domenica 29 marzo 2026

Buon giorno Buona Domenica 29 marzo 2026

 

Buon giorno Buona Domenica 29 marzo 2026                                                                                     --San Bertoldo-San Eustachio –San Saturnino

Oggi è “la Domenica delle Palme”, cioè siamo entrati nel periodo pasquale,-che precede la santa Pasqua, e si commemora, secondo il rito religioso cattolico, l'ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme.e fu acclamato, come Messia e Re della pace, dalla folla con rami di palma e ulivo. Auguriamoci che quest’anno ci porta oltre alla tregua dei conflitti, anche la definitiva pace e tanta serenità, per la nostra esistenza.          Intanto qiesta Domenica è anche l’inizio dell’Ora legale

Dalle curiosità storiche di Sasà ‘o Professore. La Vera Storia dell’Adozione dell’Ora Legale Estiva

L'ora legale in Italia

L’idea di adottare l’ora legale spetta all’inventore del parafulmine, Beniamino Franklin, nel 1784, che la fece pubblicare su un giornale francese “ Juornal de Paris “
Lo scopo di tale pubblicazione si basava sul principio di far risparmiare energia e di sfruttare quanto più possibile la luce del sole, specie nel periodo estivo.
Si dovette giungere, però, dopo il 1907, che la possibilità di tale utilità (sfruttamento della luce del sole quanto più possibile durante l’estate), poichè il costruttore inglese, William Willet la prendesse in considerazione a causa delle esigenze economiche provocate dalla Prima Guerra Mondiale e pertanto occorreva un rilevante risparmio energetico per svolgere qualsiasi attività produttiva, che era divenuto un’assoluta priorità. Per la prima volta la Camera dei Comuni di Londra nel 1916 diede il via libera al British Summer Time di spostare le lancette in avanti di un’ora durante l’estate nel Regno Unito.
Con i primi Regi Decreti del 1866 e del 1893 anche in Italia s’incominciò a delineare il regolamento dell’ora degli orologi pubblici e dell’orario di lavoro, nonchè la tabella dei periodi di applicazione dell’Ora legale Estiva come in un primo momento fu definita.
Di conseguenza il servizio delle strade ferrate di tutta europa verrà regolato secondo il tempo solare medio del meridiano situato 15 gradi all’Est di Greenwich (detto il tempo dell’Europa Centrale)

L'ORA LEGALE IN ITALIA

 L'ora legale è stata adottata in Italia Ufficialmente dal 1916 al 1920, poi dal 1940 al 1948, per essere definitivamente reintrodotta nel 1966.
Dal 1966 al 1979 rimaneva in vigore generalmente dalla fine di maggio alla fine di settembre; nel 1980, da aprile a settembre; dal 1981 al 1995, dall'ultima domenica di marzo all'ultima domenica di settembre; infine, dal 1996, dall'ultima domenica di marzo all'ultima domenica d’ottobre.
Ecco la tavola completa dei periodi di permanenza in vigore dell'Ora Legale in Italia
(dal 1967, le date di inizio e di fine sono sempre delle domeniche).
(Fonte principale: IEN Galileo Ferrarsi)

Per gli anni a venire è presumibile che continui ad essere confermata di anno in anno la regola normativa del periodo "ultima domenica di marzo - ultima domenica di ottobre", ma evidentemente non si possiede un dato certo per poter decorosamente formulare una simile previsione, che pertanto sarebbe del tutto campata in aria.
Tuttavia, visto che a fare il calcolo utilizziamo il computer, non costa niente fargli calcolare il periodo ipoteticamente interessato dall'Ora Legale in Italia per i prossimi anni.

Direttiva 2000/84/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 19 gennaio 2001, concernente le disposizioni relative all'Ora Legale. (in G.U.E. 2 febbraio 2001, n. L 031)

Nel 2010 l'ora legale in Italia entra in vigore alle ore 02:00 (ora solare) del 28 Marzo e termina alle ore 03:00 (ora legale) del 31 Ottobre.
Nel 2011 l'ora legale in Italia entrerà in vigore alle ore 02:00 del 27 Marzo e terminerà alle ore 03:00 (ora legale) del 30 Ottobre.
Nel 2012 l'ora legale in Italia entrerà in vigore alle ore 02:00 del 25 Marzo e terminerà alle ore 03:00 (ora legale) del 28 Ottobre

.Nel 2013 l'ora legale in Italia entrerà in vigore alle ore 02:00 del 31 Marzo e terminerà alle ore 03:00 (ora legale) del 27 Ottobre.
.Nel 2014 l'ora legale in Italia entrerà in vigore alle ore 02:00 del 29 Marzo e terminerà alle ore 03:00 (ora legale) del 25 Ottobre.
 Nel 2015 l'ora legale in Italia entrerà in vigore alle ore 02:00 del 28 Marzo e terminerà alle ore 03:00 (ora legale) del 24 Ottobre.
  Nel 2016 l'ora legale in Italia entrerà in vigore alle ore 02:00 del 26 Marzo e terminerà alle ore 03:00 (ora legale) del 29 Ottobre.
  Nel 2017 l'ora legale in Italia entrerà in vigore alle ore 02:00 del 25 Marzo e terminerà alle ore 03:00 (ora legale) del 28 Ottobre.
  Nel 2018 l'ora legale in Italia entrerà in vigore alle ore 02:00 del 24 Marzo e terminerà alle ore 03:00 (ora legale) del 27 Ottobre. e così è stato fino al 2025.


























Infine nel 2026 l'ora legale in Italia entrerà in vigore alle ore 02:00 del 29 Marzo e terminerà alle ore 03:00 (ora legale) del 25 Ottobre.


 



Come spostare le lancette dell'orolo

 

sabato 28 marzo 2026

Buon giorno – Buon Sabato 28 Marzo 2026

 

Buon giorno – Buon Sabato 28 Marzo 2026

--- San Castore – San Cirillo – San Cristoforo ---

 

Come promesso ieri sera, ecco il seguito del termine     del giocattolo di legno napoletano. ” ‘O Strummelo “

Dalle Curiosità storiche di Sasà ‘o Professore

I vari Strummeli e lo svolgimento del gioco

 

O Strummelo (Seconda psrte)

 

” ‘O Strummelo “ per far sí che il suo roteare vorticosamente durasse piú degli altri, s’usava togliere la punta metallica conficcata nel legno e dopo averla affilata lungamente su di una pietra lavica, di cui erano piene le strade, la si ricollocava nuovamente nel legno, se non dopo aver introdotto nell’intercapedine della punta della paglia mista di sterco di cavallo (fino agli anni cinquanta se ne trovava ad iosa per le strade) a mo di cuscinetto per attutire ed eliminare gli sbalzi continui, quando la stessa sobbalzava (e si diceva ca teneva

( ‘A Tettera) e non si fermava in un solo punto (cosa al contrario, quando era ( ‘A Pennella), il vortice dello strummelo era perfetto) anche per effetto di questa sorta di ammortizzatore della punta metallica.

Poi c’era ' Strummele”( 'A Patacca)” (con riferimento semantico al fatto d’essere, tale è quale ad una moneta falsa), e per tanto era utilizzata, come una trottolina scadente, quasi contraffatta, per poter essere impunemente scugnata (sbreccata), ossia quando dovendo soccombere e subire i colpi e le infilzate delle punte metalliche degli strummoli nemici.

Per tale scopo s’usava fornirsi sempre di uno strummolo di ripiego di poche lire, che veniva tinto per metà di nero per non confonderlo con lo strummelo buono, cioè con lo Strummolo ‘A Pennella.

C’era, infine, un piú costoso strummelo di attacco” “quello da conficcare sugli strummeli degli altri, tinto di “Luvardo” (azzurro) forte e resistente, che veniva usato, appunto, contro la “Patacca”, e che fornito di una punta, piú spessa ed affilata, era detto appunto " 'A Puntarola".

Il signicato di patacca era preso in prestito dall'antico sostantivo indicativo, che fu usato per una moneta di grande formato, ma di poco valore, contenuto in appena cinque carlini, sostantivo passato poi ad indicare il danaro in genere ed ancóra figuratamente (come nel nostro caso) di una cosa di poco pregio, un oggetto scadente con decorazione vistosa, nota come falsa medaglia. Il termine della voce Puntarola infine è un adattamento al femminile del maschile puntarolo, che deriva dalla punta da conficcare.

Ricapitolando la Trottola (‘O Strummele) è un giocattolo di legno a forma di pera (cono rovesciato), fornito di scanalature alla cui punta è collocato un chiodo o un pezzo di metallo appuntito, che costituisce il perno su cui il giocattolo ruota.

I più "furbi ("gli strrummeli), se li facevano costruire con legno di "castagno", che è molto duro; con essi spaccavano quelle di legno più tenero.

Come si esplica il gioco, il giocatore avvolge, in modo ben serrato uno spago lungo le scanalature della trottola, quindi la lancia a terra trattenendo il capo dello spago, che svolgendosi scarica sul giocattolo una forza rotatoria, per questo motivo prende il nome dallo strumento- giocattolo con cui si gareggia.

La Trottola (‘O Strummele) a seguito della spinta ricevuta dallo spago gira vorticosamente, poggiando ritta sul proprio perno. Il gioco consisteva nel prendere sul palmo della mano lo strummele (se ci si riesce) per meglio spingerlo sulla trottola ferma e beccarla o (se non vi si riesce), tentare da terra a spingerla anche con lo spago da tiro verso quella ferma per effettuare la tozzata.

Per decretare il vincitore della competizione, di solito si stabiliva semplicemente, che, chi aveva fatto roteare a terra la trottolina per il maggior tempo (Strummëlë ‘nterra).

A volte oltre al tempo, in cui la trottola girava, era calcolata la quantità di tozzate della propria trottola a quella ferma. Si poteva giocare da soli oppure in squadre. Nel secondo caso i tempi validi erano la somma dei tempi o la quantità delle tozzate, praticate dagli appartenenti alla stessa squadra.

Nelle competizioni a squadre, formate almeno da due giocatori: uno per ogni specialità, quella del tempo di roteazione e quella di saper tozzare.

Come si gioca Esistono molti modi di giocare al gioco della trottola.

Attorno alla trottola viene avvolta, in modo da formare una spirale, che va dalla punta ( in metallo) alla parte più alta e larga, una corda che permette, nell'atto del lancio, di far ruotare la trottola. Ci sono tanti tipi di giochi, uno dei tanti e anche il più divertente, consiste: - minimo due giocatori pronti a rischiare la propria trottola; - si effettua il primo lancio insieme e la prima trottola che si ferma, resta sotto (rimane a terra); - l'altro dovrà cercare di colpire la trottola rimasta a terra sia nel lancio che dopo, fino a quando la sua non termina di ruotare; - quando questa si ferma, rimane lei "sotto" e l'altro concorrente va all'attacco; - il gioco a volte dura tantissimo, e tutto sta nella bravura dei concorrenti, nella punta della trottola e nel legno di cui è fatta; - l'obiettivo è distruggere la trottola dell'avversario, il vincitore terrà con se la punta della trottola persa e come potete ben capire chi più ne colleziona "trofei di guerra", ed è più temuto.

Modi di dire sullo strummolo

“ S’E’ Aunito ‘A Funicella Corta e ‘o Strummolo Tiritepp” Significando (si è sommata ad una fune corta, una trottolina ballonzolante) quindi. (la trottola è sbilenca o la corda è corta).

Come quando nel caso di voler rappresentare una situazione particolare, in cui ad una persona incapace ed allo stesso tempo sfaticata, o , come l’insieme di un artigiano sfaticato poco valente, fornito ed avente per giunta i ferri del mestiere inadeguati.

Attualmente  lo Strummelo è stato sopppiantato da un oggetto similare, ma elettronico , detto BeyBlade, una Trottola di Resistenza e di Lanciatore, xhe sono Trottole da combattimento giocattolo, Utilizzato dagli adolescenti dell’ultima generazione,

 

In definitiva Il termine “ Tiriteppete o Tiriteppola “ sta a significare una cosa o una situazione instabile, sbilenca, (che pende da una parte) storta, malfatta –

 All’uopo si rammenta un altro famoso motto, che afferma :

“ So’ ‘E Fierre Ca Fanne ‘O Masto” e o magari – per concludere quando concorrono un professore eccessivamente severo ed un alunno parimenti svogliato.

In senso traslato, alcune volte, questa espressione veniva diretta alle coppie sterili per mettere in risalto che uno dei due falliva nel tentativo

 

 

Le immagini sottostanti sono:

La pigna da cui è nato la trottola ('o Strummelo:

Lo strummelo avvolto con una finicella;

Lo struummele detto "Patacca";

Lo struummele detto "Puntarola";

Lo Spaccastrummelre.

Lo BeyBlade, una Trottola di Resistenza e di Lanciatore,

 








 

Buon giorno – Buon Venerdì 27 Marzo 2026

 

Buon giorno – Buon Venerdì 27 Marzo 2026
--- Sant’ Emanuele – San Quadrato – San Teodos.
Permettetemi du augurarci la fine delle ostilità a seguito di conflitti, che procurono non solo distruzioni di edifici,, ma anche morti innocenti, e non risolvono i problemi territoriali e fanno vivere le popolazioni interessate isenza libertà con le loro scelte democratiche, anti sovraniste.
Chi ben comincia è alla metà dell’opera, è un noto proverbio, che sta a significare, che per ottenere il successo sperato, come la pace, conviene iniziare a far cessare le armi, Partire cioè con il piede giusto, in quanto è l’unico modo per iniziare e proseguire lo scopo desiderato.
Dopo avervi salutato, amici miei carissimi, con questa mia riflessione, come preannunciato ieri, oggi vi posto la mia ennesima curiosità storica sui termini napoletani absoleti, con riferimento ai giuochi di altri tempi.
Dalle Curiosità storiche di Sasà ‘o Professore
Un altro termine napoletano e la sua etimologia
'O Strummèle (la trottola o trottolinadi legno)
La trottola è un gioco per bambini conosciuto in tutto il mondo fin dai tempi antichi. Risale a più di 6000 anni fa, alcune trottole perfettamente conservate, con le fruste utilizzate per metterle in moto, sono state ritrovate durante gli scavi di “Ur”, in Mesopotania. Altri esemplari sono stati rinvenuti negli scavi dell'antica Troia, a Pompei, in alcune tombe etrusche, e anche in Cina, in Giappone ed in Corea.
Il gioco della trottola era famosissimo nell'antica Grecia, e a Roma: Platone, Aristotele, Plinio, Virgilio e Ovidio tutti subivano il fascino ed il contagio della trottola, in latino chiamata "Turbo".
Il termine (Strummolo o Strummele), nell’idioma napoletano, non è altro che un giocattolino, (che non è più utilizzato dai ragazzi del “Ventunesimo Secolo”, perché ormai dimenticato nel tempo andato). legno a forma di strobilio o meglio di un cono capovolto, avente il vertice rovesciato, formato da una punta metallica (detta 'a ponta) fissata perpendicolarmente nel legno, che con numerose scalanature, incise su tutta la superficie del conetto, in modo concentrico e parallelo rispetto al vertice.
Lo (strombos o strobilio) era il gioco che praticavano i bambini greci , già nell'antichità, che nell'idioma greco antico era detto "Strobilion", ossia piccola pigna o cono ed al conseguente suo movimento rotatorio, come nell'avverbio greco " Strombedòn " si può dedurre il significato di "a modo di turbine", ecco spiegato l'etimologia del termine strummolo, è così una derivazione diretta proprio di quello utilizzzato dai greci.
Per fare girare ('o strummolo) la trottola o meglio la trottolina, le scanalature presenti su di essa sono avvolte strettamente da una cordicella, che serve ad imprimere il moto rotatorio alla trottola una volta srotolata e sganciata dalla stessa, come fosse una molla, mediante uno strappo secco in modo che lo strummolo (la trottolina) lanciato a terra prenda a girare velocemente su se stessa, facendo perno sulla punta metallica, per questo motivo i romani chiamavano in latino la trottola ('o strummolo) " Turbo".
La velocità della roteazione dell " 'O Strummele" (la trottolina) ed il tempo occorrente per esaurirsi nel girar come un vortice e poi commisurato all'abilità del giocatore lanciatore e la buona fattura, con cui è stato fabbricato lo strummolo, ne fanno un classico esempio dell'ottima commistione tra bravura e perfezione del manufatto.
Nel caso che il giocattolo ricavato dal legno, è scadente, malprodotto, viene definito che lo strummolo è ballarino o
” tiriteppe”, volendo con tale onomatopea indicare appunto la non idoneità del giocattolino.
Gli Strummoli usati un tempo, dagli scugnizzi napoletani, erano di tre tipi, ognuno dei quali aveva un nome ed una funzione diversa. Infatti c'era quello a “Pennella”, quello detto “Patacca” ed infine a “Puntarola” di color azzurro, detto pure “Spaccastrommele”.
'O Strummele detto, 'a Pennella, era quello levigato e non molto appuntito, in legno naturale, non tinto era denominato così (con riferimento semantico alla precisione con cui effettuava la sua ferma e perfetta rotazione), ed aveva la funzione di girare piú a lungo degli altri nelle epiche sfide fra scugnizzi
Scusate se solo stasera vi ho potuto postare questa mia curiosità storica sul giocattino napoletano , noto come 'o Strummolo, anzi è la prima parte , la seconda parte ve loìa posterò domani, perché impagnatissimo durante tutta la giornata , sia nel averricevuto visite dei miei fratelli e e sia per ordinare un po' tutti i documenti antichi o che mi sono giunti negli ultimi tempi.: buona sera a domani

giovedì 26 marzo 2026

Buon giorno – Buon Giovedì 26 Marzo 2026

 Buon giorno – Buon Giovedì 26 Marzo 2026

Buon giorno – Buon Giovedì 26 Marzo 2026

--- Sant’ Emanuele – San Quadrato – San Teodosio

 

Carissime amiche ed affezionati amici, anche oggi, vi posto e vi invito a leggere una mia sfiziosa ed interessante curiosità,

Un altro termine napoletano e la sua etimologia

Dalle Curiosità storiche di Sasà ‘o Professore

Scugnizzo

Un tempo, nella mia città, Napoli, c’erano due categorie di ragazzi:  “gli Scugnizzi, ragazzi di strada, e quelli sereni, pacifici, detti, ragazzi di casa.

I Primi (gli Scugnizzi) erano perennemente in strada, dove trascorrevano il loro tempo a praticare giuochi, utilizzando attrezzi poveri a loro disposizione, che si potevano permettere.

I Secondi (i ragazzi di casa) viceversa, trascorrevano la maggior parte del tempo a scuola o in casa a studiare, ma, non appena potevano farlo, con una scusa, quando gli era permesso, uscendo dalla propria casa, si univano ai ragazzi di strada (gli scugnizzi) per partecipare ai loro giuochi, risultando, però, naturalmente, sempre perdenti, perché piú goffi ed imbranati di quegli altri.

I giuochi dei ragazzi di strada, che si praticavano, un tempo, specie nel dopoguerra, oggi se ne persa perfino la memoria, oltre che l’uso.

Gli attuali ragazzi di strada impiegano il tempo a scorrazzare su motorini, a giocare a calcetto, a diventare manovalanza di aggregazioni malavitose come (la camorra), mentre, i piú istruiti, usano aggeggi elettronici, come celulari, what Sup .bay-blay.

Il termine scugnizzo fu conosciuto con la poesia “Guaglione” di Raffaele Viviani, in cui si apprende che lo scugnizzo, per antonomasia, che fa capire la vita dei ragazzi di strada ed elenca alcuni dei giuochi, che essi praticavano.

Il vocabolo, Scugnizzo o Scugnizza, è un sostantivo ed un aggettivo maschile o femminile, e come le altre parole, che (come guaglione, guappo, camorra ,etc.), fanno parte del lessico partenopeo, che è bellamente approdata in quello classico italiano nazionale, nel suo significato di “Monello”, ragazzo astuto ed intelligente e ,per estensione, ragazzo vivace ed irrequieto.

Tale termine deriva dal latino volgare, excuneare (spaccare) cioè la capacità di conficcare con la punta in ferro (o pizzo) dello Strummolo ( la trottolina di legna degli altri giocatori. di tale gioco.

Termine poi diventato italiano, tanto da riferirsi a qualsiasi monello dello stivale, ma, comunemente, con la parola scugnizzo, ci si riferisce ai monelli napoletani, in quanto sarebbe impensabile uno scugnizzo milanese, triestino, e di altre città.

Del gioco dello “STRUMMOLO” (la trottolina) ne tratterò in una prossima puntata delle mie curiosità.

In definitiva Il termine “Scugnizzo” si ritiene ce sia stato coniato dal gergo dei ragazzi di strada, quando invitavano i propri coetanei a giocare

alla Appezzata degli Strummeli” dicendo:

chi m’o scogna chiste”, e la risposta fu:

o scogno isse”. da cui è nato per assomanza ”SCUGNIZZO”.

 

LE FOTO SOTTTOSTANTI SONO:

UN GRUPPO DI sCUGNIZZI;

LO STRUMMELO (lA Trottolina di legna).