Buon giorno - Buon Sabato 14 Febbraio 2026
--- San Valentino – San Cirillo – San Metodio ---
Oggi si festeggia il sentimento più bello ,” l’Amore”. Noto pure come la festa degli innamorati.
Infatti è il giorno di San Valentino, che è un giorno in cui si celebra l'amorevole unione tra coppie.
L'amore nella vita è un sentimento di affezione verso una persona e si manifesta con il desiderio di procurare il suo bene e di ottenere la sua compagnia.
In effetti l'amore genera. sentimenti di condivisione, di confidenza e di pensare allo stesso modo della persona, che si ama.
(San Valentino) è il santo patrono del comune vesuviano salernitano, San Valentino Torio, dove viene allestita, in questol giorno, la ormai nota: “Sagra Della Purpetta E’ Pastenaca”,
A purpetta ‘è pastenaca. è Il simbolo della storia culinaria di questo centro agricolo salernitano, ed è una tradizione gastronomica, che si rinnova nel tempo, da ben 38 anni.
La purpetta e’ pastenaca, ovvero la polpetta di carote, è la protagonista ogni anno a San Valentino Torio,
L’ingrediente di base della specialità della polpetta di carote è la pastenaca, una varietà di carota dalla radice più grande, e dal colore, che sfuma tra il bianco, l’avorio e il nocciola, Per realizzarla si utilizza oltre al pane a mollica grande (tipo pane cafone napoletano), le uova, il formaggio (pecorino romano), il prezzemolo, e, per finire sale e pepe, quanto basta. Il segreto fondamentale per questa speciale pietanza, sta nel lavoro di amalgama dell’impasto, che non deve essere né troppo morbido né troppo duro.
Dopo aver inneggiato alla festa degli innamorati vi posterò, miei carissimi e stimatissimi lettori e lettrici, come promesso dopo il triste ricordo della nota discarica di Chiaiano, la descrizione dettagliata, guardando quelle immagini di un fantastico sogno irreale dieci anni dopo.
Dalle curiosità storiche di Sasà ‘o Professore
Il Sogno Fantastico Nell’Aldilà
Guardando le foto del 2008 della Discarica di Chiaiano, attentamente e ricordando i terribili momenti di lotta impari delle popolazioni locali di Chiaiano e Marano, iniziati il pomeriggio del 23 maggio 2008 e continuati con una veglia nei presso della rotonda (La Rosa Dei Venti, meglio conosciuta, come la RotondaTitanic), che manifestavano democraticamente il loro disappunto; si trovarono contro uno schieramento antisommossa di forze dell’ordine, che, per dissuadere la protesta, dovevano imporre, utilizzando l’uso di bombe lacrimogene e maneggiando manganelli con cariche senza guardare in faccia, né donne, né bambini.
Il provvedimento legislativo, che prevedeva il sito dello sversatoio dei rifiuti di Napoli, nelle dismesse cave di Chiaiano, era stato indicato dal “Commissario Governativo” per i rifiuti di Napoli, pro tempore, l’Onorevole “Gianni De Gennaro”
Provvedimento, poi, sancito con decreto legislativo dal Governo, (Dicastero Prodi, alla fine del suo mandato governativo, perché sfiduciato), e poi adottato definitivamente da quello immediatamente successivo, il Governo Berlusconi, che senza sentire nessuna ragione, alla fine, dopo aver imposto, di nuovo, il defenestrato commissario governativo e nominato, questa volta, responsabile della Protezione Civile, il dott. Guido Bertolaso.
Il Decreto del provvedimento fu firmato e promulgato, infine, con la scusante dell’emergenza dal Presidente dell’epoca, della Repubblica, Giorgio Napoletano, che permetteva la scellerata scelta senza battere ciglia, (questo ultimo pur conoscendo già il sito, che in altri momenti, aveva apprezzato esaltando le meraviglie del luogo) mi feci trasportare da quelle immagini in un fantastico sogno irreale ed improvvisamente mi trovai catapultato ad assistere ad una mini assemblea di Santi protettori delle Comunità della zona Nord di Napoli, in cui ricadeva la discarica, quasi fosse un'insolita riunione di condominio, che si teneva lassù in cielo, presieduta per competenza territoriale dal Santo protettore per antonomasia della città di Napoli, San Gennaro; che andrò a raccontarvi.
C’era un tavolone rettangolare ed al centro presiedeva, come detto prima, da San Gennaro, l’assemblea,mentre nelle sedie alla sua destra c’erano: San Nicola di Bari – Patrono della chiesa di Polvica di Chiaiano, rappresentante i parrocchiani di quella località, San Giovanni Battista, Patrono Ufficiale della parrocchia di Chiaiano centro, assistito dai Santi Compatroni Chiaianesi, San Raffaele Arcangelo e San Michele, il santo della cappella di piazza Margherita (piazza detta ‘e mieze ‘o furno), nelle sedie di sinistra trovavano posto San Castrese, rappresentante la comunità del circondario della parrocchia di Marano, coadiuvato dalla Compatrona maranesa, la Madonna del Poggio Vallesana, più in là, sedeva San Biagio, venerato a Mugnano di Napoli, coadiuvato dalle Suore del Compatrono, il Sacro Cuore di Gesù Eucaristico, ed infine s’intravedeva quasi in fondo Sant’Alfonso Dei Liguori, in rappresentanza della comunità dei fedeli di Marianella – Piscinola.
Insomma la riunione era costituita da tutti i Santi Patroni e Compatroni delle comunità della Zona Nord Napoletana, quasi a rappresentare i paesi attraversati a monte ed a valle dalla strada provinciale Santa Maria a Cubito.
Nell'ampio salone, dove si svolgeva questa insolita assemblea erano situati, come in un grande teatro, scranni tutto intorno, affinché si potesse assistere alla discussione da dibattere (Ordine del Giorno : “Discarica Del Poligono di tiro a Via Cupa dei Cani”, sua definitiva chiusura e inizio eventuale bonifica del territorio).
Data l’importanza, c’era assiepato nel salone una moltitudine di anime, come spettatori (tra le anime dei morti presenti, v’erano soprattutto quelli della zona degli ultimi decenni, che erano interessate a conoscere di che si stava discutendo, anche se non potevano intervenire, non volevano perdersi la decisione finale, che avrebbero adottate tutti insieme, i venerati Santi della Zona nord di Napoli, i quali si erano riuniti per non perdere ognuno la fama e la propria venerazione, che ricevevano dai loro protetti.
Tra le anime, che s’accalcavano nella sala ad assistere al dibattito, riconobbi, in prima fila, i miei fraterni amici e compagni, giunti lassù da poco tempo, Peppe Miniminor, (alias Giuseppe Montesano), Rafele Martino, (alias Raffaele Martino, 'o Cumenestone 'e Santacroce) l’avv. Giuseppe Carendente Giarrusso, il combattente, ex sindaco di Marano), i quali, vistomi spaesato, mi affiancarono e mi chiesero, come mai, mi trovassi lì, pur non essendo ancora defunto.
“Mi fa sommo piacere rivedervi! Non vi siete dimenticati dei vostri paesi natii, quando siete stati sulla Terra? V'interessa la discussione!” Risposi alla loro domanda e mi schernii affermando: “ vi ricordate quante battaglie che abbiamo fatto insieme a Chiaiano, a Marano! Sono solo di passaggio, ma se le cose di laggiù continuassero, come stanno procedendo, e se nessuno quassù prendesse a cuore le invocazione di aiuto delle Genti, che vivono nei pressi dell’ingiusta apertura della Discarica, sarei stato anch’io tra di Voi fra non molto.”
Il facente funzione di segretario dell’assemblea, era San Giuliano, Patrono di Giugliano in Campania, con un campanello stridente intimò di far silenzio, perché, di lì a poco, iniziava la seduta della “Speciale Adunata”, pertanto, era intento degli astanti tutti zittire, se si volesse partecipare alla discussione dell’ordine della seduta da dibattere e di giungere e definire appropriate conclusioni, come invocate dai preganti del territorio della zona dei paesi a nord di Napoli, (Chiaiano , Polvica, Marano, Mugnano, Marianella).
Improvvisamente si fece largo tra coloro, che stavano lì come uditori, l’anima di un nuovissimo defunto, Napolano Salvatore, (per chi non lo conosceva, era, il compagno, operaio elettricista di Chiaiano, che lo potevi incontrare sempre a tutte le feste del Partito Comunista, di Rifondazione, ed infine del PDCI, con la sua brava pinza da elettricista sui fianchi, a guisa di un Cawboy, ed a tutte le manifestazioni, per ribadire i diritti inviolabili, dei lavoratori, sanciti dalla nostra Costituzione repubblicana. che si facevano dalle nostre parti. Nato e vissuto a Chiaiano fino alla pensione nella casa paterna al Corso Chiaiano n. 6, mentre.
l'ultima sua residenza era stata Giugliano in Campania, quando si era risposato, e dove si era poi spento), chiese di parlare ed informare i membri della riunione, perché proveniva proprio da quei luoghi delle ultime vicende sul grave problema dei rifiuti a Napoli, e dove aveva partecipato attivamente.
Il presidente dell’assemblea, San Gennaro, prima di dare inizio alla discussione, sentito per un attimo i Santi patroni, delle Zone interessate alla discussione, convenuti, e non avendo alcuna opposizione, dette la parola al Napolano, pregandolo d'essere breve e di attenersi ai fatti senza fare la storia dei Rifiuti di Napoli, che era iniziata più di venti anni prima, ormai nota a tutti, specie a a quelli di lassù. “
Tori Tori, così era anche conosciuo il Napolano, iniziò a dire: “ Come tutti sanno, ormai sono stato inumato proprio a Chiaiano in quel camposanto, nella nuova cappella dell'arciconfraternita, che guarda la famosa Selva di Chiaiano e vi posso assicurare che non è più un luogo piacevole di assoluto riposo, come potrebbe apparire a prima vista, com’era un tempo, un cimitero degno di morti privilegiati, dove regna l’ordine, la non confusione del sovraffollamento e dove si può ricevere ogni giorno compresi festivi, le requiem religiose e la visita dei parenti più stretti con i doni floreali tra i più belli, duraturi e freschi”.
“In queste ultime ore mi sono dovuto ricredere, non è così, e anche le visite dei miei cari sono diventate molto rare, perché dalla discarica, di fronte a noi, arriva un olezzo, ma che dico un fetore indescrivibile di materiale putrefatto, dicono il gas sprigionato dai rifiuti umidi “ il Tal Qual “, che pergolano”.
“Basta così! “, Si sovrappose la Voce squillante del presidente dell’assemblea, San Gennaro, che dette per primo la parola a San Nicola , in qualità di proponente la Riunione, rappresentante i cittadini di Polvica, (frazione di Chiaiano, forse la più vecchia comunità della zona), che riprese la questione del fetore, che proveniva dalla discarica ed inizio a dire:
“Non meritavamo di essere trattati cosi! Gli abitanti della mia parrocchia, sono stati, gente semplice, lavoratori laboriosi, sempre additati come benpensanti, ligi e rispettosi delle leggi, hanno accettato il sovraffollamento con l’insediamento della 25/80, (costruzione delle case di residenza-popolare, dopo il terremoto del novembre del 1980) che avrebbe comportato necessariamente un nuovo complesso scolastico, sarebbe occorso anche un nuovo ufficio postale ed una scuola superiore pubblica più efficiente, senza mai lamentarsi. Tutto questo non c’è mai stato dato, solo sulla carta, se ne sono sciacquato la bocca e lavate le mani, le varie giunte comunali, che si sono succedute nel tempo. Dirò di più, anzi negli anni ’90 volevano propinarci i cosiddetti “ Fos “, (Era Commissario di governo al problema dei rifiuti, l’afragolese Bassolino con il sub-commisario, Paolucci, ex assessore alla polizia urbana del comune di Napoli), in compenso promettevano che avrebbero realizzato, poi, un parco attrezzato
Intanto, dopo aver subito il fetore del bruciamento della gomma, che guarnisce il filo elettrico per ricavarne del rame, attaccato ai materiali di risulta, proveniente dall’abbattimento delle famose “Vele di Scampia”, che erano stati depositati, (non si è mai saputo per voler di chi), nel verde lussureggiante della Selva di Chiaiano, nelle cave dimesse.
Eccoti di nuovo il fetore, ora quello dei rifiuti indifferenziati, il cosiddetto “Tal Qual”, che proviene dalla discarica di Chiaiano, (la cosiddetta discarica di Napoli), quella che si trova vicino agli ospedali della collina del Camaldoli. “Non se ne può più.”. I miei parrocchiani m’invocano di fare qualcosa, per eliminare questo enorme disagio, miei cari santi colleghi patroni, discutiamone e troviamo tutti insieme una giusta soluzione, visto che laggiù i diretti responsabili di questa iattura, non ascoltano nessuno”.
All’improvviso si fa un gran chiasso attorno al tavolo della presidenza, grida, minacce, varie anime si ribellano e vogliono tutte quante intervenire per dare man forte a San Nicola, e spingere gli altri patroni della zona a prendere una seria decisione, affinché la discarica sia chiusa e si passi alla bonifica dei terreni, per farla finita con quel olezzo nauseabondo, prodotto dal percolato.
San Gennaro, sovrastante con la sua autorevole voce, l’assemblea, invita alla calma e dà la parola a San Castrese di Marano, che si era precedentemente iscritto a parlare.
San Castrese, inizia il suo intervento dicendo : -
Quindi sole le sante patrone riescono ad esaudire le giuste invocazioni dei loro imploranti, mi domando? Noi, solo santi protettori maschi, non siamo " nessuno"! Forse non contiamo nulla! Non ci facciamo valere presso, Chi decide! Quelli di Terzigno, Bosco-Trecase, Pompei, son riusciti nel loro intento, la loro Santa Patrona, Santa Maria della Neve, Santa Virginia, ha scongiurato l’apertura di una nuova discarica, quella di cava Vitiello, esaudendo l’invocazione dei suoi parrocchiani, mentre a noi nessun ci ascolta, perché non sappiamo farci valere? Uniamoci e andiamo in delegazione, da Chi Di Dovere, e vediamo se la spuntiamo, affinché sversatoi, non se ne devono più fare e si passa una volta per tutte alla raccolta differenziata dei rifiuti, così si fa anche il riciclaggio delle materie prime, che servono sempre e sono in fase di esaurimento “. “San Giuliano prendete atto e scrivete, così come sono dette le cose, perché dopo dobbiamo rendicontare il tutto dettagliatamente all’ Onnipotente, che deciderà come sempre per il meglio”. Così riprese a dire il presidente dell'assemblea, San Gennaro. Rivolgendosi al segretario della riunione, San Giuliano, e dette poi la parola a San Biagio, quale rappresentante delle genti di Mugnano, che invocando le sue prerogative di protettore delle vie respiratorie e dell’apparato otorino laringoiatra, insistette a dire e perorare un imminente rimedio “la chiusura della discarica, altrimenti di li a breve si sarebbero avute una quantità incommensurabile di malattie all’apparato respiratorio con relative complicazioni bronco polmonari di non facile cura e guarigione.
Inoltre, si sta venendo meno al patto, che la discarica sarebbe servita (a detta del buffone di turno, che governa la meravigliosa nazione , Italia, e quelli della sua corte di irresponsabili ed incompetenti) per appena due anni e al terzo si passava alla sua bonifica per ripristinare il territorio e riqualificarlo. Nulla di tutto questo sta avvenendo, al contrario, si continua a sversare. La spazzatura, intanto non è raccolta dalle strade e così si riesce a dare un’immagine di sporcizia, di rassegnazione, e noncuranza del popolo napoletano, che non è vera, come se la colpa di questa inefficienza non fosse esclusiva competenza di chi comanda la città. Pertanto assistiamo al solito scaricabarile, così assistiamo alle varie accuse tra di loro addossate ai vari gradi del potere, ( il comune accusa la Provincia, a sua volta la Regione, e tutti indicano il colpevole, il governo nazionale che non stanza i fondi per risolvere al meglio il servizio di nettezza urbana).
E’ veramente uno spettacolo vergognoso, dopo gli anni bui del laurismo, del paternalismo raccomadatorio democristiano, si ebbe una tregua con il cosiddetto Rinascimento Napoletano, iniziato alla metà degli anni settanta con il Sindaco Comunista, Maurizio Valenzi, e poi, dopo una transizione di vari Sindaci , che s’alternavano ogni quattro mesi , si giunse all’ascesa al potere del sindaco eletto direttamente dal popolo, Antonio Bassolino, ma è stato tutto un bluf, dopo la lavata di faccia della città in occasione del G7 , poi divenuto G8, perché la città è stata abbandonata a se stessa, facendo imperare il motto “ tiramme annanze, tiramme a campà.” San Biagio infine concluse :
“Vi sembra poco! Mie care anime presenti, mio caro presidente! Pare che non ci sia via d’uscita! Chi dovrebbe decidere, ha paura di farlo, e per non compromettere il consenso, che gli deve arrivare alle prossime consultazioni elettorali, quando, alla fine, decide fa solo danni, e speriamo che non diventino irreversibili.”.
Dagli scranni delle anime presenti, come uditori, inizia una rumorosa contestazione con grida assordanti ed applausi per l’ultimo intervento, (quello di San Biagio, il patrono di Mugnano), che dicevano pressappoco così: “ Chi si aspetta a chiudere questo sito di sversamento di rifiuti (Tal Qual) con il fenomeno infernale di odori maleodoranti, che minano la salute delle genti locali. Che deve succedere ancora? La gente di Chiaiano e Marano e Mugnano non si arrendono e non vogliono convivere con quel fetore e poi, c’è la possibilità prevedibile dell’inquinamento della sottostante falda acquifera”.
“Calma, calma, non stiamo al mercato!” Fece rintronare la sua autorevole voce San Gennaro, che, fatto zittire tutti, chiese ai compatroni presenti, se c’erano altri testimoni da ascoltare, poiché, se non ce ne fossero stati altri, si doveva procedere a stilare un apposito dettagliato documento da approvare e sancire cosi la decisione finale, emersa dalla discussione, per sottoporlo al giudizio definitivo dell’Onnipotente, che avrebbe dato l’assenso per far procedere ad un’immediata chiusura della discarica del sito di Chiaiano.
Quando si stava quasi per chiudere ed iniziare a procedere alla stesura degli atti, con fare allarmante irrompe nella sala, quasi senza chiedere permesso, ed inizia a parlare ed a farsi ascoltare dicendo :
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(CONINUERA’ LASSEMBLEA del sogno fantastico se vorrete conoscere l’esito finale del sogno e come fu chiusa nel 2018 la Discarica di Chiaiano-Marano,sarà la prossima curiosità di Sasà ‘o Professore.
Le foto sottostanti sono:
1) la prima manifestazione antidicasrica nel 2008
2) il pomeriggio del 23 maggio 2008
presso la piazza "Rosa dei Venti" ( nota come il Titanic)









