domenica 28 dicembre 2025

Buon giorno – Buona Domenica 28 dicembre 2025

 

Buon giorno – Buona Domenica 28 dicembre 2025

--- San Gaspare – Santa Caterina Volpicelli di Napoli –

 

Una vera amicizia è un toccasana per una serena e speranzosa esistenza, che fa desiderare un mondo migliore, senza invidia, né gelosie, che rendono la vita a volte insopportabile. Auguriamoci che. Il nuovo anno , il 2026, sia solo pieno di amore, amicizia e serenità, senza differenzazioni di genere, di colore, di disuguaglianze economiche, ma soprattutto che si arrivi alla Pace in quei paesi continuamente in guerra per far prevalere il proprio dominio e la sopraffazione.

Anche se il 2025 non è stato un anno bello, ma bruttissimo per la dipartita di persone amiche o di parentele acquisite, si deve andare avanti per  esistere su questo meraviglioso nostro mondo, anche per consentire alle prossime generazioni  di vivere e conoscere le nostre esperienze vissute.

Dopo questo mio consueto saluto quotidiano, vi postero una mia curiosità storica, vissuta direttamente in gioventù, per aver conosciuto un aedo eccezionale della mia epoca.

Dalle curiosità storiche di Sasà ‘O Professore

'O Gliuommerare

 ‘O Gliuommerare è il compositore di piccoli componimenti poetici, senza senso compiuto, che si snodavano con la stessa scorrevole facilità di un gomitolo di filo.

“‘E.Gliuommere“non erano che Filastrocche, che “‘E Gliummerare“ improvvisavano durante le feste o per omaggiare qualche personalità.

Si potrebbero definire dei giullari con licenza poetica molto in voga, già, nei secoli XIV e XV , (uno dei più famosi “Gliummerare”, fu il nostro poeta insigne “Jacopo Sannazaro”.

Negli anni del dopoguerra fino agli anni settanta ‘Nu Gliummerare”, o meglio un cantastorie d’altri tempi, fu “GEGE’ ‘E GIUGLIANE” al secolo Eugenio Pragliola, nativo di Giugliano, che, senza saperlo, componeva e cantava “Monorimi “ (ossia componimenti di tipo giullaresco di carattere satirico), che erano composti da versi eterometrici, con i quali si ripeteva una medesima rima accompagnato dalla fisarmonica, che portava sempre con sé, che, emettendo una musichetta, a mo' di sfottò, per dire che era sempre la stessa musica, anche se i tempi (i suonatori) cambiavano, faceva da preludio e da stacco alle varie strofe.

Viveva del ricavato abbastanza copioso della questua, che faceva dopo la sua esibizione con il cappello, che il pubblico gli donava senza esitazione per il ringraziamento per i momenti, di distrazione e d’ilarità, ricevuti.

Il suo pubblico era fatto per lo più di lavoratori, studenti, massaie, gente, che dalla periferia dell’entroterra dei Comuni limitrofi a Napoli, ogni giorno si recava in città o da essa se ne ritornava, prendendo posto su un tram, su un pulman o sul tram provinciale (‘o Vapuncielle), che collegava Napoli (piazzale antistante la Pretura a Porta Capuana) con Melito, Secondigliano Giugliano o dai Tram, che partivano da Piazza Dante verso Chiaiano, Mugnano, Marano, Villaricca fino a Giugliano.

A prima vista ed al primo sentore le sue filastrocche      ('e Gliuommere) potevano sembrare quasi tutte uguale, ma, poi, ci si accorgeva che non era così, perché Eugenie era un’artista, sapeva fare la rima con tutto ciò, che vedeva o che gli capitava all’improvviso davanti, nonché sapeva fare della satira con rima degli ultimissimi avvenimenti politici o spettacolari.

Fortunatamente sono stato un suo esterrefatto ascoltatore o meglio un suo fans, tanto che ricordo con tanto amore quei versi, che mi sono rimasti impressi nella mente e, che, quando mi è capitato per quel che ricordavo, li ho ripetuti ad amici per fargli omaggio, come ad un gran mattatore o meglio ad un Aedo della sua epoca e forse della mia gioventù.

Una delle tante rime che diceva, spesso nel finale delle sue prestazioni, era, per ottenere il compenso, (per ordine do’ Prefette, “Si Nun Tenite Sorde, Accetto Pure ‘E Sigarette”, o quella famosa dell’epoca.

“ ‘A America Votte ‘E Razze, ‘A Russia  Se Ncazze, E Nuye Stamme ‘Nto ‘Mbarazze”.

2 commenti:

  1. vi posterò altre mie curiosità storiche , appena possibile , grazie che vi piacciobo arisentirci.

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  2. Un bel racconto, mi ha emozionato sentire la sua voce mentre si accompagna con la fisarmonica. Una vera rarita'

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