mercoledì 7 ottobre 2026

 

L'elenco delle 23 porte storiche scomparse

 

Oltre alle 4 porte principali ancora miracolosamente intatte (Porta Capuana, Porta Nolana, Porta San Gennaro e Port'Alba), la cinta muraria di Napoli contava storicamente circa 25-26 varchi d'accesso. La maggior parte di queste porte fu demolita a partire dal Settecento fino al periodo del Risanamento edilizio di fine Ottocento, soprattutto per agevolare la viabilità e ridisegnare la linea di costa (le cosiddette "porte di mare"). 

L'elenco delle altre porte storiche ormai scomparse si suddivide principalmente tra grandi porte interne/cittadine e le numerose porte marittime rivolte sul golfo: 

🏛️ Le grandi porte interne e collinari scomparse

1. Porta di Costantinopoli: Si trovava nella zona dell'attuale via Costantinopoli (vicino al Museo Archeologico Nazionale); fu abbattuta nel 1852. 

Storie di Napoli

2. Porta Medina: Costruita nel 1640 per volere del viceré duca di Medina nei pressi di Montesanto, fu abbattuta nel 1873. 

Storie di Napoli

3. Porta dello Spirito Santo: Sorgeva all'inizio dell'attuale via Roma (altezza piazza Sette Settembre). 

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4. Porta Carbonara: Situata nell'omonima via Carbonara, difendeva l'accesso nord-orientale prima dell'allargamento aragonese. 

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5. Porta del Carmine (o Porta del Mercato): Un varco monumentale ed importantissimo adiacente a piazza Mercato e alla Basilica del Carmine, abbattuto durante i lavori del Risanamento. 

Wikimedia Commons +1

6. Porta di Posillipo: Situata nella parte occidentale della città storica per controllare l'accesso verso la collina omonima. 

Storie di Napoli +1

7. Porta Pertuccia: Un piccolo accesso situato nei pressi della zona di San Carlo/Palazzo Reale. 

8. Porta Reale: Costruita nel 1536 e demolita nel 1775, fungeva da importante snodo di collegamento. 

Storie di Napoli

🌊 Le "Porte di Mare" (lungo l'odierna Via Marina)

Molte delle porte mancanti erano piccoli o grandi varchi fortificati che si aprivano direttamente sulla spiaggia e sul porto per consentire il passaggio delle merci: 

9. Porta di Massa: Chiamata così perché vi attraccavano le imbarcazioni mercantili cariche di prodotti provenienti da Massa Lubrense.

10.               Porta della Conceria: Situata nella zona dove lavoravano le pelli (sostituita poi nel 1748 dal Vado del Carmine).

11.               Porta dei Tornieri: Di questa porta aragonese rimane in realtà un piccolissimo frammento (un arco in piperno inglobato nell'ingresso di un locale in via Marina).

12.               Porta dello Sperone del Sale: Legata ai magazzini e al commercio del sale.

13.               Porta della Mandra: Situata nell'area portuale storica.

14.               Porta del Pesce: Destinata al passaggio dei pescatori e del pescato verso i mercati.

15.               Porta Caputo: Un varco marittimo minore.

16.               Porta Olivares: Legata alle strutture difensive e commerciali della costa.

17.               Porta di Mezzo: Situata in posizione intermedia lungo la linea di costa aragonese.

18.               Porta di Sant'Andrea: Varco marittimo adiacente a storici insediamenti di pescatori.

19.               Porta della Marina del Vino: Dedicata allo sbarco e al commercio delle botti di vino.

20.               Porta del Molo Piccolo: Serviva l'antico porticciolo mercantile della città.

21.               Porta della Calce: Legata al transito dei materiali da costruzione.

22.               Porta delle Pulci: Un altro antico accesso della zona costiera orientale.

23.               Porta di Santa Maria a Parete: Situata nella zona vicina alle mura orientali. 

Storie di Napoli +3

Molte di queste zone mantengono ancora oggi il nome della vecchia porta nella toponomastica cittadina (come Via Porta di Massa o la stessa Via Carbonara), custodendo la memoria di una Napoli un tempo interamente racchiusa e protetta dalle sue mura. 

 

 

Buon Mercoledì 7 Ottobre 2036

 

 

 

Buon Mercoledì 7 Ottobre 2036                                             San Marco – San Sergio – San Marcello

Dopo le manifestazioni di proteste in Francia di mezzo milione di giovani studenti in diverse città in piazza. con incidenti e scontri e  con lezioni sospese, mentre in Spagna dopo la sconfitta dell ’attuale “governo Sanchez”, sul problema della casa, si andrà alle prossime elezioninazionali, invece in Italia ci si bidatte in Parlamento per cambiare la nuoiva legge elettorale invece di trovare soluzioni per i tanti problemi, che assillano i cittadini (Scuola, sanità e l’aumento del costo della vita.

Dopo questa mia  constatazisoloone sulla realtà, che stiamo vivendo, “Carissime amiche lettrici e Stimatissimi amici lettori”,omunque si va avanti e  vi posterò una curiosità storica, riguardante le antiche porte della città di Napoli.per distrarci un po’.

Dalle curiosità storiche di Sasà’O Pfrofessore

Antiche porte d'accesso alla città di Napoli

A Napoli erano presenti originariamente circa 25 o 26 antiche porte d'accesso alla città murata. Oggi ne restano visibili quattro principali e storiche

Porta Capuana: È la più grande e maestosa, un monumentale arco in marmo bianco del Rinascimento (1484) incastonato tra due torri merlate chiamate Onore e Virtù. Prende il nome dalla strada che portava a Capua.

Porta Nolana: Situata vicino alla Stazione Centrale e al mercato del pesce, risale al XV secolo e mostra un bassorilievo , che raffigura l'immagine di Ferdinando D'Aragona, del re Ferrante d'Aragona. conosciuto anche come Ferrante  e prende il nome dalla strada per Nola.

Porta San Gennaro: È la porta più antica di Napoli, menzionata già nel X secolo (e spostata nel XVI secolo da Don Pedro di Toledo). Si trova in piazza Cavour e conserva uno storico affresco di Mattia Preti.          Port'Alba: Eretta nel 1625 per volere del viceré Antonio Álvarez de Toledo (duca d'Alba) in piazza Dante (un tempo Largo Mercatello), è celebre per il suo passaggio pedonale storico e le librerie della città.



 



martedì 6 ottobre 2026

Buon Martedì 6 Ottobre 2026

 

Buon Martedì 6 Ottobre 2026                                   

San Bruno – Sant’Isidoro –

Dopo l’incruenta manifestazione delle assocaizioni degli emigranti di Vicenza e dopo le bellissime vittorie calcizstiche Italiane, sia degli “Under 21” , che quella della nazonale” per i torinei europei di calcio, che dimostrano che che non dovrebbero esserci discriminazioni tra tutti gli essere, esseri viventi, presenti sul nostro territorio nazionale , l’Italia, dove anche se di genitori straniero sono e si sentono ugualmente italiani.

Dopo questa mia  constatazisoloone sulla realtà, che stiamo vivendo, “Carissime amiche lettrici e Stimatissimi amici lettori”, vi posterò una curiosità storica, riguardante le principali differenze culinarie tra sarde e alici nella cucina napoletana.

Dalle curiosità storiche di Sasà’O Pfrofessore

Le Sarde e: Perchè a Napoli  non  hanno mercato?

 

 Stiamo parlando di pesce azzurro, sapete  quei pesci, che hanno la colorazione dorsale blu scuro, alcune volte è presente anche un po' di verde mentre la parte vrentrale è argentea.

Sono i pesci che sono pescati nei nostri mari e per questo motivo sono alquanto economici e facevano parte  una volta  solo delle mense dei più poveri.

Una  vecchia leggenda tramanda infatti che un gruppo di pescatori tirò su con le reti il cadavere di un annegat

o.con infilzz ate delle sarde e fdivene per questo motivo    un racconto di fantasmi e maledizioni legato proprio al rispetto dovuto ai morti in mare.

 Eppure le sarde o meglio le  sardine  rientrano tra i pesci più noti,  come l'aguglia, l'alaccia, l'alice, il ciceniello, il pesce sciabola, la sardina, lo sgombro,  Inoltre possono essere considerati azzurri per la loro colorazione, anche molti pesci che, per dimensioni e forme, non hanno nulla in comune con "gli azzurri" più conosciuti. Tra questi troviamo l'alalunga, l'alletterato, il biso, la lampuga, la palamita, il pesce spada e il tonno. Il pesce azzuro sotto l'aspetto nutritivo è caratterizzato da grazzi  insaturi , in particolare quelli noti come "omega  3 e da quelli che fanno bene al cuore ed alle artiere.  Di questa prerogativa sono privi i grassi degli animali dierra, più ricchi di composti "saturi" che, al contrario, se consumati in eccesso, possono facilitare l'insorgenza di alcune malattie, spesso favorite da una vita sedentaria e da una dieta poco equilibrata, ricca di calorie e colesterolo.

Quest'ultimo, invece, è contenuto solo in modeste quantità, salvo poche eccezioni, nei prodotti ittici. Il pesce fresco (riconoscibile dall'occhio vivo, la pelle brillante e le branchie rosse), è capace di fornire un buon alimento per una ottima dieta.                                 A Napoli le sarde si trovano e si vendono nei mercati ittici (come quello storico di Porta Nolana e di Porta Capuana), anche se la tradizione locale preferisce da sempre altri tipi di pesce azzurro, in particolare le alici (o acciughe) e i cicinielli, che dominano le ricette tradizionali della cucina partenopea.

Se la frase viene intesa come un modo di dire o un interrogativo popolare, non esiste un vero e proprio blocco commerciale o un divieto specifico sulle sarde nella città, le quali abbondano nei mari del Mediterraneo e sui banchi dei mercati locali insieme ad altro pesce fresco.

le immafini sottostanti sono :


Le sarde o le sardine 

 


Le sarde  o sardine

lunedì 5 ottobre 2026

Buon Lunedì 5 Ottobre 2026

 

 

Buon Lunedì  5 Ottobre 2026                                               San Placido – San Bartolo – Santa Flora

Se non ci sarà accordo per porre fine a tanti conflitti in essere, non c’è scampo, perché coinvolgerebbe tutti i paesi del nostro pianeta ed  avverrebbe la fine degli esseri viventi, presenti su questo unico pianeta  del sistema solare il nostro, dove tuttora esistono.

Quinndi occorre  tanta  comprensione di tutti i cittadini di non eleggere nelle prossime elezioni personaggi, che non desiderani la pace, ma che per imporre il loro potere, usano le armi, ormai solo distruttive

Dopo questa mia  constatazisoloone sulla realtà, che stiamo vivendo, per non rattristarci, “Carissime amiche lettrici e Stimatissimi amici lettori”, vi posterò una curiosità storica, riguardante un’altra espressione della lingua napoletana, facente parte degli antichi proverbi della saggezza del popolo napoletano, della  sua cultura comica, ma piena di filosofia.

Dalle curiosità storiche di Sasà’O Pfrofessore

Dicette 'a vecchia: - Si nun te levano 'a tiana 'a copp'ô ffuoco, manco t''a fanno mettere

È un famosissimo proverbio napoletano (spesso attribuito alla saggezza popolare con la formula ("Dicette 'a vecchia:  Si nun te levano 'a tiana 'a copp'ô ffuoco, manco t''a fanno mettere.") che descrive l'invidia e la cattiveria meschina di chi, pur non riuscendo a toglierti ciò che hai già ottenuto o il bene che vivi in quel momento, fa di tutto per impedirti di ripeterlo o di avere nuovi momenti felici in futuro.

Il significato letterale sta ad indicare :

'A tiana: La pentola di coccio o il tegame tradizionale.

'A coppa 'o fuoco: Sopra il fuoco, in cottura.

Ed il suo senso è: se non riescono a portarti via lpentola, che hai già sul fuoco (il tuo presente o il tuo successo attuale), ma fanno in modo che tu non possa più metterne una sul fuoco prossimamente (impedendoti futuri progressi o gioie).

Il detto in modo figurativo smaschera le persone invidiose che non tollerano la serenità o la prosperità altrui. Se non possono sabotare o distruggere il presente, agiscono nell'ombra per sbarrare la strada a qualsiasi nuova opportunità o traguardo futuro, frenando la tua vita o i tuoi progetti con la loro negatività.

Come co lo stesso più o meno signgicato, l’altro similare  Proverbio Napoletano: DICETTE ‘A VECCHIA: “SI NUN TE PONNO ARRUBBÀ ‘A CARNE ‘A COPPA Ô FFUOCO, T’’A FANNO ABBRUCIÀ”

Questo altro famoso proverbio napoletano significa che chi è invidioso, se non riesce a rubarti o a portarti via ciò che hai di buono, farà in modo di rovinarlo o distruggerlo per dispetto.