domenica 21 dicembre 2025

Buon giorno – Buona Domenica 21 Dicembre 2025

 


Buon giorno – Buona Domenica 21 Dicembre 2025

--- San Pietro Canisio – San Temistocle – San Michea ---

 

 Anche oggi, è una bella giornata di sole e mi è venuta la voglia di farmi accarezzare dai tiepidi raggi solari e mi sono seduto nel mio balcone per gustare il bel colore verde della campagna di fronte, e guardare il cielo con il suo azzuro limpido senza nuvole, che da serenità. Intanto il Natale è prossimo, auguriamoci tutto il bene possibile per tutta l'umanità, senza sofferenze, nè lutti, nè trepidazioni, che tormentani   a seguito di insabili controversie, che creano solo conflitti.con disagi inevitabili.

 

La curiosità storica, che postero oggi , e narrazione dettagliata della storia di una pietanza tipica napoletana

e chi sapeva preparala, cuocerla e farla gustare-

La curiosità nel leggerae vi piacerà e  impegnate un po0 del vistro tempo.

Dalle curiositù storiche mitologiche di Sasà ‘o Professore


 O Pezzajuole,( Pizzaiolo)
Antichissimo mestiere, consistente nel saper preparare e cuocere 'e pizze.

'A Pizza non è altro, che un pezzo di pasta morbida ed elastica, ottenuto da farina impastata con un buon pizzico di sale e con lievito disciolto in acqua tiepida e lasciato a crescere per circa due ore per ottenerne poi dei panetti tondi, da utilizzare al momento della preparazione e dell’immediata cottura nel forno a legna.

 La preparazione d' 'a pizza sta nel fatto, che occorre allargare e distendere il panetto morbido con le palme delle mani e mettendoci sopra generalmente polpa spezzettata e sgocciolata di pomodoro, fette di mozzarella o un pizzico di parmigiano, condendo con olio e sale ed infornare il tutto i con una apposita pala n un formo a legna, infuocato a circa 300 gradi .

‘O Pezzajuole attualmente oltre ad essere il produttore di pizze e divenuto anche il gestore del locale, dove si è solito consumare questa ormai celeberrima focaccia conosciuta in tutto il mondo.

Una volta ‘o Pezzajuole era ambulante scendeva e risaliva i vicoli portando sulla testa un contenitore di stagno a forma rotonda, nel quale fumavano pizze all’aglio origano e pomidoro, alla mozzarella, alle alice salate appena sfornate.

Il suo incitamento a comprare e mangiare 'a pizza era :

Uhe, ca je me cocio! Comme so’ vullente, favorite”
“Tenghe ‘a lava e ll’uoglie “
“Nu sorde mange ‘a mamma e  ‘a figlia.”

'O Pezzajuole, quando inventò ‘a pizza, incontrò molto successo, perché riuscì con una modica spesa a placare la fame delle genti più povere.

Vari aneddoti e variazione di gusto si sono tramandate nel corso degli anni da quando fu prodotta la prima volta.

’O Pezzajuolo si è dovuto adattare alle varie tendenze per rendere questa pietanza famosa, anche se inizialmente consumata solo a Napoli, poi in tutta Italia ed infine in tutto il mondo, ora la pizza è stata definita patrimonio universale.

Ogni anno a Napoli si svolge l’Olimpiade dei Pizzaioli nel mese di ottobre, dove partecipano pizzaioli di tutto il mondo per contendersi l’alloro del migliore Pizzajolo.

Tra gli aneddoti più interessanti è da ricordare c’è quello d' 'a pezzajola de' Quartieri spagnoli, che inventò lo slogan ."Cca se magne e nun se pava" ( In realtà la prima pizza era piccola e gratis e si iniziava a pagare dalla seconda in poi, che era normale), una specie di prova d’assaggio.

Per i più poveri fu inventato 'a pizza “ Ogge a Otto” ossia la pizza che si mangiava subito, mentre il pagamento avveniva a distanza di una settimana, con comodo.

‘O Pezzajuolo , rimasto famoso fu Brandi a Chiaja , che nel rendere omaggio alla Regina Margherita, , (1851-1926) in visita a Napoli, inventò la pizza con i colori della nostra bandiera, Il rosso con il pomodoro, il bianco con la mozzarella ed il verde con foglie di basilico e da quel momento quel tipo di pizza fu chiamata Margherita. la regina delle pizze e la più consumata .

Un’altra variazione spopolò negli anni del dopohuerra, anche se non divenne mai famosa," ‘a pizza cu ‘o segreto" inventata da Alfonso Ottolino, figlio del Monzù Vincenzo Ottolino, che lavorava come cuoco nel ristorante D’Angelo, che a sorpresa sul cerchio rotondo, (la forma della pizza), metteva ogni ben di Dio a sorpresa.

Negli anni Sessanta nacque una nuova specialità “‘a Pizza a Metro” inventata da Gigino ‘o Zezzuse a Vico Equense, che consisteva nel servire la pizza non su un piatto rotondo, ma in una teglia rettangolare lunga, un metro, mezzo metro e larga venti centimetri.

Esiste infine una pizza speciale, quella degli snob, nota, come "'a pizza alle quattro stagioni o ai quattro formaggi, che si suole degustare al posto della solita pizza margherita.

La prima e la più classica pizza napoletana resta e rimane però, sempre quella alla Marinara, quella mangiata fin dal lontano Seicento, senza pomidoro, ne altri ammennicoli, se non con l’impasto di pasta morbida con aggiunta di olive nere di Gaeta snocciolate, acciughe lavate e ridotte a filetti, capperi dissalati, olio d’oliva.ed una spruzzata di origano.( Arechete).

A via dei Tribunali nei pressi della Chiesa de’ Cape ‘e morte negli anni sessanta esisteva 'nu pezzajuole, (Don Antonie ‘o Purgatorie) che aveva inventato un premio settimanale, (guadagnava un giornata di pizze gratis ), chi in una sola volta riusciva a mangiare più pizze,.

Si facevano le graduatorie giornaliere, specie fra gli studenti del vicino Istituto Tecnico A.Diaz, e si racconta che uno studente vuoi per la fame , vuoi per la scommessa riuscì a mangiarsene sette ( un record).

'A pizza rappresenta insieme al Mandolino ed agli spaghetti ed una buona tazza di caffè uno dei principali simboli di Napoli,.

Durante una pausa dei lavori del G 7 tenutosi nel 1991 a Napoli il presidente Americano Bill Clinton si fece condurre in via Tribunali per addentare una pizza piegata a libretto, col corpo inclinato in avanti per evitare lo sgocciolio dell’olio sulla cravatta, come il più esperto mangiatore di pizza napoletana.

Un capitolo a parte occorre per parlare della pizza piegata a metà a forma di mezza luna, il cosiddetto

 


Cazone
( noto come la pizza ripiena di ricotta e mozzarella e basilico, guarnita con fettine di pomidoro ).

Fin qui abbiamo descritto le qualità nutritive e la stravaganza di come si può preparare la pizza al forno e

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