Buon Giorno Buon Mercoledì 15 aprile 2026
--- Sant’Annibale -- Sant’Anastasia -- San Teodoro ---
Si sta verificando quello previsto dal sistema
aeronautico delle previsioni meteorologiche, che la settimana prossima, ci sarà
un abbassamento di temperatura con freddo e vento di origine orientale. Questi
sbalzi di temperatura procurano indirettamente, raffreddori, malanni
articolari, che fanno ammalare e lasciano il loro segno.
E’ la terra , che fa sentire il suo disappunto, per il
perdurare dei conflitti “nell’ Est Europeo” (Russo Ucraino), che “in Medio
Oriente” (Palestina, Israele) e ultimamente (con l’Iran e il libano), che non
rassicurano e non fanno vivere in serenità
Anche oggi per non preoccuparsi più di tanto, dopo la
curiosità storica di ieri, sulla Nobiltà, vi posto un’altra mia curiosità di
tipo storico. la Corona Ferrea e anche quella Reale dei Savoia
Dalle curiosità di Sasà ‘o Professore
La Corona Ferrea
La Corona Ferrea è un diadema regale, oggetto simbolo
del potere imperiale ed è sempre stato a Monza, a parte alcuni piccoli
viaggetti. La storia fondamentale della “Corona Ferrea” è legata a due Regine: “Elena e Teodolinda”. La prima Regina, “Elena”, che poi diventerà santa, era la
madre dell’imperatore Costantino, che fece forgiare, la Corona Ferrea, con all’interno della stessa anche di un chiodo,
quale reliquia della croce di Cristo, effigiandola su un elmo, che, secondo la
leggenda, lo donò al figlio per proteggerlo durante la famosa vittoriosa
battaglia di Ponte Milvio.
La seconda Regina, Teodolinda,
invece, custodì la Corona Ferrea, a Monza, dopo averla ricevuta da Papa Gregorio Magno, per aver convertito il
suo popolo,(i Longobardi), che era di religione Ariana, al Cattolicesimo.
La Corona Ferrea è stata sempre a Monza, e per meglio
custodirla gli austriaci , essendo rimasti padroni della Lombardia dopo la
definitiva sconfitta di Napoleone, la portarono nella più sicura fortezza di
Mantova, per poi riportarla a Monza a guerra conclusa.
Durante la Seconda Guerra di Indipendenza (1859) la
portarono direttamente a Vienna, dove rimase a lungo, dato che in
quell’occasione gli austriaci persero la Lombardia. Bisognerà, infatti,
attendere la Terza Guerra di Indipendenza
(1866), perché la Corona Ferrea potesse essere restituita all’Italia,
ritornando nella storica sede di Monza.
All’ Unità d’Italia realizzata, la Corona rimase
simbolo dei re d’Italia, ma i Savoia non la utilizzarono nelle incoronazioni,
sia perché rimaneva comunque simbolo della precedente dominazione austriaca,
sia perché conservava ovviamente un forte valore religioso e, come risaputo, i
rapporti tra i Savoia neo re d’Italia e la Chiesa non erano idilliaci.
La Corona Ferrea venne comunque esposta ai funerali di
Vittorio Emanuele II° e di Umberto I°. per lo stesso motivo gli ultimi due Re
d'Italia, Vittorio Emanuele III° e Umberto II°, non vollero alcuna cerimonia di
incoronazione..
Nel Regno d'Italia non è mai esistita la cerimonia
dell'incoronazione e, quindi, non si è mai resa necessaria la costruzione di
una corona di Stato. Tuttavia viene considerata corona d'Italia la Corona
Ferrea, utilizzata, però, soltanto come emblema e mai indossata dai re d'Italia
di Casa Savoia. Nel 1861, *però, alla proclamazione dell'Unità d'Italia,
Vittorio Emanuele II°, decise che la corona nazionale avrebbe dovuto essere la
storica Corona Ferrea, che era stata per secoli la corona dei Re d'Italia. -
Dietro all'insuccesso di vari progetti, mai realizzati, comunque, c'era la
convinzione di Vittorio Emanuele II°, che la vera Corona d'Italia avrebbe
dovuto essere quella Ferrea, anche se il sovrano dovette rinunciare a farsi
incoronare con essa, volle che la corona ferrea fosse presente nei suoi
ritratti ufficiali, come in quello realizzato da Paolo Emilio Morgari nel 1874 . Alla sua morte, nel 1878, la Corona
Ferrea fu portata a Roma ed esposta al Pantheon.
La lapide sepolcrale del Re è decorata da una sua
rappresentazione. Anche Umberto I°, figlio di Vittorio Emanuele II°, avrebbe
voluto essere incoronato con la storica Corona Ferrea. Tuttavia il clima
politico italiano nel 1878, quando ascese al trono, era tutt'altro che
favorevole: non si erano sopiti, ancora, i forti contrasti fra Casa Savoia e la
Chiesa, e in generale con i cattolici in Italia, a seguito della presa di Roma,
e si ritenne quindi, che la scelta migliore sarebbe stata non utilizzare una
reliquia per un'eventuale incoronazione, che infatti non ci fu.
Umberto I°, però, inserì la Corona Ferrea nello stemma
reale, e nel 1896 la donò al duomo di Monza, città in cui amava risiedere, in
una teca in vetro blindato, dove è tuttora custodita. Alle sue esequie, nel
1900, venne esposta la Corona Ferrea e la sua tomba al Pantheon ne reca,
davanti, una copia bronzea.
Vittorio Emanuele III° e Umberto II° non vollero
alcuna cerimonia di incoronazione, anche in considerazione delle circostanze
luttuose in cui entrambi salirono al trono. Nel dicembre 2017, in occasione
della cerimonia funebre per la tumulazione delle spoglie del re Vittorio Emanuele
III° e della regina Elena , sua moglie, al santuario di Vicoforte, venne
realizzata una corona Reale di Savoia. Si tratta della prima corona, mai
forgiata in Italia a norma di quanto stabilito nel regio decreto del 1º gennaio
1890, Prima del 2017 era solamente raffigurata su disegni e documenti. fine a
quando nel 1° luglio 2021 anche Emanuele Filiberto di Savoia fece realizzare
una riproduzione della corona, che venne poi utilizzata per la tumulazione di
Amedeo di Savoia-Aosta presso la cripta reale della basilica di Superga.
Si rammenta che Berengario I° quando si dichiarò Re
d’Italia, quale Feudatario del territorio del Nord Italia, dal Piemonte al
Veneto, s’incoronò Re d’Italia con la Corona Ferrea.
Napoleone Bonaparte (1805 a 1815) (Ebbe Due mogli e 1 solo figlio) , infine è stato l’ultimo
personaggio storico nel 1805, che fu incoronato, come Re d’Italia con la Corona
Ferrea, o meglio s’incoronò, con la frase “Dio
me l’ha data e guai a chi la tocca”
La Corona Ferrea si tramanda che avesse anche il
potere di castigare i malvagi, per effetto di una antica maledizione lanciata
da Teodolinda, che l’ebbe in dono da papa, Gregorio Magno, per aver convertito
i Longobardi al cattolicesimo e la lasciò in eredità al duomo di Monza. Scrive
infatti Paolo Diacono nella Historia
Langobardorum, che la regina maledisse chi in ogni tempo avesse, come Giuda
fino al giorno del giudizio. In effetti il ladro, che nel trecento rubò la
corona dal palazzo papale di Avignone, venne scoperto e giustiziato, e quello,
che nel settecento trafugò da Parigi l’intero tesoro di Monza, venne
rintracciato e morì in carcere soffocato dalle esalazioni di una stufa. Alcuni
imperatori, poi, tra quelli che vollero incoronarsi a forza, fecero una misera
fine – come il Barbarossa annegato in un torrente durante la crociata, Enrico
IV° spodestato e imprigionato dal proprio figlio, o Carlo V°, che abdicò al
trono per debolezza mentale, per finire con Napoleone relegato a Sant’Elena
dagli inglesi a tradimento, e dulcis in fundo Adolf Hitler, il quale aveva
mandato le sue SS a Roma per predarla verso la fine della seconda guerra
mondiale, morto suicida nel bunker di Berlino
La Corona reale di Savoia. diversa dalla Corona Ferrea
è menzionata nel regio decreto del 1º gennaio 1890,
che stabilisce che: Le Corone della Reale Famiglia Savoia hanno tutte la stessa
base d'un cerchio d'oro coi margini cordonati, fregiato con otto grossi zaffiri
(cinque visibili) attorniati ciascuno da dodici gemme, cioè: quattro diamanti
alternati con altrettanti rubini ed altrettanti smeraldi: i zaffiri sono divisi
da otto nodi di Savoia (quattro visibili) d'oro a sbalzo. Il cerchio è
sormontato da quattro foglie d'acanto d'oro (tre visibili) caricate, in cuore,
d'una perla; separate da quattro crocette di Savoia (due visibili) smaltate di rosa
e ripiene di bianco, pomate con quattro perle ed accostate, ciascuna, da due
perle collocate sopra una piccola punta; il tutto movente dal margine superiore
del cerchio.
La Corona Reale di Savoia è chiusa da otto vette d'oro
(cinque visibili) moventi dalle foglie e dalle crocette, riunite, con doppia
curvatura, sulla sommità, fregiate all'esterno da grosse perle decrescenti dal
centro e sostenenti un globo d'oro cerchiato, cimato come Capo e Generale Gran
Maestro dell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro da una crocetta d'oro,
trifogliata, movente dalla sommità del globo.
Le foto sottostanti sono:
la Corona
Ferrea , custodita a Monza La Corona Reale
di Savoia