giovedì 19 marzo 2026

Buon giorno – Buona Giovedì 19 Marzo 2026

 

Buon giorno – Buona Giovedì 19 Marzo 2026

--- San Giuseppe -- San Marcello -- San Narciso ---

 

Oggi si festeggia, come ormai è consuetudine in questo giorno, ”la festa del papà”, anche se non è ritenuto più, come un tempo, un membro insostituibile della famiglia.  imprimendo il suo cognome ai suoi discendenti ed alla propria consorte, per dare continuità alla stirpe., o meglio alla caratterizzazione della nuova famiglia.

 Con le attuali norme legali non lo è più, da quando in molti stati, esistono e sono note, le evolute “Famiglie Arcobaleno.

Intanto come anticipato ieri, vi posterò, dalle curiosità storiche di Sasà ‘o Professore, la decima e ultima puntata su l’ultimo discendente Savoia.

 L’ultimo discendente di casa Savoia è Emanuele Filiberto di Savoia, (Emanuele Filiberto Umberto Reza Ciro René Maria di Savoia), nato a Ginevra, 22 giugno 1972), E’ un personaggio televisivo italiano. Nato in Svizzera, è figlio di Vittorio Emanuele IV° e di Marina Doria, ed è riconosciuto da una parte dei monarchici italiani, come il capo di Casa Savoia, in disputa con suo cugino Aimone di Savoia-Aosta. Emanuele Filiberto di Savoia, dopo aver conseguito il diploma, frequentò la facoltà di scienze economiche dell'Università di Ginevra, senza terminare mai gli studi. Grazie al padre, Vittorio Emanuele IV°, cominciò a svolgere la professione di consulente finanziario presso una società privata a Ginevra. All'età di 26 anni lanciò il fondo d'investimento Altin, quotato alla Borsa di Zurigo.

Una delle disposizioni transitorie e finali della Costituzione della Repubblica Italiana ne vietava l'entrata sul suolo italiano, in quanto discendente maschio degli ex re di Casa Savoia.

Solo però con la approvazione della legge costituzionale 23 ottobre 2002, n. 1, entrata in vigore il 10 novembre del medesimo anno, si esaurirono gli effetti del primo e secondo comma della XIII disposizione transitoria e finale della Costituzione, consentendo ai discendenti maschi degli ex re di Casa Savoia di entrare, soggiornare e risiedere in Italia, e in generale ai membri e ai discendenti di Casa Savoia il diritto di elettorato passivo e attivo, nonché la possibilità di ricoprire uffici pubblici.

ll 25 settembre 2003 potè a Roma, nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, Emanuele Filiberto sposare l'attrice francese, Clotilde Courau, dalla quale ebbe due figlie: Vittoria Cristina Adelaide Chiara Maria, nata a Ginevra il 28 dicembre 2003. Luisa Giovanna Agata Gavina Bianca Maria, nata a Ginevra il 16 agosto 2006.

Le sue principali attività le ha svolto nel campo dello spettacolo, della cultura e dello sport. Infatti dal 1995 partecipò a numerosi programmi televisivi, fra i quali Quelli che il calcio, Il ballo delle debuttanti, Ballando con le stelle e I raccomandati. Nel 2010 partecipò anche al Festival di Sanremo, insieme con Pupo e il tenore Luca Canonici, con la canzone Italia amore mio. Successivamente prese parte ad altri programmi televisivi, come L'isola dei famosi, Il principiante,Il lavoro nobilita e Amici di Maria De Filippi. Nel 2001 creò la Fondazione Emanuele Filiberto Charity Fund e la Fondazione Principe di Venezia. Si occupa inoltre del premio Principe di Venezia. Nel luglio 2009 inaugurò a Cortina d’Ampezzo, la mostra "Casa Savoia, storia di una famiglia italiana”, promossa dalla Fondazione Principe di Venezia e patrocinata dal Ministero per i beni e le attività culturali e dalla Regione Veneto.

Nel 2005 svolse anche un’attività politica, fondando il movimento d'opinione Valori e Futuro. Si candidò alle elezioni politiche del 2008 per la Camera dei deputati con la lista "Valori e Futuro con Emanuele Filiberto" Si presenò poi unicamente nella ripartizione Europa della circoscrizione Estero. Con soltanto lo 0,4% dei voti, della lista "Valori e Futuro con Emanuele Filiberto" , che si classificò, come il peggior risultato della ripartizione Europa, divenendo l'ultimo partito in assoluto in ordine di preferenze. Il 28 aprile 2009 Emanuele Filiberto presentò la sua candidatura per le elezioni europee del 2009 nelle file dell'Unione di Centro. ed anche questa volta, però, Emanuele Filiberto, pur raccogliendo circa ventiduemila preferenze, non venne eletto. Nel luglio 2020, infine, fondò il movimento politico Realtà Italia.

Da menzionare poi, che Il 20 novembre 2007 fu rivelato che Emanuele Filiberto e il padre Vittorio Emanuele, tramite i propri legali, avevano richiesto un risarcimento per danni morali in seguito all'esilio per un valore complessivo di 260 milioni di euro, oltre alla restituzione dei beni confiscati alla famiglia Savoia dallo Stato, quando nacque la Repubblica Italiana.

L'allora segretario generale della presidenza del Consiglio, Carlo Malinconico, replicò che il governo non solo non riteneva di dover pagare nulla ai Savoia, ma che pensava di chiedere a sua volta i danni all'ex famiglia reale per le responsabilità legate alle note vicende storiche.

Nel gennaio-febbraio del 2022, insieme con il padre e le zie paterne, Emanuele Filiberto di Savoia decise di citare in giudizio lo Stato Italiano col fine di ottenere la restituzione dei gioielli della famiglia Savoia, depositati da Umberto II in un caveau della Banca d'Italia e, secondo quanto riferito dai Savoia, mai sequestrati da parte dello Stato. La prima udienza, svoltasi nel giugno del 2022, diede esito negativo. Nonostante i titoli nobiliari, in Italia, non siano riconosciuti dal 1948 (XIV disposizione transitoria e finale della Costituzione), Emanuele Filiberto usa i titoli di principe di Venezia[e di principe di Piemonte. I sostenitori di Emanuele Filiberto affermano che il primo titolo gli sia stato concesso oralmente dal nonno, Umberto II°, in occasione del battesimo. Dall'elenco delle concessioni nobiliari fatte da Umberto II°, però, non risulta abbia mai conferito a Emanuele Filiberto da suo nonno (Umberto II°) alcun titolo, né onorificenza, né il trattamento di altezza reale. Il titolo di principe di Piemonte, invece, gli venne conferito dal padre, Vittorio Emanuele IV°, nel 1984. L'Annuario della nobiltà italiana, alla voce Real Casa di Savoia, non indica in capo alcun titolo nobiliare o dinastico.

 

Le immagini sottostanti sono:                                      Emanuele Filiberto di Savoia 

 




 

mercoledì 18 marzo 2026

uon giorno – Buon Mercoledì 18 marzo 2026

 

 

Buon giorno – Buon Mercoledì 18 marzo 2026

--- Sant’Anselmo – San Cirillo – Santa Celestina ---

Nona puntata:delle curiosità storiche di Sasà ‘o Professore, inerente la storia di Casa Savoia.

Gli ultimi discendenti di Casa Savoia

 

Iniziamo a dire che sono Vittorio Emanuele IV° ed il figlio Emanuele Filiberto.

Vittorio Emanuele IV° di Savoia; nacque a Napoli, 12 febbraio 1937 ed è morto a Ginevra, 3 febbraio 2024), è stato un membro di Casa Savoia, poiché era figlio dell'ultimo Re d'Italia Umberto II° e di Maria José del Belgio. Una disputa sorta dal 1983 è stata, quella di pretendente al trono d'Italia, come linea dinastica fino al 2006 con il cugino Aimone di Savoia-Aosta. Si sposò con Marina Doria, non di sangue reale, da cui ha avuto un figlio, Emanuele Filiberto. Acclamato alla nascita (1937) principe dell'Impero, Vittorio Emanuele IV° ricevette dal nonno il titolo di principe di Napoli, come d'uso in Casa Savoia per i principi ereditari e loro primogeniti, in alternanza con quello storico di principe di Piemonte, allora attribuito al padre Umberto II°, in quel momento erede al trono. Nel 1938, un «avvocato milanese antifascista, un certo Carlo Aphe, propose per abbattere il governo fascista di Mussolini, a Vittorio Emanuele III° , (per far tenere ancora il potere alla monarchia, di abdicare in favore di Umberto II°, suo figlio, che a sua volta, d'accordo con la moglie Maria Josè, avrebbe abdicato anche lui subito in favore del piccolo, Vittorio Emanuele IV°; e nello stesso tempo la madre, Maria José, sarebbe stata nominata reggente del Regno Italico, in deroga allo Statuto Albertino, fino al compimento dei 21 anni del giovanissimo ipotetico sovrano. Questo presunto ambizioso piano per abbattere il governo fascista di Mussolini, che vedeva d'accordo anche Italo Balbo, l'anglofilo Dino Grandi e l'antitedesco e ambizioso genero del Duce, Galeazzo Ciano, non si realizzò, e fu solo un incontro preliminare a Racconigi e in alcune riunioni segrete a Milano.         Dal 5 ottobre 1949 Vittorio Emanuele IV° col padre Umberto II° andò in esilio, con l’entrata in vigore, il 1º gennaio 1948, della Costituzione repubblicana, che stabilì per gli ex-sovrani, loro consorti e discendenti maschi di Casa Savoia il divieto d'ingresso e di soggiorno nel territorio nazionale. Dopo questa norma costituzionale andò a risiedere, poi con la madre Maria Josè, in Svizzera, in una villa a Merlinge, nel comune di Meinier, e il giovane Vittorio Emanuele studiò a Lancy, al cattolico Institut Florimont.                                            Durante l'esilio, conclusosi alla fine del 2002, svolse un'attività d'intermediario finanziario, stringendo amicizie e legami d'affari con grandi industriali, in particolare la famiglia Agusta.

Dopo un lungo e contrastato fidanzamento durato vari anni, più volte avvertito della palese contrarietà del padre con scritti, riservati all'inizio degli anni sessanta, riferiti sia al suo fidanzamento con Dominique Claudel e sia esplicitamente a Marina Doria, sposò quest'ultima civilmente l'11 gennaio 1970 a Las Vegas e, poi religiosamente, il 7 ottobre 1971 a Teheran.              Quando, dopo le sue nozze, venne stabilita l'equa ripartizione dell'eredità paterna, quella di Umberto II°, tra tutti i figli, contrariamente all'originaria decisione di Umberto II° di assegnare una quota maggiore al figlio, in quanto suo erede dinastico. Prima del matrimonio non erano mancati alcuni gesti significativi da parte del padre, come la nomina a Cavaliere dell'Ordine supremo della Santissima Annunziata.                                           Poiché le leggi dinastiche di Casa Savoia riguardano i matrimoni dei principi, ma non i matrimoni dei Re, il 15 dicembre 1969, essendo consapevole delle vigenti leggi e del rifiuto del padre di acconsentire al suo matrimonio con Marina Doria, aggirò l'ostacolo e come, ° Re d'Italia, in quanto, secondo lui, succeduto (IPSO  IURE) al padre nel 1946, come conseguenza della sua partenza per l'esilio, considerata da lui come un'abdicazione. «Per effetto della avvenuta successione, Ci competono anche i diritti di Capo legittimo della dinastia Sabauda e tali diritti eserciteremo d'ora innanzi, solo temperati dalla discrezione che lo stato fisico e morale di S.M. l'ex Re Umberto II° detta alla Nostra coscienza di figlio».       Il giorno successivo, al fine di sanare la condizione borghese della fidanzata, in qualità di "re d'Italia" emanò un secondo (e ultimo) "decreto reale", col quale conferiva a Marina Doria il titolo di duchessa di Sant'Anna di Valdieri. Pochi giorni dopo, l'11 gennaio 1970, la sposò civilmente a Las Vegas, contraendo in seguito anche nozze religiose a Teheran.

Il suo rientro in italia fu preceduto da vari incontri con le autorità italiane, che ebbero inizio, durante i funerali di Baldovino I° del Belgio, suo primo cugino, nell'agosto del 1993, accompagnando la madre Maria José, e incontrando il presidente della Repubblica Italiana Oscar Luigi Scalfaro, rinnovò la propria disponibilità a trovare un punto d'incontro per la fine dell'esilio.

Il 3 giugno 1995 poi incontrò il presidente del Senato Carlo Scognamiglio all'aeroporto Charles de Gaulle di Parigi, che gli assicurò il proprio appoggio per l'abrogazione della XIII norma costituzionale sull'esilio dei Savoia. Nell'agosto del 1996 ricevette nella sua villa di Cavallo il ministro degli Esteri Lamberto Dini. Infine nel luglio del 1999, sempre in previsione del rientro dall'esilio, ricevette sempre a Cavallo l'ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga; (era la prima volta dal 1946 che non si teneva un incontro ufficiale tra un membro di Casa Savoia e un rappresentante diretto della Presidenza della Repubblica). In occasione del matrimonio del nipote Filippo del Belgio, nel dicembre del 1999, incontrò il presidente della Commissione europea, Romano Prodi, proseguendo gli incontri in previsione del rientro. L'allora presidente della Camera dei deputati, Pier Ferdinando Casini, accompagna Vittorio Emanuele IV°di Savoia in visita all'Aula di Palazzo Montecitorio

Vittorio Emanuele IV° ha vissuto in Svizzera, a Ginevra, fino al 2002, quando venne abolita la norma costituzionale, che obbligava gli eredi maschi di Casa Savoia all'esilio.

Sempre nel 2002 furono pubblicate dichiarazioni in cui accettava la fine della monarchia.

Nello stesso anno, dopo l'abolizione dell'esilio, insieme con il figlio giurò per iscritto e senza condizioni fedeltà alla Costituzione repubblicana e al presidente della Repubblica, rinunciando in tal modo esplicitamente a qualunque pretesa dinastica sullo Stato italiano.

Nel novembre 2007 ha richiesto allo Stato italiano 260 milioni di euro come risarcimento per l'esilio oltre alla restituzione dei beni privati confiscati dallo Stato nel 1948, sulla scorta di quanto avvenuto per altri membri di famiglie reali europee costrette all'esilio. Tale richiesta contraddice ciò che Vittorio Emanuele IV° dichiarò con una lettera alla Camera l'8 luglio 2002:

Tra gennaio e febbraio del 2022, ha deciso insieme alle sorelle e al figlio di chiamare in causa lo Stato italiano per la restituzione dei gioielli di famiglia Savoia custoditi dalla Banca d'Italia.

Nel corso degli anni, alcuni scandali legati a vicende giudiziarie hanno contrassegnato la vita di Vittorio Emanuele IV°, che è sempre stato prosciolto dalle accuse più gravi e condannato solo per porto abusivo di armi da fuoco a 6 mesi con la condizionale.

Tra i vari processi giudiziari vi fu quello inerente il caso dello studente tedesco di 19 anni Dirk Geerd Hamer, figlio di Ryke Geerd Hamer,                        L'ipotesi d'accusa, sulla base, che uno dei proiettili sparati avesse colpito la coscia dello studente tedesco, fu accusato pure di essere iscritto e affiliato alla loggia massonica P2 di Licio Gelli, con la tessera numero 1621.

Altre vicende giudiziarie gli furono addebitate, come lo sfruttamento, la prostituzione e, associazione a delinquere da vari pubblici Ministeri

Vittorio Emanuele IV° È morto alle ore 7:05 del 3 febbraio 2024, all'età di quasi 87 anni, nell'ospedale universitario cantonale di Ginevra, dove morì anche suo padre.                                      

Il 9 febbraio viene aperta la camera ardente presso la chiesa di Sant'Uberto, nella reggia di Venaria Reale. I funerali si sono svolti nel duomo di Torino mentre, il 14 febbraio, è stato cremato (primo fra i Savoia) a Biella. Le ceneri sono state sepolte nella cripta reale della basilica di Superga il successivo 1º luglio

 

Le immagini sottostanti sono:

Vittorio Emanuee IV° di Savoia;                

 Villa Rosebery a Napoli dove e nato;    

Villa a Merlinge, nel comune di Meinier,in esilio                               Marina Doria, sposa di Vittorio Emanuele IV°;                                






Emanuele Filiberto, il figlio di Vittorio Emanuele. IV°.

martedì 17 marzo 2026

Buon giorno – Buon Martedì 17 marzo 2026

 

Buon giorno – Buon Martedì 17 marzo 2026                     –-- San Patrizio – San Gertrude – San Corrado ---

Apprendendo (per mezzo dei canali televisivi e consultando l’applicazione  sui moderni apparecchi  telefonici del cobtinuo notiziario di Gogoal), che  i conflitti in essere non cessano, anzi procurano ancora tanti decessi di innocenti, che creano tante prepidazioni e momenti di sconforto al nostro animo, grazie alle menti bacate di vari governanti degli attuali paesi egemoni, provvisti di armi nucleare.

Per non pensare  a tutto ciò, anche oggi, come promesso vi posterò una curiosità storica, da quelle di Sasà ‘o Professore, rigurdante la storia della Dinastia dei Savoia.

Dopo il processo di Piazza Plebiscito.Storia di Casa Savoia --

Ottava puntata:

l ritorno in Italia dei Savoia,

Il 15 marzo 2003 Vittorio Emanuele IV° di Savoia  e suo figlio Emanuele Filiberto atterrarono a Napoli dopo 57 anni di esilio

Infatti Ventitre anni fa, il 15 marzo 2003, i Savoia tornarono in Italia dopo 57 anni d’esilio. Il 15 luglio dell’anno prima. da quando, era stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale la legge costituzionale, approvata con due votazioni a maggioranza assoluta da entrambe le camere, che annullava gli effetti del primo e del secondo comma della XIII disposizione transitoria e finale della Costituzione: fu così che agli eredi maschi venne consentito il rientro in Italia.

Il testo della XIII disposizione transitoria e finale (la XII è quella che vieta la riorganizzazione del partito fascista) diceva:

I membri e i discendenti di Casa Savoia non sono elettori e non possono ricoprire uffici pubblici né cariche elettive. Agli ex re di Casa Savoia, alle loro consorti e ai loro discendenti maschi sono vietati l’ingresso e il soggiorno nel territorio nazionale.              I beni, esistenti nel territorio nazionale, degli ex re di Casa Savoia, delle loro consorti e dei loro discendenti maschi, sono avocati allo Stato. I trasferimenti e le costituzioni di diritti reali sui beni stessi, che siano avvenuti dopo il 2 giugno 1946, sono nulli.

Con l’entrata in vigore della legge costituzionale venivano quindi abrogati i primi due commi, mentre è rimasto valido, ed è tuttora nella Costituzione, il comma che riguarda i beni dei Savoia.

Descrizione: https://track.adform.net/adfserve/?bn=84260602;1x1inv=1;srctype=3;ord=1773654679.0596In parlamento avevano votato contro l’abolizione dei primi due commi Rifondazione Comunista, il Partito dei Comunisti Italiani, parte dei Verdi e alcuni deputati e senatori della Margherita e dei Democratici di Sinistra (i due partiti, che poi si sarebbero uniti per formare il Partito Democratico). La Lega si astenne, perché all’epoca era ancora convintamente federalista e critica nei confronti dell’unificazione nazionale.                  L’ultimo voto al Senato avvenne il 15 maggio del 2002, mentre quello alla Camera l’11 luglio. In questa votazione il risultato fu 347 voti per il sì, 69 per il no e 44 astenuti. Un anno prima il governo, allora presieduto da Silvio Berlusconi, aveva espresso ufficialmente il suo parere favorevole al rientro dei Savoia. E il 4 febbraio 2002 Vittorio Emanuele IV° di Savoia, (figlio dell’ultimo re Umberto II °), diffuse questo comunicato dalla Svizzera: Mio figlio [Emanuele Filiberto, ndr] ed io con la presente diamo formale assicurazione circa la nostra fedeltà alla Costituzione repubblicana ed al nostro presidente della Repubblica.

Essendo stata approvata con meno della maggioranza dei due terzi, la legge di modifica costituzionale avrebbe potuto essere sottoposta a referendum confermativo, cosa che non avvenne, perché nessuno ne fece richiesta e raccolse le firme: (il referendum viene indetto quando lo richiedano un quinto dei membri di una delle due camere o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali).

Il 15 marzo 2003, alle 14:45, un aereo Falcon 900 proveniente da Ginevra atterrò all’aeroporto napoletano di Capodichino. A bordo c’erano Vittorio Emanuele di Savoia, la moglie Marina Doria e il figlio Emanuele Filiberto. Scelsero Napoli, perché l’ultimo re d’Italia, Umberto II°, era molto legato alla città e visse lì dal 1931. Lo stesso Vittorio Emanuele IV° nacque a Napoli, nel 1937. Inoltre a febbraio del 1944, poco prima della fine della Seconda guerra mondiale, tutti i rappresentanti del governo italiano e della monarchia si trasferirono in Campania, a Salerno, che divenne di fatto capitale del Regno. L’anno prima il re Vittorio Emanuele III e il governo erano fuggiti da Roma a Brindisi, in Puglia, in seguito all’armistizio di Cassibile dell’8 settembre e agli intensi bombardamenti degli Alleati angloamericani su Roma.

Quando ci fu il referendum per stabilire se l’Italia dovesse restare una monarchia o diventare un repubblica, il 2 giugno 1946, a Napoli la monarchia ottenne il 79 per cento dei voti, mentre a livello nazionale vinse la repubblica con il 54 per cento.

Appena atterrato a Capodichino, Vittorio Emanuele lesse una dichiarazione, in cui tra le altre cose disse:

La storia delle nazioni e degli individui non procede secondo atteggiamenti incomprensibili ma è sempre il frutto di quello che antiche radici hanno saputo produrre. A questa storia, nel bene e nel male non possiamo che inchinarci, consapevoli del nostro impegno a difesa e a testimonianza dei valori più alti e autentici.

All’aeroporto c’erano più che altro sostenitori monarchici, che accolsero i Savoia con applausi. Ci furono tensioni con alcuni giornalisti, spintonati e insultati dai più esagitati tra quei sostenitori. Poi era previsto che i tre membri dell’ex famiglia andassero al Duomo di Napoli per una messa, ma fuori ad attenderli per contestarli c’erano esponenti della Fiamma Tricolore e neoborbonici. I primi accusavano i Savoia di aver tradito il fascismo, i secondi sono tradizionalmente ostili alla monarchia sabauda, perché unificò l’Italia e mise fine al regno dei Borboni nel Mezzogiorno.

Poi i Savoia andarono all’albergo Vesuvio, sul lungomare, e lì trovarono di nuovo gruppi di manifestanti divisi tra contestatori e sostenitori. Poi si spostarono al Circolo Canottieri Napoli per incontrare la sindaca della città, Rosa Russo Iervolino, il presidente della Regione, Antonio Bassolino, e dopo ancora l’arcivescovo Michele Giordano.

Il 16 dicembre 2017 rientrò in Italia anche la salma di Vittorio Emanuele III°, che era sepolta nella cattedrale di Santa Caterina ad Alessandria d’Egitto, dove il re era andato in esilio dopo aver abdicato in favore del figlio Umberto II°. Qualche giorno prima era arrivata in Italia anche la salma della moglie, la regina Elena, che invece era sepolta a Montpellier. Umberto II° e sua moglie, Maria Josè, sono sepolti nell’abbazia reale di Hautecombe, nella Savoia francese.

Nonostante il ritorno in Italia, Vittorio Emanuele IV° e la moglie Marina Doria continuano a vivere a Vésenaz, vicino a Ginevra. Il figlio, Emanuele Filiberto, vive con la sua famiglia a Montecarlo. Negli ultimi anni ha fatto frequenti comparsate in televisione, partecipando a trasmissioni popolari come Ballando con le stelle, L’isola dei famosi, Pechino Express, Tale e quale show. Nel 2010 partecipò anche al Festival di Sanremo, classificandosi secondo insieme a Pupo, con la canzone “Italia amore mio”.

-Nel 2008 si candidò alle elezioni politiche con la lista “Valori e Futuro con Emanuele Filiberto”: ottenne lo 0,4 per cento. L’anno dopo si candidò alle elezioni europee con l’Unione di Centro, ma non venne eletto. Nel 2020 ha fondato il movimento politico Realtà Italia.

Leimagini sottostanti sono:

I Savoia, che si affacciano sul balcone della suite dell'Hotel Vesuvio a Napoli dopo il rientro in Italia;

il ritorno dei savoia presso il duomo di Napoli;

Vittptio rmsnulr IV° Savoia.