venerdì 19 dicembre 2025

Buon giorno - Venerdì 19 dicembre 2025

Buon giorno - Venerdì 19 dicembre 2025

--- Sant’Anastasio – San Dario – San Berardo---

 

Dedichiamoci a fare i regali per il Santo Natale, dopo la bellissima vittoria della squadra di calcio del Napoli su quella del Milan e disputerà così anche la finale della Supercoppa 2025 contro la vincente gara tra Inter e Bologna di stasera, perché sono arcicontento come se avesse vinto il Sud contro il Nord.  

La consuetudine dei regali di Natale ci permette di socializzare, di volersi bene e di vivere in pace con tutti  parenti e amici, che ti vengono a trovare.

Stamattina a Napoli, è una bella giornata di sole con un’atmosfera quasi primaverile, con raggi di sole che fanno ammirare i meravigliosi colori della natura,come il verde della campagna dalmio balcone.

Sarebbe bello se tale atmosfera durasse tutto l'anno ed in ogni luogo della terra. Purtroppo varie condizioni a causa del pianeta terra ,che subisce la sua posizione nel sistema solare e lunare, non si verificano.

Infatti come dice un vecchio detto napoletano, che vi posterò, afferma: “S’è Aunito ‘o Strummolo ‘a Tiriteppola e ‘a Funicella Corta”

Dalle curiosità storiche di Sasà ‘o professore

O Strummelo

 

Va bene! inizierò la mia curiosità storica, che descrive un gioco antichissimo “ ‘o Strummelo “, che ormai i giovani moderni non conoscono , anche perché lo praticano ora, con prodotti confezionati industrialmente in plastica.

Dicendo l’espressione napoletana: “S’è aunito ‘o strummolo ‘a tiriteppola e ‘a funicella corta”, (letteralmente sta a significare: “Si sono uniti la trottola, che gira male e la cordicella corta”) ancora oggi molto in uso, nasce da ‘o strummolo, un gioco già in uso nel passato e molto in voga fino agli anni del dopoguerra.

Naturalmente quando 'o strummolo era 'a tiriteppola e 'a funicella era corta, la sconfitta era assicurata. Ecco perché per indicare la malasorte, determinata da più fattori avversi, si dice “S'è aunito 'o strummolo 'a tiriteppola e 'a funicella corta”. Ma cosa era “ ‘o Strummele “?

‘O Strummelo (La trottola) è un gioco per bambini conosciuto in tutto il mondo fin dai tempi antichi. Risale a più di 6000 anni fa, alcune trottole perfettamente conservate, con le fruste utilizzate per metterle in moto, sono state ritrovate durante gli scavi di Ur in Mesopotania. Altri esemplari sono stati rinvenuti negli scavi dell'antica Troia, a Pompei, in alcune tombe etrusche, in Cina, in Giappone ed in Corea.

Il gioco della trottola era famosissimo nell'antica Grecia e a Roma, come Platone, Aristotele, Plinio, Virgilio e Ovidio, tutti subivano il fascino ed il contagio della trottola, in latino chiamata "Turbo".

Il termine (Strummolo o Strummele), nell’idioma napoletano, non è altro che un giocattolino, che non è più utilizzato dai ragazzi del Ventunesimo secolo, perchè ormai dimenticato nel tempo andato.

Il giocattolino (‘o strummele) non era altro, che una trottolina di legno a forma di strobilo o meglio di un cono capovolto, avente il vertice rovesciato, formato da una punta metallica (detta 'a ponta, fissata perpendicolarmente nel legno, che con numerose scanalature incise su tutta la superficie del conetto in modo concentrico e parallelo rispetto al vertice.

Lo (strombos o strobilio) era il gioco, che praticavano i bambini greci già nell'antichità, che nell'idioma greco antico era detto "Strobilion", ossia piccola pigna o cono ed al conseguente suo movimento rotatori come nell’avverbio greco " Strombedòn " si può dedurre il significato di "a modo di turbine", ecco spiegato l'etimologia del termine strummolo è quindi una derivazione diretta proprio di quello utilizzzato dai greci.

Per fare girare ( 'o strummolo) la trottola o meglio la trottolina, le scanalature, presenti su di essa, sono avvolte strettamente da una cordicella, che serve ad imprimere il moto rotatorio alla trottola una volta srotolata e sganciata dalla stessa, come fosse una molla, mediante uno strappo secco in modo che lo strummolo (la trottolina) lanciato a terra prenda a girare velocemente su se stesso, facendo perno sulla punta metallica, per questo motivo i romani chiamavano in latino la trottola ('o strummolo) " Turbo".

La velocità della roteazione dell 'O Strummele (la trottolina) ed il tempo occorrente per esaurirsi nel girar come un vortice, e poi commisurato all'abilità del giocatore lanciatore, e la buona fattura, con cui è stato fabbricato lo strummolo, ne fanno un classico esempio dell'ottima commistione tra bravura e perfezione del manufatto. Nel caso che il giocattolo ricavato dal legno, è scadente, malprodotto, viene definito che lo strummolo è ballerino o tiriteppe, volendo con tale onomatopea indicare appunto la non idoneità del giocattolino.

Gli strummoli usati un tempo dagli scugnizzi napoletani erano di tre tipi, ognuno dei quali aveva un nome ed una funzione diversa, c'erano quello ” a Pennella”, quello detto “Patacca”” ed infine “ a Puntarola”di color azzurro, detto pure “Spaccastrummele”.

'O strummele detto, “ 'a Pennella ”, era quello levigato e non molto appuntito, in legno naturale, non tinto era denominato così (con riferimento semantico alla precisione con cui effettuava la sua ferma e perfetta rotazione), ed aveva la funzione di girare piú a lungo degli altri nelle epiche sfide fra scugnizzi.

Per far sí che il suo roteare vorticosamente durasse piú degli altri, s’usava togliere la punta metallica conficcata nel legno e dopo averla affilata lungamente su di una pietra lavica, di cui erano piene le strade, la si ricollocava nuovamente nel legno, se non dopo aver introdotto nell’intercapedine della punta della paglia, mista di sterco di cavallo (fino agli anni cinquanta se ne trovava ad iosa per le strade) a mo di cuscinetto per attutire ed eliminare gli sbalzi continui, quando la stessa sobbalzava (e si diceva ca teneva ' A Tettera) e non si fermava in un solo punto (cosa al contrario, quand’era “a pennella”, il vortice dello strummelo era perfetto) anche per effetto di questa sorta di ammortizzatore della punta metallica.

Poi c’era ' Strummele 'a patacca” ”(con riferimento semantico al fatto d’essere, tal quale una moneta falsa) e per tanto era utilizzata come una trottolina scadente, quasi contraffatta, per poter essere impunemente scugnata (sbreccata), ossia quando dovendo soccombere e subire i colpi e le infilzate delle punte metalliche degli strummoli nemici. Per tale scopo s’usava fornirsi sempre di uno strummolo di ripiego, di poche lire, che veniva tinto per metà di nero per non confonderlo con lo strummolo buono, cioè con lo strummolo pennella.

Le foto sottostanti sono:

1) ‘o strummele (la trottolina di legno)

2) Pigna ( forma da cui è nato lo strummolo

3) Strummelo con avvolta 'a funicella



4) Strummolo malandata detto patacca

 


 

 

2 commenti:

  1. ci sono tante altri detti napoletani che affermano la saggezza rdptrdds nellas nopts particolare lingua, che trae origine dallr lingue dei vari popoli chr l'hanno occupatanri 3500 anni del passato.

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  2. Un gioco molto carino, intramontabile

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