, si occupava solo di realizzare il fusto del mobile lavorando il legno massiccio. L'ebanista, invece, aveva il compito di rifinire il mobile dando l'impronta, che lo caratterizza.

Il falegname “ Liutaio” (anticamente detto liutaro) il cui termine maschile deriva da liuto), era il fabbricante di liuti; per estensione, anche, chi fabbrica, monta o ripara strumenti musicali, portatili, a corde pizzicate o sfregate, come ( Chitarre, Mandolini, Violini, Basso, Contrabbaso, Violoncello e anche alcuni tipi di strumenti a fiato. Clara , Clarinetto e Zufolo. nonchè Strumenti fissi cpme Pianoforti, Lira.

IIl falegname “Mobiliere” era l'operaio che si occupa delle lavorazioni del legno e affini, per la costruzione e posa di manufatti, in particolare mobili anche da incasso ed elementi di completamento, nonché eventualmente rifiniture interne e altri prodotti in legno prevalentemente per arredamenti civili.

Il falegname “Nautico” era chi esercitava l'arte antica e affascinante, che consisteva nella costruzione, riparazione e manutenzione di imbarcazioni in legno. L’arte della falegnameria nautica richiede abilità manuali eccezionali, conoscenze tecniche avanzate e una comprensione profonda delle esigenze del mare.

In definitiva bisogna distinguere vari tipi di falegnami in funzione del tipo di lavorazione del legno, come:

Il Bottaio, colui che tratta e lavora legni per costruire botti, mastelli, tini;

il Carradore— colui che tratta e lavora legni per fare carri, carrozze, baronci:

Il Casciamurtare— colui che tratta e lavora legni per fare cassa da morti. ( le bare)

Tale falegname specializzato non ha un termine specifico in italiano, ma è definito falegname in arte funeraria o, più semplicemente, falegname un dedito alla produzione di feretri.

Attualmente Il mestiere manuale del falegname è stato sostituito da macchine di vario tipo e tecniche robbottizzate specifiche, sia nel taglio, nella levigazione, nella verniciatura, nonché nell’intaglio e nella piallatura, ecc.)

Queste ultime categorie di falegname sono state soppresse dall’avvento delle industrie, che producono tali prpdotti non più a mano, ma con motori elettrici telecomandati-




 

 

venerdì 30 gennaio 2026

Buon giorno – Buon Venerdì 30 gennaio 2026

 

Buon giorno – Buon Venerdì 30 gennaio 2026

--- Santa Martina – San Sigismondo – San Mattia ---

 

Dopo le ultime  notizie, apprese dalla tv e confermate dal notiziario di Goole sul Computeer, la corruzione e la cattiva politica non mancano mai, in questo periodo, che fanno si che il male supera il bene, mentre necessita stare tranquilli e sereni , senza trepidazioni di sorte, per andare avanti.

 Stamane pare, sia  tornata la temperatura piacevole,con un sole splendente, anche se stiamo nei famosi giorni, quelli   della Merla, infatti al pomeriggio soffia un un vento fastidioso e gelido, costringendo a rimanere in casa.per non raffreddarsi e evitare l’influenza stagionale invernale.

Intanto per non pensarci più di tanto, vi invito a leggere come al solito, carissimi amici lettori e stimatissime lettrici,.dopo il saluto augurale di buon giorno, una mia interessante curiosità storica, che vi posterò sui antichi mestieri napoletani di un tempo, soppressi dall’evolizione tecnologica.

Dalle curiosità storiche di Sas\à ‘o professore

‘O stuccatore de’ Palazze

 

La principale attività di questo mestiere consisteva nell'applicare intonaci di gesso su soffitti e pareti, installare elementi di solaio prefabbricati e montare pareti divisorie leggere.

Più impegnativo e gratificante, però, era l’arte  nell'eseguire di stucchi artistici, come profili, cornicioni o i lavori di restauro e recupero di ornamenti e decorazioni nell'ambito della tutela dei beni architettonici. A queste speciali attività si aggiungevano graffiti vari ai soffitti.

Il lavoro, prevalentemente, era di tipo manuale, ed era svolto in buona parte in piedi o piegati, talvolta anche con l'ausilio di macchine spruzzatrici.

Per stuccare le parete, indispensabile, necessitava una buona velocità di esecuzione, quando si stuccava (lo stucco asciuga e indurisce rapidamente).

‘O Stuccatore (l’intonacatore) deve saper eseguire il mestiere con una buona manualità, capacità di rappresentazione sui muri delle pareti, degli oggetti tridimensioni, un grande senso della precisione, e una assoluta rapidità.

Si iniziava con l’Apprendistato, per diventare ” Stuccatore”, imparando i vari sistemi costruttivi a secco. S’iniziava in tenera età e si diveniva Stuccatore, a tutti gli effetti, quando si superava l'esame di Stato previsto, conclusivo per conseguire il Diploma di tale “Scuola artistica”. Il tirocinio pratico avviene presso un'azienda del settore e generalmente l’attività professionale era svolta, poi, nel Settore privato e si esercitava in proprio.

Nel mio percorso di vita, da giovinetto, ho conosciuto un provetto bravo “Stuccatore”, (era il padre di un mio carissimo amico), che era pure presidente della Congreca dei morti della chiesa di San Nicola di Polvica, borgo dell’ex Comune, Chiaiano ed Uniti., che mi regalò copia delle regole di essere ammesso alla congrega.

Le foto sono : Stuccatori (intonacatori all'opera e lo stucco di un rilievo creato con il gesso.