domenica 4 ottobre 2026

Buona Domenica 4 Ottobre 2026

 Buona Domenica 4 Ottobre 2026                                                                               San Francesco d’Assisi 

Oltre ai  problemi dell’aumento  dei prezzi, , mentre gli stipendi sono fermi da anni, esiste anche quello di un eventuale confltto mondiale, perchè  non c‘è comprensione verso chi sofffre per mancanza dei beni primari per sopravvivere e tenta con le rivolte, con ruberie  o uccidendo gli altri, per avere anche lui, una vita migliore..

Dopo questa mia ennesima constatazione sulla realtà, che stiamo vivendo, per non rattristarci, “Carissime amiche lettrici e Stimatissimi amici lettori”, vi posterò una curiosità storica, riguardante una espressione della lingua napoletana, facente parte della cultura comica partenopea

Dalle curiosità storiche di Sasà’O Pfrofessore

Dicette Don Achille "Sti fatte nun vann cu’ chille"                                             

"Sti fatte nun vann cu chill" (o "sti fatte nun vanno cu chilli") è una celebre espressione della lingua napoletana, che significa letteralmente "questi fatti non vanno d'accordo con quelli". Viene usata per evidenziare una forte contraddizione, un'incoerenza o qualcosa che semplicemente "non quadra" tra due versioni di una storia o tra le parole e le azioni di qualcuno.

Il riferimento a Don Achille è legato alla tradizione popolare o a un personaggio letterario/teatrale specifico. Nella cultura napoletana, "Don Achille" è anche una figura chiave del celebre romanzo L'amica geniale di Elena Ferrante, dove rappresenta l'usuraio del rione, un uomo d'affari losco e temuto i cui "fatti" e conti spesso non tornavano con la giustizia o con il bene della comunità.

In generale, quando si usa questa frase, si vuole dire: C'è una scollatura evidente tra la realtà e quello che viene raccontato; -Due elementi o situazioni sono incompatibili tra loro; Qualcosa puzza di bruciato e non è credibile.

Viene usata in modo comico e un po' assurdo per sottolineare un totale malinteso, quando qualcuno confonde una situazione (o una persona) per un'altra, accorgendosi poi dell'errore.

Infantti ricordando questa espressione che  è un pilastro della comicità napoletana, pure come una celebre citazione in napoletano antico tratta dalla "Lettera di mammà" di Totò (Antonio De Curtis), un esilarante monologo teatrale e cinematografico.

 

1 commento:

  1. Non conoscevo questo detto. La lingua Napoletana non smette mai di sorprendere.

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