domenica 16 agosto 2026

Buona Domenica 16 Agosto 2026

 

  Buona Domenica 16 Agosto 2026                                                 Santa Serena - San Rocco – sant’Augusto\

In questo  periodo di Ferragosto, oggi è ritonato il caldo insopportabile da “Bollino Rosso”.i meteorologi  avevano previsto un abbassamento del grado di calore, ma il caldo è ugualmente fastidioso e fa sudare. Speriamo bene che finisca presto..

Intanto,anche oggi, vi posterò, non la continuazione della  curiosità  del Debito Pubblico con la 3^ puntata  con il perché dell’aumento esorbitante del debito, ma quella di un Dolce che è un antico semifreddo cremoso, che viene prodotto a Napoli.

“Dalle Curiosità varie di Sasà ‘O Professore

La Coviglia

La coviglia napoletana è un antico semifreddo cremoso simile a una mousse. I gusti classici più famosi sono al caffè o al cioccolato. La preparazione richiede di montare albumi e tuorli con lo zucchero, unire la panna montata e l'ingrediente aromatico, e fare riposare in freezer per 3 ore nei tipici bicchierini. 

La coviglia è un gelato semifreddo di produzione artigianale tipico della pasticceria tradizionale napoletana.

Nell'Ottocento il dolce entra nei caffè storici della città,ed è descritta da Matilde Serao nel libro Paese di Cuccugna ed è in qualche modo accostabile alla pànera alla genovese.

La coviglia è un antico gelato semifreddo artigianale tipico della tradizione napoletana. Il suo nome deriva dallo spagnolo cubillo (piccola botte o recipiente), che indicava la caratteristica coppetta di metallo o il bicchierino in cui veniva servito per mantenerlo fresco.

Le origini della Coviglia risalgono al Vicereame spagnolo a Napoli tra il Seicento e il Settecento.

Nel Settecento il celebre cuoco Vincenzo Corrado descriveva preparazioni simili a una spuma di cioccolata.

E’ un Dolce che è un semifreddo a metà via tra una mousse e un gelato cremoso.

I gusti tradizionali più noti sono il caffè e il cioccolato, affiancati oggi da nocciola e fragola.

·        Viene tradizionalmente servito in piccoli bicchieri monoporzione.al  Gran Caffè Gambrinus

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La puoi trovare oggi ei caffè storici di Napoli

La versione più amata è quella al caffè o al cioccolato.

Ingredienti per la Coviglia al Caffè : 4 tuorli d'uovo, 3 albumi d'uovo, 140-200 g di zucchero,    2 tazzine di caffè ristretto (dolcificato), 350-400 ml di panna fresca liquida.

Come si procede : Monta i tuorli con gran parte dello zucchero fino a renderli chiari e spumosi, poi unisci il caffè freddo o a temperatura ambiente. Monta gli albumi a neve ferma con un cucchiaio di zucchero. Monta la panna fresca a parte. Unisci delicatamente la crema all'uovo e caffè con gli albumi montati, mescolando dal basso verso l'alto per non smontarli. Incorpora infine la panna montata con movimenti leggeri. Versa la crema ottenuta nei bicchieri o in coppette tradizionali e metti in freezer per almeno 3 o 4 ore prima di servire freddo.

L'immagine sottostante : sono coppette di Coviglia a caffè  


 

 

 

 

 

sabato 15 agosto 2026

Buon giorno Buon sabato 15 Agosto 2026

 

 

Buon giorno Buon sabato 15 Agosto 2026                           Assunzione di Maria Vergine                                               Sant’Alfredo- San Tarciso- San Stanislao

Dopo la tromba d’aria, dell’altro ieri, con un acquazione improvviso con un forte vento da rovesciare perfino il terreno dentro.i vasi dei fuori nel balconcino. In questo  periodo di Ferragosto spesso anche in passato avvenivano questi eventi tempestosi improvvisi, ma ieri ed oggi è ritonato il caldo insopportabile da “Bollino Rosso”.

Intanto, vi posterò, non la continuazione della  curiosità non mitologica, del Debito Pubblico che riguarda la cosiddetta “Economia moderna dello Stato”, ma quella di un “Culto Storico dei Napoletani” per un dipinto di una speciale Madonna in una chiesa del centro storico della città

Dalle Curiosità varie di Sasà ‘O Professore

La Madonna che scioglie i nodi

La Madonna che scioglie i nodi, è una devozione mariana cattolica, che  prende nome da un dipinto a olio del 1700 del pittore tedesco, Johann Georg Melchior Schmidtner, conservato ad Augusta, in Germania. nella chiesa di St. Peter am Perlach ad Augusta (Augsburg).

L'immagine mostra la Vergine Maria con le mani, che districano un nastro pieno di nodi, simbolo dei problemi della vita. La devozione è molto nota in tutto il mondo, anche grazie a Papa Francesco, che la diffuse in Argentina, quando era arcivescovo di Buenos Aires.

·        Il dipinto, originale su un  quadro, fu ispirato da una crisi matrimoniale del XVII secolo di una coppia nobile tedesca, salvata dalla separazione dopo le preghiere al Signore.

·        I nodi che scioglie la Madonna, rappresentano i peccati, i dolori, le crisi familiari, i problemi di lavoro e le difficoltà, che bloccano la vita delle persone.

·        Il messaggio di Maria Vergine è vista, come una madre, che ascolta le preghiere e aiuta a superare i pesi del cuore con pazienza e amore.

I fedeli recitano una novena, con una coroncina, dedicata a Maria Vergine per affidare un problema specifico, chiedendole di intercedere presso Gesù per risolverlo.

La Tela del dipinto sta, anche, in una Chiesa di Napoli, che si trova ed è in un crocevia di macchine rumore di claxon e vociare di gente nel cuore di Napoli e la parrocchia è un oasi di pace, di preghiera e di speranza

In definitiva  una copia del dipinto della Madonna che scioglie i nodi, si trova a Napoli nella Chiesa di Santa Maria dell'Incoronatella nella Pietà dei Turchini, ed è situata in Via Medina 19, a pochi passi da Piazza Municipio.

·        La riproduzione della tela, è posta all'interno della chiesa, diventata un punto di riferimento importante per i fedeli, che affidano alla Vergine le proprie difficoltà e i problemi familiari.

 

·        Per tanto copia di tale prestigioso dipinto si trova quindi nella Chiesa di Santa Maria della Incoronatella o della Pietà dei Turchini ,ed è una delle chiese monumentali di Napoli. Si trova al civico 19 di via Medina, e nacque tra il 1592 e il 1607 per volere della Congregazione dei Bianchi.                 Il nome "Turchini" deriva dal colore dei vestiti degli orfani accolti nell'istituto e nel conservatorio musicale annesso, dove studiarono maestri come Alessandro Scarlatti e Pergolesi.

·        La Congregazione dei Bianchi, quando nacque, iniziò a raccogliere i bambini abbandonati per la strada.

·        Il gruppo prese il nome originario da una cappella vicina (l'Incoronatella a Rua Catalana).

·        L'opera si spostò poi nella zona di via Medina, di fronte alla più antica chiesa trecentesca di Santa incoronata

·        La Chiesa è nota storicamente, perché accanto al tempio sacro, sorse un orfanotrofio trasformato presto in un famoso conservatorio di musica.

·        I suoi giovani allievi indossavano abiti di colore blu scuro (turchino).

·        In esso studiarono importanti compositori della scuola musicale napoletana, tra cui Giovanni Battista Pergolesi e Giovanni Paisiello.

·        La struttura iniziale  dela Chiesa aveva una sola navata con dieci cappelle laterali.

·        Tra il 1633 e il 1639 la chiesa fu ampliata con l'aggiunta del transetto, dell'abside e della cupola.

·        La facciata in stile rococò fu completata nel 1770 su progetto dell'architetto Bartolomeo Vecchione.:

·        Le opere d'arte della Chiesa, sono scampate ai danni della guerra

·        In definitiva La Chiesa della Pietà dei Turchini (Incoronatella) di Napoli – si trova tra il Centro storico e il mercato. di fronte alla Questura

·        E’ un edificio religioso di Napoli. dove c’è Il culto moderno della Madonna che scioglie i nodi.

 Limmagine sottostante è il quadro della Madona che scioglie i nodi

 


 

venerdì 14 agosto 2026

Buon giorno Buon Venerdì 14 Agosto 2026

 



Buon giorno Buon Venerdì 14 Agosto 2026           San Massimiliano – Sant’Eusebio- Sant’Adolfo

Finalmente ieri pomeriggio un po’ di frescura, con una tromba d’aria con un acquazione improvviso con un forte vento da sollevare perfino i vasi dei fuori con il terreno dentro. Ricordo che anche in passato il periodo di ferreagosto accadevano questi eventi tempestosi improvvisi, ma mai così violenti.

Intanto, ugualmente vi posterò la continuazione dell’ interessante curiosità  non mitologica, , ma che tratta di una materia finanziara, il Debito Pubblico che riguarda la cosiddetta Economia moderna dello Stato

Dalle Curiosità  di Sasà ‘O Professore Il Debito Pubblico Debito Pubblico

– 2^ puntata

Va bene, ho capito, carissimo Tore Castagna, la cosa ti interessa allora passiamo a descrivere dettagliatamente  cosa è il Debito Pubblico e come è rappresentato formalmente:       

 

"il cosiddetto  - Debito Pubblico inizialmente era formato da quei titoli che quasi tutti conoscono o ne hanno sentito parlare,  e furono  e sono i “BOT” cioè (Buoni Ordinari del Tesoro) rappresentante tecnicamente come è detto - Debito Fluttuante - , cioè  lo stato vi ricorre quando ha necessità di dover far fronte  a momentanee deficienze di cassa, dovute ai diversi flussi (perciò è detto Fluttuante) delle entrate e delle uscite, che non coincidono.  Per essere sicuri del loro successo  e del loro rimborso certo del valore nominale, furono emessi e, come lo sono tutto ora, con una durata  da uno a due mesi, a 6 mesi  ed a un  massimo di 12 mesi (un anno), ed il loro interesse è dato dal differenziale che oscilla tra il valore di acquisto ed il valore nominale del titolo rimborsato. ( esempio un  BOT acquistato  a 96,25, a 97,25 o a 95,50 con riferimento al mese e rimborsato a 100. era pari ad un interesse corrisposto anticipatamente nelle seguenti misure – si era negli anni  ’50 – ’60 – ’70 del 1900: 

I Bot da 1 a 2 mesi in ragione di L. 2,75%;

I Bot da 3 a 4 mesi in ragione di L. 3,25%;

I Bot da 5 a 6 mesi in ragione di L. 3,75%;

I Bot da 7 a 9 mesi in ragione di L. 4,25%;

I Bot da 10 a 12 mesi in ragione di L. 4,50%;

 

I BOT erano e sono emessi tuttora dalla Banca d’Italia per conto del Tesoreria dello Stato con un asta pubblica,  a cui possono partecipare solo aziende di credito ed alcuni enti autorizzati, Queste speciali aziende di credito aggiudicatarie di un quantitativo di Bot, dopo la quota che serve da vincolare a riserva dei  depositi della loro clientela di risparmiatori,  possono, il restante residuo aggiudicato , rivenderlo  a facoltosi risparmiatori con un sopraprezzo di una piccola percentuale.

 Il costo dei BOT è considerato una spesa prevista (valore d’acquisto più gli interessi) nel Bilancio Statale Annuale, diverso dal cosiddetto “Debito Consolidato” che a sua volta si distingue in “ Redimibile ed in Irredimibile”, ed è uno speciale “ Debito Pubblico”.

    “Del Debito Pubblico, quindi, fanno parte  anche quella speciale categoria  di debiti  chiamati - Debito Consolidato - ”

"Professore Sasà, perdonate, spiegatevi meglio, cosa significa  Debito Consolidato?”

Si affrettò a chiedermi il mio amico ex collega interlocutore, Tore Castagna, quasi, quasi spazientito , non riusciva  più a seguirmi.

Fattomi coraggio allora con molta calma ripresi il mio dire.

“ Il Debito Consolidato , mio caro amico, a differenza di quello  - Fluttuante - quello dei BOT, pur facente parte lo stesso dei debiti per far fronte ai disavanzi del Bilancio Statale, è costruito di prestiti sottoscritti a lunga scadenza, che sono diventati durevoli e trovano solo una sistemazione definitiva nello stesso Bilancio Ordinario Statale, sia per il pagamento degli interessi, che per il rimborso programmato del capitale in scadenza.

Chiariamo subito, se gli interessi di questi prestiti lo Stato  s’impegna a pagarli comunque, mentre il rimborso  del capitale è stabilito all’atto della sottoscrizione, nelle forme ed in epoche diverse a lunga scadenza, ed è detto perciò Debito Consolidato Redimibile.

Lo stesso Debito Consolidato Irredimibile, quando lo stato non assume nessuno obbligo di restituzione  del capitale nominale, ma si riserva di farlo successivamente, ma garantisce il puntuale pagamento degli interessi, che vengono regolarmente iscritti nel Bilancio e s’identificano nel costituire una rendita perpetua. ( Sono i famosi Titoli di Credito obbligazionari dello stato,  noti come la “ Rendita Italiana 5%”).

 

“Professore Sasà, chiese Tore Castagna, per capire meglio il significato di queste astruse parole: “Debito Consolidato Redimibile , Irredimibile” per favore, come sono stati accettati queste modalità di rimborso dai sottoscrittori e quale era la convenienza per chi voleva investire i propri risparmi, invece di tenerli sicuri sul proprio  deposito di conto corrente bancario  o sul un deposito postale?”. Il mio interlocutore, mi chiese, infine, quasi con convinzione, il perché il popolo dei risparmiatori doveva rischiare e quali erano le promesse di un sicuro guadagno con incentivazioni varie. Quale fu in sintesi l’evoluzione storica del  Debito Pubblico nel tempo fino ai nostri giorni. 

  La tua richiesta è proprio, come si dice, una “ Bella Domanda”, ed io ti risponderò , per quel che so e ricordo, immantinente ripresi a delucidare sull’argomento.

“Come ti ho accennato nel preambolo siamo arrivati a questa cifra, prima immaginabile, di Debito Pubblico da rimborsare, perché i prestiti si dovettero contrarre per fronteggiare prima di tutto la rinascita del paese, dopo la proclamazione della Repubblica e fare opere strutturali di prima necessità come strade, scuole, una rete ferroviaria più efficiente, incrementare l’industria in ogni settore per rendere la vita più vivibile che si andava  adeguando ai tempi.

(Tra i vari prestiti di quelli richiesti negli ultimi anni del passato regime fascista prima dell’avvento della Repubblica Italiana , furono creati ed emessi, per la prima volta, (nel !941 con scadenza 1971) i noti titoli obbligazionari dello Stato,  i “ CCT” (titoli speciali con  scadenza, ammortizzabile di vari tagli, in 30 anni  al tasso del 5% pagabile in rate semestrali posticipate al 1° gennaio ed al 1° luglio di ciascun anno), per far fronte a speciali spese straordinarie  e furono denominati, non più Buoni del Tesoro. Ma furono detti «Certificati di Credito del Tesoro, per il finanziamento di opere di bonifica integrale»

Emessi dal Ministero del Tesoro, ma autorizzati con Decreto del Capo del Governo (era Benito Mussolini) il 12 luglio 1941).

 

 Passiamo, ora, a fare una carrellata della intensa storia del Debito Pubblico, come si è evoluto dagli anni del dopo guerra ai nostri giorni.

 

"I primi Titoli di credito che rappresentarono Il Debito Pubblico della Repubblica Italiana, oltre ai classici BOT, furono prestiti a lunga e media scadenza e  furono denominati BTN 5% (Buoni Del Tesoro Novennali) che furono emessi a partire dagli anni ’50, ’60  e ’70 del Novecento per far fronte a spese straordinarie per opere strutturali ed offrivano un rendimento alquanto alto con un tasso fisso annuale, pari al tasso pagabile per I bot annuali,  che maturava semestrale ed era rappresentato da due cedole per ogni anno della durata del titolo. 
Per incentivare la sottoscrizione dei BTN era previsto  l’aggiunta di un premio, che concorreva,  per ciascuna serie di 1 miliardo di lire, ad un sorteggio per un totale di 58 premi per complessive L. 2.400.000 a semestre. Altra agevolazione e privilegio era che sia l’interesse, che i premi erano esenti da ogni imposta presente e futura. Tali nuovi tipo di Buoni si potevano sottoscrivere al portatore o nominativi". 

 

 Non è finita così la descrizione del Debito Pubblico ! 

Ne vuoi sapere di più , se non ti annoi,

ci saranno altre punatate e

 conoscerai ancora tante  novità