venerdì 10 luglio 2026

Buon Venerdì 10 Luglio 2026

 Buon Venerdì 10 Luglio 2026                            

 Santa Rufina – Santa Seconda- Sant’Amalia

i Conflitti in essere, dopo una brevissima tregua,, sono ripresi con bombardamenti  sia su postazioni  Usa  medio orientali,  sia  su zone Iraniane. Continuano anche l femminicidi e vari incendi devastanti in vari paesi europei , cone la Spagna. Insomma è un brutto periodo che stiamo vivendo, e per non pensarci più del dovuto, vi posterò, cari miei lettori ed eletttrici, una mia curiosità storica, questa volta, su una macchina che è un'avvincente evoluzione tecnologica per raffreddare liquidi, bevande e pietaanze, che ha trasformato le abitudini alimentari e sociali globali.

Dalle curiosità storiche di Sasà ‘O profussore

Il Frigorifero

Il frigorifero è la macchina, che è il risultato di un'evoluzione tecnologica e divenne noto con Il termine "Frigidaire", che derivva invece da uno dei primi marchi storici a produrli.

Prima del frigorifero esisteva la ghiacciaia che era l'ambiente in cui veniva prodotto e/o immagazzinato il ghiaccio, ed era  quell'armadio con intercapedine isolante rifornito di ghiaccio, che in ambito prevalentemente domestico assolveva, specie durante l’estate, il compito di tenerli sempre freschi o ghiacciati bevande liquide e pietanze, quando  occorreva poi consumarle.

In Campania la materia prima  della ghiacciaia era la neve, che veniva raccolta durante l’inverno copiosamente sul monte Faito o sullependice del Vesuvio e quindi ammassata in grotte sotterranee (‘e Nevere) dove ghiacciava, per poi venderla in estate.

Tale ghiaccio era conservato nelle ghiacciaie e poi immesso in grandi botti foderate di sughero e nella parte inferiore, dove erano alloggiati blocchi di ghiaccio, che dovevano rendere l’acqua o la bibita, fresca o ghiacciata, perché raffreddata dal ghiaccio, proveniente dalla neve ammassata durante le nevicate invernali.

La neve ghiacciata a Napoli era anche utilizzata dall’acquefrescaio, affinché potesse assicurare agli avventori e profferiva alla domanda:

 ” Acquajuò! L’acqua è fresca?“……. Con la risposta.” Manche ‘a neva”

Tale funzione che in seguito avrebbe assunto il frigorifero.

.La storia del frigorifero è un'avvincente evoluzione tecnologica che ha trasformato le abitudini alimentari e sociali globali.

 Dai tentativi pionieristici dell'Ottocento con il brevetto di Jacob Perkinse nel 1835 e la macchina di John Gorrie, si è passati poi ai primi modelli elettrici domestici nel 1913.

In Italia, l'elettrodomestico si è diffuso massicciamente solo durante il boom economico degli anni sessanta

·         In definitiva nel 1834, il pionere del frigorifero fu l'americano Jacob Perkins, che brevettò il primo sistema di refrigerazione a compressione di vapore.

·         Nel 1851,ci fu poi il medico statunitense John Gorrie, che realizzò una macchina per produrre ghiaccio con finalità terapeutiche (per i malati di febbre gialla).

·         Il primo frigorifero, però, dotato di compressore autonomo e locale (simile a quelli moderni) fu realizzato nel 1915 dall'americano Alfred Mellowes.

·         Nel 1918, la General Motors acquistò i diritti dell'invenzione di Mellowes e diede vita nel 1919 al marchio  "Frigidaire", che:. divenne Il brand così celebre e diffuso che in molti paesi, incluso l'italiano e il francese, il nome dell'azienda divenne sinonimo dell'elettrodomestico stesso

Il frigorifero, quindi, ha una storia millenaria che va dalle antiche "ghiacciaie" al primo modello elettrico moderno del 1913, passando per l'invenzione medica del 1851. Questo elettrodomestico ha rivoluzionato il modo in cui conserviamo il cibo, le bevande e le nostre abitudini quotidiane. 

 In definitiva dalle neviere romane alle ghiacciaie per secoli, il metodo principale per conservare i cibi consisteva nel raffreddarli con la neve o con il ghiaccio prelevati in inverno e conservati in apposite cavità sotterranee isolate, chiamate nevère o ghiacciaie. Gli antichi Romani utilizzavano celle chiamate”cisternae frigidariae”.

Più avanti, e fino agli inizi del '900, si diffusero mobili in legno chiamati "ghiacciaie", dove il freddo era generato da blocchi di ghiaccio caricati periodicamente dall'esterno. 

nel 1876 l'ingegnere tedesco Carl von Linde brevettò un sistema a compressione basato su ammoniaca, dando il via alla refrigerazione industriale (utilizzata soprattutto su treni e navi per il trasporto di carne). 

Nel 1916, però, vide la luce il famoso Frigidaire. Inizialmente, questi apparecchi erano considerati un bene di lusso per via dell'elevato costo e dell'ingombro. 

Infine negli anni '30 fu introdotto il Freon come gas refrigerante, che rese gli apparecchi molto più sicuri e meno tossici rispetto all'ammoniaca o all'etere utilizzati in precedenza.

La vera diffusione di massa si ebbe però nel secondo dopoguerra: negli Stati Uniti e, successivamente, a partire dagli anni '50 e '60, anche in Europa e in Italia grazie al boom economico, quando il frigorifero divenne un elettrodomestico accessibile a tutti e un'icona di modernità. 

 

 

 

 

giovedì 9 luglio 2026

Buon GIovedì 9 luglio 2026

 

 

Buon  GIovedì 9 luglio 2026                               

 Santa Veronica  – San  Gregorio – Santa Letizia

Dopo la riunione internazionale di Ankaranon si è riuscito a fermare il conflitto Usa- Iran ne quello israele- Libano, ma ce accordo fra tutti i paesi europei e la Nato per una difeasa comune .  

 

Intanto, ugualmente, vi posterò una mia curiosità storica, questa volta, su un antico mestiere napoletano, che che nella città di Napoli ha sempre dato da vivere a chi lo intraprendeva, data la golosità dei napoletani nel gustare i suoi dolci prodotti

Dalle curiosità storiche di Sasà ‘O profussore

'O Pasticciere

'O Pasticciere, è chiamato anche 'O  Dulciere, colui che fa e confeziona dolci ( torte, babà, biscotti vari, pastiere, sfogliatelle e tante altre leccornie)
Fu ed è un mestiere, che nella città di Napoli ha sempre dato da vivere a chi lo intraprendeva, soprattutto per la golosità innata alle cose dolci di noi Napoletani, tanto che sia per festeggiare un avvenimento o l’anniversario di qualcuno o di qualcosa, non mancano mai una buona quantità di dolci, come la piccola pasticceria (sorta di bignè, dolciumi, minuscoli babà, zuppette) ed una bella torta confezionata per l’occorrenza.

 

 

 


piccola pasticceria tipo napoletana  detta anche " pasticceria mignon"


Fra i più noti Pasticcieri di tutte le epoche sono da ricordare  :
Luigi Caflisch, (originario della Svizzera, ma divenuto poi napoletano a tutti gli effetti) che seppe portare a Napoli la moda francese dei pasticceri di
oltre alpi, che rappresentava un modo nuovo di gustare pietanze sconosciute di una cucina raffinata ormai diffusa in tutta Europa., come ’ o Babbà a rhum, ’a zuppetta e tante altre specialità.

Pintauro  (Napoletano doc, che diventò celebre e lo è tuttora per le sue sfogliate (sorta di pasta dolce a forma di piccolo cartoccio e ripiena di crema, marmellata o cioccolata)  e da considerarsi la vera casa madre, in quanto la elaborò da un'antica ricetta  e la preparò, la prima volta, nel lontano 1785, facendola diventare una dei simboli di Napoli.  Facendo così coniare il detto:


Napule tre cose tene e belle…
“o mare
“o ‘Vesuvio
è" 'e sfugliatelle.

 


La tipica sfogliatella Napoletana, servita in  quasi tutti i bar  di Napoli

.
Oltre , a Pintauro si dà il merito di aver elaborato, al pasticciere, Scaturchio, una ricetta  prelibata della sfogliatella, come noi tutti oggi la conosciamo. 

La pasticceria Scaturchio in attività dal 1905, è collocata in un’unica  sede,  a - Piazza San Domenico Maggiore, nel cuore del centro storico di Napoli, lungo Spaccanapoli, il suo laboratorio  è diventato una tappa fissa per visitatori e amanti della sfogliatella riccia o frolla.

Dopo oltre cent’anni dall’apertura della pasticceria, i prodotti Scaturchio vengono cucinati nello stesso luogo d’origine con la stessa passione di allora, conservando la tradizione, la qualità e la bontà.
Altri laboratori pasticcieri altrettanto noti sono:

Pasticceria Attanasio - Vico Ferrovia, 2, fondato nel 1930 e per la sua eccellente qualità dei prodotti cucinati ha acquistato fama internazionale, arrivando addirittura oltreoceano, come attesta un articolo del New York Times <<It’s not breakfast in Naples unless it’s sweet, so that means lots of sfogliatelle. (…)make the effort to find Attanasio.>>
Infine  un'altra pasticceria storica di Napoli è
quella della Pasticceria Carraturo a  Porta Capuana, 97. che dal 1837, liniziò a specializzarsi in quel tipo di sfogliatella che, poi, la storia avrebbe riconosciuto ufficialmente come “Riccia”.
Era offerta a tutti i “paesani” della provincia, che  passavano abitualmente per la popolosa Piazza di Porta Capuana ad un modico prezzo
per andare al lavoro o  ad entrare in tribunale.
Ancora oggi se si ha voglia di  un pasticcino, a tenere banco è la sfogliatella Riccia di Carraturo-
.
E Sfogliate o meglio come dicono i Napoletani   ”‘e sfugliatelle” sono di tre tipi:  Riccia,  Frolla,  Santa Rosa,


'a sfugliatella classica tipo " Riccia"

'A Riccia è quella che ha forma di conchiglia ed è rivestita di un nastro di pasta sfoglia, è ripiena di un impasto fatto di semolino, ricotta e zucchero, nonché cannella, vaniglia e canditi.

'a sfugliatella  classica tipo " Frolla"

'A Frolla è quella che ha forma tonda e mordida senza alcun nastro di pasta , si presenta con un colore marroncino chiaro e contiene l’identico impasto della sfogliatelle riccia

         'A sfugliatella classica tipo " Santarosa"

La sfogliatella Santa Rosa è l'antenata della classica sfogliatella riccia. Nata nel 1600 nell'omonimo convento di Conca dei Marini, si distingue per la forma a cappuccio di monaco, le dimensioni maggiori e per essere farcita con ricotta, semolino, canditi, crema pasticcera e un'amarena in superficie

Altro dolce squisito è Il biscotto  di Casalnuovo,  noto pure come " 'o quaresimale"



Descrizione: https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhvPOCz4lLZ0dCRVQISB1lh5kRQLzubxKNPiwDPq3ZFfqahr7I5bBAxGiH0rjTdD47v3JFA3NO3qkCg765LMhqmmpKA7vsdw6JZ2GXQfVCXRLGPPLR383gWsPyGMW0GBZDom-KynavU6A8z/s1600/biscottodi+casalnuovo.jpg

Il biscotto  di Casalnuovo,  noto pure come " 'o quaresimale"

(il Quaresimale è un biscotto mandorlato, che si mangiava in tempo di quaresima).

A Napoli ’o Pasticciere un tempo era anche ambulante e vendeva piccoli pezzetti di pasta dolce coperta di zucchero filato al grido di :
“’Nu rà, e duje rane, pezzentaria fresca "
(traduz. = un Grano, due grani ( monete spicciole di quel tempo andato) pezzetti di  dolce di pasta fresca rimasta da non poter utilizzare.


Vassaio di piccola pasticceria assortita del tipo napoletana

Jate chiane, nun facite 'e scustumate!, 
tutte quante hanne piglià !
Si v'abbuffate, ve sentite male! 

e nce vo' , po'  'o merieche.

( per chi non è napoletano - traduzione in italiano)
Andate piano, non fate gli scostumati!

Se vi gonfiate , poi vi sentite male!
e poi avete bisogno di un medico.



Dopo questa abbuffata di dolci : c'è  bisogno  di  un  buon  digestivo
" ' O nucille" ma è questa tutta un'altra storia  che potrete degustare la prossima volta:

 



Sorta di vassaio con babbà , e santarose e tortino al babbà



 

 

mercoledì 8 luglio 2026

Buon Mercoledì 8 luglio 2026

 

 

Buon  Mercoledì 8 luglio 2026                                         Sant’ Adriano – San Procopio – Sant’Eugenio

Oggi  ad Ankara in Turchia, il simposio della Nato abbia successo, soprattutto per la difea dei territori, che la compongono e per evitare altre conseguenza economiche negative.               Intanto, ugualmente, vi posterò una mia curiosità storica, questa volta, su un antico mestiere napoletano, che si può trovare  ed incontrare in qualche festa patronale locale della Campania.

Dalle curiosità storiche di Sasà ‘O profussore

'O Nucellare

‘O Nucellare in italiano è:

il Nociaiuolo. il Nocellaio. ed era il Venditore ambulante di un tempo di sesso femminile, che a tarda sera girava davanti a bettole ed osterie per offrire le “ nocelle “ (le noccioli)

Nella lingua napoletana 'e nucelle erano note come (’e Nucelle ‘e San Giuvanne)

In quella toscaneggiante son dette (Avellane), perché provenienti dalla zona di Palma Campania, di Avella, e di Nola.

’A nucella , quella nostrana è diversa dall’americana, (che è solo una bacca con semi) ed ha il frutto racchiuso in un involucro legnoso detto guscio a forma di calice verde sgargiante, che spesso (sei volte su dieci)  è privo della mandorla, e sono chiamate belle di fuori, ma dentro senz’anima.

Oggi ‘o nucellare va per vicoli e si mette                  (‘o Pendone) agli angoli delle strade con il suo " Vampietto"  


 'O vampietto


 ( carrettino per la vendita di noci , nocelle e varie)


(sorta di carrettino con scansie con scomparti, dove sono messi in bella mostra tutti prodotti crudi o cotti, quali, nocelle (nocciole), ciceri,(ceci) e’ semmiente ( fiore di zucca) ‘’ fave secche e mandorle (‘o spassatiempe), e non più, come una volta, con un  grosso paniere a forma oblunga ed ovale sotto braccio.

Se cotte sotto cenere ‘e nucelle insieme alle noci sono note come “ ‘e ciocele” (quando portate in tavola durante le festività natalizie o pasquali per essere consumate con l’aiuto dello schiaccianoci)

L’invito a comprare ‘e nucelle (nocciole) era:

“Spassateve ‘o tiempe! “
Nucelle ‘nfurnate, cicere, fave e semmiente ‘nfurnate, accattate!
Tengh’ e nuvelle pe’ chi vo’ rusecà?”
“Hanne fattte ‘o cule russe, ‘o cule russe ‘sti nuvelle!
Comme so bone, So’ bone tustate!

le immagini sottostanti sono:

Le nociole nostrane (le Avellane)

‘O Vampietto (sorta di carrettino con noci, nocciole, semi di zucca, fave secche e mandorle (‘o spassatiempe),



martedì 7 luglio 2026

Buon martedì 7 luglio 2026

 

Buon martedì 7 luglio 2026                           

San Benedetto–San Panteno - Sant’Edda

 

 Il 7 e l'8 luglio 2026 si tiene al Complesso Presidenziale Bestepe, nella capitale turca, il vertice dell'Alleanza Atlantica.

Infatti il 7 e l'8 luglio sono i giorni cruciali per capire quale sarà la Nato, che uscirà dal vertice di Ankara

Sperando che si riesca a produrre  soluzioni valide a risolvere i conflitti atttuali e a giungere ad una pace che consente di andare avanti senza trepidazioni .

Anche oggi per tenere viva la nostra amicizia, carissime lettrici e stimati lettori, vi posterò una curiosità storica , mista di mitologia e di attualit.

Dalle curiosità storiche di Sasà ‘O profussore

Le ninfe

Le ninfe sono spiriti della natura, come (acque, boschi, monti), che nell'era cattolica hanno subito  la demolizione spirituale a opera della Chiesa, che le ha relegate a "demoni", anche se diventate solo credenze popolari.

·         In Grecia: Erano divinità minori personificazioni della natura. Non immortali, ma dotate di giovinezza eterna.come erano : Le Naiadi proteggevano le sorgenti, le Driadi gli alberi, le Oreadi le montagne.

·          A Roma: I Romani fusero le ninfe greche con le loro divinità indigene, legate all'acqua e alla terra. Erano considerate entità protettrici dei luoghi (i numina) e venivano onorate con offerte per garantire la fertilità dei campi e la purezza delle fonti.

Con l'affermarsi del Cristianesimo, il culto politeista fu bandito e le ninfe subirono una drastica trasformazione:

·         Per sradicare il paganesimo, la Chiesa cattolica dichiarò che gli antichi dei e le divinità minori della natura non esistevano o erano demoni.

·         Ancche se molti boschi e sorgenti sacri vennero riconsacrati, nonostante la condanna ufficiale, l'anima popolare non ha mai dimenticato queste figure.

·         Le ninfe si sono trasformate nelle fate delle leggende medievali e moderne, o in spiriti acquatici.

·         Spesso le antiche sorgenti abitate dalle ninfe sono state associate a culti di sante e martiri cristiane (come nel caso di numerose Madonne nere o sante protettrici delle acque legate alla guarigione). che sopravvivono nel Folklore

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in Campania, (specie nell'area di Napoli) esistono  tracce locali, molto evidenti.

In quanto Napoli avente una  vicinanza  alle tradizioni greche ha reso la transizione molto evidente. e pertanto  la stessa città di Napoli è legata al mito della Sirena Partenope, una figura a metà strada tra ninfa e divinità marina.

·         Le antiche sorgenti e i fiumi della regione (come il Sebeto) erano protetti da ninfe che col tempo sono confluite nelle credenze popolare, e le ninfe sono state trasformate dalla Chiesa cattolica medievale in demoni, spiriti maligni o, più frequentemente, assimilate alla figura delle streghe. come le janare o nei racconti di fate e spiriti benevoli delle acque. e della casa, come a   “ Bella Mbriana”

·          In sintesi, la figura della ninfa è passata dall'essere una divinità naturale pagana a un demonio nella teologia medievale, per poi sopravvivere nella cultura popolare come spirito della natura o come fata.

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