venerdì 17 luglio 2026

Buon Sabato 18 Luglio 2026

 

 

 

Buon Sabato 18 Luglio 2026                                 San Federico-San Bruno-San Simone

Continuano le trepidazioni per il conflitto Usa/Istraele e l’Iran, con conseguenze economiche, come l’inflazione, che fa lievitare i prezzi dei beni essenziali e qurllo dei carburanti.

Oggi intanto, dopo la curiosità mitologica su Elena di Troia, vi posterò una  curiosità storica, questa volta, riguardante la  nascita della nostra Repubblica.Italiana.

Dalle curiosità Storiche di Sasà ‘O Professore

I Presidenti della Repubblica Italiana

Dalla nascita della Repubblica a oggi, l'Italia ha avuto 12 presidenti. L'elenco completo e in ordine cronologico dei Capi di Stato, come riportato dal Portale storico della Presidenza della Repubblica, comprende: Enrico De Nicola (1946 - 1948) - Capo provvisorio dello Stato

·         Luigi Einaudi (1948 - 1955)

·         Giovanni Gronchi (1955 - 1962)

·         Antonio Segni (1962 - 1964)

·         Giuseppe Saragat (1964 - 1971)

·         Giovanni Leone (1971 - 1978)

·         Sandro Pertini (1978 - 1985)

·         Francesco Cossiga (1985 - 1992)

·         Oscar Luigi Scalfaro (1992 - 1999)

·         Carlo Azeglio Ciampi (1999 - 2006)

·         Giorgio Napolitano (2006 - 2015)

·         Sergio Mattarella (2015 - in carica

·         I presidenti della Repubblica e il Quirinale

I Presidenti dal 1948. dal 2015 al 2022. Mattarella Sergio · Sergio Mattarella. dal 2006 al 2015. Napolitano Giorgio · Giorgio Napolitano...

Svolgere la carica di Capo provvisorio dello Stato per i primi diciannove giorni dopo la partenza di Umberto II°, fu Alcide De Gasperi. Il 28 giugno 1946, l'Assemblea Costituente elesse, poi, Enrico De Nicola, che resse l'incarico per poco più di un anno e mezzo fino all'entrata in vigore della Costituzione.

I dettagli del passaggio istituzionale:

·         Alcide De Gasperi (13 giugno - 1° luglio 1946): Ha assunto le funzioni di Capo provvisorio dello Stato ad interim subito dopo l'esito del referendum, coprendo il vuoto istituzionale fino all'elezione del nuovo Capo dello Stato.

·         Enrico De Nicola (28 giugno 1946 - 31 dicembre 1947): Eletto dall'Assemblea Costituente, ha ricoperto la carica di Capo provvisorio dello Stato fino alla fine del 1947, diventando poi ufficialmente il primo Presidente della Repubblica Italiana il 1º gennaio 1948.con  I risultati del referendum del 2 giugno 1946

 

Ogni Presidente della Repubblica Italiana ha affrontato momenti ed eventi unici. I più significativi e particolari per ciascun Capo dello Stato includono:

·         Enrico De Nicola (1946-1948): Primo Capo provvisorio dello Stato, è stato l'unico a non risiedere al Quirinale, preferendo Palazzo Giustiniani.

·         Luigi Einaudi (1948-1955): Primo presidente pienamente in carica sotto la Costituzione, era solito passeggiare liberamente per Roma senza scorta, recandosi al lavoro a piedi.

·         Giovanni Gronchi (1955-1962): Il suo mandato fu caratterizzato dal tentativo di imprimere una svolta a sinistra aprendo al dialogo con i socialisti, creando forti tensioni politiche.

·         Antonio Segni (1962-1964): Il suo settennato si interruppe bruscamente nel 1964 per gravi motivi di salute, a seguito di un malore, che lo colpì proprio durante un delicato momento politico.

·         Giuseppe Saragat (1964-1971): Primo presidente socialista, per la sua elezione nel 1964 il Parlamento fu costretto a votare anche durante la Vigilia e il giorno di Natale.

·         Giovanni Leone (1971-1978): Fu costretto alle dimissioni anticipate nel 1978, a pochi mesi dalla fine del mandato, a causa di una violenta campagna mediatica e politica (il cosiddetto "scandalo Lockheed"), poi rivelatasi del tutto infondata.

·         Sandro Pertini (1978-1985): Partigiano e uomo dalle grandissime doti umane, è ricordato come il "presidente degli italiani". Gestì momenti drammatici come il terrorismo, il terremoto in Irpinia e la vittoria dell'Italia ai Mondiali del 1982.

·         Francesco Cossiga (1985-1992): Definito il "picconatore", durante gli ultimi anni del suo mandato ruppe gli schemi istituzionali tradizionali con dichiarazioni forti e provocatorie, che anticiparono la fine della Prima Repubblica.

·         Oscar Luigi Scalfaro (1992-1999): Eletto proprio nei giorni delle stragi di mafia di Capaci e via D'Amelio, dovette traghettare il Paese attraverso Tangentopoli e l'inizio della Seconda Repubblica.

·         Carlo Azeglio Ciampi (1999-2006): Governatore ed economista, ha legato il suo nome all'ingresso dell'Italia nell'Euro e a una forte riscoperta dei valori e dei simboli patriottici e del Tricolore.

·         Giorgio Napolitano (2006-2015): Unico Capo dello Stato a essere stato eletto per due mandati consecutivi (dal 2006 al 2015, anno delle sue dimissioni). Ha guidato l'Italia durante la grave crisi economico-finanziaria del 2011.

·         Sergio Mattarella (in carica dal 2015): Ha gestito i momenti più duri e recenti della storia repubblicana recente, tra cui la drammatica pandemia da COVID-19 e l'avvio della crisi ucraina. È stato rieletto per un secondo mandato nel 2022.

Buon Venerdì 17 Luglio 2026

 

 

Buon Venerdì 17 Luglio 2026                       Sant’Alessio-San Bonifacio-San Marcellino

Nuovi attacchi  Usa all’Iran per far liberare lo stretto di Hormuz, mentre il territorio italiano è diviso in due per il clima , al Nord, piogge venti e grandine, al Sud invece continua il caldo torrido asfissiante.

Oggi intanto, come richiesto, vi posterò una  curiosità storica mitologica, questa volta, riguardante la nota Elena, che era  la celebre regina di Sparta, che fu protagonista, perché ritenuta,  come la donna più bella del mondo antico, che fu il “casus belli”, della guerra di Troia, narrata nell'Iliade di Omero.

Dalle curiosità Mitologiche di Sasà ‘O Professore

Elena è la celebre regina di Sparta,

Nella mitologia greca, Elena è la celebre regina di Sparta, universalmente riconosciuta come la donna più bella del mondo. Figlia di Zeus e Leda, il suo rapimento  (o fuga) a Troia da parte del principe Paride fu il casus belli, che scatenò la leggendaria Guerra di Troia narrata nell'Iliade di Omero. [

Il suo personaggio presenta diverse sfaccettature:

·         Elena ebbe origine divina, perché nata da un uovo fecondato da Zeus (trasformatosi in cigno), era sorella dei gemelli Castore e Polluce.                                        Elena di Troia (talvolta chiamata Elena di Sparta) è una figura della mitologia greca, la cui fuga con il principe troiano Paride (o meglio il rapimento) scatenò la guerra di Troia. Elena, considerata la donna più bella del mondo, era la moglie di Menelao, re di Sparta.

Menelao convinse il fratello Agamennone, Re di Micene, a formare un imponente esercito per assediare la potente città di Troia e liberare Elena. Dopo la vittoria della Grecia, Elena tornò in patria con Menelao, tuttavia, divenne una figura disprezzata nel mondo antico, simbolo del fallimento morale e dei pericoli di anteporre la lussuria alla ragione.

Nonostante la cattiva reputazione di Elena nella letteratura, ebbe anche una forma divina, che fu al centro di culti in diversi siti greci, in particolare a Rodi, Sparta e Terapne.

Nella Mitologia Greca, Elena era figlia di Zeus e di Leda, che era la regina di Sparta e moglie di Tindaro.              Zeus si travestì da cigno per sedurre Leda ed Elena fu il frutto della loro storia d'amore. In un'altra versione del mito, la madre di Elena era la dea Nemesi, personificazione del castigo.

 In entrambe le versioni Elena nacque da un uovo nella città di Sparta, indipendentemente da chi fosse la madre. Tra i fratelli di Elena vi erano i gemelli eroi Castore e Polluce (alias Polideuces) e Clitennestra, futura moglie di Agamennone, re di Micene.

Un giorno, Tindaro offrì sacrifici a tutti gli dei, dimenticando Afrodite; la dea, furiosa per l'affronto subito, giurò che tutte le figlie del re sarebbero diventate tristemente note per storie di adulterio.

Sembra che per Elena, anche in giovane età, la sua grande bellezza fosse una sorta di maledizione.

Elena aveva molti pretendenti illustri, tuttavia sposò il fratello di Agamennone, Menelao, re di Sparta,. come parte dell'accordo matrimoniale,

Tindaro sacrificò un cavallo e fece giurare a tutti i governanti greci di riconoscere Elena, come legittima moglie di Menelao e di proteggere la figlia da ogni male. Il giuramento comportò gravi conseguenze al momento della guerra. Menelao ed Elena ebbero una figlia, Ermione, e tre figli, Pleistene, Eteola e Marafio.

Elena veniva considerata la più bella di tutte le donne mortali. Nelle Opere e nei Giorni, Esiodo la descrive come "Elena dai capelli chiari" (165). Omero la descrive ripetutamente nelle sue opere come "Elena dai bei capelli"(Odissea, 15:58), "Elena dalle braccia bianche"(Iliade, 3:119) e "Elena, regina tra le donne"(Iliade, 3:422), ma la descrive anche come "odiosa Elena"(Iliade, 19, 324).

Teseo, leggendario eroe ateniese e primo re della città, catturò Elena quando era ancora bambina e la affidò alla madre affinché se ne prendesse cura fino a quando non fosse diventata una donna. La fanciulla, che secondo quanto si dice era appassionata di lotta e di caccia, venne in seguito salvata dai fratelli, i Dioscuri. Questi ultimi invasero l'Attica, costringendo Teseo a fuggire sull'isola egea di Skyros. Sembra che per Elena, anche in giovane età, la grande bellezza fosse una sorta di maledizione.

I Greci fanno risalire le origini della guerra di Troia ad un evento ben preciso. Al matrimonio di Peleo e Teti, Eris, la dea della contesa, offrì una mela d'oro alla più bella tra le dee di Olimpia. Zeus invitò il bel principe troiano Paride (chiamato anche Alexandros) a fare da giudice e a decidere tra Atena, Era o Afrodite. Paride ricevette promesse da tutte e tre le candidate: Atena gli promise forza, bellezza e invincibilità in battaglia; Era offrì le regioni dell'Asia e immense ricchezze; Afrodite offrì la donna più bella del mondo: Elena. Paride scelse Afrodite e riuscì ad accaparrarsi il premio quando venne ospitato in casa di Menelao durante una missione diplomatica per conto dei Troiani. I due si innamorarono e fuggirono a Troia (alias Ilio), cosicché Elena di Sparta divenne Elena di Troia. Elena, pur avendo abbandonato i figli, venne accompagnata dal fedele servitore Aithra. Sulla via del ritorno, Paride si fermò a Sidone, in Fenicia, e si appropriò di un tesoro che portò con se a Troia.

Lo storico greco Erodoto del V secolo a.C. racconta una versione diversa degli eventi nelle Storie (2.113). Erodoto sostiene che gli egizi riferirono personalmente che Paride ed Elena erano salpati per l'Egitto, non verso Troia, a causa di venti sfavorevoli. Al momento dello sbarco, gli uomini di Paride abbandonarono la coppia in fuga e la denunciarono al clero locale. Paride, rapendo Elena mentre era ospite a casa di Menelao, aveva commesso un atto considerato empio e illegale nella cultura greca. Paride, inoltre, aveva portato con sé un bottino spartano. Proteo, il sovrano di Memfi, venne informato e fece arrestare Paride, trattenendo sia il bottino che Elena per restituirli ai Greci in un secondo momento. Erodoto affermò addirittura che scrittori come Omero (vedi sotto), fossero a conoscenza di tale versione, ma che avessero optato per una storia più epica e interessante che coinvolgeva la città di Troia e una lunga guerra.

 In entrambe le versioni, tuttavia, esiste un punto in comune: secondo Erodoto la flotta greca alla ricerca di Elena entrò in contatto con gli egizi, tuttavia, continuarono a credere che fosse stata portata a Troia e quindi assediarono comunque la città. Quando scoprirono che era stata in Egitto per tutto il tempo, Menelao navigò fino a Memfi e recuperò la moglie. Oltre a tali dettagli, Erodoto sostiene che un tempio dedicato a un'"Afrodite straniera" a Memfi venne effettivamente costruito in onore di Elena.

 

A prescindere dai dettagli su come (o se) Elena sia arrivata a Troia, la domanda a cui è difficile rispondere è se sia andata di sua spontanea volontà o sia stata rapita. In alcune scene riprodotte nella ceramica attica arcaica Elena viene rappresentata come amante consenziente di Paride, in altre tuttavia, si vede Paride afferrarla per il braccio (non prenderla per mano). Alcune ceramiche mostrano Menelao che brandisce una spada mentre reclama Elena, suggerendo che lei non era disposta a tornare dal marito. In altre scene, invece, Menelao lascia cadere la spada, apparentemente in segno di perdono, nel momento dell'incontro con Elena.

A prescindere dall'ambiguità tra arte e letteratura, seguendo il familiare atteggiamento negativo nei confronti delle donne, da Pandora a Medea, la maggior parte dei Greci vedeva Elena come una spudorata. La storica Barbara Graziosi evidenzia come "nessuno nel mondo antico pensava che fosse giusto che una donna in carne e ossa si comportasse come Elena" (59), anche se Afrodite, dea dell'amore, Ares, dio della guerra, e Paride erano considerati tutti ugualmente responsabili delle tragiche conseguenze della guerra di Troia.

Secondo la storia, la guerra durò 10 anni e si svolse nella città di Troia, in Anatolia. Troia aveva mura massicce e quindi si trattò per lo più di un assedio, con alcune pause di guerra aperta nelle pianure fuori dalla città. Priamo, il re di Troia, e suo figlio Ettore trattarono entrambi Elena con rispetto durante il conflitto, mentre Ettore, in particolare, incolpò Paride di essere responsabile del conflitto. In questo periodo, Paride ed Elena ebbero quattro figli, tre maschi (Bunomus, Aganus e Idaeus) e una femmina (Elena). Tutti e tre i ragazzi moriranno a causa del crollo di un tetto sul finire della guerra.

Uno dei tanti episodi memorabili riguarda uno scontro tra Menelao e Paride durante un combattimento uno contro uno, al cui vincitore era stata promessa Elena come ricompensa. Menelao ebbe la meglio sul principe troiano, il quale venne salvato da Afrodite e riportato dal campo di battaglia al sicuro nelle proprie stanze. Alla fine i Greci vinsero il conflitto grazie allo stratagemma del Cavallo di Troia, un enorme idolo di legno al cui interno si nascondevano dei guerrieri greci che entrarono in città e aprirono le porte al resto dell'esercito greco. I Troiani furono sterminati o ridotti in schiavitù, un brutale richiamo alla follia dell'adulterio all'interno del mito. Paride venne ucciso da una freccia scagliata da Filottete. Menelao, nel frattempo, si ricongiunse con Elena.

Secondo alcune versioni della storia, il re spartano prima estrasse la spada con l'intenzione di colpire Elena, tuttavia, quando ne vide i seni nudi, ci ripensò e finì con abbracciarla. In un'opera teatrale greca, Menelao è ritratto come un tipo piuttosto ottuso, preoccupato solo che la moglie non fosse ingrassata durante il lungo assedio. Qualunque sia la versione, si tratta di un caso di "perdona e dimentica".

Il ritorno a casa

Menelao ed Elena tornarono in Grecia, facendo tappa in vari luoghi lungo il percorso. Gli eventi vennero raccontati da Omero, nell'Odissea. In primo luogo, durante una tempesta, la coppia venne scaraventata contro le rocce di Creta. Una volta arrivati in Egitto, vi trascorsero molti anni. Non riuscendo a trovare venti favorevoli per tornare a casa, Menelao si recò a Cipro e in, seguito, nella città di Sidone in Fenicia, terra di tessuti pregiati e argenteria, alcuni dei quali vennero ricevuti dallo spartano come souvenir. Seguì l'Africa settentrionale (Libia), descritta come una terra generosa, e poi un viaggio in Etiopia, dove il tesoro di Menelao crebbe gradualmente. Secondo Omero, Menelao incontrò anche Proteo in Egitto che, in questo caso, non è un sovrano ma il dio del mare meglio conosciuto come "Vecchio del mare". Le deviazioni nel Mediterraneo (e di Paride con il viaggio di ritorno a Troia) possono rappresentare una spiegazione mitologica del commercio durante l'Età del Bronzo tra la Grecia micenea, la Fenicia e l'Egitto, compreso lo scambio di idee nell'arte e nella ceramica.

Alla fine Elena e Menelao, grazie ai venti favorevoli, riuscirono a tornare a Sparta. Si riunirono con la figlia Ermione che sposò Oreste, figlio di Agamennone. Il che spiega come un unico Re,sia arrivato a governare sia Micene che Sparta.

In contrasto con la reputazione che la letteratura greca attribuiva ad Elena, in alcuni siti greci veniva venerata come una divinità. Gli studiosi concordano nel ritenere che Elena sia stata prima una dea e poi una figura umana semidivina. È possibile che i miti sul rapimento fossero per spiegarne le temporanee assenze dai luoghi di culto.

 A Rodi e in Attica esistevano culti di Elena. È a Sparta, tuttavia, che la dea era più popolare, come figura religiosa, vista come simbolo del passaggio da adolescente a sposa (da parthenos a nymphê). Elena rappresentava anche la donna adulta sposata (gynê) e la figura della sorella (adelphê). A Rodi, Elena era associata alla fertilità, agli alberi e alla vegetazione, mentre a Sparta rappresentava gli aspetti del desiderio erotico e della bellezza simboleggiati anche Afrodite.

Uno dei più antichi santuari dedicati a Elena si trovava a Terapne, vicino a Sparta. Qui rappresentava la donna adulta sposata, e nel sito si poteva trovare un tempio dove si facevano offerte in nome di Elena, affinché questa conferisse qualità seduttive ai suoi adoratori. Erodoto racconta nelle Storie (6.61) che la terza moglie del re Aristone passò miracolosamente da uno stato di grande bruttezza a una bellezza ammaliante grazie all'intervento divino di Elena a Terapne. Secondo lo storico e geografo greco Pausania del II secolo, nella sua Descrizione della Grecia (3.19.9), la gente del posto credeva che Menelao ed Elena fossero sepolti a Terapia. La tomba della coppia venne costruita intorno al 700 a.C. vicino a un "palazzo" miceneo del XV secolo a.C. e consisteva in un grande rettangolo di blocchi di bugnato con un piccolo tempio, il tutto collocato su un tumulo al quale si accedeva tramite una rampa. Gli scavi hanno rivelato che il sito riceveva offerte dedicatorie alla coppia e fu utilizzato fino al I secolo a.C..

Elena e la guerra di Troia erano soggetti molto popolari in molti altri esempi di letteratura classica oltre a Omero. Ad esempio, la figura di Elena è presente nell'Agamennone di Eschilo e nell'Eneide di Virgilio. Nel dramma Troiane di Euripide del V secolo a.C., Elena compare in un processo davanti alle donne di Troia catturate e difende il suo comportamento. La principale difesa di Elena contro l'accusa di adulterio fu che era diventata un giocattolo degli dei e quindi non poté evitare il suo destino. Nell'opera di Euripide, invece , la regina non raggiunse mai Troia ma, come nella versione di Erodoto, rimase per tutto il tempo in Egitto. Il sofista Gorgia (485 ca. - 380 ca. a.C.) presentò una difesa ironica di Elena, molto probabilmente si trattava di un esercizio di retorica piuttosto che di un tentativo di fare chiarezza sulla storia.

Nelle arti visive, Elena che emerge da un uovo compare su ceramiche a figure rosse provenienti dalla Puglia e dalla Campania nel IV secolo a.C.. Il rapimento di Elena da parte di Teseo viene rappresentato su ceramica attica a figure rosse del periodo arcaico. La donna appare spesso in scene di ceramica a figure rosse e nere del periodo classico, mentre viene condotta via da Paride, in scene domestiche, inseguita da Menelao o nel momento della riconciliazione.

Per tutta l'antichità e per i secoli successivi, la storia di Elena ha continuato ad affascinare, soprattutto nel Rinascimento, quando apparve un'ampia gamma di generi, dai dipinti di Tintoretto (1518-1594 ca.) ai poemi di Christopher Marlowe (1564-1593 ca.). Fu Marlowe a scrivere i versi con cui Elena è oggi maggiormente ricordata:Descrizione: https://www.worldhistory.org/template/images/whe-logo-square-red.svg

Tuttavia: La fonte principale di informazioni sulla guerra di Troia, nonché versione più popolare della storia, viene offerta da Omero nella sua Iliade, poema epico scritto nell'VIII secolo a.C. e basato su antiche leggende orali. Secondo questa versione, un vasto esercito proveniente da molti Stati greci salpò alla volta di Troia e pose la città sotto assedio fino a quando Elena non venne salvata. I Greci ritenevano che tale guerra fosse avvenuta nel XIII secolo a.C., durante ciò che oggi chiameremmo Età del Bronzo egea. È possibile che un conflitto tra Micenei e Ittiti abbia avuto luogo e gli archeologi sono per lo più concordi nel ritenere che la grande città con imponenti mura difensive scavata nell'odierna Turchia sia effettivamente Troia. La città presenta molti strati di storia e ciò che gli archeologi chiamano Troia VI, risalente al 1750-1300 a.C. circa, viene considerata più probabilmente la stessa città di Troia descritta da Omero. Una guerra per il commercio, le risorse e le colonie sembra abbastanza probabile, anche se non della portata dell'epica guerra di Troia. Anche nella mitologia, Agamennone è motivato a guidare l'esercito greco 4non solo per salvare l'onore del fratello, ma anche per acquisire immense ricchezze.

Paride viene ucciso da una freccia scagliata da Filottete. Menelao, nel frattempo, si ricongiunse con Elena.

giovedì 16 luglio 2026

Buon Giovedì 16 Luglio 2026

 

Buon Giovedì 16 Luglio 2026                        Santa Maria del Carmelo  -                             San Bartolomeo - Sant’Antimo

Non ai può andare avanti e vivere in questo modo,  se continuano le trepidazioni per i conflitti ancora in essere tra Usa-Iran e tra Israeliani e Libanese, senza un’auspicata Pace e Russia-Ucraina.. Intanto il governo italiano nel Bilancio previsionale triennale aumenta le spese militari e non quelle sanitarie o quelle in difesa dell’abbiente per affrontare il cambiamento climatico, specie con questo caldo asfissiante insopportabile.  

 Oggi ugualmente, come promesso, vi posterò una mia curiosità storica, questa volta, riguardante i protagonisti o meglio le leggende del Tennis italiano del recente passato.

Dalle curiosità storiche di Sasà ‘O Prufessore

I campioni del tennis italiano

I campioni del passato recente del tennis italiano sono figure leggendarie, che hanno dominato la scena internazionale negli ultimi decenni, vincendo tornei del Grande Slam e guidando l'Italia alla vittoria della Billie Jean King Cup e della Coppa Davis.]

Le colonne portanti del tennis azzurro includono:

Le leggende del tennis femminile oltre (Le "Quattro Regine") vi fu la la Divina, che era

Lea Pericoli (1935–2024), che è stata una leggenda del tennis, del giornalismo e della televisione italiana, celebrata appunto, come "La Divina". Ha vinto 27 titoli nazionali, record ancora imbattuto, ed è ricordata come pioniera della moda sportiva per aver introdotto gonne corte e abiti anticonvenzionali.

(Le "Quattro Regine” furono:

·         1) Francesca Schiavone: La prima tennista italiana a vincere un torneo del Grande Slam, trionfando allo storico Roland Garros nel 2010.

·         2) Flavia Pennetta: Ha raggiunto il suo best ranking alla posizione n. 4 WTA e ha vinto gli US Open nel 2015 nel corso di una storica finale tutta italiana.                                                                        3) Sara Errani: L'azzurra più titolata di sempre. Ha raggiunto la finale al Roland Garros (2012) e, insieme a Roberta Vinci, ha completato il Career Grand Slam nel doppio femminile                             4) Roberta Vinci: Storica finalista agli US Open 2015 e numero uno al mondo nel doppio, vincitrice di tutti e 4 i tornei Major di categoria

·         I protagonisti del tennis maschile

·         Le leggende invece del tennis maschile sono:

·         Matteo Berrettini: Autentico pioniere per il movimento maschile, è stato il primo italiano nella storia a raggiungere la finale di Wimbledon, conquistata nel 2021

·         Fabio Fognini: Conosciuto per il suo talento cristallino, è stato a lungo il punto di riferimento dell'Italia, raggiungendo il best ranking di n. 9 al mondo e vincendo il prestigioso Masters 1000 di Montecarlo.

·         Andreas Seppi: Una vera e propria istituzione per costanza e longevità, capace di trionfare in 3 tornei ATP e di eguagliare i record di presenze negli Slam.

·         Ma i migliori tennisti italiani di sempre sono:  Adriano Panatta, che è la medaglia di bronzo della nostra classifica dei migliori tennisti, gigante del tennis italiano, forse l'atleta più bravo in assoluto.

·         Dal 11 gen 2026, però lo è “Jannik Sinner” , che è stato il primo italiano numero 1 del mondo; più volte in Top 10; titoli ATP e prestazioni Slam eccezionali....

In definitiva i 10 migliori tennisti italiani del recente passato fino ad oggi.sono nella classifica stilata in base ai piazzamenti nel ranking ATP, ai risultati nei tornei del Grande Slam e al contributo nella storia del tennis azzurro, comprende

1) Jannik Sinner: Numero 1 del mondo e vincitore di titoli Slam, è indiscutibilmente il più forte tennista italiano di tutti i tempi

2) Nicola Pietrangeli: Best ranking al numero 3 del mondo (nel 1959 e 1960) e leggenda del tennis italiano con due successi al Roland Garros.

3) Adriano Panatta: Best ranking al numero 4 del

 mondo (1976), vincitore del Roland Garros e degli Internazionali d'Italia nello stesso anno, e tra i protagonisti assoluti della Coppa Davis 1976.           4) Lorenzo Musetti: Ha raggiunto il numero 5 del mondo.

5) Matteo Berrettini: Best ranking al numero 6 del mondo, è stato il primo italiano a raggiungere una finale a Wimbledon.

6) Corrado Barazzutti: Ha raggiunto la posizione numero 7 del mondo e ha conquistato la semifinale sia agli US Open che al Roland Garros.

7)Fabio Fognini: Best ranking al numero 9 del mondo e vincitore del torneo Masters 1000 di Monte Carlo.

8) Paolo Bertolucci: Numero 12 del mondo negli anni '70 e pilastro della squadra azzurra di Coppa Davis.                                                                                   9)  Marco Cecchinato: Arrivato fino alla posizione numero 16 del mondo e semifinalista al Roland Garros.

10) Flavio Cobolli: Ha raggiunto la top 32 del ranking ATP, entrando nel ristretto gruppo dei migliori italiani di sempre.…

Non si può infine dimenticare il Tennista Orlando Sirola (nato a Fiume, 30 aprile 1928 e morto a Bologna, 13 novembre 1995) che  è stato un tennista italiano, dieci volte campione italiano assoluto in doppio con Nicola Pietrangeli.