Buon Venerdì 4 Settembre 2026 Santa Rosalia
Anche oggi, questo caldo afoso insopportabile, non da tregua, speriamo nella prossima settimana possa finire; come pure persiste ugualmente l’aumento dei carburanti petroliferi, causato dai conflitti tuttora esistenti, che rendono la vita difficile alle famiglie, mentre ci si alterga a cambiare la legge elettorale per le prossime consultazioni nazionali
Care amiche lettrici e stimatissimi amici lettori, per tener viva la nostra amicizia, vi posterò altri “Detti Napoletani”, tra i più celebri in assoluto, anch’essi pietre miliari di saggezza millenaria, d'ironia e dilosofia di vita, divemtati famosi anche da canzoni di Pino Daniele o da commedie di Eduardo De Filippo, da cui si può trarre ispirazione ancora oggi. Dalle curiosità partenopee di Sasà ‘o Professo..……….. …….Ancora Detti dal dna napoletano,
Questi tesori di saggezza riescono a spiegare in poche parole anche situazioni complicate, trasmettendo insegnamenti profondi. Conoscerli significa entrare nella mentalità di chi li pronunccco ancora una raccolta di detti napoletanoi tra i più celebri in assoluto: “Ogni scarrafone è bello ‘a mamma soja” (Ogni scarafaggio è bello per la propria madre).
Reso ancora più noto dalla canzone di Pino Daniele “O scarrafone”, questo detto esprime l’idea che una madre tenda a vedere chi ama perfetto, sotto una luce positiva che ne minimizza difetti e imperfezioni. Ogni mamma considera il proprio figlio bello indipendentemente dal suo aspetto e dalle sue qualità oggettive. Questo proverbio ci fa riflettere su come l’affetto possa influenzare il giudizio, rendendo la valutazione delle persone a noi care meno imparziale.
“Chi pecora se fa, ‘o lupo s’ ‘o magna”
(chi si fa pecora, il lupo se lo mangia.” Tra i detti napoletani più celebri e diretti, questo proverbio mostra come chi appare debole, troppo remissivo o incapace di difendere i propri interessi rischia di essere sfruttato da chi è più prepotente e forte. La metafora della pecora e del lupo richiama il contrasto tra chi subisce in modo passivo e chi si approfitta della situazione traendone vantaggio. La capacità di porre dei limiti è uno strumento fondamentale per difendere il proprio valore e la propria posizione.
“Co ‘a vocca chiusa nun traseno mosche”
(Con la bocca chiusa non entrano le mosche). Semplice, diretto e pragmatico, questo celebre detto napoletano è un elogio della prudenza e del silenzio. La mosca viene usata come metafora per sottolineare qualcosa di fastidioso che riesce a penetrare solo se gli lasciamo il varco aperto. Il proverbio sottolinea come spesso tacere sia la strategia migliore per evitare di dire la cosa sbagliata al momento sbagliato. È un invito esplicito a pesare le parole e a ricordarci che il controllo di ciò che diciamo è una difesa contro malintesi e problemi.
“O pesce
fete d’ ‘a capa”
(Il pesce puzza dalla testa). Secondo questo proverbio
napoletano il marcio nasce sempre dall’origine. Il significato è che i problemi dipendono spesso da chi sta al vertice o da come tutto ha avuto
inizio. Il detto suggerisce come per comprendere la natura e le qualità
di qualcuno basta osservare le fondamenta ovvero i suoi primi segnali, le scelte
iniziali e l’ambiente da cui proviene..
“Dicette o pappice vicino a’ noce, ramm’ o tiemp’ ca te spertose.”
(Disse il verme alla noce e dammi tempo che ti perforo). Questo proverbio mette in scena un’immagine semplice ma potente: il verme, apparentemente debole e insignificante rispetto alla durezza della noce, rappresenta pazienza, costanza e capacità di agire nel tempo. Il significato è che chi appare fragile può con perseveranza e continuità superare ostacoli all’apparenza insormontabili. Non è una forza improvvisa a vincere, ma la determinazione che lavora lentamente, senza fretta, e in modo incessante. Inoltre, il proverbio richiama anche una lettura più ironica: la vendetta non arriva subito, ma si costruisce nel tempo, fino al momento in cui è inevitabile.
“Aniello ‘ca nun se pava nun se stima”
(Un anello che non si paga non si stima). Questo proverbio napoletano allude al fatto che l’anello, simbolo di valore e preziosità, perde parte del suo significato quando viene ricevuto senza sacrificio. Ciò significa che ciò che si ottiene facilmente, senza impegno o fatica, tende a essere meno apprezzato. Al contrario, quando un obiettivo viene raggiunto attraverso il lavoro, la costanza e la fatica, assume un valore più duraturo e profondo.
“A meglio parola è chella ca nun se dice”
(La miglior parola è quella che non si dice.). Questo antico proverbio napoletano è un inno alla riservatezza e alla diplomazia. Ci spinge a restare in silenzio, evitando di dire ogni cosa di noi. Un proverbio sempre attuale che suggerisce di riflettere di più prima di aprire bocca: non è sempre necessario esprimere il proprio pensiero, rispondere a ogni provocazione o condividere ogni dettaglio della nostra vita.
“Chi nun sta ‘a sentì a mamma e pate va a murì addò nun sape”
(Chi non ascolta la mamma e il padre muore dove non sa). Questo proverbio napoletano sottolinea l’importanza di ascoltare i consigli dei genitori, che sono visti come figure sagge e protettive. Ignorarli può portare a scelte sbagliate, conseguenze negative e situazioni rischiose, finendo lungo il cammino della vita in luoghi sconosciuti senza sapere come affrontarli. Il detto ci invita a non sottovalutare l’esperienza di coloro che ci vogliono bene.
“Chi tène tiempo nun aspetta tiempo.”
(Chi ha tempo non aspetta tempo). Questo detto napoletano consiglia di non rimandare la risoluzione delle nostre incombenze, anche quando sembra esserci tanto tempo a disposizione. Queste parole ci invitano a non sprecare le occasioni.
“Vene cchiù ‘ntra n’ora, che’n cient’anne.”
(Possono accadere più cose in un’ora che in cento anni). Il proverbio napoletano sottolinea come certi eventi, cambiamenti e conseguenze possono arrivare all’improvviso e in modo rapido, anche quando sembrano lontani e impossibili. Il tempo non è sempre prevedibile e ciò che tarda ad arrivare può manifestarsi tutto insieme, in maniera improvvisa e inattesa.
“Adda passa’ ’a nuttata”
(Deve passare la nottata). Si tratta di uno dei detti napoletani più famosi, pronunciato dal protagonista della commedia Napoli milionaria! di Eduardo De Filippo. Questo proverbio indica come, nei momenti di sofferenza e difficoltà, bisogna avere pazienza perché solo il tempo può guarire le ferite. Prima o poi la situazione migliorerà e si vedrà la luce in fondo al tunnel.
“Chi parla areto ‘o culo ‘o risponne”
(Chi parla alle spalle, il sedere gli risponde). Questo proverbio napoletano si riferisce a chi parla male degli altri alle spalle, diffondendo pettegolezzi e agendo in modo subdolo e vigliacco. Il messaggio è chiaro: chi usa la parola in modo meschino e scorretto finirà per avere conseguenze negative, sotto forma di figuracce e perdita di credibilità. Il detto ci invita a essere corretti e diretti nel rapporto con il prossimo e sottolinea come la maldicenza e l’ipocrisia tendano a ritorcersi contro chi le pratica.
“L’amico è comme’ ‘o ‘ombrello: quanno chiove nun o truove maje”
(L’amico è come l’ombrello: quando piove non lo trovi mai). Questo detto paragona l’amico all’ombrello. Come quando piove mentre siamo fuori casa e non abbiamo l’ombrello può succedere che un amico non sia disponibile proprio nel momento del bisogno. Il proverbio ci fa riflettere su quanto trovare un vero amico non sia facile.
“È asciuto pazzo ‘o patrone!”
(Il padrone è diventato pazzo).\ È un’espressione tipica napoletana che viene usata quando qualcuno offre da bere o da mangiare a tutti, spendendo senza parsimonia, come se avesse perso il controllo delle sue spese.
“Chi chiagne fotte a chi ride”
(Chi piange frega chi ride). Questo detto napoletano, molto attuale e diffuso, mette in evidenza un meccanismo umano ricorrente: chi si mostra sofferente oppure in difficoltà a volte può ottenere più attenzione, vantaggi e comprensione. Il proverbio ci invita a riflettere sul fatto che non sempre le apparenze corrispondono alla realtà e che alcune persone tendono a enfatizzare i propri problemi, talvolta inconsciamente, per ricevere sostegno, considerazione e compassione.
“E deritte moreno pe’ mmane d’ ‘e fessi”
(Gli intelligenti muoiono per mano degli stupidi). Questo proverbio mette guardia sulle persone con cui ci si accompagna: frequentare gli stupidi può arrecare danni agli intelligenti. Il detto ci invita a scegliere con attenzione le nostre compagnie e a non sottovalutare le conseguenze dell’ingenuità altrui. Inoltre, insegna che spesso non è la forza dell’intelligenza a prevalere, ma la pericolosità dell’imprudenza.
“Storta va e deritta vene”
(Storta va, dritta viene). È un noto proverbio napoletano che esprime ottimismo e sottolinea come anche quando le cose sembrano andare male, alla fine si sistemeranno. Queste parole ci aiutano a prendere le cose con più leggerezza e avere fiducia nella vita.
“O sparagno nun è maje guadagno”
(Il risparmio non è mai guadagno). Il detto napoletano sottolinea come privilegiare il risparmio non sempre è la cosa migliore. A volte spendere meno non è sempre un vero risparmio: ci sono casi in cui spendere di più può essere un investimento che porta un vantaggio reale nel lungo periodo.
“A gatta pe’ ghi e pressa facett e’ figlie cecate”
(La gatta, per andare di fretta, fece i figli ciechi). Queste parole fanno riflettere su come le cose fatte di fretta spesso non vengono bene, richiedendo invece tempo per essere fatte al meglio. Il proverbio invita quindi alla calma e alla pazienza nelle azioni quotidiane. La fretta, infatti, può portare a errori difficili da correggere in seguito.-
“A vita è nu surrise, chi nu rire more accise”
(La vita è un sorriso, chi non ride muore ucciso).
Il proverbio ci dice che la vita è un sorriso e nelle difficoltà il sorriso è sempre un nostro alleato. Il detto ci invita a non lasciarci sopraffare dalla tristezza, cercando sempre un motivo per andare avanti: il sorriso diventa una forma di resistenza e forza interiore
