giovedì 5 novembre 2026

Buon Giovedì 5 Novembre 2026

 

Buon Giovedì 5 Novembre 2026   


             

San Guido –San Zaccaria– San Valentino

Dopo il bellissimo successo negli USA con,l’onda blu democratica, sia alla Camera, che al Senato,

si spera in un  po di tr anquilittà in qunatoi ci sia un po’ di tregua dei confliii  in essere,  per vivere in  serenità anche sel nostro paese  l’Inflazione, persiste facendo aumentare  l costi prer la sanità r lìistruzionde pubblica, nonché i prodotti di prima necessità , me ntre gli stipendi e le  pensioni sono ferme  e non ve ngomo adeguaute per assorbire questi aumenti improvvisi, per andare avanti e vivere la nostra esistenz.

Intanto “dopo la sconvolgente disfatta della squadra di calcio del Napoli contro il porto di ieri sera,” Carissime amiche lettrici e stimatissimi amici lettori”, ugualmente oggi vi  posterò  questa volta una mia curiosità storica, riguardante il culto della Madonna in Campnia, specie a Napoli.

 Dalle curiosità storiche di Sasà ‘O |Professore

La Madonna delle Mosche

 Una prima Chiesetta, dove si venerava Anticamente, sin dal XVI secolo  un' immagine di S.Maria di Costantinopoli. per la presenza di alcuni allevamenti di bufali nelle Paludi Napoletane, una località, ora coperta dalla sede ferroviaria, fu denominata: "acqua della Bufola ( o Bufala ) " ;

 proprio qui in questo luogo l' antica chiesetta che custodiva tale immagine, apparteneva alla nobile famiglia "Delli Zaccaria", e prima del 1700 andò distrutta (forse a causa di un incendio o del terribile terremoto nel Beneventano del 5 giugno 1688, (che danneggiò gravemente numerosi edifici della città di Napoli ).

 

La prima immagine della Madonna di Costantinopoli, custodita allora nell' antica chiesetta, andò distrutta in epoca imprecisata. Al suo posto, verso il 1850, ne fu dipinta in tela un' altra con alcune mosche, donde il titolo " S. Maria di Costantinopoli, volgarmente detta delle Mosche ".

 

Questo titolo è giustificato da un' antica e graziosa tradizione. Circa tre secoli e mezzo addietro avvenne una grande invasione di grosse mosche nelle Paludi Napoletane al Pascone,(zona nei pressi dell’attuale stazione ferroviaria) e gli ortolani, spaventati già dalle numerose epidemie di quel secolo, nella loro pietà si rivolsero alla Vergine di Costantinopoli per essere liberati da quegli insetti tanto molesti alle persone e dannosi ai campi, ed avendo ottenuta la grazia, si adoperarono di tramandare il prodigio ai loro posteri, i quali, quando sorse la necessità di soppiantare il primo quadro distrutto, fecero dipingere l' attuale immagine con delle mosche ( 9 per la precisione ) per ricordare in futuro il favore ottenuto.

In realtà il titolo “Madonna delle Mosche ”  dovette affermarsi fin dai primi anni successivi al famoso prodigio, perché tale denominazione la  troviamo citata  in un documento del 1837.

 

La tela ritrae la Madre di Dio, come colei che indica la via che è Cristo Signore; infatti  il pittore ha voluto mettere in risalto questo significato dipingendo la mano destra di Maria,che indica decisamente il Bambino Ges, che, a sua volta, ha la mano destra in atteggiamento di benedire l' umanità e la sinistra che regge una sfera sormontata da una croce, simbolo di Cristo Salvatore del mondo e Signore dell' Universo. La Vergine è mostrata anche come Regina degli Angeli e dei Santi per il fatto che due angeli reggono la sua corona regale nelle mani.

 

E' da notare anche le mura con torri della città di Costantinopoli sotto il trono della Madonna e tra i due santi, Antonio da Padova e Francesco d' Assisi. 

 

Infine tra il gruppo dei Santi e della Madonna col Bambino, si trovano dipinte 9 mosche, alcune sulla nuvoletta che sorregge il trono, altre nel cielo oscurato .

 

Questo quadro gravemente danneggiato dall' incursione aerea del 1943, fu restaurato dalla paziente opera del professor Giglio Mormile.

 

Attualmente l’ immagine della Madonna delle mosche si può ammirare nella chiesetta all' angolo di via Benedetto Brin e via S. Maria di Costantinopoli alle Mosche, sorta lì proprio per ricordare l' esistenza dell' antica chiesetta posta più avanti, . dopo aver peregrinato per oltre 20 anni in 5 cappelle provvisorie, a seguito della costruzione della linea ferroviaria.

 L’icona di S. Maria di Costantonopoli che si venera a Napoli non è altro che una copia della Madonna di Itria o Odigitria, cioè della Madre che indica nel Figlio la Via da seguire, portata a Costantinopoli da Antiochia nel V secolo d.C.,  fu posta dall’imperatrice Pulcheria in una chiesa da lei edificata nel quartiere di Santa Sofia. La devozione dell'icona si diffuse rapidamente da Costantinopoli  in tutte le regioni d’ influenza bizantina e non è quindi un caso che i “pii Christi fideles siculi” di Napoli si mettessero sotto la protezione della Vergine venerata con questo titolo. 
 Dal famoso dipinto della Madonna delle Mosche, alias S.Maria di Costantinopoli nacque il  detto napoletano:     " ’a Maronna t’accumpagna " che si addice quindi pienamente al titolo della Madonna di Costantinopoli, detta volgarmente delle Mosche, perché esprime visivamente la sua missione di Madre che vigila sul cammino dei suoi figli.

 




 

 

mercoledì 4 novembre 2026

Buon Mercoledì 4 Novembre 2026

 

Buon Mercoledì 4 Novembre 2026                  San Ca\rlo –San Vitale – Santa Modesta

Ottenuto un eclatante  buon risultato dopo le consultazioni elettorali negli Usa, (Elezioni Midterm Usa), come una onda blu democratica, sia alla Camera, che al Senato, in quanto  i Democratici hanno avuto la maggioranza alla Camera: 244 seggi su 435 contro 191 repubblicani, mentre nella corsa al Senato l’Asinello 8il simbolo dei democratici) ha vuto un succesoo in tutte le sfide chiave. Dopo   questo sperato esito auguriamoci che ci sia un po’ di tregua dei confliii  in essere, favoriti dalla politica sovranista  di Trump, per vivere in  serenità senza trepidazioni e per affrontare meglio l’Inflazione, derivante dal costo eccessivo dei prodotti petrolifeeri , (gas  e benzina), per andare avanti e godere la nostra esistenz.

Carissime amiche lettrici e stimatissimi amici lettori”, oggi vi  posterò  questa volta una mia curiosità storica, sulle opere murarie, relative  agli antichi acquedott di  Napoli                     

Gli antichi acquedotti di Napoli

Gli archi, che caratterizzano gli antichi acquedotti di Napoli (come l'Acquedotto Augusteo del Serino o i celebri Ponti Rossi) e servivano a superare i dislivelli del terreno e a mantenere una pendenza costante per far scorrere l'acqua a gravità dalle sorgenti fino alla città e alle ville

L'acqua non veniva pompata, ma si muoveva lentamente sfruttando la forza di gravità. Quando il tracciato incontrava valli, depressioni o avvallamenti del suolo (come il cavone di Miano o l'area dei Vergini), i Romani costruivano ponti-canale composti da file di arcate.

 L'uso dell'arco (in tufo e laterizi rossi) permetteva di scaricare il peso della struttura verso il basso in modo estremamente stabile e robusto, senza bisogno di cemento armato

Sopra la sequenza di archi correva lo specus (il canale coperto o la tubatura in piombo/muratura) dove l'acqua viaggiava protetta e pulita ed era detto Il condotto superiore:

Oltre agli acquedotti creati dai romani, anche opere successive come l'Acquedotto Carolino (i "Ponti della Valle" a Maddaloni, progettati da Luigi Vanvitelli) ripresero lo stesso principio ingegneristico ad archi sovrapposti per colmare le grandi valli tra il Beneventano e la Reggia di Caserta.

Oggi, si  possono visitare i resti di tale acquedotti ancora visibili a Napoli (come a Palazzo Peschici-Maresca o ai Ponti Rossi)

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Mentre il più famoso acquedotto campano è :L'Acquedotto Carolino, ideato dall'architetto Luigi Vanvitelli su commissione di Carlo di Borbone, è celebrato come una delle reali opere realizzate da questto geniale regnante....

Infatti l’Acquedotto Carolino è su tre livelli, che attraversa la Valle di Maddaloni., L'acquedotto, denominato Carolino in onore del re Carlo di Borbone...

·        Invece l’acquedotto   dei I PONTI ROSSI:

che è chiamato anche” Mirabilis”, perché non  è la  cisterna più grande  che.serviva  a dare sostentamento con l'acqua del Serino  a rifornire la flotta romana a Quindi L'acqua dell'Acquedotto del Serino (la celebre Aqua Augusta) non proveniva da fiumi superficiali o da rivoli esposti, ma direttamente da purissime sorgenti sotterranee di origine carsica, che scaturivano spontaneamente ai piedi del massiccio montuoso Terminio-Tuoro, nell'Appennino Campano (provincia di Avellino).

Queste riserve d'acqua sotterranee alimentavano in modo naturale il bacino idrico dell'alta valle e davano origine al fiume Sabato. I Romani intercettarono l'acqua purissima direttamente alla fonte (evitando il fiume per ragioni di igiene e limpidezza) attraverso due principali gruppi sorgentizi dislocati nell'area di Serino:

Le Sorgenti Alte (Acquaro e Pelosi): Situate a circa 370 metri sul livello del mare, costituivano il nucleo originario captato in epoca augustea per alimentare l'acquedotto principale diretto verso Napoli e i Campi Flegrei.

La Sorgente Bassa (Urciuoli): Situata a circa 320-330 metri sul livello del mare, le cui acque in epoca romana venivano inizialmente convogliate anche in direzione opposta verso la città di Beneventum (Benevento) e che in epoca moderna (con l'inaugurazione del nuovo acquedotto nel 1885) sono diventate la fonte primaria per l'approvvigionamento di Napoli.

I "rivoli" visibili sul territorio erano quindi i canali artificiali sotterranei e i cunicoli drenanti in muratura (specus) costruiti dagli ingegneri romani per raccogliere e convogliare queste vene d'acqua sorgiva in un unico grande canale principale.

la mappa del percorso storico dell'acquedotto  spiega come i Romani riuscivano a mantenere la pendenza costante per quasi 100 chilometri.

 A proposito del Comune di Serino

Dalle Sorgenti Acque del Territorio del- Comune di Serino e della zona Vergini-Sanità a Napoli sono realizzati alternando filari di mattoni di laterizio con blocchetti di tufo, con una piramide...

L'acqua dell'Acquedotto del Serino (la celebre Aqua Augusta) non proveniva da fiumi superficiali o da rivoli esposti, ma direttamente da purissime sorgenti sotterranee di origine carsica, che scaturivano spontaneamente ai piedi del massiccio montuoso Terminio-Tuoro, nell'Appennino Campano (provincia di Avellino

 

le  mmagini sono :

 i Ponti r ossi  a Napoli , 

 ponti della valle di maddaloni  



 

martedì 3 novembre 2026

Buon Martedì 3 Novembre 2026

 

 

Buon Martedì 3 Novembre 2026                                   Santa Silvia –San Martino – Sant’Ida –San Simone

In attesa di un buon risultato dopo le consultazioni elettorali negli Usa, con la vittoria dei Democratici,auguriamoci CON n questo esito xhe ci sia un po’ di tregua dei confliii  in essere (islaele e Iran e Rusa – Ukraina) ‘per vivere di serenità e per andare avanti e godere la nostra esistenza.                     Carissime amiche lettrici e stimatissimi amici lettori”, per non angustiarmc più di tanto e non pensarci, ugualmente vi  posterò  questa volta una mia curiosità storica, su antichi Mestieri, tutttora presenti, quello, del Mattunellare dopo la narrazione dell’abbigliamento gella\” Moda Italiana”                                                                                       Dalle Curiosità culturali  di Sasà ‘O Professore                        'O Mattunellare

'O Mattunellare, Meglio noto in italiano, come il Piastrellaio. Mattonellaio. Mattonaio.Fornaciaio.

Chi fabbrica e vende Mattoni, piastrelle, (Mattunelle), i quadroni (‘e riggiole)

Attualmente 'o mattunellare produce mattonelle miscelando argilla ricca di ferro con altre materie cucendole in appositi forni.

Le mattonelle sono molto apprezzate nelle costruzioni, per la resistenza e la leggerezza, e perché si prestano a begli effetti decorativi.

‘O mattunellare anche se è un muratore specializzato il suo lavoro consiste a stare piegato per terra, quando deve mettere un pavimento o all’in piedi se deve rivestire di piastrelle le pareti

Il termine 'A Mattunella, oltre a significare mattone, piastrella,in napoletanoè nota  nel detto “ Nun fa’ ‘a mattunella” , che sta a significare non fare finta di non capire, non mi nascondere qualcosa..

Il piastrellaio (chiamato comunemente anche piastrellista) è un operaio edile specializzato nella posa, nella manutenzione e nella riparazione di pavimenti e rivestimenti (in ceramica, gres, marmo, cotto o mosaico) su superfici orizzontali e verticali (come pavimenti e pareti di interni ed esterni).

In definitiva  un piastrellaio: misura gli ambienti, legge i disegni progettuali, demolisce e rimuove vecchie superfici, livella i sottofondi e controlla le pendenze.  taglia e sagoma le piastrelle, prepara i collanti e i leganti, e le posa seguendo schemi precisi (ad esempio a correre, a spina di pesce o a fughe incrociate). Ed infine si occupa della stuccatura, della pulizia dei residui di cantiere e della sigillatura degli angoli.

Per posare le mattonelle in modo resistente e duraturo, è fondamentale preparare un sottofondo livellato, stendere la colla specifica con una spatola dentata e premere i rivestimenti oscillandoli leggermente per eliminare le bolle d'aria. Il segreto di una tenuta perfetta risiede nella scelta dell'adesivo corretto e nella tecnica di stesura.

Per tanto i passaggi chiave e le differenze principali tra la posa a pavimento e a parete: spno

1. Preparazione della superficie

2     Pulizia: Rimuovere ogni traccia di polvere, grasso o vecchie vernici.

3 Livellamento: Il fondo deve essere perfettamente dritto; usare la malta autolivellante per i pavimenti o lo stucco per le pareti se ci sono dislivelli.4

4     Applicare un fondo aggrappante (primer) sulle superfici molto assorbenti o lisce (come il   cartongesso).

5     Scelta e stesura della colla, quella in polvere a bascementizia (classe C2) per la maggior parte dei pavimenti e rivestimenti, oppure adesivi in pasta pronti all'uso per pareti interne.

·        6 Spatola dentata: patola in base alla dimensione della piastrella (es. denti da 6-8 mm per piastrelle piccole, 10-12 mm o più per grandi formati).

7. Posa e allineamento. Posizionare la piastrella e premerla con un leggero movimento ondulatorio o battere delicatamente con un martello di gomma bia

8) Inserire i cunei o i distanziatori a croce negli angoli per mantenere le fughe tutte della stessa dimensione.

usando i livellatori a cuneo (soprattutto a pavimento) per evitare i "denti" tra una piastrella e l'altra.

 

Di norma non è necessario bagnare o tenere in acqua le piastrelle prima di posarle, a seconda del tipo di materiale e di colla che utilizzi:

Colle moderne (adesivi specifici per gres, ceramica, ecc.): Non vanno bagnate. Se il retro della piastrella è molto polveroso, basta fare solo un rapido lavaggio o spolverarla con un panno pulito per garantire l'adesione.

Malta tradizionale (cemento e sabbia): Si inumidiscono solo se sono piastrelle molto porose, artigianali, in terracotta o vecchie (per evitare che il materiale assorba troppa acqua dalla malta e comprometta la presa