l'articolo pubblicato sul giornale locale " ilPlaianum" di Salvatore Vacca
CHIAIANO – come si trascorreva il tempo libero
negli anni dal 1950 al 1960
Negli anni, che vanno dal 1950 al 1960, gli adulti di ambo i sessi a Chiaiano, dopo una giornata di lavoro, sia a lavorare nei campi, che a prestare la loro opera negli ospedali, come infermieri, portantini o inservienti, e nelle poche fabbriche esistenti (come la manifattura dei tabacchi o nell’industria cotoniera), e sia chi esercitava il mestiere di tranviere o chi s’arrangiava a fare il venditore occasionale di frutta e verdura (‘o verdummaro, 'o fruttajuole), mentre chi non aveva una occupazione stabile, la maggior parte per guadagnare qualcosa, si dedicava a fare il manovale di muratore (come si soleva indicare a quella epoca) “ievene a faticà dint’’a fraveca”). Generalmente la sera per le strade c’era il coprifuoco anche, perché erano per lo più stanchi e desideravano riposare all’interno delle loro case e andavano poi di buona ora a dormire per risvegliarsi l’indomani pronti a ripetere la routine di tutti i giorni. Gli scapoloni e chi senza figli, dopo una frugale cena, si ritrovavano per non annoiarsi nella propria abitazione, o nella cantina (do’ Scuonceche, abbasce ‘o Municipie, o a quella do’ Cape ‘e Cecce ‘a Terravicine) e fra un bicchiere e l’altro erano soliti svagarsi facendo una partitina a carte con altri bevitori di vino e così sbronzi si ritiravano poi nei loro giacigli.
Si era agli inizi degli anni ’50, è tra un bicchiere e l’altro nell’osteria “Do’ scunceche” nacque l’idea di fondare anche a Chiaiano una Sezione del Partito Comunista Italiano, anche se alcuni dei convenuti erano già scritti, e lo erano gia affiliati nella vicina sede di Marianella.
La Nuova
sede fu aperta a Polvica nella Piazza Nicola Romano e tra i fondatori ci
furono, Sequino Gennaro, “’o Pate do’ Sarte, Di Vaia Luigi, conosciuto come
"‘o Braciuolo", Sarnelli Francesco, detto“‘a Posizione”, Riccio
Alberto, noto come “‘Alberto o ‘ncazzuse”, Severino Francesco, (detto
Ciccio 'e Cremente e noto pure come “Core ‘e Mamme”, don Vicienzo Izzo (detto
"Macchione"), Della Corte Antonio, (detto 'o Luonghe), Palladino
Gennaro, (detto semplicemente 'o Palatine), Russo Francesco, con
esperienza di prigionia americana (era detto “'o diavole”), Priore Gennaro
(“‘o l’eletricista)”, Di Bernardo (‘e Reta ‘a Treglia), Mele Mario (“ ‘o
scaricatore ‘e puorte”), Nicola Iodice(“‘o Stagnare”), Nicola
Maiorana, (-o verdummare), Don Vincenzo Brandi, ('o Pensiunate), Pasquale
'e Stefane, coltivatore diretto di Giù alla fondina; Luigi Cannone,
-(Pensionato dei tram),.
Quest'ultimo ebbe un ruolo fondamentale per la tenuta della sezione, perché
si impegnò a tenere aperta la sede l’intera giornata, facendola diventare punto
di riferimento per l’intera collettività e nello stesso tempo (per le spese
occorrenti per il mantenimento della sezione), e per non far
pesare il costo del fitto ai compagni iscritti,spesso privi di alcun
salario, creò un banchetto all'interno della sezione, dove si effettuava la
vendita di caramelle e giuggiole varie per bimbi a prezzi molto modici ed
infine permetteva con una semplice moneta da dieci lire di poteva giocare una
partita di calcio balilla per i ragazzi più grandicelli su un bigliardino
simile a quello classico, (che era smaltato avente il campo da gioco disegnato
su un cristallo temprato di vetro, mentre quello tenuto nella sede del
PCI di Chiaiano, era più rozzo e massiccio con uguali stecche di ferro, ma
portavano infilati al posto dei giocatori ben disegnati, solo sagome di legno,
che li raffiguracvano, (in poche parole era un bigliardino di calcio balilla
proletario senza colori e le sembianze dei giocatori erano solo stilizzate).
Il Compagno, don Luigi Cannone, era molto stimato e ricordato da tutti i ragazzi della zona per le sue fantastiche interpetrazioni dell’aldilà, che lui esplicitava, affermando che : era bello andare all’Inferno con il fuoco sempre acceso, specie in inverno, quando faceva freddo e lì si mangiavano sempre cose cucinate buone, come pasta e fagioli con le cotiche, maccheroni con la salsa, braciole, salsicce, non mancava mai un buon bicchiere di vino e poi c’erano belle donne di spettacolo, ci si divertiva gratuitamente ogni giorno, e solo la domenica Lucifero, (il padrone dell’Inferno), per pietà, concedeva agli angeli del paradiso un po’ di fuoco per far cucinare, per le vecchie bizzoche sdentate e per i bambini, un po’ di pastina in brodo.
Era una filosofia spicciola per sfatare gli slogan che ci propinava a quell'epoca la chiesa cattolica, che andava affermando che i comunisti ed i loro seguaci erano condannati a finire nell'aldilà dopo la morte negli abissi dell’Inferno. Che dire della sua filastrocca, cantata con l’accompagnamento di tutti gli astanti col noto."tze tze”, rumore, che si faceva strisciando il pollicce della mano destra sulla tavola della sezione:
l'ormai famosa filastrocca “ Ca se magnaje la zita li sette sere”.
Dopo la nascita del PCI di Chiaiano, che rappresentava l’intera circoscrizione, che comprendeva il centro del paese ( Chiaiano) fino al borgo di Santa Croce e dei Camaldoli, quasi come risposta, all’organizzazione proletaria sorsero in occasione delle elezioni comunali e provinciali, le distaccate sezioni del Msi, il primo segretario locale fu un certo Smeraglia,(medaglia d'oro a valor militar), del Pmp (Partito Monarchico Popolare), del Psdie del Pri, giacchè le locali sedi della Dc e del Psi, già operavano da qualche anno, essendosi costituite le rappresentanze durante le prime elezioni a carattere nazionale, tenutesi dopo la proclamazione della Repubblica italiana nel 2 Giugno 1948, per eleggere gli elementi del Primo Parlamento Italiano (i Deputati ed i Senatori). I comizi elettorali o le riunioni politiche. si tenevano all’aperto con l’approssimarsi delle consultazioni elettorali, nelle poche piazze e negli spazi larghi o agli angoli delle strade, e convulsamente si discuteva di politica, come affrontare i problemi del quotidiano, l’aumento del costo della vita, del lavoro, che non c’era, e tante altre problematiche, che sono continuate fino a nostri giorni senza essere mai risolte.
I giovani d’allora provarono a cimentarsi nell’arte del teatro ad organizzare spettacoli, improvvisandosi cantanti, attori e qualcuno anche a fare il comico, il macchiettista.
Non essendoci sale teatrali si sfruttavano i locali adiacenti le parrocchie, quella di Polvica, come la famosa congrega dell’Immacolata, dove si svolgevano le riunioni dei confratelli (‘e papute, alias gli incappucciati) o la sacrestia di San Giovanni a Chiaiano. Da tali spettacoli improvvisati emersero dei veri artisti, come Guglielmo Chianese, divenuto il famosissimo cantante, con il nome artistico di Sergio Bruni, poi negli anni successivi i vari cantanti, Enzo Cortese, Dante MIcacchi, che prese il nome d'artista di Dante Lauri, e l comici, Salvatore De Matteis e Guglielmo Esposito, grandi interpetri nelle parti di Sarchiapone e Strazzullo della commedia, de " la cantata dei Pastori " e tanti altri, che si persero le tracce nel mondo dello spettacolo
l'articolo mi è stao chiesto da una mia carissima lettrice.
RispondiEliminaUn bell' articolo, interessante
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