lunedì 23 febbraio 2026

Buon giorno – Buon Lunedì 23 Febbraio 2026

 

Buon giorno – Buon  Lunedì 23 Febbraio 2026

-- San Policarpo – San Ludovco – San livio---

 

Ringraziando per i complimeni  per la narrazione  nel far conoscere chi sono e chi furono le statue  dei prime sei Re e le loro  Dinastie, che fecero diventare famosa e nota, Napoli, con le sue rare bellezze al mondo intero, che poi tutti c’invidiano.

Oggi continuerò con la sesta xtatua, che ha lasciato monumenti  apprezzati per la loro magnificenza  e grandiosità, unici per la funzionalità e concretezza.

Continuo quindi la narrazione delle ultime tre,, perchè a scuola la loro storia nin si impara.

Spero tanto, che ia mia narrazione faccia capire che, spesso, hanno vinto “ i Malamente”, ma che poi sono stati sempre stati scunfitti, anche con la  ribellione, con tante persone innocenti, di chi non sopportava i sopprusi dei potenti, che hanno sempre voluto governare altri paesi, Purtroppo questa è il passato di ‘questo nostro mondo!.

Nel salutarvi e augurandovi un buon nuovo inizio di settimana, carissimi miei lettori, vi postererò la  curiosità storica della sesta statua, con dovizie interessanti,  che arricchirà il sapere e le conoscenze del passato. con le statue dei re, di questo importante palazzo storico reale napoletano, sede negli ultimi anni di avvenimenti storici indimenticabili.

Dalle curiosità storiche di Sasà ‘o Professore

 

CARLO III° DI BORBONE

  La Sesta Statua è “Carlo III° di Borbone “ della Dinastia Spagnola dei Borboni
Carlo III° di Borbone, in realtà era VII° per ordine di successione, nacque a Madrid il 20 gennaio 1716 e morì a Madrid il 14 dicembre 1788, era figlio di Re Filippo IV° di Spagna e di Elisabetta Farnese, duchessa di Parma e Piacenza. Fu re di Napoli dal 1735 al 1759 e fu infine re di Spagna, lasciando il Regno di Napoli ormai autonomo dalle dominazioni al terzogenito Ferdinando IV° di Borbone.
La statua fu scolpita dallo scultore napoletano Raffaele Belliazzi, che non riuscì a far capire che sotto quel vestito c’era un Re, Carlo III° di Borbone. Il Sovrano appare un Re bonario, arguto, piacevole e dal marmo lavorato amorosamente dall’artista riesce a rendere al meglio la stoffa damascata, la seta, il merletto ed i pizzi con cui è vestito. Appare, più che un Sovrano, un perfetto gentiluomo, il mecenate dell’arte, amato ed idolatrato dal suo popolo, soprattutto per la costruzione delle grandi opere che lasciò, come.

Il teatro San Carlo, il Palazzo reale di Caserta, quello di Capodimonte, i Ponti della Valle dell’acquedotto di Maddaloni, l’Albergo dei Poveri.

La Dinastia Spagnola dei Borboni durò circa 150 anni dal 1734 al 1860, con un intervallo di 10 anni (1799 al 1815) quando fu proclamata la Repubblica Partenopea e con dominazione dei Napoleonici francesi.
Dopo Carlo III° di Borbone la Dinastia continuò con:
Il Re Ferdinando IV° di Borbone, Dal 1759 al 1806 e poi come
Ferdinando I° Re del Regno delle Due Sicilie dal 1815 al 1825 (il Re Lazzarone)
Il Re Francesco I° Borbone dal !825/1830 (il figlio)

Il Re Ferdinando II° di Borbone dal !830 al 1859
                        ricordato e noto come (il RE Bomba)
Il Re Francesco II° di Borbone   Dal 1859 al 1861

                                     noto come Francischiello)
Dopo il 1861 il Regno di Napoli cessò di esistere, a causa della conquista da parte del dittatore, Giuseppe Garibaldi, che l’occupò per conto di Vittorio Emanuele II di Savoia, e fu assorbito nel Regno d’Italia, dopo una votazione plebiscitaria, avvenuta proprio in questa piazza il 21 ottobre 1860, che ne giustificò. l’annessione.

Lr immaggini sottostanti sono:

la statua di Re Carlo III° di borbone

Il Teatro San Carlo di Napoli il Palazzo reale di Caserta, quello di Capodimonte, i Ponti della Valle dell’acquedotto di Maddaloni, l’Albergo dei Poveri

 

 

domenica 22 febbraio 2026

Buon giorno – Buona Domenica 22 Febbraio 2026

 

 

Buon giorno – Buona Domenica 22 Febbraio 2026

--- Santa Margherita – Sant’Isabella – San Diego –

 

Stamane non farò nessuna considerazione, né riflessione sulla realtà, vi invito, però, anche oggi carissimi amici e amiche a leggere  l’ennesima mia curiosità storica, che sicuramente vi piacerà, così impegnerete un po’ del vostro tempo nel conoscerla.  La curiositò storica non è altro che la continuazione della  narrazione dei Re, capostipiti del Regno di Napoli, come sono rappresentati sulla facciata del Palazzo Reale di Piazza del Plebiscito di Napoli.

 

Dalle Curiosità storiche di Sasà ‘o Professore

Re Carlo V°

La Quinta Statua è “Carlo V° del Regno di Napoli “della dinastia Spagnola degli Asburgo”

Carlo V° d’Asburgo nacque a Madrid il 6 novembre del 1661 e morì a Madrid il 1 novembre 1700,

Carlo V°, spesso è confuso con il suo omonimo Carlo IV° d’Asburgo, che nacque il 14 marzo 1516 e morì il 24 luglio1554,

"Re Carlo IV° Asburgo di Spagna (figlio della Regina Giovanna III° di Casiglia (detta la pazza) - e di Filippo I° d'Asburgo (detto Il bello), che nel 1519 fu imperatore del sacro Romano Impero, come Carlo V° e divenne come Carlo I° re di Spagna)

Grazie a svariate eredità riunì sotto il suo dominio estesi territori nell'Europa occidentale, centrale e meridionale e delle Colonie spagnole nelle Americhe e in Asia. Padrone di un impero, talmente vasto ed esteso, che si estendeva su quasi quattro milioni di chilometri quadrati, e gli viene tradizionalmente attribuita l'affermazione secondo cui: ” sul suo regno non tramontasse mai il sole”.

Il nostro “Re Carlo V” era, invece, figlio, di Re Filippo IV° di Spagna e di Maria Anna d’Austria, e regnò Napoli dal 1665 al 1700. (fu anche Re di Spagna come Carlo II° – e re di Sicilia come Carlo III°).

La statua fu scolpita dallo scultore napoletano Vincenzo Gemito, che non riuscì a far intravedere il vero Sovrano Asburgico, facendolo al contrario apparire come una caricatura di una inespressiva figura, mal proporzionata. A detta di molti critici, il marmo, non era il materiale più amato, dal Gemito, tanto che la Statua è definita la più brutta realizzata. Le braccia e le gambe sono fuori del naturale, se spogliate dell’armatura fanno apparire Carlo V° non un uomo, ma un fanciullo rachitico, malato, magrolino, dove è posta, una testa, che è assai grande. La fattura della statua è infelice, anche, per il fatto che lo scultore non potè terminarla, perché affetto da grave malattia.

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La Dinastia Spagnola Asburgica durò circa 70 anni dal 1665 al 1734

Inizio con Carlo V° d’Asburgo e continuò con:

Il Re Filippo ° di Spagna, duca d’Angiò dal 1700 al 1713

Il Duca di Savoia Vittorio Amedeo II° cinse la Corona

del Regnò di Napoli dal 1713 al 1720

Il Re Carlo VI° (Arciduca d’Austria) dal gennaio 1720 al 1734

Dopo il 1665 il Regno di Napoli continuò ad essere un possedimento spagnolo dominato da Re di casa d’Austria e fu governato da Viceré,.per lo più di origine spagnola

Le immagini sottostanti sonoç

la Statua di Re Carklo V°

le ultime 4 statue della storiella napoletana 

 



sabato 21 febbraio 2026

Buon giorno – Buon Sabato 21 Febbraio 2026

 

 



Buon giorno – Buon Sabato 21 Febbraio 2026

--- San Pier Damiani – Sant’Eleonora – San Germano ---

 

Non si riesce a trovare un sistema per far cessare queste continue scosse di terremoto del cosiddetto “Bradisismo”, come pure quello di far terminare queste guerre, che non ci  fanno vivere senza trepidazioni, mentre potremmo stare  in santa pace e vivere in serenità.

Pare che l’affermazione che afferma: “era meglio prima con tante incomprensioni, mentre ora è peggio” con la paura, che può scoppiare un’altra guerra mondiale, che farà distruggere ogni cosa e farà’ scomparìre  l’Essere Umano, da questo nostro stupendo mondo, la Terra.

Dopo questa preoccupante riflessione, iniziamo la  giornata, ma nello stesso tempo, per distrarci un po’ da queste continue trepidazioni. vi posterò, carissimi miei lettori e stimatissime elettrici, da leggere l’ennesima mia curiosità storica, riguardante la continuazione della narrazione dei RE, capostipiti delle Dinastie reali, che governarono Napoli, quando divenne un Regno autonomo, senza condizionamenti di altri stati.

Dalle Curiosità storiche di Sasà ‘o Professore

ALFONSO V° D'ARAGONA

Re Alfonso d'Aragona noto come (il magnifico)

La Quarta Statua del Palazzo Reale di Napoli è: “Alfonso V° d’Aragona “ (detto pure il Magnanimo)

Alfonso d’Aragona nacque a Palermo il 1416 e morì a Napoli il 1458, era figlio di Ferdinando I° (Re di Aragona e di Sicilia), (detto il Giusto) e di Eleonora di Alburquerque.

Alfonso d’Aragona sposò Maria di Castiglia, che non ebbe figli e fu incoronato Re di Napoli con il titolo di Alfonso I° d’Aragona, quale erede nominato dalla Regina, Giovanna II° D’Angiò, perché erede, per linea femminile della madre, degli Hohenstaufen, cioè dei Re Normanni.

Alfonso d’Aragona, fu uno dei Re di Napoli fra i più colti, i più simpatici, i più fastosi, il più temuto ed il più invidiato per la sua eleganza. Ebbe molte concubine, tra le quali la bellissima Giraldonna Carlino, (consorte di un nobile catalano) che gli dette come figlio naturale, che lui designò, come suo erede, Ferdinando I° (detto il Bastardo), chiamato dagli spagnoli Ferrando e dai napoletani Ferrante I°. Ma la donna. che amò per tutta la vita su tutte, fu la napoletana “ Lucrezia d’Alagno “, che pur non potendo diventare regina, fu la sua Favorita.

La statua, di Re Alfonso D’Aragona, fu scolpita dallo scultore napoletano, Achille D’Orsi , che insegnava all’Accademia delle belle arti, ma (come affermano la maggioranza dei critici d’arte) non riuscì a rendere il Sovrano Aragonese, come il fiero condottiero, che entrò in Napoli da trionfatore con un corteo nobiliare di primo ordine, sconfiggendo con una lunga lotta i Reali Angioini, umiliandoli a dover rinunziare al regno ed ad ogni idea di riscossa e fu il sostenitore più ferreo dei suoi diritti contro il potere temporale del papa.

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La Dinastia Aragonese durò solo 58 anni dal 1442 al 1500

Inizio con Alfonso I° D’Aragone e continuò con:

Il Re Ferdinando I° (noto come Ferrante I°) dal 1458 al 1494

Il Re Alfonso II° (duca di Calabria) dal genn.1495 a dicem.1495

Il Re Ferdinando II° (noto come Ferrante II° o Ferrantino)

Governò solo pochi mesi del 1496

Il Re Federico (principe di Altamura) dall’ott.del 1496 al 1501

Fu l’ultimo sovrano di Napoli

della dinastia aragonese,preferì

arrendersi alla Francia,...anziché al cugino spagnolo.

Dal 1501 al giugno 1502 Il regno di Napoli fu assegnato alla Francia dopo il trattato di Granata, firmato dal re di Francia Luigi XII° e dal re Spagnolo Ferdinando III°

(noto come Ferdinando il Cattolico) con l’avallo del Papa Alessandro VI° ).

Dal giugno 1502 fino al 1665 il Regno di Napoli divenne un possedimento spagnolo, e fu governato da un Vicerè per conto dei Re spagnoli.

Le immagini sottostanti sono:

1)la statua di Re Alfonso V d’aragona;

2)la foto di Lucrezia D’alagno, Concubina di Re alfonso, (la sua favorita, ma non divenne mai regina, perché Il papa non vollree concedere il divorzio a Re Alfonso, già sposato).

 

 

venerdì 20 febbraio 2026

Buon giorno – Buon Venerdì 20 Febbraio 2026

 

Buon giorno – Buon Venerdì 20 Febbraio 2026

--- Santa Giacinta – Sant’Ulrico – Sant’Eleuterio ---

 

A proposito di “Bradisismo”. la gente dei paesi dei Campi Flegrei sono molto appaurati , ma ugualmente non lasciano le loo abitazioni e desiderano  stare per strada durante le scosse, poiché sanno che sono su un'area vulcanica attiva, che include i comuni di Bacoli, Monte di Procida, Pozzuoli, Quarto,fino a Giugliano in Campania. Questo fenomeno è conosciuto fin dall’antichità, in quanto la zona  denominata con il nome “ Campi Flegrei”, che deriva dal greco nel definire un’area di "campi ardenti", cioè di natura vulcanica con la presenza di numerose fumarole e acque termali, ben note e sfruttate dai residenti locali.

La caldera dei Campi Flegrei è soggetta a lenta deformazione del suolo, nota con il nome locale di “Bradisismo”.

Allo stato attuale il livello di sollevamento  dei Campi Flegrei è di allerta di colore GIALLO, come stabilito dal Dipartimento della Protezione Civile, sulla base dei risultati del monitoraggio e delle valutazioni espresse dalla Commissione Grandi Rischi.

Tale livello corrisponde ad una attività di ordinaria criticità del vulcano e non é più a livello “Verde” (quando la criticità era assente, come lo era prima). indice dei parametri di criticità, monitorati dall'INGV

 I 4 livelli di criticità sono detti : Verde (criticità assente), Giallo (ordinaria criticità), Arancione (moderata criticità) e Rosso (elevata criticità).

Dopo questa precisazione e per  distogliere  la mente  da  trepidanti pensieri  per eventuali eventi sisastrosi   come promesso continuerò la narrazione delle mie curiosità storiche, riguardanti le statue dei Re , capostipiti. situate nelle nicchie sulla facciata di palazzo Reale di Napoli.

la curiosità, come al solito sarà interessante e parla di vicende storiche avvenute nella città di Napoli.

 

Dalle curiosità storiche di Sasà ‘o Professore.

Carlo I° D’Angiò

La Terza Statua dei Re, capostipiti. situate nelle nicchie  di palazzo Reale di Napoli.è “Carlo I° D’Angiò “(nacque a Parigi nel marzo 1226- e morì a Foggia, il 7 gennaio 1285), settimo figlio del Re di Francia, Luigi VIII° ( detto il leone) e di Bianca di Castiglia, la quale divenne alla sua morte santa e venerata in Francia.


Fu re di Napoli e di Sicilia (dal 1266 .- 1285), era fratello di Luigi IX°, che divenne Re di Francia, e come la madre dopo la sua morte fu venerato come santo (San Luigi dei francesi). Discendendo dai Capetingi potè fregiarsi del titolo di Conte D’Angiò, conferitogli dal fratello, il Re Luigi IX° ( San Luigi)
Carlo I° D’Angiò conquistò il Regno di Napoli sconfiggendo Il re Manfredi di Svevia nella battaglia di Benevento ed a Tagliacozzo Corradino di Svevia.
Durante il suo regno accaddero in Sicilia i famosi Vespri Siciliani. per cui lasciò l’isola.
Trasferì la capitale del suo regno a Napoli e fece costruire la sua reggia in un castello, come una fortezza inespugnabile, il noto Maschio Angioino, che è divenuto uno dei monumenti più rappresentativi di Napoli.
La statua fu fatta scolpire da Tommaso Solari, un vecchio scultore, che ha saputo con la sua arte e maestria comprendere come si rappresenta la dignità della Regalità. Il suo Carlo D’angiò è un miracolo di perfezione, riuscendo a riprodurre il personaggio storico. Dal viso si scorge l’animo perverso, feroce , maligno, truculento e sospettoso del Re
Dagli occhi si può notare astuzia, doppiezza, severità e crudeltà. Il labbro inferiore quasi incollato al superiore rende la faccia tetra e paurosa
La Dinastia Angioina - Durazzo durò all’incirca 180 anni dal 1268 al 1442 e Continuò dopo Carlo I° D’Angio con:
Il Re Carlo II° D’Angiò (lo Zoppo) dal 1285 al 1309
                                       (figlio di Carlo I° D’Angiò)
Il Re Roberto D’Angiò (il Savio) dal 1309 al 1343
                                      (terzogenito di Carlo II°)
La Regina Giovanna I° D’Angiò dal 1343 al 1381
                                       (figlia di Roberto d’Angiò)
Il Re Carlo III° di Durazzo / d’Angiò dal 1381 al 1386
                                        (nipote di Carlo II° D’Angiò e
                                         cugino di II° grado di
                                         Giovanna I° D’Angiò -)
Il Re Luigi II° D’Angiò dal 1386 al 1399
                                        (figlio di Luigi I° D’Angiò
                                        nominato Re dalla Regina                                                                     .                                      Giovanna I° D’Angiò erede del                  .                                       Regno di Napoli)
Il  Re Ladislao di Durazzo D’Angiò dal 1399 al 1414
                                        (figlio di Carlo III° Durazzo)
La Regina Giovanna II° Durazzo D'Angiò dal 1414 al          .                                       1435 (figlia di Carlo III°sorella di ...                                        Re Ladislao D/Angiò)
Il Re Renato I° D’Angiò (il Buono) dal 1435 al 1442
                                         (figlio di di Luigi II° ……………………………..D’Angiò) Sconfitto venne …………………………….spodestato ed espulso da …………………………Napoli  da Alfonso V d’Aragona   

   con lui termina la Dinastia Angioina-Durazzo