venerdì 24 luglio 2026

Buon Venerdì 24 Luglio 2026

 

Buon Venerdì 24 Luglio 2026                                              Santa Cristina-Santa Ludovica-San Declano

Oggi , dopo la curiosità mitologica, Vi posterò, una curiosità storica, cari amici lettori e amiche stimatissime lettrici, riguardante questa volta, un nuovo sistema viario, come una speciale autostrada, che fa evitare il traffico della città metropolitana di Napoli e fa raggiungere velocemente le località limitrofe  non solo storiche sul mare, come Bacoli , Pozzuoli, Cuma, ma anche   di villeggiatura, sul litorale Est tirreno, come Licola, Castelvolturno e Mondragone.

Dalle Curiosità Mitologiche di Sasà ‘O Professore      

La Tangenziale di Napoli

La Tangenziale di Napoli nasce ufficialmente il 31 gennaio 1968 con la firma della convenzione per la costruzione. Per la realizzazione dell'intera opera sono occorsi circa 24 anni: l'apertura dei primi tratti avvenne nei primi anni '70, mentre il completamento dell'intero tracciato originario è datato 1992 percorso di costruzione si è articolato in diverse tappe progressive:

·         1968: Inizio ufficiale dei lavori.

·         8 Luglio 1972: Apertura del primo tratto, dalla zona Domiziana fino allo svincolo di Fuorigrotta.

·         1973 - 1977: Apertura progressiva di gran parte del tracciato cittadino, inclusi gli svincoli del Vomero (1973), Camaldoli (1973), Arenella (1975), Capodichino (1975) e Capodimonte (1977).

·         26 Maggio 1992: Completamento dell'opera con l'apertura dello svincolo della Zona Ospedaliera.

L'arteria, lunga complessivamente 20 km e oggi classificata come autostrada A56, è gestita dalla società “Tangenziale di Napoli S.p.A.”.

·         Infatti l’Autostrada A56  , detta anche Tangenziale di Napoli, costituisce l'asse di attraversamento principale della di Napoli. Lunga 20 km, è interamente gestita da ”Tangenziale di Napoli S.p.A.”. del gruppo Autostrade per l'Italia.

Il suo tracciato inizia a Capodichino, al termine del ramo Capodichino dell'autostrada A1, e attraversa l'intera città di Napoli da oriente a occidente, sino a raggiungere l'area flegrea di Pozzuoli.

Il progetto dell'infrastruttura prende vita il 31 gennaio 1968, quando venne firmata una convenzione tra l'Anas e Infrasud, del gruppo IRI-Italstat, per la costruzione e il successivo affidamento della gestione per 33 anni del percorso viario.                                                      L'intera arteria fu costruita con capitali al 70% Iri, 15% Sme, 15% Banco di Napoli. Progettata da Spea e realizzata da Italstrade.                                  Il costo dell'opera venne stimato in 46 miliardi di lire (circa 535 milioni di euro calcolata l'inflazione).

Il primo tratto venne inaugurato l'8 luglio 1972 tra la Domitiana e Fuorigrotta  seguito dall'inaugurazione negli anni successivi degli ulteriori tratti sino a Capodichino, raggiungibile dal 16 novembre 1975. Ulteriori aperture del 1976 e del 1977 furono gli svincoli di Corso Malta e di Capodimonte. Nel 1992 l'ultimo svincolo aperto, 1quello della Zona Ospedaliera (l'unico esistente solo in uscita, ma esiste un progetto per realizzarne anche l'entrata).

Questa autostrada speciale attualmente è:             la tangenziale di Napoli, che è costituita da tre corsie per senso di marcia e termina a Capodichino, dove si immette sull'autostrada del Sole tramite il Ramo Capodichino.
Le opere ingegneristiche più evidenti sono il viadotto Capodichino (1360 metri e altezza massima 60 metri), il viadotto Arena Sant'Antonio (812 metri), il viadotto Fontanelle (230 metri) e le gallerie Vomero (1035 metri) e Capodimonte (1060 metri).

È l'unico asse urbano interamente a pedaggio, a forfait, indipendente quindi dalla distanza percorsa, di 1,05€ (alla sua apertura, nel 1972, era di 300 lire) e si paga sempre in uscita:

 le tangenziali di Milano e Torino, al contrario, si pagano solo per l'attraversamento, solo in alcuni punti.

In origine, il pedaggio sarebbe dovuto servire a ripagare le spese di costruzione dell'opera, realizzata con capitale interamente privato, e rimanere, in seguito a un accordo con l'Anas, fino al 2001. Il pedaggio, nonostante l'accordo fosse scaduto, è rimasto, senza motivazioni ufficiali, per sette anni, dal 2001 al 2008. Nel 2008 è stato firmato un nuovo accordo e, pertanto, ora il pedaggio rimane ufficialmente per finanziare interventi, concordati dalla società di gestione della tangenziale, in zona ospedaliera.[7]

Gli introiti, derivanti dal pedaggio, ammontano a circa 6 milioni di euro al mese.

Lungo tutta la tangenziale sono presenti sessantacinque telecamere (trentaquattro nelle gallerie), barriere fonoassorbenti e display informativi gestiti da una complessa sala monitoraggio. Nel complesso tra casellanti e funzionari gli addetti sono circa trecentocinquanta.

A causa dell'elevato numero di incidenti stradali, la velocità massima consentita lungo l'intero asse è limitata a 80 km/h e controllata 24 ore su 24 mediante postazioni Tutor.

Il flusso di traffico che interessa questo tratto autostradale è di circa 270.000 attraversamenti al giorno.

La gestione della tangenziale è di competenza di Tangenziale di Napoli S.p.A., società del gruppo Autostrade per l'Italia.

 

2 commenti:

  1. se la curiosità è piaciuta , ne posterò altre dullo stesso argomeento viario, buona giornata.

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  2. Molto interessante Professore, grazie sempre

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