martedì 20 aprile 2021

La Corona Ferrea

 



La Corona Ferrea è un diadema regale, oggetto simbolo del potere imperiale ed è sempre stato a Monza, a parte alcuni piccoli viaggetti.

Complessivamente furono ben 45, (quarantacinque, i sovrani , che si videro porre sul capo il sacro oggetto,  come da una prima testimonianza  fatta e riportata dallo storico, Bartolomeo  Zucchi, nel 1609, che ne enumerò  34 e negli anni successivi  fino a noi, ben altri 11.                                                                                                               

La storia fondamentale della “Corona Ferrea” è legata a due regine: Elena e Teodolinda. 

La prima regina, Elena, che poi diventerà santa, era la madre dell’imperatore Costantino.  Che la fece  forgiare, la Corona Ferrea, con all’interno della stessa anche  di un chiodo,  quale  reliquia  della croce di Cristo, effigiandola su un  elmo, che, secondo la leggenda,  lo donò al figlio per proteggerlo durante la famosa vittoriosa  battaglia di Ponte Milvio. 

Il due oggetti sacri, l’elmo e la corona ferrea, alla morte dell’ultimo imperatore Romano, Teodosio, nel 395 da Milano furono portati a Costantinopoli e li sarebbero rimasti, se non fosse stato per Teodorico, che essendo stato prigioniero dei Bizantini, in qualità di ostaggio, quale persona importante, come era in uso a quell’epoca, a garanzia della pace dei due popoli belligeranti (il Bizantino e gli Ostrogoti), li richiese come ricompensa, quando morto il padre e tornato in Italia fu proclamato Re Ostrogoto e d’Italia. I bizantini restituirono solo il diadema (la Corona ferrea) e si trattennero l’elmo. e Teodorico, fissando poi la sua residenza estivaMonza, la utilizzò per incoronarsi con essa.                                                                            La seconda regina, Teodolinda, invece, la custodì , a Monza, dopo averla ricevuta da Papa Gregorio Magno per aver convertito il suo popolo,(i Longobardi), che era di religione Ariana, al cattolicesimo

La Corona Ferrea è stata sempre a Monza, e per meglio  custodirla gli austriaci , essendo rimasti padroni della Lombardia dopo la definitiva sconfitta di Napoleone, la portarono  nella più sicura fortezza di Mantova, per poi riportarla a Monza a guerra conclusa.  Durante la Seconda Guerra di Indipendenza (1859) la portarono direttamente a Vienna dove rimase a lungo, dato che in quell’occasione gli austriaci persero la Lombardia; bisognerà infatti attendere la Terza Guerra di Indipendenza (1866) perché la corona potesse essere restituita all’Italia, ritornando nella storica sede di Monza. Ad Unità realizzata la corona rimase simbolo dei re d’Italia, ma i Savoia non la utilizzarono nelle incoronazioni, sia perché rimaneva comunque simbolo della precedente dominazione austriaca, sia perché conservava ovviamente un forte valore religioso e, come risaputo, i rapporti tra i Savoia neo re d’Italia e la Chiesa non erano idilliaci; la corona venne comunque esposta ai funerali di Vittorio Emanuele II e di Umberto I. per lo stesso motivo gli ultimi due Re d'Italia, Vittorio Emanuele III e Umberto II, non vollero alcuna cerimonia di incoronazione..

Precisiamo che le dinastie, che utilizzarono la Corona Ferrea per incoronare i loro re, furono  “6” iniziando da quella degli Ostrogoti con Teodorico, che l’aveva ricevuta dai Bizantini, quando fu proclamato re alla morte del padre.

Le altre Dinastie, che continuarono l’incoronazione con la Corona ferrea, furono quella dei Longobardi, poi quella dei Carolingi, quella degli Ottoni di Sassonia, quella dei collaterali Carolingi, nonché quella degli Asburgici - Iberici, ed infine  la Dinastia Napoleonica.

In dettaglio ecco chi furono i Re e gli Imperatori che furono incoronati con la prestigiosa "Corona Ferrea":  

 

La Dinastia del "Regno Ostrogoto"

 I Re Ostrogoti, che indossarono la Corona Ferrea ed esattamente e successivamente, furono  8                  

Teodorico dal 476 al 526 (il primo) poi seguirono       Atalarico dal 526 al 534, Teodato dal 534 al 536;                   Vitige  dal 536 al 540; Ildilaldo  dal 540 al 541,                   Erarico  dal 5451 (per solo 6 mesi); Totila  dal 541 al 552 ;               Teia  dal 552 al 553 (l'ultimo)

                                                                                                                                   

 

Dopo gli ostrogoti, in Italia si insediò un nuovo popolo , i cosiddetti Longobardi e quindi si istaurò il Regno Longobardo di cui  solo 5  monarca furono investiti con il titolo di Re dei Longobardi e di Re del nuovo territorio, denominato “Italia”.                                                                                             

 

 La Dinastia del " Regno Longobardo "

                                                                              5    



Alboino           560 - 572

Clefi                 572 -574

 Dal 574 al 584 interregno  per Autarchia 

 Autari              584 – 590  

Fu un re Longobardo, noto per aver cercato di avvicinarsi al cattolicesimo.

 Agilulfo             591  -616 

 Fu un re Longobardo, sposò Teodolinda, riuscì con Lei a far convertire il suo popolo, Protestante,  al Cattolicesimo.

Adaloardo         604 – 626

Figlio di Agilulfo e di Teodolinda, fu associato al trono regale con la madre, dopo la morte del padre. Fu il primo Re cristiano incoronato con la Corona Ferreada un Papa, Gregorio Magno

Arioaldo           626 --636                                                                    Cognato di Adaloardo, avendone sposato la sorella, gli usurpò il trono.  

Rotari               636 –652                                                                     Successe ad Arioaldo avendo Sposato la vedova di Agilulfo, Teodolinda, e scrisse il famoso editto del 643                                   

Liutprando      712 -744  

Fu il Re Longobardo, che portò il suo regno al massimo apogeo 

Desiderio            756 -774 

 Fu  l’ultimo Re Longobardo, poiché fu sconfitto  e spodestato dai Franchi.

 

 

 La Dinastia "Carolingia "

 

I Re della Dinastia carolingia  che furono incoronati con la Corona Ferrea,  che si fregiarono oltre al titolo di Imperatore del Sacro Romano Impero, che comprendeva anche  parte del territorio d’Italia, come  di seguito indicato : furono  6 imperatori, ma solo 4 insigniti anche col titolo di Re d’Italia)            4

 

Carlo Magno                 dal    800  a 814  

 Fu il primo Imperatore del Sacro Romano Impero, ebbe 6 moglie e 10 figli, di cui  5 maschi  e 5 femmine

                                                                                                                    

Ludovico I° il Pio                 815  a 840  

Era figlio di Carlo Magno, fu Imperatore  del Sacro Romano Impero, ebbe 2 mogli e 8 figli, di cui 4 maschi e 4 femmine                                                                                       

Lotario I°                            840  a  855 

Era figlio di Ludovico I° e nipote di Carlo Magno, ebbe  1 moglie e 7 figli, di cui 3 maschi e 4 femmine, (fu Imperatore e Re d’Italia)

 Ludovico II°  il Giovane     855  a 875

 Era figlio di Lotario I° , ebbe 2 mogli  ed 8 figli di cui 4 maschi e 4 femmine,  (fu Imperatore e Re d’Italia)

Carlo II°   il Calvo                875  a  877 

  Era figlio di Ludovico I° il Pio e Fratello di Ludovico II°, ebbe 2 moglie e  14 figli di cui 8 maschi e 6 femmine,(fu Imperatore e Re d’Italia)

Carlo III°                               881  a  887 

Era figlio di Lotario I° , ebbe 1 moglie  e nessun figlio, (fu Imperatore e Re d’Italia)

 La Dinastia "Carolingia/Guidoni"

I Re della Dinastia carolingia/Guidoni  che furono incoronati con la Corona Ferreaoltre a fregiarsi del titolo di imperatore anche di Re d’Italia furono     2

Guido                                 891  a  894

(Pronipote di Carlo Magno, ebbe una moglie  ed un figlio (Fu imperatore e Re  d’Italia)

Lamberto                           894  a  898    

(Figlio di Guido ,non ebbe né mogli , né figli, (Fu imperatore e Re  d’Italia)

           La Dinastia "Carolingia/Collaterali”

I Re della Dinastia Carolingia/Collaterali,  che furono incoronati con la Corona Ferrea oltre a fregiarsi del titolo di imperatore anche quello di Re d’Italia,                             furono      2

Arnolfo                                 898  a  899 

(Era figlio naturale di Ludovico II°, ebbe una moglie  e un figlio )   (Fu Imperatore e Re  d’Italia)

Ludovico III°                     901  a 905 

(Era nipote di Ludovico II°, ebbe 2 mogli  e  2 figli maschi)            (Fu Imperatore e Re  d’Italia)

 

Dal 906 al 914 interregno

       per nascita di Regni autonomi  ---------------------------------------------------

 

 

Dopo un interregno di 10 anni, l’impero Carolingio si divise in vari regni, e nel 915 fu creato il Regno italico autonomo ed il suo Re fu proclamato con la Corona Ferrea, il Primo Re d’Italia fu incoronato a Pavia e fu....... .                                                                                               

Berengario I°                       915  A  924 

 ( Era bisnipote di Ludovico I°), ebbe  1 moglie – diversi figli) (Fu il Primo Re del Regno d’Italia, )

 

      La Dinastia  degli    "Otttoni di Sassonia”

Dagli anni 925 al 961 per le continue lotte nel periodo noto l’anarchia feudale non furono incoronati Monarchi con la Corona Ferrea, finché non si istaurò  e prese il potere la Dinastia degli Ottoni di Sassonia con i titoli di Re di Germania e Re d’Italia nel 962, ne  furono           4.

Ottone  I° - il Grande      962  a  973 

( Era Trisnipote  di Ludovico I°)  ebbe 2 mogli e 6 figli, maschi e 2 donne)                         (Fu Re di Germania  e Re d’Italia)

Ottone  II°                                 973  a  983     

 (Era figlio di Ottone I°)  ebbe 2 mogli , di cui - 4 maschi e 2 donne)                                      (Fu Re di Germania  e Re d'Italia                                                    

Ottone  III°                             983  a  1002        

( Era figlio di Ottone II°)                                 (Fu Re di Germania  e Re d’Italia)

 Enrico  II° - il Santo  1002  a 1024  

 (Era nipote di Ottone I°)  ebbe 1 moglie  e nessun figlio )                                                 (Fu Re di Germania  e Re d’Italia)

      La Dinastia  dei                "Salici di Sassonia”

Dal 1025 al 1137 governò la Dinastia dei Salici di Sassonia furono 5

Corrado II° - il Salico        1024  a 1039 

(Era figlio di Corrado I° RE della Germania, ebbe 1 moglie e  3     figli, 1 maschio e 2 donne) (Fu Re di Germania  e Re d’Italia)

Enrico  III°  il Nero            1039  a 1056 

 (Era figlio di Corrado II°, ebbe 2 moglie e  6 figli, un maschio e 5 donne)                              (Fu Re di Germania  e Re d’Italia)

 Enrico  IV°                      1056  a 1105   

 (Era figlio di Enrico III°, ebbe 2 moglie e 5 figli,3 maschi e 2 donne)                                      (Fu Re di Germania  e Re d’Italia)

 Enrico                          1105  a 1125   

 (Era figlio di Enrico IV°, ebbe 1 moglie e nessun figlio)                                                           (Fu Re di Germania  e Re d’Italia)

Lotario  II° o III°             1125 a 1137  

(noto pure come Conte di Supplimburgo di Sassonia, ebbe  una moglie e una  sola figlia) (Fu Re di Germania  e Re d’Italia)

    La Dinastia  dei "Hohenstaufen di Svevia”

 

Dal 1138 al 1250 i Re della Dinastia “’Hohenstaufen di Svevia       5

Corrado  III°                       1138  a 1152 

(Genero di Enrico IV°, figlio di Federico I° di Svevia) , ebbe 2 moglie  - 5 figli, di cui 2 maschi  e 3 donne )                                          (Fu Re di Svevia  e Re d’Italia)

 

Federico I° (Barbarossa)    1152 a 1190

(Era figlio di Federico il Guercio, fratello di Corrado III°)
ebbe 2 moglie e 11 figli di cui  8 maschi  e 3 femmine )                                          (Fu Re di Svevia  e Re d’Italia)

 

Enrico VI°                            1190 a 1197 

(Era figlio di Federico i° Barbarossa, ebbe 1 moglie e 1 figlio )                                 (Fu Re di Svevia, di Sicilia  e Re d'Italia                                                                                                                                   

Ottone IV°                           1198 a 1215  

( Era Bis-nipote di Lotario III°, ebbe 2 moglie  - nessun figlio )                                             (fu Conte di Poitiers e Re d’Italia)   

Federico II° - Stupor Mundi  1215 a 1250 

( Era figlio di Enrico VI° e di Costanza Altavilla), ebbe 3 mogli  - 4 figli e 3 figlie )  (Fu Re di Svevia, di Sicilia, di Gerusalemme e Re d'Italia                                                                                                                                

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Alla morte di Re Federico II° ci fu un Interregno dal 1251 al 1308, finché riprese l’incoronazione con la Corona Ferrea con i sovrani della Dinastia Asburgica- Iberica.

    La Dinastia  degli "Asburgo - Iberica”

 

Dal 1308 al 1600 i Re delleDinastie“’Asburgo-iberica” furono 6               

Enrico VII°                         1308 a 1313  

(Era Parente di Federico II°)     ebbe 1 moglie  - 1 figlio e 2 figlie )                                          (Fu Duca di Lussemburgo e Re d’Italia)                          

Ludovico IV°                     1314 a 1345  

(Era Bis nipote di Ludovico III°, ebbe 2 moglie - 8 figli e 8 figlie)                        (Fu Duca di Baviera e Re d’Italia)

 

 

 

                     

 

 

                        

Carlo IV°                           1346 a 1378 

 (Era nipote di Enrico VII° , ebbe  4 mogli  - 8 figli e 5 figie)                                                                 (Fu Re di Boemia e Re d’Italia)                                                      

Sigismondo                          1410 a 1437

(Era figlio di Carlo IV° , ebbe 2 mogli  - 1 figlio e 1 figlia)                                      (Fu Re di Boemia, Re d’Ungheria e Re d’Italia)

 Federico III°                       1440 a 1452 

 (Era nipote di Sigismondo, ebbe  1 moglie  - 3 figli e 2 figlie)                              (Fu Duca d’Austria e Re d’Italia) 

Carlo V°                               1519 a 1556   

(Era Nipote di Federico III° ebbe  una moglie  - 3 figli e 2 figlie)   Nel suo vasto Regno affermò : "non tramonta mai il sole". (Fu Arciduca d’Austria, Duca di Borgogna,Re di Spagna, Re di Napoli, Re di Sicilia, di Sardegna  e Re d’Italia) 

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Dal  1556 al 1805 non ci furono più incoronati  “ Re d’Italia” con la Corona Ferrea,  né Imperatori  del  Sacro Romano Impero, che collassò sotto la pressione militare di Napoleone Bonaparte, che iniziò una nuova dinastia di Regnanti Europei.

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                  La Dinastia  Napoleonica”

Napoleone Bonaparte               1805 a 1815                                 ( Ebbe  Due mogli  - 1 solo figlio)  

E’ stato l’ultimo personaggio storico nel 1805, che fu incoronato come Re d’Italia con la Corona Ferrea, o meglio s’incoronò,con la frase  “Dio me l’ha data e guai a chi la tocca”  

 

La Corona ferrea si tramanda che avesse anche il potere di castigare i malvagi, per effetto di una antica maledizione lanciata da Teodolinda, che l’ebbe in dono da papa Gregorio Magno per aver convertito i Longobardi al cattolicesimo e la lasciò in eredità al duomo di Monza. Scrive infatti Paolo Diacono nella Historia Langobardorum che la regina maledisse chi in ogni tempo avesse attentato al suo dono, che sarebbe stato perseguitato come Giuda fino al giorno del giudizio. In effetti il ladro che nel trecento rubò la corona dal palazzo papale di Avignone venne scoperto e giustiziato, e quello che nel settecento trafugò da Parigi l’intero tesoro di Monza venne rintracciato e morì in carcere soffocato dalle esalazioni di una stufa. Alcuni imperatori, poi, tra quelli che vollero incoronarsi a forza, fecero una misera fine – come il Barbarossa annegato in un torrente durante la crociata, Enrico IV spodestato e imprigionato dal proprio figlio, o Carlo V che abdicò al trono per debolezza mentale, per finire con Napoleone relegato a Sant’Elena dagli inglesi a tradimento, e dulcis in fundo Adolf Hitler, il quale aveva mandato le sue SS a Roma per predarla verso la fine della seconda guerra mondiale, morto suicida nel bunker di Berlino

 

 

 

 

 

giovedì 11 giugno 2020

Le parole inglese utilizzate nel linguaggio ordinario italiano




Le parole inglese utilizzate durante la Pandemia”Corona virus”

Iniziamo col dire che la nostra bella lingua italiana , in questi ultimi tempi si sta imbastardendo ed utilizza spesso vocaboli o frasi della lingua inglese in modo da apparire eccentrici ed  all'avanguardia, nella conoscenza del  moderno linguaggio internazionale di uso recente, specie durante questa mondiale Pandemia del Corona virus.

 Parole Inglesi           =   Traduce in Italiano.

Screening                 = Esame condotto a 
                                     tappeto su una 
                                     popolazione per
                                     individuare i sintoni
                                     di una mallatia prima 
                                     del suo sviluppo.
Termoscanner           = Termometro
Termocamere            = Telecamere applicate
                                       ai letti
Hub                            = Trasporto in ambulanze
                                        con telecamere
Tablet                         = Tavoletta per scrivere
Device                       = Trovata , stratagema
Videotutor l                 = Insegnamento
                                      effettuato a mezzo  del
                                       video
E-learning                   = L’erudizione  avvenuta
                                          tramite il video
Smart working             = Lavoro o attività svolta
                                          da casa
E-commerce               =  Commercio effettuato
                                        da casa  a causa
                                        della pandemia
Eurofund                    = Titolo del tesoro emesso
                                       in Euro, creato per 
                                       concedere fondi  da 
                                       destinare dopo gli
                                       effetti disastrosi del
                                       coronavirus
Task force                 =  Unità operativa
Bike sharing              =  Parco di Biciclette di
                                     proprietà comunale
                                   da poter utilizzare per
                                    muoversi, in citttà,
                                    messo a disposizione
                                   per evitare inquinamento
Car sharing              =  Parco di auto elettriche 
                                    da poter utilizzare
                                    fittandole con modica 
                                    spesa .
Contactless            = E' il sistema di pagamento 
                                  che permette di effettuare
                                  acquisti tramite carte
                                  bancarie. vari dispositivi 
                                  elettronici, come telefoni 
                                   mobili
 Digital                     = Insieme delle  tecnologie
                                    digitali                                     
 Burnout                   = L'insieme di sintomi da 
                                    stress che comportano 
                                    rischi per la salute 
 Webinar                  = E' un evento pubblico
                                    o meglio un  pubblico
                                    seminario,che avviene
                                    in rete online
Undertourism           = E' la rivincita o meglio
                                   la nea tendenza di fare
                                   le vacanze o viaggi
                                   turistici,finora ignorati
                                   perchè sottovalutati o
                                   sconosciuti,perchè vicini 
Overtourism            = Turismo di massa 
                                  o meglio turismo presso
                                   luoghi turistici super
                                   affollati richiestissimi. 

L'imbarbarimento linguistico. infine, è risultato evidente con il termine,  purtroppo, conosciuto è diventato familiare, dopo la scoppio della Pandemia del Corona virus : "Lockdown "
Il significato prevalente è dato dal fatto che nella lingua inglese e l'unioner di due termini - Lock e Down - che traducono  "isollamento" e "blocco" quindi usati uniti , stanno per " blindare o bloccare" ,
In occasione del corona virus " lockdown" sta a definire le misure emergenziali da adottare dalle autorità preposte, per far rispettare alle persone della località infettata, per salvaguardare, in primo luogo, la loro salute ed evitare contatti tra di esse 

lunedì 20 aprile 2020



Terza Puntata

Ancora dibattimento processuale

Piazza del Plebiscito a Napoli
(

Dopo l’edotta arringa di Antonio Gramsci, mi fu consegnato una nota dal Giudice a latere Paolo Emilio Imbriani, in cui mi si informava che tra gli spalti c’era una rappresentanza della città di Genova, (che trovandosi per motivi sportivi in città per festeggiare il gemellaggio per il ritorno nella massima divisione delle competizioni agonistiche del giuoco del calcio), desiderava voler testimoniare contro l’odiato re Vittorio Emanuele II, poiché anch’essi si stavano prodigando per far rimuovere un’altra sua statua nella loro città, in quanto per i genovesi il suo ricordo, rappresentato anche se da un monumento, è un'offesa a quanti si ribellarono alla cosiddetta causa dell’unità e furono uccisi e trucidati nel 8 aprile del 1849 e di essi non si ha nessun ricordo, neanche sui libri di storia.

Questi genovesi si presentarono come militanti dell’ARGE Associazione Repubblica di Genova) e testimoniarono che si stavano battendo,


Statua di Vittorio Emanuele II
a Genova in piazza Corvetto

  per dare lo sfratto dal centro della Piazza Corvetto di Genova alla statua equestre del Primo Re d’Italia, con una richiesta avanzata alla Regione , alla Provincia ed al Comune firmata da migliaia e migliaia di cittadini liguri. Tale richiesta era mossa dal fatto che Genova non può ricordarsi ogni giorno di Vittorio Emanuele II, la cui arroganza fu capace di uccidere con una dura repressione i patrioti liguri,











Targa commemorativa
 in ricordo dei cittadini crudelmente uccisi a Gevova 8 aprile 1849
Per volontà di Vittorio Emabuele II di savoia



















che si batterono a centinaia per la loro autonomia e non desideravano affatto far parte del regno piemontese, tanto che lo stesso definì (I genovesi? 
Una razza vile di canaglie), mentre vorrebbe ricordare quelle povere vittime massacrate l’8 aprile del 1849 con una lapide con tutti i nomi e cognomi per simboleggiare attraverso i secoli, che la forza, l’autorità non unisce, affratella, invece, il dialogo, la cooperazione e lo spirito di non sopraffazione di un popolo o di una razza sull’altra.
Terminata la testimonianza della delegazione dei Genoani presenti nella piazza, tra la folla che assisteva a quell’improvvisato processo si commentò con un’indignata convinzione con frasi di questo genere a viva voce: “ Ma chistu Savoia ere veramente ‘nu piezze ‘e fetente, ( Vittorio Emanuele II) comm’ aimme fatte a suppurtà’ a ‘sta specie ‘e rignanti e tutte ‘a razzimme llora! So’ state mariule, hanne fatte accidere ‘a tante giuvene nuoste pe’ ghì a fa guerre, ca ‘nce ‘nteressavene! S’è sapute ca vulessene turnà ‘n’ata vota a Napule, da do se ne partettene doppe ‘o Referendum do 2 giugno do 1946! Ma chiste so’ pazze! Nun ‘e vulimme manche comma turiste!” Qualcuno si permise di contrastare che i Savoia, che sarebbero venuti a Napoli, sono il figlio (Vittorio Emanuele IV ) e il nipote (Emanuele Filiberto) dell’ultimo Re Umberto II (il cosiddetto re di maggio) e che nulla avevano a che fare con I Savoia, che avevano effettivamente regnato per circa 100 anni dal 1860 al 1946). Ottenuto il silenzio della folla mi permisi di leggere alcune considerazioni di un eminente giornalista napoletano, che pur accettando malvolentieri il rientro dal forzato esilio, voluto dalla maggioranza di centro destra del signor Berlusconi e dall’avallo della legge promulgata dal Presidente della Repubblica Ciampi, non si può assolutamente dimenticare che, gli antenati di questi discendenti Savoia, furono degli invasori, dei saccheggiatori, dei massacratori e degli annientatori della nostra memoria storica e delle nostre radici, verità che
sono ancora oggi opportunamente nascoste, per ciò non devono essere ricevuti con onori e cerimonie riservate al loro vecchio lignaggio, ma essere accolti soltanto come privati cittadini della Repubblica Italiana.
Prima di far proseguire il dibattimento con le deposizioni d'altri testimoni a favore e contro, mi permisi di esprimere un mio pensiero sull’opportunità dei vari pregi del popolo di Napoli, a proposito dell’Ospitalità, “ Noi napoletani siamo persone molto accoglienti. Abbiamo ereditato dai Greci il senso della sacralità dell’ospite. Esprimiamo la nostra cordialità sia verso i potenti, che verso le persone comuni. Aiutiamo tutti e sentiamo il forestiero come una persona di famiglia. Lo rispettiamo senza, però, sottometterci.”
Le testimonianze d’ascoltare erano tante, allora, decidemmo d’accordo col Giudice a latere Paolo Emilio Imbriani di aggiornare la seduta all’indomani mattina verso le dieci tempo permettendo invitando tutti i presenti e così si procedette.
L’indomani era una meravigliosa giornata di primavera con un venticello marino, che attutiva i caldi raggi del sole, per cui assistere al prosieguo del processo risultava cosa abbastanza piacevole ed interessante.

Vollero testimoniare per conto dell’accusa alcuni eminenti studiosi e storici come L’onorevole Francesco Saverio Nitti,

  
On. Francesco Saverio Nitti




che pur non risultante un filo Borbone, iniziò col dire: “prendo la parola per dimostrare che spesso dalle apparenze e dalle errate convinzioni, bisogna stare molto attenti per poi emettere giudizi affrettati ed ingiusti. Gli avvenimenti storici vanno letti dall’angolazione prettamente economica, che è sempre poi quella, che muove il mondo. E come sempre ci troviamo al solito interrogativo “Cui Prodest”.
Non si può alcunché discutere che il Reame dei Borboni, nel 1860 ero lo stato più ricco di tutta la penisola, tenuto conto della quantità di circolante e del rapporto di conversione
Lira – Oro di 1 : 1 e non era secondo a nessuno in Italia per innovazioni industriali, commerciali, medico sociali, agricolo-manifatturiere. Insomma era uno stato all’avanguardia in Italia e in Europa. Non sto inventando nulla, ci sono documenti e scritti, che dicono ciò che sto affermando, le riserve del Banco di Napoli e quelle del Banco di Sicilia erano, di gran lunga, le più cospicue di tutti gli altri stati d’Italia messi insieme.
Il potere d’acquisto del Ducato (Moneta d’oro circolante a quel tempo nel regno delle Due Sicilie) valeva 4 volte e ½ la Lira (Moneta d’oro circolante nel regno di Sardegna).
La tassazione dei Borboni era permanente ricondotta alla fondiaria, a quella del registro, a quella sul lotto, alla posta e naturalmente quella delle tasse indirette che comprendevano i tabacchi, le carte da gioco, la dogana, la polvere da sparo per la caccia ed il sale.
La tassazione dei Savoia era insopportabile anzi se ne inventavano una al giorno, come quella sulla manomorta, sulla successione, sulla donazione, sui mutui, sulle adozioni, sull’emancipazioni, nonché quella sulle spese per la salute (ora si sarebbe chiamata tickets su farmaci, sulle analisi). Quindi ad onor del vero a conti fatti I sudditi del reame borbonico pagavano ogni anno a Francischiello 14 lire pro Capite, mentre i sudditi dei Savoia (piemontesi, liguri, sardi) almeno il doppio.
Tutto questo che sto dicendo è stato per un secolo e più tenuto nascosto e si è mistificato la realtà, perciò la verità, che coloro che credettero in buona fede, come il sottoscritto, alla favola dell’unità, fu scientemente coartata con protervia e acrimonia da quelli che machiavellicamente se ne servirono per gli interessi propri, occultando e facendo scomparire documenti contabili.”
On save’, avite viste sto ‘n’ata vota cca, stammatine! So ccose veramente ‘mpurtante, ca s’hanne sapè’! agge fatte venì’ pure a ‘sta amica mia, ca è ‘ngnurante, ‘a puverelle nun è jute maje ‘a scola, ma è assale ‘nteliggente e tene tanta curiosità ‘e conoscere ‘a storia e ‘a verità.” Il buon don Saverio sorridendo rispose: Avite fatte buone, cheste so cose ca s’hanne sapè’ e s’anne dicere pure all’ati ggente, nun s’hanne tenè’ nascoste!|

Mo stammece zitte! O si no, nun se capisce niente!.”
Anche se non fu un grande oratore, comunque fu un gran principe del foro, e per la sua onestà, umiltà e preparazione giuridica, fu scelto come primo presidente della nascente Repubblica Italiana, prima provvisorio durante i lavori dell'Assemblea Costituente e poi definitivo dopo l’approvazione della Costituzione repubblicana dal 1 gennaio 1948, italiana, fu invitato a rendere comprensibile il suo autorevole pensiero.
Penso che si era capito, si sta parlando


Il Primo Presidente della Repubblica
            Avv. Prof:.
Enrico De Nicola



                             


                                                
dell’Avv. Professore Enrico De Nicola, che subito esordì affermando :
“ Ho vissuto in prima persona il trapasso dalla Monarchia alla Repubblica e mi dovete credere ho dovuto sudare sette camice per convincere il vecchio re Vittorio Emanuele III, a lasciare il trono dopo l’impatto formale della sconfitta a seguito dello sbarco degli alleati in Sicilia, convincendolo a lasciare la corona senza abdicazione e nello stesso tempo agevolare il passaggio del potere dalle sue mani mediante la creazione dell’istituzione della figura del Luogotenente, che sarebbe stato affidato al figlio Umberto II di Savoia.” “Dopo il Referendum popolare e la proclamazione della Repubblica, fui eletto Presidente, avrei potuto farmi promotore di far procedere a cancellare ogni traccia del passato sistema monarchico, come si era soliti fare in queste occasioni, abbattendo statue, monumenti, cambiando nomi a piazze, a strade, ad istituzioni, che portavano nomi dei Savoia; non lo proposi, perché il passato è storia e come tale va studiata, analizzata, criticata, ma non si può cancellare, rimane impressa nella memoria delle genti, è la cultura di un popolo. Lo fecero i primi regnanti sabaudi è fu un grave errore, perciò non sono sicuro che abbattendo nell’ottava nicchia del palazzo di questa splendida piazza la statua di Vittorio Emanuele II , rendiamo un buon servizio alla storia di questa città e lasciamo tutto come sta e pensiamo solo a non ripetere gli stessi errori e perdoniamoli, ormai sono morti, quelli che ci hanno fatto del male.”

Ha parlate, parlate, ma c’accucchiate, se puteve risparmià, nun m’ha convinte pe’ niente e allora, pecché se sta facenne ‘stu pruciesse! Eppure ere ‘nu personaggio importante ‘stu De Nicola, agge sapute ca rifiutaje ‘o stipendie da capo do’ stato, a chell’epoca erene 12 milione ‘e lire all'anne ('n'operaie pigliave 10mila lire 'o mese) ere modesto, umile e nun apprufittaje d’ ‘a carica pe’ se accuncià’ ‘e fatte suoje, comma fanne mo’!” Donna Concettà rivolta poi a Don Saverio ‘o pensiunate. continuò esclamando tutta scocciata “ Chisti Savoia ‘nce hanne fatte sule guaje, senza penzà po’ ‘a fatica,. ca nun nce ne stà’, manche pe’ chille c’hanne studiate! ‘Nu giovene, si vo' magnà o si vo’ criarse ‘na famiglia, comma fa ad accaterese ‘e mobbele? Comme fa a fittarese ‘nu quartine? se ne addà ‘ì’ sule fore!”
Don Saverie le rispose tutto agitate: “ e
hanne emigrà’, però s’hanne mettere l’anema ‘npace, ca si vonne turnà a Napule, ‘nce tornene viecchie e rimbambite, pe’ venì’ sule a murì!. Comme facettere ‘e nonne nuoste doppe l’unità d’Italia, ca jettene in America, in Australia, in Argentina, in Brasile, e 'a' maggioranze ‘e llore non è cchiù turnate. Doppe l’urdeme guerra speravame ca l’emigrazione fosse fernute, invece, fecettere ‘a stessa ccosa, facettere ‘o stesse ‘e valigge ‘e cartone e se ne i

jettere in Germanie, in Belgie, in Francia, in Svizzera, in Inghilterra, insomma aro ‘nce steve ‘nu poche ‘e fatiche, pe’ nun murì’ ‘e famme, là si ieve. Onna Cunce’ ! pure mo’! è ‘a stessa cosa! “ “ ‘Nce contene chiacchere una continuazione, accuminciajene ‘e rignante piemuntese, po’ so venute ‘e guvernante da ripubbliche, Democristiane, Libberale, Sucialisti, pe’ fine ‘e Cumuniste, ‘a storia nun è cagnate, appene s’assettene ‘ncoppa a chelli seggie a cumannà', se scordene do passate e de’ prubbleme da' povera ggenta e penzene sule ‘e fatte llore!”
Ascoltando questi insigni persononaggi, che avevano preso parte al dibattimento, mi convincevo che siamo stati un popolo, che ha subito più di tutti, (senza andare troppo in là con le generazioni) spesso invasioni militari straniere, alle quali anche se ci si opponeva in modo valoroso, ugualmente  si era costretto a subire decine di migliaia di morti, mortificazioni e sopprusi di ogni genere. In molti casi per sfuggire all’angherie dei sopraffattori e per non sottomettersi alle loro imposizioni, in moltissimi preferirono emigrare per terre assai lontane.






Quanto prima ci sarà un'altra puntata prima del verdetto