sabato 2 maggio 2026

Oggi cche è sabato, dopo la giornata festiva di ieri

 

Oggi cche è sabato, dopo la giornata festiva di ieri , la festa dei lavoratori vi postero anche curiosità storica interessante , perche noi napolwtano parliano in Dialetto e non nel idioma nazionale ufficiale, l’italiano.

Dalle curiosità di Sasà ‘O Professore

La Lingua Napoletana

La Lingua Napoletana è stata relegata a definirsi “Dialetto”, a causa della contrapposizione, intercorsa fra il Re (di Napoli e di Sicilia), Federico II° di Svevia, e il Papa dell’epoca, Innocenzo IV° nel 1245.

La vicenda storica narra che, a seguito del rifiuto di Re Federico II°, avvenuto nel 1212 quando divenne Imperatore di Germania, di non voler procedere ad un’ulteriore Crociata, voluta da Papa, Innocenzo IV°, dopo avervi partecipato da protagonista nella Sesta, e pertanto fu da quest’ultimo scomunicato, e nei cedolari legislativi, nelle bolle Statali e nei libri, che s'incominciano a diffondere, intimò ai sudditi di tutta la penisola italiana, e dell’allora cristianità, di non utilizzare il linguaggio usato, il Napoletano, dallo scomunicato Sovrano, e di servirsi di quello fiorentino, il cosiddetto “Volgare”.

Quest’avvenimento non ha precluso al Napoletano, la sua lingua parlata, imperante fino al 1860 in tutto il meridione nel regno, appartenuto ai Borboni, di essere una delle lingue più conosciute al mondo, grazie alla diffusione delle sue meravigliose canzoni, che, varcando oceani, superando interi continenti, vengono cantate con parole solamente in napoletano e senza bisogno di traduzione.

Il Napoletano è una lingua, che trae origini dal latino, ma prima ancora dall’Osco-Sabellico, dal Greco, dal linguaggio dei Fenici, dal Bizantino, dal Francese, dallo Spagnolo, negli ultimi tempi si è arricchito di vocaboli dall’Inglese e perfino dall’Americano, durante la seconda guerra mondiale e la conseguente occupazione delle truppe alleate. di Napoli

Una caratteristica del Napoletano parlato è che spesso le vocali, se non toniche, (quando cioè non cade l’accento) e quelle utilizzate in fine di parola, non vengono pronunziate distintamente, anzi acquistano un suono indistinto, che viene definito dall’alfabeto fonico internazionale “Schwa” (temine antico ebraico per dire insignificante) e viene trascritto col simbolo ə (una e capovolta) per indicare che è una vocale semimuta alla francese.

 

Le immagini sottostanti sono:

Federico II° di Svevia ( Re di Napoli, di Germania e del Sacro Impero d’Occidente)

Il Papa Innocenzo IV°

 

 

Lo Schwa (Simbolo del significato di “Insignificante


 

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