Buon Giorno Buon Giovedì 04 Giugno 2026
- Sant’ Isabella – San Quirino – San Gualterio ---
Gli
improvvisi fenomeni atmosferici con venti fortissimi causati da trombe d’aria, producono incendi,
alluvioni e stradicamenti di vetusti alti alberi, come sono avvenuti ieri a Roma
Questo cambiamento climatico sta producendo generalmente abbondanti piogge, che producono
danni imprevedibili e spesso irrisolvibili, con disastri ed anche con decessi
di persone.
Ricordando
un vecchio detto degli antichi saggi partenopei, (‘O Fuoche
Se Po’ Stutà’ Cu’ l’Acqua, Mentre l’Acqua Nun s’Asciutta Cu ‘o Fuoche), per significare che i due
elementi sono importanti, però il loro eccesso, fa verificare danni e disastri,
che porteranno alla cancellare sia degli esseri umani, che degli animali e del
mondo vegetale, che permette la nostra esistenza
Intanto ll
fuoco e l’acqua sono gli elementi, essenziali per la vita dell’uomo su questo
nostro pianeta.
Dopo questa mia riflessione, anche oggi, come
predetto ieri,: dopo la curiosità della storia sulle prime 3 “Madonna campane”
sconosciute, vi posterò e vi narrerò delle
altre 4 Madonne, conosciutissime, delle 7 Madonnne Speciali, venerate in
Campania, dove si fanno pellegrinaggi e feste annuali, come tradizione in loro
onore.
Ma la
narrazione sulle Madonne Campane non finisci così. ne esistono anche altre che
vi posterò in seguito.
.
Dalle Curiosità storiche religiose di Sasà ‘O
Professore.
Le altre
quattro, forse le più note Madonne, particolari campane, dopo le prime tre
madonne, quasi sconosciute
La quarta (4) è La Madonna Materdomini, nota come Madonna nera del Carmine,
venerata a Nocera Superiore. (SA)
La Sacra
Immagine, della Madonna Materdomini, nota anche come Madonna nera del Carmine,
è Venerata a Nocera Superiore (Sa), dalle fattezze bizantine dipinta su legno, che
riproduce , la Vergine Maria, che reca
sul braccio sinistro il Bambino Gesù
La
tradizione narra che l’immagine della Vergine fu ritrovata miracolosamente
sotto terra, conservata tra due lastre di marmo, nell’anno 1041 da una
contadina di nome Caramari, che ebbe una visione secondo la quale la Madonna le
chiedeva di scavare sotto una quercia, perché lì si trovava una Sua effige
miracolosa.
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la quinta madonna è La Madonna dell’Arco,
Venerata a Sant’Anastasia (NA)
Nel lunedì
in Albis. una tradizione che si protrae da 5 secoli, che fa riferimento ad un'edicola
dedicata alla Madonna, già dal Quattrocento, che sorgeva sul margine della via,
che collegava a Napoli i vari comuni vesuviani, nel lato del monte Somma. Tale
edicola si trovava a circa otto chilometri dalla capitale del Meridione
d'Italia, in territorio del comune di Sant'Anastasia, nella contrada che si
chiamava «Arco» per la presenza dei resti delle arcate di un antico acquedotto
romano. Potrebbe perciò essere questo il motivo per cui, con molta probabilità,
i tanti devoti attribuirono all'immagine sacra il nome di «Madonna dell'Arco».
Il dipinto certamente non vanta pregi artistici, ma colpisce la mesta
espressione del volto, dominato da due grandi occhi che hanno l'effetto di
penetrare l'animo di chi li guarda, lasciandovi un ricordo indelebile. Oggi,
chi entra nel Santuario la vede nel tempietto, costruito nel 1621 sul luogo
preciso dov'era il muricciolo dipinto. Durante un restauro, nel 1952, venne
tolto il pannello di marmo anteriore che copriva parte del dipinto e venne alla
luce gran parte della primitiva immagine, che fu poi nuovamente ricoperta.
Nel mese di
marzo del 2000, al termine dei lavori di restauro dell'intero tempietto, si è
proceduto a togliere definitivamente il pannello di marmo. In tal modo, è di
nuovo possibile ammirare il dipinto nella sua interezza come doveva apparire la
Madonna nel '400 ai viandanti che vi passavano dinnanzi-Dove avvenne il
miracolo:
IL miracolo
; Era il lunedì di Pasqua, 6 aprile 1450, e nella località si svolgeva una
festa paesana. Due giovani giocavano a chi facesse andare più lontana una palla
di legno colpendola con un maglio.
Nel gioco,
la boccia di uno dei due andò a sbattere contro un albero di tiglio, che
sorgeva vicino all'edicola della sacra immagine, facendogli perdere la partita.
Il perdente, accecato dall'ira,
bestemmiando scagliò la boccia contro l'effige della Madonna, colpendola alla
guancia sinistra. Questa, come se fosse di carne, cominciò a sanguinare.. Un
giocatore di pallamaglio, furioso per aver perso, colpì l’immagine votiva che
prese a sanguinare. invocando come fare per espiare il male procurato
all'immagine sacra. La gente si gettò sul sacrilego e stava per linciarlo,
quando, passando di lì il Conte di Sarno, Raimondo Orsini, Gran Giustiziere del
Regno di Napoli, fece liberare il malcapitato. Dopo un processo sommario,
constatato il miracolo, il sacrilego venne impiccato allo stesso albero di
tiglio, che aveva fermato la boccia. Da quel momento i devoti della Madonna ,
noti come. i Fujenti, vestiti di bianco e a piedi scalzi, nell’ultimo tratto
della processione, corrono freneticamente per espiare il peccato dell’empio
giocatore. I Fujenti portano in dono alla Madonna gli ex voto per grazia
ricevuta. Il santuario ne conserva a migliaia di tutti i tipi, la collezione
forse più copiosa del mondo cristiano.
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La sesta è La Madonna di Piedigrotta,
venerata a Mergellina (Na)
La leggenda
che ha dato inizio al culto della Madonna di Mergellina, quella che racconta di
tre sconosciuti che, l’8 settembre del 1353, si ritrovarono a scavare
sull’arenile di Mergellina, appunto, perché quella notte la Vergine era andata loro
in sogno per chiedere di riportare alla luce una statua, la sua, insabbiata. Lo
fanno a mani nude e non hanno alcuna intenzione di smettere. Sono Benedetto il
monaco, Pietro l’eremita e Maria la monaca, e quando finalmente la trovano la
portano ai ”piè della grotta”.
È la nascita
di una leggenda, quella della Madonna del mare, oggi come ieri adorata e
venerata dai pescatori di Mergellina.
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La settima è La Madonna di Montevergine
venerata a Mercogliano (AV)
L'immagine
della Madonna di Montevergine spicca il volto bizantineggiante di Maria, scura
nella coloritura del volto, sicuramente precedente alla pala stessa e quello
che oggi definiremmo "paccage", ossia la chiesa principale moderna.
La Madonna è detta, proprio per le sue caratteristiche di incarnato, "'a
Maronna nera Mamma schiavona", ossia è definita madre di .tutti gli
schiavi siano essi di qualcuno o di quella terra che come reca una canzone
"sgrava solo catene, solo catene alla fatica, alla fatica de mill'anni e
mille de sudore" (Oje Maronna fance chiovere), mentre una tammurriata la
definisce la più bella tra le sette Madonne campane ed, a questo punto, la più
cara ai contadini.
Vi sono altre
madonne speciali, una venerata a Napoli e un’altra di recente a Giugliano di
Napoli.
ma ve le posterò la ptossima volta.
Le immagini
sottostanti son
Madonna Nera del Carmine, venerata a Nocera
Superiore (Sa),
La prima immagine sacra della Madonna
dell'Arco, ….venerata ……………a
st’Anastasia (Na);
La seconda Immagine
sacra è della Madonna dell'Arco , oggi …………rifatta, come si ….presenta
attualmente nella chiesa a …………Sant Anastasia (Na);
La terza
immagine è la Madonna di Piedigrotta,
venerata a …………Mergellina (Na)
la quarta
immagine è la Madonna di Montevergine (Av), ………..venerata a Mercogliano (Av)