giovedì 15 ottobre 2026

Buin Giovedì 16 ottobre 2026



 

 

Buin Giovedì 16 ottobre 2026                               Santa Teresa – Santa Tecla – San Leonardo

 Dopo la  sconfitta della squadra del Naèpli nella gara di coppa dei Campioni Europei con il Villareal, anche la squadra della Roma è stata sconfita con il riscultato di 4 a 3  dop che era andata in vantaggio, 3 a 1, contro la spagnola, Real Madrid Ugualmente si va avanti e si vive la nostra esistenza calcistica; bisogna accettare tuttto con tanto coraggiio, ma soprattutto saper superare questi eventi, che fannno parrte delle vicissitudini della vita, non sempre favorevoli.

Dopo questa mia  riflesssione della recente realtà, “Carissime amiche lettrici e Stimatissimi amici lettori”,  vi posterò  una curiosità storica partenopea , dopo quella mitologica di Europa e della moneta “Euro”.                                                                            Dalle curiosità storiche di Sasà’O Pfrofessore

Ville di Posillipo di Napoli

La rinomata bellezza del golfo di Napoli sin dall'antichità, è stata scelta per la costruzione di innumerevoli, ricchi e vasti impianti di ville.           Fin dal tempo dei Romani possedere una dimora per gli “otia” in città, come Napoli, era sinonimo di grande potere e successo sociale. Oggi le loro rovine sono riscontrabili prevalentemente lungo la costa di Posillipo

Intanto le terribili speculazioni edilizie, che caratterizzarono soprattutto gli anni cinquanta del Novecento, minacciarono e distrussero vari impianti di ville, in varie zone della città, soprattutto a Posillipo e anche al Vomero; mentre quelle sopravvissute alle demolizioni persero in parte il pregio di essere completamente immerse nel verde.  Oggi il loro numero è comunque particolarmente elevato e rappresentano un elemento aggiuntivo al patrimonio architettonico e naturalistico della città. Alcune di esse sono dunque scomparse e presenti soltanto in vecchie cartine o raffigurazioni della città, mentre altre ancora sono state mutilate degli ampi spazi verdi.

Tra le più visibili e ancora esistenti c’è  “Villa Volpicelli”

Villa Volpicelli è una struttura monumentale di Napoli; è sita nel quartiere di Posillipo.                                            La villa è già presente nella veduta di Baratta del 1629, nella quale è chiaramente riconoscibile l'alta torre cilindrica della struttura fortificata del palazzo di Pietro Santacroce, poi dei Gagliardi come lo narra il canonico letterato Carlo Celano napoletano, in seguito, divenne bene demaniale e fu soprannominata il "fortino" o "torretta", tant'è che nella mappa di Giovanni Carafa del 1775, appare come "Cas. di Schitella e Fortino appresso", in ricordo dell'uso da parte dei principi di Ischitella. Nel 1884 venne acquistata da Raffaele Volpicelli, facoltoso commerciante di carboni, il quale ben presto ordinò dei lavori di ristrutturazione, che avrebbero dovuto ridarle il suo primissimo aspetto.     La villa oggi è tra le più belle di Posillipo; è particolarmente interessante il suo vasto giardino, che è nascosto da un muro di cinta: esso si distende verso

Le immagini sono :

Villa Volpicelli  lato esterno,

la spiaggetta di Riva Fiorita protetta dalla scogliera.



 

mercoledì 14 ottobre 2026

Buon Mercoledì 14 Ottobre 2026

 

 

Buon Mercoledì 14 Ottobre 2026                                       San Callisto–San Fortunato–San Gaudenzio

 Dopo la cocente sconfitta della squadra del Naèpli nella gara di coppa dei Campioni europei con il Villareal spagnola, per andare avanti durante la nostra esistenza, non basta avere tanto coraggiio, ma soprattutto saper sopportare gli imbecilli, i malvagi, comprenderli e  perdonarli durante tutto l’arco della nostra vita  

Dopo questa mia  riflesssione della mia recente realtà, “Carissime amiche lettrici e Stimatissimi amici lettori”,  vi posterò  una curiosità storica partenopea , dopo la mitologica di Europa e della moneta “Euro”.

Dalle curiosità storiche di Sasà’O Pfrofessore

Napoli : Capo Posillipo

'Ncoppe 'o Cape 'e Pusilleche addiruse
Su capo di Posillipo profumato (la collina profumato)


Posillipo è il promontorio di rara bellezza che chiude ad ovest il territorio della città di Napoli e si prolunga verso il mare dividendo la baia di Napoli da quella di Pozzuoli. Le sue gialle pareti di tufo si innalzano ripide sul mare ma digradano dolcemente verso il centro della città, offrendo una affascinante e multiforme combinazione di scorci panoramici sulla costa,che ha sempre attirato grandi personalità della nobiltà e dell'arte, che qui sono venute a costruire le proprie ville rifugio o a ispirarsi.

Il termine Posillipo deriva da "Pausylipon" che in greco significa "Pausa dal dolore" e che era il nome della sontuosa villa romana, che sorgeva proprio su Capo Posillipo e di cui restano oggi visibili i resti del teatro, dell'Odeon, delle terme e di un ninfeo.                            La villa apparteneva a Publio Vedio Pollione, uno dei principali sostenitori di Ottaviano Augusto e protagonista della vita politica di Roma nel periodo della sua transizione verso l'impero. Alla sua morte la villa passò sotto la proprietà dell'imperatore e divenne una delle più belle e ricche tra quelle conosciute.

La villa del Pausylipon si estendeva tra Marechiaro e Nisida, che oggi delimitano l'oasi naturale protetta del "Parco sommerso della Gaiola", dal nome degli isolotti al centro dell'area, proprio sulla punta estrema meridionale del promontorio.

Marechiaro è un affascinante piccolo borgo marinaro rivolto verso il centro del Golfo di Napoli, il Vesuvio e la Penisola Sorrentina, che ha ispirato una delle più belle canzoni classiche napoletane, "A Marechiaro" scritta da Salvatore Di Giacomo. Alle spalle del borgo si trova la caratteristica chiesetta di Santa Maria del Faro, che contiene alcuni resti della villa romana e che la tradizione vuole sorgesse sul luogo dell'antico faro romano.
Nisida è una piccola isola di origine vulcanica che si trova di fronte al versante di Posillipo che guarda i Campi Flegrei, chiamato Coroglio, a cui è collegata da un istmo lungo circa 300 metri. In epoca romana era un luogo privilegiato: in una villa di Nisida fu organizzato il quartier generale di Bruto e Cassio durante la congiura contro Cesare e le lotte che seguirono. Durante il MedioEvo fu adibita a luogo di riposo per la Regina Giovanna d'Angiò prima e dei Duchi di Amalfi poi. riserva di caccia per Murat, quando passò ai Borboni fu trasformata in colonia penale. Ancora oggi, pur nel timido riaffacciarsi di una nuova fruizione turistica, ospita il Carcere Minorile.
Ma il punto panoramico più spettacolare di Posillipo è sicuramente il Parco Vergiliano sulla sommità della collina dove, tra alberi e strutture sportive, è possibile spaziare con lo sguardo su tutto il Golfo di Napoli e sui Campi Flegrei. La magnificenza di questo panorama era tale che influenzò la produzione artistica di una intera generazione di pittori paesaggisti dell'Ottocento, conosciuti proprio con l'etichetta di "Scuola di Posillipo" e che tanto ha contribuito a diffondere nella aristocrazia europea il mito delle bellezze di Napoli e del suo goòfo.

Alle spalle della collina di Posillipo (e all'inizio dei Campi Flegrei) si trova infine il litorale di Bagnoli, estremo lembo occidentale della città di Napoli, che oggi è al centro di un imponente piano di recupero e riconversione, teso a restituirle la straordinaria bellezza che aveva prima che qui fosse insediata una acciaieria durante gli anni della industrializzazione e del boom economico. Al posto di alcuni capannoni della vecchia acciaieria si trova oggi la Città della Scienza, un tentativo di rinnovare la tradizionale idea di esposizione museale e rivolto principalmente agli studenti per avvicinarli alle nuove tecnologie.

Leimmagini sottostanti  sono:

Posillipo visto dalla baia di Mergellina;

Ruderi della casa di Publio Vedio Pollione  nei pressi di Marechiaro
(nota come Casa degli spiriti);

L'isolotto della " Gaiola"  (ìn italiano  gabbia per uccelli)
sulla punta estrama del Capo di Posillipo

La finestra che ispirò al poeta Salvatore Di Giacomo
a famosa canzone " Marechiaro"

Squarcio del grande Parco Virgiliano (detto anche Parco delle Rimembranze


 






 

 

 

 

 

 

martedì 13 ottobre 2026

Buon Martedì 13 Ottobre 2026

Buon Martedì 13 Ottobre 2026                                           San Teofilo–San Benedetto–San Edoardo-San Romolo

 Per andare avanti durante la nostra esistenza non basta avere tanto coraggiio, ma soprattutto saper sopportare gli imbecilli, i malvagi, comprendderli e  perdonarli durante tutto l’arco della vita  

Dopo questa mia  riflesssione nel ricordare la mia recente vissuta realtà, “Carissime amiche lettrici e Stimatissimi amici lettori”,  vi posterò  una curiosità mitologica, che riguarda l’adozione nei paesi dell’unione Europei  del “Euro” e il suono nome di valuta perché deriva da un mito greco fenicio.

Dalle curiosità storiche di Sasà’O Pfrofessore

Europa - Il mito greco fenicio


A proposito dell’ EUROPA. Volete saperne di più
su    “ Europa, il mito greco- fenicio. “?

Prima di tutto diciamo che gli antichi credettero nel mito di Europa, come ad una figura, che aveva la funzione di riuscire    ad unire geneticamente realtà - culturali, come quella dei fenici, dei cretesi e dei greci (Europei).
Europa era figlia di Fenice e di (Perimede o Agenore), re di Fenicia e Telefassa.
Il significato etimologico di Europa è che rappresenta    “Colei che ha gli occhi ampi,                       ----------------------Colei che ha il volto largo.”
Il suo mito è noto per il modo del tutto insolito in cui convolò a nozze con Zeus (per i Greci) Giove (per i Romani), che qui a poco sarà raccontato.
Un giorno, mentre la giovine Europa si bagnava con le proprie ancelle presso la costa fenicia (attuale litorale libanese-siriano) apparve sulla collina adiacente l’arenile un toro non comune con un bel viso da umanoide e con un alito inebriante, che emanava il profumo dello zafferano. Il toro era la sembianza, (che Giove aveva preso per sfuggire all’ira di Giunone, la sua adorata sposa, che mal sopportava i continui tradimenti), per sedurre la dolce Europa, di cui s’era perdutamente invaghito.
Europa soggiogata dalle grazie del toro, si sedette volentieri sul suo dorso e si lasciò trasportare attraverso il mare, fino a raggiungere l’isola di Creta. Per unirsi al mascherato Dio, Europa con l’aiuto di Artemide, si fece costruire una vacca artificiale nascondendovisi, ed ingannando il dio toro ebbe con lui innumerevoli rapporti amorosi.
Dall’unione nacquero Minosse, Radamente e Sarpedonte, adottati dal Re dell’isola Asterione, che fu poi sposo legittimo di Europa.
Scoperta la tresca Giunone si volle vendicare del tradimento di Giove e così ad Europa fece partorire un figlio con il corpo di bambino e la testa di toro ( Il toro Minos, il leggendario minotauro ) chiamato Asterio.

Solo quello che non si fà, non si viene a sapere, financo i tradimenti, i più nascosti  e meglio camuffati, prima o poi vengono scoperti, come si dice che : tutti i nodi vengono prima o poi  al pettine.

Le banconote e monete di Euro furono adotate in Italia il 1º gennaio 2002 (con tasso di conversione fissato a 1.936,27 lire per un euro).                                                 L'euro è la moneta ufficiale di 21 Paesi dell'Unione Europea su 27:

nel 1999 (Paesi fondatori) furono : Italia, Austria, Belgio, Francia, Germania, Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna e Finlandia e nel 2001: Grecia.

 Infine  l'immagine della principessa Europa la ritroviamo nelle nuove banconote del taglio da 5 euro e da 10 euro; l'immagine è stata catturata da un vaso di fattura pestana (tipico cratere greco), rappresentante il mito del “Ratto di Europa” e conservato oggi nel Museo Louvre di Parigi,  ritrovato in alcuni scavi dell'Italia meridionale. La novità grafica di maggior rilievo, che si rileva nella nuova banconota è la presenza del ritratto di Europa, nell'ologramma e nella filigrana delle nuove banconote, da cui il nome di  "serie Europa".  Il tema architettonico e il colore delle banconote restano gli stessi della prima serie. 
La nuova banconota da  5 euro è stata emessa in circolazione il 2 maggio 2013 mentre quella 10 euro è stata messa in circolazione il 23 settembre 2014.

Le immagini sottostanti sono:

Il Ratto di Europa, tratto da un mosaico di Sparta del III secolo d.C.,
è stato scelto dalla Grecia per decorare la faccia nazionale
 della moneta da 2 €.

Europa trasportata  sul mare da Giove 
con sembianze di un toro                                                                                               Teseo mentre uccidde il minayauro ; asterio                                                                 Vaso (cratere greco con immagine di Europa

immagine di Europa