Buon giorno – Buona Domenica 8 Marzo 2025
San Faustino – Sant’Apollonio – San Ponzio
--- Festa della Donna
Stamane, innanzitutto, desidero fare gli auguri a tutte le donne, asserendo che: “ ia donna è il dono, o meglio, il più bel regalo, che l’uomo riceve dalla vita “.
Insomma la donna è tutto per l’uomo, ma soprattutto è la compagna, che con te crea una famiglia, ti da la gioia dei figli e indirettamente quella dei nipoti, e ti fa compagnia nei momenti belli o brutti, assistendoti. Lasciatamelo dire: “ Viva la Donna “
Continuo, come da qualche giorno, a postarvi (La Quarta Parte del 8^ puntata del periodo del “Dopo il Processo di piazza del Plebescito
(Il caro amico Castagna, dopo aver ascoltato il mio riferimento della terza parte della 7^puntata del fantastico Processo, riguardante i Savoia)
(Premesso che Mussolini, Dopo la liberazione dal Gran Sasso, fonda la RSI, su imposizione tedesca, col tentativo di ritorno al Fascismo "Repubblicano" e "Socialista". Con la caduta della RSI situata nel Nord, Mussolini cercò di fuggire in Svizzera travestito da soldato tedesco, ma fu riconosciuto e catturato a Dongo il 27 aprile 1945 e poi fucilato il 28)
Nel giugno del 1944 Vittorio Emanuele III° , screditato per l’appoggio fornito alla dittatura fascista, appena, dopo la liberazione di Roma, fu costretto dai partiti antifascisti a nominare il figlio, Umberto II° di Savoia, “Luogotenente generale del Regno”, nomina caldeggiata dall’Ex Presidente della Camera “ Enrico De Nicola “ per evitare l’immediata abdicazione e la fine della monarchia.
Umberto II° di Savoia, dopo la nomina, firmò il decreto legislativo luogotenenziale 151/1944, che stabiliva che «dopo la liberazione del territorio nazionale, le forme istituzionali» sarebbero state scelte dal popolo italiano, che a tal fine» avrebbe eletto «a suffragio universale, diretto e segreto, un'Assemblea Costituente per deliberare la nuova “Costituzione dello Stato”, dando per la prima volta il voto alle donne.
Intanto l’offensiva Alleata e l’insurrezione generale del paese,(iniziata da Napoli con le 4 giornate, dove il grande eroismo dei napoletani, compreso i suoi scugnizzi, scacciò l’orda nazista liberando la città) il 25 Aprile del 1945, guidata dal Comitato Nazionale di Liberazione sconfissero l’esercito germanico costringendolo alla resa, dichiarando la fine della guerra.
A Caserta il 28 aprile del 1945, in un salone di quel palazzo, che era stata la Reggia dei Borbone, il Capo di S.M. William Morgan de Rimeer con i vice Lemnitzer, americano, e Airey, britannico, e locali rappresentanti della Marina (Parker) e dell'Aeronautica (Cabel) ricevette alle ore 18:00 Schweinitz e Wenner, ai quali chiese di presentare le credenziali: il primo disse che la sua delega era condizionata al modo di intendere la resa da parte di Vietinghoff, mentre il secondo, privo di limitazioni da parte di Wolff, aggiunse che aveva anche la delega di Graziani.
La Luogotenenza durò fino al 9 maggio 1946, quando in vista delle elezioni il re, Vittorio Emanuele III°, fu indotto dai suoi consiglieri all' abdicazione e Umberto II° di Savoia fu proclamato “Re d’Italia” e tenne il trono meno di un mese, poiché il Referendum del 2 giugno 1946, a maggioranza sancì la vittoria “Della Forma Repubblicana dello Stato Italiano” e la sconfitta della Monarchia ponendo fine al Regno d’Italia.
“Dopo l’abdicazione che fine fece Vittorio Emanuele III°, professore?” mi invocò di precisargli il buon Castagna. Gli risposi : “non fece una bella fine, dopo la svolta di Salerno si rintanò a Napoli sulla collina di Posillipo nella villa Rosebery e la mattina era solito mettersi sugli scogli antistante la villa a pescare, subendo lo sfotto dei pescatori napoletani, che lo sbeffeggiavano dicendogli, Vittò’ finarmente t’‘a si luvata chella curona ‘e merda ‘a capa!” Traduzione(Vittorio, finalmente te la sei tolta quella corona di cacca dalla testa!)
Dopo l’esito del Referendum nel “ giugno 1946” esiliò definitivamente ad Alessandria d’Egitto, ospite del re Faruk (regnante a quell’epoca del territorio egiziano). dove morì il 28 dicembre 1947 con il titolo di Conte di Pollenzo, esattamente 4 giorni prima dell’entrata in vigore della Costituzione Repubblicana, che avvenne il 1° gennaio 1948
“Scusate l’impertinenza, Professore Sasà, perché Re Vittorio assunse il titolo di Conte di Pollenzo? ” Mi domandò il buon Castagna.
La risposta fu immediata per soddisfare la sua curiosità e gli spiegai :
“ il titolo di Conte di Pollenzo faceva riferimento ad un Feudo, acquistato da casa Savoia nel ‘700 ,nei pressi di “Bra” nel Piemonte, dove Carlo Alberto vi aveva fatto costruire uno splendido castello ed in esso Vittorio Emanuele III, era solito soggiornare, quando era re, e vi custodiva la sua celebre raccolta numismatica. Del resto c'era stato già un precedente dello stesso bisnonno, Carlo Alberto, che, quando abdicò dopo la battaglia di Novara a favore del figlio Vittorio Emanuele II°, assunse il nome di Conte di Sarre, anch'essa una residenza reale”
Le immagini sottostanti sono:
Re vittorio Emanuele III° di Savoia; Umberto II° di Savoia, (prima Luogotenenete da 13/10/43 a 9/5/46 E Re dal 9/5/46 al 2/6/1946)
Villa Roseberry sulla collina di Posillipo di Napoli; Il salone della reggia di Caserta, dove fu firmata la pace il 28/4/1945.




Continuera la narazione degli ultimi componenti di casa savoia , fino ai nostri giorni. è gradito un vostro commento per invitarmi a continuare. grazie . buona gesta dela Donna.
RispondiEliminaBuonasera Professore, grazie gentilissimo
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