martedì 1 settembre 2026

Buon Martedì 1 Settembre 2026

 

Buon  Martedì 1 Settembre 2026                           Sant’E|gidio – San Giosuè                                      Festa della Madonna di Montevergine

Abche oggi, questo inaspettato cambiamento climatico con questo caldo afoso insopportabile, sembra non finisca mai, e continua, non come avevano previsto i Meteologici, eppure siamo entrati nel mese di Settmebre, come pure persiste ugualmente l’aumento dei carburanti petroliferi, senza una via d’uscita dei conflitti, che li fanno lievitare, rendendo la vita difficile oprattutto ai meno abbienti, e alla famiglie dei lavoratori, che non hanno uno stipendo, che aumenta come l’inflazione. 

Quindi, come promesso, care amiche lettrici e stimatissimi amici lettori, per tener viva la nostra amicizia, vi posterò la continuazione  della storia dei 7 Castelli principali , di Napoli dopo aver descritto quelli di (Sant’Elmo, di Vigliena, di Castel dell'Ovo, Castel Castel Nuovo” noto come (Maschio Angioino),  del Castel Capuano), il sesto Castello, quello del Carmine,  che faceva parte anch’esso del sistema difensivo, che ornavano una rete strategica per proteggere la città Di Napoli e il suo golfo.

Dalle Curiosità storiche  di Sasà ‘O Professore    

Castello del Carmine

Il Castello del Carmine, Eretto nel XIV secolo, oggi è, in monumento storico gran parte demolito nel Novecento.

Il Castello del Carmine è stato un'importante fortezza storica di Napoli, nota soprattutto per il suo ruolo strategico e militare nel corso dei secoli.

  

Storicamente il Castello del Carmine  fu fatto erigere nel 1382 da Re Carlo III° di Durazzo per la difesa costiera ed estensione delle mura meridionali della città. Era situato nell'angolo sud-orientale delle mura, nei pressi della Basilica del Carmine. Fu il fulcro di storiche battaglie, tra cui la rivolta di Masaniello (1647) e la difesa della Repubblica Napoletana (1799).

l'edificio fu collocato volutamente all'angolo meridionale della cinta muraria cittadina come baluardo difensivo, in prossimità di un torrione chiamato “Sperone”, laddove un tempo proliferavano gli acquitrini della Palus neapolitana. Si tratta di una delle realizzazioni militari più recenti rispetto alle analoghe costruzioni della città di Napoli, dovute al ritardo nella conurbazione dell'area orientale ed alla necessità di difenderla dagli attacchi provenienti da oriente, sia via mare che da terra. A differenza, però, degli altri fabbricati (Castel Nuovo, Castel Capuano, etc.) non presentava arredi di lusso né sale regali, essendo esclusivamente adibito ad uso militare.

Il progetto originale, infatti, caratterizzava di due torri cilindriche, di un elevato torrione e di mura merlate congiunte da robusti blocchi di piperno.                          Il castello fu teatro non appena quattro anni dopo la sua costruzione della battaglia, che vedeva contrapposti Luigi II d'Angiò e Ladislao di Durazzo. In seguito, durante l'assedio di Alfonso V d'Aragona, che vide morire suo stesso fratello in battaglia, Pietro, sostenne la difesa degli angioini, ma non fu abbastanza per mantenere il regno.

Ulteriori modifiche furono realizzate nel 1484, quando le mura della città furono ampliate e modificate dagli aragonesi: per volere di Ferdinando I° d'Aragona, si decise di arricchire le mura partendo dal maggior torrione presente presso il castello del Carmine, prendendo spunto dall'ingegner Francesco Spinelli che fu preposto ai lavori e che appose una lapide in ricordo dell'evento:

Il "Risanamento", a fine Ottocento e i piani urbanistici iniziarono a modificare l'area costiera.e quindi, Castel del Carmine, fu  demolito  nel 1906 per rettificare l'asse stradale di Via Marina e fare spazio alla nuova viabilità e al porto. Infatti la perdita totale della struttura fortificata andò distrutta, cancellando una delle fortezze più caratteristiche di Napoli.                                   Atttualmente restano pochi resti del Castello del Carmine, in quanto camminando lungo Via Nuova Marina, è ancora possibile osservare pochi, ma significativi frammenti superstiti, come: Le due torri, che sono tuttora visibili, che somo\: la Torre Spinelli e la Torre Brava, e il tratto di mura, che è un breve mozzicone della cortina  muraria aragonese, che collega le strutture superstiti.

1 commento:

  1. la prossima curiosità sarà l'ulrtimo castelo dei sette quela di Nisida,che vi piacerà ugualmente , perchè è ancora estistente anche con un altro scopo e funzione. a risentirci.

    à l

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