Buon Sabato 11 Luglio 2026 San Benedetto – Sant’Olga – Sant’Abbondio
Non si riesce a trovare un accordo tra gli Usa e Iran, quindi il conflitto sembra con accuse reciproche continua e potrebbero produrre ad una guerra tra tutti i paesi, sia di tendenza democratica tipo occidentale e quelli con quella di tipo oligarchico privo di democrazia.
Intanto, ugualmente, vi posterò una mia curiosità storica, questa volta, su un antico mezzo di trasporto per giungere dale periferie al centro della città di Napoli
Dalle curiosità storiche di Sasà ‘O professore
‘O SCIARABALLO
A proposito di curiosità vuoi conoscere come si giungeva a Napoli dalle zone periferiche e dai villaggi limitrofi?
Quali mezzi di
trasporto si usavano per raggiungere il centro da queste località fuori porta e
abbastanza distante dalla cinta muraria e daziaria?
Diciamo
subito che il mezzo di trasporto pubblico, utilizzato dal popolo per spostarsi
dall’entroterra napoletano per giungere in città, fu senza dubbio il cosiddetto
“ Sciarabballo”
Lo Sciaraballo, reso famoso dalla canzone cantata ed interpetrata
magnificamente dal cantante Mario
Merola nella rappresentazione sceneggiata “‘O
Zappatore” canzone, scritta e musicata da Albano e Bovio, quando e menzionato
nei versi
(e i’ ca so’ scise ‘a copp’‘O Sciarabballo, senza cercà ‘o permesso, abballo
i’ pure.)
Lo Sciarabballo nell’idioma popolare non è altro che la deformazione
della traduzione francese della diligenza ( Char- à bancs ) che letteralmente
significa carro con panche di legno parallele, tirato da animali ( cavalli od
asini)
Prima dell’utilizzo da parte del popolo di questo mezzo di trasporto si andava
a piedi o ci si accontentava di viaggiare con carri che trasportavano merci d'
ogni genere od animali vari ( i carri bestiame).
‘E Sciaraballe erano anche soprannominati (‘E Cafuniere) perché generalmente
erano stracolme di Cafoni ( popolani e contadini provenienti dai villaggi e
località fuori porte della città, che venivano ogni mattina a commerciare con i
residenti cittadini.)
I Nobili (i richhi“non utilizzavano ’O Scia, come carrozze , carrozzelle; la media e bassa borghesia utilizzavano bensì ‘o Rirote (l calesse) per i brevi percorsi, mentre era a loro disposizione
(‘A
Diligenza), sorta di carrozza con panche imbottite di morbida lana o di piume,
per quelli più lunghi ed era un servizio generalmente gestito da privati.
La Diligenza, quando divenne di pubblica utilità, fu chiamata “ OMNIBUS “ (dal
latino = per tutti), divenuto più brevemente solo “ BUS “, da cui è
avuto il FILO-BUS per indicare il mezzo di trasporto, che si muove per
mezzo di un trolley collegato ad un filo della corrente elettrica ed infine “ AUTO-BUS
“ che si sposta senza corrente elettrica, ma il suo movimento è dato
dall'azione di un motore a scoppio alimentato da prodotti petroliferi (
benzina, gasolio o nafta)
Il primo servizio regolare di trasporto pubblico effettuato con diligenza
(Corriera del tipo Sciaraballo) lo volle nel 1883 dal Sindaco del comune di
Ponticelli , Antonio Bova “ e fu soppiantato nel 1890 quando fu istituita la
ferrovia vesuviana, prima fino a Somma e poi fino a Sarno.
L’Era dello Sciaraballo terminò definitivamente, quando apparvero i Tram
( Vagoncini con ruote ) non più trainati da animali ma da motori alimentati
dall’elettricità su un percorso prestabilito (i binari) nel 1910 con la
compagnia tranviaria del Belgio che collegò le periferie quotidianamente con il
centro città.

se la curiosità è piaciuta perchè interessante. ne posterò altre appena possibile. sono contento del comento dei lettori o lettrici.
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