giovedì 7 maggio 2026

Buon Giorno Buon Giovedì 7 Maggio 2026

 

Buon Giorno Buon Giovedì 7 Maggio 2026

-– Santa Flavia – Santa Gisella – Sant’Alberto –

 

le non buone notizie per giungere alla pace sono  disattese ancora dal continui conflitti, Israele - Palestina,e Usa - Iran, che tanto preoccupano per i decessi, e per la denutrizione per mancanza di cibo, per la popolazione di Gaza, che vorrebbe vivere in santa pace per sopravvivere.

Intanto la città di Napoli in questo periodo, sta vivendo di un crescente turismo,, che affolla il lungomare e tutti gli spazi monumentali, sia per l’accogliente popolo partenopeo, pieno di creatività, generosità e di estro da vendere, che dall’esistente territorio, godibile e piacevole, considerato, come una delle poche meraviglie del mondo, ancora, da visitare. Sia per la possibilità di godere questa speciale località,  anche, se pochi, si permettono di poter affermare: “Che tutto sommato, la nostra esistenza è bella da vivere”.

Oggi, come promesso e preannunciato. ieri, posterò una curiosità dellidioma partenopeo, che descrive cosa è la sorte , relativa alla nascita, che è indicata in napoletano, con il termine “Ciorta”.

Dalle curiosità storiche di Sasà ‘O Professore

‘A Ciorta

La sciorta (o ciorta) napoletana è la sorte, intesa sia come fortuna sfacciata, che come destino avverso. Deriva dal latino sors e indica un fato imprevedibile che può cambiare rapidamente, spesso descritta come una ruota che gira: "'A sciorta è na rota: mentre ggira, po s'avota".

La parola “Ciorta” in napoletano e spesso viene usata per indicare, sia la buona che la cattiva sorte.              Esiste un  proverbio che può essere pronunciato in vari contesti: con speranza, con rassegnazione o anche con ironia, a seconda della situazione.                                  Vari detti esistono con il termine Ciorta;……………… Agge  Ciorta e minete a mare, ………............ ………………..come per dire abbi fortuna e dormi…….. ‘A Ciorta d’‘o piecuro, nasce curnuto e more ………………………… .scannato: ………………………….Riferito a chi ha una sfortuna accanita, ………………….nato per soffrire………………………. Ma Il detto completo, con il terrmine”Ciorta”, usato per indicare una ” Jella incredibile”, recita solitamente… "'A sciorta 'e Cazzetta: jette a piscià e se ne carette ", è questa una celebre espressione idiomatica napoletana, che descrive una sfortuna nera, comica e paradossale. e significa: La sfortuna di "Cazzetta" (personaggio fittizio creato per fare la rima) è tal, che, nel momento più banale e intimo (andare a urinare), gli accade una disgrazia.

Si usa in modo autoironico o per commentare una serie di eventi sfortunati, che sembrano non avere fine, spesso collegati alla scaramanzia napoletana………….  Il detto evidenzia come a volte la sorte sia misteriosamente punitiva.  I  napoletani, Infatti, per raccontare il loro destino, perennemente incerto, hanno scelto di rimanere attaccati ad una sola parola: la “ciorta”, che a Napoli è qualcosa di molto più complesso della semplice “fortuna”.

Si tratta infatti di un termine, che in italiano si risolve con la differenziazione fra fortuna nel senso di “sorte felice”, e sfortuna, il suo tragico opposto. Ma la “Ciorta” è anche qualcosa di più: un popolo che crede fortemente nella scaramanzia, ciò che in italiano chiameremmo semplicemente “destino”.

Il fatto che però il napoletano abbia scelto la forma “ciorta” anziché quella tradizionale, creando così una parola unica nel suo genere,  che ha poi caratterizzato in molti aspetti la parlata italiana, era già presente il termine “sorta” che, probabilmente a causa della tendenza del dialetto napoletano a pronunciare le consonanti inziali in modo indistinto, è stata trascritta ed è entrata nell’uso comune come “ciorta”.                   La ciorta, quindi,  non si sceglie: la si aspetta

PiNO DANIELE, in una delle sue canzoni, più intimamente e dolorosamente dedicate a Napoli, usa la Ciorta per raccontare di una città costretta da sempre a bastare a se stessa, perché “Napul è na carta sporca, e nisciuno se ne mporta. E ognuno aspetta a’ ciorta”. Si tratta, a ben vedere, di un sentimento strano, una complessa forma di volizione: non si può in alcun modo intervenire sulla ciorta, ed è necessario prendere atto del fatto che esiste qualcosa di più grande e forte di noi.

 

 

 

2 commenti:

  1. ringrazio con tanto affetto chi mi legge e lascia sempre un commento che ni invato a continuare a postarvi altre mie curiosità appresse durante la mia vita vissuta , come lavoratore e attivista politico per aiuatrre i meno fortunati del sottoscritto.

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  2. Buonasera Professore leggo sempre con piacere le sue interessanti e bellissime curiosita'

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