martedì 10 marzo 2026

Buon giorno – Buon Martedì 10 Marzo 2026

 

Buon giorno – Buon Martedì 10 Marzo 2026

--- San Macario -- San Simplicio – San Vittore ---

 

Perdurando il conflitto tra  (l’IRAN – USA – ISRAELE), non si può stare un po’ tranquilli anche perché  sta aumentando il prezzo del petrolo e quindi della benzina , del gas, producendo aumento di tutti  i prodotti alimentari per alimentarci e andare avanti. specie per meno abbienti.

 Ugualmente oggi dopo aversi augurato il buon giorno ,come promrsso continuo a postarvi la continuazione delle mie curiosità storiche riguardante la Storia di CASA Savoia - Umberto II° (seconda parte) -

 

La vita adolescenziale di "Umberto II" di Savoia

 

Continuando a parlare della vita adolescenziale di "Umberto II" ebbi a dire al caro amico Tore Castagna:

“Fu un giovanotto ubbidiente e rispettoso, cresciuto sotto l’egida educazione di tipo militare, prevista per tutti gli eredi di casa Savoia, che dovevano diventare Re. Non frequentò nessuna scuola pubblica ed ebbe vari precettori, che riuscirono a forgiarlo con un carattere dominato dall’ossequio all’autorità ed alla gerarchia, sapendo fortemente sfoggiare un rigido autocontrollo.

Il principale precettore di Umberto II°, fu l’ammiraglio Bonaldi Attilio, che lo istruì con una educazione militare molto severa, tanto che  appena divenne maggiorenne preferì discostarsi dai suoi insegnamenti e dal suo metodo austero educativo, che riteneva mal formativo e punitivo. Tale disappunto fu manifestato dal principe Umberto II°, quando rifiutò di partecipare alle esequie dello stesso.

Intanto, anche se avesse voluto diventare un uomo di scienza ed un buon giurista, il suo destino era tracciato, doveva diventare come tutti i Savoia, un Re Soldato, e perciò fu avviato alla carriera militare e, ad appena ventunenne, fu nominato nel 1925 Generale di esercito. .Trascorse generalmente la propria gioventù spensieratamente a Torino nel grandioso Palazzo reale e preferiva passare le sue giornate, quando non aveva impegni di rappresentanza istituzionali, in caserma come un qualsiasi ufficiale vivendo con i suoi commilitoni, poiché rifiutava l’ambiente di corte, che riteneva troppo freddo e formale.  .

Politicamente era considerato un Liberal-Conservatore e contrariamente ai suoi parenti (tutta la dinastia Savoia) era un credente osservante della religione cattolica.

“Scusate Professor Sasà!” M’interruppe il buon Castagna: “Re Umberto II° era uno, che non teneva grilli per la testa, ere ‘nu brave giuvinotte, ossequioso del padre e della madre, è overe?  Come mai era in contrasto con Benito Mussolini? E’ vero che non correva buon sangue tra i due?  Ho letto da qualche parte che Mussolini non nutriva particolari simpatie verso di Lui, perciò relegò il Principe di Piemonte, Umberto di Savoia, ad avere una funzione del tutto marginale al potere decisionale del governo e del Regno”.

Mio caro,Castagna, le tue domande meritano un'esauriente risposta, anche, se gli interrogativi, che hai posto sono molteplici e poi pensando alla situazione politica dell’epoca e poi alle vicende personali e private,  specificatamente del Principe Umberto, occorrono spiegazioni plausibili.” Ripresi a dire: “Comunque andiamo con ordine, devi sapere che nessuno, anche se appartenente alla famiglia reale, poteva contraddire il Duce (Benito Mussolini), tanto che fu usata un’ azione di demonizzazione  per annientare la ingombrante figura dell’erede al trono, facendolo passare come presunto omosessuale  (come si evince da un dossier fatto predisporre, fin dagli anni venti dall’OVRA, sul conto di Umberto di Savoia, che era vigilato e controllato in  ogni  sua azione, nel quale si ingigantivano calunnie e voci strane e nello stesso tempo contraddicendosi l’une con le altre). Rapporti che parlavano d’innumerevoli avventure con donne di tutti i ceti sociali, oppure dell’impossibilità fisica da parte del giovane, Umberto di Savoia di poter procreare e pertanto si concedeva spesso e volentieri ad avere tresche con giovani camerieri antifascisti e soldati).

A questo punto l’amico Castagna m'interruppe con questi interrogativi: “Come la prese, professor Sasà, il principe Umberto a queste dicerie? Si turbava o tirava avanti senza curarsene troppo?Tali insinuazioni diffamatorie, redatte ufficiosamente dai

  Servizi segreti del regime fascista, furono utilizzate da Mussolini, quando proclamò la repubblica di Salò, per fare propaganda contro il Regno del sud e del suo legittimo sovrano, mentre da certa cronaca rosa furono rintuzzate ed enfatizzate (specie nel secondo dopoguerra) con le voci popolari, dell’amicizia, che il principe aveva con la cantante Milly. (alias Carla Emilia Mignone”

Fui, così, costretto, a procedere nel raccontare,  a parlare di Maria Josè, la futura sposa di Umberto II° di Savoia  e risposi

Mio caro Castagna, Umberto era un bellissimo uomo, era alto, ben formato, (tutto l’opposto del padre Vittorio Emanuele III°, (come suol dirsi, aveva pigliate d ‘ ‘a mamma, ‘a Riggina Elena di Montenegro, ch’era ‘na piezza ‘e stannaccona) pareva un modello, un figurino e aveva un portamento veramente regale da fare invidia; piaceva alle donne ed era ammirato dagli uomini.

Il Re, il padre Vittorio Emanuele III°, per fugare ogni pettegolezzo decise di dargli una moglie, e la scelta cadde su Maria Josè, principessa del Belgio, ed  Umberto, non opponendosi, convolò a giuste nozze con lei in forma magna nella cappella palatina del Quirinale l’8 gennaio del 1930).

“Fu un matrimonio felice, o un’accoppiata sbagliata? “Mi domandò a quel punto, il buon Castagna.

Spiegatemi bene! professò Sasà: “ Fu un matrimonio d’amore o un matrimonio combinato e voluto per ragioni di stato?”

 “Lo vuoi proprio sapere e va bene gli risposi:

“te lo dico, così acquieti la tua sete di tanta curiosità morbosa.  Innanzi tutto devi sapere che per la legge Salica, che è un complesso di norme consuetudinarie sulla primogenitura maschile dei nobili, che esclude la successione femminile, e pertanto conformemente pure alle norme previste dalle Regie Patenti di Casa Savoia, il matrimonio dei principi ereditari sabaudi deve avvenire con una propria pari, perché lo impone la famosa legge della successione ereditaria detta Omogamica, perciò gli sposi devono essere entrambi membri di case sovrane.”

I due risedettero nel palazzo Reale di Torino ed apparivano solitamente in pubblico come una coppia felice, ma nella realtà erano distanti tra loro, sia per fondamentali differenze caratteriali, che per formazioni educative  diverse ricevute  dai propri genitori. Umberto era di carattere riservato ed introverso, religioso, amava il rispetto dell’etichetta, era ubbidiente e rispettoso dell’autorità paterna; Maria Josè al contrario, era molto espansiva, non formale, era una accanita fumatrice e bevitrice e non accettava il sottostare alle regole imposte dal suo rango reale, richiesto dalla locale nobiltà.

Si vedevano insieme solitamente negli impegni, di carattere prettamente dinastici o politici nei quali erano richiesti il loro intervento, altrimenti vivevano la quotidianità seguendo ognuno la propria inclinazione, l’uno trascorrendo la mattinata e buona parte del pomeriggio da ufficiale dell’esercito in caserma, e l’altra seguendo corsi per la formazione di crocerossina od impegnandosi in attività caritatevoli.

Nel Palazzo reale torinese la coppia non si trovò a proprio agio e considerando quell'ambiente ipocrita ed ostile, a causa anche dei maldicevoli pettegolezzi sul comportamento di Umberto. Il re, Vittorio Emanuele III, decise così di trasferire il principe ereditario e la sua sposa a Napoli, città molto leale alla monarchia e per tale motivo riteneva una permanenza ideale per far trascorre gli anni per un migliore affiatamento ai futuri reali d’Italia.

Le immaggini sottostanti sono:

Umberto II° di Savoia

La cantante MillY (alias Carla Emilia MIgnone

Maria Josè del Belgio

Matrimonio di Umberto II° Maria Josè del Belgio

 


  Questa è' la seconda parte della narrazione  della storia di Umberto II di Savoia, quanto prima ci sarà il continuo.
Sarebbe stato troppo pesante leggerlo tutto, intanto è gradito un commento se è ritenuto interessante-

 





 

lunedì 9 marzo 2026

Buon giorno – Buon Lunedì 9 Marzo 2026

 

 





Buon giorno – Buon Lunedì 9 Marzo 2026

--- San Domenico Savio -- San Brunone – San Vitale ---

 

Dopo i festeggiamenti della ricorrenza della “festa della donna”, non se né po’ più, a sentire, per televisione, le informazioni dei vari conflitti, e la maggior parte degli ascoltatori non sa spiegarsi perché ai principali governati del  mondo desiderano far le guerre, che sono il prologo della Terza Guerra Mondiale, con la distruzione di tutti gli esssri viventi  di questo meraviglioso pianeta. La terra.

Intanto come promesso, anche oggi posterò la narrazione storica del dopo immaginario mio Processo di Piazza del Plebiscito,  dopo aver dettagliata la vita di Vittorio Emanuele III°. con l’ultimo Re di Casa Savoia.Umberto II°- definito Il Re di Maggio.

Re Umberto II° (prima parte)
Appena m'intravide seduto nello stesso bar a Piazza Municipio, il mioBuon ex collega Castagna, mi salutò caldamente affermando: ”Buon giorno, Professore Sasà, ieri, quando ci siamo lasciati, mi congedaste dicendomi che avreste continuato a raccontarmi la storia sui Savoia un altro giorno, perché la narrazione era lunga ed occorrevano molte ore, e, poiché s’era fatto tardi,  ci salutammo.” Continuò, poi Invitandomi: “Ora, però, che ci siamo rivisti, perché non mi compiaceste riprendendo da dove abbiamo lasciato e parlarmi dell’ultimo vero Re d’ItaliaSono ansioso di ascoltare, nessuno ne vuol più parlare, è una cosa chiusa, finita, così si va dicendo!

“Fu la mia risposta di saluto all’esortazione fattomi dal mio interlocutore.

Ripresi a dire: “ Vuoi conoscere chi è stato ufficialmente l’ultimo Re d’Italia, o meglio quello che fu definito il Re di maggio!”. Gli risposi: “Va bene, te lo dico immantinente:

“ L’ultimo Re d’Italia è stato Umberto II* di Savoia, la sua storia fin dalla nascita è stata una sorta di compromesso, molti volevano decidere di lui (il padre, il Re Vittorio Emanuele III, la madre, la regina Elena di Montenegro, perfino la nonna, la regina Madre Margherita di Savoia) ”

“Professò, raccontate, non vi fermate, mi stuzzica molto sapere certe cose, non immaginavo che la vita di "Umberto II" mi potesse interessare. Cosa gli capitò, la madre, la regina Elena, dove lo partorì?” Ripresi a dire: “Mio carissimo Castagna, anche se la nascita di "Umberto II", non era la primogenitura della coppia reale, era lo stesso attesissima, perchè, la regina Elena, la madre, infatti aveva dato alla luce già due figlie (Iolanda (1901), Mafalda (1902) e dopo di Lui , generò Giovanna (1907) e Maria Francesca (1914) . Umberto, l’erede maschio, il delfino, nacque esattamente il 15 settembre 1904.

La gioia fu tale, che il padre Vittorio Emanuele III°, telegrafò nottetempo, che era nato Umberto II° di Savoia, alla Madre, (la regina Margherita), che, entusiasta per la notizia e felice del nome imposto al Piccolo in ricordo dal marito Umberto I°, gli consigliò di nominarlo, principe non di Roma, come avrebbe voluto Lui, ma di Piemonte, per non fare apparire il tradizionale titolo nobiliare, che spettava all’erede al trono, un affronto al Vaticano, dato i non buoni rapporti intrattenuti con sua Santità il Papa, (che aveva scomunicato i regnanti di Casa Savoia dopo i fatti della Breccia di Porta Pia (1870). Si procedette così a nominarlo con Decreto Reale, Principe di Piemonte, giustificando che la nascita del principe ereditario era avvenuta In Piemonte nel castello di Racconigi.

Era stato imposto anche a Lui,come a Vittorio Emanuele III*, quando nacque a Napoli (1869), e fu nominato erede al trono d’Italia, il titolo di Principe di Napoli e per ricordare l’evento gli fu intitolata una galleria a Napoli, (la famosa Galleria Principe di Napoli)

 

 Il buon Castagna osservò: “ Quella che si trova al museo, forse per distinguerla dalla più grande quella di fronte al teatro San Carlo, la Galleria Umberto I°.(quella fu dedicata al padre)

Esattamente ripresi: “ Furono intestati anche ad Umberto II°, come Principe di Piemonte, vari uffici pubblici  in tante città, come pure a Napoli, esiste, infatti, l’ospedale Principe di Piemonte, attualmente rinominato e noto  come ospedale Monadi. Le immagini sottostanti sono:

Umberto II* di Savoia, il Re di Maggio

Galleria Principe di Napoli, ingresso su via Museo

Galleria Principe di Napoli  - Interno

Ospedale Principe di Piemonte ora noto come Ospedale Monalfi.

domenica 8 marzo 2026

Buon giorno – Buona Domenica 8 Marzo 2025

 

Buon giorno – Buona Domenica 8 Marzo 2025

San Faustino – Sant’Apollonio – San Ponzio

--- Festa della Donna

Stamane, innanzitutto, desidero fare gli auguri a tutte le donne, asserendo che: “ ia donna è il dono, o meglio, il più bel regalo, che l’uomo riceve dalla vita “.

Insomma la donna è tutto per l’uomo, ma soprattutto è la compagna, che con te crea una famiglia, ti da la gioia dei figli e indirettamente quella dei nipoti, e ti fa compagnia nei momenti belli o brutti, assistendoti. Lasciatamelo dire: “ Viva la Donna “

 

Continuo, come da qualche giorno, a postarvi (La Quarta Parte del  8^ puntata del periodo del “Dopo il Processo di piazza del Plebescito

 

 (Il caro amico Castagna, dopo aver ascoltato il mio riferimento della terza parte della 7^puntata del fantastico Processo, riguardante i Savoia)

(Premesso che Mussolini, Dopo la liberazione dal Gran Sasso,  fonda la RSI, su imposizione tedesca, col tentativo di ritorno al Fascismo "Repubblicano" e "Socialista". Con la caduta  della RSI situata nel Nord, Mussolini cercò di fuggire in Svizzera travestito da soldato tedesco, ma fu riconosciuto e catturato a Dongo il 27 aprile 1945 e poi fucilato il 28) 

 Nel giugno del 1944 Vittorio Emanuele III° , screditato per l’appoggio fornito alla dittatura fascista, appena, dopo la liberazione di Roma, fu costretto dai partiti antifascisti a nominare il figlio, Umberto II° di Savoia, “Luogotenente generale del Regno”, nomina caldeggiata dall’Ex Presidente della Camera “ Enrico De Nicola “ per evitare l’immediata abdicazione e la fine della monarchia.

Umberto II° di Savoia, dopo la nomina, firmò il decreto legislativo luogotenenziale 151/1944, che stabiliva che «dopo la liberazione del territorio nazionale, le forme istituzionali» sarebbero state scelte dal popolo italiano, che a tal fine» avrebbe eletto «a suffragio universale, diretto e segreto, un'Assemblea Costituente per deliberare la nuova “Costituzione dello Stato”, dando per la prima volta il voto alle donne.

Intanto l’offensiva Alleata e l’insurrezione generale del paese,(iniziata da Napoli con le 4 giornate, dove il grande eroismo dei napoletani, compreso i suoi scugnizzi, scacciò l’orda nazista liberando la città) il 25 Aprile del 1945, guidata dal Comitato Nazionale di Liberazione sconfissero l’esercito germanico costringendolo alla resa, dichiarando la fine della guerra.

A Caserta il 28 aprile del 1945, in un salone di quel palazzo, che era stata la Reggia dei Borbone, il Capo di S.M. William Morgan de Rimeer con i vice Lemnitzer, americano, e Airey, britannico, e locali rappresentanti della Marina (Parker) e dell'Aeronautica (Cabel) ricevette alle ore 18:00 Schweinitz e Wenner, ai quali chiese di presentare le credenziali: il primo disse che la sua delega era condizionata al modo di intendere la resa da parte di Vietinghoff, mentre il secondo, privo di limitazioni da parte di Wolff, aggiunse che aveva anche la delega di Graziani.

La Luogotenenza durò fino al 9 maggio 1946, quando in vista delle elezioni il re, Vittorio Emanuele III°, fu indotto dai suoi consiglieri all' abdicazione e Umberto II° di Savoia fu proclamato “Re d’Italia” e tenne il trono meno di un mese, poiché il Referendum del 2 giugno 1946, a maggioranza sancì la vittoria “Della Forma Repubblicana dello Stato Italiano” e la sconfitta della Monarchia ponendo fine al Regno d’Italia.

Dopo l’abdicazione che fine fece Vittorio Emanuele III°, professore?” mi invocò di precisargli il buon Castagna. Gli risposi : “non fece una bella fine, dopo la svolta di Salerno si rintanò a Napoli sulla collina di Posillipo nella villa Rosebery e la mattina era solito mettersi sugli scogli antistante la villa a pescare, subendo lo sfotto dei pescatori napoletani, che lo sbeffeggiavano dicendogli, Vittò’ finarmente t’‘a si luvata chella curona ‘e merda ‘a capa!” Traduzione(Vittorio, finalmente te la sei tolta quella corona di cacca dalla testa!)

Dopo l’esito del Referendum nel “ giugno 1946” esiliò definitivamente ad Alessandria d’Egitto, ospite del re Faruk (regnante a quell’epoca del territorio egiziano). dove morì il 28 dicembre 1947 con il titolo di Conte di Pollenzo, esattamente 4 giorni prima dell’entrata in vigore della Costituzione Repubblicana, che avvenne il 1° gennaio 1948

Scusate l’impertinenza, Professore Sasà, perché Re Vittorio assunse il titolo di Conte di Pollenzo? ” Mi domandò il buon Castagna.

La risposta fu immediata per soddisfare la sua curiosità e gli spiegai :

il titolo di Conte di Pollenzo faceva riferimento ad un Feudo, acquistato da casa Savoia nel ‘700 ,nei pressi di “Bra” nel Piemonte, dove Carlo Alberto vi aveva fatto costruire uno splendido castello ed in esso Vittorio Emanuele III, era solito soggiornare, quando era re, e vi custodiva la sua celebre raccolta numismatica. Del resto c'era stato già un precedente dello stesso bisnonno, Carlo Alberto, che, quando abdicò dopo la battaglia di Novara a favore del figlio Vittorio Emanuele II°, assunse il nome di Conte di Sarre, anch'essa una residenza reale”

 

Le immagini sottostanti sono:

Re vittorio Emanuele III° di Savoia; Umberto II° di Savoia, (prima Luogotenenete da 13/10/43 a 9/5/46 E Re dal 9/5/46 al 2/6/1946)

Villa Roseberry sulla collina di Posillipo di Napoli; Il salone della reggia di Caserta, dove fu firmata la pace il 28/4/1945.