martedì 3 febbraio 2026

Buon giorno – Buon Martedì 3 Febbraio 2026

 

Buon giorno – Buon Martedì 3 Febbraio 2026

--- San Biagio ---

 

In vari casali del esteso territorio dell’agro campano in special modo a Mugnano di Napoli , il cui patrono è “San Biagio”,  è  popolare un detto, che affermava che, in questo giorno ” A San Biase ‘O Sole Pe‘ Case”  

Quest’anno punualmrnte si è verificato e ricordo che in questo giorno si celebrava un rito, cui le nostre mamme ci tenevano tanto ad osservarlo ogni anno, (quello di portarci nella chiesa di san Biagio di Mugnano di Napoli, e farci cospargere il collo con l’olio benedetto del santo, affinché fossimo protetti da malanni di tracheidi o tonsillite.

 Oggi, auguriamoci con l’aiuto del Santo, San Biagio, si possa farci sopportare meglio e superare. questo brutto periodo di lutti, dovuti dai conflitti per distruggere o annettersi territori, per ritornare a poter vivere in serenità e gioia.

:Intanto vi posterò una ulteriore  curiosità storica dei tanti mestieri, e mansioni svolte dai napoletani e non solo, nel passato prima dell’avvento della nuova tecnologia.

Dalle curiosità storiche di Sasà ‘o professoreome

‘O Litografo

Il “Litografo” è un mestiere, il cui termine deriva. dalla stampa a colore, detta “litografia” . Quindi è il nome generico degli addetti alle operazioni, inerenti alla litografia, o agli artisti, che si servono del procedimento litografico (stampa a colori). La litografia (dal greco λίθος, lìthos, "pietra" e γράφειν, gràphein, "scrivere") è una tecnica di stampa chimico-fisica delle immagini per lo più litografiche. La litografia si diffuse in modo esclusivo, come la grafica d'arte, in un'epoca nella quale la cultura pop dell’epoca, esaltava il fattore tecnico riproduttivo del prodotto artistico

La litografia, dal greco lithos, ossia pietra, è un metodo di stampa artistica, in quanto esalta e non contempla matrici a rilievo o incavo. Le tecniche calcografiche nascono con lastre di pietra, accuratamente levigate con pomice, sabbia o ancora, carborundum. La matrice litografic, Inizialmente, era di una specifica pietra calcare molto compatta, proveniente da Solnhofen (Germania), in seguito sostituita da lastre di metalli porosi, come zinco e alluminio.

La litografia utilizza, infatti, i principi di repulsione chimico-fisica, tra acqua e sostanze grasse. Dopo il disegno, per procedere alla stampa, la lastra viene opportunamente preparata con una soluzione di gomma arabica e acido nitrico molto diluiti, perché servono a trattenere, nelle parti non disegnate, un sottile velo d’acqua. La stampa, che avveniva dopo un giorno circa dalla preparazione della matrice, ed era poi impiegato il torchio litografico, dove questa, una volta disegnata, viene bagnata e quindi inchiostrata con un rullo di caucciù.

Nella fase di stampa, questo procedimento permetteva all’inchiostro di essere respinto nelle parti acquose e trattenuto in quelle grasse, con cui è tracciato il disegno, che in questo modo, verrà trasferito sul foglio di carta.

La litografia che consente anche l'uso di diversi colori, è detta cromolitografia, un processo molto laborioso perché, per ogni colore da inserire, deve essere preparata una matrice con il disegno perfettamente riportato in squadra. Questo aspetto ha contribuito a diffondere la tecnica non solo in ambito artistico, ma anche nella stampa di manifesti e illustrazioni librarie.

Dopo la stampa su lastre di Pietra, la discendente diretta della litografia, è la moderna “stampa offset”, un tipo di procedimento industriale, basato anch'esso sulla repulsione chimica di sostanze. L'offset, che utilizza matrici di metallo, è detta anche stampa indiretta, perché l'immagine dalla matrice viene prima trasferita su un cilindro di caucciù, e poi su carta. La stampa offset è un sistema di alta qualità, estremamente versatile e adatto a molti tipi di prodotti.

Il processo di stampa litografica viene messo a punto nel 1796 da Aloys Senefelder (1771–1834). Da allora, la tecnica è stata ampiamente utilizzata e variata sia nel mondo dell’arte, sia in quello del commercio, grazie ai suoi pregi, tra cui, i bassi costi, la possibilità di procedere sulla matrice a mano libera, l'elevata riproduzione di copie e l'utilizzo di diversi colori.

Infine, uno degli elementi fondamentali, che determina la qualità delle litografie d'arte, è data dell’abilità dello stampatore (il litografo) e dalla sua sintonia con l’artista. Caso emblematico fu la “Litografia Bulla di Roma” la stamperia d’arte a colori, più antica al mondo con una storia di due secoli, che parte dalle origini parigine e arriva ai nostri giorni,

 



lunedì 2 febbraio 2026

Buon giorno – Buon Lunedì 2 Febbraio 2026

 

  Buon giorno – Buon Lunedì 2 Febbraio 2026

-- Festa della Candelora –

 

La saggezza di un popolo, si definisce con gli antichi detti che denominavano il procedere del tempo e del passaggio e la percezione delle stagioni.

Il loro procedere costante annualmente rendeva possibile l’esistenza di tutti gli esseri viventi, il genere umano, quello animale, come pesci, uccelli, nonché il mondo vegetale, rappresentato dagli alberi, i frutti e i fiori. elementi indispensabili perché la loro presenza possa esistere su questo meraviglioso pianeta, che è la Terra.

Un vecchio detto di questo giorno, che fa riferimento alla nota festa religiosa della Candelora, che afferma pressappoco così: “Alla Candelora, se non nevica e non piove, l’inverno non è finito ancora”, per significare che ci stiamo incamminando verso la bella stagione, la Primavera. anche se fa ancora freddo e vento, al pomeriggio e alla sera.

Auguriamoci che i clima nel futuro, sia ancora mite e roseo, senza malanni, trepidazioni e sofferenze, che stiamo vivendo in questo inizio del terzo millennio.  Intanto bisoga sempre essere ottimisti, affinché la nostra esistenza godi ancora quei brevi momenti di serenità e felicità, e poter definire, tutto sommato, che la vita è una cosa meravigliosa.

 

Anche stamane, come di consueto, vi  narrerò, una mia curiosità storica, sugli antichi mestieri, che si svolgevano a Napoli, prima dell’avvento dei sistemi produttivi della tecnica industriale con macchinari, che sostituirono il lavoro manuale, svolto da tanti lavoratori, che permetteva di ottenere un compenso per vivere e andare avanti.

Dalle curiosità storica, di Sasà ‘o Professore sugli antichi mestieri, che si svolgevano a Napoli,

‘O Tipografo

’O tipografo era principalmente chi esercita l'arte della stampa, in senso stretto, come l’operaio qualificato, che produce la stampa di libri, giornali, riviste, o chi esercita la stampa, come titolare di uno stabilimento tipografico o un negozio adibito a laboratorio, che stampa giornalini, biglietti con etichette, anche, con foto per commemorare e far ricordare i morti, nonché, i nomi riportati su tali biglietti, in occasione di chi è stato cresimato o aver fatto la prima comunione, ma anche per inviti a matrimoni e tanti altri avvenimenti particolari, riguardante la vita.

Il termine “Tipografo” deriva da vocabolo latino rinascimentale, (secolo XVI) “Typographus”, che, a sua volta, è composto. dalle voci greche. (typo- ‘tipo-’ e -graphos ‘-grafo’) •

In definitiva  il tipografo era  il responsabile del settore ella tipografia, impegnato a riprodurre con caratteri mobili testi su un supporto di carta. L’arte della tipografia fu inventata in maniera indipendente in Cina e poi in Europa. Venne introdotta per la prima volta in Cina attorno al 1041 dall'inventore Bi Sheng, che ideò caratteri in terracotta; mentre in Europa nel 1453-55, dal tedesco “Johannes Gutenberg”, che realizzò caratteri mobili in metallo. Per quanto riguarda l'Europa, la lega tipografica di Gutenberg era formata da piombo, antimonio e stagno, che raffreddava velocemente e resisteva bene alla pressione esercitata dal torchio.(una pressa per la stampa) esercitata efficacemente, e con una pressione uniforme, con l'inchiostro sulla pagina. La tecnica tipografica di Gutenberg consisteva nell'allineare i singoli caratteri in modo da formare una pagina, che veniva cosparsa di inchiostro e pressata su un foglio di carta. L'innovazione stava nella possibilità di riutilizzare i caratteri con la tecnica ricorrente ad un il torchio, come la pressa della vite, impiegata per la produzione del vino. Le matrici di stampa venivano ricavate da un unico pezzo di legno, che serviva per essere impiegato solo per stampare sempre la stessa pagina, finché non si rompeva la matrice, cosa che accadeva molto spesso.

Questa tecnica si rivelò di gran lunga migliore rispetto ai procedimenti tradizionali e si diffuse in pochi decenni in tutta Europa: solo 50 anni dopo furono stampati già 30 000 testi con titoli, per una tiratura complessiva superiore ai 12 milioni di copie. Il primo testo fu “la Bibbia a 42 linee”, cioè 42 righe per pagina, con il testo stampato su due colonne. I libri stampati con la nuova tecnica tra il 1453-1455 e nel 1500 furono detti incunaboli, cioè documenti stampati con la tecnologia dei caratteri mobili e realizzati editorialmente. Il termine proviene dal latino incunabula , 'fasce', a sua volta derivato da “cuna”, 'culla', da cui il significato di 'origine, (primo inizio).

Le foto sottostanti sono:

la prima stampa in incuniolo

la prima bibbia a 42 riche

cassettina di caratteri di metallo, tipo Guteberrg

Tipografo compositore



 

domenica 1 febbraio 2026

Buon giorno. Buona Domenica 1 febbraio 2026

 

Buon giorno. Buona Domenica 1 febbraio 2026

--- Santa Brigida -- San Raimondo -- San Reginaldo ---

 

Spesso le sensazioni che all’improvviso  ci assalgono, sono classificate, come “ emozioni primarie”,  e sono definite con i termini: gioia, tristezza, rabbia, disgusto, paura (o ansia), sorpresa,  condivise in egual misura da altri. di particolari sensazioni, che. non sono sentimenti, ma solo momenti di stati d’animo, di breve durata, che si provano e non evitabili. che fanno parte della nostra esistenza

Se, la riflessione è  interessante, conoscere, il vostro  parere o anche un vostro commento critico, (carissimi amci miei lettori ed elettrici), “ve ne sarei infinitamente grato”, in modo da rinsaldare la nostra amicizia con una proficua discussione, come se stessimo personalmente vicino, nel confrontarci-

Vi Saluto, come di consuetò giornaliermente, prima di propinargli una delle mie curiosità storiche sugli antichi mestieri napoletani, per confrontarsi con le vostre riflessioni sui momenti che stiamo vivendo.

Dalle curiosità storiche. di Sasà o Professore

LA specializzazione  nel sistema di trasmissione dati e di messaggi, che il sottoscritto imparò durante il servizio militare.

Dattilògrafo (Trelescriventista)

Il dattilògrafo (telescriventista) era un vecchio provetto impiegato professionista, che utilizzava uma macchiana da scrivere per trasmettere e per ricevere messaggi per via telegrafica.

Per essere un buon Telescriventista doveva saper scrivere con la macchina dattilografica: ed operava soprattutto in varî uffici pubblici, come le Poste o in pubbliche copisterie. ed era qualificato come addetto ad un ruolo di alta professionalità.

L’apparecchio, che utilizzava era la telescrivente , che era un dispositivo elettromeccanico molto usato in passato per trasmettere messaggi di testo attraverso la rete telegrafica.

la telescrivente fu inventata e perfezionata in diversi anni fin dal 1897 ad opera di diversi ingegnieri, tra cui Royal E. House, David Edwin Hughes, Charles Krum ed Émile Baudot.

L'ideazione della telescrivente è frutto del lavoro di diversi ingegneri, Ma a perfezionarla fu il canadese, Frederick G. Creed nel 1897. Le prime telescriventi si diffusero durante gli anni tra le due guerre e sono legate all’evoluzione del telegrafo, perché furono utilizzate: per trasmettere segnali in codice Morse, opportunamente codificati, In pratica, si trattava di un sistema, che integrava il telegrafo con la macchina per scrivere.

In Italia l’uso del sistema di trasmissione con le telescriventi, inizia ufficialmente negli anni 1937, ma solo negli anni ’50 viene istituito un servizio pubblico telegrafico. Tutte le telescriventi impiegate furono prodotte dalla Olivetti e appartengono al Ministero delle Poste e telecomunicazioni,

(Il termine dattilografo (telescrivesta) continua ad essere nell’uso, anche se oggi, in pratica, tale mansione viene comunemente svolta mediante la videoscrittura informatica con i computer).

la foto sottostante è la telescrivente all'opera

 


 

sabato 31 gennaio 2026

Buon giorno – Buon Sabato 31 gennaio 2026

 

Buon giorno – Buon Sabato 31 gennaio 2026

--- San Ciro– San Giovanni Bosco – San Eusebio ---

 

Dopo la visita di controllo dell’altra sera  presso il mio mdico Angiologo, mi dovrò rivedere con lui dopo una decina di giorni. per riscontare gli effetti positivi della cura, che sto facendo..

Intanto, vi saluto, carissimi amici lettori e stimatissime lettrici, dandovi il buon giorno, e come al solito vi posterò una mia delle tante curiosità storiche,

questa volta riguardante un altro mestiere antico non solo napoletano, che ha  permesso fin dall’antichità agli esseri umani di viaggiare sul mare e a ripararsi dalle intemperie con accessori per rendergli la vita più comodo e meno faticosa.

 Dalle curiosità storiche di Sasà o Professore

 

‘O Faligname, ‘o Masterascia

Esistono vari categorie di Falegname, Il migliore fin dall’antichità era noto con il vocabolo napoletano: Masterasce ( Maestro d’ascia). in realtà si identificava in colui, che trattava e lavorava il legno, costruendo e realizzando oggetti utili per l’umanità, come imbarcazioni, per navigare, mobili, per arredare le proprie abitazioni, e installando infissi per ripararsi da perturbazioni climatiche.

Per ognuno di questi servizi di “falegnameria” bisogna annoverare varie categorie, riferite a questo mestiere, che trattano e lavorano, anche loro, il legno come :

" Il falegname del grosso”, artefice, che lavora il legno di grossi tronchi per fare infissi, tramezzi, porte, balconi, finestre e, anche, persiane e pedane;

" Il falegnamre Mobiliere”, che è (il classico falegname) che lavora il legno già spaccato o segato per farne i tavole, travi, assi, aste, producendo poi, sedie, stipi, tavole, panche, mensole, armadi, scrivanie, librerie, cristalliere etc.

Tra i falegnami bisogna annoverare anche altre categorie come gli artigiani, che trattano e lavorano il legno come :

Il falegname “Ebanista”, colui Che tratta e lavora solo legni duri, come l’Ebano, il Mogano e il Palissandro.

(una piccola curiosità sull’ebanista).

La differenza che c'è tra ebanista e falegname esiste

per non confondere l'ebanista e il falegname mobiliere, che in francese si chiama “menuisier”. Questo, infatti, si occupava solo di realizzare il fusto del mobile lavorando il legno massiccio. L'ebanista, invece, aveva il compito di rifinire il mobile dando l'impronta, che lo caratterizza.

Il falegname “ Liutaio” (anticamente detto liutaro) il cui termine maschile deriva da liuto), era il fabbricante di liuti; per estensione, anche, chi fabbrica, monta o ripara strumenti musicali, portatili, a corde pizzicate o sfregate, come ( Chitarre, Mandolini, Violini, Basso, Contrabbaso, Violoncello e anche alcuni tipi di strumenti a fiato. Clara , Clarinetto e Zufolo. nonchè Strumenti fissi cpme Pianoforti, Lira.

IIl falegname “Mobiliere” era l'operaio che si occupa delle lavorazioni del legno e affini, per la costruzione e posa di manufatti, in particolare mobili anche da incasso ed elementi di completamento, nonché eventualmente rifiniture interne e altri prodotti in legno prevalentemente per arredamenti civili.

Il falegname “Nautico” era chi esercitava l'arte antica e affascinante, che consisteva nella costruzione, riparazione e manutenzione di imbarcazioni in legno. L’arte della falegnameria nautica richiede abilità manuali eccezionali, conoscenze tecniche avanzate e una comprensione profonda delle esigenze del mare.

In definitiva bisogna distinguere vari tipi di falegnami in funzione del tipo di lavorazione del legno, come:

Il Bottaio, colui che tratta e lavora legni per costruire botti, mastelli, tini;

il Carradore— colui che tratta e lavora legni per fare carri, carrozze, baronci:

Il Casciamurtare— colui che tratta e lavora legni per fare cassa da morti. ( le bare)

Tale falegname specializzato non ha un termine specifico in italiano, ma è definito falegname in arte funeraria o, più semplicemente, falegname un dedito alla produzione di feretri.

Attualmente Il mestiere manuale del falegname è stato sostituito da macchine di vario tipo e tecniche robbottizzate specifiche, sia nel taglio, nella levigazione, nella verniciatura, nonché nell’intaglio e nella piallatura, ecc.)

Queste ultime categorie di falegname sono state soppresse dall’avvento delle industrie, che producono tali prpdotti non più a mano, ma con motori elettrici telecomandati-