sabato 25 luglio 2026

Buon Sabato 25 Luglio 2026

 

Buon Sabato 25 Luglio 2026                                    San Giacomo-San Rodolfo-San Cristoforo

Purtroppo  i conflitti  Sia quello Medio-Orientale, yta Usa Iran e Islraele Libano Palestinese, come pure quello tra la Russia e l’Ucraina, sono sempre vivi e non si riesce a trovare una risolutiva tregua oer arrivare alla pace per non creare  ulteriori le trepidazioni .                                                                Oggi, però, dopo la curiosità storica viaria di Napoli di ieri, cari amici lettori e stimatissime amiche lettrici,  questa volta, vi posterò un sistema speciale, l’autostrada, Napoli e Salerno, che fece evitare il traffico e raggiungere velocemente le località archeologiche di Pompei e le zone della penisola sorrentina e stabiese fino alla città di Salerno,                                               Dalle Curiosità Mitologiche di Sasà ‘O Professore      

Autostrada Napoli-Pompei

 L'autostrada Napoli-Pompei è stata la seconda autostrada ad essere aperta in Italia, ed è la prima del Sud, inaugurata il 22 giugno 1929

·         il Progetto: Ideata per collegare Napoli a Pompei, poi prolungata fino a Salerno nel 1964.che è stata

·         Importante perchè: ha cambiato lo sviluppo economico della Campania

Quindi con questa Autostrada, una delle prime autostrade della CAMPANIA, che fece passare dal traffico dei carri trainati da cavalli o da muli, alla seconda autostrada italiana, dopo la Milano-laghi, in ordine di tempo.

Il tratto del'autostrada Napoli-Pompei, ultimata il 22 giugno 1929, è una delle più antiche d'Italia,

Nel 1923 cominciano i primi progetti, i primi sogni, da cui partorirà l’idea di una strada, destinata alle auto, che congiunga Napoli a Salerno.

Prima di tracciare la storia di questa autostrada, vale la pena ricordare la realtà che le due province interessate stanno vivendo un impatto necessario  in quanto il Porto di Napoli procura una mole enorme di lavoro e per smaltirla occorrono oltre ottomila carri al giorno, che percorrono, senza sosta, il percorso da Napoli a Salerno. Le due Province esportavano paste alimentari per un valore complessivo di 21.000.000 di lire e per un quantitativo di circa 90.000 quintali di merce.

Mentre l’atto costitutivo della Società Autostrade Meridionali viene stilato il 21 maggio 1925, il 25 giugno dello stesso anno nasce concretamente l’Autostrada Napoli-Salerno: è la prima del Mezzogiorno e la seconda in Italia.

Napoli vive una giornata storica: il 25 giugno del 1925 alle ore 9:00, in località Barra, il Ministro dei Lavori Pubblici, On.le Giovanni Giurati, darà tre colpi di piccone inaugurale all’Autostrada Napoli-Salerno..

il prolungamento dell’autostrada Napoli Pompei verso la provincia di Salerno debba abbinarsi quello di un più facile e decoroso accesso verso Napoli”. Infatti, scrive Il Mattino a proposito del problema in questione, visto che ci sono aspetti economici da non sottovalutare per quei tempi: si parla infatti di una spesa che si aggira sui centotrenta milioni di lire. li.

Il presidente Tosti di Valminuta dice ad Umberto di Savoia che “questa autostrada, per le zone che percorre e per le mete archeologiche che raggiunge, è indubbiamente la più bella e suggestiva d’Italia, forse del Mondo”….                 “I caselli di Napoli (via Galileo Ferrarsi o San Giovanni) diventano ufficialmente, dal luglio 1936 in poi, (la porta) di ingresso all’area vesuviana e a quella salernitana, che gravita su Pompei.

La guerra è la protagonista assoluta del decennio. dal 1943 ak 1954. Si possono, però, ricostruire gli avvenimenti di quel tempo rileggendo i verbali redatti dal presidente Luigi Tosti per i consiglieri d’amministrazione: “La gestione dell’esercizio della nostra autostrada ebbe termine l’8 settembre 1943, data in cui i Tedeschi dopo la loro fuga dal 29 settembre dinanzi alla avanzata vittoriosa delle Forze Alleate. quando fu creata  la sede sociale in Via Galileo Ferraris  vicino ai muri esterni di una casa e la sua copertura anche essa parzialmente distrutta. Detti danni, salvo ulteriori aggiornamenti, risultano dettagliati nella descrizione e stima del presidente della società appaltatrice dei lavori, che furono eseguiti ed ammontavano a circa 16 milioni e 720 mila lire”. Durante gli anni cinquanta, quelli del “miracolo economico” segnano una svolta decisiva per quanto riguarda l’assetto e la struttura della Napoli-Salerno. Infatti, tra il 1952 ed il 1955, il capitale sociale viene elevato da 20 milioni ad un miliardo e 120 milioni. Contemporaneamente viene verificata la frequenza del traffico sull’autostrada, che è aumentata di ben sette volte rispetto al 1929 (non più di 800 veicoli al giorno).

Tra il 1956 e il 1958 vengono affrontati il problema del raddoppio e del prolungamento dell’autostrada verso Salerno, per avvicinarla a Napoli. L’allargamento si avrà da San Giovanni a Teduccio al bivio per Pompei e Castellammare; il tutto a tempo di record. Il primo tratto è aperto al traffico nel 1958, con due mesi di anticipo sulle previsioni.

il prolungamento dell’autostrada Pompei-Salerno: Entra in funzione nel 1964, dopo soli cinque anni dall’inizio dei lavori. Il traffico, intanto, continua ad aumentare ed anche il numero di utenti.

Si comincia poi a pensare ad una serie di collegamenti tra la stessa autostrada e il litorale vesuviano. Tra il 25 aprile 1968 ed il 1975 verrà costruita la Tangenziale. Nello stesso giorno iniziano i lavori per la nascita dell’Alfa Sud.

negli anni del 1971-1980: L’autostrada continua il suo sviluppo in quanto  l’ANAS acconsente alla realizzazione di una galleria “paramassi” di circa 100 metri lineari ed Il traffico viene riaperto in pochi giorni. Infine all’altezza di Vietri, dove il paesaggio diventa quasi irreale, nasce l’idea di creare quattro piazzole alberate, le note“terrazze”, che si affacciano su uno dei panorami più belli del mondo.  Alla Autostrade Meridionali S.p.A. viene rilasciata la concessione con scadenza nel 2012.

Nel 2000 cominciano anche i lavori per gli svincoli di Torre del Greco, Pompei, Torre Annunziata Sud, riammodernamento della stazione di Castellammare, realizzazione della 3^ corsia         A partire dal 1° aprile 2022 la Concessione per la gestione dell’Autostrada A3 “Napoli-Pompei-Salerno” è stata trasferita alla società “Salerno Pompei Napoli S.p.A.”, in esito della procedura di gara di riaffidamento della precedente concessione scaduta nel 2002 in capo alla società Autostrade Meridionali S.p.A.

La nuova Convenzione ha una durata di 25 anni e prevede la realizzazione di nuovi investimenti per 389,2 milioni di euro, con un programma di investimenti, che include l’adeguamento dei viadotti autostradali, la progressiva sostituzione delle barriere di primo impianto e l’ammodernamento degli impianti.

 

 

 

venerdì 24 luglio 2026

Buon Venerdì 24 Luglio 2026

 

Buon Venerdì 24 Luglio 2026                                              Santa Cristina-Santa Ludovica-San Declano

Oggi , dopo la curiosità mitologica, Vi posterò, una curiosità storica, cari amici lettori e amiche stimatissime lettrici, riguardante questa volta, un nuovo sistema viario, come una speciale autostrada, che fa evitare il traffico della città metropolitana di Napoli e fa raggiungere velocemente le località limitrofe  non solo storiche sul mare, come Bacoli , Pozzuoli, Cuma, ma anche   di villeggiatura, sul litorale Est tirreno, come Licola, Castelvolturno e Mondragone.

Dalle Curiosità Mitologiche di Sasà ‘O Professore      

La Tangenziale di Napoli

La Tangenziale di Napoli nasce ufficialmente il 31 gennaio 1968 con la firma della convenzione per la costruzione. Per la realizzazione dell'intera opera sono occorsi circa 24 anni: l'apertura dei primi tratti avvenne nei primi anni '70, mentre il completamento dell'intero tracciato originario è datato 1992 percorso di costruzione si è articolato in diverse tappe progressive:

·         1968: Inizio ufficiale dei lavori.

·         8 Luglio 1972: Apertura del primo tratto, dalla zona Domiziana fino allo svincolo di Fuorigrotta.

·         1973 - 1977: Apertura progressiva di gran parte del tracciato cittadino, inclusi gli svincoli del Vomero (1973), Camaldoli (1973), Arenella (1975), Capodichino (1975) e Capodimonte (1977).

·         26 Maggio 1992: Completamento dell'opera con l'apertura dello svincolo della Zona Ospedaliera.

L'arteria, lunga complessivamente 20 km e oggi classificata come autostrada A56, è gestita dalla società “Tangenziale di Napoli S.p.A.”.

·         Infatti l’Autostrada A56  , detta anche Tangenziale di Napoli, costituisce l'asse di attraversamento principale della di Napoli. Lunga 20 km, è interamente gestita da ”Tangenziale di Napoli S.p.A.”. del gruppo Autostrade per l'Italia.

Il suo tracciato inizia a Capodichino, al termine del ramo Capodichino dell'autostrada A1, e attraversa l'intera città di Napoli da oriente a occidente, sino a raggiungere l'area flegrea di Pozzuoli.

Il progetto dell'infrastruttura prende vita il 31 gennaio 1968, quando venne firmata una convenzione tra l'Anas e Infrasud, del gruppo IRI-Italstat, per la costruzione e il successivo affidamento della gestione per 33 anni del percorso viario.                                                      L'intera arteria fu costruita con capitali al 70% Iri, 15% Sme, 15% Banco di Napoli. Progettata da Spea e realizzata da Italstrade.                                  Il costo dell'opera venne stimato in 46 miliardi di lire (circa 535 milioni di euro calcolata l'inflazione).

Il primo tratto venne inaugurato l'8 luglio 1972 tra la Domitiana e Fuorigrotta  seguito dall'inaugurazione negli anni successivi degli ulteriori tratti sino a Capodichino, raggiungibile dal 16 novembre 1975. Ulteriori aperture del 1976 e del 1977 furono gli svincoli di Corso Malta e di Capodimonte. Nel 1992 l'ultimo svincolo aperto, 1quello della Zona Ospedaliera (l'unico esistente solo in uscita, ma esiste un progetto per realizzarne anche l'entrata).

Questa autostrada speciale attualmente è:             la tangenziale di Napoli, che è costituita da tre corsie per senso di marcia e termina a Capodichino, dove si immette sull'autostrada del Sole tramite il Ramo Capodichino.
Le opere ingegneristiche più evidenti sono il viadotto Capodichino (1360 metri e altezza massima 60 metri), il viadotto Arena Sant'Antonio (812 metri), il viadotto Fontanelle (230 metri) e le gallerie Vomero (1035 metri) e Capodimonte (1060 metri).

È l'unico asse urbano interamente a pedaggio, a forfait, indipendente quindi dalla distanza percorsa, di 1,05€ (alla sua apertura, nel 1972, era di 300 lire) e si paga sempre in uscita:

 le tangenziali di Milano e Torino, al contrario, si pagano solo per l'attraversamento, solo in alcuni punti.

In origine, il pedaggio sarebbe dovuto servire a ripagare le spese di costruzione dell'opera, realizzata con capitale interamente privato, e rimanere, in seguito a un accordo con l'Anas, fino al 2001. Il pedaggio, nonostante l'accordo fosse scaduto, è rimasto, senza motivazioni ufficiali, per sette anni, dal 2001 al 2008. Nel 2008 è stato firmato un nuovo accordo e, pertanto, ora il pedaggio rimane ufficialmente per finanziare interventi, concordati dalla società di gestione della tangenziale, in zona ospedaliera.[7]

Gli introiti, derivanti dal pedaggio, ammontano a circa 6 milioni di euro al mese.

Lungo tutta la tangenziale sono presenti sessantacinque telecamere (trentaquattro nelle gallerie), barriere fonoassorbenti e display informativi gestiti da una complessa sala monitoraggio. Nel complesso tra casellanti e funzionari gli addetti sono circa trecentocinquanta.

A causa dell'elevato numero di incidenti stradali, la velocità massima consentita lungo l'intero asse è limitata a 80 km/h e controllata 24 ore su 24 mediante postazioni Tutor.

Il flusso di traffico che interessa questo tratto autostradale è di circa 270.000 attraversamenti al giorno.

La gestione della tangenziale è di competenza di Tangenziale di Napoli S.p.A., società del gruppo Autostrade per l'Italia.

 

mercoledì 22 luglio 2026

Buon Giovedì 23 Luglio 2026

 

 

Buon Giovedì 23 Luglio 2026

Santa Brigida - San Sergio – San Savero

 

Oggi intanto, dopo la curiosità storica curiosità riguardante “le Ninfe” ,che erano divinità femminili minori, che personificano le forze, gli elementi e gli aspetti rigogliosi della natura e luoghi di Villeggiatura, come Gaeta,  Vi posterò, cari amici lettori e stimatissime amiche lettrici, questa volta, un’altra  mia curiosità mitologica, solo “ Greca”, riguardante il sentimento dell’amore, che che fa affrontare e superare ogni avversità della vita

Dalle Curiosità Mitologiche di Sasà ‘O Professore      

Il mito di Cadmo ed Armonia

 

 Iniziamo a dire che Cadmo è una figura della mitologia greca, figlio di Agenore re di Tiro e di Telefassa e fratello di Europa ed è considerato il fondatore della città greca di Tebe.

Armonia: anch'ella è una figura della mitologia greca, figlia di Ares, (per i romani, il Dio Marte) e di  Afrodite, (venerata a Roma come Venere).

 Le nozze dei due personaggi mitici, (Cadmo e Armonia) furono volute da. Zeus (Giove, il padre di tutti gli dei olimpici) ed la cerimonia ufficiale si svolse sulla Cadmea (la cittadella di Tebe); e fu tanto importante, in quanto furono ricordate come le prime nozze di mortali cui assistettero gli Dei olimpi. 

La leggenda prende spunto, dopo il rapimento di Europa (sorella di Cadmo) da parte  di Zeus, ed il padre Agenore, che inviò sia Cadmo, che i suoi fratelli, Fenice e Calice, e la moglie Telefassa alla sua ricerca, ordinando di non tornare prima d'averla trovata.

Cadmo iniziò la ricerca, ma dopo la morte della madre (Telefassa), si recò presso l'oracolo di Delfi per avere informazioni e consigli. L'oracolo interpellato, gli suggerì di interrompere la ricerca della sorella, poiché era stato destinato a fondare  una nuova città, nella località indicata nel seguire una vacca, fino a quando questa non si fosse accasciata a terra, perché stanca  e prostrata dalla fatica  dopo il molto peregrinare.

 

Di lì a poco Cadmo e i suoi compagni incrociarono una vacca diretta a oriente, che portava su entrambi i fianchi il segno della luna (un disco bianco, che ricordava la luna piena) e la seguirono. L'animale si fermò solo al centro della Boezia: cui Cadmo decise di edificare la nuova città. Nel frattempo volle sacrificare la vacca alla dea Atena (Minerva), ma nel mentre i suoi compagni stavano per attingere l'acqua presso una fonte sorgiva lì vicina, chiamata “Sorgente di Ares (Marte)”. La sorgente era custodita da un drago, sacro ad Ares (Marte), che uccideva chiunque  si avvicinasse per approvvigionarsi dell’acqua divina.

Nell’attingere la sacra acqua i compagni di Cadmo furono uccisi da un grande serpente, il drago di Ares, che custodiva la fonte.                               Cadmo, allora protetto da Atena, affrontò  l'orrida bestia con le sue tre teste e l’uccise affondandogli la spada in una delle tre gole, inchiodandola  al tronco di una delle querce situata nei pressi.

Seguendo, poi, le indicazioni della stessa Atena, che gli fece seminare i denti del serpente/drago, da cui nacquero degli uomini armati, che vennero chiamati gli Sparti (cioè gli uomini seminati)  che, combattendosi senza alcuna ragione data la loro ferocia, si uccisero tra di loro. Di questi uomini armati, i cosiddetti Sparti, ne sopravvissero solo cinque, che furono identificati, come gli abitanti della nuova città.

Dopo l’uccisione del Drago , sacro ad Ares (il dio Marte) e dopo aver espiato il sacrilego misfatto con una pena di ben otto anni di schiavitù al servizio dello stesso Dio e dell’intero Olimpo, Cadmo  per volere divino e della sua diretta protettrice la dea Atena   divenne infine  re di Tebe.

Assurto a tale dignità regale Cadmo, ricevette da Zeus (Giove), (il potente re di tutti gli dei olimpici),  come sposa, Armonia, che  era la figlia di Ares ( Marte) e di Afrodite ( Venere),  quale suffragio per il rapimento di Europa , sorella di Cadmo, da lui operato sulla spiaggia  di Sidone nella regione Siria .

Alla cerimonia nuziale di Cadmo ed Armonia parteciparono tutti gli dèi dell’Olimpo, che vi  presero parte su un cocchio trainato da fiere e guidato dal Dio  Apollo.la festa , poi, fu allietata dall'intervento canoro delle Muse.

Ciascun dio olimpico portò doni preziosi, tra cui una veste meraviglliosa con uno sfarzoso  mantello, un peplo celestiale, tessuti dalle Cariti;  e soprattutto una collana d'oro, che Afrodite (Venere), madre della sposa aveva consegnato a Cadmo (lo sposo) e che lo stesso appuntò al collo della sposa, che era stata realizzata dalle mani di Efesto (Vulcano), il dio fabbro.

Da Cadmo e Armonia nacquero quattro figlie, tutte destinate ad un tragico destino (Semele, Agave, Autonoe e Ino) e un solo figlio maschio, Polidoro, da cui sarebbe discesa la dinastia di Edipo, anch’essa destinata a una sorte fatale e tragica.

Verso la fine della loro vita  Cadmo e Armonia, abbandonarono  Tebe e lasciarono il trono al nipote, Penteo, figlio di Agave, che aveva sposato a sua volta  Echione, uno dei cinque sopravvissuti degli Sparti ( i fondatori della città).

Cadmo,infine, chiese di poter espiare tutte le sue colpe e di essere trasformato in serpente; per non essere divisa dal marito, Armonia chiese di poter subire la stessa sorte. Di nuovo uniti, i due si rifugiarono poi in un bosco.

Secondo il poeta latino, Ovidio, Cadmo e Armonia, ormai vecchi, furono trasformati dagli dèi in serpenti per completare la loro espiazione della morte del mostro serpente  e, secondo una tradizione mitica, trasportati da Zeus nell’isola dei Beati.