IL blog di Sasà 'o Professore
Curiosità storiche e mitologiche. Posti e luoghi di Napoli. Mestieri antichi napoeltani. Poesie in Napoletano. Racconti dialogici tra i due alter-ego dell'autore del blog: Sasà (lo scansafatiche, l'es) e il professore (il saggio, il super-io) sullo sfondo di una Napoli con le sue bellezze e contraddizioni.
giovedì 12 marzo 2026
Buon giorno Buon Giovedì 12 marzo 2026
mercoledì 11 marzo 2026
Buon giorno Buon Mercoledì 11 marzo 2026
Buon giorno Buon Mercoledì 11 marzo 2026
--- San Costantino–San Sifronio--San Piromano ---
Ugualmente oggi dopo aversi augurato il buon giorno, ,come promesso continuo a postarvi la continuazione delle mie curiosità storiche, riguardante la Storia di Casa Savoia - Umberto II° (Terza parte) -
il Periodo Napoletano
“Professò, nun ve fermate cchiù, ve ne prego!” il buon Castagna, m’implorò di continuare, perché era tutto intento a conoscere le dettagliate vicende, che portarono il principe Umberto II° a diventare il futuro Re d’Italia. Risposi con lo stesso tono: “ Va bene, riprendiamo, allora,stavamo dicendo la giovane coppia reale dei principi di Piemonte, Umberto e Maria Josè si trasferirono a Napoli con il consenso favorevole del Re, Vittorio Emanuele III°, esattamente il 4 Novembre 1931”.
“Dopo aver preso parte alla sfilata celebrativa del 4 novembre, (in ricordo della vittoria della 1^ guerra mondiale), che si tenne nello stupendo ed ampio piazzale, antistante la Reggia Reale, (l’attuale Piazza del Plebiscito), si ritirarono, dopo il celebrativo cerimoniale, nelle ampie sale del seicentesco palazzo reale borbonico e lì degustarono i prodotti tipici locali a base di pesce, e consumando un ricco dessert, assistettero poi ad un caratteristico concerto musicale, eseguito da eccellenti suonatori di chitarre e mandolini, che al loro apparire intonarono, in loro onore, oltre alla marcia reale, la canzone “ O sole mio” cantato da un anonimo posteggiatore..
La prima giornata napoletana fu un impatto meraviglioso, che, i futuri coniugi reali ebbero con la città, che conservarono, poi, per tutta la vita nei loro cuori, in contrapposizione a com'erano stati trattati in modo scostante ed ipocrita durante il loro trascorso soggiorno in quel di Torino.
Il protocollo, dopo la solenne cerimonia religiosa, proseguì con un ricevimento, offerto dal Sindaco dell’epoca, (il podestà Giovanni De Reseis, Duca di Bovino), a Palazzo San Giacomo alla presenza di tutte le autorità politiche e religiose ed infine la giornata terminò con un serata di gala al Teatro San Carlo.
Tore Castagna intervenne per dire: “Professò ! Ai giovani sovrani, sono sicuro, rimasero contenti e commossi per tanto entusiasmo profuso nei loro confronti, è vero? Non vado errato, se ricordo bene, ho letto da qualche parte, che si affezionarono alla nostra città”. Risposi immediatamente al mio interlocutore ansioso, riprendendo a dire.”Anche se tanto affetto ed entusiasmo, dal sapore prettamente partenopeo, fu apprezzato immensamente dalla coppia principesca, non andò come si potesse pensare a priori, come una scelta volontaria, ma fu solo una coincidenza del destino e poi………..”
“ Scusate, professò, allora mi volete dire che negli anni trenta, Napoli, vide la sua sfarzosa reggia rivivere i fasti del periodo seicentesco dei Vicerè spagnoli, come reggia adibita a casa reale, con il soggiorno dei Principi di Piemonte.? “ M’interruppe il buon Castagna e poi m’invitò a non fare pause lunghe nel descrivere i fatti, perché, anche se non aveva quella mattina nulla di importante da fare, si stava comunque, facendo tardi e non desiderava arrivare tardi a pranzo, era ospite a casa di parenti. Allora ripresi “ Dopo alcuni giorni, esattamente un mese, Umberto e Maria Josè lasciarono la sontuosa Reggia di Piazza del Plebiscito, che utilizzarono, poi, solo in occasione di ricevimenti ufficiali e si trasferirono stabilmente per il loro soggiorno napoletano nella panoramica “Villa Rosebery” sulla collina di Posillipo, che affacciava sul golfo di Napoli ed era dotata di una spiaggia privata, cinta da una muraglia di massi, che la protegge da occhi indiscreti, da flussi invadenti del mare antistante. Fu un soggiorno nella città partenopea, vissuto dalla coppia dei Principi ereditari con una benevola rassegnazione, che durò fino al 28 ottobre del 1942, quando Umberto di Savoia fu nominato Maresciallo d'italia in occasione dell'anniversario della Marcia su Roma. In quello stesso periodo si traferì definitivamente con tutta la famiglia.
“Di chi era quella villa? Mica gli sposi reali stavano in fitto!” Mi domandò in tono inquisitorio il mio buon interlocutore Castagna ed io precisai e lo feci edotto su tutto ciò che sapevo della villa e perché fu abitata dai Principi Reali
Sara la prossima puntata per descrivere “villa Rosebery”, chi la volle e chi la fece costruire e quale importanza ha per la storia nazionale italiana.
Le immagini sottostanti sono:
Umberto II° savoia La regina Maria Josè La baia e la scogliera di Villa Rosebery
martedì 10 marzo 2026
Buon giorno – Buon Martedì 10 Marzo 2026
Buon giorno – Buon Martedì 10 Marzo 2026
--- San Macario -- San Simplicio – San Vittore ---
Perdurando il conflitto tra (l’IRAN – USA – ISRAELE), non si può stare un po’ tranquilli anche perché sta aumentando il prezzo del petrolo e quindi della benzina , del gas, producendo aumento di tutti i prodotti alimentari per alimentarci e andare avanti. specie per meno abbienti.
Ugualmente oggi dopo aversi augurato il buon giorno ,come promrsso continuo a postarvi la continuazione delle mie curiosità storiche riguardante la Storia di CASA Savoia - Umberto II° (seconda parte) -
La vita adolescenziale di "Umberto II" di Savoia
Continuando a parlare della vita adolescenziale di "Umberto II" ebbi a dire al caro amico Tore Castagna:
“Fu un giovanotto ubbidiente e rispettoso, cresciuto sotto l’egida educazione di tipo militare, prevista per tutti gli eredi di casa Savoia, che dovevano diventare Re. Non frequentò nessuna scuola pubblica ed ebbe vari precettori, che riuscirono a forgiarlo con un carattere dominato dall’ossequio all’autorità ed alla gerarchia, sapendo fortemente sfoggiare un rigido autocontrollo.
Il principale precettore di Umberto II°, fu l’ammiraglio Bonaldi Attilio, che lo istruì con una educazione militare molto severa, tanto che appena divenne maggiorenne preferì discostarsi dai suoi insegnamenti e dal suo metodo austero educativo, che riteneva mal formativo e punitivo. Tale disappunto fu manifestato dal principe Umberto II°, quando rifiutò di partecipare alle esequie dello stesso.
Intanto, anche se avesse voluto diventare un uomo di scienza ed un buon giurista, il suo destino era tracciato, doveva diventare come tutti i Savoia, un Re Soldato, e perciò fu avviato alla carriera militare e, ad appena ventunenne, fu nominato nel 1925 Generale di esercito. .Trascorse generalmente la propria gioventù spensieratamente a Torino nel grandioso Palazzo reale e preferiva passare le sue giornate, quando non aveva impegni di rappresentanza istituzionali, in caserma come un qualsiasi ufficiale vivendo con i suoi commilitoni, poiché rifiutava l’ambiente di corte, che riteneva troppo freddo e formale. .
Politicamente era considerato un Liberal-Conservatore e contrariamente ai suoi parenti (tutta la dinastia Savoia) era un credente osservante della religione cattolica.
“Scusate Professor Sasà!” M’interruppe il buon Castagna: “Re Umberto II° era uno, che non teneva grilli per la testa, ere ‘nu brave giuvinotte, ossequioso del padre e della madre, è overe? Come mai era in contrasto con Benito Mussolini? E’ vero che non correva buon sangue tra i due? Ho letto da qualche parte che Mussolini non nutriva particolari simpatie verso di Lui, perciò relegò il Principe di Piemonte, Umberto di Savoia, ad avere una funzione del tutto marginale al potere decisionale del governo e del Regno”.
“Mio caro,Castagna, le tue domande meritano un'esauriente risposta, anche, se gli interrogativi, che hai posto sono molteplici e poi pensando alla situazione politica dell’epoca e poi alle vicende personali e private, specificatamente del Principe Umberto, occorrono spiegazioni plausibili.” Ripresi a dire: “Comunque andiamo con ordine, devi sapere che nessuno, anche se appartenente alla famiglia reale, poteva contraddire il Duce (Benito Mussolini), tanto che fu usata un’ azione di demonizzazione per annientare la ingombrante figura dell’erede al trono, facendolo passare come presunto omosessuale (come si evince da un dossier fatto predisporre, fin dagli anni venti dall’OVRA, sul conto di Umberto di Savoia, che era vigilato e controllato in ogni sua azione, nel quale si ingigantivano calunnie e voci strane e nello stesso tempo contraddicendosi l’une con le altre). Rapporti che parlavano d’innumerevoli avventure con donne di tutti i ceti sociali, oppure dell’impossibilità fisica da parte del giovane, Umberto di Savoia di poter procreare e pertanto si concedeva spesso e volentieri ad avere tresche con giovani camerieri antifascisti e soldati).
A questo punto l’amico Castagna m'interruppe con questi interrogativi: “Come la prese, professor Sasà, il principe Umberto a queste dicerie? Si turbava o tirava avanti senza curarsene troppo? “Tali insinuazioni diffamatorie, redatte ufficiosamente dai
Servizi segreti del regime fascista, furono utilizzate da Mussolini, quando proclamò la repubblica di Salò, per fare propaganda contro il Regno del sud e del suo legittimo sovrano, mentre da certa cronaca rosa furono rintuzzate ed enfatizzate (specie nel secondo dopoguerra) con le voci popolari, dell’amicizia, che il principe aveva con la cantante Milly. (alias Carla Emilia Mignone”
Fui, così, costretto, a procedere nel raccontare, a parlare di Maria Josè, la futura sposa di Umberto II° di Savoia e risposi
“Mio caro Castagna, Umberto era un bellissimo uomo, era alto, ben formato, (tutto l’opposto del padre Vittorio Emanuele III°, (come suol dirsi, aveva pigliate d ‘ ‘a mamma, ‘a Riggina Elena di Montenegro, ch’era ‘na piezza ‘e stannaccona) pareva un modello, un figurino e aveva un portamento veramente regale da fare invidia; piaceva alle donne ed era ammirato dagli uomini.
Il Re, il padre Vittorio Emanuele III°, per fugare ogni pettegolezzo decise di dargli una moglie, e la scelta cadde su Maria Josè, principessa del Belgio, ed Umberto, non opponendosi, convolò a giuste nozze con lei in forma magna nella cappella palatina del Quirinale l’8 gennaio del 1930).
“Fu un matrimonio felice, o un’accoppiata sbagliata? “Mi domandò a quel punto, il buon Castagna.
“Spiegatemi bene! professò Sasà: “ Fu un matrimonio d’amore o un matrimonio combinato e voluto per ragioni di stato?”
“Lo vuoi proprio sapere e va bene gli risposi:
“te lo dico, così acquieti la tua sete di tanta curiosità morbosa. Innanzi tutto devi sapere che per la legge Salica, che è un complesso di norme consuetudinarie sulla primogenitura maschile dei nobili, che esclude la successione femminile, e pertanto conformemente pure alle norme previste dalle Regie Patenti di Casa Savoia, il matrimonio dei principi ereditari sabaudi deve avvenire con una propria pari, perché lo impone la famosa legge della successione ereditaria detta Omogamica, perciò gli sposi devono essere entrambi membri di case sovrane.”
I due risedettero nel palazzo Reale di Torino ed apparivano solitamente in pubblico come una coppia felice, ma nella realtà erano distanti tra loro, sia per fondamentali differenze caratteriali, che per formazioni educative diverse ricevute dai propri genitori. Umberto era di carattere riservato ed introverso, religioso, amava il rispetto dell’etichetta, era ubbidiente e rispettoso dell’autorità paterna; Maria Josè al contrario, era molto espansiva, non formale, era una accanita fumatrice e bevitrice e non accettava il sottostare alle regole imposte dal suo rango reale, richiesto dalla locale nobiltà.
Si vedevano insieme solitamente negli impegni, di carattere prettamente dinastici o politici nei quali erano richiesti il loro intervento, altrimenti vivevano la quotidianità seguendo ognuno la propria inclinazione, l’uno trascorrendo la mattinata e buona parte del pomeriggio da ufficiale dell’esercito in caserma, e l’altra seguendo corsi per la formazione di crocerossina od impegnandosi in attività caritatevoli.
Nel Palazzo reale torinese la coppia non si trovò a proprio agio e considerando quell'ambiente ipocrita ed ostile, a causa anche dei maldicevoli pettegolezzi sul comportamento di Umberto. Il re, Vittorio Emanuele III, decise così di trasferire il principe ereditario e la sua sposa a Napoli, città molto leale alla monarchia e per tale motivo riteneva una permanenza ideale per far trascorre gli anni per un migliore affiatamento ai futuri reali d’Italia.
Le immaggini sottostanti sono:
Umberto II° di Savoia
La cantante MillY (alias Carla Emilia MIgnone
Maria Josè del Belgio
Matrimonio di Umberto II° Maria Josè del Belgio
Questa è' la seconda parte della narrazione
della storia di Umberto II di Savoia, quanto prima ci sarà il continuo.
Sarebbe stato troppo pesante leggerlo tutto, intanto è gradito un commento se è
ritenuto interessante-
lunedì 9 marzo 2026
Buon giorno – Buon Lunedì 9 Marzo 2026
Buon giorno – Buon Lunedì 9 Marzo 2026
--- San Domenico Savio -- San Brunone – San Vitale ---
Dopo i festeggiamenti della ricorrenza della “festa della donna”, non se né po’ più, a sentire, per televisione, le informazioni dei vari conflitti, e la maggior parte degli ascoltatori non sa spiegarsi perché ai principali governati del mondo desiderano far le guerre, che sono il prologo della Terza Guerra Mondiale, con la distruzione di tutti gli esssri viventi di questo meraviglioso pianeta. La terra.
Intanto come promesso, anche oggi posterò la narrazione storica del dopo immaginario mio Processo di Piazza del Plebiscito, dopo aver dettagliata la vita di Vittorio Emanuele III°. con l’ultimo Re di Casa Savoia.Umberto II°- definito Il Re di Maggio.
Re Umberto II° (prima parte)
Appena
m'intravide seduto nello stesso bar a Piazza Municipio, il mioBuon ex collega Castagna, mi salutò caldamente affermando: ”Buon giorno, Professore Sasà, ieri, quando
ci siamo lasciati, mi congedaste dicendomi che avreste continuato a raccontarmi
la storia sui Savoia un altro giorno, perché la narrazione era lunga ed
occorrevano molte ore, e, poiché s’era fatto tardi, ci salutammo.”
Continuò, poi Invitandomi: “Ora, però,
che ci siamo rivisti, perché non mi compiaceste riprendendo da dove abbiamo
lasciato e parlarmi dell’ultimo vero Re d’Italia? Sono ansioso di ascoltare, nessuno ne vuol
più parlare, è una cosa chiusa, finita, così si va dicendo! “
“Fu la mia risposta di saluto all’esortazione fattomi dal mio interlocutore.
Ripresi a dire: “ Vuoi conoscere chi è stato ufficialmente l’ultimo Re d’Italia, o meglio quello che fu definito il Re di maggio!”. Gli risposi: “Va bene, te lo dico immantinente:
“ L’ultimo Re d’Italia è stato Umberto II* di Savoia, la sua storia fin dalla nascita è stata una sorta di compromesso, molti volevano decidere di lui (il padre, il Re Vittorio Emanuele III, la madre, la regina Elena di Montenegro, perfino la nonna, la regina Madre Margherita di Savoia) ”
“Professò, raccontate, non vi fermate, mi stuzzica molto sapere certe cose, non immaginavo che la vita di "Umberto II" mi potesse interessare. Cosa gli capitò, la madre, la regina Elena, dove lo partorì?” Ripresi a dire: “Mio carissimo Castagna, anche se la nascita di "Umberto II", non era la primogenitura della coppia reale, era lo stesso attesissima, perchè, la regina Elena, la madre, infatti aveva dato alla luce già due figlie (Iolanda (1901), Mafalda (1902) e dopo di Lui , generò Giovanna (1907) e Maria Francesca (1914) . Umberto, l’erede maschio, il delfino, nacque esattamente il 15 settembre 1904.
La gioia fu tale, che il padre Vittorio Emanuele III°, telegrafò nottetempo, che era nato Umberto II° di Savoia, alla Madre, (la regina Margherita), che, entusiasta per la notizia e felice del nome imposto al Piccolo in ricordo dal marito Umberto I°, gli consigliò di nominarlo, principe non di Roma, come avrebbe voluto Lui, ma di Piemonte, per non fare apparire il tradizionale titolo nobiliare, che spettava all’erede al trono, un affronto al Vaticano, dato i non buoni rapporti intrattenuti con sua Santità il Papa, (che aveva scomunicato i regnanti di Casa Savoia dopo i fatti della Breccia di Porta Pia (1870). Si procedette così a nominarlo con Decreto Reale, Principe di Piemonte, giustificando che la nascita del principe ereditario era avvenuta In Piemonte nel castello di Racconigi.
Era stato imposto anche a Lui,come a Vittorio Emanuele III*, quando nacque a Napoli (1869), e fu nominato erede al trono d’Italia, il titolo di Principe di Napoli e per ricordare l’evento gli fu intitolata una galleria a Napoli, (la famosa Galleria Principe di Napoli)
Il buon Castagna osservò: “ Quella che si trova al museo, forse per distinguerla dalla più grande quella di fronte al teatro San Carlo, la Galleria Umberto I°.(quella fu dedicata al padre)
Esattamente ripresi: “ Furono intestati anche ad Umberto II°, come Principe di Piemonte, vari uffici pubblici in tante città, come pure a Napoli, esiste, infatti, l’ospedale Principe di Piemonte, attualmente rinominato e noto come ospedale Monadi. Le immagini sottostanti sono:
Umberto II* di Savoia, il Re di Maggio
Galleria Principe di Napoli, ingresso su via Museo
Galleria Principe di Napoli - Interno
Ospedale Principe di Piemonte ora noto come Ospedale Monalfi.
















