giovedì 19 febbraio 2026

Buon giorno – Buon Giovedì 19 Febbraio 2026

 

 

Buon giorno – Buon Giovedì 19 Febbraio 2026

--San Corrado–Sant’Alvaro–San Bonifacio–Sant’Asia ---

 

Non bastavano le scosse, del Bradisismo dei Campi Flegrei di Pozzuoli. ca sembrano non finiscono mai, ora anche eventi, come l’incendio dei teatro Sannazzaro a Napoli, nonchè le tante guerre, che fanno morire genti innocenti, che distruggono case, monumenti importanti, e dobbiamo pure pensare al Referendum sulla giustizia. Non si puo’ stare mai un poco sereni! Lo so, stiamo vivendo un brutto momento!

Questa nuova epoca, non mi piace, fanno aumentare i prezzi delle cose. e la vita deventa difficile! Non si può andare avanti in quresto modo!

Per non pensarci molto, purtroppo questa è la realtà.

 Per far distrarre da queste continue angoscie, narrerò come promesso la continuazione delle mie curiosità storiche, riguardanti le statue dei Re, Capostipiti delle Dinastie, che regnarono Napoli. che arono sorreggono il Palazzo Reale di piazza del Plebiscito, per far riflettere che anche nel passato, non era tutto (Ciure e rose) Fiori e rose, anzi le trepidazioni per le guerre di successioni, erano tremende.

Dalle curiosità storiche di Sasà ‘O professore

La Seconda Statua dei re di Napoli è :

FEDERICO II° DI SVEVIA

IL Re “Federico II di Svevia “ della Dinastia Hohenstaufen, Era il figlio di Costanza d’Altavilla e di Enrico VI° di Svevia, succeduto al padre, che era figlio dell’imperatore Federico I° Barbarossa, Divenne prima re di Sicilia e di Napoli nel 1197, imperatore di Germania nel 1212. Fu protagonista della sesta crociata nel 1229,

 lottò contro le città lombarde e contro il potere papale dei pontefici Gregorio IX ed Innocenzo IV. Morì scomunicato nel 1250. Fu definito (Stupor Mundi) soprattutto per il ruolo preminente, che ebbe per la promozione della cultura, riuscendo prima a Palermo e poi a Napoli a far incontrare ed amalgamare le principali civiltà, come la Greca, la Latina, l’araba.e la Giudiaca. Nel 1224 fondò a Napoli quella che è da considerare la Prima Università Statale del Mondo Occidentale (che prese il suo nome, attualmente è nota come UNIVERISTA’ DEGLI STUDI DI NAPOLI – FEDERICO II).

Napoli fu eletta così con suo editto le sede dello “ Studium “ in tutto il regno e nei territori dell’impero, concedendo altresì facilitazioni per coloro che erano meno abbienti e volessero frequentarla, proibendo così nello stesso tempo ai suoi sudditi di recarsi a studiare a Bologna ed al nord.

Diede anche impulso alla scuola Medica di Salerno

(la Scuola Medica Salernitana). Fece costruire dietro suo progetto un castello a forma ottagonale in Puglia, noto come Castel del Monte, tanto famoso da essere riportato, coniato sul centesimo di Euro nell’ attuali monete in circolazione.

La statua fu ordinata e scolpita da Emanuele Caggiano, professore di scultura nell’Istituto di Belle Arti di Napoli, che, però, non riuscì a rappresentare il Re artista, lo Svevo (il tedesco) audace, il tenace lottatore contro il potere temporale del papato. Il Caggiano pone Federico II°, come se stesse in posa accademica, un po’ troppa voluta, troppo cercata, troppo studiata, quasi come una figura egizia, senza riuscire a far emergere la gran tempesta, che doveva ruggire nell’anima ed nel cuor di leone di quel possente sovrano teutonico. La figura appare come una persona stanca ed annoiata, avente la testa piatta, soverchiamente rifinita, lisciata, con mani grossolane ed inerti, mentre le gambe appaiono del tutto forzute nel calpestare una misera bolla di cartapesta.

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La Dinastia Sveva (La Svevia, e non la Svezia, era una regione del territorio della Germania, che comprendeva la Baviera, il Principato del Lienchestain, la Valle d’Aosta, l’Alsazia e si parlava la lingua sveva, (un dialetto particolare del tedesco)

La Dinastia Sveva durò all’incirca 70 anni (dal 1194 al 1266) e continuò poi con :

Il Re Corrado IV° di Svevia, che regnò dal 1250 al 1254

(figlio di Federico II)

Il Re Corrado V° di Svevia, che regnò dal 1254 al 1258

(figlio di Corrado IV)

(che è ricordato nella storia come:

Corradino di Svevia (per essere succeduto al padre

in tenerissima età.

Fu decapitato il 1268 a Napoli, in Piazza Mercato)

Il Re Manfredi di Svevia, che regnò dal 1258 al 1266

(figlio bastardo di Federico II°) che assunse la corona, in qualità di tutore di Re Corradino)

 

Le immagini sottostanti:

La 2 seconda statua " Federico II ° di svevia

Il palazzo dell Università di Gabriele Di Napoli

Il castello del monte in Puglia

Il centesimo di euro con impresso il re federivco II°



 

mercoledì 18 febbraio 2026

Buon giorno Buon Mercoledì 18 febbraio 2026

 

Buon giorno Buon Mercoledì 18 febbraio 2026

--- Santa Geltrude –Sant’Elladio – San Tarasio ---

 

L’attuale sciame sismico dei Campi Flegrei, iniziato alle ore 16,53 di sabato 15 febbraio 2025, che superò, nelle 48 ore,la magnitudo 3.0 ed attualmente ancora in corso. che fu sentito anche a Napoli, ai piani superiori degli edifici. Le scosse registrate dall’Osservatorio Vesuviano sono lunghe anche se di bassa intensità. per gli scienziati dell’Ingv, ( l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologi), si tratta di uno degli sciami sismici "più continui" mai registrati.

Intanto affettuosi lettori e carissime lettrici delle mie curiosità storiche, desidero farvi ricordare, che nello secolo scorso, negli anni 60 e 80, terremoti e sciami sismci si son sentiti e percepiti, come quelli di adesso, forse più intensi, chi li può dimenticare!

Quello del martedì 21 agosto1962, con magnitudo Richter 6,1, e fu avvertito alle ore 16:56. In effetti la prima scossa, fu risentita anche a Napoli, ma soprattutto nel territorio di Ariano Irpino, mentre le succesive furono di una magnitudo Richter 6,3 o 6,4,.

Ma il più avertito fu il Terremoto del 23 novembre 1980, che ebbe una magnitudo 6.9 e colpì una vasta area della Campania, della Basilicata e marginalmente della Puglia, causando 2734 vittime.

La sua durata fu per tutti infinita e fu di 90 interminabili secondi, in cui il sisma violentò piazze, strade, case; abbatté campanili, chiese, ospedali, procurando quasi 3 mila morti, più di 80 mila feriti e 280 mila sfollati.

A Napoli quel terremoto del novembre del 1980, fece crolllare, nella zona di Poggioreale, un edificio di 9 piani, abitato da una ventina di famiglie.

 Intanto per non farvi preoccupare e per tenervi impegnati, vi narrerò, come promesso, delle  statue dei Re del palazzo Reale di Piazza del Plebiscito, iniziando con la Prima, che troverete particolarmente soddisfacente per le vostre scarse conoscenze storiche.

Continuo quindi la narrazione odierna, che riguarda la Prima delle statue dei Re di Napoli sul facciale del Palazzo Reale di Napoli.”Ruggero II° “

 Dalle curiosità storiche di Sasà ‘O professore

La prima Statua di Palazzp Reale di Napoli è

“RUGGIERO IL NORMANNO - PRIMO RE DI NAPOLI”

 

 La Prima Statua “Ruggiero il Normanno , noto come Ruggero II° della dinastia degli Altavilla (Ruggiero II d’Hauteville), già Conte di Sicilia “ era figlio del Gran Conte di Sicilia Ruggero I° “, che con la completa conquista di tutto il meridione (Ducato di Puglia, Ducato di Calabria, la Contea di Sicilia-e parte delle coste della Grecia, dell’Africa del Nord e dei possedimenti bizantini) e dopo la capitolazione del Ducato Napoletano di Sergio VII°, avvenuta nel 1137, si proclamò (Rex Siciliane et Italiane), e con lui ebbe inizio, per quei tempi, la nascita di un grande stato centralizzato unico, che durerà circa 7 secoli (dal 1137 al 1860), e potè così fregiarsi per diritto del titolo regale. Riuscì a far intendere la sua voce nel grande consesso europeo e ad averla vinta sui suoi acerrimi nemici: il papa, l’imperatore di Germania e il ‘basileus’ di Bisanzio.

Quindi il Primo Re di Napoli fu Ruggiero II° il Normanno ( nacque 1094 e morì il 1154) , la sua statua scolpita dal fiorentino, Emilio Franceschi, è forse la più bella, sia per la grave e solenne espressione, che diviene imperiosa e severa, sia per il fiero sguardo imponente, che ritrae tutto il suo carattere forte e temprato.

E’ vestito in ferro con la maglia alle braccia ed alle gambe, con la corazza, che coprendolo da grande risalto al largo petto ed alle possenti spalle, caratteristiche degli uomini della forte razza nordica.

La testa è cinta dalla corona bizantina, i capelli, tagliati in giro sulla fronte alta, cadono giù spioventi, abbondanti sulle spalle; da sotto la corona si vedono delle bende, che insieme alla croce, che pende sul petto e con la stola, che scende fino sulla sommità delle gambe, stanno a significare il vicariato papale, con il quale si può fregiare mostrandosi nelle cerimonie ufficiali. Le spalle sono coperte del manto Regale, mentre nella mano sinistra stringe lo scettro bizantino e nella destra la lunga spada nuda piantata in terra di traverso. Più che una statua è una felice ricostruzione storica chiusa in un freddo marno, in cui l’artista ha saputo dar vita.


La Dinastia dei Normanni durò 100 anni e continuò dopo Ruggero II° fino al 1198 con:
il Re Guglielmo I° ( detto il Malo ) regnò dal 1154 al 1166
il Re Guglielmo II°(detto il Buono)regnò dal 1166 al 1189  

il Re Tancredi regnò dal 1189 al 1194
il Re Ruggero III° regnò dal 1193 al 1194
il Re Guglielmo III° regnò pochi mesi nel 1194,
                              (fu spodestato da Enrico VI° di Svevia,
                            marito di Costanza, figlia di Ruggero II°,
                            sorella di Guglielmo II°).
La Regina Costanza Altavilla - dal 1194 al 1198 

                                   fu l’ultima Regina Normanna,
                        (alla morte del marito Enrico VI° di Svevia,
                         resse le sorti del regno in nome del figlio)
                                  --- il grande, Re  Federico II ----
l’immagine del Prima statua è:
Ruggiero II° il Normanno

 

 






 

martedì 17 febbraio 2026

Buon giorno - Buon Martedì 17 Febbraio 2026

 

Buon giorno - Buon Martedì 17 Febbraio 2026

--- San Teodoro – Sant’Alessio – San Flaviano ---

 

Rieccomi a voi, dopo l’assenza forzata dei giorni di ricovero per continuare la terapia per  le cellule taminali alla gambe, buon pomerigggio, come è bello stare a casa propria, per poter postarvi ancora le mie Curiosità Storiche, per tener viva la nostra sincera amicizia.

Queste mie curiosità storiche, che ho appresso leggendo tanti libri di storia nei vari secoli del passaro

“che non si conoscono  sui libbre di storia”, che  ci facevono imparare a scuola.

Sono aventi con avvenimenti, specie guardando le statue di palazzo reale di piazza del plebiscito a Napoli.

Tali grosse statue rappresentano le varie Dinastie dei Re, che governarono “Napoli”, che fanno comprendere, perchè siamo  un popolo, che ha vissuto avvenimenti grandiosi, ma pure brutti, del passato, che fanno conoscene al mondo intero,Napoli, soprattutto per l’ospitalità e l’accoglienza, che sapiamo dare noi napoletani.

 

Dalle curiosità storiche dI Sasà ‘o Professore

 

Le statue dei Re di Napoli di Piazza del Plebiscito sul portale del Palazzo Reale

 

Quando si giunge a piedi nell’amplissima piazza del Plebiscito a Napoli, una delle più belle d’Europa, (prima del 21 ottobre del 1860 – data della votazione plebiscitaria dell’annessione del Regno di Napoli al Regno d’Italia) era denominata Piazza d’Armi mentre per i napoletani era nota come “ ‘O Larghe ‘e Palazze”), lo sguardo viene attratto dall’enormi statue dei Re di Napoli, che quasi puntellano il Palazzo Reale situato di fronte al colonnato a forma d’emiciclo antistante la chiesa di San Francesco di Paola, concepita dall’architetto Pietro Bianchi, a somiglianza del Pantheon di Roma” in stile neoclassico.

Sono statue imponenti, pare che parlino e che vogliono ricordarci, quando Napoli era capitale di uno stato fiorente e conosciuto in tutto il mondo, anche per le sue efficientissime relazioni commerciali, che riusciva ad intrattenere principalmente con i tutti i paesi mediterranei, data la sua posizione centrale sull’omonimo mare (il Mare Nostrum) - come detto in Latino-, e poi con il tutto il resto del mondo per l’enorme disponibilità a sapere scambiare ogni tipo di innovazione e di scoperte tecnologiche.

Andiamo a dire che Palazzo Reale fu voluto e fatto costruire dal Viceré “ Conte di Lemos” Fernando Ruiz de Castro nel 1600 su progetto dell’ingegnere maggiore del Vicereame, Domenico Fontana, in previsione di una visita a Napoli del Re di Spagna, Filippo III, (a quell’epoca i re di Spagna, vivevano generalmente a Madrid e sporadicamente erano soliti farsi un giro per i loro possedimenti, come lo era Napoli a quei tempi), per ospitare il sovrano e la sua corte, che però non giunse mai.

La facciata attuale fu voluta dal Re Umberto I di Savoia nel 1888, che fece trasformare, la serie di apertura ad arco del palazzo, in capienti nicchioni in cui alternativamente vi fece collocare le statue raffiguranti i capostipiti delle Dinastie dei Sovrani, succedutesi nel Regno di Napoli dalla sua creazione come stato autonomo.


 

 

 

domenica 15 febbraio 2026

Buon giorno – Buona Domenica 15 Febbraio 2026

 

Buon giorno – Buona Domenica 15 Febbraio 2026

–-- San Faustino e San Giovita – Santa Giorgia ---

 

; Stamane narrerò di alcune curiosità storiche, che ho appreso su varie libri di storia, che ho consultato.o vissute , come  quella della discarica del mio paese natio, Chiaiano

Tali storie, mi hanno incuriosito tanto e fatto capire, che il passato è stato pieno di malvagità inaudite per la sete di potere,da parte di alcuni famosi personaggi, (Re, Imperatori, Dittatori, intransigenti), che hanno governato il mondo, in modo assolutistico e non curante delle vere esigenze quotidiane dei popoli sottomessi. a loro.

Auguriamoci che non si ripetono tali brutti e nefasti eventi del passato e che le prossime generazioni siano capaci a vivere la loro esistenza terrena, con serenità, senza conflitti, e facendo trionfare la pace, per godere sprazzi di felicità.

Intanto come promesso , vi posterò il finale del mio sognno irreale

dalle curiosità storiche di Sasà ‘o Professore- Parte finale del sogno irreale.della riunione nell’Aldilà.

La fine della riunione dei santi nell’Aldilà

sulla Discarica di Chiaiano,

Quando si stava quasi per chiudere ed iniziare a procedere alla stesura degli atti, con fare allarmante irrompe nella sala, quasi senza chiedere permesso, ed inizia a parlare ed a farsi ascoltare dicendo :

“ vengo or ora dalla zona della discarica, non mi sono ancora presentato, scusate!- Sono deceduto stamattina, mi ch della riunione nell’alsilà:iamo Vincenzo De falco, anzi sono noto come “Don Vicienzo ‘o Creatore Do’ Presidie”, per vostra conoscenza sono quello, che è stato l’artefice di aver realizzato dal nulla, prima una capanna, con tubi innocenti, improvvisata, poi con l’aiuto di tutti gli insorti, (noti come i briganti dell’opposizione all'apertura della discarica), ho realizzato un presidio permanente vero e proprio, consistente in una casupola, fatta da un cointainer ed un recinto coperto, dove i miei compagni inarrendevoli, trovavano riparo durante le riunioni per difenderci dal vento e dalla pioggia nel periodo invernale. La gente è sfiduciata, ma non rassegnata, siamo d'esempio per tutti coloro, che non desiderano subire sorprusi, siamo in collegamento via internet con tutti coloro, che con manifestazioni pacifiche vogliono far vivere ancora una volta la democrazia, la libertà, la dignità offesa e calpestata dalla cattiva politica e dal malaffare. Siete ancora in tempo a rimediare prendendo una giusta soluzione, proponendo al Signore, per sempre la chiusura delle discariche e suggerendo di far inculcare a chi detiene il potere che un altro modo esiste per smaltire i rifiuti : il riciclaggio, il compostaggio dell’umido per farne fertilizzante, la raccolta porta a porta lo sbriciolamento delle materie non riciclabili, trattate, poi, per farne laminati per pavimentazioni od altro”. “Grazie del vostro contributo Signor De falco”, Esclamò Il presidente dell’assemblea; San Gennaro. “ i vostri suggerimenti sono veramente soddisfacenti, perciò San Giulià, avete annotato! Per alzata di mano passiamo all’approvazione della soluzione invocato dal Santo patrono di Polvica , San Nicola “ la chiusura e la bonifica della selva dove è ubicata la discarica”. San Gennaro Gridò: “ Siamo tutti d’accordo. Contiamo! Invito i Compatroni presenti a verificare la conta e visto che tutti sono d’accordo all’unanimità, dichiaro approvato quanto discusso e formuliamo la delegazione per presentare la decisione a Chi Di Dovere.

In cuor mio, senza profferire parola, e tutto contento, mi svegliai e capii, però, che era solo un sogno. M'augurai che a breve diventi realtà non solo per continuare a respirare la frizzantina arietta, che proviene dalla collina dei Camaldoli, ma soprattutto per preservare la lussureggiante campagna collinare della stupefacente bellezza del sottobosco della selva di Chiaiano per i posteri.

le immagini sottostanto sono:

1) Vincenzo De Falco, il creatore della capanna e del container del Presidio Permanente " No alla discarica di Chiaiano - Marano "

2) Momenti dell'allestimento del Presidio permanente " Jatevenna "presso la rotonda Titanic di chiaiano –marano opera di ( Vincenzo De Falco, Ferdinando Kaiser, Samuele Migliaccio