Buon giorno Buon Giovedì 13 Agosto 2026 Santa
Filomena - San Ponziano – Sant’Ippolito –
Non se ne po’
più in questo primo scorcio del mese di
agosto, anche se è l’estate, che è la stagione del caldo per eccellenza, ma,
mai, percepito come ora rccrssivo, mentre in passato era
accettato perché sopportabile e non
faceva sudare muovendosi per strada.
Intanto, ugualmente vi posterò una
interessante mia curiosità non
mitologica, ne storica, ma che tratta di una materia finanziara, che riguarda l’attuazione della cosiddetta
Economia moderna dello Stato..
Dalle Curiosità di Sasà ‘O Professore
Il Debito
Pubblico
1^ Puntata
Scopriamo un poco, cosa sia, in parole povere,
il Debito Pubblico rappresentato dait itoli: i BOT, i BTN, i BTP, i CCT, CCT in ECU, CTZ, , i BUND
TEDESCHI, e ,del termine, SPREAD, nonché del famigerato ”Debito Primario” detto
“Debito Supremo”.
Una mattina mi son sentito con il mio solito lettore collega
Tore Castagna, (interlocutore delle mie riflessioni e delle tante curiosità
senza una riposta immediata), che mi fece una serie di domande tecniche di
Economia politica, con cui si era bombardati ogni santo giorno, quando si accendeva la
televisione per sentire le varie notizie del telegiornale e dopo quelle delle news economiche dele Borse, provenienti da tutto il mondo finanziario.
Mi chiese: “Carissimo
professore Sasà, voi, che sapete tanto di storia antica e di mitologia, volete
darmi qualche delucidazione anche della storia attuale, circa l’attuazione
della cosiddetta Economia moderna dello Stato. Volete spiegarmi con parole semplici e farmi capire, perché si parla di Spread, di
Debito Supremo, dei Bond Tedeschi, ma cosa sono e chi li tiene e quali effetti
producono sul nostro costo della vita quotidiana?”
Fui colpito da tale richiesta dettagliata, precisa, forse pensai, vuol
saggiare la mia conoscenza in materia, ma
fattomi coraggio con calma e sicurezza, gli risposi: “ Mio caro
Castagna, una volta eri ferratissimo sull’argomento e ne sapevi più di me, ora
ti sorprendono forse questi termini stranieri (Spread. Bund, che non esistevano
ai tempi tuoi.
Ti farò un resoconto preciso, anche
se dovrò concentrarmi e, forse sarò un po’ prolisso, per spiegare al meglio i
termini tecnici anche se stranieri con
parole semplici”,
Iniziai col
dire; “Anche se conosci Il termine “ Debito Pubblico “ cioè chi come lo Stato, una
volta il Re o chi aveva il Potere su una Nazione, per sopperire ad una spesa
straordinaria, che non riusciva a
compensare con l’entrate fiscali ,fissate e previste con leggi ordinarie
annuali, note e poste nel documento
noto, come il Bilancio dello stato o come si chiama adesso DEF ( Documento
di economica e finanza,avente la durata triennale), contrae un prestito con il pubblico sia
interno, che straniero per acquisire entrate straordinarie diverse da quelle
ordinarie, quali le entrate fiscali, (le
tasse, sia Dirette, come l’ Irpef, l’ Irap, che Indirette,
come - l’Iva o l’Accise, che sono
inglobate nel prezzo di alcuni beni di largo consumo).
Quindi il Debito Pubblico non è altro, che un
prestito, che lo Stato stipula con il popolo risparmiatore, mediante la tipica
forma , una pubblica sottoscrizione , proponendo titoli speciali, come se
fossero carta moneta, garantita dal
patrimonio reale dello Stato, come il
Demanio pubblico – cioè Immobili pubblici, isole, spiagge etc.- (Un tempo era
il re o il sovrano che garantiva tale prestito con il patrimonio personale o
con i beni della famiglia reale, oppure concedeva la riscossione di qualche
gabella o dazio speciale a suoi amici creditori – nobili fidati - (che erano i
cosiddetti Esattori – Gabellieri), che, con l’aggiunta di vari oneri a loro
piacimento potevano così essere soddisfatti del capitale prestato e degli
interessi).
Per le grandi opere pubbliche od aiuti allo sviluppo
industriale od alla realizzazione di reti pubbliche per l’approvvigionarsi del
gas e della luce elettrica o la
costruzione di scuole, strade ed autostrade, si ricorreva a speciali enti
finanziari, garantiti dalla Stato come . Crediop , Icipu, Cassa Depositi e
Prestiti, che finanziavano tali opere strutturali con prestiti e mutui a lunga
scadenza, senza toccare il bilancio annuale dello stato.
Sia il Crediop, Icipu e la Cassa
Depositi e Prestiti erano, quindi, istituti di credito finanziari a tutti gli effetti,
principalmente i primi due, che erano finanziati da un consorzio di varie
banche d’interesse nazionale e da vari enti come l’Ina, l’inps e l’Italcasse
(enti che gestivano una grande massa di liquidità accumulata da versamenti
provenienti dai privati per tutelarsi dai rischi o provenienti del mondo del
lavoro per assicurarsi poi il futuro),
mentre la Cassa Depositi e Prestiti la sua principale fonte di raccolta di
risorse finanziarie era costituita da tutto il risparmio postale italiano sia sotto forma di libretti postali al
portatore o nominativi o dai cosiddetti “ buoni fruttiferi postali”.
“Caro Tore, poiché la spiegazione è molto lunga ,
fermiamoci un attimo e non mi dire che non ho risposto a tutti i tuoi quesiti,
occorreva questo preambolo per essere come sempre chiaro, semplice ed
esaustivo, anche perché non devo superare
nessuno esame. anche se a prima vista posso passare un po’ prolisso “. Replicai al mio interlocutore, che dava
qualche segno di insofferenza.
IL carissimo Tore Castagna, era molto attento alla mia
delucidazione e chiarezza nell’esposizione della complessa
materia di ciò che era il famoso Debito Pubblico e sue
conseguenze sulla vita quotidiana nostrana, tanto che m’intimò di andare avanti
e che avevo fatto bene a fare questo preambolo, altrimenti non si sarebbe
capito niente, dopo, se non, solo astrusi termini tecnici finanziari utilizzati dagli addetti ai
lavori.
Ripresi a dire : La riuscita di un debito, cioè di un
prestito che lo stato richiede, si fonda principalmente sulla fiducia dei
risparmiatori ripongono in esso. Stato
che nel nostro paese è rappresentato formalmente dalla Banca d’Italia, (la
banca delle banche) che ha pure la funzione di Tesoreria della Stato - la
cosiddetta Cassa dello stato) , che,
gestisce il quantitativo di debito, mantenendo e garantendo gli impegni
assunti all’atto della sottoscrizione
Appunto questi
prestiti (chiamati poi Debito Pubblico) avvengono mediante pubbliche
sottoscrizioni governate e gestite dall’Istituto d’Emissione (quando, infatti,
per le variegate spese statali non bastava più l’incasso delle sole entrate
fiscale, ricorreva per sopperire a tale disavanzo in prima istanza alle
cosiddette opportune anticipazioni di cassa dello stesso Ente (Banca d’Italia),
che tamponavano i tempi di acquisizione
delle stesse entrate, ( le Tasse, le imposte varie) ed in secondo luogo,
dopo l’esaurimento delle anticipazioni),
si ricorreva, con apposite leggi, a far emettere sottoscrizioni
pubbliche di prestiti a lunga scadenza..
Il pagamento di una spesa, infatti, spesso non
coincide con entrate certe da esigere come nell’esempio che ogni mese lo
stato deve procedere al pagamento degli stipendi
vari agli statali, mentre le entrale (le tasse sono incassate in vari periodi
dell’anno e spesso non coincidono con le spese certe ed improrogabili).
“Mi piace, come spiegate semplicemente questa
materia che ai più può sembrare
complicata ed inspiegabile. Grazie , professore Sasà”. Mi interruppe, Tore Castagna,ed esclamò: “ ma come mai nessuno controllava o controlla
questo aumento indiscriminato del Debito pubblico che è arrivato a cifre per
noi impensabili e che, come si va dicendo, lasceremo un debito da pagare alle
generazioni future, costringendole fin dalla nascita
a vivere da debitori, sperando senza sottostare a
forme di schiavitù di intransigenti creditori ( nostrani o stranieri)”.
Caro Tore Castagna, in Italia il Debito Pubblico è
aumentato notevolmente a seguito di varie politiche riformatrici, e
dall’inflazione galoppante in conseguenza degli anni settanta e a dover fare
sacrifici, senza colpa alcuna, per vivere una vita dignitosa. Negli anni
ottanta, l’inflazione si sviluppò per sostenere l’espansione della spesa
pubblica a sostegno dell’attività imprenditoriale ed all’occupazione, nonché,
dalla volontà politica dello stesso stato di accollarsi della copertura di disavanzi di vari enti
territoriali che gestivano beni
primari ( elettricità, acquedotti,
trasporti) e quelli degli enti mutualistici
INAM, ENPADEP, INADEL, CPDEL) ed incrementando fondi di dotazione di
enti pubblici ecoomici a partecipazione
statale.(IMI , IRI , ENI)
Facciamo un momento di pausa o meglio di riflessione,
mi interruppe il mio amico Tore
Castagna, ma ditemi : “professore,
in tutto questo bailamme, chi ci guadagnò effettivamente e s’arricchì,
mica la povera gente.?"
“La povera gente assolutamente no
!” gli risposi con fermezza, "A stento la povera gente iniziava a
vivere decorosamente in quei fatidici anni ’70 e 80 del Novecento, (dopo gli
anni dell’esaltante periodo del “Boom Economico"), lavorando sodo per
procurarsi qualche innovativa comodità moderna,
ipotecando il proprio futuro firmando cambiali e pagherò, quindi
difficilmente si poteva permettere di fare risparmi da investire”.