venerdì 22 maggio 2026

Buon Giorno – Buon Venerdì 22 maggio 2026

 

Buon Giorno – Buon Venerdì 22 maggio 2026

--- Santa Rita – San Casto -- Sant’ Emilio ---

 

Abbiamo vissuto direttamente le ultime scosse telluriche del Bradisismo, della zona Flegrea. di oeri,  che procurano sempre momenti di paura immensa, come pure le immagini, viste  attraverso la TV, dei cruenti conflitti, per motivi territoriali, tra la Russia e l’Ucraina e Israele e la Palestina e tra Usa e Iran dove  si spera di arrivare alla pace e alla desiderata normalità, del vecchio secolo precedente. il 1900.

Non si può vivere con.questo clima di trepidazioni continue  l’attuale realtà, anche se purtroppo necessita adeguarsi, a un difficile e incerto futuro, pieno di incogniti avvenimenti..

La vita, comunque, con tutte queste incertezze, è bella a viverla, godendo quei pochi attimi di gioia piacevoli, che vorremo non finissero mai.

, intanto, vi posterò, come di consueto, amiche ed amici una altra intrigante curiosità mitologica, che insegna a non essere presuntosi, e vi auguro buona giornata,

Dalle Curiosità mitologiche di Sasà ‘o Prufessore

Il Mito di Capo Miseno

Tra i Promontori più belli, della Costa Campana, che s'incontrano lungo le placide e azzurre acque dei golfi di Pozzuoli, di Napoli, di Salerno fino a quello di Policastro, si scorge prepotentemente quello di Capo Miseno, che a forma di un alto tumulo, dà la sensazione di trovarsi innanzi ad una gran tomba, eretta per conservare nei secoli i resti dell’eroe troiano “ Miseno” il trombettiere d'Enea, che morì annegato nei pressi di quella montagna.

Il mito di Capo Miseno deve il suo nome alla figura di Miseno, secondo l’epopea omerica, era un compagno di Ulisse, suonava il corno per allietare i vogatori sulla nave nelle lunghe peregrinazioni, quando durante la traversata di quella zona, per il sopraggiungere di una tempesta, cadde in mare ed annegò. Ritrovato il corpo sugli scogli del promontorio, i compagni lo tumularono sotto la montagna.

Secondo la leggenda virgiliana, era ricordato come il trombettiere d'Enea, era figlio di Eolo (il Re dei Venti) e poiché sfidò follemente gli Dei, asserendo che nessun essere mortale o immortale poteva superarlo, quando suonava la sua sublime musica, che era una dolce melodia, che placava ogni malinconia e rendeva sereni gli animi. Per questa sua alterigia, e presunzione irritò un Tritone, un essere marino soprannaturale, che mal sopportò la sfida, e così dando fiato alla sua gigantesca conchiglia, generò una tromba d’aria marina tale, che lo trascinò in mare, facendolo annegare. Raccolte le sue spoglie l’indomani lungo la spiaggia del promontorio, Enea coi suoi compagni gli diede una degna sepoltura sulla montagna, facendo innalzare un tumulo di grossi macigni, sotto il quale fu seppellito il suo remo, le armi e la sua tromba, per far ricordare eternamente quel piccolo eroe.

Dalla forma con cui appare il promontorio, quasi come una gobba della montagna da quel momento fu chiamata Capo Miseno, in onore del povero suonatore naufrago, Miseno. Sulla collina del promontorio fu costruita poi una villa sontuosa, che appartenne nel II sec. a.C. a Cornelia, la madre dei Gracchi, poi fu acquistata da Mario e ceduta infine a Lucullo per 10 milioni di sesterzi, che la trasformò come residenza di lusso grandioso. La villa fu incamerata in demanio imperiale e nel 37 d.C. (come ricorda Tacito) vi morì l’imperatore Tiberio.

Esiste anche una nota dello scrittore greco Stradone, che identifica il promontorio di Capo Miseno, come il paese dei Lestrigoni, esseri giganteschi, che assalirono Ulisse ed i suoi compagni, lanciando dei massi contro la sua nave, uccidendone uno, Miseno.

Qusto mito insegna che “la Modestia” e non “La presunzione”, che è una forma di autostima patologica, spesso associata a comportamenti arroganti e presuntuosi, che si manifestano come un complesso di superiorità, (ed è la più grande nemica di una persona), a volte può procurare effetti negativi imprevedibili,

Le immagini sottostanti sono:

1) La spiaggia di Miliscola con il promontorio di Capo Miseno

2) La scultura del tritone del Bernini;

3) La fontana del tritone di piazza Cavour a Napoli,

4) Il promontorio di Capo Miseno visto dal mare. 





 

2 commenti:

  1. la prossima curiosità mitologiga parla dell'amora non corrisposto che spesso provoca morte e doloei insopportabili

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