Buon Martedi 28 luglio 2026 San Nazario – San Sansone
–Sant’Alfonsa
Continuano
i conflitti territoriali in questo inizio del Terzo Millennio e i morti ed i feriti delle Forze dell’Ordine, causate
da gruppi di violenti, che si aggregano ai manifestanti No Tav ib val di Susa, necessita che la giustizia emetta sentenze efficaci, per non far commettere più scontri che causano decessi Intanto continua ad aumentare il prezzo nell’approvvigionarsi
di prodotti petroliferi mentre l’inflazione avanza e i salari e le pensioni non
vengono adeguate.
Oggi, intanto dopo la curiosità storica paesaggistica della “Baia” nascosta di
Trantaremi carissimi amici e amiche lettrici, questa volta, vi posterò un’altra
curiosità storica paesaggistica della costa litorale del golfo di Napoli Dalle Curiosità
paesagistiche di Sasà ‘O Professore L’isolotto
di San Martino
Nell’antichità, l’isolotto di San Martino era solo
un’appendice a mare della tufacea Monte di Procida, che a seguito di erosioni
marine e di un forte maremoto, avvenuto intorno al 1488, portò al suo distacco
definitivo dalla terra ferma del promontorio, divenendo, come lo è tuttora
, un miniscolo isolotto.
Lo speciale toponimo all’isolotto le fu dato durante
il Medioevo, quando era di proprietà della Chiesa, che vi costruì una chiesetta
dedicata a San Martino di Tours, conosciuta anche come la cappella di San
Martiniello, che andò distrutta durante un catastrofico maremoto, insieme
ad una guardiola, che utilizzavano i pescatori di tonno come
ricovero,
Nella storia recente l’isolotto di San Martino è
famoso per il tunnel di 3 km. ,scavato sotto il monte di Procida, ed il
pontile che lo congiunge alla terraferma, e lo fanno accessibile oltre
che per via mare.
Il tunnel sotto il Monte di Procida ed il pontile, che
collega la terra ferma del promontorio con l’isolotto di San Martino, fanno
parte delle opere pubbliche lascateci dal regime fascista realizzate per
dimostrare al mondo intero la Grandezza industriale
bellica dell’Italia, dopo il suo conquistato Impero nel 1935.
In quel fatidico anno si pensò di creare un polo
unico navale bellico meridionale da parte della marina italiana, per
fronteggiare e controllare meglio le coste dell’ Africa settentrionale, sulle
terre e coste dei campi flegrei, noto come “ Baia- san Martino –
Fusaro".
In quello stesso anno, il silurificio italiano di
Napoli di via Gianturco fu trasferito a Baia, nei pressi dell'ubicazione
del siluripedio situato già dal 1917 sull’isolotto di San Martino.
Nel siluripedio si sperimentavano e si
collaudavano nuovi ordigni e si svolgevano ricerche e si perfezionava la
produzione degli stessi.
La realizzazione del progetto si perfezionò solo nel
1939, ma, a seguito dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale, ci si accorse
che la produzione degli armamenti bellici navali (i siluri) non bastava e per
le nuove esigenze belliche occorreva un nuovo impianto, che fu costruito fra
Baia e San Martino, nei pressi del lago Fusaro.
Gli stabilimenti di produzione terrestri dei siluri,
(quello di Baia e del lago Fusaro) furono collegati da una tunnel di circa1,3
Km. ma, fu necessario poi, per
accelerare i tempi del trasporto dei siluri prodotti sull’isolotto per il
collaudo e per questo si procedette alla realizzazione di una galleria sotto
Monte di Procida e di un pontile sulle acque per collegare lo stretto di mare
dalla terra ferma all’isolotto. Il tunnel fu completato il 1940 e fu
realizzato grazie all'opera di provetti taglia-monti di una ditta locale, che
conoscevano perfettamente di quale materiale roccioso era costituito il
promontorio di Monte di Procida. Descrivendo meglio l'Isolotto di San Martino, diciamo
che è una piccolissima isola di 16000 metri quadrati, situata nel comune di Monte di Procida a cui si
può accedere olire che dal mare, anche attraverso uno stretto tunnel ed un
pontile. In passato l'isolotto era collegato a Monte di Procida costituendo un
promontorio, che nel 1488 si staccò a causa di qualche evento geologico,
presumibilmente un maremoto dovuto ai frequenti movimenti tellurici tipici
della zona flegrea.
L’isolotto
di San Martino è considerata oggi il gioiello di tutta la zona flegrea, ma l’
isola pur facente parte del Comune di Monte di Procida, è attualmente di
proprietà privata pur essendoci una controversia con l'attuale amministrazione
comunale in carica.
L’isolotto
è sito nel comune di Monte di Procida, per accedervi è necessario sapere
che bisogna attraversa un lungo tunnel claustrofobico, non pedonale, buio
e molto lungo.Non avrete modo neanche di aprire le portiere dell’auto. Ma
ne vale la pena, giuro.
La
difficoltà maggiore, per raggiungere l'isolotto sta, oprattutto per
chi non è del posto, nell’individuare l’imbocco del tunnel che è situato nella
zona di Cappella, a metà strada tra Monte di Procida e Bacoli. Ciò è dipeso dal
fatto che l’isolotto si trova in una posizione molto coperta che non permette
di visualizzarlo dalla strada.
Ad ogni
modo, superato questo piccolo impedimento, vi ritroverete in un posto magico e
segreto nel quale vi sembrerà di essere completamente fuori dal mondo. Si
tratta, infatti, di un paradiso immerso in un mare limpido e incontaminato,
ulteriormente impreziosito dal profumo dei fiori e dalla bellezza di una natura
ancora selvaggia.
Per queste
ragioni l’isolotto è considerato un sito naturalistico unico nel suo genere che
non ha pari in tutta la zona flegrea.
Per
visitare interamente l'isolotto, occorre attraversare un altro tunnel
pedonale, che a differenza di quello precedente, è breve e illuminato, e
conduce in una zona in cui è possibile ammirare un panorama mozzafiato.
L’isolotto
di San Martino è stato gestito da una famiglia che negli anni del dopoguerra,
vi ha costruito una struttura balneare per accogliere tutti i suoi visitatori,
anche se attualmente è stato acquisito da un nuovo imprenditore intenzionato a
fare dei lavori per renderlo ancora più turistico e per creare uno spazio
destinato all’approdo delle barche.
Per tutto
questi motivi, attualmente non è aperto al pubblico, soprattutto per i
lavori di ristrutturazione e ammodernamento. Appena possibile non
fatevi scappare l’opportunità di andare a vedere questa perla, meta
irrinunciabile per tutti gli amanti della natura!
L'isolotto è
costituito da un materiale tipico dei Campi Flegrei: la pozzolana, la cui
estrazione ne ha causato una riduzione dell'altezza di 16 metri.
Si può
affermare che durante il XVI e XVII secolo è stato usato dai procidani come
base per la pesca del tonno. Dal 1917, invece, fu utilizzato come stabilimento
industriale bellico per il collaudo di siluri. Negli anni 60 del novecento
l'isolotto è diventato attrazione turistica, offrendo ai turisti la possibilità
di ammirare reperti storici e un fondale marino da esplorare.
Negli anni
avvenire auguriamoci di poterlo ammirare ancora e conservarcelo e farlo
godere alle nuove generazioni.
Le immagini
sono:
L’Isolotto
di San Martino
|
Golfo e
spiaggia di acquamorta con L'isolotto di San Martino
Entrata
del tunnel che porta all'isolotto di San Martino Tunnel per accedere
all'isolotto di San Martino
|