Buon Lunedì 28 Settembre 2026 San Venceslao - San Lorenzo Ruiz - Santa Lioba
Solo Infatti il papa, durante la sua omelia a Luordes, ha deplorato e biasimato, invocando i governi guerrafondai per i decessi di innocento e tutti quegli esseri crudeli e malvagi chi commetteno femmicidi o con abusi fi potere +stupri verso chi non desidera accoppiarsi
Dopo questa mia riflessione sull’attualità, che stiamo vivendo, ugualmente, Carissime amiche lettrici e Stimatissimi amici lettori, vi posterò una curiosità storica, stavolta per indicare persone,in modo specifico, ma anche animali o cose in modo generico (es. gatto , città, un oggetto\)
Dalle curiosità storiche di Sasà ‘o Professore
Il Nome
0Il nome o sostantivo è una parte variabile del discorso che serve a designare persone, animali, cose, idee o sentimenti.
Le categorie principali sono:nomi comuni e propri:
i nomi comuni indicano persone, animali o cose n modo generico (es. gatto, città); i nomi propri indicano un essere, una persona, o un oggetto specifico e si scrivono con l'iniziale maiuscola (es. Silvestro, Roma). i nomi possono essere di genere maschile o femminile.
I nomi possono essere singolari (se indicano un solo elemento) o plurali (se indicano più elementi).ed infine
Concreti e astratti, perchè i concreti si percepiscono con i sensi, gli astratti esprimono concetti o emozioni.
Il nome delle persone varia da paese e da stati. In Italia scelgono e impongono il nome ai propri figli al momento della dichiarazione di nascita, esercitando la propria responsabilità genitoriale. Nel caso in cui il figlio nasca da genitori ignoti o non venga riconosciuto da nessuno dei due, il nome e il cognome vengono stabiliti e imposti dall'Ufficiale dello Stato Civile.
I motivi che guidano o limitano questa scelta si dividono principalmente in motivazioni socio-culturali e in rigidi obblighi di legge.
La legge italiana (attraverso gli articoli 34 e 35 del D.P.R. n. 396 del 2000) non lascia una libertà assoluta ai genitori, ma impone dei divieti precisi per ragioni di ordine pubblico, per evitare l'omonimia e soprattutto per tutelare la dignità e l'identità del minore:
Per evitare omonimia in famiglia c’è il divieto che non si può dare al bambino lo stesso nome del padre vivente (nemmeno aggiungendo "Junior") o di un fratello o sorella ancora in vita. Questo serve a evitare confusioni anagrafiche e legali.
Evitare Nomi ridicoli o vergognosi, perchè L'Ufficiale di Stato Civile rifiuterà nomi offensivi, ironici o stravaganti che potrebbero esporre il bambino a bullismo o prese in giro (es. associazioni comiche con il cognome).
Il nome di persona deve corrispondere al sesso biologico del neonato. L'unica eccezione storica parziale è il nome "Andrea" (ormai accettato per entrambi i sessi) e l'uso di "Maria" come secondo o terzo nome maschile. Non si può usare un cognome come se fosse un nome di battesimo. Inoltre, si possono attribuire al massimo tre nomi.
Nomi storici o di fantasia dannosi: Sono vietati i nomi di dittatori o personaggi storici sono dannosi se associati a crimini efferati (es. Adolf Hitler
Quando i genitori scelgono il nome da imporre, lo fanno generalmente seguendo motivazioni profonde e personali come : In molte regioni italiane è ancora forte la consuetudine di tramandare il nome dei nonni (paterni o materni) per onorare la linea familiare e mantenere vivo il legame tra le generazioni.
· Spesso si scelgono nomi in base al loro significato etimologico per buon auspiscio (es. "Sofia" per saggezza, "Matteo" per dono di Dio) come augurio per il futuro del figlio.
· L'imposizione di nomi di santi o figure religiose, poi è legata alla richiesta di protezione spirituale per il nascituro.
· ultura Molti genitori si lasciano ispirare da Influenze mediatiche e culturali come da personaggi della letteratura, del cinema, della musica o dello sport (un classico esempio storico in Italia, specialmente a Napoli, è stato l'ampio uso del nome Diego in onore di Maradona).
In conclusione il Diritto al nome art. 6 del Codice.Civile.: prevede come scegliere il nome secondo la legge italiana
La legge lascia ampia discrezionalità ai genitori di scegliere il nome del proprio figlio, salvo che questo non violi determinate divieti di leggi...
