sabato 13 giugno 2026

Buon Giorno Buon Sabato 13 Giugno 2026

 

Buon Giorno Buon Sabato 13 Giugno 2026

--- Sant’Antonio -– Sant’Alice -- Santa Marianna –

 

 il male, prodotto da personaggi cattivi del passato, non dovrebbe essere ricordato, per non farlo più ripetere e commettere, mentre il bene dei buoni, personaggi va imitato, per evitare conflitti, come in questo periodo, che producono solo odio, contrasti è lotte continue, e tantissime trepidazioni, e non fanno regnare la pace, la serenità e la gioia di vivere. per andare avanti.

Il passato spesso è ricordato per alcuni specifici avvenimenti, riguardanti personaggi, che hanno lasciato in questi ultimi tempi, tracce della loro vita sui canali televisivi, sia pubblici, che privati.

Dopo questa constatazione sul passato, come sempre vi posto una mia curiosità storica.  questa volta tratta di un gruppo di società, che in passato esercitava, sia il potere amministrativo, economico e militare a danno, come sempre, del popolo sottomesso,

Dalle curiosità storiche di Sasà ‘O Professore

la Nobiltà

Vuoi sapere come nacquero e si distinguevano i Nobili e le corone, che cingevano, che significava il prestigio ?

La Nobiltà ebbe il suo periodo aureo nel “Medioevo”.

Notizie dell’esistenza di tale casta, se ne hanno già in periodo Greco, dove oltre alle famiglie reali esistevano i capostipiti, (il Lavos) il ceto dei Nobili-Guerrieri, che rappresentava l’aristocrazia, che esercitava la sovranità, per conto del sovrano, sui territori conquistati.

Famiglie aristocratiche greche furono gli Agiati e gli Euripontidi, che vantavano una genealogia divina.

A Roma, poi, la nobiltà era rappresentata dai Patrizi (Patres), che esercitavano funzioni pubbliche e ricoprivano tutte le cariche dello stato.

La famiglia aristocratica romana era caratterizzata dalla provenienza del capostipite, che doveva appartenere alla primordiale Gens Romana, che era individuata con il Nomen (quello gentilizio o agnatizio), dal Cognomen, che contraddistingueva la famiglia in seno alla Gens, preceduta dal Praenomen, che era il nome individuale. (Es.Quinto Fabio Massimo, dove Fabio si ricollegava alla Gens Fabia e Massimo era il nome della famiglia d’appartenenza Massimo e Quinto era il nome individuale).

I primi titoli nobiliari veri e propri sono assegnati da Carlo Magno, che conquistando nuove terre, n'affidava l’amministrazione ed il governo a propri comandanti fedeli, costituendo così i territori conquistati in distretti militari di confine, in province e città.

I principali Titoli nobiliari furono collegati generalmente al territorio posseduto e sono rappresentati da uno stemma sormontato da una corona, costituita da un cerchio da posare sul capo, detti (Vera), sormontato da foglie d'acanto o fioroni d’oro, alternati da perle disposte in gruppi piramidali.

Il più alto titolo nobiliare è quello di “Principe”, il quale governa un territorio, denominato Principato (Es. Il principato di Monaco). La corona del Principe è caratterizzata da una (Vera) sormontata da otto foglie d'acanto o fioroni d’oro, di cui cinque visibili (le due laterali si vedono per metà) alternate da altrettante perle (4 visibili). ,

D'eguale importanza troviamo il titolo di ”Duca” costituito per la prima volta da Aboino, Re dei Longobardi, quando nominò il nipote Gisulfo, Duca del Friuli, e poi in seguito con tale titolo furono nominati dei Duca, i governanti, dei territori man mano conquistati dei Longobardi che furono denominati Ducati (es. il ducato di Benevento, di Puglia, di Napoli, di Calabria). Cingevano lo stesso tipo di corona del Principe e nei loro territori erano soliti battere una propria moneta (il Ducato).

Il titolo di Marchese, poi, la cui corona è cimata di quattro foglie d’acanto, di cui tre visibili (le due laterali si vedono per metà), alternate da dodici perle disposte in quattro gruppi piramidali, (ciascun gruppo è formato di tre perle), dei quali solo due visibili, era stato istituito da Carlo Magno, ed era concesso al comandante del Distretto militare di confine, la Marca. Le Marche in tutto furono otto (la Marca di Bretagna, di Spagna, di Spoleto, del Friuli, dell’Istria, della Norbaldigia e le due della Baviera).

Titolo nobiliare importante, però, fu il “Conte” ed il suo territorio di competenza era la Contea, dove poteva esercitare il suo potere, sia amministrativo, che giurisdizionale, ma avendo l’obbligo della fedeltà e di fornire armi e cavalieri, quando il sovrano n'aveva bisogno per la difesa delle conquiste. La corona del Conte è costituita da un cerchio d’oro cimato di sedici perle di cui nove visibili. “ Visconte”, un vicario del Conte, nominato da questo a rappresentarlo e poi a reggere una parte della contea. Il Visconte si poteva cingere di una corona cimata di quattro grosse perle, visibili solo tre, alternate da altrettante più piccole, di cui solo due visibili.

Infine durante l’Egemonia Normanna nasce il titolo di “Barone”, che, in principio, stava ad indicare genericamente il Feudatario ed il Vassallo del Sovrano, poi, con il disfacimento dell’impero carolingio i titoli nobiliari, tra cui anche il Barone, divennero personali e per questo diventarono ereditari. La corona baronale è un cerchio d’oro non cimato, con sei giri di un filo di perle, che gli gira attorno, del quale sono visibili solo tre.

I più bassi titoli nobiliari s’identificano in Nobile, e Patrizio, il primo poteva cingersi di una corona cimata di solo otto perle di cui cinque visibili, mentre il secondo poteva cingersi di una corona d’oro senza perle, ma cimata di foglie piramidali intervallata da piccole protuberanze sferiche.

La Costituzione italiana (andando in vigore il 1/01/1948) ha abolito i titoli nobiliari e quindi qualunque prerogativa collegata ad essi, anche se non è vietato usarli. Nel passato si è spesso considerata la nobiltà, che fosse stata ricevuta per grazia di Dio. In verità non è stata la grazia di Dio a permettere l’intraprendenza di un antenato a fare la fortuna di tutta la sua discendenza, ma alla circostanza di appartenere a quell’avo intraprendente, che ha avuto fortuna

La più importante corona del regno d'Italia, rimane sempre “la Corona Ferrea”, di cui si cinse la testa per la prima volta il primo Re d'italia "Berengario I° "

La Corona Ferrea fu cinta anche da Napoleone I, quando si proclamò Re d'italia.

La corona Ferrea in realtà è un cerchio, composto di sei rettangoli d 'oro, uniti fra loro da cerniere nei quali sono incastonati complessivamente ventiquattro brillanti e ventidue gemme. Viene definita " Ferrea ", perchè all'interno di essa vi è una sottile lamina di ferro rozzamente battuta , e che la tradizione vuole che sia stata ricavata da uno dei chiodi della Croce di Gesù Cristo.

le immagini sottostanti sono: Tipi di Corone per simboleggiare il potere ed il dominio

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La Corona Ferrea, (Museo e Tesoro del Duomo di Monza);

Corona (vera) del Regno d’Italia, (Utilizzata Dai Re di Casa Savoia) Ultimo Re che la cinse, Fu Umberto II° di Savoia




 

venerdì 12 giugno 2026

Buon Giorno Buon Venerdì 12 Giugno 2026

 

 

Buon Giorno Buon Venerdì 12 Giugno 2026

--- Sant’ Onofrio ---

Tenendo, sempre viva, la nostra amicizia, come al solito nell’augurarvi il buon giorno, Vi propongo una mia riflessione sulla vita, che spesso riserva amarezze, dispiaceri e continue trepidazioni, non volute.

 le belle sorprese, però  in certi periodi durante la  nostra esistenza procurano gioie e momenti di felicità, mentre quelle brutte, fanno solo intristire.

Comunque questa è la vita con i vari avvenimenti, che vivendoli  ti consentono di essere protagonisti di questo meraviglioso nostro mondo.

 Oggi però dopo questa mia riflessone, vi posto dopo le curiosità sulla lingua italiana, come promesso, un’altra mia curiosità storica interessante, riguardante un prodotto speciale marino “ le cozze”, che sicuramente apprezzerete, che spesso si consumano con piacere.

Dalle curiosità storiche, di Sasà ‘O Professore

 Un prodotto marino – Le Cozze

 

Le cozze, note come mitili, possono presentare differenze nei gusci (valve) a seconda di dove vengono allevate o raccolte.

Quelli di scoglio, ad esempio, possono avere delle incrostazioni chiamate "denti di cane", che sono parassiti, che indicano un'ottima qualità.

Le cozze, che si riproducono su scogliere e in mare, invece, sono spesso più piccole e saporite

Le cozze, o mitili, sono molluschi bivalvi caratterizzati da un guscio di colore scuro (nero, blu o marrone) e dalla forma allungata, che possono variare da leggermente ovale a triangolare. Vivono attaccate a superfici dur, come rocce, pali o altre strutture, e sono note per il loro sapore deciso e per la loro ricchezza di minerali e vitamine

Il colore del prodotto (la carne) all'interno delle cozze, può essere bianco o arancione e indica il sesso del mollusco. Quindi le cozze arancioni sono femmine, mentre quelle bianche sono maschi. Le cozze, come i molluschi bivalvi in generale, si riproducono attraverso la deposizione di uova e spermatozoi in mare, con fecondazione esterna.

Il colore è legato alla presenza di pigmenti, che si sviluppano durante la maturazione sessuale.

Le cozze femmine, quando sono pronte a riprodursi, sviluppano un colore arancione intenso, mentre i maschi hanno un colore più pallido, spesso bianco o giallastro.

Altre variabili, che producono la colorazione delle cozze sono anche fattori esterni, come la zona climatica e la stagione, che influenzano la specificità del colore.

Le cozze sono molluschi bivalvi, il che significa che hanno due valve (o gusci) che proteggono la loro parte interna. La riproduzione avviene in mare, dove le cozze femmine e maschi rilasciano rispettivamente uova e spermatozoi nell'acqua.

I gameti si incontrano e si fecondano, dando origine a larve, che si sviluppano liberamente nell'acqua prima di depositarsi sul fondale per diventare cozze giovani.

Lo stesso criterio vale anche per le Ostriche, le , Vongole e i Lupini, per cui le arancioni sono * Femmine. mature”, che si presentano generalmente con questa colorazione.

Si chiamano Bivalvi, in quanto la conchiglia calcarea è composta di due parti separate, dette valve, articolate in una cerniera

Per pulire le cozze velocemente esiste un trucco, che consente tale procedura.

Per prima cosa, sciacquare le cozze sotto l'acqua, poi lasciarle per qualche tempo in una ciotola, in modo da individuare quelle aperte ed eliminarle subito.

Per pulire quelle buone, dunque, bisogna eliminare il bisso (la barbina che le teneva attaccate alla fune, in allevamento): per evitare di strapparlo, tiratelo verso la parte tondeggiante, tenendo ben saldo il mollusco.

Bisognerebbe poi pulire tutti i gusci da eventuali incrostazioni, utilizzando un coltellino o una spugnetta metallica. Un trucco, però, per un'operazione più veloce è quello di mettete le cozze in una ciotola con due abbondanti manciate di sale grosso, poi sfregatele tra di loro, in modo che i gusci diventino puliti e brillanti. Tale operazione per non tagliarsi, si può fare chiudendo le cozze in un sacchetto con il sale e “massaggiarlo” sfregando le conchiglie tra loro.

Non resta, poi, che sciacquare le cozze sotto l'acqua e procedere alla cottura

Una delle ricette classiche per gustare la loro bontà e fraganza è la: “ impepata di cozze” con i crostini (le freselle)

.Ingredienti di tale ricetta per 4 persone sono:

1 kg cozze,2 grossi pomodori,4 pomodorini,1 falda di peperone arrosto, pane casereccio, origano, peperoncino fresco, aglio, olio extravergine e sale.

Infine, secondo una tradizione napoletana, nel giorno di Giovedì Santo , antecedente la Pasqua, si mangia la “Zuppa di Cozze”, perché consigliata da Padre Rocco al Re Francesco i° di Borbone, per evitare di mangiare carne in quel giorno.

Raccomando anche un detto popolare, che suggerisce di mangiare cozze nei mesi senza la lettera "R" (maggio, giugno, luglio, agosto). Questo è vero, perché in questi mesi le cozze sono più saporite e di qualità migliore, poiché non sono in piena fase riproduttiva.

Le cozze si riproducono principalmente nei mesi invernali, quindi è meglio evitare di consumarle durante quel periodo per garantire la loro qualità

acquistandole sempre fresche e consumarle al più presto dopo l'acquisto, per godere appieno il loro sapore.

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Per la cronaca il divieto di acquistare e vonsumare le cozze in alcuni anni, come avvenne durante la grave epidemia del colera dell'estate 1973 (in particolare tra agosto e ottobre).dove fu proibito Il consumo di cozze crude e frutti di mare contaminati, focolaio dell'infezione, che, scatenò l'emergenza sanitaria che colpì duramente Napoli, la Campania e la Puglia.

Anche nel 2026 c’è stata la raccomandazione di non consumare tali mitili, perchè contaminate.

Si è saputo poi che non sono i nostri mitili,(le Cozze, le Vongole e i Lupini, ma quelli di provenienza straniera, E’ una pietanza squisita, perchè basta non mangiarli crudi e cuocerli in abbondante acqua e sale.

giovedì 11 giugno 2026

Buon Giorno Buon Giovedì 11 Giugno 2026

 

Buon Giorno Buon Giovedì 11 Giugno 2026

--- Santa Iolanda – Sant’Ignazio – San Massimo---

 

Con lo studio si  acquisiscono  conoscenze di ciò, che serve per svolgere un’attività specialistica o una professione, sia culturale o particolare, per poi ottenere,  esercitando un proprio lavoro, spesso  gratificante e sufficiente per soddisfare gli obiettivi, che potranno cambiare lo stato sociale iniziale per vivere la propria esistenza con dignità e tranquillità.

Soprattutto necessita accontentarsi di quello, che si è potuto raggiungere con esso,  e non ambire a qualcosa, che non potrà mai avere, perché potrebbe peggiorare la propria esistenza con fatti incresciosi imprevedibili.

Vale per questo ultimo motivo ,l’espressione proverbiale:

“Chi S’Accuntenta, Gode”,

Intanto, anche oggi, vi posto una mia curiosità storica sulla lingua italiana.

Dalle Curiosità Storiche di Sasà ‘o Professore

ll genere dei sostantivi nella lingua italiana

Generalmente in italiano i sostantivi, che terminano in O sono maschili e quelli che terminano in A sono femminili. E’ vero questa distinzione, ma non è una regola grammaticale assoluta, perché ci sono molti sostantivi, che non seguono questa regola, soprattutto quando si parla di esseri umani o quando il sostantivo indica un ruolo, un mestiere o un concetto astratto.

Infatti, il genere, può essere sia maschile, che femminile, a seconda se si riferisce a un uomo o una donna, che svolge quel ruolo.

Ad esempio, "medico" può essere "il medico" (maschile) o "la medica" (femminile). In altri casi, il genere è comune, cioè la parola non cambia a prescindere dal sesso, di chi la svolge (es. "studente" può essere "lo studente" o "la studentessa").

Esempi di sostantivi con forma maschile e femminile: Operaio/operaia: il lavoratore o la lavoratrice, che lavora in fabbrica;

Cameriere/cameriera: il cameriere o la cameriera del ristorante;

Infermiere/infermiera: il professionista sanitario /o la professionista sanitaria, che cura i pazienti;,

Attore/attrice: l'attore o l’attrice, che recita al teatro;,

Autore/autrice: chi scrive libri,

Scrittore/scrittrice: chi scrive libri, .

Direttore/direttrice: chi dirige un'azienda o un team, • Giornalista: il giornalista che lavora in redazione• • Vittima: è la Persona che subisce un torto o un danno (può essere maschile o femminile).

Testimonio: chi testimonia un fatto (può essere maschile o femminile).

Esempi di sostantivi con forma comune:

Studente: lo studente, la studentessa (la forma verbale rimane invariata).

Docente: il docente, la docente.

Presidente: il presidente, la presidente.

Avvocato: l'avvocato, l'avvocatessa (la forma verbale rimane invariata).

Considerazioni aggiuntive:

Negli ultimi anni, si è cercato di dare una forma femminile a tutti i mestieri, anche quelli che storicamente erano solo maschili.

Ci sono ancora alcuni dubbi sulla forma femminile di alcune professioni, e in alcuni casi si usa l'articolo per distinguere il genere (es. "il giornalista" vs "la giornalista").

La lingua italiana tende a preferire l'uso del maschile come genere neutro, soprattutto per i nomi di persone.

Esistono anche casi in cui il sostantivo è invariabile al plurale (es. "i funzionari").

In generale, per determinare il genere di un sostantivo legato a un mestiere o una funzione, è necessario considerare il sesso della persona a cui si riferisce.

Infine I cosiddetti nomi di genere comune, i promiscui (detti anche epicèni), cioè che hanno un'unica forma invariabile, come nel nome degli animali, quando non distingue il maschile dal femminile: per esempio pantera, cocco+drillo ; e quindi è detto nome promiscuo.

,Promiscuo è un termine etimologico, che in grammatica significa. che pur avendo un solo genere (o solo maschile o solo femminile),

Alcuni sostantivi per iscritti e pronunziati con la vocale finale o sono femminili , perché sono la sintesi dell’orignale significato di appartenenza, come Auto, Moto , radio, derivati da Automobile. Motivazione, Radioaudizioni.

 

Se la curiosità storica sulla lingua italiana, è piaciuta ed è stata interesante, lasciate un commento e così mi invitate a continuare con altre, come quella su alcuni prodotti marini, le cozze, che sicuramente apprezzerete, che spesso consumate con piacere.

mercoledì 10 giugno 2026

Buon Giorno Buon Mercoledì 10 Giugno 2026

 

Buon Giorno Buon Mercoledì 10 Giugno 2026

-– Santa Diana – Sant’Oliva – San Massimo ---

.Il mondo sarebbe più giusto , più bello da vivere senza conflitti, ne genocidi di innocenti e ne le tante contraddizioni, al fine di rendere la nostra esistenza, piena di valori  giusti, come la fratellanza, l’uguaglianza e la giustizia per tutti, ma soprattutto il sentimento meraviglio, l’amore senza imposizione, mentre non facciamo nulla per eliminare le disuguaglianze o leggi ingiuste, non adeguate ai tempi

Intanto anche oggi, comunque, vi posto una altra mia curiosità storica interessante, quella sui territoriali, che spesso non è riscontrata nei libri di storia).

Dalle curiosità storiche territoriali di Sasà ‘o Professore

Che sono i territori detti ” Enclave o Exclave”?

 

Oltre ai confini d'Italia, sia esterni con le frontiere internazionali, che la separano da Francia, Svizzera, Austria, Slovenia, vi sono anche quelli in piccola parte al suo interno.

Quelli interni, riguardanti il territorio italiano, sono le zone dette: “Enclave”, come quelle di San Marino e Città del Vaticano.

Esistono anche altre zone, che sono dette “Exclave” e sono quelle zone, che, pur appartenendo amministrativamente a uno stato o a una regione, si trovano interamente dentro i confini di un altro stato, come Campione d'Italia, che è un comune italiano circondato dalla Svizzera..

 Le Exclave italiane, amministrativamente appartenenti ad una regione più famose, sono

la località di Ca' Raffaello in Emilia-Romagna, appartenente al comune toscano di Badia Tedalda, ma si trova interamente in Emilia-Romagna, nella provincia di Rimini;

la località  di San Pellegrino in Alpe: Frazione dell'Emilia-Romagna, ma si trova in Toscana, tra le province di Lucca e Modena;

la località  di Monte Ruperto: Frazione di Città di Castello in Umbria, ma si trova interamente nelle Marche.

In definitiva le Enclave in Italia sono:

La Repubblica di San Marino: Stato sovrano completamente circondato dal territorio italiano. e

Città del Vaticano: Stato sovrano completamente circondato dal territorio italiano, nel comune di Roma.

È importante notare che un territorio può essere considerato Enclave o Exclave a seconda del punto di vista.

Un territorio che è Exclave per uno stato, è Enclave per l'altro.:

Pr farla breve. Exclave è territorio, che appartiene a uno stato, ma si trova all'esterno del suo territorio principale, circondato da un altro stato;.

Enclave è territorio di uno stato completamente circondato dal territorio di un altro stato.