domenica 12 aprile 2026

Buon giorno Buona Domenica 12 aprile 2026

 

Buon giorno Buona Domenica 12 aprile 2026

--- San Giuseppe Moscati--San Damiano--San Zeno ---

 

In questo mese di aprile, sembra che la primavera, non sia per niente arrivata, il pomeriggio e la sera, infatti, il cielo è spesso pieno di nuvole grigie con un vento fastidioso.

Questo incerto clima non aiuta a vivere la nostra meravigliosa esistenza, in modo piacevole.

Intanto notizie malauguranti, come guerre territoriali, e quelle economiche, non finiscono purtroppo, (come l’aumento indiscriminato dei prezzi dei prodotti alimentari e petroliferi),.

Tali notizie fanno parte del percorso della vita di ogni essere umano. Importante è non abbattersi e saper reagire con pazienza,

Come ogni giorno, a salutarvi, vi propongo la terza parte della curiosità storica, riguardante il sogno che feci dieci anni dopo l’apertura della discarica di Chiaiano –Marano.

Dalle curiosità storiche di Sasà ‘O Professorà.

 

Terza parte del sogno dopo 10 anni dell’apertura

della ” Discarica di Chiaiano –Marano

 

San Gennaro. Rivolgendosi al segretario della riunione e dette poi la parola a San Biagio, quale rappresentante delle genti di Mugnano, che:

invocando le sue prerogative di protettore delle vie respiratorie e dell’apparato  otorino laringoiatra, insistette a dire e perorare un imminente rimedio “la chiusura della discarica, altrimenti di li a breve si sarebbero avute una quantità  incommensurabile di malattie all’apparato respiratorio con relative complicazioni bronco polmonari di non facile  cura e guarigione.

  Inoltre, si sta venendo meno al patto, che la discarica sarebbe servita (a detta del buffone di turno che governa la meravigliosa nazione , Italia, e  quelli della sua corte di irresponsabili ed incompetenti) per appena due anni e al terzo si passava alla sua bonifica per ripristinare il territorio e riqualificarlo. Nulla di tutto questo sta avvenendo, al contrario, si continua a sversare.  La spazzatura, intanto non è raccolta dalle strade e così si riesce a dare un’immagine di sporcizia, di rassegnazione  e  noncuranza del popolo napoletano, che non è vera,  come se la colpa di questa  inefficienza non fosse  esclusiva competenza di chi comanda la città. Pertanto assistiamo al solito scaricabarile, così assistiamo  alle varie  accuse tra di loro addossate ai vari gradi del potere, ( il comune accusa  la Provincia, a sua volta la Regione, e tutti indicano il colpevole,  il governo nazionale che non stanza i fondi per risolvere al meglio il servizio di nettezza urbana).

E’ veramente uno spettacolo vergognoso, dopo gli anni bui del laurismo, del paternalismo raccomadatorio democristiano, si ebbe  una tregua con il cosiddetto Rinascimento napoletano iniziato alla metà degli anni settanta con il  Sindaco comunista, Maurizio Valenzi, e poi dopo una transizione di vari Sindaci , che s’alternavano ogni quattro mesi , si giunse all’ascesa al potere del sindaco eletto direttamente dal popolo, Antonio Bassolino, ma è stato tutto un bluf, dopo la lavata di faccia della città in occasione  del G7 , poi divenuto G8, perché la città è stata abbandonata a se stessa, facendo imperare il motto “  tiramme annanze, tiramme a campà.”  San Biagio infine concluse :

“Vi sembra poco! Mie care anime presentii, mio caro presidente!  Pare che non ci sia via d’uscita!  Chi dovrebbe decidere, ha paura di farlo, e per non compromettere il consenso che gli deve arrivare alle prossime consultazioni elettorali,  quando, alla fine, decide  fa solo danni, e speriamo che non diventino irreversibili.”.

Dagli scranni delle anime presenti, come uditori, inizia  una rumorosa contestazione con grida assordanti ed applausi  per l’ultimo intervento, (quello di San Biagio, il patrono di Mugnano) che dicevano pressappoco così:  “ Chi si aspetta a chiudere questo sito di sversamento di rifiuti   (Tal Qual) con il fenomeno infernale di odori  maleodoranti, che minano la salute delle genti locali. Che deve succedere ancora? La gente di Chiaiano e Marano e Mugnano non si arrendono e non vogliono convivere con quel fetore e poi, c’è la possibilità prevedibile  dell’inquinamento della sottostante falda acquifera”.

 

Calma ,calma, non stiamo al mercato!” Fece rintronare la sua autorevole voce San Gennaro, che, fatto zittire tutti, chiese ai compatroni presenti, se c’erano altri testimoni  da ascoltare, poiché, se non ce ne fossero stati altri, si doveva  procedere  a stilare un apposito dettagliato documento da approvare e sancire cosi la decisione finale emersa dalla discussione, per sottoporlo  al giudizio  definitivo dell’Onnipotente, che avrebbe dato l’assenso per far procedere ad un’immediata chiusura della discarica del sito di Chiaiano.
Quando si stava quasi per chiudere ed iniziare a procedere alla stesura degli atti, con fare allarmante irrompe nella sala, quasi senza chiedere permesso, ed inizia a parlare ed a farsi ascoltare dicendo  :

“ vengo or ora dalla zona della discarica, non mi sono ancora presentato, scusate!- Sono deceduto stamattina, mi chiamo Vincenzo De falco, anzi sono noto come “ don Vicienzo ‘o creatore do’ presidie” per vostra conoscenza sono quello, che è stato l’artefice di aver realizzato dal nulla,  prima una capanna, con tubi innocenti, improvvisata, poi con l’aiuto di tutti  gli insorti, noti come i briganti dell’opposizione all'apertura della discarica,  ho realizzato un presidio permanente vero e proprio, consistente  in una casupola fatta da un cointainer ed un  recinto coperto, dove i miei compagni inarrendevoli, trovano riparo durante le riunioni  per difenderci dal vento e dalla pioggia nel periodo invernale.  La gente è sfiduciata, ma non rassegnata, siamo d'esempio per tutti coloro, che non desiderano subire sorprusi, siamo in collegamento via internet  con tutti coloro, che con manifestazioni pacifiche vogliono far vivere ancora una volta la democrazia, la libertà, la dignità offesa e calpestata dalla cattiva politica e dal malaffare. Siete ancora in tempo a rimediare prendendo una giusta soluzione, proponendo al Signore,  per sempre la chiusura delle discariche e suggerendo di far inculcare  a chi detiene il potere che un altro modo esiste per smaltire i rifiuti :  il riciclaggio, il compostaggio dell’umido per farne fertilizzante, la raccolta porta a porta   lo sbriciolamento delle materie non riciclabili, trattate, poi, per farne laminati per pavimentazioni od altro”.

 “Grazie del vostro contributo Signor De falco”,

Esclamò Il presidente dell’assemblea; San Gennaro.

“ i vostri suggerimenti sono veramente soddisfacenti, perciò San Giulià, avete annotato! Per alzata di mano  passiamo all’approvazione della soluzione invocato dal Santo patrono di Polvica , San Nicola “ la chiusura e la bonifica della selva dove è ubicata la discarica”. San Gennaro Gridò: “ Siamo tutti d’accordo. Contiamo! Invito i Compatroni presenti a verificare la conta e visto che tutti sono d’accordo all’unanimità, dichiaro approvato quanto discusso e formuliamo la delegazione per presentare la decisione a Chi Di Dovere.

In cuor mio, senza profferir parola, e tutto contento, mi svegliai e capii , però, che era solo un sogno. M'auguro che a breve diventi realtà non solo per continuare a respirare la frizzantina arietta, che proviene dalla collina dei Camaldoli , ma soprattutto per preservare la lussureggiante campagna collinare della  stupefacente bellezza del sottobosco della selva di  Chiaiano per i posteri.

Le foto sono:

San Biagio, patrono di Mugnano,

Vincenzo De falco, Il costrutore della capagnna del presidio

La capanna del presidio antidiscarica, creato da De Falco. 

 




 

 

 

 

sabato 11 aprile 2026

Buon giorno Buon Sabato 11 aprile 2026

 

 

 

Buon giorno Buon  Sabato 11 aprile 2026

--- Santa Gemma – San Stanislao – Santa Sancia ---

 

Oggi si spera che l’incontro previsto tra le delegazioni Americana e Iraniana, con la mediazione delle autorità Pakistane, si possa giungere ad un accordo definitivo verso la pace  dopo la tregua dei bombardamenti, che permetterà il  passaggio tranquilli  sullo stretto di Hormuz  delle navi, che trasportono prodotti petroliferi, che servono per le attività industriali europee

In questo periodo necessita ritornare alla normalità e vivere in pace, in serenità con la gioia di vivere una sana esistenza, e non vivere continuamente con le trepidazioni  di conflitti, ,che procurano solo malcontento ed incertezze nel futuro.

Anche oggi vi proporrò, care amiche e cari amici, che mi leggete, come promesso,  la seconda parte della narrazione della  mia curiosità storica, accaduta nel nefasto evento del 2008.

Dalle curiosità storiche di Sasà ‘o Professore

Seconda parte del sogno dopo 10 anni dell’apertura della ” Discarica di Chiaiano –Marano”

 

Tori Tori, così era anche conosciuto Salvatore Napolano, iniziò a dire: “ Come tutti sanno, ormai sono stato inumato proprio a Chiaiano in quel camposanto, nella nuova cappella dell'arciconfraternita, che guarda la famosa Selva di Chiaiano e vi  posso assicurare che non è più un luogo piacevole di assoluto riposo, come potrebbe apparire a prima vista, com’era un tempo, un cimitero degno di morti privilegiati, dove regna  l’ordine, la non confusione del sovraffollamento e dove si può ricevere ogni giorno compresi  festivi, le requiem religiose e la visita dei parenti più stretti  con i doni floreali tra i più belli, duraturi e freschi”.

In queste ultime ore mi sono dovuto ricredere, non è così, e anche le visite dei miei cari sono diventate molto rare, perché dalla discarica, di fronte a noi, arriva un olezzo, ma che dico un fetore indescrivibile di materiale putrefatto, dicono il gas sprigionato dai rifiuti umidi

“ il tal qual “, che pergolano”.

Basta così! “, Si sovrappose la Voce squillante del presidente dell’assemblea, San Gennaro, che dette per primo la parola a San Nicola, in qualità di proponente la Riunione, rappresentante i cittadini di  Polvica, (frazione di Chiaiano, forse la più vecchia comunità della zona), che riprese la questione del fetore, che proveniva dalla discarica ed  inizio a dire:

Non meritavamo di essere trattati cosi! Gli abitanti della mia parrocchia, sono stati, gente semplice, lavoratori laboriosi, sempre additati come benpensanti, ligi e rispettosi delle leggi, hanno accettato il sovraffollamento con l’insediamento della 25/80, (costruzione delle case di residenza-popolare, dopo il terremoto del novembre del 1980) che avrebbe comportato necessariamente un nuovo complesso scolastico, sarebbe occorso anche un nuovo ufficio postale ed una scuola superiore pubblica più efficiente, senza mai lamentarsi. Tutto questo non c’è mai stato dato, solo sulla carta, se ne sono sciacquato la bocca e lavate le mani le varie giunte comunali, che si sono succedute nel tempo. Dirò di più, anzi negli anni ’90 volevano propinarci i cosiddetti “ Fos “, (Era commissario di governo al problema dei rifiuti, l’afragolese Bassolino con il sub-commisario Paolucci, ex assessore alla polizia urbana del comune di Napoli), in compenso  promettevano che avrebbero realizzato poi un parco attrezzato. Intanto, dopo aver subito il fetore del bruciamento della gomma, che guarnisce il filo elettrico per ricavarne del rame, attaccato ai materiali di risulta, proveniente dall’abbattimento delle famose “Vele di Scampia”, che erano stati depositati, (non si è mai saputo per voler di chi), nel verde lussureggiante della Selva di Chiaiano, nelle cave dimesse.  Eccoti di nuovo il fetore, ora quello dei rifiuti indifferenziati, il cosiddetto “Tal Qual”, che proviene dalla discarica di Chiaiano, (la cosiddetta discarica di Napoli), quella che si trova vicino agli ospedali della collina del Camaldoli. Non se ne può più. I miei parrocchiani m’invocano di fare qualcosa, per eliminare questo enorme disagio, miei cari santi colleghi patroni, discutiamone e troviamo tutti insieme una giusta soluzione, visto che laggiù i diretti responsabili di questa iattura, non ascoltano nessuno”.  All’improvviso si fa un gran chiasso attorno al tavolo della presidenza, grida, minacce, varie anime si ribellano e vogliono tutte quante intervenire per dare man forte a San Nicola e spingere gli altri patroni della zona a prendere una seria decisione, affinché la discarica sia chiusa e si passi alla bonifica dei terreni per farla finita  con  quel olezzo nauseabondo, prodotto dal percolato.

San Gennaro, sovrastante con la sua autorevole voce, l’assemblea, invita alla calma e dà la parola a San Castrese di Marano, che si era precedentemente iscritto a parlare.

San Castrese, inizia il suo intervento dicendo : “ Cari santi colleghi patroni della Zona Nord, vi posso assicurare, me ne testimone  la Madonna di Vallesana, che anch’io mi lamento del Fetore, che, quando c’è il vento proveniente dal mare, arriva fino alla mia parrocchia al centro di Marano e lungo la Via dei Cani  lambendo Corso Europa e Via Falcone.

Ho saputo che volevano aprire un’altra discarica, in località Quarto di Napoli, ma non ci sono riusciti,  perché, come avvenne a Terzigno, la popolazione locale con il sindaco in testa, ha invocato la loro santa patrona, Santa Maria libera nos a scandalis, che immediatamente si è fatta sentire presso Chi Di Dovere, è la prospettiva è stata subito abbandonata.

Quindi sole le sante patrone riescono ad esaudire le giuste invocazioni dei loro imploranti, mi domando?  Noi, solo santi protettori maschi, non siamo " nessuno"! Forse non contiamo nulla! Non ci facciamo valere presso Chi decide! Quelli di Terzigno, Bosco-Trecase, Pompei, son riusciti nel loro intento, la loro Santa Patrona, Santa Maria della Neve, Santa Virginia, ha scongiurato l’apertura di una nuova discarica, quella di cava Vitiello, esaudendo l’invocazione dei suoi parrocchiani, mentre a noi nessun ci ascolta,  perché non sappiamo farci valere? Uniamoci e andiamo in delegazione da Chi Di Dovere,  e vediamo se la spuntiamo, affinché sversatoi, non se ne devono più fare e si passa una volta per tutte alla raccolta differenziata dei rifiuti, così si fa anche il riciclaggio delle materie prime, che servono  sempre e sono in fase di esaurimento “. “San Giuliano prendete atto e scrivete, così  come sono dette le cose, perché dopo  dobbiamo rendicontare  il tutto  dettagliatamente all’ Onnipotente, che deciderà come sempre per il meglio”. Così riprese a dire il presidente dell'assemblea, San Gennaro. Rivolgendosi al segretario della riunione e dette poi la parola a San Biagio, quale rappresentante delle genti di Mugnano,

 

 

 

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Le foti sottostanti sono:

1) la popolazione riunita contro l’apertura della Discarica;

2) il Cimitero di Chiaiano;

3) San Nicola di bari , patrono di Poviva-Chiaiano;

4) San Castrese, patrono di marano di Napoli;

5) San Biagio, patrono di Mugnano di Napoli;

 








 

venerdì 10 aprile 2026

Buon giorno Buon Venerdì 10 aprile 2026

 

 

Buon giorno Buon Venerdì 10 aprile 2026

--- Sant’Ezechiele – Santa Maddalena -- San Apollonio –

 

Apprendiamo per mezzo dei notiziari della televisione, dopo i bombardamenti  dagli Israeliani nel territorio  Libanesi con la mediazione americana, ci sarà una tregua, e forse si  arrriverà alla pace, come pure alla fine del conflitto tra Usa e iRAN, grazie ai governanti Pakistani,  anch’esso avverrà fra pochi giorni, altrimenti il commercio globale dei prodotti petroliferi del intero mondo finirà, creando la contrazione del livello statistico delle esportazioni e importazioni.

Questi momenti conflittuali territoriali  stanno producendo

varie chiusure di attività industriali e agricole, ed un aumento della povertà delle classi meno abbienti.

In attesa di una possibile  immediata soluzione dei governi interessati, per evitare processi di annientamento di  produzioni di beni e servizi, vi propongo, care amiche e cari amici, che mi leggete e tenete viva la nostra  amicizia una mia curiosità storica accaduta con un nefasto evento del 200

Dalle curiosità storiche di Sasà ‘o Professore.

La “Discarica di Chiaiano”

                             (Prima parte della narrazione)

Dopo 10 anni dalla sua apertura, sognai, guardando le foto della effettiva “Discarica di Chiaiano

Guardando, appunto, le foto della lotta impari delle popolazioni locali, Chiaiano e Marano, iniziati il pomeriggio del 23 maggio 2008 e continuati con una veglia nei presso della rotonda

(La Rosa dei venti, meglio conosciuta come la RotondaTitanic), che manifestavano democraticamente il loro disappunto.

I cittadini dissidenti si trovarono contro uno schieramento antisommossa di forze dell’ordine, che, dovevano imporre per dissuadere la protesta, utilizzando l’uso di bombe lacrimogene e maneggiando manganelli con cariche senza guardare in faccia, ne donne, ne persone anziane, ne bambini.

Il provvedimento legislativo, che prevedeva il sito dello “Sversatoio dei rifiuti di Napoli”, nelle dismesse cave di Chiaiano/Marano, era stato indicato dal Commissario Governativo per i rifiuti di Napoli, pro tempore,dell’epoca,

il Dott. Gianni De Gennaro.

Provvedimento, poi, sancito con decreto legislativo dal Governo, (Dicastero Prodi, alla fine del suo mandato governativo, perché sfiduciato), e poi adottato definitivamente da quello immediatamente successivo, il Governo Berlusconi, e senza sentire nessuna ragione, alla fine, dopo aver imposto di nuovo il defenestrato commissario governativo e nominato questa volta Responsabile della protezione civile, il dott. Guido Bertolaso. Decreto firmato e promulgato, infine, con la scusante dell’emergenza, dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napoletano, che permetteva la scellerata scelta senza battere ciglia, (questo ultimo pur conoscendo già il sito, che in altri momenti, aveva apprezzato esaltando le meraviglie del luogo) mi feci trasportare da quelle immagini in un fantastico sogno irreal, ed improvvisamente mi trovai catapultato ad assistere ad una mini assemblea di Santi protettori delle Comunità della zona Nord di Napoli, in cui ricadeva la discarica, quasi fosse un'insolita riunione di condominio, che si teneva lassù in cielo, presieduta per competenza territoriale dal Santo, protettore per antonomasia, della città di Napoli, San Gennaro; che andrò a raccontarvi.

C’era un tavolone rettangolare ed al centro presiedeva, , l’assemblea, come detto prima, da San Gennaro, nelle sedie alla sua destra c’erano: San Nicola di Bari – Patrono della chiesa di Polvica di Chiaiano, rappresentante i parrocchiani di quella località; San Giovanni Battista, Patrono Ufficiale della parrocchia di Chiaiano centro, assistito dai Santi, (Compatroni Chiaianesi), San Raffaele Arcangelo e San Michele, il santo della cappella di piazza Margherita, piazza nota come ( ‘E Mieze ‘O Furno); nelle sedie di sinistra, poi, trovavano posto San Castrese, rappresentante la comunità del circondario della parrocchia di Marano, coadiuvato dal Compatrone Maranese, (la Madonna del Poggio Vallesana); più in là sedeva San Biagio, venerato quale Patrono di Mugnano di Napoli, (coadiuvato dalle Suore del il Sacro Cuore di Gesù Eucaristico, come Compatrono), mentre s’intravedeva, quasi in fondo, Sant’Alfonso Dei Liguori, in rappresentanza della comunità dei fedeli di Marianella – Piscinola

 Insomma la riunione era costituita da tutti i Santi Patroni e Compatroni delle comunità della Zona Nord Napoletana, quasi a rappresentare i paesi attraversati a monte ed a valle dalla strada provinciale Santa Maria a Cubito. Nell'ampio salone, dove si svolgeva questa insolita assemblea (erano situati, come in un grande teatro), scranni tutto intorno, affinché si potesse assistere alla discussione da dibattere “ L’Ordine del Giorno”, (Discarica Del Poligono di tiro a Via Cupa dei Cani), sua definitiva chiusura e inizio eventuale bonifica del territorio). Data l’importanza, c’era assiepato nel salone una moltitudine di anime, come spettatori (tra le anime dei morti presenti, v’erano quelli della zona degli ultimi decenni, che erano interessate a conoscere di che si stava discutendo, anche se non potevano intervenire, non volevano perdersi la decisione finale, che avrebbero adottate tutti insieme, i santi venerati della Zona nord di Napoli, i quali si erano riuniti per non perdere ognuno la fama e la propria venerazione,  che ricevevano dai loro protetti.

Tra le anime, che s’accalcavano nella sala ad assistere al dibattito, riconobbi , in prima fila, i miei fraterni amici e compagni, giunti lassù da poco tempo: Peppe Miniminor, (alias Giuseppe Montesano), Rafele Martino, (alias Raffaele Martino,('o Cumenestone 'e Santacroce) l’avv. Giuseppe Carendente Giarrusso, (il combattente ex sindaco di Marano), i quali, vistomi spaesato, mi affiancarono e mi chiesero:” come mai mi trovassi lì, pur non essendo ancora defunto”.

Mi fa sommo piacere rivedervi! Non vi siete dimenticati dei vostri paesi natii, quando siete stati sulla Terra? V'interessa la discussione” !. Risposi alla loro domanda e mi schernii affermando: “vi ricordate quante battaglie, che abbiamo fatto insieme a Chiaiano, a Marano! Sono solo di passaggio, ma se le cose di laggiù continuassero, come stanno procedendo, e se nessuno quassù prendesse a cuore le invocazione di aiuto delle Genti, che vivono nei pressi dell’ingiusta apertura della discarica, sarei stato anch’io tra di Voi, fra non molto.”

Il facente funzione di “Segretario dell’assemblea” San Giuliano, (patrono di Giugliano in Campania), con un campanello stridente intimò di far silenzio, perché , di lì a poco iniziava la seduta della speciale adunata, pertanto, era intento degli astanti tutti zittire, se si volesse partecipare alla discussione dell’ordine del giorno della seduta da dibattere, e di giungere e definire appropriate conclusioni, come invocate dai preganti del territorio della zona dei paesi a nord di Napoli, (Chiaiano , Polvica, Marano, Mugnano, Marianella).

Improvvisamente si fece largo tra coloro, che stavano lì, come uditori, l’anima di un nuovissimo defunto, Napolano Salvatore, (per chi non lo conosceva era, il compagno, (operaio elettricista di Chiaiano), che lo potevi incontrare sempre a tutte le feste del partito Comunista, di Rifondazione, ed infine del Pdci con la sua brava pinza da elettricista sui fianchi, a guisa di un “Caw-Boy”, ed a tutte le manifestazioni, per ribadire i diritti inviolabili, dei lavoratori, sanciti dalla nostra Costituzione Repubblicana. che si facevano dalle nostre parti.

Il Napolano era nato e vissuto a Chiaiano fino alla pensione nella casa paterna al Corso Chiaiano numero. 6. L'ultima sua residenza era stata a Giugliano in Campania, quando si era risposato, e dove poi,era morto. Chiese di parlare ed informare i membri della “Riunione”, perché proveniva proprio da quei luoghi delle ultime vicende sul grave problema dei rifiuti a Napoli, e dove aveva partecipato attivamente.

Il presidente dell’assemblea, San Gennaro, prima di dare inizio alla discussione, sentito per un attimo i Santi patroni, delle Zone interessate alla discussione , convenuti, e non avendo alcuna opposizione, dette la parola al defunto, Napolano, pregandolo d'essere breve e di attenersi ai fatti senza fare la storia dei Rifiuti di Napoli, che era iniziata più di venti anni prima, ormai nota a tutti , specie a a quelli di lassù. “

Le foto sottostanti sono le foto ;

Discarica dei rifiuti aperta nella selva di Chiaiano,

San Gennaro , patrono di Napoli,Presidente della Riunione

San Giuliano , patrono di Giugliano, segretario della Riunione, San Nicola, patrono di Polvica(borgo di Chiaiano; San Giovanni battista di Chiaano, patrono di Chiaiano San Raffaele arcangelo; conpatrono di Chiaiano; San Gabriele arcangelo; San Castrese, patrono di Marano; santa Maria delle cintura, del Poggio Vallesana; San Biagio , patrono di Mugnano; Sant’Alfonso dei liquori , patrono di Marianella-Piscinola.