Buon giorno – Buon Venerdì 27 Marzo 2026
--- Sant’ Emanuele – San Quadrato – San Teodos.
Permettetemi du augurarci la fine delle ostilità a seguito di conflitti, che procurono non solo distruzioni di edifici,, ma anche morti innocenti, e non risolvono i problemi territoriali e fanno vivere le popolazioni interessate isenza libertà con le loro scelte democratiche, anti sovraniste.
Chi ben comincia è alla metà dell’opera, è un noto proverbio, che sta a significare, che per ottenere il successo sperato, come la pace, conviene iniziare a far cessare le armi, Partire cioè con il piede giusto, in quanto è l’unico modo per iniziare e proseguire lo scopo desiderato.
Dopo avervi salutato, amici miei carissimi, con questa mia riflessione, come preannunciato ieri, oggi vi posto la mia ennesima curiosità storica sui termini napoletani absoleti, con riferimento ai giuochi di altri tempi.
Dalle Curiosità storiche di Sasà ‘o Professore
Un altro termine napoletano e la sua etimologia
'O Strummèle (la trottola o trottolinadi legno)
La trottola è un gioco per bambini conosciuto in tutto il mondo fin dai tempi antichi. Risale a più di 6000 anni fa, alcune trottole perfettamente conservate, con le fruste utilizzate per metterle in moto, sono state ritrovate durante gli scavi di “Ur”, in Mesopotania. Altri esemplari sono stati rinvenuti negli scavi dell'antica Troia, a Pompei, in alcune tombe etrusche, e anche in Cina, in Giappone ed in Corea.
Il gioco della trottola era famosissimo nell'antica Grecia, e a Roma: Platone, Aristotele, Plinio, Virgilio e Ovidio tutti subivano il fascino ed il contagio della trottola, in latino chiamata "Turbo".
Il termine (Strummolo o Strummele), nell’idioma napoletano, non è altro che un giocattolino, (che non è più utilizzato dai ragazzi del “Ventunesimo Secolo”, perché ormai dimenticato nel tempo andato). legno a forma di strobilio o meglio di un cono capovolto, avente il vertice rovesciato, formato da una punta metallica (detta 'a ponta) fissata perpendicolarmente nel legno, che con numerose scalanature, incise su tutta la superficie del conetto, in modo concentrico e parallelo rispetto al vertice.
Lo (strombos o strobilio) era il gioco che praticavano i bambini greci , già nell'antichità, che nell'idioma greco antico era detto "Strobilion", ossia piccola pigna o cono ed al conseguente suo movimento rotatorio, come nell'avverbio greco " Strombedòn " si può dedurre il significato di "a modo di turbine", ecco spiegato l'etimologia del termine strummolo, è così una derivazione diretta proprio di quello utilizzzato dai greci.
Per fare girare ('o strummolo) la trottola o meglio la trottolina, le scanalature presenti su di essa sono avvolte strettamente da una cordicella, che serve ad imprimere il moto rotatorio alla trottola una volta srotolata e sganciata dalla stessa, come fosse una molla, mediante uno strappo secco in modo che lo strummolo (la trottolina) lanciato a terra prenda a girare velocemente su se stessa, facendo perno sulla punta metallica, per questo motivo i romani chiamavano in latino la trottola ('o strummolo) " Turbo".
La velocità della roteazione dell " 'O Strummele" (la trottolina) ed il tempo occorrente per esaurirsi nel girar come un vortice e poi commisurato all'abilità del giocatore lanciatore e la buona fattura, con cui è stato fabbricato lo strummolo, ne fanno un classico esempio dell'ottima commistione tra bravura e perfezione del manufatto.
Nel caso che il giocattolo ricavato dal legno, è scadente, malprodotto, viene definito che lo strummolo è ballarino o
” tiriteppe”, volendo con tale onomatopea indicare appunto la non idoneità del giocattolino.
Gli Strummoli usati un tempo, dagli scugnizzi napoletani, erano di tre tipi, ognuno dei quali aveva un nome ed una funzione diversa. Infatti c'era quello a “Pennella”, quello detto “Patacca” ed infine a “Puntarola” di color azzurro, detto pure “Spaccastrommele”.
'O Strummele detto, 'a Pennella, era quello levigato e non molto appuntito, in legno naturale, non tinto era denominato così (con riferimento semantico alla precisione con cui effettuava la sua ferma e perfetta rotazione), ed aveva la funzione di girare piú a lungo degli altri nelle epiche sfide fra scugnizzi
Scusate se solo stasera vi ho potuto postare questa mia curiosità storica sul giocattino napoletano , noto come 'o Strummolo, anzi è la prima parte , la seconda parte ve loìa posterò domani, perché impagnatissimo durante tutta la giornata , sia nel averricevuto visite dei miei fratelli e e sia per ordinare un po' tutti i documenti antichi o che mi sono giunti negli ultimi tempi.: buona sera a domani
Nessun commento:
Posta un commento