IL blog di Sasà 'o Professore
Curiosità storiche e mitologiche. Posti e luoghi di Napoli. Mestieri antichi napoeltani. Poesie in Napoletano. Racconti dialogici tra i due alter-ego dell'autore del blog: Sasà (lo scansafatiche, l'es) e il professore (il saggio, il super-io) sullo sfondo di una Napoli con le sue bellezze e contraddizioni.
sabato 21 marzo 2026
Buon giorno – Buon Sabato 21 Marzo 2026
venerdì 20 marzo 2026
Buon Giorno, buon Venerdì 20 Marzo 2026
Buon Giorno, buon Venerdì 20 Marzo 2026
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Per tenere sempre viva la nostra sincera amicizia, anche oggi vi posterò una mia curiosità, oltre che storica, riguarda anche un termine, “Quiz”, il cui significato nella nel linguaggio comune italiano indica un gioco o un test, che richiede la risposta a domande su vari argomenti
Dalle Curiosità storiche di Sasà ‘o Professore
Il termine QUIZ, la sua etimologia
Non esiste un numero totale esatto e definitivo dei quiz radiofonici e televisivi prodotti in Italia, a causa dell'enorme quantità di programmi andati in onda dal secondo dopoguerra a oggi. Tuttavia, si tratta di
migliaia di edizioni, che hanno segnato la storia del costume., come sono riportati negli archivi Rai e sulla storia della TV:
La storia dei “Quiz Televisivi” inizia ufficialmente il 19 novembre 1955 con il programma"Lascia o Raddoppia" di Mike Bongiorno. Da allora, ci sono stati format, come "Rischiatutto", "Il pranzo è servito", "La ruota della fortuna", "Chi vuol essere milionario?", "Affari tuoi" e "L'Eredità" (quest'ultimo tra i più longevi, in onda dal 2002) hanno dominato il palinsesto.
I Quiz Radiofonici, invece, hanno preceduto quelli televisivi con la rubriche più longeve "L'approdo" (dal 1945 al 1977), ma i quiz radiofonici (come "Il Gambero") hanno distribuito premi fin dagli ann
I Quiz o Game Show rappresentano uno dei generi più popolari, evolvendosi nel tempo, in termini di quiz nozionistici, di fortuna o di abilità.
In italiano il termine “Quiz” viene spesso utilizzato con un significato molto vicino a quello di indovinello, quesito o domanda.
Il termine quiz è un prestito linguistico dall'inglese, nel linguaggio comune italiano indica un gioco o un test, che richiede la soluzione di enigmi o la risposta a domande su vari argomenti.
Il Quiz si definisce pure una serie di domande o indovinelli, che i concorrenti devono risolvere, spesso per vincere premi (telequiz) o per testare conoscenze (quiz a quiz, test di cultura generale).
Utilizzati anche nei questionari per un concorso occupazionale o per ottenere un’autorizzazione per svolgere qualche speciale attività, esempio con ottenere la patente. Il quiz si differenzia da un indovinello, che spesso è una frase in versi o metaforica da sciogliere, mentre un quiz è più spesso inteso come un test, un questionario o un enigma (talvolta a scelta multipla). Origine: del termine “Quiz” deriva da una parola inglese, attestata nel significato di "indovinello" dall'inizio del XIX secolo, è talvolta associata a un'interessante, anche se incerta, leggenda di Dublino, secondo la quale sarebbe stata inventata da un impresario teatrale per scommessa. In definitiva il quiz significa una serie di domande o indovinelli, che i concorrenti devono risolvere, spesso per vincere premi (telequiz) o per testare conoscenze (quiz a quiz, test di cultura generale).
Origine: La parola inglese, attestata nel significato di "indovinello" o "quiz" dall'inizio del XIX secolo, è talvolta associata a un'interessante, anche se incerta, leoggenda di Dublino, secondo la quale sarebbe stata ii proposito inventata da un impresario teatrale per scommessa.
A proposito di Quiz , va ricordata pure la figura della “Valletta”, la cui presenza è stata impersonificata da giovani donne, come la “EDy Campagnili” che fu la prima valletta, che affiancò Mike Bongiorno nel programma a Quiz televisivo 'Lascia o Raddoppia?' , che andò in onda tra il 1955 ed il 1956 sulla rete televisiva italiana.
Infine La valletta Sabina Ciuferri, Il cui ruolo accanto a Mike Bongiorno fu innovativo: fino ad allora, infatti, le collaboratrici del presentatore, come Edy Campagnoli, non avevano mai preso la parola durante le trasmissioni, e fu nomata “la Valletta Muta”, ma con Rischiatutto furono coinvolte nei dialoghi. La svolta non si limitò al solo confronto dialettico, ma fu anche di costume: la Ciuffini indossava la minigonna, di moda tra i giovani all'epoca, ma assolutamente inedita fino ad allora nella puritana Rai. La Ciuffini affiancherà il conduttore italoamericano per tutte e cinque le edizioni del quiz, dal 1970 al 1974,e poi anche alla conduzione del Festival di Sanremo 1975..
giovedì 19 marzo 2026
Buon giorno – Buona Giovedì 19 Marzo 2026
Buon giorno – Buona Giovedì 19 Marzo 2026
--- San Giuseppe -- San Marcello -- San Narciso ---
Oggi si festeggia, come ormai è consuetudine in questo giorno, ”la festa del papà”, anche se non è ritenuto più, come un tempo, un membro insostituibile della famiglia. imprimendo il suo cognome ai suoi discendenti ed alla propria consorte, per dare continuità alla stirpe., o meglio alla caratterizzazione della nuova famiglia.
Con le attuali norme legali non lo è più, da quando in molti stati, esistono e sono note, le evolute “Famiglie Arcobaleno.
Intanto come anticipato ieri, vi posterò, dalle curiosità storiche di Sasà ‘o Professore, la decima e ultima puntata su l’ultimo discendente Savoia.
L’ultimo discendente di casa Savoia è Emanuele Filiberto di Savoia, (Emanuele Filiberto Umberto Reza Ciro René Maria di Savoia), nato a Ginevra, 22 giugno 1972), E’ un personaggio televisivo italiano. Nato in Svizzera, è figlio di Vittorio Emanuele IV° e di Marina Doria, ed è riconosciuto da una parte dei monarchici italiani, come il capo di Casa Savoia, in disputa con suo cugino Aimone di Savoia-Aosta. Emanuele Filiberto di Savoia, dopo aver conseguito il diploma, frequentò la facoltà di scienze economiche dell'Università di Ginevra, senza terminare mai gli studi. Grazie al padre, Vittorio Emanuele IV°, cominciò a svolgere la professione di consulente finanziario presso una società privata a Ginevra. All'età di 26 anni lanciò il fondo d'investimento Altin, quotato alla Borsa di Zurigo.
Una delle disposizioni transitorie e finali della Costituzione della Repubblica Italiana ne vietava l'entrata sul suolo italiano, in quanto discendente maschio degli ex re di Casa Savoia.
Solo però con la approvazione della legge costituzionale 23 ottobre 2002, n. 1, entrata in vigore il 10 novembre del medesimo anno, si esaurirono gli effetti del primo e secondo comma della XIII disposizione transitoria e finale della Costituzione, consentendo ai discendenti maschi degli ex re di Casa Savoia di entrare, soggiornare e risiedere in Italia, e in generale ai membri e ai discendenti di Casa Savoia il diritto di elettorato passivo e attivo, nonché la possibilità di ricoprire uffici pubblici.
ll 25 settembre 2003 potè a Roma, nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, Emanuele Filiberto sposare l'attrice francese, Clotilde Courau, dalla quale ebbe due figlie: Vittoria Cristina Adelaide Chiara Maria, nata a Ginevra il 28 dicembre 2003. Luisa Giovanna Agata Gavina Bianca Maria, nata a Ginevra il 16 agosto 2006.
Le sue principali attività le ha svolto nel campo dello spettacolo, della cultura e dello sport. Infatti dal 1995 partecipò a numerosi programmi televisivi, fra i quali Quelli che il calcio, Il ballo delle debuttanti, Ballando con le stelle e I raccomandati. Nel 2010 partecipò anche al Festival di Sanremo, insieme con Pupo e il tenore Luca Canonici, con la canzone Italia amore mio. Successivamente prese parte ad altri programmi televisivi, come L'isola dei famosi, Il principiante,Il lavoro nobilita e Amici di Maria De Filippi. Nel 2001 creò la Fondazione Emanuele Filiberto Charity Fund e la Fondazione Principe di Venezia. Si occupa inoltre del premio Principe di Venezia. Nel luglio 2009 inaugurò a Cortina d’Ampezzo, la mostra "Casa Savoia, storia di una famiglia italiana”, promossa dalla Fondazione Principe di Venezia e patrocinata dal Ministero per i beni e le attività culturali e dalla Regione Veneto.
Nel 2005 svolse anche un’attività politica, fondando il movimento d'opinione Valori e Futuro. Si candidò alle elezioni politiche del 2008 per la Camera dei deputati con la lista "Valori e Futuro con Emanuele Filiberto" Si presenò poi unicamente nella ripartizione Europa della circoscrizione Estero. Con soltanto lo 0,4% dei voti, della lista "Valori e Futuro con Emanuele Filiberto" , che si classificò, come il peggior risultato della ripartizione Europa, divenendo l'ultimo partito in assoluto in ordine di preferenze. Il 28 aprile 2009 Emanuele Filiberto presentò la sua candidatura per le elezioni europee del 2009 nelle file dell'Unione di Centro. ed anche questa volta, però, Emanuele Filiberto, pur raccogliendo circa ventiduemila preferenze, non venne eletto. Nel luglio 2020, infine, fondò il movimento politico Realtà Italia.
Da menzionare poi, che Il 20 novembre 2007 fu rivelato che Emanuele Filiberto e il padre Vittorio Emanuele, tramite i propri legali, avevano richiesto un risarcimento per danni morali in seguito all'esilio per un valore complessivo di 260 milioni di euro, oltre alla restituzione dei beni confiscati alla famiglia Savoia dallo Stato, quando nacque la Repubblica Italiana.
L'allora segretario generale della presidenza del Consiglio, Carlo Malinconico, replicò che il governo non solo non riteneva di dover pagare nulla ai Savoia, ma che pensava di chiedere a sua volta i danni all'ex famiglia reale per le responsabilità legate alle note vicende storiche.
Nel gennaio-febbraio del 2022, insieme con il padre e le zie paterne, Emanuele Filiberto di Savoia decise di citare in giudizio lo Stato Italiano col fine di ottenere la restituzione dei gioielli della famiglia Savoia, depositati da Umberto II in un caveau della Banca d'Italia e, secondo quanto riferito dai Savoia, mai sequestrati da parte dello Stato. La prima udienza, svoltasi nel giugno del 2022, diede esito negativo. Nonostante i titoli nobiliari, in Italia, non siano riconosciuti dal 1948 (XIV disposizione transitoria e finale della Costituzione), Emanuele Filiberto usa i titoli di principe di Venezia[e di principe di Piemonte. I sostenitori di Emanuele Filiberto affermano che il primo titolo gli sia stato concesso oralmente dal nonno, Umberto II°, in occasione del battesimo. Dall'elenco delle concessioni nobiliari fatte da Umberto II°, però, non risulta abbia mai conferito a Emanuele Filiberto da suo nonno (Umberto II°) alcun titolo, né onorificenza, né il trattamento di altezza reale. Il titolo di principe di Piemonte, invece, gli venne conferito dal padre, Vittorio Emanuele IV°, nel 1984. L'Annuario della nobiltà italiana, alla voce Real Casa di Savoia, non indica in capo alcun titolo nobiliare o dinastico.
Le immagini sottostanti sono: Emanuele Filiberto di Savoia
mercoledì 18 marzo 2026
uon giorno – Buon Mercoledì 18 marzo 2026
Buon giorno – Buon Mercoledì 18 marzo 2026
--- Sant’Anselmo – San Cirillo – Santa Celestina ---
Nona puntata:delle curiosità storiche di Sasà ‘o Professore, inerente la storia di Casa Savoia.
Gli ultimi discendenti di Casa Savoia
Iniziamo a dire che sono Vittorio Emanuele IV° ed il figlio Emanuele Filiberto.
Vittorio Emanuele IV° di Savoia; nacque a Napoli, 12 febbraio 1937 ed è morto a Ginevra, 3 febbraio 2024), è stato un membro di Casa Savoia, poiché era figlio dell'ultimo Re d'Italia Umberto II° e di Maria José del Belgio. Una disputa sorta dal 1983 è stata, quella di pretendente al trono d'Italia, come linea dinastica fino al 2006 con il cugino Aimone di Savoia-Aosta. Si sposò con Marina Doria, non di sangue reale, da cui ha avuto un figlio, Emanuele Filiberto. Acclamato alla nascita (1937) principe dell'Impero, Vittorio Emanuele IV° ricevette dal nonno il titolo di principe di Napoli, come d'uso in Casa Savoia per i principi ereditari e loro primogeniti, in alternanza con quello storico di principe di Piemonte, allora attribuito al padre Umberto II°, in quel momento erede al trono. Nel 1938, un «avvocato milanese antifascista, un certo Carlo Aphe, propose per abbattere il governo fascista di Mussolini, a Vittorio Emanuele III° , (per far tenere ancora il potere alla monarchia, di abdicare in favore di Umberto II°, suo figlio, che a sua volta, d'accordo con la moglie Maria Josè, avrebbe abdicato anche lui subito in favore del piccolo, Vittorio Emanuele IV°; e nello stesso tempo la madre, Maria José, sarebbe stata nominata reggente del Regno Italico, in deroga allo Statuto Albertino, fino al compimento dei 21 anni del giovanissimo ipotetico sovrano. Questo presunto ambizioso piano per abbattere il governo fascista di Mussolini, che vedeva d'accordo anche Italo Balbo, l'anglofilo Dino Grandi e l'antitedesco e ambizioso genero del Duce, Galeazzo Ciano, non si realizzò, e fu solo un incontro preliminare a Racconigi e in alcune riunioni segrete a Milano. Dal 5 ottobre 1949 Vittorio Emanuele IV° col padre Umberto II° andò in esilio, con l’entrata in vigore, il 1º gennaio 1948, della Costituzione repubblicana, che stabilì per gli ex-sovrani, loro consorti e discendenti maschi di Casa Savoia il divieto d'ingresso e di soggiorno nel territorio nazionale. Dopo questa norma costituzionale andò a risiedere, poi con la madre Maria Josè, in Svizzera, in una villa a Merlinge, nel comune di Meinier, e il giovane Vittorio Emanuele studiò a Lancy, al cattolico Institut Florimont. Durante l'esilio, conclusosi alla fine del 2002, svolse un'attività d'intermediario finanziario, stringendo amicizie e legami d'affari con grandi industriali, in particolare la famiglia Agusta.
Dopo un lungo e contrastato fidanzamento durato vari anni, più volte avvertito della palese contrarietà del padre con scritti, riservati all'inizio degli anni sessanta, riferiti sia al suo fidanzamento con Dominique Claudel e sia esplicitamente a Marina Doria, sposò quest'ultima civilmente l'11 gennaio 1970 a Las Vegas e, poi religiosamente, il 7 ottobre 1971 a Teheran. Quando, dopo le sue nozze, venne stabilita l'equa ripartizione dell'eredità paterna, quella di Umberto II°, tra tutti i figli, contrariamente all'originaria decisione di Umberto II° di assegnare una quota maggiore al figlio, in quanto suo erede dinastico. Prima del matrimonio non erano mancati alcuni gesti significativi da parte del padre, come la nomina a Cavaliere dell'Ordine supremo della Santissima Annunziata. Poiché le leggi dinastiche di Casa Savoia riguardano i matrimoni dei principi, ma non i matrimoni dei Re, il 15 dicembre 1969, essendo consapevole delle vigenti leggi e del rifiuto del padre di acconsentire al suo matrimonio con Marina Doria, aggirò l'ostacolo e come, ° Re d'Italia, in quanto, secondo lui, succeduto (IPSO IURE) al padre nel 1946, come conseguenza della sua partenza per l'esilio, considerata da lui come un'abdicazione. «Per effetto della avvenuta successione, Ci competono anche i diritti di Capo legittimo della dinastia Sabauda e tali diritti eserciteremo d'ora innanzi, solo temperati dalla discrezione che lo stato fisico e morale di S.M. l'ex Re Umberto II° detta alla Nostra coscienza di figlio». Il giorno successivo, al fine di sanare la condizione borghese della fidanzata, in qualità di "re d'Italia" emanò un secondo (e ultimo) "decreto reale", col quale conferiva a Marina Doria il titolo di duchessa di Sant'Anna di Valdieri. Pochi giorni dopo, l'11 gennaio 1970, la sposò civilmente a Las Vegas, contraendo in seguito anche nozze religiose a Teheran.
Il suo rientro in italia fu preceduto da vari incontri con le autorità italiane, che ebbero inizio, durante i funerali di Baldovino I° del Belgio, suo primo cugino, nell'agosto del 1993, accompagnando la madre Maria José, e incontrando il presidente della Repubblica Italiana Oscar Luigi Scalfaro, rinnovò la propria disponibilità a trovare un punto d'incontro per la fine dell'esilio.
Il 3 giugno 1995 poi incontrò il presidente del Senato Carlo Scognamiglio all'aeroporto Charles de Gaulle di Parigi, che gli assicurò il proprio appoggio per l'abrogazione della XIII norma costituzionale sull'esilio dei Savoia. Nell'agosto del 1996 ricevette nella sua villa di Cavallo il ministro degli Esteri Lamberto Dini. Infine nel luglio del 1999, sempre in previsione del rientro dall'esilio, ricevette sempre a Cavallo l'ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga; (era la prima volta dal 1946 che non si teneva un incontro ufficiale tra un membro di Casa Savoia e un rappresentante diretto della Presidenza della Repubblica). In occasione del matrimonio del nipote Filippo del Belgio, nel dicembre del 1999, incontrò il presidente della Commissione europea, Romano Prodi, proseguendo gli incontri in previsione del rientro. L'allora presidente della Camera dei deputati, Pier Ferdinando Casini, accompagna Vittorio Emanuele IV°di Savoia in visita all'Aula di Palazzo Montecitorio
Vittorio Emanuele IV° ha vissuto in Svizzera, a Ginevra, fino al 2002, quando venne abolita la norma costituzionale, che obbligava gli eredi maschi di Casa Savoia all'esilio.
Sempre nel 2002 furono pubblicate dichiarazioni in cui accettava la fine della monarchia.
Nello stesso anno, dopo l'abolizione dell'esilio, insieme con il figlio giurò per iscritto e senza condizioni fedeltà alla Costituzione repubblicana e al presidente della Repubblica, rinunciando in tal modo esplicitamente a qualunque pretesa dinastica sullo Stato italiano.
Nel novembre 2007 ha richiesto allo Stato italiano 260 milioni di euro come risarcimento per l'esilio oltre alla restituzione dei beni privati confiscati dallo Stato nel 1948, sulla scorta di quanto avvenuto per altri membri di famiglie reali europee costrette all'esilio. Tale richiesta contraddice ciò che Vittorio Emanuele IV° dichiarò con una lettera alla Camera l'8 luglio 2002:
Tra gennaio e febbraio del 2022, ha deciso insieme alle sorelle e al figlio di chiamare in causa lo Stato italiano per la restituzione dei gioielli di famiglia Savoia custoditi dalla Banca d'Italia.
Nel corso degli anni, alcuni scandali legati a vicende giudiziarie hanno contrassegnato la vita di Vittorio Emanuele IV°, che è sempre stato prosciolto dalle accuse più gravi e condannato solo per porto abusivo di armi da fuoco a 6 mesi con la condizionale.
Tra i vari processi giudiziari vi fu quello inerente il caso dello studente tedesco di 19 anni Dirk Geerd Hamer, figlio di Ryke Geerd Hamer, L'ipotesi d'accusa, sulla base, che uno dei proiettili sparati avesse colpito la coscia dello studente tedesco, fu accusato pure di essere iscritto e affiliato alla loggia massonica P2 di Licio Gelli, con la tessera numero 1621.
Altre vicende giudiziarie gli furono addebitate, come lo sfruttamento, la prostituzione e, associazione a delinquere da vari pubblici Ministeri
Vittorio Emanuele IV° È morto alle ore 7:05 del 3 febbraio 2024, all'età di quasi 87 anni, nell'ospedale universitario cantonale di Ginevra, dove morì anche suo padre.
Il 9 febbraio viene aperta la camera ardente presso la chiesa di Sant'Uberto, nella reggia di Venaria Reale. I funerali si sono svolti nel duomo di Torino mentre, il 14 febbraio, è stato cremato (primo fra i Savoia) a Biella. Le ceneri sono state sepolte nella cripta reale della basilica di Superga il successivo 1º luglio
Le immagini sottostanti sono:
Vittorio Emanuee IV° di Savoia;
Villa Rosebery a Napoli dove e nato;
Villa a Merlinge, nel comune di Meinier,in esilio Marina Doria, sposa di Vittorio Emanuele IV°;
Emanuele Filiberto, il figlio di Vittorio Emanuele. IV°.












