domenica 8 febbraio 2026

Buon giorno – Buona Domenica 8 Febbraio 2026

 

Buon giorno – Buona Domenica 8 Febbraio 2026

--- San Girolamo --- San Giacinto --- Santa Quinta ---

 

Le abitudini di comportamento di un tempo, a cui ci si teneva tanto, sono cambiate, non so se in meglio o peggio, poiché questa nuova tendenza di innovazione, invece di apportare migliorie, pare solo stravolgere quelle specifiche attività essenziali, come il lavoro, lo sport e persino lo svago in genere.

Si veste alla “Viene Tiempo”, (come diciamo a Napoli), si veste senza gusto ed eleganza, presentandosi e fregandosi del giudizio altrui,.

E’ il nuovo modo di vestire, anche se trasandato, imitando alcuni personaggi della società, che sono stati protagonisti di particolari o speciali avvenimenti per interessare il pubblico, che li osserva.

Dopo guesta considerazione di come l’evoluzione agisce sui tempi moderni, per ricordare a come si ricorreva specie nell’abbigliamento dei nostri tempi, vi postero un mesiere speciale  dei tanti soppressi di un tempo che fu

Dalle curiosità storiche di Sasà ‘o Professore

Il Modellista

Il Modellista era un antico mestiere napoletano, che progettava lo sviluppo del primo prototipo, a partire dalle indicazioni dello stilista dell’ abbigliamento femminile o maschile, nonché, come confezionare oltre gli abiti, anche, come calzare i piedi, con scarpe o sandali, per non far camminare scalzi, specie su pavimenti non sdrucciolevoli. Era una figura prevalentemente tecnica, che si rivelava fondamentale nell'industria della moda, e del calzaturificio, in quanto trasformava in realtà, ciò che lo stilista immaginava per far apparire l’essere umano, una persona ben vestita e con buone e perfette cazature.

Il modellista utilizzava un “Cartamodello” per Vestiti da Donna, con Collo, Maniche e Tasca Varianti, detto in napoletano dalle sartine con il termine“ ‘O Figurine” (modello di carta, che serviva alle sarte o a i sarti per confezionare abiti su misura o ai calzolai per fare calzature con pelle di vario colore e consistenza.

Attualmente il modellista si serve di tecnologie innovative e di software sofisticati, che gli consentono di sviluppare il modello. per confezionare il prototipo per sfilate principali e più importanti della moda,(sia femminile, che maschile.

Il modellista di abbigliamento, quindi traduce il disegno, fornito dallo stilista, in un capo campione attraverso l'utilizzo di tecniche tradizionali, che gli consentono di sviluppare il modello. Come si diventa un Modellista?

Attualmente per diventare modellista, non è sufficiente la passione per la moda, ma è necessario frequentare un corso di formazione in una scuola, che conferisca un'adeguata conoscenza, sia del settore della moda e allo stesso tempo permetta lo sviluppo di ampie competenze nel settore modellistico sia di tipo tradiziona, che per l' abbgliamento in voga.

Il modellista di calzature è, anch’esso, una figura professionale indispensabile nel settore della moda, sia che si tratti di artigianato per piccola distribuzione, per la grande distribuzione o per l’alta moda. E’ un po' artista e un po' tecnico, il modellista di calzature deve coniugare le varie fasi principali del suo lavoro, cioé la responsabilità, la competenza tecnica, perché possedendole, ha molte opportunità di lavoro. In definitiva, il modellista, sia di abbigliamento di Abiti o di calzature, non si possono definire un sarto o una sarta, (cusetore o cusitrice di vestiti), né calzolaio (scarparo, ciabattino), ma un artista, operante manualmente, creando Modelli (‘o Figurine). per confezionare vestiti o scarpe.

Le immagini sottostanti sono:

il modellista di abiti e uil modellista di scarpe.



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sabato 7 febbraio 2026

Buon giorno – Buon Sabato 7 Febbraio 2026

 

Buon giorno – Buon Sabato 7 Febbraio 2026

--- San Teodoro – San Massimo – San Riccardo ---,

 

In questo inizio del mese di febbraio, ci è stato una pubblicità martellante televisione, sia per l’apertura delle”Olimpiadi Invernali” che per lo speciale programma televisivo canoro, ormai seguito in tutto il mondo, (il Festival della Canzone Italiana).

Questo ultimo programma televisivo canoro, che si ripete annualmente in questo periodo, nacque nel gennaio 1951, e fu condotto dal noto presentatore radiofonico dell’epoca, Nunzio Filogamo, che si svolse nel noto “Casinò di Sanremo”,

 Le canzoni furono eseguite solo dai noti cantanti, Nilla Pizzi, Achille Togliani e il Duo Fasano, senza cantanti esordienti.

Fu per l’epoca un avvenimento canoro spettacolare, che riuscì a dare fama oltre agli interpreti, soprattutto alle canzoni, che diventarono tormentoni con riferimento a episodi della vita del dopoguerra, come la canzone ” Papaveri e Papere”, che nascondeva una satira politica verso i Potenti, i Papaveri, poiché le parole riferendosi alle Papere, simboleggiavano chi era costretto a sottostare al potere dei ricchi, degli industriali, che governavano la nazione in quel periodo.

Ugualmente nei testi trionfò l’amore, riuscendo a far superare quella differenza sociale. anche senza grossi mezzi finanziari.

Della gara canora, si ricorda amcora il motivo della canzone, (nel Blù dipinto di Blù), conosciuta poi, come “Volare”, che diventò il sogno dell’intera generazione mondiale, a seguito del primo volo nello spazio ,nel 1961, del russo, Juri Gagarin”.

Questi innumerevoli episodi della vita, da vivere, come concorsi di canzoni, tornei di partite di calcio e conflitti territoriali ci coinvolgono purtroppo, anche senza il nostro consenso, e ci lasciano spesso indifferenti nel loro verificarsi. facendoci affermare: così deve andare, e rappresentano futtavia la nostra esistenza.

Intanto anche oggi vi narrerò, cari miei lettori ed elettrici, come da un po’ di tempo, una mia ennesima curiosità storica sui vecchi mestieri napoletani del passato

Dalle curiosità storiche di Sasà ‘o Professore

‘O Miniaturiste

Iniziamo col dire che ‘o miniaturiste, antico mestiere napoletano, non è altro, come si evince dal significato del termine italiano, di Miniatorista o come è detto più comunemente,”Miniatore”.

Di che si occupa il Miniatorista ( il Miniatore)?

E’ presto definito: chi costruiva e riproduceva in formato ridottissimo, ma fedeli di strutture reali (un prodotto di varie materiale, in legno, in vetro, in ferro o in gesso, opere d’arte monumentali, come i modellini della torre Effeil di Parigi, del duomo di Milano, del Colosseo o delle varie stazioni ferroviarie nazionali importanti.

Ma soprattutto oggetti di strutture, imitati o ispirati dalla realtà, con adattamenti di fantasia, e sempre in dimensioni molto più piccole di quelle naturali (come un minigolf con ponti, castelli, mulini, tutti in miniatura).

Che cosa si intende per miniatura?

La miniatura, è un prodotto, un libro, un quadro, ridotto in dimensioni molto minuscole, rispetto alla realtà o alla normalità, ma fedele all’originale.

In definitiva la miniatura è. l’arte di dipingere, costruire o produrre in piccole proporzioni, a volte con colori e oro, su pergamena, carta, rame, avorio.

Quindi tale mestiere, consisteva in senso concreto ad un lavoro d’arte, eseguito con la tecnica della miniatura; ossia produrre e proporre, figure, ritratti miniati persino codici, come le famose miniature di Simone Martini, di Lorenzo Monaco; e della Bibbia di Borso d’Este. Nel settore elettronico. la miniatura è il valore attributivo, al condensatore, che diventa un piccolissimo tubo catodico. mentre in cinematografia, le miniature sono prodotti di modellini, che servono a costruire un particolare trucco cinematografico, mediante il quale una scena, che sullo schermo apparirà di proporzioni normali , in pratica è costituita da due parti distinte, una di dimensioni naturali e l’altra in scala ridotta.

Pertanto le miniature, con tono vezzeggiativo, sono dette anche “ miniaturina” (col significato di concretezza).

Sono in possesso di due miniaturine di strumenti musicali, un mandolino e una chitarra, costruIti dal mio genitore liutaio.

Chi non ricorda le miniature delle statuine in una pallina di vetro, che con una sostanza speciale, se capovolta sembrava la neve.

le immggini sottostanti sono:

Miniatura della Tottr rffril di Parigi

mimiatura del Colosseo

Mimiature di strumenti musicali

 





 

venerdì 6 febbraio 2026

Buon giorno – Bun Venerdì 6 Febbraio 2026

 





Buon giorno – Bun Venerdì 6 Febbraio 2026

--- Santa Dorotea --- Santa Maria Vergine di Montevergine ---

 

Il giorno 6 di questo mese di Febbraio, dopo la cruenta protesta delle manifestazioni di Torino, oggi si festeggia la ricorrenza della “Madonna Nera”, detta “la Madonna Schiavona, ed è la Madonna di Monte Vergine”, facendo un pellegrinaggio annuale, nel santuario di Monte Vergine a Mercogliano. La madonna di Monte Vergine è considerata protettrice dei più deboli e degli emarginati, come è tramandata in un’antica leggenda per aver salvato da morte sicura, due giovani gay, condannati a morte, perché si baciavano in pubblico, (reato per la società di quell’epoca).

Tale pellegrinaggio è denominato: “la Juta dei Femmenielli”, cioè l’andata degli omosessuali, e per questo motivo è diventata la loro festa.

Carissimi e stimatissimi amici e amiche mie lettrici, poiché mi ritenete una fonte preziosa, di curiosità storiche dei vecchi mestieri del passato, svolti a Napoli.

Dopo aver ricordata la festa di oggi della Madonna di Montevergine,  narrerò stamane una delle mie curiosità storiche, che m fanno ricordare i tempi belli, vissuti nella fine del secolo scorso.con il mio genitore paterno, un bravo ecccelente suonatore di vari strumenti, che si dilettava per hobby ad esercitare tale mestiere.

150^( centocinquanta) puntata delle coriosità storiche di Sasà ‘o professore

‘O Liutajo

Il liutaio è un artigiano altamente specializzato, che realizzava, riparava e restaurava tutti gli strumenti musicali ad arco (Violini, Viola, Violoncelli ecc.) e quelli a pizzico (Chitarre, Bassi, Contrabasso e Mandolini), unendo le antiche tecniche, tramandate nel tempo, senza le moderne tecnologie.

L’arte del liutaio non si insegna più come mestiere artigianale e quindi va scomparendo e non incontra l’interesse dei giovani, perché è sinonimo di pazienza, di precisione, di amore, di sentimento e tanto tanto lavoro, che poi non è ben remunerato.

Uno degli strumenti creato, come il liuto napoletano, era il mandolino, che non è un prodotto da poter industrializzare e fa parte di quei lavori tradizionali, (come la costruzione dei pastori per il presepe) per cui necessita un lavoro costante delle mani per saper forgiare dal legno grezzo uno strumento, quale è il mandolino, che potrà far vibrare il cuore di chi lo suona e di chi ascolta le sue melodiose note.

Quando si parla del Mandolino, come lo strumento più noto e rappresentativo di Napoli, è considerato uno degli emblema della città di Partenope, conosciuto tanto all’estero, forse più della lingua napoletana e della stessa pizza. e si è pienamente d'accordo dell’affermazione, anche perché la celeberrima canzone napoletana “ ‘O Sole Mio” , se non è accompagnata e suonata da questo inimitabile strumento, sarebbe poca cosa, perché priva della dolcezza delle note, che esso sprigiona e che sanno parlare al cuore, più di ogni altro strumento musicale. (Con il mandolino canta Napoli). Nella Storia di questo strumento incontriamo tantissimi artisti virtuosi, uno su tutti, poco noto ai napoletani, ma tanto lustro ebbe fuori della sua Napoli, Mario Di Pietro, che ebbe l’onore di intrattenere i soldati inglesi nell’ultima guerra prima che si accingevano a partire per il fronte italiano, allietandoli con le melodie, che sapeva far emettere dal suo mandolino. Nelle grandi orchestre fu relegato a strumento di secondo ordine e non fu mai insegnato al Conservatorio musicale e utilizzato solo dai cosiddetti complessini, noti come la “ Pusteggia”. Quindi il Mandolinista (il suonatore di Mandolino) è sinonimo di pustiggiatore, suonatore per intrattenimento nei ristoranti, o ambulante nelle osterie o per la strada. Parliamo un po’ della sua costruzione, era un’arte nobile, la cosiddetta Liuteria, che rimane viva ancora oggi, grazie al costruttore Raffaele Calace, che continua una vecchia tradizione di famiglia.

Nell’Ottocento ed all’inizio del Novecento erano noti molti Liutai, come i fratelli Vinaccia, (che inventarono la cosiddetta meccanica per stringere le corde, mentre prima si accordavano con i piroli), e il maestro liutajo Antonio Notorio, il maestro liutajo Vacca Vincenzo, che ci hanno lasciato strumenti validissimi e ancora oggi apprezzati per la loro sonorità e mussicalità.

Nel duemila resiste a costruire  Mandolini a Napoli, Mastro Salvatore Masiello, che organizza  le famose passeggiate musicali col mandolino per le strade di Napoli

Le immagini sottostanti sono:

Mandolino classico Napoletano

Chitarra classica napoletana

Mandolino napoletano  del 1976, Vincenzo Vacca

 

giovedì 5 febbraio 2026

Buon giorno – Buon Giovedì 5 Febbraio 2026

 

Buon giorno – Buon Giovedì 5 Febbraio 2026

--- Sant’ Agata ---

Vi saluto, come ogni mattina, cari amici lettori e lettrici, e vi auguro una serena giornata da vivere con un bel sole, appena sorto, anche se con una la temperatura alquanto freddina.. Rilevando in questo periodo, che l’umana incompresione, per i  tanti eventi, come il lavoro, che manca, i malanni indesiderati, che non mancano mai, e tante altre vicissitudini, che sconvolgono con atti inconsulti, specie la vita di coppia..                                                                                   Come è bello accoppiarsi, quando non ci sono interessi economici, ma solo il sentimento principale, l’amore, che crea una perfetta armonia con il partener scelto, altrimenti è una vita che viene definita, come un vero inferno, che porta a separazioni anche consenzienti, per poi divorziare.                                                                    La vita, che si vive con l’accoppiamento, non è sempre uguale per tutti, ma a volte consente di provare speciali momenti di trepidazioni ed emozioni incontrollate, che permettono di godere anche quelli sereni, che procurano un po’ di gioia e tanta felicità. che fanno dimenticare tutti quelli, brutti, tristi,  non desiderati, ma verificati e vissuti.

Anche oggi però. dopo questa mia  considerazione sulla vita della realtò che stiamo vivemto, narrerò una mia   curiosità storica dei vecchi mrestieri napoletani scomparsi, che sicuramente troverete interessante, che riguarda direttamente la nostra esistenza visssuta che era necessario, in particolari momenti, quando dovevano usare al meglio oggetti  per goderne della loro utilità,

Dalle curiosità storiche di Sasà ‘o Professore

‘O Molaforbici

‘O Molaforbici, termine dialettale napoletano del significato in italiano del mestiere ambulante dell’Arrotino.

Cosa era il mestiere dell'arrotinO e di cosa s’occupava?

‘O Molaforbici, (l'arrotino) oltre al servizio di affilatura e riparazione di lame, è inoltre in grado di effettuare la riparazione dei meccanismi degli ombrelli.

Al grido:

E’ Arrivate ‘O Molaforbice, ‘O Conciambrellre, V’Acconcia e V’Affile Pure, ‘E Curtielle, Signò’, Acalate!

(Ca Dinabe , nun Ce Venghe!).

Arrivava la mattina sotto i balconi dei palazzi con una bicicletta, e si stabilizzava su un marciapiede, tenendo ferma con due supporti di ferro questo suo mezzo di locomozione, dove era sistemata una mola, che faceva funzionare con una rotazione, pigiando con forza le piedivelle del veicolo (la bici).

E’ un ricordo incancellabile della mia infanzia e della adolescenza, financo, per un po’, anche della mia maturità esistenziale, quando sentivo e ascoltavo questo gridare dell'arrivo dell’arrotino, che invitava le donne, ritenute (almeno fino a un po' di tempo fa) le uniche depositarie della gestione degli utensili di cucina e proporre la sua abilità con i suoi servizi a farsi affilare oggetti vari, come lame o farsi riparare i ferri sganciati delle stecche degli ombrelli.

‘O Molaforbici, (l’arrotino) era un provetto maestro di aggiustature, che esercitava un servizio utilissimo a chi aveva bisogno del suo operato.

Perché si dice "è arrivato l'arrotino"?

L'arrotino era una figura mitica, perché sapeva con il suo richiamo/appello a riuscire a far accorrere le casalinghe a poter usufruire del suo servizio, proponendo le sue capacità e la sua abilità.

Le foto sottostanti sono

'O Molaforbici (l'arrotino) zcon la sua bicicletta

'O Acconciambrello ambulante