domenica 26 aprile 2026

Buon Giorno. Buona Domenica 26 aprile 2026

 

Buon Giorno. Buona Domenica 26 aprile 2026

-– San Marcellino – San Ladislao – San Stanislao ---

 

Il termine “Amicizia” è la disponibilità ad aiutare o confortare gli altri, in caso di bisogno. L’amicizia, quando viene esercitata in modo positivo, fa nascere quel meraviglioso sentimento che è l’amore con la disponibilità a socializzare, senza egoismo o di un interesse prettamente personale, ed essere pronto a rapportarsi verso gli altri con sincerità.

In definitiva la vera amicizia è saper aiutare, assistere chi sconfortato ha perso ogni valore essenziale, ed è la cosa più bella, che ti arricchisce e ti soddisfa nella vita,

Dopo quesra considerazione ed il mio saluto quotidiano, posterò per farvi cosa gradita,miei cari amici lettori, me lo auguro, una mia curiosità storica, della mitologia greca

Dalle curiosità di Sasà ‘O Professore.

La mitica Cynara, traformata in carciofo.

La storia del carciofo è legata ad una antica leggenda dell’antica Grecia, da dove nasce poi un grazioso mito. Il carciofo, infatti, secondo la mitologia è uno dei tanti desideri amorosi avuti da Zeus.(Giove)

Si racconta che ai piedi del monte Olimpo nella boscaglia vivesse una bellissima ninfa di nome Cynara, la quale era bellissima, perchè aveva la particolarità di avere degli occhi bellissimi dalle delicate sfumature verdi e viola.

Giove (Zeus) appena s'accorse di tanta bellezza se ne innamorò ed iniziò a corteggiare la bella ninfa.

Cynara, la meravigliosa ninfa, oltre ad essere di animo buono e dolce era anche molto orgogliosa, e non accettando la corte incessante del Padre degli Dei, rifiutò ogni sua avance.

Giove non si perse d’animo e ritentò svariate volte pur di conquistare il cuore della bella Cynara, che puntualmente però lo respingeva.

Un giorno, infine, Giove si arrabbiò per i continui rifiuti della ninfa e non potendo più tollerare tale situazione decise di punirla trasformandola nell’ortaggio che più le somigliava.

Tale vegetale doveva avere una scorza dura e spinosa, come il carattere e l’atteggiamento dimostrati da Cynara verso il re dell’Olimpo, e al contempo un cuore tenero e dolce, come di fatto era l’animo della bella ninfa.

Il cuore è la parte più buona e tenera del carciofo

Per quanto riguarda i colori, questi sarebbero stati il verde ed il viola come gli occhi di Cynara, dalla quale, alla fine, 

nacque il carciofo.

La mitica Cynara sono i buoni carciofi sardi che più rappresentano il mito di Cynara

Le immagini sottostanti sono:

La mitica Cynara Cynara desiderata da Giove

Il carciofo in fiore, ortaggio sano e dal cuore tenero Il cuore è la parte più buona e tenera del carciofo Campo coltivato con carciofi sardi con spine

 

Dimenticavo gli slogan pubblicitari riferiti al Cynar.che è Il liquore a base di essenza di foglie di carciofo e infuso di tredici erbe e piante, ha un sapore dolce-amaro e un colore ambra...

Lo slogan più famoso e iconico utilizzato per definire il Cynar è:                                                                         "Contro il logorio della vita moderna" beviti un Cynar.

La frase è indissolubilmente legata all'attore Ernesto Calindri, protagonista degli spot televisivi tra il 1966/84

Nello spot pubblicità, Calindri sorseggiava tranquillamente un Cynar, seduto a un tavolino in mezzo al traffico caotico di Piazza San Babila a Milano, simboleggiando la calma contro lo stress.                  Altri slogan: Nel corso degli anni, sono stati utilizzati anche messaggi come "Chi si difende si salva" e "Beve Drink Cynar". 







 

 

 

 

 

sabato 25 aprile 2026

Buon Giorno Buon Sabato 25 aprile 2026

 

Buon Giorno Buon Sabato 25 aprile 2026

– San Marco – Santa Franca di Piacenza -- Sant’Erminio

--- Festa Della Liberazione –

 

Fin quando ho potuto, ho sempre festeggiato, come facevo un tempo, con il mio carissimo Amico e Compagno, Salvatore Napolano, noto come Tori-Tori, quando partivamo dal nostro quartiere periferico, Chiaiano, per raggiungere il Corso Umberto I) per partecipare alla prevista festosa marcia per inneggiare ed esultare l’annuale ricorrenza “del 25 Aprile”.

Anche quest’anno, purtroppo, per i miei malanni, tale festa, dalla mia dimora, ugualmente a mezzo il mio computer, e grazie a “Facebook” onorerò con tutti voi, amiche e amici, la liberta, conquistata 81° anni fa, che sancì l’istaurazione della “Repubblica e la Carta Costituzionale, ispirata ai principi della Democrazia.

Quest’anno il 25 aprile, deve prevalere per tutti, il valore insostituibile, “la pace”, per continuare a vivere serenamente in questo mondo Viva la resistenza, antifascista,

intanto, anche stamane posterò la mia consueta curiosità storica,, ma attuale,

Dalle curiosità di Sasà ‘O Professore

Le nozze

Gli anniversari di matrimonio, chiamati generalmente  "nozze" sono seguiti dal simbolo particolare, che è l’anello, che sta indicare il tempo trascorso, celebrando la durata e la forza dell'unione.

Tradizionalmente, più anni passano e più l’anello diventa prezioso e resistente.

L'anello, che si mette al dito è detto “la Fede Nuziale”, portata solitamente all'anulare sinistro (a causa della "Vena Amoris", che si credeva collegasse direttamente al cuore). 

Durante gli anniversari, o per traguardi intermedi, si usano altri anelli simbolici, che spesso vengono aggiunti sulla stessa mano o portati a destra.               La fede nuziale, insomm, è un simbolo di amore tra una coppia, è una dimostrazione del loro impegno e un promemoria dei voti reciproci e rende qualcosa, che si ama per tutta la vita e che sia unico .

L'anello nuziale viene comunemente chiamato "vera" principalmente per due ragioni, una di carattere etimologico-storico e l'altra di carattere simbolico.         Il termine vera ha origine latina ("Vera" come braccialetto o anello) e deriva dal tardo latino, di origine gallica, viriae o viria (citato anche da Plinio), che indicava originariamente braccialetti o anelli.

 Principali anniversari (le nozze) nel Tempo sono rappresentati e  Anelli Corrispondenti

Nel 1 anno – sono definiti Nozze di Carta: Rappresentano la fragilità dei primi tempi, un "foglio bianco" su cui scrivere la storia. Dopo 5 anni - sono definiti Nozze di Legno: Simboleggiano un legame che ha iniziato a radicarsi.

Dopo 10 anni - sono definiti Nozze di Stagno o Alluminio: Indicano un rapporto resistente ma ancora flessibile. Si usa regalare anelli con diamanti. Dopo 15 anni - sono definiti Nozze di Cristallo: Rappresentano un amore limpido e puro. Dopo 20 anni - sono definiti Nozze di Porcellana: Simboleggiano la bellezza e la rarità dell'unione raggiunta. Dopo 25 anni - sono definiti Nozze d'Argento: Un primo grande traguardo. Spesso si scambiano nuove fedi in argento o anelli con pietre. Dopo 30 anni - sono definiti Nozze di Perla: Rappresentano la saggezza maturata. Dopo 40 anni - sono definiti Nozze di Rubino: Simboleggiano un amore solido e passionale. Dopo 50 anni - sono definiti Nozze d'Oro: Il traguardo più famoso. Si festeggia con l'oro e spesso si rinnovano le promesse con nuove fedi.          Dopo 60 anni - sono definiti Nozze di Diamante: Simbolo di un amore indistruttibile e prezioso e diventa prezioso e resistente. 

Principali Nozze nel Tempo e Anelli Corrispondenti

 

 Lista completa degli anelli nuziali:

Anelli per anniversari
A partire dal 10° anno, i gioielli solitamente includono diamanti, mentre per i 25 anni è l'argento il metallo simbolo, e per i 50 anni l'oro.  Anelli speciali con pietre preziose tipo Rubini (40°), Smeraldi (55°), Diamanti (60°). È sempre più comune scegliere anelli "a fascia" che celebrano il traguardo raggiunto. 

Oltre alla fede nuziale, gli anelli si indossano su diverse dita, spesso con significati simbolici o tradizionali legati alla mano destra o sinistra.


 

 

 

 

venerdì 24 aprile 2026

Buon Giorno Buon Venerdì 24 aprile 2026

 

Buon Giorno Buon Venerdì 24 aprile 2026

--- San Fedele – San Antimo – San Vittore ---

 

in questi giorni, si ricorda la morte di papa Francesco, ritenuto un uomo buono, un amante della verità, ma soprattutto emblema e bandiera della Pace, della solidarietà verso i meno abbienti, come gli emigranti confortandoli con la speranza. in un futuro migliore..

.Nel trasmettervi questo mio ricordo, di in personaggio del recentissimo passato, che serve anche nel saper rispettare gli esseri umanu, ma soprattutto l’ambiente, che ci circonda. Con il mio consueto saluto giornaliero, carissime amiche e amici. stamane, costatando che la campagna, che ammiro dal mio balcone, è  rinata con l’inizio della bellissima stagione, la Primavera, che è sintomo della rinascita della fioritura delle piante, e si spera anche il ritorno della normalità per vivere la  nostra esistenza in serenità e gioia, senza le trepidazioni, provocate dalle notizie dei tanti conflitt,  su questo nostro meraviglioso mondo, che fa parte dell’universo assoluto.

Oggi vi posterò una delle mie tante curiosità storiche, che riguarderà la storia della mia bellla Napoli, come i tanti Re Carlo. che regnarono, prima dell‘ Unità dal Nord al Sud  del Territorio Italiano

 

 Dalle curiosità storiche di Sasà ‘O Professore

 

I vari Re Carlo, noti con il numero di Napoli

 

Come Re di Napoli, i Re con il nome “Carlo” nel tempo dal 1266 al 1759, ne furono tanti, se ne annoverano circa 8 (otto) e chi furono:.

CARLO I° f’Angiò fu il primo, che è riportato e trascritto nella storia del Regno di Napoli, poiché fu il primo Re del regno della città Partenopea, Napoli, e la fece diventare un "Regno autonomo e indipendente".

Re Carlo - fu "Re Carlo I° d'Angio" (nacque a Parigi nel marzo 1226- e morì a Foggia, il 7 gennaio 1285), settimo figlio del Re di Francia, Luigi VIII° (detto il leone) e di Bianca di Castiglia, la quale divenne alla sua morte santa e venerata in Francia. Fu re di Napoli e di Sicilia (dal 1266 .- 1285), Discendendo dai Capetingi, potette fregiarsi del titolo di Conte D’Angiò, conferitogli dal fratello, “il Re Luigi IX° di Francia” ( /San Luigi).

Conquistò il Regno di Napoli sconfiggendo “Il Re Manfredi di Svevia” nella battaglia di Benevento ed a Tagliacozzo “Corradino di Svevia”.

Durante il suo regno accaddero in Sicilia i famosi “Vespri Siciliani” e per questo motivo, trasferì la capitale del suo regno, a Napoli, e fece costruire la sua reggia, come una fortezza inespugnabile, il noto “Maschio Angioino”, che è divenuto uno dei monumenti più rappresentativi di Napoli.

Il Secondo Re Carlo - Fu “Re Carlo II° d'Angiò” , figlio di Carlo I° d'Angio, noto come "lo Zoppo", e nacque a Napoli nel 1254 e morì il 5 maggio 1309. Fu Re di Napoli dal 1285 fino alla morte avvenuta il 1309. Oltre ad essere sovrano di Napoli, Carlo II°, fu Principe di Salerno dal 1266, poi Conte d'Angiò e del Maine, Conte di Provenza e di Forcalquier, Principe di Taranto, Re d'Albania, Principe d'Acaia e Re titolare di Gerusalemme.

3° Re Carlo - Fu Re Carlo roberto III° d'Angiò Durazzo. Era figlio di Carlo Martello d'Angiò e Clemenza d'Asburgo, figlia dell'imperatore Rodolfo I°, e quindi nipote in linea diretta di Carlo II° di Napoli.-, e cugino di Giovanna I° d'Angiò . Carlo Roberto d'Angiò, detto anche Carlo I° d'Ungheria, Carloberto e Carlo I° Roberto (Napoli, tra 1288 o 1291 – Visegrád, 16 luglio 1342), fu Re d'Ungheria dal 1308 alla morte. Dopo la sua morte gli succederanno entrambi i figli sul trono di Napoli, prima Ladislao e poi Giovanna, entrambi però moriranno senza figli legittimi, determinando in questo modo la fine del dominio angioino sul Regno di Napoli.

4° Re Carlo - Fu Re Carlo IV° Valois – d’Angiò

(meglio noto, come Carlo VIII° Re di Francia), e divenne Re di Napoli per soli 5 mesi, dopo aver sconfitto il Re aragonese Ferrandino, che dopo un po’ si riprese di nuovo il Regno)

Fu Re di Napoli dal 22 febbraio 1495 al 7 luglio 1495.

Era famoso perché é' ricordato nella storia, per questo particolare episodio..

Nel 1494 Carlo VIII° di Francia si dirige verso il Regno di Napoli, di cui si ritiene legittimo erede e mentre viene accolto favorevolmente a Milano da Ludovico il Moro, incontra delle resistenze a Firenze, tornata repubblica alla morte di Lorenzo il° Magnifico. (Pier Capponi, ambasciatore fiorentino, minacciato da Carlo VIII°, che se non fossero state esaudite le sue richieste, avrebbe ordinato alle trombe di suonare l`attacco. La replica del fiorentino a Carlo VIII° fu: (" Voi sonerete le vostre trombe, noi soneremo le nostre campane!").

5° Re Carlo - fu "Re Carlo V° Asburgo di Spagna. (figlio della Regina Giovanna III° di Castiglia - detta la pazza e di Filippo I° d'Asburgo (detto Il bello)

nel 1519 fu imperatore del Sacro Romano Impero, come Carlo V° e divenne come Carlo I° re di Spagna)

Grazie a svariate eredità riunì sotto il suo dominio estesi territori nell'Europa occidentale, centrale e meridionale e delle Colonie spagnole nelle Americhe e in Asia. Padrone di un impero talmente vasto ed esteso, che si estendeva su quasi quattro milioni di chilometri quadrati, e gli viene tradizionalmente attribuita l'affermazione secondo cui: “sul suo regno non tramontasse mai il sole”.

6° Re Carlo , fu Re Carlo VI° d'Asburgo

(Vienna, 1º ottobre 1685 – Vienna, 20 ottobre 1740) è stato imperatore del Sacro Romano Impero e Re di Napoli come Carlo VI, Re di Sicilia, Re di Sardegna, Re d'Ungheria, Re di Boemia, Duca di Milano, Duca di Parma e Piacenza, Re di Spagna e Conte di Barcellona come Carlo III e Duca di Teschen .

(Carlo VI° Asburgo d’Austria ( figlio di Leopoldo I d’austria e fu re di Spagna come Carlo III e quando divenne anche imperatore del sacro romano impero come Carlo VI, rinunciò al titolo di re Carlo III di Spagna).

7° Re Carlo - fu Re Carlo VII° Asburgo – Borbone di Spagna ( quando lasciò Napoli e divenne Carlo III re di Spagna e così fu ricordato sempre pure a Napoli, anche se in realtà fu incoronato dal papa Clemente XII°, re di Napoli come Carlo VII°, perchè nel computo non si tenne conto del Re francese " Carlo VIII° di Valois" che nun durò neppure un anno come Re di Napoli..

Regno Napoli dal 15 maggio 1734 al 10 agosto 1759.

Re Carlo VII° di Borbone, ricordato a Napoli come Carlo III°, fu un mecenate dell’arte, amato ed idolatrato dal suo popolo, soprattutto per la costruzione delle grandi opere, che lasciò, come. Il teatro San Carlo, il Palazzo reale di Caserta e quello di Capodimonte, e opere monumentali come: i Ponti della Valle dell’acquedotto di Maddaloni, l’Albergo dei Poveri.

 

le immagini sottostanti sono:

Re Carlo I° d’Angiò,

Il maschio Angioino , fortezza voluta da carlo I° d’Angiò

RE Carlo II° d’Angiò (detto lozoppo)

Chiesa di san Pietro a Maiella (voluta da Carlo II° d'Angiò)

Re Carlo III° D’angiò –Durazzo

Re Carlo IV° di Napoli, di Valois (Re Carlo VIII° di Francia)

Re Carlo IV d’Asburgo e Re di spagna

RE Carlo V° d’Asburgo e di Spagna, VI 

d'Asburgo, fu tra Le 4 la ultime statue di palazzo reale di Napoli Re carlo VI° d’Asburgo, di Spagna e di Napoli Re Carlo III° d’Asburgo Borbone di spagna , VII°di Napoli.