domenica 22 febbraio 2026

Buon giorno – Buona Domenica 22 Febbraio 2026

 

 

Buon giorno – Buona Domenica 22 Febbraio 2026

--- Santa Margherita – Sant’Isabella – San Diego –

 

Stamane non farò nessuna considerazione, né riflessione sulla realtà, vi invito, però, anche oggi carissimi amici e amiche a leggere  l’ennesima mia curiosità storica, che sicuramente vi piacerà, così impegnerete un po’ del vostro tempo nel conoscerla.  La curiositò storica non è altro che la continuazione della  narrazione dei Re, capostipiti del Regno di Napoli, come sono rappresentati sulla facciata del Palazzo Reale di Piazza del Plebiscito di Napoli.

 

Dalle Curiosità storiche di Sasà ‘o Professore

Re Carlo V°

La Quinta Statua è “Carlo V° del Regno di Napoli “della dinastia Spagnola degli Asburgo”

Carlo V° d’Asburgo nacque a Madrid il 6 novembre del 1661 e morì a Madrid il 1 novembre 1700,

Carlo V°, spesso è confuso con il suo omonimo Carlo IV° d’Asburgo, che nacque il 14 marzo 1516 e morì il 24 luglio1554,

"Re Carlo IV° Asburgo di Spagna (figlio della Regina Giovanna III° di Casiglia (detta la pazza) - e di Filippo I° d'Asburgo (detto Il bello), che nel 1519 fu imperatore del sacro Romano Impero, come Carlo V° e divenne come Carlo I° re di Spagna)

Grazie a svariate eredità riunì sotto il suo dominio estesi territori nell'Europa occidentale, centrale e meridionale e delle Colonie spagnole nelle Americhe e in Asia. Padrone di un impero, talmente vasto ed esteso, che si estendeva su quasi quattro milioni di chilometri quadrati, e gli viene tradizionalmente attribuita l'affermazione secondo cui: ” sul suo regno non tramontasse mai il sole”.

Il nostro “Re Carlo V” era, invece, figlio, di Re Filippo IV° di Spagna e di Maria Anna d’Austria, e regnò Napoli dal 1665 al 1700. (fu anche Re di Spagna come Carlo II° – e re di Sicilia come Carlo III°).

La statua fu scolpita dallo scultore napoletano Vincenzo Gemito, che non riuscì a far intravedere il vero Sovrano Asburgico, facendolo al contrario apparire come una caricatura di una inespressiva figura, mal proporzionata. A detta di molti critici, il marmo, non era il materiale più amato, dal Gemito, tanto che la Statua è definita la più brutta realizzata. Le braccia e le gambe sono fuori del naturale, se spogliate dell’armatura fanno apparire Carlo V° non un uomo, ma un fanciullo rachitico, malato, magrolino, dove è posta, una testa, che è assai grande. La fattura della statua è infelice, anche, per il fatto che lo scultore non potè terminarla, perché affetto da grave malattia.

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La Dinastia Spagnola Asburgica durò circa 70 anni dal 1665 al 1734

Inizio con Carlo V° d’Asburgo e continuò con:

Il Re Filippo ° di Spagna, duca d’Angiò dal 1700 al 1713

Il Duca di Savoia Vittorio Amedeo II° cinse la Corona

del Regnò di Napoli dal 1713 al 1720

Il Re Carlo VI° (Arciduca d’Austria) dal gennaio 1720 al 1734

Dopo il 1665 il Regno di Napoli continuò ad essere un possedimento spagnolo dominato da Re di casa d’Austria e fu governato da Viceré,.per lo più di origine spagnola

Le immagini sottostanti sonoç

la Statua di Re Carklo V°

le ultime 4 statue della storiella napoletana 

 



sabato 21 febbraio 2026

Buon giorno – Buon Sabato 21 Febbraio 2026

 

 



Buon giorno – Buon Sabato 21 Febbraio 2026

--- San Pier Damiani – Sant’Eleonora – San Germano ---

 

Non si riesce a trovare un sistema per far cessare queste continue scosse di terremoto del cosiddetto “Bradisismo”, come pure quello di far terminare queste guerre, che non ci  fanno vivere senza trepidazioni, mentre potremmo stare  in santa pace e vivere in serenità.

Pare che l’affermazione che afferma: “era meglio prima con tante incomprensioni, mentre ora è peggio” con la paura, che può scoppiare un’altra guerra mondiale, che farà distruggere ogni cosa e farà’ scomparìre  l’Essere Umano, da questo nostro stupendo mondo, la Terra.

Dopo questa preoccupante riflessione, iniziamo la  giornata, ma nello stesso tempo, per distrarci un po’ da queste continue trepidazioni. vi posterò, carissimi miei lettori e stimatissime elettrici, da leggere l’ennesima mia curiosità storica, riguardante la continuazione della narrazione dei RE, capostipiti delle Dinastie reali, che governarono Napoli, quando divenne un Regno autonomo, senza condizionamenti di altri stati.

Dalle Curiosità storiche di Sasà ‘o Professore

ALFONSO V° D'ARAGONA

Re Alfonso d'Aragona noto come (il magnifico)

La Quarta Statua del Palazzo Reale di Napoli è: “Alfonso V° d’Aragona “ (detto pure il Magnanimo)

Alfonso d’Aragona nacque a Palermo il 1416 e morì a Napoli il 1458, era figlio di Ferdinando I° (Re di Aragona e di Sicilia), (detto il Giusto) e di Eleonora di Alburquerque.

Alfonso d’Aragona sposò Maria di Castiglia, che non ebbe figli e fu incoronato Re di Napoli con il titolo di Alfonso I° d’Aragona, quale erede nominato dalla Regina, Giovanna II° D’Angiò, perché erede, per linea femminile della madre, degli Hohenstaufen, cioè dei Re Normanni.

Alfonso d’Aragona, fu uno dei Re di Napoli fra i più colti, i più simpatici, i più fastosi, il più temuto ed il più invidiato per la sua eleganza. Ebbe molte concubine, tra le quali la bellissima Giraldonna Carlino, (consorte di un nobile catalano) che gli dette come figlio naturale, che lui designò, come suo erede, Ferdinando I° (detto il Bastardo), chiamato dagli spagnoli Ferrando e dai napoletani Ferrante I°. Ma la donna. che amò per tutta la vita su tutte, fu la napoletana “ Lucrezia d’Alagno “, che pur non potendo diventare regina, fu la sua Favorita.

La statua, di Re Alfonso D’Aragona, fu scolpita dallo scultore napoletano, Achille D’Orsi , che insegnava all’Accademia delle belle arti, ma (come affermano la maggioranza dei critici d’arte) non riuscì a rendere il Sovrano Aragonese, come il fiero condottiero, che entrò in Napoli da trionfatore con un corteo nobiliare di primo ordine, sconfiggendo con una lunga lotta i Reali Angioini, umiliandoli a dover rinunziare al regno ed ad ogni idea di riscossa e fu il sostenitore più ferreo dei suoi diritti contro il potere temporale del papa.

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La Dinastia Aragonese durò solo 58 anni dal 1442 al 1500

Inizio con Alfonso I° D’Aragone e continuò con:

Il Re Ferdinando I° (noto come Ferrante I°) dal 1458 al 1494

Il Re Alfonso II° (duca di Calabria) dal genn.1495 a dicem.1495

Il Re Ferdinando II° (noto come Ferrante II° o Ferrantino)

Governò solo pochi mesi del 1496

Il Re Federico (principe di Altamura) dall’ott.del 1496 al 1501

Fu l’ultimo sovrano di Napoli

della dinastia aragonese,preferì

arrendersi alla Francia,...anziché al cugino spagnolo.

Dal 1501 al giugno 1502 Il regno di Napoli fu assegnato alla Francia dopo il trattato di Granata, firmato dal re di Francia Luigi XII° e dal re Spagnolo Ferdinando III°

(noto come Ferdinando il Cattolico) con l’avallo del Papa Alessandro VI° ).

Dal giugno 1502 fino al 1665 il Regno di Napoli divenne un possedimento spagnolo, e fu governato da un Vicerè per conto dei Re spagnoli.

Le immagini sottostanti sono:

1)la statua di Re Alfonso V d’aragona;

2)la foto di Lucrezia D’alagno, Concubina di Re alfonso, (la sua favorita, ma non divenne mai regina, perché Il papa non vollree concedere il divorzio a Re Alfonso, già sposato).

 

 

venerdì 20 febbraio 2026

Buon giorno – Buon Venerdì 20 Febbraio 2026

 

Buon giorno – Buon Venerdì 20 Febbraio 2026

--- Santa Giacinta – Sant’Ulrico – Sant’Eleuterio ---

 

A proposito di “Bradisismo”. la gente dei paesi dei Campi Flegrei sono molto appaurati , ma ugualmente non lasciano le loo abitazioni e desiderano  stare per strada durante le scosse, poiché sanno che sono su un'area vulcanica attiva, che include i comuni di Bacoli, Monte di Procida, Pozzuoli, Quarto,fino a Giugliano in Campania. Questo fenomeno è conosciuto fin dall’antichità, in quanto la zona  denominata con il nome “ Campi Flegrei”, che deriva dal greco nel definire un’area di "campi ardenti", cioè di natura vulcanica con la presenza di numerose fumarole e acque termali, ben note e sfruttate dai residenti locali.

La caldera dei Campi Flegrei è soggetta a lenta deformazione del suolo, nota con il nome locale di “Bradisismo”.

Allo stato attuale il livello di sollevamento  dei Campi Flegrei è di allerta di colore GIALLO, come stabilito dal Dipartimento della Protezione Civile, sulla base dei risultati del monitoraggio e delle valutazioni espresse dalla Commissione Grandi Rischi.

Tale livello corrisponde ad una attività di ordinaria criticità del vulcano e non é più a livello “Verde” (quando la criticità era assente, come lo era prima). indice dei parametri di criticità, monitorati dall'INGV

 I 4 livelli di criticità sono detti : Verde (criticità assente), Giallo (ordinaria criticità), Arancione (moderata criticità) e Rosso (elevata criticità).

Dopo questa precisazione e per  distogliere  la mente  da  trepidanti pensieri  per eventuali eventi sisastrosi   come promesso continuerò la narrazione delle mie curiosità storiche, riguardanti le statue dei Re , capostipiti. situate nelle nicchie sulla facciata di palazzo Reale di Napoli.

la curiosità, come al solito sarà interessante e parla di vicende storiche avvenute nella città di Napoli.

 

Dalle curiosità storiche di Sasà ‘o Professore.

Carlo I° D’Angiò

La Terza Statua dei Re, capostipiti. situate nelle nicchie  di palazzo Reale di Napoli.è “Carlo I° D’Angiò “(nacque a Parigi nel marzo 1226- e morì a Foggia, il 7 gennaio 1285), settimo figlio del Re di Francia, Luigi VIII° ( detto il leone) e di Bianca di Castiglia, la quale divenne alla sua morte santa e venerata in Francia.


Fu re di Napoli e di Sicilia (dal 1266 .- 1285), era fratello di Luigi IX°, che divenne Re di Francia, e come la madre dopo la sua morte fu venerato come santo (San Luigi dei francesi). Discendendo dai Capetingi potè fregiarsi del titolo di Conte D’Angiò, conferitogli dal fratello, il Re Luigi IX° ( San Luigi)
Carlo I° D’Angiò conquistò il Regno di Napoli sconfiggendo Il re Manfredi di Svevia nella battaglia di Benevento ed a Tagliacozzo Corradino di Svevia.
Durante il suo regno accaddero in Sicilia i famosi Vespri Siciliani. per cui lasciò l’isola.
Trasferì la capitale del suo regno a Napoli e fece costruire la sua reggia in un castello, come una fortezza inespugnabile, il noto Maschio Angioino, che è divenuto uno dei monumenti più rappresentativi di Napoli.
La statua fu fatta scolpire da Tommaso Solari, un vecchio scultore, che ha saputo con la sua arte e maestria comprendere come si rappresenta la dignità della Regalità. Il suo Carlo D’angiò è un miracolo di perfezione, riuscendo a riprodurre il personaggio storico. Dal viso si scorge l’animo perverso, feroce , maligno, truculento e sospettoso del Re
Dagli occhi si può notare astuzia, doppiezza, severità e crudeltà. Il labbro inferiore quasi incollato al superiore rende la faccia tetra e paurosa
La Dinastia Angioina - Durazzo durò all’incirca 180 anni dal 1268 al 1442 e Continuò dopo Carlo I° D’Angio con:
Il Re Carlo II° D’Angiò (lo Zoppo) dal 1285 al 1309
                                       (figlio di Carlo I° D’Angiò)
Il Re Roberto D’Angiò (il Savio) dal 1309 al 1343
                                      (terzogenito di Carlo II°)
La Regina Giovanna I° D’Angiò dal 1343 al 1381
                                       (figlia di Roberto d’Angiò)
Il Re Carlo III° di Durazzo / d’Angiò dal 1381 al 1386
                                        (nipote di Carlo II° D’Angiò e
                                         cugino di II° grado di
                                         Giovanna I° D’Angiò -)
Il Re Luigi II° D’Angiò dal 1386 al 1399
                                        (figlio di Luigi I° D’Angiò
                                        nominato Re dalla Regina                                                                     .                                      Giovanna I° D’Angiò erede del                  .                                       Regno di Napoli)
Il  Re Ladislao di Durazzo D’Angiò dal 1399 al 1414
                                        (figlio di Carlo III° Durazzo)
La Regina Giovanna II° Durazzo D'Angiò dal 1414 al          .                                       1435 (figlia di Carlo III°sorella di ...                                        Re Ladislao D/Angiò)
Il Re Renato I° D’Angiò (il Buono) dal 1435 al 1442
                                         (figlio di di Luigi II° ……………………………..D’Angiò) Sconfitto venne …………………………….spodestato ed espulso da …………………………Napoli  da Alfonso V d’Aragona   

   con lui termina la Dinastia Angioina-Durazzo







giovedì 19 febbraio 2026

Buon giorno – Buon Giovedì 19 Febbraio 2026

 

 

Buon giorno – Buon Giovedì 19 Febbraio 2026

--San Corrado–Sant’Alvaro–San Bonifacio–Sant’Asia ---

 

Non bastavano le scosse, del Bradisismo dei Campi Flegrei di Pozzuoli. ca sembrano non finiscono mai, ora anche eventi, come l’incendio dei teatro Sannazzaro a Napoli, nonchè le tante guerre, che fanno morire genti innocenti, che distruggono case, monumenti importanti, e dobbiamo pure pensare al Referendum sulla giustizia. Non si puo’ stare mai un poco sereni! Lo so, stiamo vivendo un brutto momento!

Questa nuova epoca, non mi piace, fanno aumentare i prezzi delle cose. e la vita deventa difficile! Non si può andare avanti in quresto modo!

Per non pensarci molto, purtroppo questa è la realtà.

 Per far distrarre da queste continue angoscie, narrerò come promesso la continuazione delle mie curiosità storiche, riguardanti le statue dei Re, Capostipiti delle Dinastie, che regnarono Napoli. che arono sorreggono il Palazzo Reale di piazza del Plebiscito, per far riflettere che anche nel passato, non era tutto (Ciure e rose) Fiori e rose, anzi le trepidazioni per le guerre di successioni, erano tremende.

Dalle curiosità storiche di Sasà ‘O professore

La Seconda Statua dei re di Napoli è :

FEDERICO II° DI SVEVIA

IL Re “Federico II di Svevia “ della Dinastia Hohenstaufen, Era il figlio di Costanza d’Altavilla e di Enrico VI° di Svevia, succeduto al padre, che era figlio dell’imperatore Federico I° Barbarossa, Divenne prima re di Sicilia e di Napoli nel 1197, imperatore di Germania nel 1212. Fu protagonista della sesta crociata nel 1229,

 lottò contro le città lombarde e contro il potere papale dei pontefici Gregorio IX ed Innocenzo IV. Morì scomunicato nel 1250. Fu definito (Stupor Mundi) soprattutto per il ruolo preminente, che ebbe per la promozione della cultura, riuscendo prima a Palermo e poi a Napoli a far incontrare ed amalgamare le principali civiltà, come la Greca, la Latina, l’araba.e la Giudiaca. Nel 1224 fondò a Napoli quella che è da considerare la Prima Università Statale del Mondo Occidentale (che prese il suo nome, attualmente è nota come UNIVERISTA’ DEGLI STUDI DI NAPOLI – FEDERICO II).

Napoli fu eletta così con suo editto le sede dello “ Studium “ in tutto il regno e nei territori dell’impero, concedendo altresì facilitazioni per coloro che erano meno abbienti e volessero frequentarla, proibendo così nello stesso tempo ai suoi sudditi di recarsi a studiare a Bologna ed al nord.

Diede anche impulso alla scuola Medica di Salerno

(la Scuola Medica Salernitana). Fece costruire dietro suo progetto un castello a forma ottagonale in Puglia, noto come Castel del Monte, tanto famoso da essere riportato, coniato sul centesimo di Euro nell’ attuali monete in circolazione.

La statua fu ordinata e scolpita da Emanuele Caggiano, professore di scultura nell’Istituto di Belle Arti di Napoli, che, però, non riuscì a rappresentare il Re artista, lo Svevo (il tedesco) audace, il tenace lottatore contro il potere temporale del papato. Il Caggiano pone Federico II°, come se stesse in posa accademica, un po’ troppa voluta, troppo cercata, troppo studiata, quasi come una figura egizia, senza riuscire a far emergere la gran tempesta, che doveva ruggire nell’anima ed nel cuor di leone di quel possente sovrano teutonico. La figura appare come una persona stanca ed annoiata, avente la testa piatta, soverchiamente rifinita, lisciata, con mani grossolane ed inerti, mentre le gambe appaiono del tutto forzute nel calpestare una misera bolla di cartapesta.

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La Dinastia Sveva (La Svevia, e non la Svezia, era una regione del territorio della Germania, che comprendeva la Baviera, il Principato del Lienchestain, la Valle d’Aosta, l’Alsazia e si parlava la lingua sveva, (un dialetto particolare del tedesco)

La Dinastia Sveva durò all’incirca 70 anni (dal 1194 al 1266) e continuò poi con :

Il Re Corrado IV° di Svevia, che regnò dal 1250 al 1254

(figlio di Federico II)

Il Re Corrado V° di Svevia, che regnò dal 1254 al 1258

(figlio di Corrado IV)

(che è ricordato nella storia come:

Corradino di Svevia (per essere succeduto al padre

in tenerissima età.

Fu decapitato il 1268 a Napoli, in Piazza Mercato)

Il Re Manfredi di Svevia, che regnò dal 1258 al 1266

(figlio bastardo di Federico II°) che assunse la corona, in qualità di tutore di Re Corradino)

 

Le immagini sottostanti:

La 2 seconda statua " Federico II ° di svevia

Il palazzo dell Università di Gabriele Di Napoli

Il castello del monte in Puglia

Il centesimo di euro con impresso il re federivco II°