Buon Giorno Buon Martedì 23 Giugno 2026
--- San Lanfranco – Sant’Agrippina -- San Valerio –
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Stasera, per tenere viva la tradizione, e per non pensare all’attuale realtà, che stiamo vivendo con i conflitti ancora in corso, sperando di riuscire ad ottenere i famosi malli delle noci e dell’alcol distillato, mi accingerò con la mia consorte alla preparazione del famoso nostrano liquore “ ‘O Nucillo”, poiché è un ottimo digestivo, che era anticamente conosciuto e noto come “ ‘O Stomatiche ”. specie dopo un abbondante pasto, perché era un potente digestivo da gustare, per il suo effetto salutare,
Dopo avervi ricordato, come da tradizione, del liquore digestivo del nostro territorio, e dopo la costatazione dell’attuale realtà un po’, vi posterò, care amiche e affettuosi amici, distraietevi un po', leggendo una mia storica curiosità, riguardante una gustosissima pietanza, che viene consumata con un prodotto caseario campano, non solo a Napoli e in Campania ora anche in tutta italia.
Dalle curiosità storiche di Sasà ‘o Professore
Un Prodotto caseario campano
Il mito della Mozzarella
Vuoi sapere come si ottenne per la prima volta la Mozzarella ?
Vi incuriosisce chi la scoprì e la propose per la prima volta?
Vi viene l’acquolina in bocca, non vi faccio più aspettare, ve lo dico prontamente
L’origine della Mozzarella
Un’antica leggenda, giunta fino ai nostri giorni, narra che Prometeo avrebbe predetto a Giove, che da lui sarebbe nata una figlia di nome “ Pale ” ed a Lei, il fato non potendole offrire l’immortalità, perché ninfa, in cambio le avrebbe donato, non solo una lunga e straordinaria giovinezza ed il potere di regnare su tutta la natura selvatica, ma anche affidato un grandissimo segreto, che non avrebbe mai dovuto rilevare ad alcuno, neanche agli dei.
Il sommo padre, Giove, temendo quella profezia, quando nacque Pale, per proteggerla, la trasferì in segreto presso una località incantevole, che allora era denominata “Campania Felix”, ed ordinò alle ninfe dei boschi di accudirla e di insegnarle come pascolare le bufale, che vivevano selvaggiamente.
All’alba di ogni giorno Pale così si dedicava alla mungitura delle bufale, che pascolavano allo stato selvatico nelle paludi, e la sera, dopo un laborioso e complesso procedimento, solo da lei conosciuto, si accingeva alla filatura della cagliata, che ella otteneva dal latte munto.
Il segreto della Mozzarella si è perduto nei secoli. Quello che noi riteniamo fosse quello originario, si può dire che consiste nel fatto che dal morbido impasto perlaceo della cagliata, Pale né “ mozzava “ dei pezzi di forma sferica ed otteneva la preziosa mozzata di bufala (l’antica denominazione della mozzarella di bufala).
La ninfa, poi dopo averla preparata con cura e riposta in canestri di vimini, la ornava con ramoscelli di mirto ed altre erbe aromatiche, che n' esaltavano il sapore: tale prelibatezza era riservata esclusivamente alla mensa degli Dei.
Le immagini sottostanti sono:
La mozzarella di Bufala ,tipica campana,;
Pietanza classica parteopea" La caprese "con noti ingredienti ( mozzarella, pomodoro e basilico)


mangiare la mozzarella è moòto piacevole , importante non farne abuso. la prosima curiosità sriguarderà la furnizia dei napoletani con un antici avvenimento di tanti anni fa.
RispondiEliminaUna specialita' molto apprezzata, tipica campana
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