mercoledì 17 giugno 2026

Buon Giorno Buon Martedì 16 Giugno 2026

 

Buon Giorno Buon Martedì 16 Giugno 2026
--- Sant’Aureliano – Santa Giustina -- San Ferruccio ---
Servono a volte valori non materiali, come la dignità, l’onestà, la solidarietà, il rispetto delle buone norme del vivere civile, per dimostrare il proprio livello di civiltà, raggiunto, per i quali non occorrono risorse finanziare, per ottenerli nella vita e non costano nessun corrispettivo se non sono innati in ogni persona ritenuta perbene.
Tali valori sono imprescindibili, presenti in ogni persona, specie come l’educazione lnsegnata e ricevuta principalmente dai propri genitori. come lo sono anche i comportamenti,.
Anche stamane, care amiche e affettuosi amici, dopo la questa mia riflessione sulla realtà dei comportamenti di alcuni esseri umani, continuo a postarvi la continuazione della storica curiosità dell’epilogo di Umberto II° di Savoia, ricordato come il Re di Maggio. un esempio di stile gentile e dignitoso da imitare per esere ricordato con ammirazione dalle future generazioni
Dalle Curiosità storiche di Sasà ‘o Professore
La luogotenenza di Umberto II° di Savoia, prima di diventare il Re di Maggio
Si era alla fine di un’epoca, stava per finire un regno, si era alle ultime battute per cambiare registro in corso d’opera. Sembra di raccontare una commedia con tragiche avventure ed inattese ed insperate soluzioni
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Dopo la fuga del Governo Badoglio, (governo voluto e nominato dal Re, Vittorio Emanuele III°, (dopo la sfiducia al Duce del 25 luglio 1943 del Gran Consiglio del Regime, e il conseguente arresto di Mussolini), a Brindisi, che si ebbe con tutta l’intera famiglia reale, per mettersi al sicuro, al riparo delle truppe alleate, che intanto dopo lo sbarco in Sicilia, occuparono, conquistandola, buona parte dell’Italia meridionale.
Le forze politiche del CNL (Comitato di Liberazione Nazionale), rappresentante tutte le forze politiche antifasciste, riunitesi a Salerno per la prima volta, decisero di sbarazzarsi anche del vecchio Sovrano (Vittorio Emanuele III°), perché lo ritenevano colluso col fascismo di Mussolini e della sua politica razzista, che era stata avallata dallo stesso.
Questa decisione trovò l’opposizione del Comando delle truppe d’occupazione degli alleati e si rimandò il tutto ad una consultazione referendaria da tenersi appena l’Italia intera fosse stata liberata dall’occupazione nazista.
Intanto le prerogative reali del Sovrano (Vitt.Eman. III°) con un compromesso accettato da tutte le forze politiche e dal ( Comando delle truppe Alleate) ritennero che avrebbero dovuto passare al principe Umberto, che fu designato Luogotenente Generale del Regno d’Italia.
Tale Nomina, fu suggerita e caldeggiata dall’ex Presidente della Camera, Onorevole Enrico De Nicola, per convincere il vecchio sovrano, (Vittorio Eman: III °) a cedere al figlio le prerogative reali senza, tuttavia, perdere la dignità di Re e, mettersi da parte per un po’, per non far perdere definitivamente il potere di rappresentanza dello stato all’istituzione monarchica..
Non capacitatosi immediatamente, (Vittorio Eman: III °) andava profferendo in dialetto piemontese, quasi come una cantilena, che “in casa Savoia si comanda uno per volta ".
Forse fu la stagione primaverile, la speranza, che la bufera della guerra stava volgendo alla fine e si attendevano giorni migliori con un futuro più sereno, si rassegnò a trascorrere quel periodo transitorio nell’amena collina posillipina, a Napoli, a villa Rosebery nell’insolita veste di pescatore, qualcuno andava sussurrando “ ‘o Piscatore do’ mare ‘e Pusilleche”.
Intanto Umberto II° da Luogotenente del Regno si accordò con le forze politiche del CNL e firmò, anche, su pressione del comando delle truppe alleate americane ed inglesi, l’ormai, divenuto famoso, Decreto Legislativo Luogotenenziale numero 151 del 25 giugno 1944, che stabiliva che “ Dopo la liberazione del territorio nazionale, le forme istituzionali sarebbero state scelte dal popolo italiano, che a tal fine – avrebbe eletto – a suffragio universale, diretto e segreto, un’Assemblea Costituente per deliberare la nuova costituzione dello stato, dando per la prima volta il voto alle donne”.
Durante il periodo luogotenenziale, Umberto II° di Savoia, che va dal 2 giugno 1944 al 8 maggio 1946, fu anche istituita con la sua firma, una Commissione per redigere “ lo Statuto della Sicilia, che promulgherà in seguito, esattamente il 15 maggio 1946 quando dopo il 9 maggio 1946 divenne Re.
Statuto, che istituì l’autonomia della Regione Sicilia e permise i cardini e la legislazione isolana, che tuttora si fonda in esso.”
Era un momento particolare, non dimentichiamo che era appena finita la guerra di liberazione dai tedeschi, (c’erano stati molti morti nella popolazione) tenevamo ancora l’esercito d’occupazione degli Alleati nelle nostre città, c’era la fame più nera, si era quasi allo sfacelo generale, con macerie di palazzi bombardati dappertutto, c’era uno scoramento interiore, senza un minimo di speranza, il tessuto industriale era a pezzi senza materie prime per ricominciare. ( Basti pensare che molti bambini furono portati, perché poveri e da sfamare in famiglie dell'Emilia Romagna con i treni della ricostruzione e della solidarietà).
Insomma in quei momenti si viveva alla giornata. Nacque così un movimento di solidarietà nazionale spontaneo dal nord al sud e viceversa per ricominciare a vivere a riprendersi.
Il Sud sperava nel Re Umberto e si schierò per la monarchia, il Nord, che aveva conosciuto la lotta partigiana, per la Repubblica.
Vinse per pochi voti la Repubblica, che raccolse consensi per 12.717.923. voti , mentre quelli per la monarchia furono 10.719.284. si contarono poi voti non aggiudicati, perché ritenuti nulli durante la prima assegnazione nei seggi, una quantità di voti pari a 1.498.136.=”.
Non ci furono dubbi, vinse democraticamente la Repubblica! L’Italia con il Referendum aveva deciso sbarazzarsi dell’Istituto della monarchia e del suo Re!
Umberto II° di Savoia, se n'andò da Roma pacificamente senza fare resistenza, (come portano gli annali dell’epoca), accettò il verdetto delle urne (come si vede in qualche filmato dell’epoca) senza battere ciglia o contrastò la proclamazione ufficiale in attesa della verifica della regolarità dello svolgimento della consultazione fino all’ultimo momento”
,Si potè affermare che era ormai convinzione comune, che il popolo italiano aveva scelto lo Stato Repubblicano, il resto, le dicerie giornalistiche, finché, non si pronunciò la Corte di Cassazione, furono accantonate e poi abbandonate; e così tutte le insegne, le organizzazioni militari monarchiche sabaude furono abolite, o sciolte dalla sera alla mattina, tanto che si andò pronunciando in modo categorico il proverbiale detto
“ Te facce fà ‘a fine de’ guardie reggie”
(ti faccio fare la fine delle guardie regie)”
Nel senso che non sei più nessuno ormai, hai perso ogni potere, te ne devi solo andare, non fai più paura , non conti più niente.
Infine .“ dopo una notte travagliata, quella del 12 giugno 1946, Umberto II° di Savoia, preferì prendere atto della sconfitta e per evitare una guerra civile tra Monarchici e Repubblicani, che già era nell’aria, dopo i fatti di Napoli, dove s’erano verificati alcuni morti e per evitare al paese un’ulteriore disastrosa tragedia, alle ore 16,30 del 13 giugno del 1946 lasciò Roma dall’aeroporto di Ciampino, facendo diramare il famoso proclama, dove veniva indicato di un gesto rivoluzionario da parte del Consiglio dei Ministri, quello di non aver voluto attendere il 18 giugno, data prevista per la proclamazione definitiva da parte della Corte di Cassazione del risultato finale, dopo che avrebbe dovuto esaminare verbali di assegnazioni, reclami, il numero esatto dei votanti, i voti nulli ed il modo interpretativo di come si sarebbe dovuto calcolare la maggioranza per assegnare la vittoria.”
Una delle frasi pronunciate dal sovrano, prima del risultato referendario fu che (la Repubblica si può reggere col 51%, la Monarchia No. La monarchia non è un partito. E’ un istituto mistico, irrazionale. Capace di suscitare negli uomini incredibile volontà di sacrificio. Dev’essere un simbolo caro o non è nulla).
Dopo che lasciò Roma in aereo, se ne andò? In Portogallo, mentre Il padre se n’era andato in Egitto e lui non lo seguì nello stesso esilio.
Umberto II° di Savoia :” Scelse Cascais, in Portogallo, primo perché non era un paese confinante con L’Italia, secondo era un nazione dal clima temperato mediterraneo, terzo sperava di ritornare presto sul suolo patrio, dopo che le acque turbolente del clima ostile alla monarchia, si fosse spento, dopo il raggiungimento della pace ritrovata e la ripresa della normalità.
Con l’entrata in vigore della nuova Costituzione repubblicana il 1° gennaio 1948, questo recondito sogno di Umberto II°, l’ultimo Re d’Italia, svanì, perché il primo ed il secondo capoverso della XIII disposizione finale e transitoria vietarono ai membri ed ai discendenti di Casa Savoia di ricoprire uffici pubblici, né assumere cariche elettive. Agli ex Re Sabaudi, alle consorti ed ai loro discendenti maschi si vietò l’ingresso ed il soggiorno nel territorio nazionale.
Tali norme hanno cessato i loro effetti con l’articolo unico della legge costituzionale n. 1 del 23 ottobre 2002 come pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 26 del 26 ottobre 2002.”
.Quindi fu tutto regolare il referendum, la Repubblica è ciò che voleva il popolo! Non si parlò più di Umberto II° di Savoia, finché non morì il 18 marzo 1983,nel frattempo fu quasi ignorato, dimenticato,
Infine la famiglia del Re Umberto II, il Re di maggio".
fece questa fine : “ Maria Josè, la moglie di Re Umberto, in un primo momento risedette per un breve periodo pure Lei a Cascais, ma lasciò definitivamente il proprio consorte per vecchi dissidi e vedute diverse, mai appianate da lungo tempo, presenti già dalla loro unione e pertanto si trasferì a Merlinge, nei pressi di Ginevra con il piccolo Vittorio Emanuele. Le figlie Maria Pia, Maria Gabriella e Maria Beatrice, rimasero a Cascais col padre e per la loro vita sentimentale a volte tumultuosa, non pochi dispiaceri arrecarono all’illustre genitore".
Per la cronaca :
La principessa Maria Pia di Savoia sposò in prime nozze il 12 febbraio 1955
Alessandro Karadordevic, principe di Jugoslavia,
ha avuto 4 figli, due coppie di gemelli (Dimitri e Michele) (Elena e Sergio), si separò, divorziando il 1967 si è risposata il 16 maggio 2003 con il principe Michele di Borbone-Parma.
Maria Gabriella Principessa di casa Savoia
sposò Robert de Balkany, Ha divorziato (1990),
ha avuto una figlia Maria Elisabetta.
La Principessa Maria Beatrice di Savoia sposò
Luis Reyna Corvalan il 1 aprile 1970,
Rimase vedova di Luis Reyna Corvalan, che morì il 17 febbraio 1999 in circostanze misterose.
Ha avuto tre figli Raffaello, Patrizio ed una figlia Asaea.
Vittorio Emanu IV°, Principe di Napoli
Principe ereditario di Casa Savoia
ha avuto un figlio, Emanuele Filiberto
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A questo punto mi viene quasi spontanea di fare una mia riflessione storica, che, poi, è questa : la fine della dinastie reali regnanti negli ultimi tempi nella Nazione Italia è quasi identica, (come quella dei Borboni e quella dei Savoia) si somigliano moltissimo!
Le foto sottostanti soo:
Umberto II° di Savoia.Re d’Italia. d’talia
Maria Losé del Belgio, regina d’Italia, sposa di Umberto
I capi fondatori della Repubblica Italiana
i Ministri del 1° Governo De gasperi 10 Dicembre 1945 (Nenni, Ruini, Vernocchi, De Gasperi, Togliatti)
Simboli dei partiti che rappresentavano il popolo alla prima elezione
del 1948 e furono così fino al 1972
On. Enrico De Nicola
Ex Presidente della Camera Prima del Fascismo
1° presidente della Repubblica Italiana
Re Umberto II di Savoia e la sua famiglia nel maggio 1946
Maria Pia, Principessa di Casa Savoia
Maria Gabriella, Principessa di casa Savoia
Maria Beatrice , Principessa di Casa Savoia,
Vittorio Emanuele IV*, Principe di Napoli, erede al trono di Casa Savoia.






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