Buon giorno – Buon Giovedì 23 Aprile 2026
--- San Giorgio – Sant’ Adalberto – Sant’Egidio ---
Il divieto di fumare, oltre al chiuso anche all’aperto, salvaguarda, non solo la salute alle nuove generazioni.
Dopo l’esperienza personale, avendo subito le conseguenze. con effetti nefasti, come tre “bay pass”. a seguito di ipertensione arteriosa, cardiopatia e insufficienza cardiaca.
Intanto, oggi vi posterò una delle mie tante curiosità storiche, anche per non pensare gli effetti disastrosi di un evento bellico mondiale e sperando di continuare a vivere in serenità con l’affetto dei propri cari, e delle amiche e della stima degli amici, soprattutto per tenere viva la nostra amicizia. La curiosità storica mitologm anche attuale è l’emigrazione.
Dalle curiosità di Sasà ‘O Professore
il primo emigrante mediterraneo fu “Enea”
Infatti Il primo emigrante della storia, che attraversò il mare mediterraneo, fu il Troiano Enea -
Enea fu, dunque, uno dei primi profughi mediterranei, un fuggiasco, che abbandonò la sua città natale,Troia, martoriata dalle fiamme e dalla violenza degli Achei per salvare la propria vita e quella della sua famiglia.
Dopo varie peripezie, come narrò Virgilio, giunse a Cartagine, dove la regina Didone, emigrata a sua volta da Tiro, accolse gli stanchi migranti.
Qui, il troiano visitando il tempio di Giunone all’interno del quale era raffigurata la distruzione della sua città. Enea si commosse ed affermò:
“Sunt Lacrimae Rerum et Mentem Mortalia Tangunt»” (Eneide, I: 462).
Le lacrime delle cose, o meglio le lacrime provocate dalla vista di oggetti, altro non sono che la sofferenza e l’ineluttabilità della storia. Sono quelle stesse lacrime che suscita la visione dei relitti, usati per la traversata dei migranti, abbandonati in mare o nelle spiagge; sono le lacrime che emanano i tanti oggetti quotidiani, pezzi di vita spezzata, che i migranti lasciano per mare e che a volte riaffiorano sulle nostre coste
Per tali motivi l’Eneide non è solo il poema nazionalista del mondo romano, ma è riconoscibile come poema fondante l’Europa o meglio il modello sociale, prima che modello economico, che l’Unione Europea vorrebbe o, meglio, dovrebbe incarnare. L’Eneide come poema universale, come classico, dunque, che pur esaltando i principi guida e l’identità di un popolo antico, inconsapevolmente già nel I sec. a. C., gettava le fondamenta per la futura comunità europea oltre che per la nuova società augustea. In effetti, nel Preambolo del progetto della Carta dei diritti si legge: «i popoli europei nel creare tra loro un’unione sempre più stretta hanno deciso di condividere un futuro di pace fondato su valori comuni» come: dignità umanità, libertà, giustizia, uguaglianza.
La famiglia di Enea , viene rappresentata come nelle statue del Bernini nella galleria di Villa Borghese a Roma, con l’eroe troiano Enea, con il padre Anchise sulle spalle, mentre reca per mano il figlioletto Ascanio. Non è presenta Creusa, la moglie e madre di Ascanio, che morì durante la fuga.
Dopo molte
peripezie sul mare, Enea nella sua fuga da Troia, giunse a Cartagine, dove fu accolto da Didone, che fu sua amante, fino
a che restò sul suolo africano.
Alla nascosta partenza del giovane
principe Troiano, Didone, abbandonata si suicidò e sua sorella, Anna
Perenna, come riportata da Ovidio, rimasta sola e sconsolata, anch'essa lasciò
Cartagine e si rifugiò sull'isola di Malta. presso il re Batto, per sfuggire al
fratello dispotico , Pigmalione.
Ovidio scrisse una bella curiosità
sulla fine di, Anna
Prenna (sorella quasi gemella di Didone) , che fu nuovamente costretta a prendere il mare dall’isola di Malta e naufragò con la sua nave sulle coste del Lazio, dove incontrò, Enea , che in un primo momento la scambiò per Didone e per farsi perdonare l'ospitò amorevolmente.
Ben presto Anna Prenna suscitò la gelosia della moglie laziale di Enea, Lavinia, che la sottoponeva a continue vessazioni, tanto che la poveretta avendo sognata la sorella Didone una notte, fuggì di nuovo e questa volta trovò riparo tra gli antri del fiume Numicio che la nascose e ne fece di lei una Ninfa, rendendola immortale. E da qual momento si chiamò Anna Perenna.
Enea sul suolo italico dopo varie avventure sposò la giovane figlia del re dei Latini, Latino, la bella Lavinia, che divenne la sua seconda moglie.
Enea e Lavinia fondarono una nuova città sui colli albani, che chiamarono Alba Longa, dove vissero fino alla loro morte.
La città fu governata, dopo la loro morte, in un primo momento da Ascanio, (figlio di Enea e Creusa) e poi dal fratellastro, Silvio, (figlio di Enea e Lavinia), da cui scaturì “la Gens Iulia”, per giungere fino a Romolo, (il primo Re di Roma) e poi ad arrivare alla nascita di Gaio Giulio Cesare (uno dei personaggi più importanti ed influenti della storia di tutti i tempi).
la prossima curiosità, rriguarda tuti i re del regno di napoli, che si chiamaraono Carlo dal prio Carlo D'angiò a l'ulltimo carlo III di spagna- borbone.
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