Buon giorno – Buon Sabato 20 Dicembre 2025 -- San Liberato – San Zefirino– San Ursicino ---…
Ringraziamo il cielo, che anche oggi è una bella e calda gornata, e sperando di vivere questo periodo senza freddo. il Natale, che sta per arrivare, pensando al pranzo della sera della vigilia, generalmente si prepara a base di pesci, e non deve mancare il “Capitone fritto”, però, un pezzettino.
Ricordo, che per preparare lo stomaco, a mezzgiorno del 24 dicembre, si mangiava solo una fetta di pizza con le scarole.
Tutto cambia e le vecchie abitudini sono lasciate nei ricordi, come le tante tombolate con i commenti appropriati ai numeri estratti dal cestino di vimini, mentre ora i giovani di oggi con i loro telefonini, “Smart- Phon, hanno altre pretese.
Oggi, intanto dopo il saluto quotidiano, vi posterò una mia curiosità su un legume saporito;
‘E Mennìccule
‘E Mennìccule
(termine napoletano) non sono altro, che
le Lenticchie, in italiano, come riporta
Federico Gusumpaur, nel suo Vocabolario
Botanico dal napoletano.
.
Nel lo Cunto de li Cunti (noto
anche come Il racconto dei
racconti o Pentamerone) del poeta e novelliere napoletano, Giambattista Basile, infatti c’è scritto:
“” E tornanno la sera chillo medesemo
giovane, la regina, che steva sopra lo fierro, e no sceglieva nemmiccole,
recanoscette ch’era lo figlio e l’abbracciaie strettamente.
E ancora:, nu iuorno pigliaie dudece sacche de legumme, confose e mescolate
’nsiemme, ch’erano Cicere Chiechierchie Pesielle Nemmiccole Fasule Fave Rise e
Lopine.
Legumi, dunque, che verdi non son buone, ricorda don Vincenzo Corrado, cuoco
nel settecento, ma secche.
le lenticchie, si preparano, come i fagioli in ogni modo..
Ah, per essere precisi, ‘e menniccule, erano le lenticchie più grandi, non
quelle piccole piccole, che sono di di Castelluccio.
La ricetta per 4 persone della “ Zuppa di lenticchie” occorrono: Lenticchie gr 450, Olio extravergine di oliva cl 80, Aglio
spicchi 2, Pomodorini del piennolo o di collina 6, Prezzemolo abbondante,Sale e
pepe qb e
Pane cafone quanto piace.
Il procedimento della ricetta:
Lasciare in ammollo qualche ora le
lenticchie.
Riporre in una pentola alta con acqua fresca.
Lessare per un oretta. Saranno quasi cotte.
Aggiungere l’olio, l’aglio, i pomodori, un po’ di prezzemolo e sale.
Completare la cottura togliendo l’aglio.
Aggiustare di sale.
Un po’ brodosa dovrà risultare per servire in scodella con il pane, ancora
prezzemolo, un filo d’olio e una macinatina di pepe,in questo moso si può
gustare
una “Zuppetella 'e nemmiccule, cu 'o pane” specie se le Lenticchie sono di Ventotene.
La lenticchia di Ventotene presenta piccole dimensioni (da 1 a 2,5 mm) e colore marrone chiaro con leggere venature rosate. La semina avviene nel mese di dicembre fino a febbraio e sui terre sabiosi si attua tirando sei solchi con la zappa, mentre per quelli argillosi si devono scavare delle piccole buche dette "fonti". La raccolta avviene nel mese di giugno alle prime luci dell'alba. I baccelli si lasciano essiccare per qualche giorno su grandi telai rettangolari per poi procedere con la spulatura con l'ausilio di un "vivillo".che è un termine botanico spagnolo per indicare la maculatura, detta anche "occhio di pavone"
La lenticchia di Ventotene vanta una lunga tradizione. Da sempre si coltiva con metodi naturali nel fertile terreno vulcanico riconoscibile dai tufi gialli, trachiti e basalti che caratterizzano le coste dell'intera isola. Contribuisce a fare di questo, un prodotto d'eccellenza, La sapienza degli agricoltori del posto, rispettosi della tradizione: dalla tecnica colturale, alla scelta degli strumenti agricoli, preparati ancora artigianalmente, come il "vivillo", fino alle operazioni di raccolta e spulatura. Quest'ultima fase avviene ancora oggi all'aria aperta, senza l'ausilio di macchine, ma semplicemente avvalendosi della forza del vento, la cui presenza è, a tal punto rilevante, da suggerire il nome dell'isola. Gli anziani del posto, servendosi di una pala di legno e seguendo un opportuna angolazione, lanciano in aria semi e paglia, ottenendo l'allontanamento di quest'ultima, più leggera, e la ricaduta delle lenticchie pulite, sul terreno.
strumenti agricoli, preparati ancora artigianalmente, come il "vivillo", fino alle operazioni di raccolta e spulatura. Quest'ultima fase avviene ancora oggi all'aria aperta, senza l'ausilio di macchin, ma semplicemente avvalendosi della forza del vento, la cui presenza è a tal punto rilevante da suggerire il nome dell'isola: gli anziani del posto, servendosi di una pala di legno e seguendo un¿opportuna angolazione, lanciano in aria semi e paglia, ottenendo l'allontanamento di quest'ultima, più leggera, e la ricaduta delle lenticchie pulite, sul terreno.
Le immagini sottostanti sono:
l’sola di Ventotene,
Le Fonti, dove sono seminate le lenticchie di Ventotene
Le lenticchie di Ventotene



la prossima curiosittà sarà sui numeri della rombola e i suoi ommenti innapoletano
RispondiEliminaLenticchie gustose e ottime per la salute.
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