Buona Domenica 9 Agosto 2026 Santa Teresa della Croce San Romano – Santa Candida
Dopo aver visto pure essendo abbonato a Dazn, ho dovuto pagare per assistere in Tv alla gara amichevole tra il Napoli e il Celta-Vigo spagnolo, mi sono convinto che il Napoli non è una grande squadra, che potrà competere nei prossimi tornei, calcistici sia nazionali , che europei pur ammirando l’impegno profuso dei suoi atleti giocatori. ,
Oggi intanto vi posterò una interessante mia curiosità, non mitologica, nè storica, ma economicamente territoriale
Dalle Curiosità mitologiche, storiche, geografiche e territoriali di Sasà ‘o Professore
La Città Metropolitana di Napoli,
A Proposito della Città Metropolitana di Napoli, che prima della sua istituzione ufficiale dal 1° gennaio 2015, si identificava con la precedente istituzione territoriale, nota come “la Provincia di Napoli”, e comprende i noti Comuni del Demanio, una volta, denominati Casali.
Il primo documento, che parla di quantità di casali di pertinenza del territorio intorno a Napoli, è un cedolare angioino riguardante la riscossione delle imposizioni fiscali dette “Collette” (tale imposta era dovuta secondo il numero dei fuochi, cioè nuclei familiari, che risiedevano nell’insediamento rustico ed era denominata per questo “ Focatico”), in cui erano registrati 43 casali secondo la trascrizione dello storico dell’epoca, Antonio Chiarito.
Si dovrà giungere infine a poter affermare che la definita istituzione dei Casali, fu il 26 febbraio 1266 , dopo che l’esercito francese di Carlo d’Angiò, sconfitti gli Svevi nella battaglia di Benevento, ebbe la via libera per Napoli, e per ringraziare la cittadinanza per l´aiuto e la devozione, che gli fu dimostrata, diede alla popolazione delle concessioni prima di partire per Palermo, (come è riportato nella fonte storica “ Liber donationum “).
Una di queste concessioni ai Vichi” o “Paghi”(dal Latino) nell’antica divisione ed organizzazione del territorio romano.
infatti sia i Vichi, che i Paghi, erano indicazioni antiche di un territorio rurale, distante dal centro abitato della città.
( I Vichi , (dal latino Vicus) stava per «quartiere, borgata» e quindi «centro abitato, villaggio». Tale termine è stato poi adoperato in riferimenti storici, come elemento di parecchi toponimi (Vico Equense, Vico Pisano, Vicovaro , Lago di Vico , ecc.).
I Paghi, (dal latino Pagus) – erano nell’antico territorio di Roma (e anche nel territorio gallico), dei distretti campagnoli; il pago era considerata l’unità territoriale fino a quando mantenne il suo solo carattere rurale..)
Con l´avvento di Alfonso d´Aragona, il 28 febbraio 1443 il Re dispose un censimento a fini fiscali detto numerazione dei focolai. Da questo censimento vennero esonerati i casali, creati dagli angioino, evitando cosí di pagare “li 42 carlini a fuoco”, previsti dal censimento, godendo gli stessi privilegi, prerogative ed immunitá della cittá di Napoli.
I casali erano 36, e divisi in 4 zone: “ 8 lato mare, 10 entro terra, 10 nella montagna di Capodichino, e 8 appartenenti al monte Posillipo”,\ senza calcolare Torre del Greco, che nonostante rientrasse nel territorio di Napoli, non era considerata casale ,ma castello ben munito.
I casali del lato mare – la costiera destra sotto il Vesuvio erano
Torre Annunziata, Resina, Portici, San Sebastiano, San Giorgio a Cremano, Ponticelli, Varra di Serino, San Giovanni a Teduccio.
Quelli del lato terra – dell’entroterra -
Fraola, Casalnuovo, Casoria, San Pietro a Patierno, Fratta Maggiore, Arzano, Casavatore, Grumo, Casandrino, Melito.
Quelli del lato montagna di Capodichino –Lato Nord-Est
Marano, Mongano, Panecuocuolo, Secondigliano, Chiaiano, Calvizzano, Polvica, Piscinola, Marianella
Quelli del lato montagna di Posillipo –Lato Ovest
Antignano, Arenella, Vomero, Torricchio, Pianura, S. Strato, Ancarano, Villa Posillipo.
I nomi di certi casali si riconoscono anche oggi, e tra quelli che oggi sono quartiere di Napoli, troviamo:
Varra di Serino, che oggi é il quartiere Barra.
S. Strato, borgo di Posillipo con la sua chiesa dedicata al Santo sulle rovine
di un vecchio tempio Romano, proprio nell´anno dell´istituzione dei casali,
1266.
Polvica o Pollica, la sua ubicazione é segnalata a occidente sul monte dei
Camaldolesi, quindi è stato incorporato come pure i Camaldoli nel quartiere di
Chiaiano.
Il Casale del Vomero invece, ci viene descritto come
una contrada sulla collina di Napoli verso oriente, dove i Napoletani nel mese
di ottobre concorrono in folle, per godere di quell´aria, della veduta, e del
vago orizzonte.
Piscinola, Piscinula sotto la corte Angioina, era
conosciuta per la sua produzione di lino, canape, vino, e frutta.
Secondigliano, addirittura segnalato in provincia di terra di Lavoro, come
casale, era conosciuto per la sua produzione di grano, legumi, canapa, e
pregiatissimi lini.
Pianura, villaggio con la popolazione dedita
all´agricoltura ed al trasporto di piperno.
Torricchio, che oggi é il quartiere Materdei, Gaetano Nobile nella sua
descrizione di Napoli, scrive che sino a cader del secolo XVI, questo luogo
veniva chiamato il Torricchio, da una piccola Torre Baronale, che sorgeva dalla
sommitá della contrada.
Tra i casali che sono diventati cittá autonome abbiamo Fraola e Mongano, che diventano Afragola e Mugnano, mentre Panecuocuolo era un villaggio, dove oggi sorge Villaricca
A. Summonte nella sua “Historia della Cittá e Regno di Napoli” descriveva cosí i casali di Napoli:
“Questi casali sono abbondantissimi di frutti, dei quali se ne gode tutto
il tempo dell´anno, ancora sono fertilissimi di vini preziosi e delicati, di
frumento, di lino finissimo, e canapa di gran qualitá, di bellissime sete,
vettovaglie di ogni sorta, selve, nocellami, polli, uccelli,
In
definitiva, i casali, appartennero interamente al cosiddetto “ Regio Demanio”,
e godettero di esenzioni fiscali. Successivamente quando il regno di Napoli era
sotto la dominazione spagnola ed i Viceré presero l'abitudine di vendere i
casali demaniali per impinguare le casse dello stato iberico. Tale vessazione
vicereale (la vendita dei casali) creò
numerose proteste, fino a che Carlo V sali al trono ed accordò nel 1536 lo
" JUS PRAELATIONIS "(il diritto di prelazione), ovvero la facoltà dei
casali di riscattarsi; tuttavia, l'ordinanza
ebbe un effetto deleterio sulle finanze locali e a molti casali mancò la
possibilità economica di esercitare il riscatto; altri invece furono costretti
a rivendersi per liberarsi dai debiti contratti.
L'ordinanza di vendere i casali demaniali continuò fino al 1637, quando vi furono tante proteste armate, che esplosero definitivamente unendosi, poi, alla storica rivolta di Masaniello, da parte prima tra alcuni casali e poi in tutto il regno. Con l'abolizione del feudalesimo i casali divennero comuni autonomi, ma il legame con la città di riferimento rimase inalterato, con la quale condivideva consumi ed osservava gli stessi obblighi giuridici e amministrativi, divenendo così l’istituzione territoriale detta “ Provincia”..
IL Primo Sindaco della città metropolitana di Napoli è stato, Luigi De Magistris, mentre attualmente è Gaetano Manfredi il Consiglio della città metropolitana DI Napoli ed il suo rappresentale non sono Sindaci dei comuni, che la comprendono.
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