lunedì 20 aprile 2026

Buon Giorno Buon Lunedì 20 aprile 2026

 

Buon Giorno Buon Lunedì 20 aprile 2026

--- Santa Sara -- Sant’ Anastasio -- San Maurizio ---

 

Oggi con questo inizio auguro ,che si possa giungere finalmente alla pace, ed a un meraviglioso ritorno alla normalità, con tanta serenità e gioia di vivere, per tutti i popoli di questo mondo

ugualmentre nel salutarvi amiche e amicin che mi leggetre vi posto una interessante curiosità storica, che riguarda quotidianamente la maggior parte degli uomini.

Dalle curiosità storiche di Sasà ‘o Professore

Rasoi e la rasatura

E’ una curiosità, che interessa principalmente tutti gli uomini, si fa per dire, tranne a quelli del popolo dei  Longobardi (uomini dalle lunghe barbe), che non conoscevano né i rasoi  a mano libera, né quelli cosiddetti, rasoi di sicurezza.
Nel secolo scorso, infine,  i seguaci di Fidel Castro . i Barbudos  (nome con cui furono identificati i  rivoluzionari cubani del Movimento del 26 luglio) a causa delle lunghe barbe, che  portarono durante i combattimenti, avendo deciso di non radersi fino a che non avessero vinto la loro guerra di liberazione. 

Nel 1770,il coltellinaio francese JeanJacques Perret, pubblicò la sua opera -La Pogonotomie.

La Pogonotomia è l'arte del radersi e nasce dalle parole greche πώγων pogon (barba) e τέμνω témno (tagliare),

 Il rasoio di sicurezza alla Perret è principalmente una variante di un rasoio a mano libera con la lama racchiusa da una protezione che agevola lo scorrimento sulla pelle e allo stesso tempo impedisce alla lama di affondare.  Con tale sistema di sicurezza detto alla Perret, quindi, i rasoi iniziarono ad essere prodotti e commercializzati nel 1820 in Inghilterra nella zona di Sheffield già famosa per la produzione di lame per rasoi a mano libera.                                                                  Solo, però, nella seconda metà dell'800 iniziano ad essere commercializzati rasoi in cui la lama ed il manico hanno una forma a T , tuttora mantenuta negli attuali prodotti in commercio.                                             Bisogna arrivare al 1880 al brevetto dei fratelli Kampfe negli Stati Uniti, come l’attuale modello che prevede una protezione per la pelle e utilizza una lametta rimovibile a singolo filo.

 

Tale tipo di rasoio di sicurezza, infine, fu conosciuto ed indicato in tutto il mondo con il Brevetto del rasoio a lamette usa e getta della ditta di  king Camp.Gillette  solo però, agli inizi del 1900 (erano lamette  economiche) e la loro definitiva commercializzazione avvenne nel 1903 con questa nuova tipologia di rasoio

Nel 1921 il brevetto della Gillette sulle lamette decade e questo permette ad altri produttori di iniziare a produrre lamette.

Alcune ditte Italiane produssero e commercializzarono lamette con nomi di grandi campioni dell’epoca . Come La famosa “ lametta Bartali Superveloce”.

Curiosità storica del perché di tale trovata : In Italia dopo la fine della Guerra, l’intera nazione non era pacificata. C’era un clima di approcci alla nuova democrazia, i campi del contendere divennero in primis quello politico e ideologico, in seconda ma non secondaria istanza quello sportivo. In un paese non ancora “nel pallone”, era il ciclismo lo sport più popolare.

Con la stessa veemenza con cui si militava nel PCI o nella DC, ci si schierava per il devoto Bartali (a cui va comunque il merito di avere contribuito a calmare gli animi con la sua vittoria al Tour del 1948, avvenuta in concomitanza con l’attentato a Togliatti) o per lo scomunicato Coppi, colpevole di avere abbandonato la moglie per la famosa Dama Bianca.

La classe e i risultati sportivi di due campioni del calibro di Fausto Coppi e Gino Bartali, capitati nello stesso momento storico e per anni accesi contendenti, furono manna dal cielo non solo per quotidiani e riviste, ma anche per i consumi più vari. Celeberrime, e oggi ricercate dai collezionisti, sono le lamette da barba “Coppi” e “Bartali”, prodotte da aziende concorrenti che utilizzavano i ritratti di uno e dell’altro campione sulla confezione.

La pubblicità delle lamette Bartali, nel 1950, con un sillogismo cristallino paragonava la “Bartali superveloce, lama fuoriclasse”, a “Bartali: campione fuoriclasse”. Inutile aggiungere altro. La più sottile metafora della velocità era lasciata alla fantasia del lettore-consumatore.

Nel1974  divenne famosa la Ditta  “ BIC “ , con l’avvento della plastica a basso costo, introdusse in Europa i rasoi usa e getta. oltre alla sola lametta  anche  a gettare l'intero rasoio dopo l'utilizzo, poiché tranne le lame, era costruito con  materiali di plastica.-

L’ultimissima creazione riguardo i Rasoi e del loro utilizzo  è quella dei Rasoi  a striscia lubrificante. che consistono i speciali rasoi moderni con testine equipaggiate con una striscia di materiale lubrificante, tipicamente” Glicole Polietilene, che facilita lo scorrimento della testina sulla pelle e previene quindi irritazioni.

Le immagini sottostanti sono:                                                            I Farbudosi Cubani  di Fidel Castro;                                                                          Rasoio alla Perret;                                                                               Il primo rasoio Gillette del 1900                                                  Rasoio Gillette prodotto nel 1927                                                    Rasoio Bartali con la mette superveloci del 1950

Rasoi Bic usa e getta confezione del 1974

Rasoio attuale a tre lame con striscia lubrificante

 









 

 

 


domenica 19 aprile 2026

Buon Giorno Buona DOMENICA 19 aprile 2026

 

Buon Giorno Buona DOMENICA 19 aprile 2026

--- Sant’ Emma -- Sant’ Espedito -- Santa Marta –

 

.ln questo periodo a Napoli s’ incominciano a mangiare, come da tradizione la pasta a Ragù con i frutti di mare, cozze , vongole, lupini, con qualche residuo rimasto  delle Torte rustiche, (e Casatielle) ripiene di salumi, pancetta, uova sode e provolone.

Intanto auguro una buona domenica a tutte le amiche e agli amici, che tengono viva l’amicizia con il sottoscritto sperando di festeggiare, quando prima la pace, con la fine dei tanti  i conflitti armati, che fanno vivere la nostra esistenza con continue trepidazioni e sconforti.

Dopo aver fatto questo augurale saluto mattutino, vi posto una interessante curiosità storica di un accessorio dell’abbigliamento, un tempo, abituale maschile. che metteva jn evidenza lo stile o meglio l’eleganza di chi la indossava,

Dalle curiosità storiche di Sasà ‘o Professore

La Cravatta

La cravatta è un accessorio fondamentale abituale                       dell' abbigliamento maschile ed a volte anche delle vestizioni femminili.

La cravatta non è altro che una striscia di tessuto, che viene annodata attorno al colletto della camicia, lasciandone scendere l'estremità, più lunga, sul torace, coprendo la bottonatura della sottostante camicia.

La cravatta è, da sempre, il simbolo dell’eleganza maschile, ed è considerato un vero e proprio emblema di stile e raffinatezza, ed è tra gli accessori del guardaroba dei maschi più amati in assoluto. Un tempo la si vedeva addosso ad uomini d’affari dallo stile rigoroso e la si indossava esclusivamente nelle occasioni formali, oggi invece la cravatta si utilizza ,sia nel quotidiano, che nel tempo libero, e viene sfoggiata con faciltà anche con i look più casual.

Reinventata in mille versioni diverse dai vari               Fashion Brand”, la cravatta è una vera icona di stile e, nonostante le sue origini risalgano a molto lontano, è un accessorio sempre moderno, capace di conquistare a volte anche i più giovani.

La sua origine è incerta anche, se qualcuno sospetta che le prime cravatte esistevano già ai tempi degli antichi Egizi, quando, durante i riti funebri, piccoli lembi di stoffa colorata venivano annodati al collo dei defunti. Agli inizi del Seicento sono stati i militari Croati a contribuire alla sua diffusione, ma ci ha pensato poi il Re francese, Luigi XIV°, a sancire definitivamente la nascita di questo accessorio. A quanto pare infatti, durante la guerra dei 30 anni, i foulard, portati al collo dalle truppe Croate, non sono passati inosservati dai soldati dell’esercito francese, che sono rimasti talmente affascinati da questo particolare accessorio da volerlo introdurre anche nel loro paese. Il “Re Sole”, Luigi XIV°, infine, decretò il grande successo della cravatta, istituendo persino una nuova professione, quella del “Cravattaio” che aveva il compito di annodare in modo impeccabile la cravatta del sovrano. Ma questa non è l’unica curiosità che riguarda questo accessorio così iconico. Qualche altra curiosità sulla cravatta per esempio è Il nodo Windsor, anche chiamato nodo “Scappino”, Windsor pieno o Doppio Windsor, ed è il nodo per cravatta delle grandi occasioni.

Questo particolare modo per fare il nodo alla cravatta deve il nome al duca Edoardo di Windsor, futuro re, Edoardo VIII°, del Regno Unito.

Questo nodo prende la sua popolarità attorno agli anni trenta, quando Edoardo di Windsor, caratterizzato dall’eleganza, che faceva tendenza nella moda maschile dell’epoca. La storia però precisa che Edoardo VIII° non inventò questo nodo, bensì il nodo Windsor sembra stato creato, molto più probabilmente, dal sarto dei Savoia, Domenico Scappino, da questo, appunto, Nodo Scappino, (Noto in napoletano, = "Nodo schiappino").

Il Windsor è un nodo triangolare, simmetrico e spesso che funziona molto bene sulle camicie, con colletti alla francese o ben aperti, visto che prende molto spazio.

IL Nodo Windsor è il nodo perfetto per le grandi occasioni, da realizzare quindi con cravatte eleganti e non troppo spesse (la seta è la scelta migliore).

Tale nodo, realizzato su colletti aperti, come i colli inglesi od i colli italiani, per via del suo volume. Importante che tale nodo (Windsor) deve necessariamente essere realizzato in maniera perfetta, in modo da nascondere l’ultimo bottone della camicia cadendo esattamente al centro del collo. Il nodo Windsor (a scappino) in definitiva è un nodo semplice, ma la sua realizzazione comporta un nodo grande, triangolare e simmetrico

Alcune curiosità da conoscere infine sulla cravatta:

Un senatore della Repubblica Italiana non può entrare nell'emiciclo del Senato senza indossare la cravatta. Dal luglio 2007 a causa della calura eccessiva con apposita legge, la ministra, Livia Turco, emise un circolare, tuttora vigente, che esonera i dipendenti pubblici e privati dal mettere la cravatta.

Da rammentare che tra le eccellenze napoletane, la Marinella fabbrica cravatte, forse rimasta ancora operante a Napoli, nata nel 1914. La Marinella cravatte, conosciuta in tutto il mondo, produce capi di tale abbigliamento che sono utilizzate in occasione di cerimonie ufficiali per fare un figurone. con queste rinomate cravatte. Attualmente il cravattificio è gestito dall'ultima generazione della famiglia Marinella,il nipote del capostipite, Aurelio Marinella, il famoso Maurizio Marinella, attività artigianale ormai ininterrottamente, produttrice di cravatte da 108 anni.

A proposito Il termine "Cravattaro" attualmente, significa figurativamente oltre al confezionatore dell’accessorio, la "Cravatta". si è evoluto in forme più complesse, come un personaggio colvolto e collegato ad attività criminali strutturate o alla cosiddetta usura bancaria. 

In napoletano, così come in molte zone del centro-sud Italia, 'o cravattaro è il termine dispregiativo usato per definire lo strozzino o l'usuraio

le foto sottostanti sono:

la classica Cravatta utilizzata dagli uomini:

La Cravatta Winsor nota con il nodo schiappino



 

sabato 18 aprile 2026

Buon Giorno Buon Sabato 18 aprile 2026

 

Buon Giorno Buon Sabato 18 aprile 2026                          --- San Galdino -- Sant’Eleuterio -- San Calogero ---

 

Ancora oggi vige il divario, sia economico, che di tradizioni, tra i vari territori italiani, denominati:

il Settentrione, il Meridione, nonché l’Insulare, dopo l’avvenuta unificazione della Nazione, Italia, nel 1860.

Una delle principali cause, è il non uguale sviluppo industriale, perché non essendosi stata una

uguale distribuzione dell’entrate fiscali statali, per soddisfare i servzi primari e produrre gli stessi prodotti avanzati industriali. .

 Il “Nord Italia”, è opulento e ricco di attività industriali produttive di beni e servizi, per cui si hanno varie opportunità di lavoro, di un’efficienza strutturale viaria e sanitaria, senza, però, una vera adeguata integrazione sociale tra tutti i suoi cittadini residenti, specie, se provenienti dai territori meridionali e insulari.

il Sud  Italia.invece, è povero, perché ci sono poche attività industriali produttive e pochissime possibilità occupazionali, per la qualcosa è rilevante una forte emigrazione al Nord dal sud, per aver una buona occupazione retributiva ed efficienti prestazione di servizi vari fondamentali.

L’unica risorsa meridionale è “ il Turismo” per le sue bellezze naturali, e soprattutto per “l’Ospitalità” dei suoi abitanti, specialità, riconosciuta fin dall’antichità, come dai primi popoli colonizzatori, (i Greci e i Romani).

Mi auguro di vedere tramontare questa diversità economica e che trionfi, in un prossimo futuro l’uguaglianza, la fraternità e la giustizia, uguale per tutti i residenti di questo nostro antico meraviglioso territorio, l’Italia, ricco non solo di bellezze naturali, ma soprattutto di cultura e di civiltà.

Come sempre, per tenere via la nostra amicizia, dopo la mia odierna riflessione, vi posterò con una curiosità storica – geografica del nostro territorio italiano che pochi conoscono come attualmente si configura.

 

Dalle curiosità di Sasà ‘o Professore

Le Province Italiane

.La suddivisione del territorio in mandamenti, circondari, comuni e province, che venne formalizzata con la legge Rattazzi del 28 ottobre 1859, che ridisegnava l'organizzazione territoriale del Regno di Sardegna e poi dell’Italia.  

La provincia, in Italia, è un ente locale territoriale di area vasta, di livello inferiore alla Regione e superiore a quello del Comune.

La disciplina delle province è contenuta nel titolo V della parte II della Costituzione, e in fonti primarie e secondarie, che attuano il disposto costituzionale.

Tutte le province, tranne quelle autonome di Trento e di Bolzano, che godono di autonomia speciale, e la Valle d'Aosta, dove le funzioni provinciali sono svolte dalla Regione, fanno parte dell'Unione delle province d'Italia

Ultimamente con la trasformazione delle Province in Città Metropolitane (avvenuta nel 2014-2015 con la Legge Delrio), la carica di Presidente del Consiglio Provinciale è stata sostituita da quella di Sindaco Metropolitano e dai Consiglieri Metropolitani. 

Con riferimento alla Città Metropolitana di Napoli (istituita il 1° gennaio 2015), ecco alcuni dei passaggi principali:

  • .
  • . La Provincia di Napoli

Struttura attuale: La Città Metropolitana di Napoli non ha più un presidente del consiglio provinciale eletto direttamente dai cittadini residenti. Il Sindaco del Comune di Napoli, Gaetano Manfredi, è il Sindaco Metropolitano, affiancato da un Consiglio Metropolitano eletto dai sindaci e dai consiglieri comunali del territorio.

 

Elenco dei presidenti della Deputazione provinciale di Napoli, quando era eletto dirrettamente dai cittadini residenti della Provincia nel dopoguerra Dal 1946 al2015.

Gaetano Manfredi: Attuale Sindaco Metropolitano di Napoli (dal 2021), carica che spetta di diritto al sindaco del comune capoluogo.

Luigi Cesaro: È stato Presidente della Provincia (Giunta) di Napoli prima della trasformazione.

Antonio Pentangelo: Presidente facente funzioni della Provincia di Napoli durante la fase di transizione (2012-2014) prima dell'effettivo passaggio alla Città Metropolitana                                                              Gaetano Manfredi: Attuale Sindaco Metropolitano di Napoli (dal 2021), carica che spetta di diritto al sindaco del comune capoluogo.

Luigi Cesaro: È stato Presidente della Provincia (Giunta) di Napoli prima della trasformazione.

Antonio Pentangelo: Presidente facente funzioni della Provincia di Napoli durante la fase di transizione (2012-2014) prima dell'effettivo passaggio alla Città Metropolitana

Presidenti della Deputazione provinciale (1943-1952)

Elenco dei presidenti della Deputazione provinciale di Napoli furono 11 eletti dai consiglieri provinciali

Enrico Altavilla, fu nominato in tale incarico temporaneamente dal 1946al 1952:


 

Ritratto

 

 

 

 

 



- 


 

 

 








Presidenti della Provincia (1952-2015)

Elenco dei presidenti della Provincia di Napoli,Eletti dal Consiglio provinciale (1952-1995)

 

 

















Antonio Gava









Ciro Cirillo







Giuseppe Iacono







Giuseppe Balzano







Franco Iacono







Antonio Somma







Salvatore Piccolo









Franco Zagaroli







Rosa Russo




 



 







Amato LLamberti














Dino Di Palma










Luigi Cesaro








Antonio Pentangelo
(facente funzioni)



















Sindaci metropolitani (2015-oggi)

Elenco dei Sindaci metropolitani della Città metropolitana di Napoli. iniziò con:



 

 


 

 

1


Descrizione: https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/1/11/Luigi_de_Magistris_%28cropped%29.jpg/120px-Luigi_de_Magistris_%28cropped%29.jpg

Luigi de Magistris

1º gennaio 2015

20 giugno 2016

Italia dei Valori

24 seggi

92 sindaci


20 giugno 2016

18 ottobre 2021

Democrazia Autonomia

24 seggi

92 sindaci

2


Descrizione: https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/3/33/Gaetano_Manfredi_2020_%28cropped%29.jpg/120px-Gaetano_Manfredi_2020_%28cropped%29.jpg

Gaetano Manfredi

18 ottobre 2021

in carica

Indipendente di centro-sinistra



 

Molte province collocano sopra il proprio stemma una corona, costituita da un cerchio d'oro, gemmato con le cordonature lisce ai margini, e racchiudente due rami al naturale, uno di alloro e uno di quercia, uscenti decussati dalla corona e ricadenti all'infuori. Tale usanza non è tuttavia obbligatoria, essendo in diversi casi sostituita da coronature principesche o da drappi sovrastati da corone turrite o del tutto assente.

Alcune curiosità statistiche della Provincia di Napoli.:

Luigi Rispoli: È stato l'ultimo Presidente del Consiglio Provinciale di Napoli, mentre Gaetano Manfredi: Attuale Sindaco Metropolitano di Napoli (dal 2021), carica che spetta di diritto al sindaco del comune capoluogo.     Luigi Cesaro: È stato Presidente della Provincia (Giunta) di Napoli prima della trasformazione.

Antonio Pentangelo: Presidente facente funzioni della Provincia di Napoli durante la fase di transizione (2012-2014) prima dell'effettivo passaggio alla Città Metropolitana

 

La foto sottostante è:

Lo Stemma della Provincia di Napoli