Buon Giorno. Buon Sabato 2 Maggio 2026
-Sant’ Attanasio-San Flaminia-San Ciriaco-San Cesare---
. “l’Orgoglio e la Dignità “, sono sentimenti, che producono effetti speciali, come reazioni ad un torto ricevuto, e fanno dispiacere al proprio animo, facendo apparire. chi li esprime, un soggetto, che ha un comportamento di superbia, di supremazia di se stesso nel senso di autostimarsi,
Non sempre tali atteggiamenti, producono effetti positivi, perché necessita, a volte, per vivere la quotidianità, essere umili e saggi per saper affrontare altri soggetti, specie i propri genitori, quando, sono irremovibili e risoluti, che li condannano, imponendo le loro ragioni.
Da buon napoletano si dovrà utilizzare, in questi casi, un termine partenopeo : ” ‘A Cazzimma” cioè : (Fare buon viso a cattivo gioco).
Gli atteggiamenti di superbia e di supremazia sono spesso provocatori nel senso di autostimarsi fuori luogo, credendo quasi sempre di avere ragione, e non capire le altrui convinzioni.
Intanto stamane, come faccio quotidianamente, cari amici
e amiche, che mi leggete. vi posterò una mia
curiosità storica, che parla di un avvenimento storico, che fa affermare
il concetto di donna, definito ancor
oggi, una donna, che reca solo guai, che è :
“Bella come il Diavolo di Mergellina”.
Dalle curiosità di Sasà ‘O Professore
'0 Diavule 'E Mergellina
Finalmente ci sono riuscito ad andarlo a vedere da vicino, il famoso volto della donna raffigurante
“il Diavolo di Mergellina”, dipinto
su tela del pittore Leonardo Grazia da Pistoia.
E’ stata una calda domenica d’agosto, la
città era quasi deserta e quindi si potette facilmente attraversare l’amata
metropoli (la mia città Napoli) da un capo e all’altro senza ingorghi, e cosi
senza fretta , perchè avevo necessità di non fare tardi per la visita
prefissatami (andare a vedere il
famoso quadro “ ’o diavole ‘e Mergellina “), per il
fatto che si trattava di far visita in una chiesa, che aveva un orario fisso da
rispettare per la celebrazione delle messe domenicali.
Faceva molto caldo fin dalle prime ore
del mattino, era una di quelle domeniche soleggiate dell’estate napoletana, che
invitano ad andare al mare e sdraiarsi su qualche arenile ad abbronzarsi a
prendere il sole.
Il desiderio di osservare da vicino il bellissimo viso del diavolo di Mergellina era tanto, che mi sobbarcai anche l’onere di sopportare quel caldo torrido, che sfiorava la temperatura di 36 – 38 gradi, ma ne valse la pena.
Il quadro è esposto nella cinquecentesca chiesetta di Santa Maria del Parto, ubicata su una panoramica terrazza, nei pressi della celebre baia di Mergellina, (come punto di riferimento i famosi chioschi, divenuti poi di tipo di bar, e noti ora come gli chalet del celeberrimo borgo di Mergellina).
Non dissertiamo, andiamo al dunque, stiamo dicendo della famosa tela raffigurante- ‘o Diavole ‘e Mergellina “.
Dopo aver parcheggiato con il grattino di un'ora e più nelle apposite striscie blue la macchina nell’omonima via Mergellina, senza saperlo mi trovavo proprio sotto la chiesetta e mediante un’ ascensore, che era posto proprio sulla stessa strada qualche metro più avanti, al civico 9/bis, si accedeva direttamente nell’androne della famosa chiesa, che custodiva oltre alla celebre tela, anche, il magnifico sepolcro e tomba del poeta Jacopo Sannazaro, che era stato proprietario dell’immobile, che aveva desiderato testamentariamente essere sepolto nella chiesa da lui voluta ed edificata e poi intitolata, dal suo poema , “De Partus Virginis” , (Il parto della Vergine da cui la chiesetta prende il nome).
Guardando il quadro “ il diavolo di Mergellina” si rimane estasiati dalla bellezza voluttuosa del bel viso con il quale il pittore Leonardo da Pistoia , seppe raffigurare il diavolo con l’aspetto di un orribile mostro con il corpo a somiglianza di un immondo drago.
La storia inerente il quadro è presto narrata, e si
rifà ad una leggenda napoletana relativa ad una storia veramente avvenuta,
riportata e scritta dalla giornalista e scrittrice, Matilde Serao e ripresa poi
dal letterato e storico, filosofo Benedetto Croce, per affermare il concetto e per definire ancor oggi una donna che
reca solo guai è :
“Bella come il Diavolo di
Mergellina”.
La leggenda o meglio la storia, narra che:il vescovo di Ariano, Diomede Carafa, ottenne una schiacciante vittoria sulla tentazione di una nobildonna napoletana identificata in donna Isabella, Vittoria d’Avalos. Messer Diomede era follemente innamorato di donna Isabella, bellissima nobile della Corte Vicerale, per la quale scriveva infuocate lettere d’amore, ma lei cha aveva fama di donna crudele e disamorata non faceva che sorridere delle sue lettere, giocava con lui come il gatto col topo, lo illudeva, lo blandiva con le sue arti, poi d’impeto lo cacciava nel più profondo sconforto “abituata a questi sottili e malvagi godimenti, ella si compiaceva stringere quel cuore in una mano di ferro,lo soffocava a poco a poco e poi ridandogli la vita carezzandolo con mano leggiera e vellutata, si dilettava a far sussultare di dolore quell’anima, gittandola bruscamente nella disperazione……Il mondo le maledice, le disprezza, ma il mondo le ama, l’uomo le ama, così è, sempre, così, sempre, sarà” (cosi descrive la storia la Serao).
Donna Isabella dopo un anno di schermaglie disse di amarlo e al povero Diomede sembrò di raggiungere l’estasi, ma breve fu la stagione dell’amore, poco tempo dopo lo abbandonò per altri uomini. Diomede, cieco pazzo d’amore non comprendeva, soffriva e si ubriacava di quella sofferenza. La passione lo dilaniava, giorno e notte; alla fine si decise ad ordinare un quadro al suo amico pittore Leonardo grazia da Pistoia, che avrebbe dovuto dipingere un mostro orribile con il volto angelico della sua Isabella, insieme ad un immondo demone tentatore,
e così ogni volta che l’avesse guardata avrebbe provato solo ribrezzo ed orrore, e così guarì. Sotto la tela vi fece apporre il motto ”Et fecit vittoriam halleluja” alludendo sia al trionfo di San Michele che al suo.
Il viso della donna è dipinto così bene da apparire bello ed con un aspetto tanto voluttuoso che i napoletani, come riporta Benedetto Croce in “Storie e Leggende Napoletane” edito nel 1919, ne rimasero affascinati a tal punto che ancor oggi definiscono una donna, che reca solo guai è “Bella come il Diavolo di Mergellina”. Una copia della tavola, attribuita allo stesso Leonardo da Pistoia, è esposta presso il Museo – Convento di San Francesco dei Frati Minori Conventuali di Folloni frazione di Montella in provincia di Avellino.
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Diomede Carafa, era vescovo di Ariano Irpino divenne in seguito cardinale , perchè nominato da papa Paolo IV (suo zio), che l'elevò al tale rango, (Cardinale-prete del titolo di San Martino ai Monti nel Concistoro del 20 Dicembre 1555). Morì a Roma l'11 dicembre 1568 e lì fu sepolto nel suo titolo..
Dimenticavo:
Dopo aver visto ed ammirato il dipinto del ”il Diavolo di Mergellina”, poiché s’era fatto l’ora del pranzo, decisi con mia moglie di andare a Riva Fiorita di Posillipo, nel noto ristorante Di GIuseppone a Mare, perchè non ero mai potuto andarci a pranzare, quando da giovane andavo a fare i bagni in quella
baia di “Riva Fiorita”. Pranzammo varie specialità marinare, ma la sorpresa fu in conto da pagare, che fu salatissimo, ma, avendolo potuto permettere, ero ugualmente contento di aver gustato i vari piatti con prodotti marinari del nostro meraviglioso golfo di Napoli.





Molto affascinante e artistica curiosita'
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