sabato 28 marzo 2026

Buon giorno – Buon Sabato 28 Marzo 2026

 

Buon giorno – Buon Sabato 28 Marzo 2026

--- San Castore – San Cirillo – San Cristoforo ---

 

Come promesso ieri sera, ecco il seguito del termine     del giocattolo di legno napoletano. ” ‘O Strummelo “

Dalle Curiosità storiche di Sasà ‘o Professore

I vari Strummeli e lo svolgimento del gioco

 

O Strummelo (Seconda psrte)

 

” ‘O Strummelo “ per far sí che il suo roteare vorticosamente durasse piú degli altri, s’usava togliere la punta metallica conficcata nel legno e dopo averla affilata lungamente su di una pietra lavica, di cui erano piene le strade, la si ricollocava nuovamente nel legno, se non dopo aver introdotto nell’intercapedine della punta della paglia mista di sterco di cavallo (fino agli anni cinquanta se ne trovava ad iosa per le strade) a mo di cuscinetto per attutire ed eliminare gli sbalzi continui, quando la stessa sobbalzava (e si diceva ca teneva

( ‘A Tettera) e non si fermava in un solo punto (cosa al contrario, quando era ( ‘A Pennella), il vortice dello strummelo era perfetto) anche per effetto di questa sorta di ammortizzatore della punta metallica.

Poi c’era ' Strummele”( 'A Patacca)” (con riferimento semantico al fatto d’essere, tale è quale ad una moneta falsa), e per tanto era utilizzata, come una trottolina scadente, quasi contraffatta, per poter essere impunemente scugnata (sbreccata), ossia quando dovendo soccombere e subire i colpi e le infilzate delle punte metalliche degli strummoli nemici.

Per tale scopo s’usava fornirsi sempre di uno strummolo di ripiego di poche lire, che veniva tinto per metà di nero per non confonderlo con lo strummelo buono, cioè con lo Strummolo ‘A Pennella.

C’era, infine, un piú costoso strummelo di attacco” “quello da conficcare sugli strummeli degli altri, tinto di “Luvardo” (azzurro) forte e resistente, che veniva usato, appunto, contro la “Patacca”, e che fornito di una punta, piú spessa ed affilata, era detto appunto " 'A Puntarola".

Il signicato di patacca era preso in prestito dall'antico sostantivo indicativo, che fu usato per una moneta di grande formato, ma di poco valore, contenuto in appena cinque carlini, sostantivo passato poi ad indicare il danaro in genere ed ancóra figuratamente (come nel nostro caso) di una cosa di poco pregio, un oggetto scadente con decorazione vistosa, nota come falsa medaglia. Il termine della voce Puntarola infine è un adattamento al femminile del maschile puntarolo, che deriva dalla punta da conficcare.

Ricapitolando la Trottola (‘O Strummele) è un giocattolo di legno a forma di pera (cono rovesciato), fornito di scanalature alla cui punta è collocato un chiodo o un pezzo di metallo appuntito, che costituisce il perno su cui il giocattolo ruota.

I più "furbi ("gli strrummeli), se li facevano costruire con legno di "castagno", che è molto duro; con essi spaccavano quelle di legno più tenero.

Come si esplica il gioco, il giocatore avvolge, in modo ben serrato uno spago lungo le scanalature della trottola, quindi la lancia a terra trattenendo il capo dello spago, che svolgendosi scarica sul giocattolo una forza rotatoria, per questo motivo prende il nome dallo strumento- giocattolo con cui si gareggia.

La Trottola (‘O Strummele) a seguito della spinta ricevuta dallo spago gira vorticosamente, poggiando ritta sul proprio perno. Il gioco consisteva nel prendere sul palmo della mano lo strummele (se ci si riesce) per meglio spingerlo sulla trottola ferma e beccarla o (se non vi si riesce), tentare da terra a spingerla anche con lo spago da tiro verso quella ferma per effettuare la tozzata.

Per decretare il vincitore della competizione, di solito si stabiliva semplicemente, che, chi aveva fatto roteare a terra la trottolina per il maggior tempo (Strummëlë ‘nterra).

A volte oltre al tempo, in cui la trottola girava, era calcolata la quantità di tozzate della propria trottola a quella ferma. Si poteva giocare da soli oppure in squadre. Nel secondo caso i tempi validi erano la somma dei tempi o la quantità delle tozzate, praticate dagli appartenenti alla stessa squadra.

Nelle competizioni a squadre, formate almeno da due giocatori: uno per ogni specialità, quella del tempo di roteazione e quella di saper tozzare.

Come si gioca Esistono molti modi di giocare al gioco della trottola.

Attorno alla trottola viene avvolta, in modo da formare una spirale, che va dalla punta ( in metallo) alla parte più alta e larga, una corda che permette, nell'atto del lancio, di far ruotare la trottola. Ci sono tanti tipi di giochi, uno dei tanti e anche il più divertente, consiste: - minimo due giocatori pronti a rischiare la propria trottola; - si effettua il primo lancio insieme e la prima trottola che si ferma, resta sotto (rimane a terra); - l'altro dovrà cercare di colpire la trottola rimasta a terra sia nel lancio che dopo, fino a quando la sua non termina di ruotare; - quando questa si ferma, rimane lei "sotto" e l'altro concorrente va all'attacco; - il gioco a volte dura tantissimo, e tutto sta nella bravura dei concorrenti, nella punta della trottola e nel legno di cui è fatta; - l'obiettivo è distruggere la trottola dell'avversario, il vincitore terrà con se la punta della trottola persa e come potete ben capire chi più ne colleziona "trofei di guerra", ed è più temuto.

Modi di dire sullo strummolo

“ S’E’ Aunito ‘A Funicella Corta e ‘o Strummolo Tiritepp” Significando (si è sommata ad una fune corta, una trottolina ballonzolante) quindi. (la trottola è sbilenca o la corda è corta).

Come quando nel caso di voler rappresentare una situazione particolare, in cui ad una persona incapace ed allo stesso tempo sfaticata, o , come l’insieme di un artigiano sfaticato poco valente, fornito ed avente per giunta i ferri del mestiere inadeguati.

Attualmente  lo Strummelo è stato sopppiantato da un oggetto similare, ma elettronico , detto BeyBlade, una Trottola di Resistenza e di Lanciatore, xhe sono Trottole da combattimento giocattolo, Utilizzato dagli adolescenti dell’ultima generazione,

 

In definitiva Il termine “ Tiriteppete o Tiriteppola “ sta a significare una cosa o una situazione instabile, sbilenca, (che pende da una parte) storta, malfatta –

 All’uopo si rammenta un altro famoso motto, che afferma :

“ So’ ‘E Fierre Ca Fanne ‘O Masto” e o magari – per concludere quando concorrono un professore eccessivamente severo ed un alunno parimenti svogliato.

In senso traslato, alcune volte, questa espressione veniva diretta alle coppie sterili per mettere in risalto che uno dei due falliva nel tentativo

 

 

Le immagini sottostanti sono:

La pigna da cui è nato la trottola ('o Strummelo:

Lo strummelo avvolto con una finicella;

Lo struummele detto "Patacca";

Lo struummele detto "Puntarola";

Lo Spaccastrummelre.

Lo BeyBlade, una Trottola di Resistenza e di Lanciatore,

 








 

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