venerdì 21 agosto 2026

Buon Venerdì 21 Agosto 2026

 

 Buon Venerdì 21 Agosto 2026                    

San Pio X ,Papa –

Per farci trepidare non bastavano i conflitti in essere (tra Russia/Ucraina, tra Usa/Iran e Israele/Libano-Palestina) si è aggiunto anche il cambiamento climatico, che produce ancora un caldo asfissiante nelle nostre regioni meridionale, mentre, in quelle centrali e del Nord,  fa verificare violenti tempeste con forti venti, che sdradicano alberi che si abbattono su case o ingombrono strade e non permettono la transibilità.  

 Oggi, care amiche lettrici e stimatissimi amici lettori, vi posterò,ugualment un’altra mia curiosità di un detto popolare napoletano, relativo al termine Carro, creato verso la fine della seconda guerra mondiale, che sta a indicare una folla di persone diverse e ammassate su un vagone ferroviario, utilizzato dalle truppe  tedesche per i deportati  per un viaggio difficile senza speranza

Dalle Curiosità Storiche di Sasà ‘O P

'O Carro 'E Pickipò

Un’altra espressione napoletana, che utilizzò il carro, non come era il mezzo, ‘inghirlandato con gente festosa per svolgere un rito religioso,         quale fu (O Carre ‘e Battaglino), ma è la storpiatura del nome della destinazione di vagoni ferroviari, che partivano verso vari lager e centri di detenzione e smistamento del Terzo Reich attivi in Germania.

 Tale termine, era detto del treno per determinare una situazione tumultuosa, creata di un ammassamento di persone deportate, che gridavano la loro cattiva sorte

L'espressione "'o Carro 'e Pickipò" (o carro di pickipò) nasce a Napoli verso la fine della seconda guerra mondiale e indica una folla di persone diverse e ammassate su un mezzo di trasporto per un viaggio difficile, e deriva dalla storpiatura popolare di un termine tedesco scritto sui treni dei deportati in partenza.

·        Infatti erano I treni della disperazione, che dalle stazioni di Napoli e  sui vagoni in tedesco c'erano scritte indicazioni o nomi di campi lager di concentramento in tedesco e tali speciali treni

 partivano con convogli, pieni di deportati, diretti in Germania.

Sui vagoni  con la scritta tedesca c'erano indicazioni o nomi di campi lager di concentramento in tedesco.

·        Quel nome straniero e difficile da pronunciare suonava incomprensibile alle orecchie dei napoletani, che storpiato lo trasformarono foneticamente nel grottesco e popolare "pickipò".

·        Su quei treni salivano a forza centinaia di persone di ogni ceto sociale, cultura e religione, stipate e senza più nulla da sperare per la loro vita

Il Significato Metaforico del Detto " 'o Carro 'e Pickipò" nel gergo napoletano e comune, l'espressione ha assunto nel tempo un valore simbolico, che Indica un gruppo eterogeneo di persone con idee e storie diverse, che si trovano a condividere un percorso duro, faticoso o un'avventura incerta, come la solidarietà e il destino comune, che diventa la metafora di un viaggio collettivo vissuto senza gerarchie, dove le diversità si annullano davanti a una sorte condivisa.

 

==========================================

 la frase nel tempo moderno,spesso, fu  riferirita  a Calciopoli, lo scandalo del calcio italiano del 2006, nonchè, quando, la squadra del  Napoli, era allenata da Rino Gattuso, ci furono tanti commenti, che la definirono la squadra “'o Carro 'e Pickipò" dopo una sonora sconfitta, perchè i suoi atleti erano di diversa nazionalità e non si comprendevono.

 

giovedì 20 agosto 2026

Buon Giovedì 20 Agosto 2026

Buon Giovedì 20 Agosto 2026                                                       San Samuele -  San Bernardo – San Filiberto

Il caldo insopportabile anche oggi prosegue  da “Bollino Arancione, e un po di frescura, è solo un pio desiderio, in questo periodo agostiniano, perchè  non si sopporta più questa calura fastidiosa, che fa sudare.

 Oggi, però, care amiche lettrici e stimatissimi amici lettori, vi posterò, la quinta ed ultima puntata della  curiosità  del Debito Pubblico, sperando di aver soddisfatto perché abbikamo un tale enorme Debito Pubblico                                                                                           Dalle  Curiosità Storiche di Sasà ‘O Professore

Debito Pubblico  - 5 ^ puntata

 Siamo alla conclusione della conoscenza e della delucidazione del cosiddetto “ Debito Pubblico “ , delle preoccupazioni che suscita tra le persone che seguono le notizie di politica economica, cosa accadrà domani.

Speriamo con questa pratica delucidazione di essere riuscito nell’intento di averti fatto conoscere da dove deriva il termine “ Debito Pubblico”  e perchè  è diventato cosi alto,  perché se ne parla così tanto, oggigiorno, in modo quasi assillante e spaventevole, presago  di quale disastro economico.

 

“Questo vi volevo domandare , mio caro Professore Sasà “. Mi intimò con tono austero ed invitante il mio amico , Tore Castagna, quasi a volermi chiedere una soluzione a questo problema apparentemente senza via d’uscita imminente,

Proseguii la mia  spiegazione, rassicurando il mio carissimo amico Tore  dicendogli:

“I titoli di Stato sono da sempre considerati le forme di investimento finanziario col minore rischio finanziario, e quindi, anche,  se col minore rendimento che si ottiene (interessi), rispetto ad esempio alle azioni ( il dividendo non sempre attivo), e tutto questo per il fatto che la dichiarazione di insolvenza del debito pubblico ovvero il fallimento dello Stato emittente, è considerato, nel mondo moderno e nelle economie solide, un evento poco frequente, sebbene nell’ultimo decennio  si sono avute alcune eccezioni quali i casi  di  (Argentina, Islanda e Grecia)."

 

"Ora occupiamoci di cosa s’intende per Debito Primario o Debito Supremo di Uno Stato, Come preannunciato all'inizio della nostra conversazione". Prosegui continuando: "  Per debito primario o supremo,  detto anche - Debito internazionale -, è quel debito che si configura come il complesso dei prestiti esteri accesi allo scopo di  colmare un disavanzo, delle partite di beni e servizi acquistati e quelli venduti  presso  paesi esteri,  e non si riesce  ad onorare il risultante debito, neanche con compensazioni, sia monetarie che finanziarie, (cioè un paese che  manca dei mezzi di pagamento  accettati dal paese creditore.)"

 

E’  ‘na materia accussì cumplicata, ca  ‘e vote ‘nce capische cchiù niente, pure pecchè, simme trasute nell’Era  della globalizzazione, dove tutte è cagnate ed Je nun ‘nce raccapizze niente”. MI interruppe il caro Tore Castagna,

 

“Non ti preoccupare, non ti affliggere, desidero solo dirti per finire questa nostra conversazione, cosa è Lo Spread, I Btp italiani ed i Bund tedeschi.”

 

 

Cosi ripresi e continuai .” Diciamo subito che il riferimento del funzionamento attuale dei mercati finanziari ha una sua  regola, che stabilisce che il rischio dei titoli di credito di un qualsiasi Stato, ( nella misura della sua affidabilità da parte dello stesso, nell’onorare principalmente sempre i suoi debiti contratti),  è quasi nullo, e per la qual cosa quello Stato è ritenuto molto solido.

Data questa premessa, (esempio la Germania  i suoi  Titoli di debito pubblico sono considerati  privi di rischio, in quanto ancorati ad un’economia, quella tedesca, che nell’ambito dell’area dell’Euro è nota come la più forte e quella che oggettivamente. sta meglio". 

 

 

BTP e BUND , quindi, sono entrambi titoli dello Stato e precisamente : il  Btp, acronimo di "Buono del Tesoro Poliennale" è un titolo a tasso fisso emesso dallo Stato italiano ed ha una durata variabile che può andare dai 3 ai 30 anni, mentre il Bund è invece l’omologo titolo di credito tedesco, come il BTP italiano, ugualmente a tasso fisso emesso della Germania su varie scadenze a più anni.

 Ma cosa è esattamente lo Spread “,  carissimo  professore Sasà, che ci importa a noi dei titoli tedeschi, già tenimme ‘ e guaie nuoste ?”  quasi arrabbiato mi redarguì il buon Tore Castagna.

Facciamo ancora una volta chiarezza e precisiamo : 

“Lo spread . (negli anni 80 e 90 era il divario tra i Btp a tasso fisso  e i Cct a tasso variale ancorati al rendimento delle cedole dei bot  a 6 mesi ), attualmente è, inteso come, la differenza tra il tasso di rendimento di un Btp e di un Bund su una scadenza di 10 anni. In altri termini è il differenziale tra il rendimento del titolo decennale italiano e quello tedesco.

Quanto maggiore è lo spread, tanto più alto è il rischio che il mercato percepisce associato al Btp italiano. In altre parole si hanno maggiori i dubbi quando lo spread sale sulla capacità dello Stato italiano di rimborsare regolarmente i propri debiti. Per cui uno spread alto, ampio, sta a significare che il mercato ha paura e che richiede rendimenti più alti per investire su titoli dello Stato italiano. (cioè i btp italiani devono avere un tasso d'interesse più alto e questi interessi pesano sulle nostre spese).

Ora, occupiamoci del rendimento del titolo, non è il semplice guadagno degli interessi  annuali delle 2 cedole semestrali, ma  si deve aggiungere o diminuire anche la differenza che si guadagna o si perde quando il titolo è venduto prima della scadenza e quindi rimborsato al valore del titolo del capitale di quel momento sul mercato. inizialmente pagato inferiore del valore nominale od alla  pari .

(Rendimento titolo è dato dalla formula (Interessi + (valore rimborso - prezzo acquisto)) /prezzo acquisto.

 

 

In definitiva  il Debito Pubblico Italiano,  dati ufficiali diffusi da Banca d'Italia relativi al mese di giugno  si attesta a 3.207,2 miliardi di euro (esattamente 3.207.247,3 milioni di euro),

( fonte  Banca D’Italia)

 

 COMPOSIZIONE DEI TITOLI DI STATO

 

BOT 5,73% 0,00% CCTeu 6,76% CTZ 2,22% BTP 71,34% BTP €i (rivalutato) 8,06% BTP Italia (rivalutato) 3,77% Estero in €uro 2,01% Estero in valuta 0,11% BOT 5,73% CCTeu 6,76% CTZ 2,22% BTP 71,34% BTP €i (rivalutato) 8,06% BTP Italia (rivalutato) 3,77% Estero in €uro 2,01% Estero in valuta 0,11%


"Allora avimme fernute! Replico il buon Tore Castagn“agge capite e nun agge capite, ma grazie 'o stesse. e, comme a sempe, site stato chiare, semplice e grazie assaje. buona giornata mio carissimo professore Sasà !".

 

 

mercoledì 19 agosto 2026

Buon Mercoledì 19 Agosto 2026

 

Buon Mercoledì 19 Agosto 2026                                                   San Sisto – San Donato – San Bartolomeo

Ancora persiste un caldo insopportabile anche se da “Bollino Arancione, e sperando di un po di frescura, dopo questo periodo iniziale agostiniano perchè  non si sopporta più questa calura fastidiosa, che fa sudare.

 Oggi, però, care amiche lettrici e stimatissimi amici lettori, vi posterò, non la quinta ed ultima puntata della  curiosità  del Debito Pubblico, ma un detto popolare napoletano, creato durante il periodo vicereale spagnolo a Napoli

Dalle Curiosità Storiche di Sasà ‘O Professore

 ‘O Carro di Battaglino.

Molti detti popolari napoletani, originati ed evoluti poi nel tempo, tra cui il “Carro ‘E Battaglino”, sono legati al periodo vicereale spagnolo a Napoli

Il Significato Popolare del detto: è un luogo o una situazione estremamente affollata, caotica e rumorosa. L'espressione deriva da una sfarzosa processione barocca, istituita a Napoli nel 1616 dal giurista Pompeo Battaglino, membro dell'Oratorio dell'Immacolata Concezione a Montecalvario, per una sfarzosa processione religiosa, che sfilava il Sabato Santo con grandi carri allegorici.

L’origine della “Tradizionale Processione” nacque con il Fondatore, Pompeo Battaglino, che era membro dell'Oratorio dell'Immacolata Concezione a Montecalvario. -

La Processione era un evento grandioso e molto seguito della Napoli seicentesca in onore dell'Immacolata, con grandi carri ricchi di statue e folle festanti lungo via Toledo.

La Processione  del Carro di Battaglino è una curiosità storica, che oggi non esiste più, ma in suo ricordo è rimasto tra i napoletani un famoso detto popolare che dice ”

“Pare 'o carro 'e Battaglino”, (che significa nel detto napoletano), che indica così un qualunque mezzo di locomozione affollato e rumoroso. ...

Per l'etimologia dell'esprsione dobbiamo fare riferimento ad un'antica usanza, che si perpetrava a partire dal 1620 durante la processione .quando a Napoli era Vicerè, Iñigo Velez de Guevara, conte d'Oñatte ..e si creò l’espressione. “ ‘O Carro ‘e Battaglino”.

Il Conte d'Oñatte era  nato a Madrid nel 1597, fu consigliere di Filippo IV° e ambasciatore in Inghilterra e a Roma. Infatti, Iñigo Vélez de Guevara y Tassis (noto come l'ottav,o conte d'Oñate, 1597–1658) è stato un nobile, diplomatico e uomo di Stato spagnolo, celebre soprattutto per essere stato Viceré di Napoli dal 1648 al 1653, Arrivò a Napoli nel 1648 per ristabilire l'ordine dopo i tumulti della rivolta di Masaniello, operando una complessa azione di pacificazione e promuovendo la cultura e il teatro.  

Pertanto esiste un legame con il Carro di Battaglino, in quanto, Il Viceré spagnolo, il conte d'Oñate, rimase talmente affascinato da questa tradizione da definirla «la più grandiosa, sontuosa e maestosa che si celebri in tutta Italia».

·        L'aneddoto storico, riguardante questa  popolare tradizione, riporta che nel settembre del 1630 (o durante il suo viceregno), l'infanta Maria, sorella del re di Spagna Filippo IV°, di passaggio a Napoli, pretese di assistere allo straordinario spettacolo del carro pur essendo fuori stagione, proprio a testimonianza della fama eccezionale, che la sfilata aveva assunto sotto il patrocinio e l'ammirazione del governo vicereale.

Da quell'andazzo di fasto smisurato e macchine sceniche imponenti nacque il famoso detto napoletano « Pare 'o carro 'e Battaglino », usato ancora oggi per indicare un mezzo o una situazione eccessivamente rumorosa, affollata o sovraccarica.