Buon Mercoledì
30 settembre 2026 San Girolamo -,Santa Sofia
- Santa Rachele
Si preannunciano imminenti elezioni
dalle opposizioni dell’attuale governao per la nob solizione dei vari prolemi
delle famiglie della nazione, mentre il costo della vita aumdenta a dismisura,
soprattutto per mancanza di prodoto petroliferi tenuti dai paesi in guerra. Dopo
questa mia costatazione ascoltando i notiziari televisivi sull’attualità, che
stiamo vivendo, per non rattristarci, Carissime amiche lettrici
e Stimatissimi amici lettori, vi posterò una curiosità storica, stavolta di
una bevanda, l’acqua minerale, che è publicizzata, via TV e non solo, con nomi
di santi per indicare che è pridigiosa e ricca di effetti salutari Dalle curiosità di Sasà ‘o Professore
Le acque Minerali in Italia Una singola marca di acque minerale
nel nostro paese “l’Italia” detiene il primato esclusivo di essere stata la
"prima" in assoluto a essere venduta specificamente nel dopoguerra,
poiché l'industria delle acque minerali in Italia era già nata e consolidata a
cavallo tra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento. I
grandi marchi storici italiani (come Sanpellegrino, Ferrarelle, Sangemini,
Fiuggi e Levissima) avevano già stabilimenti attivi prima del conflitto della
Seconda Guerra Mondiale, e ripresero quasi immediatamente a commerciarle c e a
distribuirle non appena le fabbriche furono rimesse in sesto dalle devastazioni
belliche
Il mercato delle acque minerali ebbe però una
netta evoluzione, con le acque in bottiglia nel dopoguerra ed ebbe tappe
storiche ben definite come avvenne negli anni '50.
Negli anni ’50 si ebbe infatti, il mercato dell'acqua minerale in
bottiglia (rigorosamente in vetro e venduta in casse di legno) non era una bevanda
da tavola di uso comune, come la intendiamo oggi, ma era considerata un
prodotto d'élite o un presidio medico-terapeutico. Veniva acquistata
principalmente in farmacia o in negozi specializzati ed era consumata
soprattutto dalle classi abbienti o da chi soffriva di specifiche patologie
(es. problemi renali o urici) sotto consiglio medico. I marchi più famosi erano
: La
Sanpellegrino (fondata nel 1899), la Sangemini nel (1889) e la
Ferrarelle nel (1893), che iniziarono la ripartenza industriale del
settore. La vera e propria rivoluzione commerciale di questo settore avvenne, infatti
a ridosso del miracolo economico, quando negli anni '60 l'acqua minerale
inizia a democratizzarsi. In quel periodo nascono o si espandono nuovi
stabilimenti e l'acqua in bottiglia di vetro comincia a comparire regolarmente
sulle tavole degli italiani La trasformazione definitiva ci
fu negli anni '70:, grazie all'introduzione delle bottiglie in plastica.perchè questo
materiale abbatté i costi di produzione e di trasporto, trasformando l'acqua
minerale da prodotto "curativo" a bene di consumo di massa, portando
l'Italia ai vertici europei per consumi.
Da ricordare
che l’Acqua Sangemini era stata utilizzata già nell1800 per curare e medicare i
soldati, l’acqua Levissima e bbe origine nei primi del '900 e giunta fino ai
giorni nostri
Anche
la Regione Campania ebe una grande
produzione di acqua minerale
Infatti la
Campania è una delle regioni italiane più ricche di sorgenti idrominerali,
favorita dalla complessa natura geologica del territorio, dove si incontrano
rocce calcaree e sedimenti vulcanici (legati al Vesuvio, ai Campi Flegrei e
all'antico vulcano Roccamonfina). Questa combinazione dona alle acque campane
una naturale effervescenza e una ricchezza di minerali uniche nel loro genere. Le acque minerali
campane, classificate dalle grandi fonti industriali famose in tutta Italia
fino alle storiche sorgenti locali e cittadine.
Le Grandi Fonti e i Marchi Nazionali (Alto Casertano e
Matese)
I marchi delle Grandi Fonti campanie divenneero anche “Marchi
nazionali(“ (Alto Casertano e Matese) dominano il mercato italiano perchè le
loro fonti si trovano in un vero e proprio "distretto delle
bollicine" nel casertano, tra il massiccio del Matese e l'area vulcanica
di Roccamonfina. Come la Ferrarelle (Riardo, CE), che è l'acqua
effervescente naturale per eccellenza. Nasce dall'infiltrazione della pioggia
nel vulcano spento di Roccamonfina; l'acqua compie un viaggio sotterraneo di
circa 30 anni, arricchendosi di calcio, magnesio, fluoro e della silice tipica
delle rocce vulcaniche, per poi incontrare l'anidride carbonica profonda.
Sgorga naturalmente mossa nel Parco Sorgenti di Riardo, tutelato dal FAI. Dallo
stesso bacino idrogeologico vengono imbottigliate anche le acque Natía
(oligomineralizzazione naturale) e Santagata. Acqua Lete (Pratella / Letino, CE): Famosissima
acqua effervescente naturale nota per il suo bassissimo contenuto di sodio (tra
i più bassi per le acque ricche di bicarbonato). Nasce nel cuore del Parco
Nazionale del Matese, dove scorre tra rocce calcaree acquisendo le sue
proprietà digestive Acqua
Prata (Pratella, CE): commercializzata dallo stesso ruppo di Lete, è un'acqua
oligominerale più leggera, ma che conserva una delicata effervescenza naturale.
Le Storiche Fonti Locali e Cittadine (Area Stabiese e
Vesuviana)
Castellammare
di Stabia è storicamente definita la "Città delle Acque" per
la presenza di circa 28 sorgenti idrominerali differenti che scaturiscono
dall'incontro tra il bacino calcareo dei Monti Lattari e il bacino vulcanico
del Vesuvio
Acqua della Madonna
(Castellammare di Stabia, NA): Chiamata anche "Acqua dei
Navigatori", fu scoperta nel 1841 nei pressi della Chiesa di Santa
Maria di Porto Salvo. È un'acqua medio-minerale, bicarbonato-calcica e
naturalmente effervescente. I marinai la adoravano perché le sue proprietà
chimiche le permettevano di conservarsi a lungo nelle botti di legno senza
deteriorarsi durante i lunghi viaggi in mare. Nota storica:
Commercializzata per lungo tempo in bottiglia, negli ultimi anni la sua
distribuzione industriale e la mescita pubblica hanno subito interruzioni e
complesse vicende burocratico-sanitarie.
Acqua
Acetosella (Castellammare di Stabia, NA): Un'altra celebre
istituzione stabiese. Si tratta di un'acqua acidula, ricca di anidride
carbonica e dal sapore marcatamente ferroso e pungente, storicamente apprezzata
per favorire la digestione
Acqua
Santo Stefano (Qualiano / Montesano sulla Marcellana, SA): Estratta nel cuore
incontaminato del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, è un'acqua
oligominerale purissima e leggera. Studi clinici ne evidenziano le ottime
proprietà diuretiche e l'estrema povertà di sodio (inferiore allo 0,002%), che
la rende ideale per le diete iposodiche e l'infanzia.
🏺 Il Come non menzionare il Mito ormai Scomparso dell’: L'Acqua
Zuffegna (o delle Mummare) a Napoli
Tale acqua è
la storica Acqua di Monte Echia (Napoli). Conosciuta dai napoletani come Acqua
Zurfegna (solfurea) o Acqua delle Mummare (dal nome delle tipiche
anfore in terracotta utilizzate dagli "acquafrescai" per mantenerla
fresca), era un'acqua termominerale vulcanica acidulo-solforosa che sgorgava
nel quartiere Santa Lucia. Molto amata per le sue proprietà terapeutiche e il
gusto frizzante, la sorgente venne definitivamente chiusa e sigillata nei primi
anni '70 per ragioni di sicurezza igienico-sanitaria a seguito dell'epidemia di
colera, rimanendo però un pilastro del folklore partenopeo