martedì 3 novembre 2026

 

Buon Mercoledì 4 Novembre 2026                 San Ca\rlo –San Vitale – Santa Modesta

 

In attesa di un buon risultato dopo le consultazioni e

lettorali negli Usa, con la vittoria dei Democratici,auguriamoci CON n questo esito xhe ci sia un po’ di tregua dei confliii  in essere (islaele e Iran e Rusa – Ukraina) ‘per vivere di serenità e per andare avanti e godere la nostra esistenza.                     

Carissime amiche lettrici e stimatissimi amici lettori”, oggi vi  posterò  questa volta una mia curiosità storica, sullw opere murarie relativi  agli antichi acquedott di  Napoli                     

Gli antichi acquedotti di Napoli

Gli archi, che caratterizzano gli antichi acquedotti di Napoli (come l'Acquedotto Augusteo del Serino o i celebri Ponti Rossi) servivano a superare i dislivelli del terreno e a mantenere una pendenza costante per far scorrere l'acqua a gravità dalle sorgenti fino alla città e alle ville

L'acqua non veniva pompata, ma si muoveva lentamente sfruttando la forza di gravità. Quando il tracciato incontrava valli, depressioni o avvallamenti del suolo (come il cavone di Miano o l'area dei Vergini), i Romani costruivano ponti-canale composti da file di arcate.

 L'uso dell'arco (in tufo e laterizi rossi) permetteva di scaricare il peso della struttura verso il basso in modo estremamente stabile e robusto, senza bisogno di cemento armato

Sopra la sequenza di archi correva lo specus (il canale coperto o la tubatura in piombo/muratura) dove l'acqua viaggiava protetta e pulita ed era detto Il condotto superiore:

Oltre agli acquedotti creati dai romani, anche opere successive come l'Acquedotto Carolino (i "Ponti della Valle" a Maddaloni, progettati da Luigi Vanvitelli) ripresero lo stesso principio ingegneristico ad archi sovrapposti per colmare le grandi valli tra il Beneventano e la Reggia di Caserta.

Oggi, si  possono visitare i resti di tale acquedotti ancora visibili a Napoli (come a Palazzo Peschici-Maresca o ai Ponti Rossi)

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Mentre il più famoso acquedotto campano è :L'Acquedotto Carolino, ideato dall'architetto Luigi Vanvitelli su commissione di Carlo di Borbone, è celebrato come una delle reali opere realizzate da questto geniale regnante....

Infatti l’Acquedotto Carolino è su tre livelli, che attraversa la Valle di Maddaloni., L'acquedotto, denominato Carolino in onore del re Carlo di Borbone...

·        Invece l’acquedotto   dei I PONTI ROSSI:

che è chiamato anche” Mirabilis”, perché non  è la  cisterna più grande  che.serviva  a dare sostentamento con l'acqua del Serino  a rifornire la flotta romana a Quindi L'acqua dell'Acquedotto del Serino (la celebre Aqua Augusta) non proveniva da fiumi superficiali o da rivoli esposti, ma direttamente da purissime sorgenti sotterranee di origine carsica, che scaturivano spontaneamente ai piedi del massiccio montuoso Terminio-Tuoro, nell'Appennino Campano (provincia di Avellino).

Queste riserve d'acqua sotterranee alimentavano in modo naturale il bacino idrico dell'alta valle e davano origine al fiume Sabato. I Romani intercettarono l'acqua purissima direttamente alla fonte (evitando il fiume per ragioni di igiene e limpidezza) attraverso due principali gruppi sorgentizi dislocati nell'area di Serino:

Le Sorgenti Alte (Acquaro e Pelosi): Situate a circa 370 metri sul livello del mare, costituivano il nucleo originario captato in epoca augustea per alimentare l'acquedotto principale diretto verso Napoli e i Campi Flegrei.

La Sorgente Bassa (Urciuoli): Situata a circa 320-330 metri sul livello del mare, le cui acque in epoca romana venivano inizialmente convogliate anche in direzione opposta verso la città di Beneventum (Benevento) e che in epoca moderna (con l'inaugurazione del nuovo acquedotto nel 1885) sono diventate la fonte primaria per l'approvvigionamento di Napoli.

I "rivoli" visibili sul territorio erano quindi i canali artificiali sotterranei e i cunicoli drenanti in muratura (specus) costruiti dagli ingegneri romani per raccogliere e convogliare queste vene d'acqua sorgiva in un unico grande canale principale.

la mappa del percorso storico dell'acquedotto  spiega come i Romani riuscivano a mantenere la pendenza costante per quasi 100 chilometri.

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Comune di Serino

Dalle Sorgenti Acque del Territorio del- Comune di Serino e della zona Vergini-Sanità a Napoli sono realizzati alternando filari di mattoni di laterizio con blocchetti di tufo, con una piramide...

L'acqua dell'Acquedotto del Serino (la celebre Aqua Augusta) non proveniva da fiumi superficiali o da rivoli esposti, ma direttamente da purissime sorgenti sotterranee di origine carsica, che scaturivano spontaneamente ai piedi del massiccio montuoso Terminio-Tuoro, nell'Appennino Campano (provincia di Avellino).

 

Gli antichi acquedotti di Napoli

Gli archi che caratterizzano gli antichi acquedotti di Napoli (come l'Acquedotto Augusteo del Serino o i celebri Ponti Rossi) servivano a superare i dislivelli del terreno e a mantenere una pendenza costante per far scorrere l'acqua a gravità dalle sorgenti fino alla città e alle ville

·        Funzione idraulica: L'acqua non veniva pompata, ma si muoveva lentamente sfruttando la forza di gravità. Quando il tracciato incontrava valli, depressioni o avvallamenti del suolo (come il cavone di Miano o l'area dei Vergini), i Romani costruivano ponti-canale composti da file di arcate.

·        Resistenza e materiali: L'uso dell'arco (in tufo e laterizi rossi) permetteva di scaricare il peso della struttura verso il basso in modo estremamente stabile e robusto, senza bisogno di cemento armato

·        Il condotto superiore: Sopra la sequenza di archi correva lo specus (il canale coperto o la tubatura in piombo/muratura) dove l'acqua viaggiava protetta e pulita.

·        Oltre a quelli romani, anche opere successive come l'Acquedotto Carolino (i "Ponti della Valle" a Maddaloni, progettati da Luigi Vanvitelli) ripresero lo stesso principio ingegneristico ad archi sovrapposti per colmare le grandi valli tra il Beneventano e la Reggia di Caserta.

·        :Oggi, se  uoi, potrai visitare i resti di tale acquedotti ancora visibili a Napoli (come a Palazzo Peschici-Maresca o ai Ponti Rossi)

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Me nt re il più famoso acquedotto campano è :L'Acquedotto Carolino, ideato dall'architetto Luigi Vanvitelli su commissione di Carlo di Borbone, è celebrato come una delle reali opere realizzate da questto geniale regnante....

Infatti l’Acquedotto Carolino è su tre livelli, che attraversa la Valle di Maddaloni., L'acquedotto, denominato Carolino in onore del re Carlo di Borbone...

·        Invece l’acquedotto   dei I PONTI ROSSI:

: che si chiamano così,  ed anche” Mirabilis” perché no  è la che cisterna più grande e.serviva  a dare: diciamo sostentamento con l'acqua del Serino  a rifornire la flotta romana a Miseno

L'acqua dell'Acquedotto del Serino (la celebre Aqua Augusta) non proveniva da fiumi superficiali o da rivoli esposti, ma direttamente da purissime sorgenti sotterranee di origine carsica, che scaturivano spontaneamente ai piedi del massiccio montuoso Terminio-Tuoro, nell'Appennino Campano (provincia di Avellino).

Queste riserve d'acqua sotterranee alimentavano in modo naturale il bacino idrico dell'alta valle e davano origine al fiume Sabato. I Romani intercettarono l'acqua purissima direttamente alla fonte (evitando il fiume per ragioni di igiene e limpidezza) attraverso due principali gruppi sorgentizi dislocati nell'area di Serino:

Le Sorgenti Alte (Acquaro e Pelosi): Situate a circa 370 metri sul livello del mare, costituivano il nucleo originario captato in epoca augustea per alimentare l'acquedotto principale diretto verso Napoli e i Campi Flegrei.

La Sorgente Bassa (Urciuoli): Situata a circa 320-330 metri sul livello del mare, le cui acque in epoca romana venivano inizialmente convogliate anche in direzione opposta verso la città di Beneventum (Benevento) e che in epoca moderna (con l'inaugurazione del nuovo acquedotto nel 1885) sono diventate la fonte primaria per l'approvvigionamento di Napoli.

I "rivoli" visibili sul territorio erano quindi i canali artificiali sotterranei e i cunicoli drenanti in muratura (specus) costruiti dagli ingegneri romani per raccogliere e convogliare queste vene d'acqua sorgiva in un unico grande canale principale.

la mappa del percorso storico dell'acquedotto  spiega come i Romani riuscivano a mantenere la pendenza costante per quasi 100 chilometri. [

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Comune di Serino

Dalle Sorgenti Acque del Territorio del- Comune di Serino e della zona Vergini-Sanità a Napoli sono realizzati alternando filari di mattoni di laterizio con blocchetti di tufo, con una piramide...

L'acqua dell'Acquedotto del Serino (la celebre Aqua Augusta) non proveniva da fiumi superficiali o da rivoli esposti, ma direttamente da purissime sorgenti sotterranee di origine carsica, che scaturivano spontaneamente ai piedi del massiccio montuoso Terminio-Tuoro, nell'Appennino Campano (provincia di Avellino).

Buon Martedì 3 Novembre 2026

 

 

Buon Martedì 3 Novembre 2026                                   Santa Silvia –San Martino – Sant’Ida –San Simone

In attesa di un buon risultato dopo le consultazioni elettorali negli Usa, con la vittoria dei Democratici,auguriamoci CON n questo esito xhe ci sia un po’ di tregua dei confliii  in essere (islaele e Iran e Rusa – Ukraina) ‘per vivere di serenità e per andare avanti e godere la nostra esistenza.                     Carissime amiche lettrici e stimatissimi amici lettori”, per non angustiarmc più di tanto e non pensarci, ugualmente vi  posterò  questa volta una mia curiosità storica, su antichi Mestieri, tutttora presenti, quello, del Mattunellare dopo la narrazione dell’abbigliamento gella\” Moda Italiana”                                                                                       Dalle Curiosità culturali  di Sasà ‘O Professore                        'O Mattunellare

'O Mattunellare, Meglio noto in italiano, come il Piastrellaio. Mattonellaio. Mattonaio.Fornaciaio.

Chi fabbrica e vende Mattoni, piastrelle, (Mattunelle), i quadroni (‘e riggiole)

Attualmente 'o mattunellare produce mattonelle miscelando argilla ricca di ferro con altre materie cucendole in appositi forni.

Le mattonelle sono molto apprezzate nelle costruzioni, per la resistenza e la leggerezza, e perché si prestano a begli effetti decorativi.

‘O mattunellare anche se è un muratore specializzato il suo lavoro consiste a stare piegato per terra, quando deve mettere un pavimento o all’in piedi se deve rivestire di piastrelle le pareti

Il termine 'A Mattunella, oltre a significare mattone, piastrella,in napoletanoè nota  nel detto “ Nun fa’ ‘a mattunella” , che sta a significare non fare finta di non capire, non mi nascondere qualcosa..

Il piastrellaio (chiamato comunemente anche piastrellista) è un operaio edile specializzato nella posa, nella manutenzione e nella riparazione di pavimenti e rivestimenti (in ceramica, gres, marmo, cotto o mosaico) su superfici orizzontali e verticali (come pavimenti e pareti di interni ed esterni).

In definitiva  un piastrellaio: misura gli ambienti, legge i disegni progettuali, demolisce e rimuove vecchie superfici, livella i sottofondi e controlla le pendenze.  taglia e sagoma le piastrelle, prepara i collanti e i leganti, e le posa seguendo schemi precisi (ad esempio a correre, a spina di pesce o a fughe incrociate). Ed infine si occupa della stuccatura, della pulizia dei residui di cantiere e della sigillatura degli angoli.

Per posare le mattonelle in modo resistente e duraturo, è fondamentale preparare un sottofondo livellato, stendere la colla specifica con una spatola dentata e premere i rivestimenti oscillandoli leggermente per eliminare le bolle d'aria. Il segreto di una tenuta perfetta risiede nella scelta dell'adesivo corretto e nella tecnica di stesura.

Per tanto i passaggi chiave e le differenze principali tra la posa a pavimento e a parete: spno

1. Preparazione della superficie

2     Pulizia: Rimuovere ogni traccia di polvere, grasso o vecchie vernici.

3 Livellamento: Il fondo deve essere perfettamente dritto; usare la malta autolivellante per i pavimenti o lo stucco per le pareti se ci sono dislivelli.4

4     Applicare un fondo aggrappante (primer) sulle superfici molto assorbenti o lisce (come il   cartongesso).

5     Scelta e stesura della colla, quella in polvere a bascementizia (classe C2) per la maggior parte dei pavimenti e rivestimenti, oppure adesivi in pasta pronti all'uso per pareti interne.

·        6 Spatola dentata: patola in base alla dimensione della piastrella (es. denti da 6-8 mm per piastrelle piccole, 10-12 mm o più per grandi formati).

7. Posa e allineamento. Posizionare la piastrella e premerla con un leggero movimento ondulatorio o battere delicatamente con un martello di gomma bia

8) Inserire i cunei o i distanziatori a croce negli angoli per mantenere le fughe tutte della stessa dimensione.

usando i livellatori a cuneo (soprattutto a pavimento) per evitare i "denti" tra una piastrella e l'altra.

 

Di norma non è necessario bagnare o tenere in acqua le piastrelle prima di posarle, a seconda del tipo di materiale e di colla che utilizzi:

Colle moderne (adesivi specifici per gres, ceramica, ecc.): Non vanno bagnate. Se il retro della piastrella è molto polveroso, basta fare solo un rapido lavaggio o spolverarla con un panno pulito per garantire l'adesione.

Malta tradizionale (cemento e sabbia): Si inumidiscono solo se sono piastrelle molto porose, artigianali, in terracotta o vecchie (per evitare che il materiale assorba troppa acqua dalla malta e comprometta la presa