Buon giorno – Buon Mercoledì 25 Febbraio 2026
--- San Gerlando – San Romeo – San Nestore---
vi informo carissimi amici e affezzionate e stimatissime amiche lettrici dopo avervi salutato e auguratovi una serena e gioiosa giornata, che termino la, narrazione delle interessanti curiosità storiche, della statue dei Re che si ammirano sul Palazzo Reale di Piazza del Plebiscito, a Napoli, descritte con tanta dovizie di particolari, da molti sconosciute.
Dopo che vi avrò descritto l’urdema statua, l’ottava, quella dì Vittorio Emanuele II° di Savoia , che in realtà non fu un vero Re di Napoli, se lo desiderate vi posterò. una mia commedia dei tanti avvenimenti, inerenti la città di Napoli, scritta di un processo fantastico, che si sarebbe svolto nel ampio spazio della piazza del Plebiscito, voluto dalle statue dei Re per far rimuovere l’ultima quella del Re savoiardo.
Dalle curiosità storiche delle curiosità storiche di Sasà ‘o Professore
“Vittorio Emanuele II° Di Savoia
L’Ottava
Statua è
“Vittorio Emanuele II° Di Savoia “il Re
Galantuomo " o come fu definito alla sua morte “il Padre
della Patria".
Vittorio Emanuele II°, era il
primogenito di Carlo Alberto di Savoia Carignano e Maria Teresa D’asburgo,
nacque a Torino il 14 marzo 1820 e morì a Roma il 9 gennaio 1878, fu Principe
di Piemonte, Duca di Savoia, Re di Sardegna dal 23 marzo 1849) e Re d’Italia
dal 1861 al 1878). Collaborarono con Lui ministri come Massimo D’azeglio e
Camillo Benso conte di Cavour, personaggi validi ed efficientissimi, che
insieme al grande condottiero, Giuseppe Garibaldi furono gli
artefici dell’Unità d’Italia.
La statua fu scolpita dallo scultore
napoletano Jerace Francesco.
L’artista volle rappresentare Vittorio
Emanuele I+I° come uno dei sovrani più grandi della nostra storia, quale
(Unificatore della Patria), tanto che nei confronti delle altre statue è la più
grande secondo la linea architettonica e non poggia come le altre su un piano,
ma su informe masso gibboso ed irregolare. La figura non appare come un sovrano
dall’aspetto fiero, come da soldato audace, al contrario appare come un signore
di campagna trasandato nei vestiti, specie con quei calzoni tutti spiegazzati,
gonfiati e pieni di gibbosità. Infine il mantello in tutta la sua lunghezza lo
appesantisce, lo fa diventare goffo. Non è il Re che seppe affermare dopo la
presa di Roma “Via siamo e vi resteremo” Non è un Re di Napoli, raffinato,
colto, geniale, amante delle belle arti, ma solo uno straniero che s’impossessò
di un regno non suo, che non conquistò, non continuò la grandezza. La sua
presenza in questa galleria non si spiega non appartiene alla vera storia del
regno di Napoli, Lui è solo un Re d’Italia e basta.
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La Dinastia Dei Savoia durò circa 90 anni dal 1861 al 1944
Dopo Vittorio Emanuele II la dinastia continuò con:
Il Re Umberto I regnò dal 1878 al 1900 mori in un attentato s Monza
il 29 luglio 1900. per mano
dell’anarchico Gaetano Bresci
Il Re Vittorio Emanuele III regnò dal 1900 al 1946
Nominò, dopo la fuga a Brindisi, il figlio Umberto II° - il 5 giugno 1944 (
Luogotenente del Regno d'Italia) che Abdicò il 9 maggio del 1946 e andò esule
ad Alessandria d'Egitto dove morì
il 27 Dic. 1947.
Il Re Umberto II° regnò dal 9 maggio 1946 al 2 giugno 1946, fu chiamato
per questo il Re di maggio.
(Fu Luogotenente del Regno per conto del padre dal 5 luglio 1944 al 9
maggio del 1946)-
La data del 2 giugno 1946 è il giorno, in cui l’Italia finì per
essere un Regno ed a seguito del Referendum popolare fu scelto
ll Regime Repubblicano







