Buon giorno – Buona Domenica 22 Marzo 2026
- San Basilio–Santa Lea--San Callinico e Basilissa -
Dopo essere andato a votare con grande sacrificio,
aiutato da mio figlio e dalla consorteper esercitare il diritto dovere, come
previsto nela nostra Costituzione, mi accingo come ogni mattina, oltre ad
aungurarvi, carissimi miei lettori, buona domenica, a postarvi un mio post,
riguardante, alcuni Proverbi napoletani e la loro etimologia.
L’efficace, infatti, di alcuni proverbi, specie quelli
napoletani, sono frutto proveniente dall’esperienza, che ha trovato riscontro
nella vita quotidiana delle varie generazioni, (appunto il nome di proverbio
deriva dal latino: (probatum verbum =proverbu) (parola provata)). I proverbi
fanno parte di quella complessa impalcatura di vita , che poggia nella cosiddetta
filosofia partenopea.. Uno di essi
riguardante la bevanda naturale, il Vino-
Dalle Curiosità storiche di Sasà ‘o Professore
‘O Vino:
Tavula senza
vino, jurnata senza sole!
Una tavola imbandita senza il vino è pari ad un giorno
senza sole.
Infatti una giornata senza sole è come un desco, che
fosse imbandito senza il sacramentale vino, perchè sarebbe triste ed uggiosa,
come una giornata nuvolosa. ‘A meglia mmericina? Vino ‘e campagna e purpette ‘e cucina!
Letteralmente: La migliore medicina? Vino preparato
artigianalmente nell’adatto periodo stagionale di attività agricola in campagna
e polpette preparate domesticamente (per mano di massaia).
Nel doppio consiglio dal genuino vino prodotto non
industrialmente, ma artigianalmente in campagna, e come medicina naturale
rappresentata altresí da polpette preparate domesticamente per mano di massai,
secondo ricette familiari.
‘Na bbona mmericina?
Pinnule ‘e pullaste e Sceruppo ‘e cantina!
Letteralmente:
Una buona medicina? Pillole di pollastro e sciroppo
di cantina.
Anche in questo proverbio si evince l’opportunità di
ricorrere, per guarire dai proprî malanni, ad una medicina naturale
rappresentata da un genuino vino vecchio, prodotto non industrialmente, ma
artigianalmente in campagna e definito efficacemente sciroppo di cantina, ossia
vino invecchiato in botte, nonché da polpette, fatte per mano di massaia,
secondo ricette familiari, come i gustosi bocconi di carne di pollastro;
Vino, Carne
e Maccarune songo ‘a cura p’’e purmune.
Vino e maccheroni sono la cura (per le malattie) dei
polmoni. Fu antica convinzione popolare, che il cosiddetto mal di petto,
dovesse essere curato con adeguato nutrimento, rappresentato dalla classica
unione di maccheroni, carne e vino (genuino)
Maccarune,
carne e Vino a cannata, buonu sanco pe tutt’’a jurnata!
Maccheroni, carne e vino a garganella, buon sangue per
l’intera giornata!
Anche in questo caso, come nel precedente proverbio, ci
troviamo a che fare con un’antica convinzione popolare per la quale un
abbondante nutrimento rappresentato nella fattispecie dalla classica unione di
maccheroni, carne e vino (genuino) bevuto abbondantemente a garganella, produce
effetti salutari (produzione di sangue) per l’intera giornata.
Vino ‘a
copp’ â Menesta e ‘o Miereco resta â Fenesta
Vino (bevuto) sulla minestra ed il medico resta alla
finestra. Anche in questo caso ci troviamo di fronte ad un proverbi, che
compendia un consiglio salutista, consiglio che prevede l’opportunità di bere
(abbondante) vino dopo d’aver consumato un piatto di zuppa di verdure in brodo;
costringendo il medico a restarsene inoperoso alla finestra!
Catarro?
Vino cu ‘o carro!
Catarro?
Vino in abbondanza!
Altro perentorio consiglio riguardante la salute; in
caso di grave raffredore, l’unico rimedo efficace è il consumo abbondantissimo
di vino, che deve essere tanto che per il suo trasporto deve necessitare
addirittura di un carro!
il vino infatti
produce sangue e salute, mentre la fatica fa buttare il sangue
L’acqua fa
male e ‘o vino fa cantà. Letter l’acqua
porta danni, mentre il vino mette allegria (dimostrata con il canto).Mi piace
sottolineare la perentorietà di questo proverbio secondo il quale l’acqua è
dannosa, al contrario del vino che è ritenuto vantaggioso, utile, proficuo;–
affermando il medesimo concetto – quando si dice che
(l’acqua ‘nfraceta ‘e bastimente a mmare (corrode le navi) ), l’acqua è apportatrice di tristezza, scontentezza,
malinconia, malumore, mestizia, avvilimento; al contrario bere del vino genera
contentezza, buonumore, gaiezza, gaudio, vivacità, leggerezza inducendo
addirittura al canto.
Acqua a’
fraveca e vino e’ fravecaturi.
Letteralmente:
Acqua alla fabbrica (edificio) in costruzione) e vino
ai muratori. Per far progredire un’opera in costruzione occorre fornir di acqua
la malta dell’impasto o i muri in erezione , mentre occorre conferire vino ai
muratori affinché rinfrancati si applichino con maggior solerzia al lavoro!
‘O vino fa
sanco e ‘a fatica fa jettà ‘o sanco!
Il vino genera sangue, mentre il lavoro ne fa perdere! Proverbio giocoso, che
mette in relazione la qualità benefica e salutare dell’assunzione di vino, con
le deleterie conseguenze delle attività lavorative intese nocive per la salute
dell’essere umano.
Vino
viecchio e cantenera ggiovane
Ad litteram: vino vecchio ed ostessa giovane.
Ammiccante proverbio che offre due consigli; per il primo si raccomanda il vino
vecchio, cioè quello stagionato che à già avuta la soddisfacente trasformazione
degli zuccheri (ancóra presenti nel vino giovane vino pertanto meno gradevole e
salutare del vino stagionato) il secondo consiglio è quello di soddisfare oltre
che il gusto (assumendo vino vecchio) anche altri appetiti, facendosi servire
da un’ostessa giovane!
‘O Vino te
fa Guappo, ‘o Barbiere te fa Bello e ‘a Femmena te fa Fesso!
Letteralmente: Il vino ti rende sfrontato, il barbiere
ti rende bello e la donna ti inganna!
Gustoso ed ammiccante proverbio spudoratamente
misogino nato in epoca tardo ottocento allorché a Napoli erano in auge la
figura del guappo, quella dell’acconciatore maschile che svolgeva spesso anche
funzioni di cerusico, (salassatore); sia il guappo che con la sua arroganza e
sfrontatezza spesso si ergeva a paladino dei derelitti, che i barbieri (per la
loro doppia funzione di acconciatori e furono ritenute figure positive al
contrario della donna ritenuta sempre e comunque soggetto inaffidabile da cui attendersi
solo inganni e/o tradimenti!
Quann’ uno
s’à dda ‘Mbriacà, è mmeglio ca ‘o ffa cu ‘o Vino buono.
Quando uno decide d’ubriacarsi è meglio che lo faccia
con vino buono. Oltre l’ovvio significato che consiglia anche nel caso di
ubriacatura di assumere del vino buono e non di quello scadente. Quest’ultimo
proverbio sul vino (che chiude questa piccola narrazione di detti sul vino) è
un pregnante significato, che è il seguente: Se c’è da perdere la testa è piú
opportuno farlo per chi o per qualcosa per cui ne valga la pena.
Sperando che piaccia questa mia curiosità salutare, di
una buona bevuta di vino, speccie a pranzo.
Vi auguro una serena e gioiosa giornata. Lasciate un
vostro commento e ve ne sarò ampiamente grato, Alla prossima!