Buon Giorno Buona DOMENICA 19 aprile 2026
--- Sant’ Emma -- Sant’ Espedito -- Santa Marta –
.ln questo periodo a Napoli s’ incominciano a mangiare, come da tradizione la pasta a Ragù con i frutti di mare, cozze , vongole, lupini, con qualche residuo rimasto delle Torte rustiche, (e Casatielle) ripiene di salumi, pancetta, uova sode e provolone.
Intanto auguro una buona domenica a tutte le amiche e agli amici, che tengono viva l’amicizia con il sottoscritto sperando di festeggiare, quando prima la pace, con la fine dei tanti i conflitti armati, che fanno vivere la nostra esistenza con continue trepidazioni e sconforti.
Dopo aver fatto questo augurale saluto mattutino, vi posto una interessante curiosità storica di un accessorio dell’abbigliamento, un tempo, abituale maschile. che metteva jn evidenza lo stile o meglio l’eleganza di chi la indossava,
Dalle curiosità storiche di Sasà ‘o Professore
La Cravatta
La cravatta è un accessorio fondamentale abituale dell' abbigliamento maschile ed a volte anche delle vestizioni femminili.
La cravatta non è altro che una striscia di tessuto, che viene annodata attorno al colletto della camicia, lasciandone scendere l'estremità, più lunga, sul torace, coprendo la bottonatura della sottostante camicia.
La cravatta è, da sempre, il simbolo dell’eleganza maschile, ed è considerato un vero e proprio emblema di stile e raffinatezza, ed è tra gli accessori del guardaroba dei maschi più amati in assoluto. Un tempo la si vedeva addosso ad uomini d’affari dallo stile rigoroso e la si indossava esclusivamente nelle occasioni formali, oggi invece la cravatta si utilizza ,sia nel quotidiano, che nel tempo libero, e viene sfoggiata con faciltà anche con i look più casual.
Reinventata in mille versioni diverse dai vari “Fashion Brand”, la cravatta è una vera icona di stile e, nonostante le sue origini risalgano a molto lontano, è un accessorio sempre moderno, capace di conquistare a volte anche i più giovani.
La sua origine è incerta anche, se qualcuno sospetta che le prime cravatte esistevano già ai tempi degli antichi Egizi, quando, durante i riti funebri, piccoli lembi di stoffa colorata venivano annodati al collo dei defunti. Agli inizi del Seicento sono stati i militari Croati a contribuire alla sua diffusione, ma ci ha pensato poi il Re francese, Luigi XIV°, a sancire definitivamente la nascita di questo accessorio. A quanto pare infatti, durante la guerra dei 30 anni, i foulard, portati al collo dalle truppe Croate, non sono passati inosservati dai soldati dell’esercito francese, che sono rimasti talmente affascinati da questo particolare accessorio da volerlo introdurre anche nel loro paese. Il “Re Sole”, Luigi XIV°, infine, decretò il grande successo della cravatta, istituendo persino una nuova professione, quella del “Cravattaio” che aveva il compito di annodare in modo impeccabile la cravatta del sovrano. Ma questa non è l’unica curiosità che riguarda questo accessorio così iconico. Qualche altra curiosità sulla cravatta per esempio è Il nodo Windsor, anche chiamato nodo “Scappino”, Windsor pieno o Doppio Windsor, ed è il nodo per cravatta delle grandi occasioni.
Questo particolare modo per fare il nodo alla cravatta deve il nome al duca Edoardo di Windsor, futuro re, Edoardo VIII°, del Regno Unito.
Questo nodo prende la sua popolarità attorno agli anni trenta, quando Edoardo di Windsor, caratterizzato dall’eleganza, che faceva tendenza nella moda maschile dell’epoca. La storia però precisa che Edoardo VIII° non inventò questo nodo, bensì il nodo Windsor sembra stato creato, molto più probabilmente, dal sarto dei Savoia, Domenico Scappino, da questo, appunto, Nodo Scappino, (Noto in napoletano, = "Nodo schiappino").
Il Windsor è un nodo triangolare, simmetrico e spesso che funziona molto bene sulle camicie, con colletti alla francese o ben aperti, visto che prende molto spazio.
IL Nodo Windsor è il nodo perfetto per le grandi occasioni, da realizzare quindi con cravatte eleganti e non troppo spesse (la seta è la scelta migliore).
Tale nodo, realizzato su colletti aperti, come i colli inglesi od i colli italiani, per via del suo volume. Importante che tale nodo (Windsor) deve necessariamente essere realizzato in maniera perfetta, in modo da nascondere l’ultimo bottone della camicia cadendo esattamente al centro del collo. Il nodo Windsor (a scappino) in definitiva è un nodo semplice, ma la sua realizzazione comporta un nodo grande, triangolare e simmetrico
Alcune curiosità da conoscere infine sulla cravatta:
Un senatore della Repubblica Italiana non può entrare nell'emiciclo del Senato senza indossare la cravatta. Dal luglio 2007 a causa della calura eccessiva con apposita legge, la ministra, Livia Turco, emise un circolare, tuttora vigente, che esonera i dipendenti pubblici e privati dal mettere la cravatta.
Da rammentare che tra le eccellenze napoletane, la Marinella fabbrica cravatte, forse rimasta ancora operante a Napoli, nata nel 1914. La Marinella cravatte, conosciuta in tutto il mondo, produce capi di tale abbigliamento che sono utilizzate in occasione di cerimonie ufficiali per fare un figurone. con queste rinomate cravatte. Attualmente il cravattificio è gestito dall'ultima generazione della famiglia Marinella,il nipote del capostipite, Aurelio Marinella, il famoso Maurizio Marinella, attività artigianale ormai ininterrottamente, produttrice di cravatte da 108 anni.
A proposito Il termine "Cravattaro" attualmente, significa figurativamente oltre al confezionatore dell’accessorio, la "Cravatta". si è evoluto in forme più complesse, come un personaggio colvolto e collegato ad attività criminali strutturate o alla cosiddetta usura bancaria.
In napoletano, così come in molte zone del centro-sud Italia, 'o cravattaro è il termine dispregiativo usato per definire lo strozzino o l'usuraio
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le foto sottostanti sono:
la classica Cravatta utilizzata dagli uomini:
La Cravatta Winsor nota con il nodo schiappino




