giovedì 2 luglio 2026

Buon Giovedì 2 luglio 2026

 

 

Buon Giovedì  2 luglio 2026

 San Martiniano –San Bernardino –Santa Grazia

Partecipando indirettamente a vedere per mezzi lella Tv le gara dei mon diali di calcio , guardando specie la gara Belgio –Senegal, anche perché nel Belgio giocavano due giocatori del Napoli (De bruine e Lukache) ho provato tanta emozione.                                                             Oggi, intanto,dopo una forte piogia, si è rinfrescata l’aria dopo una settimana di caldo afoso,  carissimi amici  e amiche  per tener viva la nostra amicizia, posterò per voi, una mia curiosità. riguardante, questa volta, una rinomata gustosissime leccornia, un contorno gustososo napoletano

Dalle Curiosità storiche di Sasà ‘O Professore

Zucchini alla Scapece

A proposito di cucina Napoletana e delle sue rinomate gustosissime leccornie, vuoi conoscere chi preparò per primo i cosiddetti Zucchini Alla Scapece, un contorno senza tante pretese, che delizia il palato dei buongustai napoletani.
Iniziamo col dire che sono:
Zucchine, tagliate a forma  di rondelle mentre friggono dopo che essere state fritte, trattate con aglio, aceto e menta, diventano alla scapece

State facendo l’acquolina in bocca !

Un momento ve lo dirò subito !
avete ragione sono una vera leccornia !.

A preparare “‘E zucchine a Scapece”, questo contorno squisito e pratico da servire nei pranzi a base di cacciagioni arrostite e pesci fritti, per la prima volta fu il più gran cuoco dell’antichità romana, Marco Gavio Celio Apicio, nativo di Bacoli e vissuto ai tempi d’Augusto e di Tiberio nel I° secolo d.c..

 i critici ritengono che si possa identificare Apicio in tre personaggi vissuti in epoche conseguenti
all'impero di Ottaviano e Tiberio, recante lo stesso nome

Apicio, dalla corruzione (storpiatura) del suo nome è derivata poi la dizione
“A scapece”, ( dal latino proposto e fatto " da  Apicio ") oltre ad essere un gran ghiottone, si beò perfino di scrivere un trattato d’arte culinaria, tutto ciò che gustava, in dieci libri dal titolo       “De Re Coquinaria “ ( Il cucinare delle cose).
A quei tempi non esistevano ancora i frigoriferi, né le ghiacciaie, perciò le vivande, che non erano consumate, dovevano essere buttate o dato in pasto agli animali, perché si deterioravano facilmente, sia nell’odore, che nel sapore e non più gustevoli.
Apicio inventò allora un” Liquamen” (una sorta d’intruglio) a base di menta, aglio e aceto di vino bianco, in cui erano messi a marinare sia ortaggi fritti, come gli zucchini, melanzane, ed ogni altra cosa fritta, specie pesci, come alici, anguille, capitoni.

Con questo metodo si conservavano le vivande a lungo e le stesse acquistavano un gustoso sapore  acidulo e potevano essere preparate anzitempo. ( come pure la famosa salsa Garum).
Ad Apicio si deve attribuire anche l’origine della Menesta Ammaretata, La minestra sposata, cotta con altre verdure) e la semplicissima “ Caponata che prese il nome da biscotto integrale chiamato Custrum, l’attuale Fresella, che a quei tempi si consumava nelle Cauponae viarie, ( da mangiare per strada).

Spero che  è piaciuto il mio contorno "gli zucchine alla scapece" ne potete mangiare quanto ne volete, non fanno ingrassare, ne fanno gonfiare.
alla prossima
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Le immagini sono :

Le caponate (le freselle) 

Come si presentano a tavola Gli zucchini alla scapece

Ritratto presunto di Apicio patrizio romano , maestro dell'arte culinaria




 

mercoledì 1 luglio 2026

Buon Mercoledì 1 luglio 2026

 

 

Buon Mercoledì  1 luglio 2026

Sant’Aronne –Santa Ester – San Olivirto --

Quante trepidazioni in questo terzo millennio, prima l’emergenza del Covid 19, poi i conflitti nel Nord Europa (Russia Ucraina), quelli sud Asia Orientale (Israele Palestina e Libano),  e ora  i tanti decessi per il Terremoto in Venezuela, e quelli per il Caldo Torrido asfissiante con tempeste rovinose  

Dopo questa amara riflessione sulla realtà, anche oggi ugualmente, carissimi amici  e amiche  per tener viva la nostra amicizia, posterò una mia curiosità. riguardante una preparazione  di un‘acqua miracolosa, che si effettua, come da tradizione la notte della festività di San Giovanni

Dalle Curiosità storiche di Sasà ‘O Professore

  L'acqua di San Giovanni

La Notte magica, quella fra il 23 e il 24 giugno. è la notte di San Giovanni. Infatti oltre alla preparazione con i malli di noce per fare il liquore digestivo “il Nocillo”, si prepara anche la miracolosa “acqua di San Giovann”, una sorta di “pozione” (lavanda) fatta con i fiori e l'acqua, che pare sarebbe capace con proprietà curative, con benefici alla salute e persino anche fortuna, amore e prosperità

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Per preparare l'acqua di San Giovanni è facilissimo, servono solo un  misto di fiori di erbe selvatiche di fiori e l'acqua, Tale preparato era molto popolare in passato nel mondo contadino e ritenuta una importante fonte 

Si prepara, infatti,  nella notte tra il 23 e il 24 giugno immergendo il misto, di erbe e fiori spontanei di campo. in una bacinella d'acqua lasciata all'aperto  tutta notte all'aperto in modo che venga bagnata dalla rugiada,

Al mattino, quest'acqua intrisa di rugiada viene utilizzata per lavare viso, occhi e corpo.con le mani, portando salute e protezione

.Premesso che è un antico rituale legato al solstizio d'estate.

Questa credenza è molto sentita nelle campagne di Calabria e di Toscana, ma è ormai diffusa anche in tante altre regioni d'Italia. Anche in altre zone d'Europa si celebra San Giovanni - il 24 giugno - con questo rito.

Come si prepara l'acqua di San Giovanni

Preparare l'acqua di San Giovanni è molto facile. Basta raccogliere un mix di fiori e erbe spontanee, che vanno rigorosamente colte il 23 giugno dopo il tramonto, metterle in una brocca o in una ciotola con acqua e lasciare il tutto all'esterno per l'intera notte. In questo modo la rugiada farà la sua “magia”, e bagnerà quest'acqua speciale con la propria  energia                                                         Ricapitolando, come si prepara l'acqua di San Giovanni passo dopo passo:

1   bisogna raccogliere una misticanza di erbe e fiori spontanei;

2   la misticanza va raccolta dopo il tramonto;

3   fiori e erbe vanno messe in un recipiente pieno d'acqua;

4   il recipiente - meglio se di vetro o di rame - va lasciato all'esterno tutta la notte: così facendo erbe e fiori assorbiranno tutta la rugiada del mattino.

Non c'è un'indicazione precisa sulla tipologia di piante e di fiori che andrebbero raccolti. Bisogna farsi guidare dall'istinto e dalla forza della natura. Per stagionalità, però, è facile che vi ritroviate a raccogliere: iperico, malva, rosa, menta, lavanda, artemisia, salvia, rosmarino, papavero, margherita e sambuco

L'acqua di San Giovanni non si conserva. Se avanza, la si regala agli amici, che dovrebbero a loro volta utilizzarla entro la giornata del 24 giugno. È infatti quella l'unica giornata in cui l'acqua di San Giovanni ha poteri magici


 

martedì 30 giugno 2026

Buon Martedì 30 giugno 2026

 

 

Buon Martedì  30 giugno 2026

Sant’Adolfo –San Teobaldo – San Filippo --

Il conflitto Usa-Iran, registra uno stop momentaneo ad attacchi con armi nucleari,   (i Droni). intanto non c’è  accordo coi negoziati, poiché due membri delle Guardie Rivoluzionarie Iraniane sono stati uccisi e altri due feriti in un attacco terroristico armato nella città di confine di Paveh, nell’Iran occidentale.               Oltre al caldo improvviso asfissiante afoso di questi giorni in Italia, riscontriamo anche l’aumento dei prezzi non solo dei prodotti primari, ma anche il costo della villeggiatura, per chi se la può permettere, è aumentato  molto, .costrigendo la durata, solo a qualche settimana.

Ugualmente anche oggi , posterò una mia curiosità, carissimi amici  e amiche  per tener viva la nostra amicizia, di un altro frutto estivo gustosissimo, naturalizzato, dopo la scoperta delle Americhe, in tutto il bacino del Mediterraneo  con una  forma ovoidale, con la buccia spinosa. Dalle Curiosità storiche di Sasà ‘O Professore

'I Fichi d'india ( 'e Ficurinie)

 

Il fico d'India (o ficodindia) nome scientifico (Opuntia ficus-indica è una pianta succulenta della famiglia delle Cactaceae,  cioè i “Cactus” originaria del Messico, ma naturalizzata poi in tutto il bacino del Mediterraneo e nelle zone temperate di America, Africa, Asia e Oceania.

L'Opuntia. ficus- indica che è nativa del Messico e da questo luogo desertico, nell'antichità, si diffuse tra le popolazioni del Centro America che la coltivavano e commerciavano già ai tempi degli Aztechi, presso i quali era considerata pianta sacra con forti valori simbolici

La pianta arrivò nel Vecchio Mondo intorno verosimilmente al 1493, anno del ritorno a Lisbona della spedizione di Cristoforo Colombo.

La prima descrizione dettagliata risale comunque al 1535, ad opera dello spagnolo Gonzalo Fernández de Oviedo y Valdés nella sua Historia general y natural de las Indias. Linneo, nel suo Species Plantarum (1753), descrisse due differenti specie: Cactus opuntia e Cactus. ficus-indica.

Fu Miller, nel 1768, a definire la specie Opuntia ficus-indica, denominazione tuttora ufficialmente accettata.e quindi fico d’india= fico proveniente dalle indie, cioè come pensava Colombo che fossero le indie e non il Messico o l’America ,dove approdò .

Il panorama varietale della coltura è limitato sostanzialmente a tre cultivazioni, che differiscono per la colorazione del frutto: gialla (Sulfarina). la maggiore quantita  che si trova in commercio ; la qualità  bianca  detta (Muscaredda o alla napoletana muscarella)cioè dal sapore dolce un po’ acidula (la più buona);

la qualità rossa  detta (Sanguigna).

La cultivar Sulfarina è la più diffusa per la maggiore capacità produttiva e la buona adattabilità a metodi di coltivazione intensiva, detta per differenziarla dalla moscdella, detta in napoletana (Sapunetta).

n genere vi è comunque la tendenza ad integrare la coltivazione delle tre coltivazioni, in modo da fornire al mercato un prodotto caratterizzato da varietà cromatica.

Esisteva negli anni cinquanta un gioco con i fichi d’india , detto “ Appezzata “. che nel mio blog nel descrivere dei fichi d’india, ne parlerò dettagliatamente.