Buon giorno – Buon Giovedì 5 Febbraio 2026
--- Sant’ Agata ---
Vi saluto, come ogni mattina, cari amici lettori e lettrici, e vi auguro una serena giornata da vivere con un bel sole, appena sorto, anche se con una la temperatura alquanto freddina.. Rilevando in questo periodo, che l’umana incompresione, per i tanti eventi, come il lavoro, che manca, i malanni indesiderati, che non mancano mai, e tante altre vicissitudini, che sconvolgono con atti inconsulti, specie la vita di coppia.. Come è bello accoppiarsi, quando non ci sono interessi economici, ma solo il sentimento principale, l’amore, che crea una perfetta armonia con il partener scelto, altrimenti è una vita che viene definita, come un vero inferno, che porta a separazioni anche consenzienti, per poi divorziare. La vita, che si vive con l’accoppiamento, non è sempre uguale per tutti, ma a volte consente di provare speciali momenti di trepidazioni ed emozioni incontrollate, che permettono di godere anche quelli sereni, che procurano un po’ di gioia e tanta felicità. che fanno dimenticare tutti quelli, brutti, tristi, non desiderati, ma verificati e vissuti.
Anche oggi però. dopo questa mia considerazione sulla vita della realtò che stiamo vivemto, narrerò una mia curiosità storica dei vecchi mrestieri napoletani scomparsi, che sicuramente troverete interessante, che riguarda direttamente la nostra esistenza visssuta che era necessario, in particolari momenti, quando dovevano usare al meglio oggetti per goderne della loro utilità,
Dalle curiosità storiche di Sasà ‘o Professore
‘O Molaforbici
‘O Molaforbici, termine dialettale napoletano del significato in italiano del mestiere ambulante dell’Arrotino.
Cosa era il mestiere dell'arrotinO e di cosa s’occupava?
‘O Molaforbici, (l'arrotino) oltre al servizio di affilatura e riparazione di lame, è inoltre in grado di effettuare la riparazione dei meccanismi degli ombrelli.
Al grido:
E’ Arrivate ‘O Molaforbice, ‘O Conciambrellre, V’Acconcia e V’Affile Pure, ‘E Curtielle, Signò’, Acalate!
(Ca Dinabe , nun Ce Venghe!).
Arrivava la mattina sotto i balconi dei palazzi con una bicicletta, e si stabilizzava su un marciapiede, tenendo ferma con due supporti di ferro questo suo mezzo di locomozione, dove era sistemata una mola, che faceva funzionare con una rotazione, pigiando con forza le piedivelle del veicolo (la bici).
E’ un ricordo incancellabile della mia infanzia e della adolescenza, financo, per un po’, anche della mia maturità esistenziale, quando sentivo e ascoltavo questo gridare dell'arrivo dell’arrotino, che invitava le donne, ritenute (almeno fino a un po' di tempo fa) le uniche depositarie della gestione degli utensili di cucina e proporre la sua abilità con i suoi servizi a farsi affilare oggetti vari, come lame o farsi riparare i ferri sganciati delle stecche degli ombrelli.
‘O Molaforbici, (l’arrotino) era un provetto maestro di aggiustature, che esercitava un servizio utilissimo a chi aveva bisogno del suo operato.
Perché si dice "è arrivato l'arrotino"?
L'arrotino era una figura mitica, perché sapeva con il suo richiamo/appello a riuscire a far accorrere le casalinghe a poter usufruire del suo servizio, proponendo le sue capacità e la sua abilità.
Le foto sottostanti sono
'O Molaforbici (l'arrotino) zcon la sua bicicletta
'O Acconciambrello ambulante



La prossima curiositù partlerà del tipo strumrnto emblema di Napoli
RispondiEliminaBuonasera Professore, a volte in passato si sentiva "arrotino, ombrellaio" , riparava anche fornelli a gas, poi non l'ho sentito piu'
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