Buon giorno Buon Venerdì 14 Agosto 2026 San Massimiliano – Sant’Eusebio- Sant’Adolfo
Finalmente ieri pomeriggio un po’ di frescura, con una tromba d’aria con un
acquazione improvviso con un forte vento da sollevare perfino i vasi dei fuori
con il terreno dentro. Ricordo che anche in passato il periodo di ferreagosto
accadevano questi eventi tempestosi improvvisi, ma mai così violenti.
Intanto,
ugualmente vi posterò la continuazione dell’ interessante curiosità
non mitologica, , ma che tratta di una materia finanziara, il Debito
Pubblico che riguarda la cosiddetta Economia moderna dello Stato
Dalle Curiosità di Sasà ‘O Professore Il Debito Pubblico Debito
Pubblico
– 2^ puntata
Va bene, ho capito, carissimo Tore Castagna,
la cosa ti interessa allora passiamo a descrivere dettagliatamente cosa è il Debito Pubblico e come è
rappresentato formalmente:
"il cosiddetto - Debito Pubblico
inizialmente era formato da quei titoli che quasi tutti conoscono o ne hanno
sentito parlare, e furono e sono i “BOT” cioè (Buoni Ordinari del
Tesoro) rappresentante tecnicamente come è detto - Debito Fluttuante - ,
cioè lo stato vi ricorre quando ha
necessità di dover far fronte a
momentanee deficienze di cassa, dovute ai diversi flussi (perciò è detto Fluttuante)
delle entrate e delle uscite, che non coincidono. Per essere sicuri del loro successo e del loro rimborso certo del valore
nominale, furono emessi e, come lo sono tutto ora, con una durata da uno a due mesi, a 6 mesi ed a un
massimo di 12 mesi (un anno), ed il loro interesse è dato dal differenziale
che oscilla tra il valore di acquisto ed il valore nominale del titolo
rimborsato. ( esempio un BOT
acquistato a 96,25, a 97,25 o a 95,50
con riferimento al mese e rimborsato a 100. era pari ad un interesse
corrisposto anticipatamente nelle seguenti misure – si era negli anni ’50 – ’60 – ’70 del 1900:
I Bot da 1 a 2 mesi in ragione di L.
2,75%;
I Bot da 3 a 4 mesi in ragione di L.
3,25%;
I Bot da 5 a 6 mesi in ragione di L.
3,75%;
I Bot da 7 a 9 mesi in ragione di L.
4,25%;
I Bot da 10 a 12 mesi in ragione di
L. 4,50%;
I BOT erano e sono emessi tuttora
dalla Banca d’Italia per conto del Tesoreria dello Stato con un asta
pubblica, a cui possono partecipare solo
aziende di credito ed alcuni enti autorizzati, Queste speciali aziende di
credito aggiudicatarie di un quantitativo di Bot, dopo la quota che serve da
vincolare a riserva dei depositi della
loro clientela di risparmiatori,
possono, il restante residuo aggiudicato , rivenderlo a facoltosi risparmiatori con un sopraprezzo
di una piccola percentuale.
Il costo dei BOT è considerato una spesa
prevista (valore d’acquisto più gli interessi) nel Bilancio Statale Annuale,
diverso dal cosiddetto “Debito Consolidato” che a sua volta si distingue in “
Redimibile ed in Irredimibile”, ed è uno speciale “ Debito Pubblico”.
“Del Debito Pubblico, quindi, fanno parte anche quella speciale categoria di debiti
chiamati - Debito Consolidato - ”
"Professore Sasà, perdonate,
spiegatevi meglio, cosa significa Debito
Consolidato?”
Si affrettò a chiedermi il mio amico ex collega interlocutore,
Tore Castagna, quasi, quasi spazientito , non riusciva più a seguirmi.
Fattomi coraggio allora con molta calma ripresi il mio
dire.
“ Il Debito Consolidato , mio caro amico, a differenza
di quello - Fluttuante - quello dei BOT, pur facente parte lo stesso dei
debiti per far fronte ai disavanzi del Bilancio Statale, è costruito di
prestiti sottoscritti a lunga scadenza, che sono diventati durevoli e trovano
solo una sistemazione definitiva nello stesso Bilancio Ordinario Statale, sia
per il pagamento degli interessi, che per il rimborso programmato del capitale
in scadenza.
Chiariamo subito, se gli interessi
di questi prestiti lo Stato s’impegna a
pagarli comunque, mentre il rimborso del
capitale è stabilito all’atto della sottoscrizione, nelle forme ed in epoche
diverse a lunga scadenza, ed è detto perciò Debito Consolidato Redimibile.
Lo stesso Debito Consolidato Irredimibile, quando lo
stato non assume nessuno obbligo di restituzione del capitale nominale, ma si riserva di farlo
successivamente, ma garantisce il puntuale pagamento degli interessi, che
vengono regolarmente iscritti nel Bilancio e s’identificano nel costituire una
rendita perpetua. ( Sono i famosi Titoli di Credito obbligazionari dello stato, noti come la “ Rendita Italiana 5%”).
“Professore Sasà, chiese Tore Castagna, per capire
meglio il significato di queste astruse parole: “Debito Consolidato Redimibile
, Irredimibile” per favore, come sono stati accettati queste modalità di
rimborso dai sottoscrittori e quale era la convenienza per chi voleva investire
i propri risparmi, invece di tenerli sicuri sul proprio deposito di conto corrente bancario o sul un deposito postale?”. Il mio interlocutore, mi chiese, infine, quasi con convinzione, il perché
il popolo dei risparmiatori doveva rischiare e quali erano le promesse di un
sicuro guadagno con incentivazioni varie. Quale fu in sintesi l’evoluzione
storica del Debito Pubblico nel tempo
fino ai nostri giorni.
“ La tua
richiesta è proprio, come si dice, una “ Bella Domanda”, ed io ti risponderò ,
per quel che so e ricordo, immantinente ripresi a delucidare
sull’argomento.
“Come ti ho accennato nel preambolo siamo arrivati a
questa cifra, prima immaginabile, di Debito Pubblico da rimborsare, perché i
prestiti si dovettero contrarre per fronteggiare prima di tutto la rinascita
del paese, dopo la proclamazione della Repubblica e fare opere strutturali di
prima necessità come strade, scuole, una rete ferroviaria più efficiente,
incrementare l’industria in ogni settore per rendere la vita più vivibile che
si andava adeguando ai tempi.
(Tra i vari prestiti di quelli richiesti negli ultimi
anni del passato regime fascista prima dell’avvento della Repubblica Italiana ,
furono creati ed emessi, per la prima volta, (nel !941 con scadenza 1971) i
noti titoli obbligazionari dello Stato,
i “ CCT” (titoli speciali con
scadenza, ammortizzabile di vari tagli, in 30 anni al tasso del 5% pagabile in rate semestrali
posticipate al 1° gennaio ed al 1° luglio di ciascun anno), per far fronte a
speciali spese straordinarie e furono
denominati, non più Buoni del Tesoro. Ma furono detti «Certificati
di Credito del Tesoro, per il finanziamento di opere di bonifica integrale»
Emessi dal Ministero del Tesoro, ma autorizzati con
Decreto del Capo del Governo (era Benito Mussolini) il 12 luglio 1941).
Passiamo, ora,
a fare una carrellata della intensa storia del Debito Pubblico, come si è
evoluto dagli anni del dopo guerra ai nostri giorni.
"I primi Titoli di credito che rappresentarono Il Debito Pubblico della
Repubblica Italiana, oltre ai classici BOT, furono prestiti a lunga e media
scadenza e furono denominati BTN 5%
(Buoni Del Tesoro Novennali) che furono emessi a partire dagli anni ’50,
’60 e ’70 del Novecento per far fronte a
spese straordinarie per opere strutturali ed offrivano un rendimento alquanto
alto con un tasso fisso annuale, pari al tasso pagabile per I bot annuali, che maturava semestrale ed era rappresentato
da due cedole per ogni anno della durata del titolo.
Per incentivare la sottoscrizione dei BTN era
previsto l’aggiunta di un premio, che
concorreva, per ciascuna serie di 1
miliardo di lire, ad un sorteggio per un totale di 58 premi per complessive L.
2.400.000 a semestre. Altra agevolazione e privilegio era che sia l’interesse,
che i premi erano esenti da ogni imposta presente e futura. Tali nuovi tipo di
Buoni si potevano sottoscrivere al portatore o nominativi".

Non è finita così la descrizione del Debito Pubblico
!
Ne vuoi sapere di più , se non ti annoi,
ci saranno altre punatate e
conoscerai ancora tante novità