mercoledì 25 marzo 2026

Buon giorno – Buon Mercoledì 25 Marzo 2026

 

Buon giorno – Buon Mercoledì 25 Marzo 2026

---San Quirino–Sant’Annunziata–San Pelagio –

 

Le ultime innovazioni tecnologiche, hanno modificato le nostre abitudini di vita, come l’utilizzo dei cellulari di ultima generazione, con il “What-Up”, dei televisori con applicazioni computerizzate, facendoci credere che la nostra vita quotidiana sia migliore di prima.  Prima l’incontro fisico tra le persone. sia con parenti e amici, con i quali si scambiavano le nostre esperienze e si commentavano le ultime novità. non esiste più.

Intanto nel mondo, attraverso i telegiornale si conoscono le tante news di guerre, che metteno in risalto solo differenze sociali, facendo cessare la libertà, l’uguaglianza, la fratellanza e la giustizia uguale per tutti

Questa mia riflessione è il mio saluto sincero di amicizia, care amiche e stimati amici , e come faccio sempre, vi invio a leggere un’altra mia ennesima curiosità, per non pensarci, più del dovuto..

Dalle curiosità storiche di Sasà ‘o Professore

Un altro termine napoletano particolare e la sua etimologia..

Brioscia

La Brioscia, è ìi piccolo dolce, soffice, leggero e saporito, a base di farina, burro,(un tempo lo strutto animale) latte, zucchero e lievito di birra (la cosiddetta pasta brioche), d’uso segnatamente francese, che viene cotto in forno in varie forme, di cui la più tradizionale è quella di una mezza sfera sormontata da un’altra  mezza sfera più piccola,.

In Italia la “Brioscia”, piú comune, è quella a forma di mezzaluna, chiamata al nord anche cornetto, spesso farcito di crema o marmellata, mentre al sud, la vera Brioscia o Brioche, è un dolce lievitato, cotto al forno e a volte farcito, come quella di origine francese.[ con  il suo impasto (detto "pasta brioche"), caratterizzato da tre fasi di lievitazione, si compone di farina, uova, burro o strutto animale, lievito e latte. Per la farcitura della brioche, le creme più usate sono la confettura della marmellata, della crema pasticcera e

 della crema di cioccolato.

Il termine “Brioche”, tradottto in italiano in "Brioscia", deriva dal normanno brier, ossia "impastare" (in francese, broyer). La stessa radice nel nome pain brié, che indica un pane tradizionale della Normandia.

Il termine, Brioscia, appare per la prima volta in un giornale napoletano del 1866, in un contesto nel quale si capisce che è un dolce che si consuma in caffetteria In Francia si sviluppò come «una sorta di pane arricchito fin dall'antichità da generazioni di panettieri, poi di pasticceri... con un po' di burro, un po' di uova, zucchero venuto dopo... si sviluppò dal pane benedetto [pain bénit] che via via divenne di migliore qualità, sempre più costoso, sempre meno pane; fino a diventare la gustosa brioche

La Brioscia Siciliana è una versione di brioche detta “Brioscia cû tuppu” , dalla protuberanza, di cui è dotata al pari della brioche à tête (tuppu significa chignon, mentre tête significa testa). Secondo alcuni autori la Brioche parigina sarebbe stata introdotta nel Sud Italia ai primi dell'Ottocento, al tempo delle guerre napoleoniche e poi adattata e dalla tradizione siciliana. La versione siciliana si differenzia dalla brioche à tête per alcuni ingredienti e per la preparazione, che la rende con gli alveoli più compatta. Originariamente la brioscia era preparata con lo strutto, poiché il burro era un ingrediente troppo costoso, quindi utilizzato solo dalle famiglie benestanti. Oggi invece è più normale trovarla a base di burro, dato che questo è più leggero e meno grasso dello strutto.

La più celebre citazione della brioche francese è stata falsamente attribuita a Maria Antonietta d'Asburgo-Lorena, che, a proposito del popolo, sollevato nella cosiddetta "Guerra Delle Farine", causata dalla scarsità del raccolto dei grani dall'alto prezzo, avrebbe esclamato: «Se non hanno pane, che mangino brioches!»: in realtà la frase fu scritta da Rousseau nelle Confessioni,

A Napoli poi in senso traslato “le Brioschie” sono il seno della donne o il sesso femminile, ed è presente nell’inteso popolare, che non vi è nulla di più dolce del sesso femminile, ed è presente in una icastica anche se becera espressione popolaresca , che afferma, giocando con numerose assonanze:’A vita, bbella mia, è ‘na brioscia,….. ……….e po ttutto fernesce! la traduzione è solo un facilissimo intendimento. semantico.

 Le foto sottostanti sono:

La Brioscia tipo classico;

La brioscia siciliana con tuppo:

 



 

1 commento:

  1. se è stata interessante la curiosità del termine , ne posterò degli altri utulizzati dal popolo di Napoli nel suoidiomacaratterizzico. lasciate un commeto , gtrazie.

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