IL blog di Sasà 'o Professore
Curiosità storiche e mitologiche. Posti e luoghi di Napoli. Mestieri antichi napoeltani. Poesie in Napoletano. Racconti dialogici tra i due alter-ego dell'autore del blog: Sasà (lo scansafatiche, l'es) e il professore (il saggio, il super-io) sullo sfondo di una Napoli con le sue bellezze e contraddizioni.
mercoledì 20 maggio 2026
Buon Giorno Buon Mercoledì 20 Maggio 2026
Buon Giorno Buon Mercoledì 20 Maggio 2026
-– San Bernardino – Santa Lidia – Sant’ Anastasio ---
Non bisogna mai abbattersi, poiché quando pare che tutto è negativo, senza via di uscita. occorre avere tanta pazienza e coraggio, senza perdere mai, quel valore inestimabile, che è la speranza. che non si deve mai perdere..
Dopo questa mia riflessione, suila realtà che stiamo vivendo, vi posterò, come al solito, amiche ed amici una altra interessante curiosità mitologica, che insegna a non essere pessimista, perché si riesce sempre a superare sperando tempi migliori.
Dalle Curiosità mitologiche di Sasà ‘o Prufessore
La fine di Ulisse
Hai mai saputo come morì Ulisse ?
Ti incuriosisce la fine, che fece Ulisse?
Le sue gesta eroiche sono giunte fino a noi, come un mito, non la sua morte, che, fu causa della nascita dell’italica gente.
Iniziamo a dire che la storia, della vita di Ulisse, non finì come la conosciamo, dopo le tantissime avventure vissute durante il suo viaggio di ritorno, (dopo venti anni ritornò finalmente nella sua Itaca).
Infatti ne aveva rascorsi, 10 nell’ assedio e la conquista di Troia, e 10 nel peregrinare per tutto il Mar Tirreno compreso il tempo passato ad oziare presso Circe, che non voleva per nulla al mondo lasciarlo ripartire.
Come per tutti i naviganti la sua morte venne dal mare, incidentalmente per mano di suo figlio “TELEGONO” (Figlio Nato lontano), nato dalla sua unione con Circe.
TELEGONO, spinto dalla madre (Circe) alla ricerca del Padre (Ulisse), sbarcò a Itaca ed ignaro di trovarsi proprio sulla terra del padre incomincio a predare le greggi, che pascolavano quasi sulla costa..
Ulisse venne informato della razzia da un servo, mentre riposava dopo una giornata, ormai dedita solo ai lavori nei campi.
Inferocito, corse verso la riva per proteggere il bestiame e per punire il ladro, scagliandovi contro frecce con il suo arco d’argento.
TELEGONO, per difendersi vibrò a sua volta la sua lancia, che aveva ricevuto dalla madre (Circe), quale dono di Vulcano, la cui punta era fatta col pungiglione di una razza, e uccise il proprio genitore (Ulisse).
Quando TELEGONO riconobbe il padre fu troppo tardi , ma non troppo tardi, perché riconoscesse anche il fratello, TELEMACO.
I 2 fratelli, TELEGONO e TELEMACO, portarono il cadavere di Ulisse a Penelope, che, anche col passare di tutti quegli anni, era ancora giovane e piacente, tanto da far innamorare di Lei perfino il giovane TELEGONO.
I due Fratelli decisero infine di partire per Eea, l’isola incantata di Circe e formarono due coppie, (Telemaco e Circe, Telegono e Penelope) e dall’unione da quest’ultima coppia nacque Italo, il fondatore di Tuscolo, e da cui poi si ebbe la “Italica gente”
Le immagini sottostanti sono:
1) Ulisse e Circe nel Promontorio dek Circeo;
2) La statua marmorea di Circe
3) La statua di marmorea si TELEGONO;
4) La maga Circe nrel suo regno affatato;
5) Telemaco (figlio di Ulisse e Penelope) con Circe
6) la città di Tuscolo ,secondo Ovidio, fondata da Telegono;
7) Il tempio della Fortuna, scoperto al Tuscolano;
la
città di Palestrina attuale nel tuscolano.,
martedì 19 maggio 2026
Buon Giorno Buon Martedì 19 Maggio 2026
Buon Giorno Buon Martedì 19 Maggio 2026
–- San Celestino V – Santa Bernarda – San Calogero ---
Per evitare di pagare il fitto (il dovuto pedaggio), spesso potendolo, quando si ha un lavoro fisso e ben remunerato, ci si sottopone con sacrifici enormi per acquistare una casa, e diventare proprietario, facendo mutui, con enti bancari pagandoli per molti anni con rate mensile, incidendo non poco sul costo della vita nella nostra esistenza, facendo delle rinunce di svago, Quindi possedere una propria abitazione è il desiderio della maggior parte degli italiani che risiedono nel nostro democratico Paese, l’Italia, se non si è costretti ,specie per le nuove generazioni, ad andare in altre nazioni per motivi di lavoro.
Purtroppo questa è la realtà della vita quotidiana, e saperla affrontare necessita tanto coraggio e impegno senza mai abbattersi. Intanto come al solito, dopo la vittoria a Pisa della squadra del Napoli di domenica, per conquistando la partecipazione al torneo europeo “Champion Leguae, vi posto per non pensarci più del dovuto, una mia storica mitologica curiosità
c'insegna che la trasgressione, qualunque essa sia ris provoca sanzioni difficilmente prevedibili e a volte con pene insopportabili.
Dalle Curiosità mitologiche di Sasà ‘o Prufessore
La fine di Atteone
Vuoi conoscere che era e la brutta fine, che fece ATTEONE, il guardone dell’antichità, immortalato nella vasca principale, che raccoglie le acque della cascata artificiale della Reggia di Caserta con la raffigurazione scenica di statue di marmo a grandezza naturale. ?
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Artemide (Diana) era considerata vergine ed eternamente giovane, ed era interessata solo alla caccia, per cui nello scorgere Atteone, che la mirava di nascosto, tutta nuda, andò su tutte le furie, e lo punì trasformandolo in un cervo, che subito fu assalito dalla muta di cinquanta cani, che come cacciatore portava sempre al suo seguito.
I cani,
aizzati dalla Dea e non riconoscendo il loro padrone, s'inferocirono al punto
tale d'azzannare Atteone, divorandolo.
.Questa leggenda mitologica c'insegna che la trasgressione, qualunque essa sia,
comporta rischi tali, che provocano sanzioni difficilmente prevedibili e
a volte con pene insopportabili.
Le immagini sono:.
Il parco della Reggia di Caserta
Artemide (Diana) con Calisto e le sue ninfe dei boschi mentre fa il bagno
Atteone trasformato in cervo. assalito dai suoi cani
lunedì 18 maggio 2026
Buon Giorno Buon Lunedì 18 Maggio 2026
Buon Giorno Buon Lunedì 18 Maggio 2026
-– San Venanzio – San Luciana – San Stanislao ---
La vita spesso non è solo trepidazioni, come in questo periodo causate per conflitti bellici, sia in Europa, tra Russia e Ucraina, che in Asia Minore, tra Israele e Palestina, e tra Usa e Iran, ma pure piena di cambiamentsi del clima improvisi con i suoi temporali insoliti. in questo inizio di primavera.
In contrapposizione esistono, anche, piccoli momenti di gioia, come le vittorie sportive, che, rendono la nostra esistenza anche piacevole, in modo da farci affrontare e superare le sofferenze. che non mancano mai, per vivere un po’ in serenità e in pace, su questo nostro meraviglioso mondo, la terra.
Dopo questa mia constatazione, provata nella realtà che stiamo vivendo, come la vittoria, che la squadra del Napoli contro il Pisa, che permetterà il prossimo anno ai napoletani di partecipare al Torneo europeo “Champion league" e la prestigiosa vittoria dell’ italiano, Simmer Yannìk, al torneo tennistico di Roma, dopo 50 anni, vi posterò, come al solito, amiche ed amici una interessante curiosità mitologica, che riguarda la perversione sessuale, come la Pedofilia e chi fu il primo a subire tale sorpruso.
Dalle Curiosità mitologiche di Sasà ‘o Prufessore
Il mito di Ganimede
Diciamo subito che Ganimede era un giovane eroe troiano, figlio della stirpe reale discendente da Dardano (il Re che fondò Troia).
Ganimede, infatti, era figlio di Troo e di Calliroe, fratello d'Ilo, di Cleopatra, d'Assaraco e nipote di Laomedonte, mentre suo nonno era considerato Erittonio, figlio di Dardano.
Già nella tenera età, fu avviato alla custodia ed al pascolo sulle montagne prospicienti la città di Troia delle sacre mandrie, mestiere già esercitato dal padre, che aveva quest’incarico di fiducia, quale facente parte della famiglia reale.
Adolescente, Ganimede, era già noto per la sua bellezza ed era considerato “ il più bello dei Mortali”, tanto da infiammare d’amore tutti coloro che l’incontravano o lo vedevano per la prima volta.
Non sfuggì alla sua bellezza e al suo fascino il più potente dei Dei olimpici, Il sommo Zeus (Giove), che, invaghitosi follemente, lo fece rapire facendoselo trasportare nel suo talamo, sull’Olimpo.
Giove, per ammirarlo continuamente e per godere delle sue grazie in ogni istante, lo nominò suo personale coppiere, sostituendo il pur bravo Ebe, (precedente coppiera, ritenuta la dea dell’eterna giovinezza), che svolgeva quel compito da sempre, vale a dire da quando gli "Dei olimpici" s’erano insediati, nel sapere mescere l’inebriante ambrosia (il nettare dell’eterna giovinezza).
Il fanciullino, Ganimede fu rapito, mentre si trovava al pascolo sulle pendici del monte Ida di Troiade nei pressi del borgo d’Arpago, (località il cui nome evoca l’idea di rapire).
La tradizione classica greca racconta che il rapimento fu effettuato direttamente dallo stesso Zeus (Giove), che prendendo le sembianze di un’aquila, come spesso accadeva, quando il Padre degli Dei, per soddisfare le sue passioni e voglie amorose, ricorreva a queste trasformazioni. (si ricorda il rapimento di Europa assumendo la forma di un toro o quando si trasformò in cigno per insidiare la bellissima Leda)
Ganimede, fu elevato a rango di Dio e risiedendo sull’Olimpo fu anche il prediletto di Zeus (Giove), oltre ad essere, come detto precedentemente il suo coppiere, fu designato custode ed il portatore del penetrante dardo (il Fulmine).
Zeus (Giove) fu aiutato, durante il rapimento del bel Ganimede, da suo figlio Tantalo, che era famoso per essere colui, che svelò ai mortali molti dei misteri divini, per questo fu punito a rimanere eternamente in bilico sotto un’enorme pietra nel baratro degli Inferi, dove fu relegato.
Anche questo rapimento, per dimostrare la sua magnificenza, Zeus (Giove) ricompensò il padre del fanciullo Ganimede (Troo) con una quadriglia di Cavalli divini ed una piantina di vite d’oro, opera d'Efesto (Vulcano).
Ganimede in astronomia, come tutti gli Dei Olimpici, ha una sua posizione di primo ordine nel firmamento, rappresenta il più importante satellite del pianeta Giove e forse il più grande di tutto il sistema solare. Questo mito sta significando che anche i soprusi sono giustificati da chi esercita il potere utilizzando anche strumenti subdoli.
Le immagini sottostanti sono:
Ganimede rapito da un aquila
Ganimede, coppiere e custode del fulmine di Giove
Il satellite di Giove , Ganimede
domenica 17 maggio 2026
Buon Giorno – Buona Domenica 17 maggio 2026
Buon Giorno – Buona Domenica 17 maggio 2026
--San Pasquale Baylon–Santa Restituta -- San Vittore –
Il Raggiungere delle varie età, quella del 18esimo anno di vita, nota come la maturità, il compleanno dei 50 anni di età, come pure quella dell’anniversario delle proprie nozze, della nascita di un figlio o di un nipote, sono momenti di gioia, che si è solito con festeggiamenti condivisa con i propri cari, parenti e amici affettuosi.
Queste sensazioni, provate nel tempo vissuto, festeggiando queste ricorrenze con tanta gioia.
,Anche oggi, come al solito, vi posterò amiche ed amici una interessante e bella curiosità mitologica, che ci fa capire che con molta tenacia senza abbattersi. A tutto c’è rimedio, e nel leggerla, così impiegate un po’ del vostro tempo e vi auguro, intanto, una buona Domenica da vivere serenamente.
Dalle curisiota mitologiche di Sasà ‘O Professore
Il mito di Proteo
Proteo, era ministro di Poseidone, ed era condiderato il pastore delle greggi marine
Vuoi conoscere chi era Proteo,
come trascorreva le sue giornate e come faceva le sue mitiche trasformazioni
per sottrarsi, poiché era dotato del dono della profezia, a chi lo interrogava
di non rilevargli il futuro?
EccoVi ……..accontentato.
Proteo era un Dio del mare, un profetico
ministro di Nettuno, incaricato di far pascolare i branchi di foche ed
altre greggi marine nei pressi dell’isola di Faro, vicino alla foce del fiume
Nilo.
Era
noto anche come il vecchio del Mare, nato dalle acque il cui nome sembra
una forma arcaica di Protogonos (nato per primo).
La moglie di Proteo fu Psamate, che era figlia di Nereo,
che gli dette due figli, Teoclimeno, che divenne anch’egli alla morte del padre un
indovino e Idonea, conosciuta anche come Eidote, che svela
a Menelao, come costringere il padre a svelargli dove era Elena e ad
indicargli la strada del ritorno.
Proteo, come il suocero Nereo, era dotato del potere di
trasformarsi in qualsiasi specie d’animale e di essere vivente, anche vegetale
e prenderne le loro sembianze, pur di sottrarsi alle domande postegli dai
mortali, che desideravano conoscere la verità ed il loro futuro.
Proteo era capace di creare anche fantasmi, come si diceva che vi
riuscì, quando fece credere a Paride, di recare con se la bella Elena
nel ritorno a Troia, mentre in realtà Elena non era altro che un magico
fantasma, creato dallo stesso vecchio del mare e modellato da Giunone
per punire il troiano per l’affronto fattele nello scegliere Venere,
quale dea della bellezza.
L’originale di Elena, per voler di Mercurio, fu trattenuto
sull’isola di Faro da Proteo, che fu ben lieto di punire in questo modo Paride,
dopo, che aveva riservato agli insoliti amanti una benevole accoglienza.
Il suo ingannevole operare ebbe origine, perché rimase indignato per il
tradimento perpetrato ai danni di Menelao, dopo che venne a coscienza
della tresca tra Elena ed il suo rapitore.
Finita la guerra di Troia, Menelao, saputo della vera sorte della moglie
Elena, si portò nei pressi dell’isola di Faro e grazie all’aiuto di Idonea,
o Eidotea, figlia prediletta di Proteo, che era a conoscenza delle
veloci trasformazioni del padre in vari esseri, gli suggerì di non spaventarsi
ed afferrato una volta il vecchio re del mare, non doveva mollarlo e così
avrebbe saputo dove era custodita Elena ed avrebbe potuto conoscere cosa
fare per ritornare alla sua Sparta.
Il vecchio una volta immobilizzato, parlò e svelò a Menelao le
incombenze da farsi, come quella di sacrificare a Giove e così avrebbe
potuto abbracciare la sua sposa e fare un felice ritorno.
Questa leggenda mitologica ci fa capire che senza scervellarsi più di tanto,
che per venire a capo della verità, bisogna superare ostacoli spesso di difficile
soluzione, ma per risolverli basta ragionare in modo semplice e con
l’esperienza della propria esistenza e con molta tenacia senza abbattersi. A
tutto c’è rimedio.
Le imagf+gini sono:
Il quadro di Potreo
e la digura della moglie del vecchp dio del mare
LE














