Buon Giorno – Buona Domenica 17 maggio 2026
--San Pasquale Baylon–Santa Restituta -- San Vittore –
Il Raggiungere delle varie età, quella del 18esimo anno di vita, nota come la maturità, il compleanno dei 50 anni di età, come pure quella dell’anniversario delle proprie nozze, della nascita di un figlio o di un nipote, sono momenti di gioia, che si è solito con festeggiamenti condivisa con i propri cari, parenti e amici affettuosi.
Queste sensazioni, provate nel tempo vissuto, festeggiando queste ricorrenze con tanta gioia.
,Anche oggi, come al solito, vi posterò amiche ed amici una interessante e bella curiosità mitologica, che ci fa capire che con molta tenacia senza abbattersi. A tutto c’è rimedio, e nel leggerla, così impiegate un po’ del vostro tempo e vi auguro, intanto, una buona Domenica da vivere serenamente.
Dalle curisiota mitologiche di Sasà ‘O Professore
Il mito di Proteo
Proteo, era ministro di Poseidone, ed era condiderato il pastore delle greggi marine
Vuoi conoscere chi era Proteo,
come trascorreva le sue giornate e come faceva le sue mitiche trasformazioni
per sottrarsi, poiché era dotato del dono della profezia, a chi lo interrogava
di non rilevargli il futuro?
EccoVi ……..accontentato.
Proteo era un Dio del mare, un profetico
ministro di Nettuno, incaricato di far pascolare i branchi di foche ed
altre greggi marine nei pressi dell’isola di Faro, vicino alla foce del fiume
Nilo.
Era
noto anche come il vecchio del Mare, nato dalle acque il cui nome sembra
una forma arcaica di Protogonos (nato per primo).
La moglie di Proteo fu Psamate, che era figlia di Nereo,
che gli dette due figli, Teoclimeno, che divenne anch’egli alla morte del padre un
indovino e Idonea, conosciuta anche come Eidote, che svela
a Menelao, come costringere il padre a svelargli dove era Elena e ad
indicargli la strada del ritorno.
Proteo, come il suocero Nereo, era dotato del potere di
trasformarsi in qualsiasi specie d’animale e di essere vivente, anche vegetale
e prenderne le loro sembianze, pur di sottrarsi alle domande postegli dai
mortali, che desideravano conoscere la verità ed il loro futuro.
Proteo era capace di creare anche fantasmi, come si diceva che vi
riuscì, quando fece credere a Paride, di recare con se la bella Elena
nel ritorno a Troia, mentre in realtà Elena non era altro che un magico
fantasma, creato dallo stesso vecchio del mare e modellato da Giunone
per punire il troiano per l’affronto fattele nello scegliere Venere,
quale dea della bellezza.
L’originale di Elena, per voler di Mercurio, fu trattenuto
sull’isola di Faro da Proteo, che fu ben lieto di punire in questo modo Paride,
dopo, che aveva riservato agli insoliti amanti una benevole accoglienza.
Il suo ingannevole operare ebbe origine, perché rimase indignato per il
tradimento perpetrato ai danni di Menelao, dopo che venne a coscienza
della tresca tra Elena ed il suo rapitore.
Finita la guerra di Troia, Menelao, saputo della vera sorte della moglie
Elena, si portò nei pressi dell’isola di Faro e grazie all’aiuto di Idonea,
o Eidotea, figlia prediletta di Proteo, che era a conoscenza delle
veloci trasformazioni del padre in vari esseri, gli suggerì di non spaventarsi
ed afferrato una volta il vecchio re del mare, non doveva mollarlo e così
avrebbe saputo dove era custodita Elena ed avrebbe potuto conoscere cosa
fare per ritornare alla sua Sparta.
Il vecchio una volta immobilizzato, parlò e svelò a Menelao le
incombenze da farsi, come quella di sacrificare a Giove e così avrebbe
potuto abbracciare la sua sposa e fare un felice ritorno.
Questa leggenda mitologica ci fa capire che senza scervellarsi più di tanto,
che per venire a capo della verità, bisogna superare ostacoli spesso di difficile
soluzione, ma per risolverli basta ragionare in modo semplice e con
l’esperienza della propria esistenza e con molta tenacia senza abbattersi. A
tutto c’è rimedio.
Le imagf+gini sono:
Il quadro di Potreo
e la digura della moglie del vecchp dio del mare
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