Buon giorno – Buon Sabato 28 Febbraio 2026
--- San Romano – Sant’Ilario – Sant’Osvaldo ---
La commedia storica, che ho scritto e che avete letto con tanto interesse, i primi episodi, per vi ha fatto conoscere la verità storica, che forse non conoscevate, continuerò fino il verdetto, dopo il dibattimento, del processo, desiderato dalle 8 statue dei Re di Napolii.
Salutandovi e augurandovi, come ogni mattina, dopo aver letto la prima, la seconda puntata del fantastico processo, vi invitò a proseguire la lettura per conoscere, come finì il dibattimento dell’accusa, del fantastico processo. di piazza del Plebiscito.
,Ringraziando chi mi sta leggendo, posto la
narrazione con la terza puntata, con le testimonianze di speciali personaggi, che invitavano a mettere in risalto le tante bellezze di Napoli e della disponibilità e generosità suo popolo.
Terza Puntata –
il continuo del dibattimento del fantastico Processo, svolto a piazza del Plebiscito.
Intanto il dibattimento continuò, viene chiamato ad esporre il presidente del collegio dell’accusa, che era rappresentato dall’illustre avvocato, Gaetano Salvemini, ex parlamentare socialista dell’inizio di fine Secolo Ottocento, nonché libertario e rivoluzionario repubblicano, che nel prendere la parola inizio a dire : “ Ci troviamo davanti ad un’ingiustizia storica, che da buon meridionalista, desidero, che si ricorra ai ripari; Primo, perché, rimuovendo la statua dell’usurpatore del Regno delle Due Sìcilie, Il cosiddetto Padre della Patria, Vittorio Emanuele II° di Savoia, rendiamo giustizia ai tanti morti di guerre, che si sono immolati per la grandezza di Napoli e per i principi quantomeno onorevoli e importanti, come la Libertà, la Giustizia, l’Uguaglianza, che non esistevano nel quotidiano comportamento del personaggio in discussione, che nella sua triste esperienza di Re non seppe mai coniugare, perché fece continuare i privilegi della Nobiltà, della Chiesa, che accumularono ingenti patrimoni immobiliari ed immensi latifondi, a danno dei lavoratori, dei contadini e di tutti coloro, che si battevano per questi sacrosanti diritti.
Al suo posto propongo che sia collocata una statua di un vero eroe napoletano degli ultimi tempi, (lontano dai Borboni e dai Savoia) il Prof. Antonino Tarsia in Curia, che capeggiando il popolo nei tristi giorni delle famose,
“Quattro Giornate di Napoli” liberò la città dal vessatorio giogo tedesco del suo comandante colonnello Schol e dalle barbarie nazifasciste, che opprimevano la città nel fine settembre del 1943, (dal 27 al 30 settembre del 1943) dopo che, via radio, si seppe della proclamazione dell’armistizio di Cassibile, firmato 8 settembre dal generale Castellano, per conto del governo italiano presieduto da Badoglio, e dal generale Bedel Smith, per conto del comandante delle truppe alleate Angloamericane, generale Eisenhower. Non solo seppe coordinare gli insorti, ma insieme al capitano Stimolo, riuscì a far liberare coloro che erano stati razziati e fatti prigionieri per rappresaglia, (perché rei non essersi presentati spontaneamente per andare a lavorare in Germania), ed erano tenuti nello stadio del Vomero (l’attuale stadio Collana) mentre appena dopo la cacciata dei Tedeschi fu chiamato a ben ragione stadio della Liberazione. Un Eroe di tale grandezza venne dimenticato velocemente ed il suo nome esiste nella toponomastica cittadina, però relegato in una viuzza dietro il Castello dell’Ovo, perché non se ne poteva fare a meno.
Non finì la
sua arringa che anche se non napoletano, volle prendere la parola e continuare
l’accusa il noto studioso della questione Meridionale, l’On. Antonio Gramsci, che esordì affermando che i Savoia, ed in primo luogo Vittorio
Emanuele II° , altro che liberatore, fu un Regnante feroce, che mise a ferro e
fuoco l’Italia meridionale e le isole, squartando, fucilando, seppellendo vivi
i contadini poveri, che scrittori salariati tentarono di infamare col marchio
di Briganti. Alla luce di tutto ciò che accadde all’indomani del 1860, per mera
colpa di questo sovrano, non si può parlare di padre della patria, ma piuttosto
di un invasore, come non c’erano stati precedentemente, che annettendo,
spoliando, in una parola, distruggendo tutto ciò che era patrimonio e ricchezza
di un paese florido e gioioso di vivere, costrinse un popolo, che non
desiderava per niente essere liberato, ne annesso, come poi è stato scritto,
con un farsesco plebiscito popolare, avallato e legalizzato da scrutatori
camorristi, come Tore ‘e Criscienzo e Totonne ‘e Porta ‘ e massa.
L’accusa di Gramsci stava facendo scivolare il dibattimento verso l’ipotesi,
che la dinastia dei Savoia non era stato altro, che un male inaccettabile, che
aveva causato tantissimi morti prima e dopo l’annessione, nel nome di quella
Unità d’Italia, e proseguito con la Prima guerra Mondiale, quando intere classi
di giovani (i famosi ragazzi del 1899) prevalentemente provenienti dal Sud
Italia, perirono per conquistare la Venezia Giulia ed il Trentino al grido di
Avanti Savoia.
A volere tutto ciò fu il Sovrano Vittorio Emanuele III°, figlio di'Umberto I°,
nipote di Vittorio Emanuel II°, il cosiddetto Re soldato, che con
l’avventuriero Benito Mussolini, c'indusse ad allearci con il dittatore Nazista
Hitler, per coronare il sogno di diventare Imperatore. Anch’egli per inusitate
manie di potere fece uccidere migliaia e migliaia di'esseri umani, utilizzando
armi come il gas nelle impari conquiste dell’Eritrea e della Somalia,
dell’Albania.
Le immagini sono:
,La foto di Gaetano Salvemini, ex parlamentare socialista
la foto di Gennaro Capuozzo scugnizzo soldato delle 4 …………………………………….giornate di Napoli
la foto dell’ On. Antonio Gramsci
Quanto prima ci sarà un'altra puntata



ci saranno altre punyaye del processo fino al verdetto emesso dalla giuria,composta faò popolo napoletano. buon sabayo
RispondiEliminaBuongiorno Professore
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