sabato 14 febbraio 2026

Buon giorno - Buon Sabato 14 Febbraio 2026

 

 

Buon giorno - Buon Sabato 14 Febbraio 2026

--- San Valentino – San Cirillo – San Metodio ---

 

Oggi si festeggia il sentimento più bello ,” l’Amore”. Noto pure come la festa degli innamorati.

Infatti è il giorno di San Valentino, che è un giorno in cui si celebra l'amorevole unione tra coppie.

L'amore nella vita è un sentimento di affezione verso una persona e si manifesta con il desiderio di procurare il suo bene e di ottenere la sua compagnia.

In effetti l'amore genera. sentimenti di condivisione, di confidenza e di pensare allo stesso modo della persona, che si ama.

(San Valentino) è il santo patrono del comune vesuviano salernitano, San Valentino Torio, dove viene allestita, in questol giorno, la ormai nota: “Sagra Della Purpetta E’ Pastenaca”,

A purpetta ‘è pastenaca. è Il simbolo della storia culinaria di questo centro agricolo salernitano, ed è una tradizione gastronomica, che si rinnova nel tempo, da ben 38 anni.

La purpetta e’ pastenaca, ovvero la polpetta di carote, è la protagonista ogni anno a San Valentino Torio,

L’ingrediente di base della specialità della polpetta di carote è la pastenaca, una varietà di carota dalla radice più grande, e dal colore, che sfuma tra il bianco, l’avorio e il nocciola, Per realizzarla si utilizza oltre al pane a mollica grande (tipo pane cafone napoletano), le uova, il formaggio (pecorino romano), il prezzemolo, e, per finire sale e pepe, quanto basta. Il segreto fondamentale per questa speciale pietanza, sta nel lavoro di amalgama dell’impasto, che non deve essere né troppo morbido né troppo duro.

Dopo aver inneggiato alla festa degli innamorati vi posterò, miei carissimi e stimatissimi lettori e lettrici, come promesso dopo il triste ricordo della nota discarica di Chiaiano, la descrizione dettagliata,  guardando quelle immagini di un fantastico sogno irreale dieci anni dopo.

 Dalle curiosità storiche di Sasà ‘o Professore

Il Sogno Fantastico Nell’Aldilà

 

Guardando le foto del 2008 della Discarica di Chiaiano,  attentamente e ricordando i terribili momenti di lotta impari delle popolazioni locali di Chiaiano e Marano, iniziati il pomeriggio del 23 maggio 2008 e continuati con una veglia nei presso della rotonda (La Rosa Dei Venti, meglio conosciuta, come la RotondaTitanic), che manifestavano democraticamente il loro disappunto; si trovarono contro uno schieramento antisommossa di forze dell’ordine, che, per dissuadere la protesta, dovevano imporre, utilizzando l’uso di bombe lacrimogene e maneggiando manganelli con cariche senza guardare in faccia, né donne, né bambini.

Il provvedimento legislativo, che prevedeva il sito dello sversatoio dei rifiuti di Napoli, nelle dismesse cave di Chiaiano, era stato indicato dal “Commissario Governativo” per i rifiuti di Napoli, pro tempore, l’Onorevole “Gianni De Gennaro”

Provvedimento, poi, sancito con decreto legislativo dal Governo, (Dicastero Prodi, alla fine del suo mandato governativo, perché sfiduciato), e poi adottato definitivamente da quello immediatamente successivo, il Governo Berlusconi, che senza sentire nessuna ragione, alla fine, dopo aver imposto, di nuovo, il defenestrato commissario governativo e nominato, questa volta, responsabile della Protezione Civile, il dott. Guido Bertolaso.

Il Decreto del provvedimento fu firmato e promulgato, infine, con la scusante dell’emergenza dal Presidente dell’epoca, della Repubblica, Giorgio Napoletano, che permetteva la scellerata scelta senza battere ciglia, (questo ultimo pur conoscendo già il sito, che in altri momenti, aveva apprezzato esaltando le meraviglie del luogo) mi feci trasportare da quelle immagini in un fantastico sogno irreale ed improvvisamente mi trovai catapultato ad assistere ad una mini assemblea di Santi protettori delle Comunità della zona Nord di Napoli, in cui ricadeva la discarica, quasi fosse un'insolita riunione di condominio, che si teneva lassù in cielo, presieduta per competenza territoriale dal Santo protettore per antonomasia della città di Napoli, San Gennaro; che andrò a raccontarvi.

C’era un tavolone rettangolare ed al centro presiedeva, come detto prima, da San Gennaro, l’assemblea,mentre nelle sedie alla sua destra c’erano: San Nicola di Bari – Patrono della chiesa di Polvica di Chiaiano, rappresentante i parrocchiani di quella località, San Giovanni Battista, Patrono Ufficiale della parrocchia di Chiaiano centro, assistito dai Santi Compatroni Chiaianesi, San Raffaele Arcangelo e San Michele, il santo della cappella di piazza Margherita (piazza detta ‘e mieze ‘o furno), nelle sedie di sinistra trovavano posto San Castrese, rappresentante la comunità del circondario della parrocchia di Marano, coadiuvato dalla Compatrona maranesa, la Madonna del Poggio Vallesana, più in là, sedeva San Biagio, venerato a Mugnano di Napoli, coadiuvato dalle Suore del Compatrono, il Sacro Cuore di Gesù Eucaristico, ed infine s’intravedeva quasi in fondo Sant’Alfonso Dei Liguori, in rappresentanza della comunità dei fedeli di Marianella – Piscinola.

Insomma la riunione era costituita da tutti i Santi Patroni e Compatroni delle comunità della Zona Nord Napoletana, quasi a rappresentare i paesi attraversati a monte ed a valle dalla strada provinciale Santa Maria a Cubito.

Nell'ampio salone, dove si svolgeva questa insolita assemblea erano situati, come in un grande teatro, scranni tutto intorno, affinché si potesse assistere alla discussione da dibattere (Ordine del Giorno : “Discarica Del Poligono di tiro a Via Cupa dei Cani”, sua definitiva chiusura e inizio eventuale bonifica del territorio).

Data l’importanza, c’era assiepato nel salone una moltitudine di anime, come spettatori (tra le anime dei morti presenti, v’erano soprattutto quelli della zona degli ultimi decenni, che erano interessate a conoscere di che si stava discutendo, anche se non potevano intervenire, non volevano perdersi la decisione finale, che avrebbero adottate tutti insieme, i venerati Santi della Zona nord di Napoli, i quali si erano riuniti per non perdere ognuno la fama e la propria venerazione, che ricevevano dai loro protetti.

Tra le anime, che s’accalcavano nella sala ad assistere al dibattito, riconobbi, in prima fila, i miei fraterni amici e compagni, giunti lassù da poco tempo, Peppe Miniminor, (alias Giuseppe Montesano), Rafele Martino, (alias Raffaele Martino, 'o Cumenestone 'e Santacroce) l’avv. Giuseppe Carendente Giarrusso, il combattente, ex sindaco di Marano), i quali, vistomi spaesato, mi affiancarono e mi chiesero, come mai, mi trovassi lì, pur non essendo ancora defunto.

“Mi fa sommo piacere rivedervi! Non vi siete dimenticati dei vostri paesi natii, quando siete stati sulla Terra? V'interessa la discussione!” Risposi alla loro domanda e mi schernii affermando: “ vi ricordate quante battaglie che abbiamo fatto insieme a Chiaiano, a Marano! Sono solo di passaggio, ma se le cose di laggiù continuassero, come stanno procedendo, e se nessuno quassù prendesse a cuore le invocazione di aiuto delle Genti, che vivono nei pressi dell’ingiusta apertura della Discarica, sarei stato anch’io tra di Voi fra non molto.”

Il facente funzione di segretario dell’assemblea, era San Giuliano, Patrono di Giugliano in Campania, con un campanello stridente intimò di far silenzio, perché, di lì a poco, iniziava la seduta della “Speciale Adunata”, pertanto, era intento degli astanti tutti zittire, se si volesse partecipare alla discussione dell’ordine della seduta da dibattere e di giungere e definire appropriate conclusioni, come invocate dai preganti del territorio della zona dei paesi a nord di Napoli, (Chiaiano , Polvica, Marano, Mugnano, Marianella).

Improvvisamente si fece largo tra coloro, che stavano lì come uditori, l’anima di un nuovissimo defunto, Napolano Salvatore, (per chi non lo conosceva, era, il compagno, operaio elettricista di Chiaiano, che lo potevi incontrare sempre a tutte le feste del Partito Comunista, di Rifondazione, ed infine del PDCI, con la sua brava pinza da elettricista sui fianchi, a guisa di un Cawboy, ed a tutte le manifestazioni, per ribadire i diritti inviolabili, dei lavoratori, sanciti dalla nostra Costituzione repubblicana. che si facevano dalle nostre parti. Nato e vissuto a Chiaiano fino alla pensione nella casa paterna al Corso Chiaiano n. 6, mentre.

l'ultima sua residenza era stata Giugliano in Campania, quando si era risposato, e dove si era poi spento), chiese di parlare ed informare i membri della riunione, perché proveniva proprio da quei luoghi delle ultime vicende sul grave problema dei rifiuti a Napoli, e dove aveva partecipato attivamente.

Il presidente dell’assemblea, San Gennaro, prima di dare inizio alla discussione, sentito per un attimo i Santi patroni, delle Zone interessate alla discussione, convenuti, e non avendo alcuna opposizione, dette la parola al Napolano, pregandolo d'essere breve e di attenersi ai fatti senza fare la storia dei Rifiuti di Napoli, che era iniziata più di venti anni prima, ormai nota a tutti, specie a a quelli di lassù. “

Tori Tori, così era anche conosciuo il Napolano, iniziò a dire: “ Come tutti sanno, ormai sono stato inumato proprio a Chiaiano in quel camposanto, nella nuova cappella dell'arciconfraternita, che guarda la famosa Selva di Chiaiano e vi posso assicurare che non è più un luogo piacevole di assoluto riposo, come potrebbe apparire a prima vista, com’era un tempo, un cimitero degno di morti privilegiati, dove regna l’ordine, la non confusione del sovraffollamento e dove si può ricevere ogni giorno compresi festivi, le requiem religiose e la visita dei parenti più stretti con i doni floreali tra i più belli, duraturi e freschi”.

“In queste ultime ore mi sono dovuto ricredere, non è così, e anche le visite dei miei cari sono diventate molto rare, perché dalla discarica, di fronte a noi, arriva un olezzo, ma che dico un fetore indescrivibile di materiale putrefatto, dicono il gas sprigionato dai rifiuti umidi “ il Tal Qual “, che pergolano”.

“Basta così! “, Si sovrappose la Voce squillante del presidente dell’assemblea, San Gennaro, che dette per primo la parola a San Nicola , in qualità di proponente la Riunione, rappresentante i cittadini di Polvica, (frazione di Chiaiano, forse la più vecchia comunità della zona), che riprese la questione del fetore, che proveniva dalla discarica ed inizio a dire:

“Non meritavamo di essere trattati cosi! Gli abitanti della mia parrocchia, sono stati, gente semplice, lavoratori laboriosi, sempre additati come benpensanti, ligi e rispettosi delle leggi, hanno accettato il sovraffollamento con l’insediamento della 25/80, (costruzione delle case di residenza-popolare, dopo il terremoto del novembre del 1980) che avrebbe comportato necessariamente un nuovo complesso scolastico, sarebbe occorso anche un nuovo ufficio postale ed una scuola superiore pubblica più efficiente, senza mai lamentarsi. Tutto questo non c’è mai stato dato, solo sulla carta, se ne sono sciacquato la bocca e lavate le mani, le varie giunte comunali, che si sono succedute nel tempo. Dirò di più, anzi negli anni ’90 volevano propinarci i cosiddetti “ Fos “, (Era Commissario di governo al problema dei rifiuti, l’afragolese Bassolino con il sub-commisario, Paolucci, ex assessore alla polizia urbana del comune di Napoli), in compenso promettevano che avrebbero realizzato, poi, un parco attrezzato

Intanto, dopo aver subito il fetore del bruciamento della gomma, che guarnisce il filo elettrico per ricavarne del rame, attaccato ai materiali di risulta, proveniente dall’abbattimento delle famose “Vele di Scampia”, che erano stati depositati, (non si è mai saputo per voler di chi), nel verde lussureggiante della Selva di Chiaiano, nelle cave dimesse.

Eccoti di nuovo il fetore, ora quello dei rifiuti indifferenziati, il cosiddetto “Tal Qual”, che proviene dalla discarica di Chiaiano, (la cosiddetta discarica di Napoli), quella che si trova vicino agli ospedali della collina del Camaldoli. “Non se ne può più.”. I miei parrocchiani m’invocano di fare qualcosa, per eliminare questo enorme disagio, miei cari santi colleghi patroni, discutiamone e troviamo tutti insieme una giusta soluzione, visto che laggiù i diretti responsabili di questa iattura, non ascoltano nessuno”.

All’improvviso si fa un gran chiasso attorno al tavolo della presidenza, grida, minacce, varie anime si ribellano e vogliono tutte quante intervenire per dare man forte a San Nicola, e spingere gli altri patroni della zona a prendere una seria decisione, affinché la discarica sia chiusa e si passi alla bonifica dei terreni, per farla finita con quel olezzo nauseabondo, prodotto dal percolato.

San Gennaro, sovrastante con la sua autorevole voce, l’assemblea, invita alla calma e dà la parola a San Castrese di Marano, che si era precedentemente iscritto a parlare.

San Castrese, inizia il suo intervento dicendo : -

Quindi sole le sante patrone riescono ad esaudire le giuste invocazioni dei loro imploranti, mi domando? Noi, solo santi protettori maschi, non siamo " nessuno"! Forse non contiamo nulla! Non ci facciamo valere presso, Chi decide! Quelli di Terzigno, Bosco-Trecase, Pompei, son riusciti nel loro intento, la loro Santa Patrona, Santa Maria della Neve, Santa Virginia, ha scongiurato l’apertura di una nuova discarica, quella di cava Vitiello, esaudendo l’invocazione dei suoi parrocchiani, mentre a noi nessun ci ascolta, perché non sappiamo farci valere? Uniamoci e andiamo in delegazione, da Chi Di Dovere, e vediamo se la spuntiamo, affinché sversatoi, non se ne devono più fare e si passa una volta per tutte alla raccolta differenziata dei rifiuti, così si fa anche il riciclaggio delle materie prime, che servono sempre e sono in fase di esaurimento “. “San Giuliano prendete atto e scrivete, così come sono dette le cose, perché dopo dobbiamo rendicontare il tutto dettagliatamente all’ Onnipotente, che deciderà come sempre per il meglio”. Così riprese a dire il presidente dell'assemblea, San Gennaro. Rivolgendosi al segretario della riunione, San Giuliano, e dette poi la parola a San Biagio, quale rappresentante delle genti di Mugnano, che invocando le sue prerogative di protettore delle vie respiratorie e dell’apparato otorino laringoiatra, insistette a dire e perorare un imminente rimedio “la chiusura della discarica, altrimenti di li a breve si sarebbero avute una quantità incommensurabile di malattie all’apparato respiratorio con relative complicazioni bronco polmonari di non facile cura e guarigione.

Inoltre, si sta venendo meno al patto, che la discarica sarebbe servita (a detta del buffone di turno, che governa la meravigliosa nazione , Italia, e quelli della sua corte di irresponsabili ed incompetenti) per appena due anni e al terzo si passava alla sua bonifica per ripristinare il territorio e riqualificarlo. Nulla di tutto questo sta avvenendo, al contrario, si continua a sversare. La spazzatura, intanto non è raccolta dalle strade e così si riesce a dare un’immagine di sporcizia, di rassegnazione, e noncuranza del popolo napoletano, che non è vera, come se la colpa di questa inefficienza non fosse esclusiva competenza di chi comanda la città. Pertanto assistiamo al solito scaricabarile, così assistiamo alle varie accuse tra di loro addossate ai vari gradi del potere, ( il comune accusa la Provincia, a sua volta la Regione, e tutti indicano il colpevole, il governo nazionale che non stanza i fondi per risolvere al meglio il servizio di nettezza urbana).

E’ veramente uno spettacolo vergognoso, dopo gli anni bui del laurismo, del paternalismo raccomadatorio democristiano, si ebbe una tregua con il cosiddetto Rinascimento Napoletano, iniziato alla metà degli anni settanta con il Sindaco Comunista, Maurizio Valenzi, e poi, dopo una transizione di vari Sindaci , che s’alternavano ogni quattro mesi , si giunse all’ascesa al potere del sindaco eletto direttamente dal popolo, Antonio Bassolino, ma è stato tutto un bluf, dopo la lavata di faccia della città in occasione del G7 , poi divenuto G8, perché la città è stata abbandonata a se stessa, facendo imperare il motto “ tiramme annanze, tiramme a campà.” San Biagio infine concluse :

“Vi sembra poco! Mie care anime presenti, mio caro presidente! Pare che non ci sia via d’uscita! Chi dovrebbe decidere, ha paura di farlo, e per non compromettere il consenso, che gli deve arrivare alle prossime consultazioni elettorali, quando, alla fine, decide fa solo danni, e speriamo che non diventino irreversibili.”.

Dagli scranni delle anime presenti, come uditori, inizia una rumorosa contestazione con grida assordanti ed applausi per l’ultimo intervento, (quello di San Biagio, il patrono di Mugnano), che dicevano pressappoco così: “ Chi si aspetta a chiudere questo sito di sversamento di rifiuti (Tal Qual) con il fenomeno infernale di odori maleodoranti, che minano la salute delle genti locali. Che deve succedere ancora? La gente di Chiaiano e Marano e Mugnano non si arrendono e non vogliono convivere con quel fetore e poi, c’è la possibilità prevedibile dell’inquinamento della sottostante falda acquifera”.

“Calma, calma, non stiamo al mercato!” Fece rintronare la sua autorevole voce San Gennaro, che, fatto zittire tutti, chiese ai compatroni presenti, se c’erano altri testimoni da ascoltare, poiché, se non ce ne fossero stati altri, si doveva procedere a stilare un apposito dettagliato documento da approvare e sancire cosi la decisione finale, emersa dalla discussione, per sottoporlo al giudizio definitivo dell’Onnipotente, che avrebbe dato l’assenso per far procedere ad un’immediata chiusura della discarica del sito di Chiaiano.

Quando si stava quasi per chiudere ed iniziare a procedere alla stesura degli atti, con fare allarmante irrompe nella sala, quasi senza chiedere permesso, ed inizia a parlare ed a farsi ascoltare dicendo :

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(CONINUERA’ LASSEMBLEA del sogno fantastico se vorrete conoscere l’esito finale del sogno e come fu chiusa  nel 2018 la Discarica di Chiaiano-Marano,sarà la prossima curiosità di Sasà ‘o Professore.

Le foto sottostanti sono:

1) la prima manifestazione antidicasrica nel 2008

2) il pomeriggio del 23 maggio 2008

presso la piazza "Rosa dei Venti" ( nota come il Titanic)

 



 

venerdì 13 febbraio 2026

Buon giorno – Buon Venerdì 13 febbraio 2026

 

Buon giorno – Buon Venerdì 13 febbraio 2026

--- Santa Fosca -- Santa Maura – San Benigno ---

 

Quando non piove e non tira il vento, come al solito, mi sono seduto su una sedia, posta nel mio balcone, per godere i raggi del sole, ed ho ammirato la sottostante strada, via Cupa Dei Cani, confine tra il Comune di Marano e quello di Napoli, con la località Chiaiano, percorsa ininterrottamente da auto, camion e moto, (diventata nota e conosciuta dal 2008 in tutto i territorio nazionale italìano, perché era la via, che conduceva verso l’arcinota “Discarica di Chiaiano-Marano” , diventata poi la “discarica dei rifiuti urbani del capoluogo campano, della città di Napoli.

Ricordo che la “via Cupa dei Cani” fu il luogo delle tante battaglie per impedire la apertura dell ’arcinota Discarica, decisa e voluta, grazie a illustri scellerati personaggi politici dell’epoca.

Tale scelleratezza comportò la distruzione di una zona agricola fertile, che produceva prodotti unici, come funghi speciali, porcini. rosole e prataioli dal gusto inconfondibile e la prelibatezza di frutti, come le famose ciliegia, qualità la Recca.e la mela annurca. Auguriamoci che non avvengano più di queste devastazioni agricole, in quanto non si hanno più quei buoni prodotti, che la natura ci dona, che servono a nutrirci, senza pesticidi  né sostanze nocive, con le quali si potrà poi soffrire di malattie incurabili. come la stanno vivendo i residenti dei comuni della “Terra dei Fuochi

Dopo questo triste ricordo, vi posterò miei carissimi e stimatissimi lettori e lettrici una interessante attuale curiosità storica dì Sasà ‘o Professore,

 

 

Dalle curiosità storiche di Sasà ‘o Professore.

Le Monete Metalliche jn Euro

Le monete in euro, in circolazione dal 1º gennaio 2002, sono disponibili in 8 tagli, come moneta metallica da centesimi (di Euro 1, 2, 5. 10, 20, 50), e monete da 1 e 2 euro o utilizzando cartamoneta da 5,10,20,50,100 200, 500 euro Ciascuna moneta ha sul rovescio una faccia comune a tutti i paesi dell'eurozona,

Sul dritto una faccia specifica per ciascuna nazione.

Gli Stati membri possono coniare monete metalliche in euro con l'approvazione della BCE (Banca centrale europea) per quanto riguarda il volume del conio:

All’Italia fu consentito di emettere una moneta da 2 Euro commemorativa solo dal 2004 per il 50° anniversario dell’istituzione del Programma Alimentare Mondiale con sede a Roma. La moneta raffigurava il globo terrestre, inclinato a destra e recante l'iscrizione «WORLD FOOD PROGRAMME», da cui si ergono una spiga di grano, una spiga di mais e una spiga di riso, i tre cereali che rappresentano gli elementi fondamentali dell'alimentazione del mondo.Dal 2004 per gli anni successivi fino al 2011, furono coniate ed emesse in circolazione monete commemorativi per il solo taglio di 2 euro come segue :

2005 = 2 Euro (“1º anniversario della firma della Costituzione ,……………………europea)

2006 = 2 Euro ( XX Giochi olimpici invernali di Torino )

2007 = 2 Euro (50º anniversario della firma dei Trattati di ……………………..Roma.)

2008 = 2 Euro (60º anniversario Dichiarazione universale dei ……………………..diritti umani )

2009 = 2 Euro ( 200º anniversario dalla nascita di Louis ……………………..Braille )

2010 = 2 Euro ( 200º anniversario della nascita di Camillo ……………………..Benso di Cavour)

2011 = 2 Euro ( 150º anniversario dell'unità d'Italia )

Dal 2012 fino al 2018 è stato concesso all’Italia di emettere e coniare monete metalliche da 2 Euro per due avvenimenti come di seguito elencate:.

2012 = 2 Euro (10º anniversario della circolazione di banconote e monete in euro)

Dal 2012 fino al 2018 è stato concesso all’Italia di emettere e coniare monete metalliche da 2 Euro per due avvenimenti commemorativi invece di uno come di seguito elencate:.

2012 = 2 Euro (10º anniversario della circolazione di banconote e monete in euro)

2012 = 2 Euro (100º anniversario della morte di Giovanni Pascoli)

2013 = 2 Euro (200º anniversario della nascita di Giuseppe Verdi )

2013 = 2 Euro (700º anniversario della nascita di Giovanni Boccaccio)

2014 = 2 Euro (200º anniversario della fondazione dell'Arma ……………………..dei Carabinieri )

2014 = 2 Euro ( 450°anniversario della nascita di Galileo Galilei)

2015 = 2 Euro (Expo 2015 di Milano)

2015 = 2 Euro (750º anniversario della nascita di Dante ……………………..Alighieri)

2015 = 2 euro (30º anniversario della Bandiera europea )

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2016 = 2 Euro (2200° anniversario della morte di Tito Maccio Pluto)

2016 = 2 Euro (550º anniversario della morte di Donatello)

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2017 = 2 Euro (400º an niversario completamento Basilica di San Marco a Venezia )

2017 = 2 Euro (2000°anniversario della morte di Tito Livio )

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2018 = 2 Euro (70º anniversario della Costituzione italiana

2018 0 2 Euro ( 60°anniversario dekll'istiyuzione del Ministero della Salute)

Agli Stati infine della zona euro è consentita l'emissione di monete commemorative da collezione con tagli diversi da quelli delle monete comunemente in circolazione. Queste monete, solitamente coniate in oro, argento o in altri metalli preziosi o rari come il niobio, hanno valore legale soltanto nel paese di emissione salvo casi particolari dovuto ad accordi precedentemente in vigore tra i singoli stati come, ad esempio, tra Italia, San Marino e Città del Vaticano. Di fatto queste monete, che solitamente hanno un valore intrinseco maggiore di quello facciale, non vengono utilizzate nella normale circolazione. Fra esse si hanno:

Monete da 5 euro,Monete da 10 euro,Monete da 20 euro.Monete da 50 euro

Monete d'argento in Euro coniate in ITalia

2017 = 5 euro d'argento (Antonio De Curtis in arte Totò)

2018 = 5 euro d'argento ( 100° anniversario della Costituzione Italiana

)

le immagini sono: gli spiccioli delle monete metalliche; in euro le banconotre di carta moneta in euro ; la moneta della scompras di totò

 




 

 

giovedì 12 febbraio 2026

Buon giorno. Buon Giovedì 12 febbraio 2026






Buon giorno. Buon Giovedì 12 febbraio 2026

--- Sant’Eulalia – San Damiano – San Costanzo ---

 

Dopo aver, ascoltate dalla tv le notizie non rassicuranti, riguardanti la auspicata tregua tra israeliani e palestinesi, che non prevedonoo una pace definitiva, affinché i due popoli possano convivere sul territorio, sempre conteso, fin dall’epoca dell’impero Romano, per il suo clima temperato e ricco di risorse e delle tradizioni millenarie di civiltà), nonche sul disegno di legge sull’emigrazione, che mi fa vergognare di essere italiano , perché offende la nostra costitituzione, che prevede assistenza per chi lascia il proprio paese natio sia per conflitti, che mancanza di prodotti alimentari , che necessitano per andare avanti.

L’unica speranza che spero di ascoltare dal prossimo festival canoro di Sanremo, con le suo canzoni un invito ad accettare la musica per condannare le stragi di giovani innocenti , che potrebbero essere la generazione futura di quella attuale, basata non sull’odio, che produce conflitti per imporre la propria volontà egemone.

Insomma, auguriamoci di ritornare alla normalità della pace, rispettare ciò che ci circonda e ci aiuta vivere, e sappiamo accettare la diversità di genere degli esseri umani e saremo più sereni e felici di esistere.

Per soddisfare la sete di conoscenze del passato. richiesta dai voi mueu carissimi amici e amiche lettrici, continuerò la narazione di altre curiosità storiche del recente passato  e non solo.di antichi mestieri napoletani soppressi, ma di un argomento di cui avevano bisogno per poterci approvvigionare di quei prodotti o di quei servizi necessari per esistere.  

 

 

Gli strumenti di cui avevamo bisogno era la  carta moneta e  le monete metalliche in lire , ma  dal 2002 con la nascita dell’Eurolandia in Euro, e sarà la puntata delle mia curiosità.

Dalle curiosità storiche di sasà’o Professore.

Le Monete Metalliche

Iniziamo col dire, che la coniazione delle monete metalliche è stata sempre una prerogativa dei regnanti di uno stato, dato che facevano imprimere spesso la loro effige nel Diritto della Moneta

La prima moneta rinvenuta, che mostri l'effigie di un Sovrano, è stata rinvenuta nel IV° sec a.C e fu coniata da RE Mithrapata della regione della Lyc, con il simbolo della Triscele posto dietro la testa

La Triscele (Triskele o Triskell, conosciuta anche con il nome grecizzato di Triskelion, in araldica Triquetra, sebbene con significato più particolare, a volte erroneamente Trinacria) è una raffigurazione di un essere con tre gambe (dal greco τρισκελής), più generalmente tre spirali intrecciate, o per estensione qualsiasi altro simbolo con tre pretuberanze ed una triplice simmetria rotazionale. La figura dà il nome anche al simbolo. La storia dell'antica “Triquetra” è articolata e complessa e per alcuni versi ancora avvolta nel mistero, poiché si ricollega alla mitologia. Secondo alcuni studiosi si tratta di un simbolo indoario, secondo altri celtico (Triskele).

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Monete italiane coniate nel dopoguerra

Le prime monete coniate ed utilizzate nei primi anni de

dopoguera dal 1946 al 1950 furono fatte con un Metallo speciale detto“ ITALMA” ( una lega di Alluminio e Magnesio) avevano anche circonferenza di media grandezza per monete spicciole, cosiddette per la circolazione dei decimali, ma possedevano una propria lucentezza e furono bene accettate dalla cittadinanza.

Ne furono coniate solo di 4 tipi, perché si era in un periodo transitorio si passava dal sistema millesimale, utilizzato dal vecchio Regno d’Italia a quello decimale adottato dalla nuova forma Istituzionale “ La Repubblica Italiana , dopo la proclamazione del Referendum del 2 Giugno 1946 e da una prudente politica economica , in quanto era in atto una forte svalutazione della Lira dopo la disastrosa guerra. La principale particolarità di queste monete, è che Sul “Diritto” è impressa la parola solo “Italia” nella prima emissione, anziché la dizione “Repubblica Italiana

(specie quelle coniate nel 1946)“, perché il decreto di emissione portava la firma di re Umberto II, che era datato 8 maggio1946. quando il monarca era a tutti gli effetti il capo dello stato. Quindi si coniò queste prime monete adattando le prove di conio già effettuate, dato il periodo transitorio, in attesa della proclamazione ufficiale della Repubblica Italiana.

Sul diritto, inoltre, invece di avere la classica effige del Monarca o del suo governante, avevano queste prime 4 monete le seguenti effigi:

Da 1 lira, sul diritto c'era una donna, che simboleggiava ………………l’Italia con in testa una corona di ………… ………………spighe e nella parte del ovesco, era ………………effiggiata un'arancia con ramo da 2 lire, sul diritto c'era effiggiato un contadino,

che ara la terra con un aratro, mentre

sul rovescio c'era una spiga di grano;

da 5 lire, Sul diritto c'è una donna, che simboleggia ……………….la libertà con una fiaccola in mano, ……………….mentre.nel.rovescio.è.impresso.un ……………….grappolo d'uva

la 10 lire, ….era effigiata con il mitico cavallo alato, ……………….Pegaso

Sul “ rovescio delle 4 monete, invece delle classiche effigi di commemorazioni di qualche avvenimento, c’erano impresse i prodotti tipici della nostra agricoltura, a significare che la nazione Italia era prevalentemente un paese agricolo

Monete metalliche in lire in Bronzital

Nella storia delle monete italiane sono stati usati diversi metalli, dette leghe, dei quali magari conosciamo il nome, ma non la composizione In Italia, infatti, dopo la Costituzione ( anno 1948 ) sono state utilizzate varie leghe per la coniazione di monete. La Lega più usata per la coniazione delle monete italiane fu “ACMONITAL” L’acmonital (abbreviazione di ACciaio MONetario ITALiano) è un tipo di acciaio inox composto essenzialmente da ferro (82%), cromo (18%) e nichel (10%) ed è la lega più usata in Italia.

La Repubblica Italiana utilizzò l’acmonital per le monete da 50 e 100 lire e per la parte esterna delle monete bimetalliche da 500 lire, dal 1953 fino al 2001.

Le monete coniate non con la lega ACMONITAL durante la Repubblica Italiana, furono due : la 20 e 200 lire

Tali monete furono coniate nella lega :BRONZITAL

Il Bronzital è una particolare lega di bronzo composta da rame (82%), alluminio (16%) e, dal 1968 per renderla più splendente, Nichelio (2%). In Italia è stato utilizzato per le monete da le 20 e 200 lire.

Il pezzo da 20 lire in bronzital, battuto per la prima volta nel 1955 e nel 1956 a titolo di ‘’prova‘’, e messo ufficialmente in circolazione dal 1957, aveva diametro di 21,3 mm ed il peso è di 3,6 grammi

La 20 Lire in bronzital aveva sul dritto il volto femminile dell'Italia con le due spighe sulla testa e che fu l’immagine di quasi tutte le prime monete fatte nei primi anni della Repubblica, mentre sul rovescio tale moneta era rappresentato da un ramo di quercia.

Il pezzo da 200 lire in bronzital, battuto per la prima volta nel 1977, e messo ufficialmente in circolazione dal 1977, aveva diametro di 24 mm ed il peso è di 5 grammi

La 200 Lire in bronzital aveva sul dritto il volto femminile dell'Italia con solo la capigliatura raccolta sulla testa, mentre sul rovescio tale moneta era rappresentato da un ingranaggio dentato, simboleggiante il lavoro, al centro un grande 200 lire e in basso al centro l’anno della coniazione.

la coniazione delle monete nel dopoguerra

Dopo un primo momento di svalutazione della Lira, si passò dal sistema centesimale (quando con 20 centesimi alias 4 soldi, ci si poteva fare colazione, con 50 centesimi del valore di mezza lira ci si poteva permettere un pranzo completo)

a quello decimale, dove la lira, prettamente cartacea passo specie per gli spiccioli in metallica.

Fece epoca , infine l'emissione della cinquecento Lire coniata in argento e come pure d'argento fu coniata nel 1970 quella da mille Lire, che furono ben presto tesaurizzate e non se ne trovarono in circolazione.

Oltre alle lire di carta negli ultimi tempi fu coniata una moneta del valore di 500 Lire con una emissione antifrode bimetallica. finché” nel 2002 con la nascita dell’Eurolandia utilizziamo per assolvere ai nostri bisogni “l’Euro”, sia come moneta metallica da centesimi (di Euro 1, 2, 5. 10, 20, 50, e 1 e 2 euro o utilizzando cartamoneta da 5,10,20,50,100 200, 500 euro (ma questa è storia dei nostri giorni).

Le immagini sottostanti sono:

1) La prima moneta metallica con l’effige del Re Mithrapata;

2) Il retro della prima moneta, Il Triscele (trinacria)

3) Monete italiane- (acmonital) del primo dopoguerra;

4) Moneta da 500 lire d’argento,

5) Moneta da 1000 lire d’argento;

6) Ultima moneta italiana da Moneta da 500 lire fu una moneta antifrode bimetalica.