Buon Giorno Buon Sabato 23 Maggio 2026
–– San Desiderio – San Lucio – Sant’Efebo ---
Non si può dimenticare anche se son passati circa 20 anni dalla apertura della famosa “Discarica di Chiaiano”, iniziata con con la protesta pacifica dal 23 maggio 2008, per evitare quella sciagura, con la deforestazione di un bosco secolare,, come una Discarica, accumulando i rifiuti urbani metropolitani ed anche regionali.
Perdonate questa mio ricordo indimenticabile nel poter affermare che il rispetto dell’ambiente deve essere soprattutto il bene essenziale, per evitare danni e disavventure, in cui i rimedi dopo diventano spesso inutili o impossibili per un vivere sereno per una naturale convivenza.
Ed ora, pensiamo a vivere la realtà, innanzitutto, sperando nell’imminente accordo tra Usa e Iran e la fine dei vari conflitti Russia Ucraina, Israele.
Palestina di Gaza e della Cisgiordania, e del Libano: contro le postazioni e i miliziani di Hezbollah
Intanto come di consueto, care amiche e amici, nell’augurare, come sempre, una serena e buona giornata, vi posto, una altra interessante curiosità mitologica, che insegna a non essere possessivi con il sentimento dell’amore,
Dalle Curiosità mitologiche di Sasà ‘o Prufessore
La Morosa di Polifemo
Lo sapevate che POLIFEMO era innamorato?
Volete sapere di chi era innamorato ?
Diciamo subito che POLIFEMO, era noto come
il Ciclope che, Omero rese celebre nell’Odissea, quando lo descrive come un gigante con un solo occhio, accecato da Ulisse,
POLIFEMO era figlio di Poseidone e di Toosa., quindi figlio di un Dio e di una Nereide, e come tutti gli esseri viventi, anche lui, fu colpito dal dardo di EROS ( il Dio dell’Amore), per cui s’innammorò della Ninfa GALATEA, (figlia di NEREO e dell’ Oceanina DORIDE,) che tutta nuda appariva sulle onde del mare, ed era molto somigliante alla Dea VENERE, per la sua bellezza. GALATEA respinse i corteggiamenti del rude ciclope, Polifemo, perché amava nascostamente ACI, un pastore, figlio del Dio Italico FAUNO, ( per i greci PAN ) e della Ninfa SIMETIDE.
Venuto a conoscenza della tresca, POLIFEMO andò su tutte le furie, ed accecato dalla gelosia, andò in cerca del suo rivale per campi e boscaglie.
Trovatolo e, afferrato un grosso macigno, glielo scagliò addosso sfracellandolo.
GALATEA per il dolore si trasformò in una fonte, ed invocò il padre GIOVE (ZEUS) di far rivivere, sotto forma di fiume, il suo amato ACI. Così avvenne e tale fiume si identificò con vari corsi d’acqua, che poi hanno dato origine a vari centri della Sicilia, come ACIREALE, ACITREZZA; ACICASTELLO, etc. etc.
Queste sono attualmemte le tre città di ACi:
Questo bel mito dell'amore, desiderato e non appagato, spinge a gesti inconsulti, perciò dimostra che spesso l'amore non conosce limiti, non ammette la non corresponsione del prescelto amante ed è causa di eventuali efferatezze ingiustificate
Le immagini sottostanti sono:
1) Il Gigante Polifemo con un occhio solo;
2) La Nereide,Toosa (madre di Polifemo);
3) Il Dio del mae, Poseidone (Netttuno) (padre di Polifemo);
4) Raffigurazione della ninfa Galatea, (somigliante alla dea Venere);
5) Il pastorello “ACE”, figlio del Dio Italico “FAUNO”, (per i greci PAN) ….e della Ninfa “SIMETIDE”,.mentre amoreggia con la sua amata … Galatea, (seducendola (con le dolci note suonate col suo zufolo);
6) Il Ciclope Polifemo, mentre scaglia un enorme verso Aci;
7) Acireale (la città considerata uno dei tanti capolavori di Giove);.
8) Acitrezza ( ia riviera della città di Catania)..
9) Acicastello (il maniero normanno eretto nella città di Catania.









la prossima cutiosità mitologica, riguarderà il sentimento che aiuta a vivere.
RispondiEliminaQuante peripezie questi miti Greci, ricordano le vicende umane e sono lo specchio delle nostre virtu' e dei nostri difetti
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