sabato 6 giugno 2026

una mia poesiola in napoletano

 


Sotte ‘e Stelle


Quann’ è ‘a matina ‘nciele nun ‘e vide,
se ne so’ghiute, l’ ha cacciate ‘o sole
‘a sora cchiù grossa, chella c’adda fa’ ‘o dovere suoje
s’adda guaragnà’ ‘a jurnata, adda faticà li otte ore.

Adda schiari ‘a terra, adda scarfà’ l’aria
adda fa piglià’ culore ‘e cose e po’……
quanne fernesce, scumpare e se ne va a durmì’.
e lore zittu zittu ‘nciele e vide accumparì.

So’ tante, ca nun se riescene a cuntà’,
so’ tante, ma nun te mettene appaura,
pecchè stanne luntane, luntane assaje
ma ‘o stesse t’appartenène, tu ‘o saje.

Pare ca te guardene, pare ca te spiene
mentre tu fa finte ‘e niente
pecchè ‘a luce llore splendente
te fa rummanè’ indifferente.

Quanne ‘o tiempe ‘e nuvuluse
s’annasconnene, fanne ‘e dispettose.
tante nun hanne dà’ cunte ‘a nisciune
tenene’a luce llore, pirciò so silenziose.

So’ comme a ‘na coperte, quanne ‘o ciele è serene
ca pare te scarfe senza da’ calore.
So’ ‘na compagnie, ca nun ne puo’ fa’ ammene.
Pecchè si nun ce stanne…, ‘a serata è nere, è nere.


Nun te può sperdere guardannele,
può sule viaggià’ cu ‘a fantasie luntane
appriezzanne ‘sta vita, ca è chiene ‘e meraviglie
e te fa suspirà: comme ‘e belle ‘o ciele chiene ‘e stelle.

 

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Ho scritto questa poesiola in napoletano ammirando  le stelle dopo che il bel sole, ha riscaldati e rischiarato il giorno   col suo dolce tepore,  ,

Con questa meravigliosa visione i nostri sguardi godono e apprezzano questa bella atmosfera nel cielo.

Buon Giorno Buon Sabato 06 Giugno 2026

 

Buon Giorno Buon Sabato 06 Giugno 2026

-– San Norberto – San Lucio – San Odoardo ---

 

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Non bastavano le continui trepidazioni per i conflitti e la, mancanza  di lavoro, per mancanza di energia elettrica e le materie prime, elementi necessari per  far funzionare le attività industriali, come quella dell’auto, che stanno diventando elettriche, nonché i femminicidi e i decessi delle cosche malavitose ad opera del caporalato per andatr avanti, ma, questa non è vita . Prima si poteva dire che la vita era la cosa, più bella su questo nostro mondo, vivendo la quotidianità, e  adeguandoci alle innovazioni tecnologiche,  che servivano a migliorare il futuro, anche per le prossime generazioni.

Intanto eccovi a descrivere, (dopo la curiosità storica religiosa delle immagini delle Madonne soeciali campane e loro caratteristiche), ma  ne esiste ancora un’altra speciale Madonna , venerata a Napoli, quella delle mosche, che vi  posterò oggi , come promesso ieri,  così completiamo la curiosità sulle Madonne campane.

Dalle Curiosità storiche religiose di Sasà ‘O Professore.

La Madonna delle Mosche

Una prima Chiesetta, dove si venerava Anticamente, sin dal XVI secolo  un' immagine di S.Maria di Costantinopoli. per la presenza di alcuni allevamenti di bufali nelle Paludi  Napoletane, una località, ora coperta dalla sede ferroviaria, fu denominata: "acqua della Bufola ( o Bufala ) " ; proprio qui in questo luogo l'antica chiesetta, che custodiva tale immagine, apparteneva alla nobile famiglia "Delli Zaccaria" e prima del 1700 andò distrutta (forse a causa di un incendio o del terribile terremoto nel Beneventano del 5 giugno 1688 che danneggiò gravemente numerosi edifici della città di Napoli ).

La prima immagine della Madonna di Costantinopoli, custodita allora nell' antica chiesetta, andò distrutta in epoca imprecisata. Al suo posto, verso il 1850, ne fu dipinta in tela un' altra con alcune mosche, donde il titolo " S. Maria di Costantinopoli, volgarmente detta delle Mosche ".

Questo titolo è giustificato da un' antica e graziosa tradizione. Circa tre secoli e mezzo addietro avvenne una grande invasione di grosse mosche nelle Paludi Napoletane al Pascone, e gli ortolani, spaventati già dalle numerose epidemie di quel secolo, nella loro pietà si rivolsero alla Vergine di Costantinopoli per essere liberati da quegli insetti tanto molesti alle persone e dannosi ai campi ed avendo ottenuta la grazia, si adoperarono di tramandare il prodigio ai loro posteri, i quali, quando sorse la necessità di soppiantare il primo quadro distrutto, fecero dipingere l' attuale immagine con delle mosche ( 9 per la precisione ) per ricordare in futuro il favore ottenuto.

In realtà il titolo “Madonna delle Mosche ”  dovette affermarsi fin dai primi anni successivi al famoso prodigio, perché tale denominazione la  troviamo citata  in un documento del 1837.

La tela ritrae la Madre di Dio, come colei che indica la via che è Cristo Signore; infatti  il pittore ha voluto mettere in risalto questo significato dipingendo la mano destra di Maria, che indica decisamente il Bambino Gesù che, a sua volta, ha la mano destra in atteggiamento di benedire l' umanità e la sinistra che regge una sfera sormontata da una croce, simbolo di Cristo Salvatore del mondo e Signore dell' Universo.

La Vergine è mostrata anche come Regina degli Angeli e dei Santi per il fatto che due angeli reggono la sua corona regale nelle mani.

E' da notare anche le mura con torri della città di Costantinopoli sotto il trono della Madonna e tra i due santi, Antonio da Padova e Francesco d' Assisi. 

Infine tra il gruppo dei Santi e della Madonna col Bambino, si trovano dipinte 9 mosche, alcune sulla nuvoletta che sorregge il trono, altre nel cielo oscurato .

Questo quadro gravemente danneggiato dall' incursione aerea del 1943, fu restaurato dalla paziente opera del professor Giglio Mormile.

Attualmente l’ immagine della Madonna delle mosche si può ammirare nella chiesetta all' angolo di via Benedetto Brin e via S. Maria di Costantinopoli alle Mosche, sorta lì proprio per ricordare l' esistenza dell' antica chiesetta posta più avanti, . dopo aver peregrinato per oltre 20 anni in 5 cappelle provvisorie, a seguito della costruzione della linea ferroviaria.        L’icona di S. Maria di Costantonopoli che si venera a Napoli non è altro che una copia della Madonna di Itria o Odigitria, cioè della Madre che indica nel Figlio la Via da seguire, portata a Costantinopoli da Antiochia nel V secolo d.C.,  fu posta dall’imperatrice Pulcheria in una chiesa da lei edificata nel quartiere di Santa Sofia.       La devozione dell'icona si diffuse rapidamente da Costantinopoli  in tutte le regioni d’ influenza bizantina e non è quindi un caso che i “pii Christi fideles siculi” di Napoli si mettessero sotto la protezione della Vergine venerata con questo titolo. 
 Dal famoso dipinto della Madonna delle Mosche, alias S.Maria di Costantinopoli nacque il  detto napoletano:     " ’a Maronna t’accumpagna " che si addice quindi pienamente al titolo della Madonna di Costantinopoli, detta volgarmente delle Mosche, perché esprime visivamente la sua missione di Madre che vigila sul cammino dei suoi figli

Le immagini sottostanti sono:

Immagine originale della madonna,Santa Maria di Costantinopoli
Nota come La madonna delle Mosche

Immagine ridipinta su tela nel 1850 della madonna
Santa Maria di Costantinopoli detta " Madonna delle Mosche

 

 Icona di Santa Maria madre di Gesù  copia del dipinto venerata a Costantinopoli,che una pia tradizione attribuisce al pennello
 dell’Evangelista Luca.

 




 

venerdì 5 giugno 2026

Buon Giorno Buon Venerdì 05 Giugno 2026

 

Buon Giorno Buon Venerdì 05 Giugno 2026

-– San Bonifacio – San Doroteo – San Sancio ---

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il progresso tecnologico, consente si miglioramenti, ma  la soppressione di lavori, che impiegavano una quantità di persone, detti lavoratori  non specialistica, che assicurava a questi occupanti, una vita dignitosa e ben remunerativa per poter crearsi una propria famiglia.

Intanto le generazioni successive alla nostra, sono costretti  a lasciare la località di nascita e di appartenenza,  ed  emigrare ed andare all’estero. per un lavoro redditizio.

Senza pensare agli emigranti Afaganistani , bruciati vivi dai cosiddeti Caporali, in Calabria, nella macchina, che li stava portando al lavoro, perché reclamavano un contratto adeguato alle loro faticose prestazioni e non essere ammassati, come bestie in locali malsani  privi dei necessari servizi per vivere e andare avanti.

La realtà, che stiamo vivendo è questa, se non si crei un progetto innovativo con la sicurezza dei lavoratori con apposite leggi dei governi in futuro.

Dopo questa amara constatazione, anche oggi come predissi ieri: dopo la curiosità della storia sulle 7 Madonne Speciali, venerate in Campania, vi posterò di alcune particolari Madonne Campane, anch’esse speciali, esattamente due, una venerata a Napoli centra, e un’altra, di recente, a Giugliano di Napoli.

Dalle Curiosità storica religiosa di Sasà ‘O Prufessore.

Le 2 Madonne Speciali

la prima è :

LA Madonna del Carmine, nota pure come la Madonna Bruna, di piazza del mercato di Napoli.

La tradizione racconta che alcuni monaci, fuggendo dalla persecuzione dei Saraceni in Palestina, venendo in Napoli, portarono un'immagine della Madonna Glicofilusa da essi venerata sul monte Car:melo, culla del loro ordine. Vi era in Napoli, presso la marina fuori dalla città, una piccola cappella dedicata a san Nicola che fu concessa ai monaci, che da allora vi s'insed+iarono e collocarono l'immagine della Madonna in un luogo detto "la grotticella". Ma il primo documento storico della presenza dei carmelitani e dell’immagine sacra della madonna bruna, nella chiesa di Santa Maria del Carmine. a Napoli,si ha nel 1268, quando i cronisti del tempo descrivono il luogo del supplizio di Corradino di Svevia nella piazza antistante la chiesa. In realtà, l'icona della “Vergine Bruna” (per il colore della pelle) sembra opera di scuola toscana del XIII° secolo. È una tavola rettangolare, alta un metro e larga 80 centimetri. L'immagine è del tipo "della mediantetenerezza", in cui i volti della Madre e del Figlio sono accostati in espressione di dolce intimità (modello bizantino della Madonna Glykophilousa)

infatti l’icona rappresenta, come è dipinta, nelle aureole dorate e il fondo dell'icona, anch'esso dorato (l'oro simboleggia il colore del sole), indicano la santità della Madre e del Figlio; nel colore azzurro-verde (colore dell'acqua marina, simbolo della fertilità) del manto della Madonna ricorda il valore della sua maternità divina; nel colore rosso (simbolo dell'amore) della tunica sotto il manto e della quale una parte copre il bambino, indica il forte amore, che unisce la Madre al Figlio; nella stella con coda pendula del manto è segno della sua verginità; la tunica, poi di color pelle di pecora del bambino ci ricorda che egli è l'Agnello di Dio; nella mano sinistra della Madonna, che stringe in braccio il Figlio, è segno di tenerezza. mentre nella mano destra, in risposta alla supplica: "Mostraci il frutto del tuo grembo, Gesù", indica: "Ecco la via, la verità e la vita"; e così I volti della Madre e del Bambino, nel dipinto, sono accostati in espressione di tenerezza.

Nel settembre del 1943 si presentarono nella chiesa del Carmine,in piazza mercato, un gruppo di soldati tedeschi intenzionati a portare via i resti mortali di Corradino e intimarono a padre Elia Alleva, di mostrare il luogo della sua sepoltura. Il religioso non specificò con esattezza dove erano le ossa, li portò solo sotto la lapide, mutila di alcune parti che li indussero all'errore. poiché lo scritto indicava le seguenti parole: il piedistallo. mancante la parola dietro, ma in realtà doveva essere dentro il piedistallo. I tedeschi senza trovare niente dietro il piedistallo si arresero e andarono via e oggi le ossa di Corradino riposano ancora nel piedistallo della statua.

Fino agli anni sessanta del secolo scorso, nemmeno una parola ricordava i luoghi che videro l'uccisione e la sepoltura di Masaniello: fu così che i carmelitani decisero di tramandare ai posteri il ricordo di quegli eventi con due lapidi, una nel convento dei frati, l'altra in chiesa del Carmine, nel luogo della sepoltura. Esiste ancora la Festa del Carmine, che è una festa tradizionale di Napoli il cui evento principale è lo spettacolo pirotecnico, che inscena l'incendio del campanile della Chiesa del Carmine Maggiore, nella sera del 15 luglio. L'esclamazione "Mamma d''o Carmene" è di uso comune a Napoli ed esiste un proverbi, che si riferisce al campanile del Carmine: " 'e scagnato 'o Campanario d''o Carmene pe’ nu cuoppo 'e aulive" (hai scambiato il campanile del Carmine per un coppo -cono di carta- di olive) per indicare la svista presa nel fare determinate osservazioni.

Infine nella chiesa del Carmine sono stati celebrati vari funerali, con la partecipazione della popolazione napoletana, come quello di Totò (1967) o di Mario Merola (2006)

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la seconda Madonna speciale è::

 La Madonna Zingarella o delle strade

venerata a Giugliano in Campania.(NA)

Suor Angela Maria Bovo, nata negli Stati Uniti da genitori veneti, investigando sulle sue origini italiane, ha fatto una scoperta sorprendente. Rimasta orfana in tenera età, voleva saperne di più del suo paese di origine, dei suoi genitori e del motivo della loro emigrazione in America. Fu così che, nei mesi estivi del 1984, ottenne dalla sua Superiora il permesso di compiere un viaggio in Italia; e così ebbe occasione di +conoscere le sue origini.

A casa di un’anziana zia Giulia – rintracciata a Venezia dopo accurate ricerche – c’era una piccola immagine di forma rotonda, dalla cornice dorata: era la familiare "Madonna delle Vie" [detta anche "La Zingarella"] del Peruzzi.

"Questa è tua madre!", disse zia Giulia.

"Lo so", rispose Sr. Angela Maria, credendo che la vecchia zia parlasse della Madonna.

– "No, no", insistette la zia, comprendendo la reazione della religiosa: "È la tua vera madre!".Da principio la Suora era scettica. La zia restò come offesa: "Perché dubiti?". Poi, mediante l’interprete, Giulia cominciò a narrare una storia sorprendente: rifugiatisi i genitori di lei sui Colli Euganei nel 1866 [a causa delle guerre che allora sconvolgevano la Repubblica di Venezia], fu lì che Roberto Ferruzzi vide Angelina Cian – la futura madre di Sr. Angela –, allora dodicenne, che custodiva il fratellino ancora lattante, formando un quadro stupendo. Ferruzzi, giovane artista di appena trent’anni, fu colpito dalla bellezza e dal candore della scena e decise di dipingerla: forse non ebbe mai l’idea di dipingere un quadro della Vergine; ma il soggetto era tale che gli venne spontaneo intitolarlo "Madonnina".

 

Esiste ancora un’altra speciale Madonna , venerata a Napoli, quella delle mosche, ma la posterò somani per non appasantire la vostra  lettura.

 

Le immagini sottostanti sono:

il dipinto di LA Madonna del Carmine, nota pure come la Madonna Bruna di piazza del mercato di Napoli;

La Madonna Zingarella o detta Madonna delle strade, venerata a Giugliano in Campania.(NA) 



 

giovedì 4 giugno 2026

Buon Giorno Buon Giovedì 04 Giugno 2026

 

Buon Giorno Buon Giovedì 04 Giugno 2026

- Sant’ Isabella – San Quirino – San Gualterio ---

 

Gli improvvisi fenomeni atmosferici con venti fortissimi  causati da trombe d’aria, producono incendi, alluvioni e stradicamenti di vetusti alti alberi, come sono avvenuti  ieri a Roma

 Questo cambiamento climatico sta producendo  generalmente abbondanti piogge, che producono danni imprevedibili e spesso irrisolvibili, con disastri ed anche con decessi di persone.

Ricordando un vecchio detto degli antichi saggi partenopei, (‘O Fuoche Se Po’ Stutà’ Cu’ l’Acqua, Mentre l’Acqua Nun s’Asciutta Cu ‘o Fuoche), per significare che i due elementi sono importanti, però il loro eccesso, fa verificare danni e disastri, che porteranno alla cancellare sia degli esseri umani, che degli animali e del mondo vegetale, che permette la nostra esistenza

Intanto ll fuoco e l’acqua sono gli elementi, essenziali per la vita dell’uomo su questo nostro pianeta.

 Dopo questa mia riflessione, anche oggi, come predetto ieri,: dopo la curiosità della storia sulle prime 3 “Madonna campane” sconosciute,  vi posterò e vi narrerò delle altre 4 Madonne, conosciutissime, delle 7 Madonnne Speciali, venerate in Campania, dove si fanno pellegrinaggi e feste annuali, come tradizione in loro onore.

Ma la narrazione sulle Madonne Campane non finisci così. ne esistono anche altre che vi posterò in seguito.

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 Dalle Curiosità storiche religiose di Sasà ‘O Professore.

Le altre quattro, forse le più note Madonne, particolari campane, dopo le prime tre madonne, quasi sconosciute

La quarta (4) è La Madonna Materdomini, nota come Madonna nera del Carmine,

venerata a Nocera Superiore. (SA)

La Sacra Immagine, della Madonna Materdomini, nota anche come Madonna nera del Carmine, è Venerata a Nocera Superiore (Sa), dalle fattezze bizantine dipinta su legno, che  riproduce , la Vergine Maria, che reca sul braccio sinistro il Bambino Gesù

La tradizione narra che l’immagine della Vergine fu ritrovata miracolosamente sotto terra, conservata tra due lastre di marmo, nell’anno 1041 da una contadina di nome Caramari, che ebbe una visione secondo la quale la Madonna le chiedeva di scavare sotto una quercia, perché lì si trovava una Sua effige miracolosa.

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la quinta madonna è La Madonna dell’Arco,

Venerata a Sant’Anastasia (NA)

Nel lunedì in Albis. una tradizione che si protrae da 5 secoli, che fa riferimento ad un'edicola dedicata alla Madonna, già dal Quattrocento, che sorgeva sul margine della via, che collegava a Napoli i vari comuni vesuviani, nel lato del monte Somma. Tale edicola si trovava a circa otto chilometri dalla capitale del Meridione d'Italia, in territorio del comune di Sant'Anastasia, nella contrada che si chiamava «Arco» per la presenza dei resti delle arcate di un antico acquedotto romano. Potrebbe perciò essere questo il motivo per cui, con molta probabilità, i tanti devoti attribuirono all'immagine sacra il nome di «Madonna dell'Arco». Il dipinto certamente non vanta pregi artistici, ma colpisce la mesta espressione del volto, dominato da due grandi occhi che hanno l'effetto di penetrare l'animo di chi li guarda, lasciandovi un ricordo indelebile. Oggi, chi entra nel Santuario la vede nel tempietto, costruito nel 1621 sul luogo preciso dov'era il muricciolo dipinto. Durante un restauro, nel 1952, venne tolto il pannello di marmo anteriore che copriva parte del dipinto e venne alla luce gran parte della primitiva immagine, che fu poi nuovamente ricoperta.

Nel mese di marzo del 2000, al termine dei lavori di restauro dell'intero tempietto, si è proceduto a togliere definitivamente il pannello di marmo. In tal modo, è di nuovo possibile ammirare il dipinto nella sua interezza come doveva apparire la Madonna nel '400 ai viandanti che vi passavano dinnanzi-Dove avvenne il miracolo:

IL miracolo ; Era il lunedì di Pasqua, 6 aprile 1450, e nella località si svolgeva una festa paesana. Due giovani giocavano a chi facesse andare più lontana una palla di legno colpendola con un maglio.

Nel gioco, la boccia di uno dei due andò a sbattere contro un albero di tiglio, che sorgeva vicino all'edicola della sacra immagine, facendogli perdere la partita.         Il perdente, accecato dall'ira, bestemmiando scagliò la boccia contro l'effige della Madonna, colpendola alla guancia sinistra. Questa, come se fosse di carne, cominciò a sanguinare.. Un giocatore di pallamaglio, furioso per aver perso, colpì l’immagine votiva che prese a sanguinare. invocando come fare per espiare il male procurato all'immagine sacra. La gente si gettò sul sacrilego e stava per linciarlo, quando, passando di lì il Conte di Sarno, Raimondo Orsini, Gran Giustiziere del Regno di Napoli, fece liberare il malcapitato. Dopo un processo sommario, constatato il miracolo, il sacrilego venne impiccato allo stesso albero di tiglio, che aveva fermato la boccia. Da quel momento i devoti della Madonna , noti come. i Fujenti, vestiti di bianco e a piedi scalzi, nell’ultimo tratto della processione, corrono freneticamente per espiare il peccato dell’empio giocatore. I Fujenti portano in dono alla Madonna gli ex voto per grazia ricevuta. Il santuario ne conserva a migliaia di tutti i tipi, la collezione forse più copiosa del mondo cristiano.

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La sesta è La Madonna di Piedigrotta,

venerata a Mergellina (Na)

La leggenda che ha dato inizio al culto della Madonna di Mergellina, quella che racconta di tre sconosciuti che, l’8 settembre del 1353, si ritrovarono a scavare sull’arenile di Mergellina, appunto, perché quella notte la Vergine era andata loro in sogno per chiedere di riportare alla luce una statua, la sua, insabbiata. Lo fanno a mani nude e non hanno alcuna intenzione di smettere. Sono Benedetto il monaco, Pietro l’eremita e Maria la monaca, e quando finalmente la trovano la portano ai ”piè della grotta”.

È la nascita di una leggenda, quella della Madonna del mare, oggi come ieri adorata e venerata dai pescatori di Mergellina.

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La settima è La Madonna di Montevergine

venerata a Mercogliano (AV)

L'immagine della Madonna di Montevergine spicca il volto bizantineggiante di Maria, scura nella coloritura del volto, sicuramente precedente alla pala stessa e quello che oggi definiremmo "paccage", ossia la chiesa principale moderna. La Madonna è detta, proprio per le sue caratteristiche di incarnato, "'a Maronna nera Mamma schiavona", ossia è definita madre di .tutti gli schiavi siano essi di qualcuno o di quella terra che come reca una canzone "sgrava solo catene, solo catene alla fatica, alla fatica de mill'anni e mille de sudore" (Oje Maronna fance chiovere), mentre una tammurriata la definisce la più bella tra le sette Madonne campane ed, a questo punto, la più cara ai contadini.

 

 Vi sono altre madonne speciali, una venerata a Napoli e un’altra di recente a Giugliano di Napoli.

ma ve le posterò la ptossima volta.

 

Le immagini sottostanti son

 Madonna Nera del Carmine, venerata a Nocera Superiore (Sa),

 La prima immagine sacra della Madonna dell'Arco, ….venerata  ……………a st’Anastasia (Na);

La seconda Immagine sacra è della Madonna dell'Arco , oggi …………rifatta, come si ….presenta attualmente nella chiesa a …………Sant Anastasia (Na);

La terza immagine è  la Madonna di Piedigrotta, venerata a …………Mergellina (Na)

la quarta immagine è la Madonna di Montevergine (Av), ………..venerata a Mercogliano (Av)