giovedì 28 agosto 2025

L'Eleganza

 


Buon Giorno Buon Giovedì 28 agosto 2025

 --- Sant’Agostino – Sant’Ermete -- San Giuliano ---

Dopo le afose giornate di sole, con alcune ore insopportabili, con la speranza di avere un po’ di frescura, stamane al contrario della mia rituale riflessione sugli avvenimenti quotidiani, che ci assillano e che vorremmo non ascoltare, vi parlerò di un mito o meglio di una leggenda tutta napoletana, che come dice il detto “ Non è vero, ma ci credo”, che è quello della “ Bella ‘Mbriana”.

Diciamo subito 'A Bella 'Mbriana è ritenuta ( la fata buona della casa). o meglio è la dea del focolare domestico, è invisibile, impalpabile, ma è presente in ogni casa.                                                                'A Bella 'Mbriana è anche detta “Meriana”, la cui derivazione etimologica proviene dal latino "meridiana", in cui il termine meriana indica l'ombra, quasi a rappresentare un'ombra, sotto cui ripararsi, oppure indica il significato etereo dell'essere. A Napoli questa figura, e' molto cara, tanto che alcuni personaggi storici. hanno il loro cognome in Imbriani, come il noto Sindaco (Paolo Emilio Imbriani). (quello che cambiò il nome di Via Toledo in Via Roma)                                              Insomma la Bella ‘Mbriana, è la fata buona protettrice della casa e viene invocata in tutte le situazioni difficili, che compromettono la serenità familiare. Secondo il credo popolare napoletano questa entità benefica è il buon angelo del focolare, che veglia sulla casa ed è portatrice di fortunati eventi, come essere Il simbolo del sole e del calore positivo, che porta luce e prosperità nelle case, soprattutto, se sia ben accetta.

 La leggenda narra che la “Bella ‘mbriana” ami stare solo nelle case, in cui gli occupanti le portino rispetto e per questo, nell'antiche case di Napoli si lasciava una sedia sempre libera per lei, perché spesso” la Bella ‘Mbriana” è stanca, è desiderosa di sedersi per riposare, mentre se tutte le sedie fossero occupate la nostra “Amica” potrebbe andare via e procurare varie sciagure, derivanti dalla mancata ospitalità. Ancora oggi le persone più anziane, quelle del popolo, in segno di rispetto, ogni qualvolta entrano o escono dalla propria residenza, le rivolgono un saluto. Anche se la modernizzazione delle metropoli sta allontanando il mito della Bella ‘Mbriana dalle case.                                                                             "ma nuje ricimm”, come  PINO DANIELE, il noto cantante Napoletano, nella sua popolare canzone: "BONASERA BELLA 'MBRIANA MIA...'CCA' NISCIUNE TE' JETTE FORA. “FAJE PARTE D’ ‘A FAMIAGLIA”

La quiete della famiglia sta soprattutto in noi, saper accettare le controversie della vita, come rifugiandosi spesso dentro la propria casa, dove c’è il conforto sempre di qualche familiare e godere della serenità, che è sempre presente e regna nella propria abitazione.

Intanto, dopo questa mia considerazione sulla quiete e serenità che si prova nella propria dimora, stamane vi posterò, ugualmente una delle mie riflessioni sull’attualità e non  le  curiosità storiche, lette o vissute sia da giovinetto  a tutto oggi, 

347^ puntata delle curiosità storiche di Sasà ‘o professore.

L’eleganza

Si dice che una persona sia elegante quando dimostra grazia, sobrietà e buongusto nelle sue scelte e nel modo di presentarsi al mondo, sia attraverso il comportamento che nell'aspetto. L'eleganza è una qualità appresa che deriva dal latino eligere, "scegliere", e implica la capacità di selezionare e comportarsi con un equilibrio tra rispetto delle convenzioni sociali, espressione della propria personalità e cura degli altri. Non si tratta solo di abiti costosi o bellezza fisica, ma di un modo raffinato e cortese di agire che crea un senso di armonia.

L'eleganza è la qualità della persona, che è un insieme di semplicità e di buon gusto, espressa attraverso un'apparenza curata e un raffinato comportamento.

 L'eleganza è una caratteristica, che va oltre l'esteriorità, e si manifesta con un atteggiamento a volte di grazia e armonia, che mette in risalto il portamento, sia nei gesti, che nell’operare quotidianamente. L'eleganza  quindi è una combinazione di qualità personali e il desidero di presentarsi con ciò che è essenziale, scartando il superfluo per farsi ammirare e spirare fiducia.

L'eleganza, in definitiva, è la qualità o meglio l'insieme di qualità di qualcuno o di qualcosa, che mostra al contempo bellezza, semplicità, gentilezza, buona educazione e buon gusto.  
L'eleganza precisiamo non è solo un concetto comune nella moda, ma anche nell'arte e nella letteratura, nella filosofia e nelle scienze, e

si contrappone alla volgarità e alla stravaganza.

l'eleganza è una pratica unisex, e venne inizialmente sviluppata tra le classi dirigenti maschili dopo la rivoluzione francese. Dal XX° secolo in poi, l'eleganza venne poi adottata nell'abbigliamento femminile. Questo approccio all'abbigliamento è perseguito dalle classi superiori per evitare di scadere nella volgarità e di decadenza dello status sociale, la scostumatezza.

Nella moda, sono numerosi gli elementi che identificano ciò che è da considerarsi elegante, ovvero la classe, senza provocare approcci indesiderati,  mettendo in risalto il proprio gusto.

La foto è l’immagine della “Bella ‘Mbriana”


 

mercoledì 27 agosto 2025

'a Speranza

 

'A SPERANZA

‘Na luce forte ‘nta l’oscurità,
cu l’uocchie ‘a siegue senza cammenà,
pecchè spiere senza vulè
e truvà addo stà ‘a verità.

Te pare ‘nu miragge
Te pare ‘na chimera
‘nu reffriggerie doce
a ‘sta fronte ca te coce.

Nun essere restive
Nun essere rassignate
è ‘na luce ca nun scumpare
è ‘na luce ca te dà calore.

‘Stu munne pare fernute pe’ sempe,
ma ‘sta luce ‘nta ‘stu silenzie
te pare ‘o risveglie do’ tiempe
ma po’ si ce pienze…………………
tene  sule  ' nu nomme………” ‘a speranze”.

 

I sindaci di Napoli dal dopoguerra a oggi

 

Buon Giorno – Buon Mercoledì 27 Agosto 2025

-- Santa Monica – San Marcellino -- Sant’Amedeo –

 

Si deve  saper ottimizzare il superfluo e non sprecarlo, come afferma  il detto partenopeo: “Astipete 'o mile, pe’ quanne te vène sete” (Conservati la mela per quando avrai sete), il riferimento è alle materie prime, che servono, quando si ha sentore di non riuscire ad averle, specie per vari  eventi improvvisi e non prevedibili. Non sempre nella vita si può ottenere, tutto ciò, che si desidera, e per superare i momenti difficili, prepariamoci a un futuro con tantissime incognite da non sottovalutare. purtroppo non roseo, per superare al meglio con un giusto programma previsionale, per un’esistenza almeno serena.

Intanto, dopo questo mio invito a ben affrontare il futuro, stamane vi posterò, ugualmente una delle mie curiosità storiche, vissute da giovinetto  a tutto oggi,  riguardante i Sindaci della Città di Napoli per conoscere i vari periodi succeduti e noti con sostantivi particolari, che giustificano i periodi

346^ puntata delle curiosità storiche di Sasà ‘o professore.

Sindaci del Comune di Napoli, dopo l’ultima guerra

 

 Eventi successi nella nostra città, da quando siamo diventati nel 1946 Repubblica Italiana, e, dal 1° gennaio 1948, con l’entrata in vigore della Costituzione, che ha sancito le regole uguali per tutti, abolendo la nobiltà, le differenze di genere e di colore.

inzio a parlare dei Sindaci del Comune di Napoli, succeduti dopo l’ultima guerra e i vari eventi con essi protagonisti. ”Per prima cosa, preciso che sino ad oggi, abbiamo avuto ben 25 sindaci effettivi e la nomina di ben 7 commissari straordinari, che svolsero tale carica, tra le varie elezioni a suffragio universali, tenute negli anni. Posso pure anticipare che il Sindaco con la durata più lunga con tale funzione fu ricoperta dall’onorevole, Maurizio Valenzi, che dal 27/09/1975 al 18/08/1983. Maurizio Valenzi, fu il Sindaco, che la svolse, per tanto tempo, perché, durante il suo mandato, ci fu Il noto Terremoto del 1980. Chi potrà dimenticare quel terremoto, era domenica 23 novembre 1980, esattamente alle19,32, con una forte scossa della durata di circa 90 secondi, con un ipocentro di circa 10 km di profondità, e si seppe poi che aveva colpìto un'area di 17 000 km², che si estendeva dall'Irpinia al Vulture, posta a cavallo delle province di Avellino, Salerno e Potenza.

Durante il terremoto“ le case nostre napoletane sopportarono tali scosse, mentre queli di Avellino, caddero giù comm’ a nu pire sicche.

Questo è l’elenco de Sindaci dopo la proclamazione della Repubblica Italiana.eletti a suffragio universale a Napoli:

Il primo Sindaco fu il Prof. Avv.. Giuseppe Buonocore, Dal 14/12/1946 al 28/02/1948 del (Blocco Naz. della Libertà)

2) Sindaco fu Avv.. Domenico Moscati .. ….dal 01/03/1948 al 08/07/1952 della ( Democrazia Cristiana)

3) Sindaco Cav. Del Lavoro. Achille Lauro …dal 09/07/1952 al 25/06/1956 del (Partito Naz Monarchico)

4) Sindaco Cav. Del Lavoro. Achille Lauro …dal 26/06/1956 al 19/12/1957 del (Partito Naz. Monarchico e Partito Monarchico Popolare)

5) Assessore Anziano (facente funzione di Sindaco “ Avv. Alberto Senno dal 20/12/1957 al . 05/01/1958

6) Sindaco “Avv. Nicola Sansanelli dal 06/01/1958 al 12/02/1958 del (Partito Monarchico Popolare)

7) Commissario Straordinario. (facente funzione di Sindaco) Dott.. Alfredo Correra dal 13/02/1958 al 03/02/1961

8)Sindaco Cav. Del Lavoro. Achille Lauro . dal 04/02/1961 al 29/11/1961 del (Partito Democratico . . Italiano di Unità Monarchica)

9) Commissario Straordinario. (facente funzione di Sindaco) Dott.. Ferdinando D’Aiuto dal 30/11/1961 al 09/10/1962

10) Sindaco Prof. Dott. Vincenzo Maria Palmieri dal 10/10/1962 al 30/07/1963 della(Dem. Iialiana)

11) Sindaco . Ferdinando Clemente di San Luca dal 31/07/1963 al 27/10/1963 della(Dem. Italiana)

12) Sindaco . Ferdinando Clemente di San Luca . dal 28/10/1963 al 10/04/1964 della(Dem. Italiana)

13) Commissario Straordinario. (facente funzione di Sindaco) . Dott.. Guido Mattuicci dal 11/04/1964 al 26/01/1965

14)Sindaco . Ferdinando Clemente di San Luca . dal 27/01/1965 al 19/01/1966 della(Democrazia ITaliana)

15) Sindaco Prof. Dott. Giovanni Principe . dal 20/01/1966 al 15/11/1970 della(Dem. Italiana)

16) Sindaco Prof. Gerardo De MIchele . dal 16/11/1970 al 01/08/1974 della(Dem. Italiana) 17)Sindaco Ing.. Bruno Milanesi .. ….dal 02/08/1974 al 26/09/1975 della(Dem. Italiana)

18) Sindaco Senatore Maurizio Valenzi .                dal 27/09/1975 al 20/12/1976                                      del (Partito Comunista Italiano)

19) Sindaco Senatore Maurizio Valenzi . dal 21/12/1976 al 26/06/1978 del (Partito Comunista Italiano)

20) Sindaco Senatore Maurizio Valenzi . .. dal 27/06/1978 al 04/09/1980 del(Partito Comunista Italiano)

21)Sindaco Senatore Maurizio Valenzi . dal 05/09/1980 al 18/12/1981 del(Partito Comunista Italiano)

22)Sindaco Senatore Maurizio Valenzi .. dal 19/12/1981 al 15/04/1983 del(Partito Comunista Italiano)

23)Sindaco Senatore Maurizio Valenzi .. dal 16/04/1983 al 18/08/1983 del(Partito Comunista Italiano)

24) Commissario Straordinario. (facente funzione di Sindaco) Dott.. Giuseppe Conti dal 19/08/1983 al 30/01/1984

25) Sindaco . Dott. Francesco Picardi .. dal 30/01/1984 al 29/04/1984 del (Partito Socialista Democratico Italiano)

26) Sindaco On. Dott.. Vincenzo Scotti … dal 30/04/1984 al 05/08/1984 della(Dem. Cristiana)

27) Sindaco Avv.. Mario Forte …. dal 06/08/1984 al 28/11/1984 della (Democrazia Cristiana)

28) Sindaco Dott. Carlo D’Amato …. dal 29/11./1984 al 31/07/1985 del (Partito Socialista Italiano)

29) Sindaco Dott. Carlo D’Amato .. dal 01/08/1985 al 09/07/1986 del (Partito Socialista italiano

30) Sindaco On. Avv... Pietro Lezzi .. dal 23/11/1989 al 31/07/1990(Partito Socialista Italiano)

31) Sindaco Prof. Ing. Nello Polese .. … dal 01/08/1990 al 28/07/1992(Partito Socialista Italiano)

32) Sindaco Prof. Ing. Nello Polese .. … dal 29/07/1992 al 01/04/1993(Partito Socialista Italiano) 33) Sindaco Prof. . Francesco Tagliamonte .. dal 02/04/1993 al 05/08/1993 (Democrazia Cristiana)

34) Commissario Straordinario. (facente funzione di Sindaco) ….Dott.. Aldo Marino dal 06/08/1993 al 05/12/1993

35) Sindaco On. Antonio Bassolino .. dal 06/12/1993 al 15/11/1997 (Democratici di Sinistra)

36) Sindaco On. Antonio Bassolino .. dal 16/11/1997 al 01/10/1998 (Democratici di Sinistra)

37) Sindaco On. Antonio Bassolino diventando (Ministro Lavoro) lasciò la carica e fu

. Vice Sindaco Avv. Riccardo Marone ….dal 01/10/1998 al 31/12/1999  (Democratici di Sinistra)

38) Sindaco Avv. Riccardo Marone .. dal 24/03/2000 al 21/03/2001 (Democratici di Sinistra)

39) Commissario Straordinario. (facente funzione di Sindaco)

.. Dott.. Francesco Palmieri dal 22/03/2001 al 30/05/2001

40) Sindaco On. Rosa Russo Jervolino .. dal 31/05/2001 al 30/06/2006 del partito (La Margherita) 41) Sindaco On. Rosa Russo Jervolino .. dal 01/07/2006 al 15/06/2011 del (Partito Democratico) 42) Sindaco On. Luigi De magistris) .. dal 20/06/2011 al 19/06/2016 a (Idv e al movim. Napoli è tua)

43) Sindaco e della sua area metropolitana …..Onorevole. Luigi De magistris) .. dal "20/06/2016 al18/10/2021 del (Idv e al Napoli è tua)

44) Sindaco di Napoli e della sua area metropolitana .. .. Ingegnere Gaetano Manfredi .. … dal 18 ottobre 2021, attualmente in carica..

Totale .effettivi , di cui commissari straordinari 7 e 37 eletti a suffragio universale. Il più longevo Sindaco fu Maurizio Valenzi per la durata del mandato..

In base al periodo del mandato, alcuni sindaci, vanno ricordati con un periodo speciale detto,

inizialmente, come quello della “Ricostruzione” sotto i sindaci della Democrazia Cristiana (DC), a Napoli, ed è ricordato principalmente per le sfide socio-economiche (come il grave problema della disoccupazione) e la stabilità politica offerta dalla DC, nonostante le difficoltà e le tensioni di un'epoca complessa, focalizzandosi sulla modernizzazione e sulla gestione delle problematiche del dopoguerra. con la rinascita civile del paese e della città, perché erano i soli difensori e si ritenevano tali, della libertà garantita dalla fede cattolica.

 

Durante invece, quando il partito monarchico, vinse le elezioni comunali negli anni di fine 1950 e  1960, il famoso armatore, Achille Lauro, è fu un periodo ricordato, e detto Laurismo popolare capitalistico, nel contempo si ebbe un oscurantismo politico, basato sulla raccomandazione.

Con la vittoria invece nel 1975  dei comunisti con l’elezione a Sindaco di Maurizio Valenzi, ci  fu un periodo quasi rivoluzionario, noto come “Rinascimento Operaio”. dopo i vari poteri precedenti (DC e P/Monarchico), dove  dominava ancora il sistema delle clientele e della raccomandazione.

 Nel periodo successivo dopo quello dei comunisti, venne eletto sindaco, Antonio Bassolino del nuovo partito, il Pd, (partito democrativo) che governò la città con “i DC” e ci fu una certa stabilità amministrativa e in quel periodo, e la città di Napoli, fu scelta per il convegno internazionale del “G7“, e fu apprezzata in tutto il mondo per le sue bellezze e il modo gentile e cordiale dei Napoletani.

Dopo il magnifico periodo del sindaco Bassolino. Napoli con le elezioni di vari successivi sindaci dei vari partiti, Psi, Psdi, e commissari straordinari la città subì un periodo con un caos amministrativo senza nessuna forma di stabilità.

Nel 2011, però, si ebbe il periodo di maggior sviluppo turistico con il sindaco, Luigi De Magistris, e il comune divenne anche Citta Metropolitana, inglobando i tanti paesi, che facevano parte della provincia di Napoli.

Con l’attuale sindaco, Gaetano Manfredi, auriamoci che non si ritorni senza stabilità amminitrativa.  

martedì 26 agosto 2025

Lo sfregio sulla facciata del Maschio Angioino

 

Buon giorno. Buon Martedì 26 Agosto 2025  

-San Alessandro-San Oronzo-San Massimiliano- Anche quest’anno, non potendo uscire di casa per  questo caldo inaspettato di agosto, ho fatto via telefono, gli auguri dell’onomastico al mio affezionatissimo nipote, Alessandro. Tutto questo Caldo, non previsto, può causare una insolazione, come diciamo a Napoli,  con il termine: la cosiddetta “ ’Nzularchia”. e abbiamo ancora bisogno di apparecchi refrigeranti per rinfrescarci. Comunque in questo periodo costatiamo anche gli effetti negativi della non assistenza sanitaria pubblica, in quanto mancano gli addetti alla sua efficienza, come i medici e gli infermieri. e quei pochi in servizio, protestano per avere retribuzioni non adeguate alle loro prestazioni.

Intanto negli ospedali l’assistenza viene comunque fatta, anche senza posti con lettini di degenza, poiché il più delle volte i pazienti, sono ricoverati su barelle e rimanerci sopra a soffrire per lunghi giorni.  Intanto per curarsi, si è costretti a rivolgersi all’assistenza sanitaria privata, per chi se la può permettere, anche perché, perfino per un esame preliminare o per esami sanitari vari, si devono attendere mesi o anni con quella pubblica.

 Auguriamoci prima di tutto  la fine di questo caldo afoso insopportabile e che l’autunno, porti il suo clima temperato, dolce, da poter fare piacevoli passeggiate all’aperto senza sudare e poter incontrare qualche amico per scambiare qualche chiacchiera, e vivere, così, questa nostra esistenza in modo sereno.

Ma, come promesso e preannunciato, stamane vi posterò, uno dei tanti misteri del Maschio Angioino, questa volta non  di leggende  riguardanti il noto castello di Napoli,  perché la curiosità, che vi propongo è un avvenimento realmente avvenuto con gli effetti nefasti, che si possono ancora ammirare sulla faccitata del monumentale castello da Piazza del municipio

345^ puntata delle curiosità storiche di Sasà ‘o professore.

 

Il 28 marzo del 1943 cosa accadde a Napoli,

Lo sfregio permanente del Maschio Angioino

 


Esistono anche storie vere, che non sono leggende, ne enigma fantasiosi, che fanno pensare sulla loro autenticità, ma un avvenimento realmente accaduto, quando si ammira lo squarcio sulla facciata di Piazza Municipio del Maschio Angioino di Napoli.

 Qualcuno che non visse quell’evento, afferma dettagliatamente di una cannonata inflitta si pensa intorno al 1345 dall'assalto dell’esercito di Luigi I° di Ungheria per impossessarsi del “ Regno di Napoli”.

Si è perfino arrivati ad affermare che lo sfregio al castello angioino sia stata opera di Carlo VIII° di Francia durante il saccheggio della città del 1494.

La verità dello squarcio sulla facciata del Maschio Angioino, (Castello voluto dal Re, Carlo I° D'Angiò, poi divenuta sede dei vari regni, che si sono succeduti nel tempo, come quello Aragonese ed infine quello dei Borboni fino al 1860), risale niente di meno che durante l'ultimo periodo bellico (la II^ guerra mondiale).

Non fu una cannonata, quindi, né un assalto impetuoso del popolo napoletano, rivoltosi contro qualche dispotico regnante durante l'epopea vicereale spagnola, ma quella “ferita”, (non è avvenuta per l’effetto di un bombardamento da parte degli alleati per liberare la citta), che ancora tuttora visibile sulla facciata del lato est del famoso castello, (noto anche come, Castel Nuovo, che si erge sulla spianata dell'attuale Piazza del Municipio). La ferita fu prodotta da schegge di lamiere e pezzi infuocati, procurate da una terribile esplosione  di una nave, che, in quel periodo, ormeggiata nel porto di Napoli, adibita al trasporto di rifornimenti bellici in procinto di ripartire, dopo essere stata riparata dopo aver subito un attacco aereo in Tunisia.

Era il 28 marzo del 1943, è una di quelle tragedie che è ben ricordata dai superstiti di Napoli, quale una delle pagine più dolorose della storia della nostra città. Viene citata come il  giorno dell’esplosione della famosa motonave da guerra, “Caterina Costa”, ormeggiata da qualche giorno nel porto, carica di materiale bellico destinato alle truppe italiane sul fronte africano.                                   Non è mai stato chiarito chi procurò lo scoppio della grande motonave da guerra, in un primo momento si pensò nelle prime ore del pomeriggio ad un incendio, forse casuale, forse doloso.           La possibilità di un possibile scoppio, inizialmente fu  sottovalutato, poi la situazione  precipitò, anche perché gestita male, gravi leggerezze, ritardi nei soccorsi, e totale incapacità nel dirigere le operazioni di spegnimento o  di eventuale allontanamento  della nave dal porto.

La nave, divenne così una Santabarbara galleggiante, ancorata al porto, tra gli inutili tentativi di spegnere le fiamme, fino a quando: alle 17.39 l’incendio raggiunge la stiva numero due, quella degli esplosivi, e la "Caterina Costa" saltò in aria.

La nave apparteneva all’armatore genovese Giacomo Costa, ma nel corso della seconda guerra mondiale , fu requisita dalla regia Marina ed adibita al trasporto di rifornimenti bellici sulla tratta per il nord-Africa, e quel tragico 28 marzo 1943, si trovava ormeggiata nel porto di Napoli, dopo essere stata riparata in seguito di un attacco aereo in Tunisia.

 La motonave, Caterina Costa, era stata caricata con decine di carrarmati, quasi 8000 quintali di carburante e oltre 1500 tonnellate di munizioni.

La deflagrazione dello scoppio, avvenuto solo dopo che il terribile incendio risultato indomabile, raggiunse la stiva numero due, quella contenente gli esplosivi,

L’intero molo, dove era ormeggiata la nave, sprofondò e Napoli fu come se fosse letteralmente bombardata di lamiere roventi.

La zona del rione Sant’Erasmo fu quasi rasa al suolo, lamiere e pezzi infuocati raggiunsero mezza città causando incendi e distruzione. Un carrarmato, dopo la deflagrazione, atterrò sul tetto di un palazzo di via Atri e neanche il Vomero e Capodimonte scamparono alla furia dell’esplosione.

Altri pezzi di nave abbatterono due fabbricati al Ponte della Maddalena, la torretta di un carrarmato si incastrò in una delle pareti del teatro San Carlo, neppure il massiccio castello del Maschio Angioino fu risparmiato, ne è la testimonianza una delle sue facci, che è ancora oggi visibile dal danno provocato dall’esplosione.
Furono coinvolte persino le zone cittadine del Lavinaio, piazza Garibaldi, il Borgo Loreto, la Sanità, piazza Carlo III, i Quartieri Spagnoli, fino a raggiungere le zone alte, come il Vomero, la collina dei Camaldoli  che furono investiti dalla pioggia di schegge e detriti.

Gli scampati testimoniano e raccontano di aver visto, con i propri occhi, persone senza testa correre in strada, poveri sventurati, sorpresi dall’esplosione e rimasti decapitati dalle lamiere, i cui corpi straziati percorsero ancora qualche metro prima di stramazzare al suolo.

Le vittime accertate furono seicento, mentre i feriti se ne contarono circa un migliaio, e furono segnati in quella terribile giornata per tutta la vita.

Una tragedia, che quel terribile 28 marzo del 1943, fermò il tempo, ne fu testimone indelebile il famoso Orologio Quattrocentesco, incastonato all’interno dell’Arco, che collega il campanile della chiesa  di Sant’Eligio, la più antica testimonianza angioina della città, con l’edificio vicino, che si può ammirare a ridosso di piazza Mercato.

Il quartiere Mercato, vicino al molo dell’esplosione  fu devastato dalla raffica di spezzoni incendiari e, nel momento esatto dello scoppio della nave, l’Orologio smise di funzionare. Per cinquant’anni l’Arco di Sant’Eligio, con le sue lancette ferme, ha voluto ricordare, a chiunque alzasse lo sguardo, quella ferita forse mai del tutto rimarginata. Solo nel 1993 l’Orologio, restaurato, grazie all’impegno dell’associazione culturale Nea Ghenesis e della Parrocchia di Sant’Eligio Maggiore, è stato rimesso in funzione, tornando a scandire il tempo nella nostra città.

Le foto sottostanti sono :

Il Maschio Angioino deturpato;

La Motonave “ Caterina Costa”

Lo sfregio permanente della facciata del Maschio Angioino

Orologio Quattrocentesco, Incastrato all’interno dell’Arco, che collega il campanile della chiesa di Sant’Eligio.