Buon giorno Buon Venerdì 13 marzo 2026 –
-- San Rodrigo – Santa Cristina-- San Remigio ---
Dalle Curiosità storiche di Sasà ‘o Professore
Dopo il processo di Piazza Plebiscito.
Storia di Casa Savoia -- Umberto II° di Savoia
Quarta Puntata
Storia di Casa Savoia Umberto
II di Savoia
Terza puntata - La luogotenenza ed Re di Maggio
“IL Buon
Amico ,Pensionato come il Professore Sasà si accomiatò ficendo:: “Professò, salutammece!.'Nce vedimme dimane, si nun site impegnate! M’appassiona
sentirve raccuntà ‘o finale ‘e comme va a fernì ‘a vita ‘e Umberto II°, o
Re ‘e Magge.”
Il buon Castagna, velocemente, così, si congedò e dopo esserci fraternamente salutati e riproposto di rivederci quanto prima, scomparve dalla mia vista.
Passarono giorni e finalmente dopo una settimana, ci rivedemmo sempre al solito, allo stesso bar a Via Cervantes nei pressi della famosa Piazza Municipio.
“ Mio caro Castagna! Ciao come va la vita! Eccoci ritrovati, sediamoci e se ti fa piacere, ti finirò di raccontare la vita del Re Umberto II°, intanto pigliamoci un bel caffè ristretto”.
Così improntai il continuare, là dove avevamo smesso.
“Va bene, riprendiamo, allora, stavamo dicendo:
Si era alla fine di un’epoca, stava per finire un regno, si era alle ultime battute per cambiare registro in corso d’opera. Sembra di raccontare una commedia con tragiche avventure ed inattese ed insperate soluzioni.
“Pruvessò, nun me interessene le vostre osservazione! Nè le vostre riflessioni posticipate! La storia non si può cambiare, desidero conoscere solo come sono andati i fatti e perché?”
M'interruppe il buon Castagna ed io ripresi a dire:
“Mio caro Castagna, dopo la fuga del Governo Badoglio, (governo voluto e nominato dal Re dopo la sfiducia al Duce del 25 luglio 1943 del Gran Consiglio del Regime e il conseguente arresto di Mussolini), a Brindisi che si ebbe con tutta l’intera famiglia reale, per mettersi al sicuro, al riparo delle truppe alleate, che intanto dopo lo sbarco in Sicilia, occuparono, conquistandola, buona parte dell’Italia meridionale.
Le forze politiche del CNL (Comitato di Liberazione Nazionale), rappresentante tutte le forze politiche antifasciste, riunitesi a Salerno per la prima volta, decisero di sbarazzarsi anche del vecchio Sovrano (Vittorio Emanuele III), perché lo ritenevano colluso col fascismo di Mussolini e della sua politica razzista che era stata avallata dallo stesso.
Questa decisione trovò l’opposizione del Comando delle truppe d’occupazione degli alleati e si rimandò il tutto ad una consultazione referendaria da tenersi appena l’Italia intera fosse stata liberata dall’occupazione nazista. Intanto le prerogative reali del Sovrano (Vitt.Emanuele III°) con un compromesso accettato da tutte le forze politiche e dal Comando delle truppe Alleate) ritennero che avrebbero dovuto passare al principe Umberto, che fu designato Luogotenente Generale del Regno d’Italia.
Tale Nomina, fu suggerita e caldeggiata dall’ex Presidente della Camera, Onorevole Enrico De Nicola, per convincere il vecchio sovrano, (Vittorio Emanuele III) a cedere al figlio le prerogative reali senza, tuttavia, perdere la dignità di Re e, mettersi da parte per un po’, per non far perdere definitivamente il potere di rappresentanza dello stato all’istituzione monarchica”.
“Professò,
spiegateme buone, ‘O vecchie, comm’ ‘a pigliaje?
Chille ere
tuoste, ere permalose, comme faccette ad agliottere chille pinnele, accussì
amare? Scusate professore, mi spiego meglio, ve lo dico in italiano “ Come la prese il buon vecchio
Sovrano? Quello era un tipo rigido, duro, permaloso. Come fece ad inghiottire
una pillola, così amara? “
Risposi
senza perdere tempo: “Non capacitatosi immediatamente, andava profferendo in
dialetto piemontese, quasi come una cantilena, che in casa Savoia si
comanda uno per volta ".
Forse fu la
stagione primaverile, la speranza, che la bufera della guerra stava volgendo
alla fine e si attendevano giorni migliori con un futuro più sereno, si
rassegnò a trascorrere quel periodo transitorio nell’amena collina posillipina,
a Napoli, a villa Rosebery nell’insolita veste di pescatore, qualcuno andava
sussurrando “ ‘o Piscatore do’ mare ‘e
Pusilleche”.
Intanto
Umberto da Luogotenente del Regno si accordò con le forze politiche del CNL e
firmò, anche, su pressione del comando delle truppe alleate americane ed
inglesi, l’ormai, divenuto famoso, Decreto Legislativo Luogotenenziale numero
151 del 25 giugno 1944, che stabiliva che “ Dopo
la liberazione del territorio nazionale, le forme istituzionali sarebbero state
scelte dal popolo italiano, che a tal fine – avrebbe eletto – a suffragio
universale, diretto e segreto, un’Assemblea Costituente per deliberare la nuova
costituzione dello stato, dando per la prima volta il voto alle donne.
Durante il
periodo luogotenenziale, Umberto II di Savoia, che va dal 2 giugno 1944
al 8 maggio 1946, fu anche istituita con la sua firma, una
Commissione per redigere “ lo Statuto della Sicilia, che promulgherà in
seguito, esattamente il 15 maggio 1946 quando dopo il 9 maggio 1946
divenne Re. Statuto, che istituì l’autonomia della Regione Sicilia e
permise i cardini e la legislazione isolana che tuttora si fonda in
esso.”
Dopo questa
precisazione il buo Castagna, affermò:
“Nu poche, ‘o Re, ho facette
Umberto II°, professò! Ma comme fuje ca po’, quanne se facette ‘o Referendum
nun ‘o vulettere? Nce fujene bruoglie, vutajene pure ‘e femmene, fuje ‘na
cosa giuste, ‘e cuntegge de’ vote fujene esatte, precise o nce stevene schede
sbagliate, ritenute nulle, ca s’erene cuntrullà e, po', nun se facette niente?
Agge sempe sentute ‘e dicere ca ‘o risultate nun fuje schiacciante p’ ‘a
Repubblica? Vurria sapè a verità, si ‘a sapite?”
“Carissimo Castagna! E’ una parola!" Risposi prendendo tempo per la
risposta, poi ripresi dicendo:
“ era un momento particolare, non
dimentichiamo che era appena finita la guerra di liberazione dai tedeschi,
(c’erano stati molti morti nella popolazione) tenevamo ancora l’esercito
d’occupazione degli Alleati nelle nostre città, c’era la fame più nera,
si era quasi allo sfacelo generale, con macerie di palazzi bombardati
dappertutto, c’era uno scoramento interiore, senza un minimo di speranza, il
tessuto industriale era a pezzi senza materie prime per ricominciare.
( Basti pensare che molti bambini
furono portati, perchè poveri e da sfamare in famiglie dell'Emilia Romagna con
i treni della ricostruzione e della solidarietà).
Insomma in quei momenti si viveva alla
giornata. Nacque così un movimento di solidarietà nazionale spontaneo dal nord
al sud e viceversa per ricominciare a vivere a riprendersi.
Il sud sperava nel Re Umberto
II° e si schierò per la Monarchia, il nord, che aveva conosciuto la lotta
partigiana, per la Repubblica. Vinse per pochi voti la Repubblica,
che raccolse consensi per 12.717.923. voti , mentre quelli per la monarchia
furono 10.719.284. si contarono poi voti non aggiudicati, perché ritenuti nulli
durante la prima assegnazione nei seggi, una quantità di voti pari a
1.498.136.=”.
Castagna
esultò con soddisfazione alla mia elencazione di cifre e di rimando mi chiese:
“Allora
non ci sono dubbi vinse democraticamente la Repubblica! L’Italia con il
Referendum aveva deciso sbarazzarsi dell’Istituto della Monarchia e del suo Re!
Umberto se n'andò da Roma pacificamente senza fare resistenza, (come portano
gli annali dell’epoca), accettò il verdetto delle urne (come si vede in qualche
filmato dell’epoca) senza battere ciglia o contrastò la proclamazione ufficiale
in attesa della verifica della regolarità dello svolgimento della
consultazione fino all’ultimo momento?”
Gli
confermai con spavalderia, anche perché era ormai convinzione comune, che il
popolo italiano aveva scelto lo Stato repubblicano, il resto, le dicerie
giornalistiche, finché, non si pronunciò la Corte di Cassazione, furono
accantonate e poi abbandonate; e così tutte le insegne, le organizzazioni
militari Monarchiche Sabaude furono abolite, o sciolte dalla sera alla mattina,
tanto che si andò pronunciando in modo categorico il proverbiale detto
“ Te
facce fà ‘a fine de’ guardie regie” (ti faccio fare la fine delle guardie
regie)
Nel
senso che non sei più nessuno ormai, hai perso ogni potere, te ne devi solo
andare, non fai più paura , non conti più niente.
S’è fatte tarde! So’ quase l’une e nun voglie ca m’aspettane p’accumicià a mangià’! Songhe state sempe puntuale dint’a vita mia, e pure mò, non me voglie cuntraddì



ci sarà un'altra èuntata sulla luogotenenza di Umberto II di savoia. da non perdere. perchè fa apire chi era veramente l'uomo, buono onesto brispettoso della legge.
RispondiElimina