mercoledì 3 settembre 2025

-Napoli : Capo Posillipo

 

-Napoli : Capo Posillipo

 

 


'Ncoppe 'o Cape 'e Pusilleche addiruso
Su capo di Posillipo profumato  che è

una collina profumata)

Posillipo, come affermava la nota canzone.

 

“ 'Ncoppo 'o Capo 'e Pusilleco addiruso
Addó 'stu core se n'è ghiuto 'e casa
Ce sta nu pergulato d'uva rosa
E nu barcone cu 'e mellune appise

 

la traduzione in italiano:

Su Capo posillipo profumato,

dove questo cuore,  è andato ad abitare,

vi è un pergolato di uva rosa

 e pure un balcone con i meloni appesi


Posillipo è il promontorio di rara bellezza, che chiude ad ovest il territorio della città di Napoli e si prolunga verso il mare dividendo la baia di Napoli da quella di Pozzuoli. Le sue gialle pareti di tufo si innalzano ripide sul mare ma digradano dolcemente verso il centro della città, offrendo una affascinante e multiforme combinazione di scorci panoramici sulla costa, che ha sempre attirato grandi personalità della nobiltà e dell'arte, che qui sono venute a costruire le proprie ville rifugio o a ispirarsi.

Posillipo, per i napoletani  è un paradiso. che non si può lasciare, dimenticare o sostituire.

A Posillipo c’è un piccolo borgo marinaro, Marechiaro rivolto verso il centro del Golfo di Napoli, il Vesuvio e la Penisola Sorroentina, che ha ispirato una delle più belle canzoni classiche napoletane, "A Marechiaro" scritta da Salvatore Di Giacomo. Alle spalle del borgo si trova la caratteristica chiesetta di Santa Maria del Faro, che contiene alcuni resti della villa romana e che la tradizione vuole sorgesse sul luogo dell'antico faro romano. sul luogo dell'antico faro romano.

 Il punto panoramico, però, più spettacolare di Posillipo è  il Parco Virgiliano, che si trova sulla sommità della collina, dove, tra alberi e strutture sportive, è possibile spaziare con lo sguardo su tutto il Golfo di Napoli e sui Campi Flegrei. La magnificenza di questo panorama era tale che influenzò la produzione artistica di una intera generazione di pittori paesaggisti dell'Ottocento, conosciuti proprio con l'etichetta di "Scuola di Posillipo" e che tanto ha contribuito a diffondere nella aristocrazia europea il mito delle bellezze di Napoli e del suo Golfo.

Da ricordare poi La Baia di Trentaremi, che ha una storia antica, custodita nelle incrinature delle rocce. Incastonata tra le falesie a ovest di Posillipo, la collina dove gli antichi si recavano per cercare riposo dal proprio dolore, oggi fa parte dell'Area Marina Protetta della Gaiola, uno scrigno di bellezza e di biodiversità che bagna Napoli e che nel 2017 ha vinto un concorso social come parco marino più bello d’Italia.

Si racconta infine che Virgilio guardando la baia di Trentaremi, dal parco della Rimenbranza, immaginò, quando scrisse l’Odissea, che  Polifemo scagliò alcuni massi per colpire Ulisse con le sue navi, quando lasciò la costa posillipina, poiché quei massi, affiorano tuttora a largo della spiaggetta sottostante della baia di Trentaremi.
Per finire la descrizione del quartiere di Posillipo:
Posillipo è noto attraverso la TV, nella soap operaUn posto al sole, sede di Palazzo Palladini (i cui esterni sono dal 2004 quelli della reale Villa Volpicelli, sita anch'essa a Posillipo), un antico palazzo storico immaginario diventato sede di un condominio dove si svolgono molte delle vicende raccontate.

 

le immaggini sottostanti sono:

Posillipo visto dalla baia di Mergelli

Ruderi della casa di Publio Vedio Pollione  nei pressi di Marechiar,                                                    nota come “ casa degli spiriti

L’isolotto della " Gaiola"  (ìn italiano gabbia per uccelli)
sulla punta estrama del Capo di Posillipo. 

La finestra che ispirò al poeta Salvatore Di Giacomo
la famosa canzone " Marechiaro”

La baia di Trentaremi





 

palazzo Donn'Anna a Napoli

 

Buon Giorno Buon Mercoledì 3 Settembre 2025              --- San Gregorio – Santa Brigida -- San Vitaliano ---

la pace pare solo una chimera, nemmeno l’ultimo incontro a Pechino, dei vari paesi del continente dell’estremo Oriente, tra i quali. Cina, Russia, India, le due Coree, il Vietnam. ha trovato la soluzione ai vari conflitti, Intanto i paesi europei e gli stati uniti non riescono a incidere nel trovare attraverso la diplomazia, la strada per porre fine ai contrasti territoriali.

Oggi però, riprendo a proporvi una delle mie curiosità storica, che sicuramente piacerà, legata ad una leggenda di tresche amorose che si verificavano, nel maestoso edificio napoletano sul Mare. Palazzo Donn’Anna.

“351^ puntata delle curiosità storiche di Sasà ‘o professore”.

La leggenda di Palazzo Donn'Anna

Curiosità storica
Pallazo Donn'Anna già villa Sirena

 


Il Palazzo Donn'Anna è un maestoso edificio seicentesco in tufo di tre piani, rimasto incompiuto e mai ultimato, a causa del ritorno nel 1644 in Spagna del Vicerè Ramiro Guzman, duca di Medina Coeli, che fu promosso a Viceré della Castiglia. Il Palazzo, commissionato nel 1637 al grande architetto Cosimo Fanzago, fu fatto costruire in occasione delle nozze del Viceré Don Ramiro con la principessa napoletana Anna Carafa, che lofarà ricordare col suo nome nei secoli



successivi.

Palazzo Donn'Anna sorge direttamente sul mare, nella parte bassa di Via Posillipo, la strada costiera, che attraversa tutta l'omonima collina, al suo posto preesisteva un altro edificio, detto “ La Sirena”, di proprietà di Dragonetto Bonifacio, nominato per i suoi studi di alchimia Marchese dall’imperatore Carlo V.

 

Tale vecchio edificio fu abbattuto, anche se prima era stata la residenza estiva delle regine di casa D’angiò,
Il palazzo, come detto, voluto dal Vicerè Ramiro Guzman e dalla duchessa Anna Carafa, subì danni durante la rivoluzione del 1647 (quello conosciuta come i moti di Masaniello) e con il terremoto del 1688.                 Nel Settecento fu sottoposto a restauro parziale, ma la restaurazione non impedì un suo stato lento e continuo abbandono, fino a quando subì ulteriori riduzioni a inizio Ottocento, durante il regno di Ferdinando IV di Borbone, per ampliare Via Posillipo, fu ridimensionata la facciata e fu parzialmente distrutta un’ala.
Il palazzo, in seguito, divenne una fabbrica di cristalli nel 1824, poi a fine secolo passò di proprietà della Banca d’Italia ed infine fu acquistato dai Capece Minutolo, e poi da ultimo dai Colonna di Paliano.
La storia del palazzo è una serie di vicende molto travagliate, anche se la definita sostanziale trasformazione in rudere, ancora oggi si mostra imponente nel suo aspetto regale, che caratterizza fortemente la meravigliosa costa posillipina.
Il Palazzo Donn'Anna appartiene ad una delle più celebri leggende napoletane, scritte da Matilde Serao.
Nelle credenze popolari, la leggenda della Viceregina Donn’Anna Carafa, viene confusa con le vicissitudini amorose e tanto discusse delle esecrate regine, Giovanna I° d’Angiò e Giovanna II° d'Angiò Durazzo,

 loro attribuite, che avrebbero commesso nell’omonimo Palazzo, quali ogni sorta di efferatezze e di lussurie, ritenute maestre di venefici e nello stesso momento turpi e bellissime femmine, smaniose di amori e di sangue.
Nel Palazzo incontravano i loro giovani amanti, scelti fra prestanti pescatori e con i quali trascorrevano appassionate notti di amore, per poi ammazzarli all'alba facendoli precipitare nelle segrete sotterranee dell’Antico palazzo. La leggenda vuole che le anime di questi sventurati giova, tuttora si aggirino nelle austere stanze, affacciandosi al mare ed emettendo lamenti.
Iniziamo ad affermare che Palazzo Donn’Anna è un imponente edificio che si erge tuttora nel mare di Posillipo. Negli anni del suo più grande splendore dalle finestre del palazzo nei giorni di festa lampadari con tante luci si riflettevano nel mare circostante.
Nel mare attorno al palazzo durante le pompose cerimonie, volute da donn’Anna, erano ormeggiate tante barchette adorne di velluti e di lampioncini colorati.
Alle magnifiche feste partecipava, perché invitata e voluta tutta la nobiltà spagnola e napoletana da Donna Anna Carafa,  poiché la duchessa di Medina Coeli, si compiaceva attorniarsi di bellissime signore riccamente ingioiellate, che l’omaggiavano e l’adulavano ritenendola la più ricca, la più nobile, la più potente, mentre lei, sprezzante ed orgogliosa alteramente riceveva i suoi ospiti nel suo ricchissimo abito rosso tessuto in lamine d'argento.

Era uno spettacolo grandioso per quell’epoc, tutto il ricevimento, che si svolgeva come un cerimoniale prestabilito, tanto che Donn’Anna, in fondo al gran salone principale al primo piano, aveva fatto montare un teatrino per allietare le feste, come l’esibizione per prima cosa di una commedia, poi di una danza moresca ed infine avrebbero avuto inizio le danze.                               Nella commedia, secondo la moda francese in voga in quei tempi, gli attori sarebbero stati dei nobili, tra i quali vi era Donna Mercede de las Torres, nipote spagnola della duchessa………………………..
Donna Mercede era bella, giovane, nella commedia rappresentava la parte di una schiava innamorata del suo padrone, interpretato dal Principe Gaetano di Casapesenna, l'amante di Donn'Anna. I due recitarono molto bene e lasciandosi trasportare nell'ultima scena, quando i due dovevano baciarsi, lo fecero realmente e con molta passione, tutta la sala scoppiò in applausi, tutti applaudirono, tranne Donn'Anna, che impallidiva mortalmente dalla gelosia. I due ragazzi si innamorarono, scatenando l'ira di Donna Anna, poi un giorno Donna Mercede scomparve, si diceva che fosse stata presa da improvvisa vocazione religiosa e per volere di don Anna fosse stata chiusa in convento. Gaetano di Casapesenna la cercò invano, invano pregò, supplicò e pianse ma non la rivide mai più fino a che morì, giovane, inviato in un campo di battaglia come si conviene ad un cavaliere.

 

 

Le immaggini sottostanti sono:

 

Palazzo donn'Anna visto dallqa spiaggia frl Bagno Elena 

Palazzo donn'Anna visto dal mare di Posillipo

Don Ramiro Guzman Duca di Medina Coeli


Donn'Anna Carafa, Viceregina di Napoli

Regina Giovanna I° d'Angiò  

Regina Giovanna II° d'Angiò  +







 

martedì 2 settembre 2025

i Presidenti dela provincia di Napoli,

Buon Giorno Buon Martedi 2 Settembre 2025 --- Sant’Elpidio – Sant’Alberto -- Sant’Ingrid –
Speriamo che questa calda temperatura finisca presto, perché questo caldo porterà, poi, raffreddori e malanni, anche perché siamo abituati all’alternarsi delle Stagioni e il perdurare di questo clima torrido, proveniente dall’ Africa, ci infastidisce, mentre da quelle parti è una cosa normale. Le allerte meteo, pare che ci sarà ancora tanto caldo, specie dalle nostre parti. nel Meridione, dove non vuole cessare. Questo comporterà che dobbiamo ancora vestire con abiti leggeri e sciacquarci la faccia per il sudore.
Apprendiamo intanto checi sarà presto il divieto di utilizzare i cellari nelle scuole da parte degli studenti, specie nei licei,perché non se ne può più osservare la nuova generazione, schiava di tale strumento.
Per soddisfare una richiesta di una carissima lettrice delle mie curiosità, riguardante la abbolizione delle Province e la creazione delle Città Metropolitane. eccomi a postativi l’elenco completo dei vari presidenti della passata gestione provinciale e i nuovi sindaci Metropolitani.
“350^ puntata delle curiosità storiche di Sasà ‘o professore”.
La Provincia di Napoli
Elenco dei presidenti della Provincia
Eletti dal Consiglio provinciale (1952-1995)
Elenco dei presidenti della Provincia di Napoli eletti dal Consiglio provinciale
N1 Ritratto Nome Mandato Partito
Inizio Fine
1 Enrico Altavilla
17 luglio 1952
1956
Indipendente
2 Giuseppe Piegari
1956
1956
Democrazia Cristiana
3 Guglielmo Waschimps
1956
1960
Democrazia Cristiana
4 Antonio Gava
1960
1964
Democrazia Cristiana
1964
1969
5 Ciro Cirillo
1969
1975
Democrazia Cristiana
6 Giuseppe Iacono
1975
1980
Partito Socialista Italiano
7 Giuseppe Balzano
1980
1984
Partito Socialista Italiano
8 Franco Iacono
1984
1985
Partito Socialista Italiano
/
9 Antonio Somma
1985
1987
Democrazia Cristiana
10 Salvatore Piccolo
1987
10 agosto 1990
Democrazia Cristiana
10 agosto 1990
31 dicembre 1991
11 Franco Zagaroli
29 febbraio 1992
28 maggio 1993
Democrazia Cristiana
12 Rosa Russo
6 luglio 1993
24 aprile 1995
Democrazia Cristiana
Iervolino
Eletti direttamente dai cittadini (1995-2014)
Elenco dei presidenti della Provincia di Napoli eletti direttamente dai Cittadini. con la legge delrio.
Nº Ritratto Nome Mandato Partito Coalizione . Elezione
Inizio Fine
13 Amato Lamberti
7 maggio 1995
28 giugno 1999
Federazione dei Verdi
PDS-PRC-PdD-FdV-FL
Elezione 1995
28 giugno 1999
25 giugno 2004
L'Ulivo
Elezione 1999
14 Dino Di Palma
25 giugno 2004
8 giugno 2009
Federazione dei Verdi
PDS-DL-UDEUR-PRC-SDI-FdV-CI-IdV-Civiche Elezione 2004
15 Luigi Cesaro
8 giugno 2009
18 marzo 2013
Il Popolo della Libertà
PdL-UdC-MpA-UDEUR-NPSI-Civiche Elezione 2009
16 Antonio Pentangelo
(facente funzioni) 18 marzo 2013
1º gennaio 2015
Il Popolo della Libertà
Forza Italia
Sindaci metropolitani (2015-oggi)
Lo stesso argomento in dettaglio: Città metropolitana di Napoli § Amministrazione.
Elenco dei Sindaci metropolitani della Città metropolitana di Napoli.
Nº Sindaco metropolitano Mandato Partito Consiglio
metropolitano Conferenza
metropolitana
Inizio Fine
1 Luigi de Magistris
1º gennaio 2015
20 giugno 2016
Italia dei Valori
24 seggi
92 sindaci
20 giugno 2016
18 ottobre 2021
Democrazia Autonomia
24 seggi
92 sindaci
2 Gaetano Manfredi
18 ottobre 2021
in carica Indipendente di centro-sinistra
24 seggi
92 sindaci

 

lunedì 1 settembre 2025

Na Jurnata 'e Sole

 

Buon Giorno Buona Lunedì 1 Settembre 2025

 --- Sant’Egidio – San Giosuè -- Santa Colomba ---

E’ iniziato un altro mese, mentre i vari conflitti non finiscono ancora e continuano e intanto ascoltiamo attraverso i notiziari televisivi, ancora notizie raccapriccianti, che danno solo trepidazioni, mentre abbiamo bisogno di tanta serenità per vivere la nostra esistenza e poter affrontare e superare i vari problemi sanitari, che non mancano mai.

Intanto auguro una serena e gratificante giornata e godere della stima delle proprie amicizie  e dell’affetto dei propri cari.

Oggi non vi propino  nessuna mia curiosità storica, ma vi posterò una mia considerazione sulla vita con una mia poesiola in napoletano, per tenervi un po’ si di morale.

 

'Na jurnata 'e sole

 

Ca bella cosa è 'na jurnata 'e sole

Ca bella cosa è ‘na jurnata ‘e sole
Quante te scite e niente te fa male
Nun tiene penziere ca t’affliggene
Nun tiene obblighi ca t’assillene.

Ca bella cosa è ‘na jurnata ‘e sole
Si tiene rendite e trasute’e denare
Ca te permettene ‘e tenè ‘a panza all’arie
Senza sudà, pe t’abbuscà ‘nu piezze ‘e pane

Ca bella cosa è ‘na jurnata ‘e sole
Quanne nisciune te cumanne o te ‘nquiete
E può fa’ ‘e cose ca te piace surtante
E accussì te siente ‘nu vere pataterne.

Ca bella cosa è ‘na jurnata ‘e sole
‘a vita t’appare ‘e ‘n’ata manera.
Te pare ca può risolvere ogne ccosa
Senza affanne, senza  ca te preoccupà chiù ‘e tante

Ca bella cosa è ‘na jurnata ‘e sole
Te scuorde de malanne
Te scuorde de l’affanne
E tiene ‘a voglia ’e nun fa niente

Ca bella cosa è ‘na jurnata ‘e sole
si durasse sempe pe ‘na vita ‘ntera
Ma nun po’ essere ‘na cosa vera
E sule ‘nu sonne, e sule ‘na chimera.