Buon giorno – Buon Giovedì 26 Febbraio 2026
--- Santa Paola – San Vittore – San Porfirio ---
Dopo la narrazione dei Re e le loro Dinastie che sono rappresentati sulla facciata del (palazzo Reale di Piazza del Plebiscito) pur non essendo uno scrittore di commedie storiche. e dopo i complimenti di voi, stimatissimi lettori, amici e amiche, per avervi fatto conoscere tanti avvenimenti successi a Napoli. si capisce alla fine che, (Noi Napoletani) siamo stati sempre ospitali, e ci mettiamo a disposizione di chiunque arriva nella nostra città, e ha bisogno, di trovare un po' di pace, accettando ogni sacrificio, con il detto, ( comma vene vene), e si va avanti.
Siete curiosi di conoscere che ho scritto quel fantaastico Processo, con le arringhe d’accusa e difesa, di avvenimenti accaduti veramente.
Salutandovi e augurandovi una buona giornata vi invito a leggere il prologo della prima parte del mio Processo fantastico, che si sarebbe svolto nel ampio spazio della piazza del Plebiscito..
Sicuro, che vi piacerà la narrazione della puntata, che descrive gli argomenti accusatori,perché doveva essere spostata e trasferita l’Ottava statua fatta costruire su Palazzo Reale di Piazza del Plebiscito.
Iniziò, così la narrazione con i misfatti avvenuti in quell’epoca. per far conoscere la verità storica nonchè, vi prometto, continuerò con la storia dei Savoia. e la loro fine.
Processo Fantastico a Piazza del Plebiscito
Prologo
Cosa mi capitò a piazza del plebiscito !
1^Ppuntata
Dopo una lunga passeggiata da Piazza Dante fino a Piazza Trieste e Trento e dopo aver sorseggiato uno squisito caffè presso l’antico Bar-Cenacolo “Il Gambrinus”, m’accinsi solitario ad immettermi nell’ormai famosissima Piazza del Plebiscito per godermi da napoletano le bellezze architettoniche, che in essa sono racchiuse, che rappresentano in sintesi la frastagliata e variegata: Mirandoe le statue degli antichi Re, che hanno governato Napoli nel passato, pian pianino leggendo l’etichetta sotto il piedistallo che le sorregge, mi sembrò di rivivere il tempo vissuto da quegli illustri personaggi. Sono rappresentati i più importanti Re del passato, sono otto statue, ognuno una dinastia, un’epoca bella, brutta, ricca d’avvenimenti, di ribellioni, di feste, d’epidemie, di terremoti, che rispecchiano il popolo invitto e mai domato dei napoletani, che riuscirono a farsi capire dai Normanni, dagli Svevi, dai Francesi, dagli Spagnoli, dagl’Inglesi, dagli Americani, dai Marocchini, pur non parlando le loro lingue, comunicando con essi, utilizzando le mani, facendo gesti o mimando con il corpo un atteggiamento o torcendolo con una mossa.
Attraversando la piazza, mi parve di
ascoltare le enormi statue, che discorrevano tra loro, e parevano che
si scambiassero sensazioni per quello, che erano costrette a vedere sotto i
loro occhi e non potevano intervenire, altrimenti……………………………
La mia mente, allora, fu presa da quel vociare indistinto dei Re, che parevano
sul punto di azzuffarsi a dire: “ Non lo vogliamo con Noi, non è giusto, non
ha fatto nulla per questa città, né l’ha conquistata, l’ha solo depredata delle
sue ricchezze, fine a ridurla, una colonia da sfruttare”
Il Vociare continuava: “Non è giusto,
Professore, ci state ascoltando, voi che amate, la storia della nostra Napoli,
rendeteci giustizia, ci sentiamo offesi! …………………… Durante la nostra esistenza abbiamo dato e fatto tanto per
questa città, pur non essendoci nati, quindi il posto, che occupiamo sul
frontale di questo palazzo reale, ce lo siamo guadagnato e giustamente siamo
ben voluti da ogni napoletano ed ammirati sempre da migliaia di turisti, provenienti
da ogni angolo del mondo, che ci guardano con stupore e con gran meraviglia,
sia per le nostre gesta, sia per l’onore e la grandezza, che abbiamo profuso
per Napoli ed al rispetto, che siamo riusciti a fargli conseguire come Regno,
tanto che era temuto ed apprezzato dai governanti di tutto il mondo, che a quei
tempi contavano.
Fra me e me,
pensai, ma con chi ce l’hanno! Non capisco chi è l’intruso!
“Non fate lo Gnorri, avete capito
benissimo!” altrimenti che professore siete!” Intanto continuavano a
bisbigliare: “ Professore se non l’avete
capito, allora siamo espliciti! Ci riferiamo alla statua di Vittorio alla
statua di Vittorio Emanuele II –‘O CAMPAGNUOLE, avite viste comm’ è vestute, tene ‘nu cazone tutte sgualcite, cu ‘na
palandrana ‘ncuello comm’‘a ‘Nu ZAMPUGNARE. – Si chille è ‘Nu Re ! Allora amici
miei, (riferendosi agli altri re) jammuncenne, chiste è ‘nu posto pe’ Rignante
sule comm’ a nuje. Chille ‘nce ‘nguaje ‘a piazza! Nui sule simme è vere RE ‘e
Napule, ma chi nce l’ha mise, chi nce l’ha mannate a ‘stu RAPUONZE!.”
Cercavo di dare loro una storica risposta con il mio pensiero, facendo un
ragionamento circa l’opportunità della maestosa Statua, situata alla fine delle
varie Dinastie, che hanno regnato su Napoli, perciò anche il Savoia, come re
d’Italia, spettava una collocazione, ormai che Napoli, anche se era stata una
Capitale di un suo regno, ormai faceva parte della nascente Nazione Italia o
meglio del Regno Unito D’Italia.
Procedendo nella mia passeggiata entrai involontariamente sotto i portici del
palazzo, dal lato dove ci sono le antiche garitte di pietra, ormai vuote, un
tempo vietavano l’accesso al palazzo e tutto preso nei miei pensieri e
riflettendo su quanto avevo ascoltato pensai : “ Forse hanno ragione, ma come si può ottemperare all’errore storico di
equiparare come re di Napoli, Vittorio Emanuele II, e spostare poi la sua
statua dalla nicchia, dove attualmente è posta? Diventa un’impresa
difficilissima e chi se la piglia la responsabilità della rimozione?”
Per Incanto appare: l'ultima Regina del Regno di Napoli, Maria Sofia di Baviera (moglie di Re Francischiello) .
Guardandola meglio, la riconobbi, e
fra me e me, dissi :” è Maria Sofia di Baviera, l’ultima Regina di Napoli, la
moglie di Francesco II° di Borbone, (il nostro amato Re Francischiello), la
sorella d’Elisabetta di Baviera, (Sissi) l’imperatrice d’Austria”, che con fare
altezzoso mi consegnò un esposto in nome di tutti i soldati, martiri della
difesa del regno delle due Sicilie, caduti durante le battaglie del Volturno e
di Gaeta, che invocavano giustizia per il sopruso subito, perché dimenticati,
(non erano neanche stati rappresentati tra i leoni, simbolo di tutti i martiri
della libertà, nella famosa Piazza dei Martiri).
“Maestà, il vostro esposto è sacrosanto”,
le risposi subito con una prima risposta .
“Vi ringrazio che vi siete rivolto al
sottoscritto, ma io posso fare ben poco! Mica ho il potere di intentare un
processo per dare soddisfazione alle vostre richieste e poi a chi mi rivolgo?
Non so’ proprio a chi rivolgermi, Voi non conoscete la Burocrazia che c’è
adesso, ai vostri tempi era tutto più facile!”
Nell’esposto, che la regina Maria Sofia mi aveva consegnato, si intimava
che la statua di Vittorio Emanuele II° doveva essere rimossa ed al suo posto
doveva essere collocata quella di Suo marito, il Re Francesco II°, Francischiello,
che era stato, a suo dire, il vero ed ultimo Re di Napoli, che, amando Napoli
ed il suo popolo, evitò che la città subisse un inutile spargimento di sangue,
perciò si rifugiò a Gaeta , (lontano dall’operosità della gente comune e per
evitare strage d’innocenti), con il suo esercito per difendere il Regno
dall’avventuriero Garibaldi e dai suoi mercenari.
La lettera denuncia, recava la firma di Maria Sofia, l’ultima regina di Napoli,
di Francesco II di Borbone e dai familiari dei soldati caduti nella difesa del
regno di Napoli.
Dopo averla attentamente letta, cercai di rasserenare la bellissima regina
facendole intendere che me ne sarei comunque interessato, ma sott’ occhi vidi
apparire vestito con il suo solito staffilo nero, l’esile figura di Giuseppe
Mazzini, che mi intimò :“veramente nella
nicchia usurpata dal Savoia, avrebbe dovuto trovar posto la statua del mio
discepolo, Giuseppe Garibaldi, l’unico vero liberatore di Napoli, che
sottraendola alla nefasta e tirannica dinastia monarchica borbonica, dopo
averla liberata, fece la grande fesseria di consegnarla nella braccia della dinastia
dei Savoia, pentendosi in seguito, poi amaramente.” “Carissimo professore, con
quale coraggio volete dare ascolto alla lamentela di questa signora, che da
straniera, ha regnato con il suo consorte su questo meraviglioso popolo senza
mai calarsi nella vita reale, fatta di stenti e affanni a cui questo
meraviglioso popolo era continuamente afflitto”.
Continuò poi tutto concitato (Riferendosi a Maria Sofia) : “ Si è dimenticata
che quando era al potere, la sua unica attività, era quella di andare a cavallo,
a caccia, a tirare di scherma, a farsi fotografare in atteggiamenti per
quell’epoca provocanti, tanto da compiacersi nel tuffarsi nelle acque del
vicino porto, fregandosi delle miserie e delle indigenze, in cui era
sprofondato il popolo laborioso ed attivo di Napoli. Gli avvenimenti della
storia, però, ebbero il sopravvento e spazzarono via il regno dei Borboni con
tutta la sua inutile corte, grazie soprattutto all’intrepido Peppino Garibaldi
e alle sue camice rosse. Il posto della ottava nicchia, perciò, spetta a Lui,
all’eroe dei Due mondi, anche perché ha governato per ben un anno su tutto il
regno Napoletano, emanando leggi e editti nella attesa di consegnare l’intero
territorio conquistato alla indegna ed usurpatrice dinastia Savoiarda.”
Lasciamo perdere, con quale faccia tosta viene a recriminare un posto nel
frontale di questo glorioso palazzo?”
Avrei voluto interferire con Lui, anche perché tutto sommato aveva ragione, la
sua tesi affermava una verità indiscussa, (La conquista del regno di Napoli da
parte di Giuseppe Garibaldi e le su camicie rosse).
Non finì il buon Mazzini l’ultima parola, che dallo scalone, che porta al piano
superiore, apparve con il suo incedere elegante con gli occhialini
inconfondibili, un signore alquanto robusto sulla sessantina, ben vestito con
una sorta di redincotte marrone, che mostrandosi come quasi il governatore e
padrone dello storico Palazzo, con un accento piemontese senza essere
interpellato, s’introdusse nella discussione affermando:” “Guarda un po’ cosa
devono ascoltare le mie orecchie. La collocazione della statua di Vittorio
Emanuele II è giusta , è sacrosanta! A ben ragione fu fatta scolpire e voluta
dal figlio il Re Umberto I, il re Buono, il re galantuomo, che volle riempire
il frontale di questo palazzo reale con tutte le altre statue dei Re
direttamente o indirettamente di Napoli. E’ stato un omaggio alla storia della
città di Partenope rispettando il valore dei suoi regnanti per dinastia
succedutosi nelle varie epoche dalla nascita del suo regno fino alla sua
annessione a quello unitario del Regno d’Italia “
E’
inutile che vi dica chi era il personaggio, sicuramente s’era capito, infatti
era il Conte Camillo Benso di Cavour, Primo Ministro del regno dell’Italia
Unita, che con incedere persuasivo continuò: “La regina Maria Sofia, sbaglia
quando afferma che una statua del marito, Francischiello, doveva occupare il
posto di quella di Vittorio Emanuele II di Savoia.
Il marito Francesco II, prima di tutto, non era stato un Re capostipite, poi,
come suo nonno Ferdinando IV, appena ravvisò il pericolo di battaglie e di
tumulti in città, prese la via della fuga per mare per la salvaguardia sua e
della corte presso lidi più sicuri, lasciando Napoli ed il suo popolo senza
difesa alla mercè dei nemici senza combattere in prima linea. Non poteva essere
rappresentato sul portale un Re, senza gloria, nè onore”.
“il mio amato amico don Peppino Gavibaldi, per quanto mi riguarda “,
professore! “dite a Don Peppe Mazzini, che centra lui, non può fare il
difensore del nostro generale? Non desidero spartire nulla con lui, né
colloquiare, è solo un ciarlatano rivoluzionario repubblicano, che non capisce
alcunché di politica e strategia diplomatica. Era solo un fomentatore di
piccole imprese di rivolta, sparse un po’ qua , un po’ là, per dividere
l’Italia e non per unirla e per costruire solo tante repubblichette. Il buon
Don Peppino Gavibaldi l’abbiamo comunque sistemato: gli abbiano dedicato, in
questa splendida città, una piazza tutta per Lui, la piazza della stazione
ferroviaria, che si chiamava Piazza dell’unità Italiana in suo onore mutata in
piazza Garibaldi, dove troneggia una sua statua di bronzo su un maestoso
piedistallo in granito rosso di Baveno, mentre ai lati sono raffigurate le sue
imprese e così chiunque quando arriva a Napoli può ammirarlo e apprezzare le
sue gesta”.
Nei miei pensieri avrei voluto rispondere ad ognuno di questi miei fantastici interlocutori, per mettere su una discussione appropriata e per fare una volta per tutte un giusto processo agli avvenimenti citati e per appurare al meglio la verità storica ed emettere una sentenza definitiva, visto che c’erano tutti i presupposti per un vero dibattimento con tanto d'Incolpati, d'Avvocati difensori, di Pubblica Accusa, e poi c’era anche lo spazio, la piazza, per contenere il popolo, che si sarebbe assiepato per partecipare e per assistere. Con un’eventuale votazione segreta, (un referendum semmai), poi si sarebbe potuto emettere il richiesto verdetto (consistendo nella rimozione e sostituzione della Statua di Vittorio Emanuele II nell’Ottava nicchia o lasciare tutto come sta).
quanto prima ci sarà un'altra puntata
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se vi è piaciuta la prima patyr con il ptologo , continurtò con il drhuito del PRocesso. lasciate una commento . grazie
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