venerdì 7 agosto 2026

Buon Giorno - Buon Venerdì 7 Agosto 2026

 

Buon Giorno - Buon Venerdì 7 Agosto 2026
San Gaetano di Thiene

Il caldo persiste ancora, e si desidera un po’ di refrigerio con una bella pioggia, che farà rinfrescare l’aria , masoprattutto, bene alla campagna per donarci i suoi prodotti prelibati, frutti e verdure per rinfocillare il nostro corpo, mentre non riescono a trovare una giusta e sana soluzione le autorità competenti dei i conflitti tra Usa e Iran e tra Russia e Ucraina, che creano non  pochi problemi alla nostra esistenza, con trepidazioni e disagi notevoli,   facendo crescere ulteriormente l’inflazione.
Carissimi amici e amiche lettrici, per tener viva sempre la nostra amicizia, vi posterò, questa volta,una mia curiosità mitologica, riguardante
la fatica quotidiana ripetitiva, di un lavoro alienante senza un risultato spddisfacente e risolutivo.  

Dalle Curiosità mitologiche di Sasà ‘o Professore  

Il mito di Sisifo

Nella realtà attuale,” il Mito di Sisifo” rappresenta la fatica quotidiana e ripetitiva, il lavoro alienante, che non porta a risultati duraturi e il senso di vuoto di fronte a un impegno costante, che sembra non avere un fine reale o risolutivo

Ma quale era il mito di sisifo?

Nella mitologia greca, Sisifo fu il fondatore e Re di Efira, l'antica Corinto. figlio di Eolo, passò alla storia, come l'uomo più astuto e scaltro di tutti.

perché era capace di beffare persino gli dèi e di ingannare la morte per due volte, prima di ricevere una celebre e severa punizione eterna negli Inferi.

·        E’ scritto e riportato che per non morire, Sisifo riuscì a incatenare Tanatos (il dio della morte), bloccando il trapasso dei mortali, finché Ares (Marte) non intervenne a liberarlo.

·        SISIFO, poi,  prima di morire per vecchiaia, ordinò alla moglie di non seppellirlo e di lasciarlo insepolto. Quando giunse nell'Ade, convinse Persefone a lasciarlo tornare sulla Terra per punire la moglie irrispettosa,ma ovviamente non vi fece più ritorno Tradì persino Zeus svelando i suoi segreti agli  altri Dèi (come avvenne il rapimento della ninfa Egina da parte di Zeus) in cambio di una fonte d'acqua per la sua città.Efira.

·        Per tali sue furbizie astuzie fu condannato con un supplizio esemplare \emblematico: “Negli Inferi doveva spingere un enorme masso di pietra fino alla cima di un monte. e ogni volta che il masso arrivava in cima, rotolava inesorabilmente di nuovo giù, costringendo Sisifo a ricominciare da capo per l'eternità.: Da questo mito deriva il modo di dire         " La fatica inutile di Sisifo", che indica un lavoro duro, continuo enza fine.

·        La visione filosofica del filosofo Albert Camus ha reso Sisifo il simbolo dell'assurdità della condizione umana, suggerendo però di immaginare "Sisifo felice" per la consapevolezza e la forza con cui affronta il suo destino.

·        Quindi Il Mito di Sisifo rappresenta il  Lavoro alienante, come Le mansioni ripetitive e burocratiche, dove ogni giorno si ricomincia da capo senza un cambiamento vero (il lavoro impiegatizio o digitale fine a se stesso).

·        Perché è la lotta continua per raggiungere una stabilità economica o professionale, che svanisce subito dopo essere stata conquistata.

·        .

·        Sisifo è Il senso di esaurimento psicologico causato dal dover affrontare sempre gli stessi problemi personali o lavorativi.

E’ anche la consapevolezza dell'assurdo: Accettare che la vita non ha un copione o un fine magico già scritto.

·        E’ pure: continuare a compiere il proprio dovere o a lottare a testa alta, trovando un valore intimo nel gesto stesso.

·        In definitiva: "Bisogna immaginare Sisifo felice", perché nel momento in cui prende il controllo del suo destino e accetta la pietra, diventa padrone della sua vita.

Non esiste un proverbio napoletano che citi direttamente il personaggio di Sisifo, ma la cultura popolare partenopea esprime perfettamente il concetto della fatica vana e dolorosa con il celebre detto: " 'A carne fa carne, 'o vino fa sango e 'a fatica fa jettà 'o sango " (La carne fa carne, il vino fa sangue e la fatica fa sputare sangue).

·        ** 'A fatica:** Nel dialetto napoletano il lavoro pesante non è astratto ma è fatica, un logorio fisico e continuo che pesa sul corpo.

·        Jettà 'o sango: Indica uno sforzo immane, logorante, che non porta a una vera ricompensa duratura, rispecchiando l'eterno e inutile rotolare del masso di Sisifo.

·        Altri modi di dire in napoletano simili sulla fatica:

·        Chi fatica magna, chi nun fatica magna e beve: Una riflessione amara sull'assurdità e l'ingiustizia dello sforzo umano.

·        Dicette 'o pappice vicina a 'noce: ramm' o tiemp' ca te spertose: Simboleggia la cocciutaggine e la  perseveranza lenta ma costante contro un ostacolo duro, molto vicina all'ostinazione stoica di Sisifo.

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Una metopa in pietra arenaria scolpita e originariamente dipinta (risalente alla metà del VI secolo a.C.) proveniente dall'Heraion alla foce del Sele ed effettivamente conservata al Museo Archeologico Nazionale di Paestum

 

 

1 commento:

  1. se la curiosità mitologica è stata interessante , ve ne posterò altre , se lo desiderate. A risentirci.

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