giovedì 14 maggio 2026

Buon Giorno Buon Giovedì 14 Maggio 2026

 

Buon Giorno Buon Giovedì 14 Maggio 2026

-– San Mattia – San Bonifacio – Santa Giusta ---

 

 La crudeltà nel non far arrivare gli aiuti umanitari ai soccombenti paesi, (Palestinesi, Libanesi), che  sono coinvolti), come del cibo, dell’acqua e del necessario per evitare il decesso di bambini e persone innocenti, fa indignare nel ritenere che. le istituzione dei paesi dell’Occidente democratico, e di quelli dell’ONU, consentono questo scempio di vite e non agiscono nel difendere il diritto di esistere di questi innocenti dalla violenza di una guerra, specie per motivi territoriali.

Un tempo, con forza e vigore, si manifestava per far cessare questo immane processo di distruzione e per far ottenere subito, la pace, valore fondamentale per far sempre trionfare la liberta, la giustizia e la fratellanza senza disuguaglianze sia per. fattori economici, che etnici e religiosi.

.Dopo questa amara constatazione, oggi oltre ad augurarvi una buona giornata, vi posterò un’altra interessante curiosità mitologica, nel come gli antichi greci giustificavano i fenomeni delle scosse telluriche, delle lave vulcaniche e del bradisismo , quando avvengono e si percepiscono.

Dalle curiosità  mitologiche di Sasà ‘O Professore

Tifeo o Tifone (il Signore d'Ischia)

Origini dell’Isola d’Ischia e dei Campi Flegrei

Vuoi conoscere chi era Tifeo o meglio Tifone, il Drago simbolo della furia devastatrice del fuoco, che combatté contro Zeus (Giove) e sconfitto dallo stesso, fu punito a restarsene relegato, incatenato e nascosto sotto le montagne, (per lo più costiere) e sotto le grandi isole del mar Mediterraneo, specie quelle nel tratto noto come il Tirreno

Tali grandi isole celano vulcani, che periodicamente eruttano lava d'origine magmatica e sai perché ?

Sotto le isole del mar Tirreno) c’è il Titano Drago, TIFEO, che era un mostro primordiale, generato dalle primigenie divinità, la Terra (Gaia) e dal Baratro Infinito (il Tartaro), per conto della Dea Era (Giunone), che l’aveva richiesto, per vendicarsi del proprio consorte Zeus (Giove), che aveva creato senza il suo concorso (alla nascita) della Dea Minerva.

Era (Giunone), lo desiderò tanto, di fare altrettanto e la sua richiesta fu esaudita.

Toccando, infatti, la Tenta (Massa informe della primordiale superficie della terra) rimbalzò Tifeo, in mezzo ad un fetore pestilenziale.

Per vendicare lo spodestamento da parte di Zeus (Giove) del proprio padre Crono (il Tempo invocò  Saturno, che con l’aiuto dei suoi fratelli, i Titani; (primordiali esseri gigante dell’Universo) per sferrare una furibonda guerra contro l’usurpatore Olimpico con lo scopo di ridisistemare, l’ordine preesistente, basato sull’equilibrio della Terra, del cielo, del mare e dell’aria.

Nella Guerra Zeus (Giove) si fece aiutare dai Ciclopi e dai Centimani, anch’essi primordiali giganti, che liberò dagli abissi del profondo Tartaro, in cui erano stati incatenati dal Dio Urano. La guerra fu terribile senza limiti, che durò per dieci anni e più e che sconvolse l’intero Universo.

Durante la lotta si assistette a montagne sradicate, che scagliate nelle fiamme fremevano, intere selve crepitavano, mentre la terra, i flutti dell’oceano ed il mare immenso ribollivano.

Accadde, così, che, una bolgia infuocata producendo una vampa, salì fino all’etere ed avvolse l’intero popolo dei Titani, accecandoli.

I giganteschi Titani, nonostante il loro coraggio orgoglioso, non ressero la lotta e sconfitti, e vinti furono oppressi, incatenati e precipitati negli abissi, lontano, ma tanto lontano dalla superficie della terra, quanto distante è la Terra da Cielo.

Saturno, il principale avversario di Zeus (Giove), sconfitto, fu anch’esso incatenato, mentre la nuova gerarchia olimpica s’insediò con tutta la schiera di nuovi Dei, voluti e scelti o partoriti, per la maggior parte di loro dallo stesso Sommo Dio, Zeus (Giove), quando si accoppiava con donne mortali, generando semidei come nel caso d’Eracle (Ercole), Giasone e Minosse.

Gea (la Terra), intanto non aveva perdonato la sconfitta di Saturno e dei suoi fratelli Titani, e per vendicarsi istigò il figlio più giovane, il Drago Tifeo, a scagliarsi contro l’Olimpo. Il corpo di Tifeo, era immondo e pauroso, era ricoperto di penne irte, come lance acuminate, aveva le spalle, formate da cento teste di drago, ciascuna delle quali vibrava una lingua nera, mentre gli occhi delle stesse sprizzavano fiamme ininterrottamente a mo’ di lanciafiamme, che inceneriva ogni cosa ed era così enorme, che superava in altezza qualsiasi montagna e le sue mani erano capaci di toccare sia l’oriente, sia l’occidente, dalle cosce, infine, uscivano vipere velenose

In un primo momento gli Dei dell’Olimpo, fuggirono sbigottiti e furono costretti a trasformarsi in animali per non farsi catturare dell’invincibile Tifeo

Zeus (Giove) l’affrontò, ma ben presto ebbe il peggio, ed avvinto dalle serpi, cadde in potere del poderoso avversario, che gli recise i tendini delle mani e dei piedi e lo rinserrò nel proprio antro in Cilicia.

La storia non finisce qui, perché Ermes (Mercurio) scoprì la prigione di Zeus (Giove) e liberatolo, riuscì a ridargli forza e vigoria, dopo avergli sistemato i tendini recisi

Zeus (Giove) rimessosi in sesto, riprese la lotta contro Tifeo e questa volta riuscì a sconfiggerlo con, il "Folgore", costringendolo a nascondersi ed a rifugiarsi sotto le maggiori isole del Tirreno

La vittoria completa Zeus (Giove) l’ebbe, quando schiacciò, sul capo del gigante Tifeo, un’enorme montagna, l’Etna, e sul corpo delle numerose teste, scagliò addosso, come fossero sassi, le tante isole presenti, che attualmente s’ammirano nel mar Tirreno, tra le quali, Procida, Capri, Ischia. Stromboli e Vulcano.

Nonostante il peso di questi enormi macigni di pietra, cui soggiacciono le teste del mostro, esse sono ancora vive tanto, che ad intermittenza di anni eruttano lava incandescente come fosse il loro vomito.

L’addome del mostro finì, parte sotto il peso del monte Epomeo dell’Isola d’Ischia e parte sotto gli altipiani dei Campi Flegrei, e per questo il mostro, sfogandosi per la male sorte capitatogli, giornaliermente tentando di liberarsi dei pesanti macigni, si sfoga lamentandosi invocando la bella Afrodite (Venere),

Afrodite (Venere), impietosita da tante lagrime, intercedendo presso il padre Zeus (Giove) ottenne dal padre solo di poter tramutare gli assordanti rimbrotti e sbuffi del questulante, in fumarole, solfatare e sorgenti termali, sia nel mare acqua, dove soggiace, sia sulla terra ferma, rendendo così l’isola d’Ischia e tutta la costa flegrea, località dolci e piene di salubrità e con una perenne temperatura gradevole

Questo è Tifeo o Tifone, il Signore incontrastato del Mar Tirreno, che ha reso famoso nel mondo queste isole e le coste tirreniche per le loro benefiche sorgenti d'acque termali, che curano naturalmente malattie guaribili soltanto immergendovi in loro e ritemprano lo spirito, dallo stress della vita condotta in modo frenetico

Tifeo è anche l’artefice in questio periodo del bradismo nei campi flegrei con i suoi assordanti rimbrotti e sbuffi percepiti come scosse di terremoti.

Le imagini sottostanti sono: Tifeo imprigionato sotto l'isola d'Ischia; Mappa con l'isola di ischia ed i campi flegrei 



 

1 commento:

  1. la curioità questa volta è un po lunghetta , am ne vale la pena conoscere le origini del bardisismo e dei terrrimoti che avvengono in campania

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