giovedì 8 ottobre 2026

Buon Venerdì 9 ottobre 2026


Buon Venerdì 9 ottobre 2026                                                          San Dionigi- Sant’Abramo -,San Bernard o –San Diodoro

il Parlamento ha approvato  la legge  per cambiare il nuovo sistema di scelta dei candidati per le prossime consultazioni nazionali; ed intanto per la sua applicazione si  deve attendere il responso della corte costituzione, perché non travolga le previste norme costituzionali, mentre ugualmente i problemi della convivenza civile conitinuano e non vengono risolti.

Dopo questa mia  constatazisoloone sulla realtà, che stiamo vivendo, “Carissime amiche lettrici e Stimatissimi amici lettori”, comunque si va avanti e  vi posterò per non pensarci più di tanto la curiosità storica, riguardante un “Ospedale speciale”, che esiste forse solo a Napoli, che cura sclusivamente  “le Bambole”..

Dalle curiosità storiche di Sasà’O Pfrofessore

Ospedale delle Bambole

L'Ospedale delle Bambole di Napoli è un luogo unico e storico, fondato nel 1895 da Luigi Grassi in Via San Biagio dei Librai (Palazzo Marigliano).

l'Ospedale delle bambole di Napoli è un vero laboratorio artigianale di restauro ed un museo vivente attivo da oltre un secolo.

L'Ospedale delle Bambole oggi non è più soltanto un'antica bottega di artigiani, un posto dove rivivere la gioia di un momento unico dei ricordi.. degli oggetti a te più cari.

Sembra retorico affermare che dal 1800 ad oggi, attraverso quattro generazioni, l’Ospedale delle Bambole prosegua un discorso artigianale nato dall’amore per il bello, per tutto ciò almeno che bello era ma che il tempo e altro hanno sconvolto e che proprio in virtù di questo amore ritorna ai fasti di un tempo. Il restaurare oggetti, Santi, pastori bambole diventa nell’ospedale artigianato di qualità, diventa arte proprio perché le quattro generazioni citate si sono tramandate, oltre a tutti i segreti del mestiere, l’amore, la passione e il desiderio di restituire il sorriso a chi in fila, davanti alla porta di questa singolare bottega attende, come in un ambulatorio il proprio turno; ci sono adulti, bambini, tutti per lo stesso motivo: ritrovare nei propri oggetti lo splendore perduto.

Quindi “ l'Ospedale delle Bambole” si trova a Napoli in Via San Biagio dei Librai 39 (all'interno di Palazzo Marigliano), nel cuore del centro storico e della zona di Spaccanapoli.

L'Ospedale delle Bambole oltre ad essere un celebre laboratorio artigianale ed anche un museo storico

 Fu fondato  nel 1895 dallo scenografo e artigiano Luigi Grassi e oggi gestito dalla quarta generazione della famiglia Grassi. Il laboratorio di "cura": Funziona esattamente come un vero ospedale. I clienti portano bambole, orsetti, peluche o statue sacre rotte per una "diagnosi" e un preventivo. I pezzi vengono divisi in reparti come ortopedia, oculistica e parruccheria per essere restaurati con tecniche tradizionali.

·        Ha Il museo accanto al laboratorio dove si trova uno spazio espositivo che raccoglie giocattoli d'epoca, bambole di porcellana, legno, cartapesta e Barbie storiche, con filmati e percorsi multimediali sulla storia del giocattolo.

·        Si può visitare attualmente in Via San Biagio dei Librai, 39, Napoli “Biglietto d'ingresso: Circa 5 €”

 


 

 

Buon Giovedì 8 Ottobre 2026

 

 

Buon Giovedì 8 Ottobre 2026                                                          Santa Pelagia - Sant’Ugo  - San Felice -

Oggi finalmente il Parlamento dovrà approvare o  bocciare la legge  per cambiare il nuovo sistema di scelta dei candidati per le prossime consultazioni nazionali; ed intanto i tanti problemi, che assillano i cittadini (Scuola, sanità e l’aumento del di prezzi) conitinuano ad aumentare e non vengono risolti.

Dopo questa mia  constatazisoloone sulla realtà, che stiamo vivendo, “Carissime amiche lettrici e Stimatissimi amici lettori”, comunque si va avanti e  vi posteròper non pensarci più del dovuto, il prosieguo della curiosità storica, riguardante le altre antiche porte della città di Napoli.sconparse.

Dalle curiosità storiche di Sasà’O Pfrofessore

L'elenco delle 23 porte storiche scomparse

      Oltre alle 4 porte principali di Napoli +ancora miracolosamente intatte, (Porta Capuana, Porta Nolana, Porta San Gennaro e Port'Alba), la cinta muraria di Napoli contava storicamente circa 26-27 varchi d'accesso. La maggior parte di queste porte fu demolita a partire dal Settecento fino al periodo del Risanamento edilizio di fine Ottocento, soprattutto per agevolare la viabilità e ridisegnare la linea di costa (le cosiddette "porte di mare").

Eccovi l'elenco delle altre porte storiche ormai scomparse  e si suddivide principalmente tra grandi porte interne/cittadine e le numerose porte marittime rivolte sul golfo: 

Le grandi porte interne e collinari scomparse     come Porta di Costantinopoli, che si trovava nella zona dell'attuale via Costantinopoli (vicino al Museo Archeologico Nazionale); fu abbattuta nel 1852. 

1. Porta Medina: Costruita nel 1640 per volere del viceré duca di Medina nei pressi di Montesanto, fu abbattuta nel 1873.  e sorgeva all'inizio di piazza Montesanto, al termine di via Portamedina

2. Porta dello Spirito Santo: Sorgeva all'inizio dell'attuale via Roma (altezza piazza Sette Settembre). 

3. Porta Carbonara: Situata nell'omonima via Carbonara, difendeva l'accesso nord-orientale prima dell'allargamento aragonese. 

4. Porta del Carmine (o Porta del Mercato): Un varco monumentale ed importantissimo adiacente a piazza Mercato e alla Basilica del Carmine, abbattuto durante i lavori del Risanamento. 

5. Porta di Posillipo: Situata nella parte occidentale della città storica per controllare l'accesso verso la collina omonima. 

6. Porta Pertuccia: Un piccolo accesso situato nei pressi della zona di San Carlo/Palazzo Reale. 

7. Porta Reale: Costruita nel 1536 e demolita nel 1775, fungeva da importante snodo di collegamento. 

🌊 Le "Porte di Mare" (lungo l'odierna Via Marina)

Molte delle porte mancanti erano piccoli o grandi varchi fortificati che si aprivano direttamente sulla spiaggia e sul porto per consentire il passaggio delle merci: 

9.      Porta di Massa: Chiamata così perché vi attraccavano le imbarcazioni mercantili cariche di prodotti provenienti da Massa Lubrense.

10.               Porta della Conceria: Situata nella zona dove lavoravano le pelli (sostituita poi nel 1748 dal Vado del Carmine).

11.               Porta dei Tornieri: Di questa porta aragonese rimane in realtà un piccolissimo frammento (un arco in piperno inglobato nell'ingresso di un locale in via Marina).

12.               Porta dello Sperone del Sale: Legata ai magazzini e al commercio del sale.

13.               Porta della Mandra: Situata nell'area portuale storica.

14.               Porta del Pesce: Destinata al passaggio dei pescatori e del pescato verso i mercati.

15.               Porta Caputo: Un varco marittimo minore.

16.               Porta Olivares: Legata alle strutture difensive e commerciali della costa.

17.               Porta di Mezzo: Situata in posizione intermedia lungo la linea di costa aragonese.

18.               Porta di Sant'Andrea: Varco marittimo adiacente a storici insediamenti di pescatori.

19.               Porta della Marina del Vino: Dedicata allo sbarco e al commercio delle botti di vino.

20.               Porta del Molo Piccolo: Serviva l'antico porticciolo mercantile della città.

21.               Porta della Calce: Legata al transito dei materiali da costruzione.

22.               Porta delle Pulci: Un altro antico accesso della zona costiera orientale.

23.               Porta di Santa Maria a Parete: Situata nella zona vicina alle mura orientali. 

Molte di queste zone mantengono ancora oggi il nome della vecchia porta nella toponomastica cittadina (come Via Porta di Massa o la stessa Via Carbonara), custodendo la memoria di una Napoli un tempo interamente racchiusa e protetta dalle sue mura. 

mercoledì 7 ottobre 2026

Buon Mercoledì 7 Ottobre 2036

 

 

 

Buon Mercoledì 7 Ottobre 2036                                             San Marco – San Sergio – San Marcello

Dopo le manifestazioni di proteste in Francia di mezzo milione di giovani studenti in diverse città in piazza. con incidenti e scontri e  con lezioni sospese, mentre in Spagna dopo la sconfitta dell ’attuale “governo Sanchez”, sul problema della casa, si andrà alle prossime elezioninazionali, invece in Italia ci si bidatte in Parlamento per cambiare la nuoiva legge elettorale invece di trovare soluzioni per i tanti problemi, che assillano i cittadini (Scuola, sanità e l’aumento del costo della vita.

Dopo questa mia  constatazisoloone sulla realtà, che stiamo vivendo, “Carissime amiche lettrici e Stimatissimi amici lettori”,omunque si va avanti e  vi posterò una curiosità storica, riguardante le antiche porte della città di Napoli.per distrarci un po’.

Dalle curiosità storiche di Sasà’O Pfrofessore

Antiche porte d'accesso alla città di Napoli

A Napoli erano presenti originariamente circa 25 o 26 antiche porte d'accesso alla città murata. Oggi ne restano visibili quattro principali e storiche

Porta Capuana: È la più grande e maestosa, un monumentale arco in marmo bianco del Rinascimento (1484) incastonato tra due torri merlate chiamate Onore e Virtù. Prende il nome dalla strada che portava a Capua.

Porta Nolana: Situata vicino alla Stazione Centrale e al mercato del pesce, risale al XV secolo e mostra un bassorilievo , che raffigura l'immagine di Ferdinando D'Aragona, del re Ferrante d'Aragona. conosciuto anche come Ferrante  e prende il nome dalla strada per Nola.

Porta San Gennaro: È la porta più antica di Napoli, menzionata già nel X secolo (e spostata nel XVI secolo da Don Pedro di Toledo). Si trova in piazza Cavour e conserva uno storico affresco di Mattia Preti.          Port'Alba: Eretta nel 1625 per volere del viceré Antonio Álvarez de Toledo (duca d'Alba) in piazza Dante (un tempo Largo Mercatello), è celebre per il suo passaggio pedonale storico e le librerie della città.