lunedì 29 giugno 2026

Buon Lunedì 29 giugno 2026

 

 

Buon Lunedì  29 giugno 2026                                              San Piwreo e Paolo –Sant’Emma – San Raiondo --

Una buona notizia sulTerremoto Venezuela, in quanto , vigili italiani in azione hanno  salvato  una madre e tre figli a da sotto le macerie di edifici crollati.a Macuto

Dalle Curiosità storiche e varie di Sasà ‘O Professore

le lettere straniere minuscole dell'alfabeto italiano

Premesso che la lingua italiana è composta da lettere singole, le quali, messe assieme, compongono tutte le parole di senso compiuto di un linguaggio. Le lettere dell’alfabeto italiano sono ventuno più l'aggiunta di 5 speciali lettere straniere e possono essere scritte con caratteri minuscoli o maiuscoli.

Eccole  come si presentano in un elenco, ciascuna con il proprio segno  distintivo e caratteriale.

 

 

Ecco come si scrive la " K " in minuscolo corsivo

Ecco come si scrive la " K " in minuscolo corsivoEcco come si scrive la " J " in minuscolo corsivo

Ecco come si scrive la " Y " in minuscolo corsivo

Ecco come si scrive la " X " in minuscolo corsivo

 

Le immagini sottostanti sono:

Alfabeto italiano completo con aggiunta delle 5 lettere straniere

Le lettere consonanti straniere in minuscolo corsivi:







 

domenica 28 giugno 2026

Buon giorno Buona Domenica 28 giugno 2026

  Buona Domenica 28 giugno 2026                                              Sant'Ireneo –Sant’Attilio – San Paolo I ---

Son riuscito ad ottenere con un po di ritardo i famosi malli delle noci e dell’alcol distillato, perché con la mia consorte li abbiamo tagliati e messo in una damigiana di vetro con bocca grande, riempita poi con l’alcool, per ottenere tra  3 mesi ll famoso nostrano liquore “ ‘O Nucillo”, poiché è un ottimo digestivo, che era anticamente conosciuto e noto come “ ‘O Stomatiche ”. specie dopo un abbondante pasto, perché era un potente digestivo da gustare, per il suo effetto salutare,

Dopo avervi ricordato, come da tradizione, la preparazione del liquore digestivo del nostro territorio, oggi vi postrerò un altro frutto estivo gustosissimo con una sua forma allungata ed irregolare che presenta un ingrossamento sulla parte inferiore.

dalle Curiosità storiche di Sasà ‘O Professore

'A Pera Spadona

Una varietà di pera speciale è “ La Pera Spadona”

La Pera Spadona (Pyrus communis L.) è una varietà di pera estiva di origine italiana, che matura fino ad autunno inoltrato.

Questa varietà di pera risulta dipinta in un affresco di uno degli ambienti (viridario) della casa di Marte e Venere ad Ercolano ed ancora, nel celebre dipinto, del 1696, “Natura morta con le pere dei mesi di giugno, luglio e agosto” di Bartolomeo Bimbi (1648-1730).
La sua produzione è molto diffusa nel territorio della cittadina romana di Castel Madama, tanto che dal 1958 il Comune ha istituito una sagra dedicata a questo frutto, che si svolge nella terza domenica di luglio, durante cui è possibile gustare questa frutta e scoprire le tecniche di coltivazione che la popolazione locale si tramanda da secoli.

La caratteristica principale di questa varietà di pera è la sua forma allungata ed irregolare che presenta un ingrossamento sulla parte inferiore. La buccia ha un colore verde chiaro anche quando è matura, e presenta macchie rosse solo sul lato esposto al sole.

La polpa, di colore bianco-giallastro, è poco soda, ma molto succosa e zuccherina, con un retrogusto lievemente acidulo. Dotata di buona conservabilità, questa pera viene consumata fresca o destinata a prodotti e piatti tradizionali del territorio.

 In quest’area è conosciuta con l'appellativo di stuvaletta (o stualetta) poiché sembrerebbe essere stata prodotta per la prima volta in loco nella prima metà dell'800 da un contadino soprannominato appunto "de Stualetta".

La Pera Spadona di Castel Madama, appartenente alla Famiglia delle Rosaceae, Genere Pyrus, e dal 2009 è tutelata dalla Legge regionale 15/2000 in quanto patrimonio della biodiversità agraria.

 Il colore della buccia è giallo-verdastro e si presenta liscia, mentre la polpa bianca, mediamente soda con tessitura medio fine, fondente, succosa , sapore medio

le immagini sono :

le pere spadoni durante la loro maturazione

 Dipinto delle pere spadoni in una villa romana ad Ercolano            Dipinto di pera spadona  del 1696 di Bartolomeo Bimbi

Pere spadoni in un vassoio da mangiare   





 

sabato 27 giugno 2026

Buon Giorno –Buona Sabato 27 giugno 2026

 

 

Buon Giorno –Buon Sabato 27 giugno 2026            -- San Cirillo - Santa Margherita - Santa Milena ---

Stiamo apprendendo e vedendo, per TV, il disastro del terremoto in Venezuela, che ha causato già quasi mille morti e 50mila dispersi e migliaia di feriti,

Intanto per questo nefasto evento sono in arrivo da 17 paesi , 1600 soccorritori specializzati. per aiutare e confortare  gli scampati ed  a trovare i dispersi

Il terremoto più disastroso, che la storia ricorda, col grado di 9,5  della scala Richter o della scala Mercalli fu quello  del 22-05-!960 a Valvidia in Cile.


Il terremoto, però, più distruttivo è ancora, fino ad oggi,  quello di San Francisco del 1906, con una magnitudo di 7,8, che provocò la morte di più di 3 000 persone anche a causa dei vasti incendi che si generarono in seguito e che distrussero l'80% della città.

Il terremoto documentato, prima di quello storico famoso del 79 d.c, (che seppellì sotto una coltre di cenere le tre città di Pompei ,Ercolano e Stabia) come si evince dai papiri di Ercolano ,che furono trovati nella storica villa dei Pisoni  ad Ercolano, fu quello del 5 febbraio del 62 d.c. che danneggiò alcuni monumenti di Pompei, di Ercolano nonché il famoso teatro romano di Napoli (l’odeon di via Anticaglia e via Cinque santi)

Dopo questa mia conoscenza storica nell’apprendere le notizie del terremoto in Venezuela, e per non pensare che può capitare anche a noi, come sempre vi posterò, carissime amiche e amici, una mia curiosità storica, speciale, questa volta, riguardante una rara varietà di pesche, la cui produzione è tipica delle pendici dell’Etna

.Dalle curiosità storiche di Sasà ‘O Professore

La pesca Tabacchiera

Con “tabacchiera” o “saturnina” si indica una rara varietà di pesche, la cui produzione è tipica delle pendici dell’Etna, originaria in particolare delle Valli del Simeto e dell'Alcantara. Il nome è dovuto alla forma, schiacciata sui due lati, che ricorda proprio quella di una tabacchiera o del noto pianeta del sistema solare. Sono molte le particolarità ed i pregi di questo frutto, purtroppo di limitata diffusione. E’ una pescadi taglia medio piccola, ha polpa bianca molto dolce e morbida. I tratti caratteristici sono il nocciolo molto piccolo - più di quello di un'albicocca- ed il profumo intenso tipico dei frutti appena colti e non sottoposti a trattamenti.           Per quanto buono e ricercato questo frutto è davvero una rarità. Non temete: trovare le pesche tabacchiere è difficile ma non impossibile! Nonostante questa cultura abbia origine sulle pendici dell’Etna, oggi la si coltiva, a livello amatoriale, anche in alcune parti dell’Italia del Nord, soprattutto in Romagna. La sua area di produzione tradizionale comprende i Comuni di Adrano, Biancavilla, Bronte, Maniace, Mojo Alcantara e Roccella Veldemone. Vi avverto però: quando la si trova al supermercato o dal fruttivendolo di fiducia, dopo la sorpresa, la prima variante che attira l’attenzione è il prezzo, giustificato, ma decisamente più alto della media. La distribuzione della pesca tabacchiera non è semplice. E’ innanzitutto un prodotto di nicchia, poco conosciuto la cui richiesta di mercato è bassa e la produzione di conseguenza limitata. Può conservarsi per soli 2 o 3 giorni dopo la raccolta. Infine, la forma caratteristica mal si adatta agli imballaggi tradizionali per le pesche. In ogni caso sfido chiunque l’abbia assaggiata a dire che non ne vale la pena...                                           La peschicoltura si diffuse sulle pendici dell’Etna ad iniziò 800 quando si conclusero i privilegi feudali, grazie all’approvazione della Costituzione del 1812. Fino a quel momento ai conduttori dei latifondi non era mai stata permessa la coltivazione arborea. Fu poi la riforma agraria del 1950 a dare la svolta definitiva all’economia siciliana sostituendo le colture annuali con quelle perenni. Ed ecco che sulle pendici dell’Etna, vicini dei famosissimi pistacchi di Bronte, incominciano a crescere altri prelibati frutti, come le pesche saturnine. Furono gli amministratori di una delle proprietà storiche della zona, la Duceadi Maniace, ad essere particolarmente attivi nell’opera di sperimentazione di nuovi cultivar di frutta e a scoprire nella pesca tabacchiera una delle più adatte al microclima etneo. La zona, già nota per essere stata donata nel 1799 da Ferdinando di Borbone all’ammiraglio inglese Orazio Nelson, come ricompensa dell’aiuto fornito per stroncare la rivoluzione di Napoli, si rivelò subito vocata alla frutticultura. Grazie ai suoi terreni ben drenati, l’abbondanza d’acqua e l’escursione termica del territorio le pesche risultarono buonissime e conquistarono subito il favore degli abitanti locali. Da diversi anni questa prelibatezza siciliana è diventata presidio Slow Food, con l’obiettivo di aiutarne la difficoltosa commercializzazione e preservarla dalle contaminazioni dell’agricoltura moderna.



 

 


venerdì 26 giugno 2026

Buon Giorno Buon Venerdì 26 Giugno 2026

 

Buon Giorno Buon Venerdì 26 Giugno 2026

--- San Rodolfo – San Massenzio -- San Raimondo –

 

Capire che solo con lo studio si può cambiare il proprio stato sociale, specie se si è nato povero e senza alcun privilegio  per occupare, poi, impieghi o per svolgere lavori  particolari speciali, che consentono una buona remunerata retribuzione, e riuscire così a soddisfare i bisogni primari della propria  sussistenza e non solo.                                                                 Osservando  la realtà con tante disuguaglianze  mi domando perché tante disparità nel genere umano senza colpa alcuna, come nel nascere povero o ricco con tanti  privilegi e il desiderarne ancora altri.

Per non pensare a questa mia riflessione, e distrarvi un po’, come sempre vi posterò, carissime amiche e amici, una mia curiosità storica, speciale, questa volta, riguarda il mondo vegetale, osservando una particolare pianta, che si aggrappa alle pareti o ai tronchi di alberi.

.Dalle curiosità storiche di Sasà ‘O Professore

L'edera

L'edera (Hedera helix) è una pianta rampicante sempreverde molto vigorosa, nota per le sue foglie cuoriformi e la straordinaria capacità di aggrapparsi a qualsiasi supporto.                                                                Le sue foglie e le sue bacche , anche se ricche di saponine e flavonoidi, è usata in erboristeria e cosmesi, sono tossiche e non vanno mai consumate.

Un tempo  veniva utilizzata in medicina, per la azione espettorante, fluidificante e sedativa per la tosse.          

È veniva somministrata con sciroppi farmaceutici per bronchiti e catarri.

.La pianta dell’edera resiste, sia al freddo che al caldo, e può crescere in ambienti con poca luce. Pur crescendo sugli alberi, non è un parassita. Crea un microhabitat vitale che protegge il suolo e fornisce cibo agli uccelli in inverno.

·          Le sue foglie tenaci che si avvinghiamento saldamente sono tradizionalmente il simbolo della fedeltà e dell'amore. In definitiva l’Edera ha proprietà officinali e benefici per la salute

Le capacità straordinarie dell’Edera hanno ispirato vari autoi di Canzoni come:

La più celebre canzone italiana intitolata all'Edera, che fu l'omonimo brano presentato al Festival di Sanremo nel 1958, che parla di un amore viscerale e totalizzante. Il pezzo fu portato al successo da Nilla Pizzi e Tonina Torrielli

La canzone più celebre, però, associata all'Edera fu cantata da Angela Luce nel brano classico napoletano "Presentimento". Inoltre, nel suo repertorio figurava una sua reinterpretazione del noto brano sanremese "L'edera" (portato al successo da Nilla Pizzi), che è incluso ne suo album musicale.