Buon Giorno Buona Domenica 07 Giugno 2026
-– San Geremia – San Roberto – San Abenzio ---
La nostra esistenza deve sempre tener vivi I sentimenti, come, l’amicizia e i valori fondamentali, come la giustizia, la fratellanza, l’uguaglianza e la solidarietà, che sono tutti ,
il più bel grande dono per gli esseri umani; specie sempre quando si difende il bene supremo immutabile. “la Libertà”
Come è bello esercitare la libertà con il voto, con la nostra partecipazione a scelte politiche, che rendano la vita lavorativa, meno pesante, senza rischi, dignitosa e perché no, affascinante.
Dopo la curiosità storica religiosa sulle varie Madonne campane. oggi vi posterò quella geografica amministrativa, sulle Regioni Italiane, coni i vari simboli o meglio stemma, con i loro gonfaloni e le bandiere, quando furono enunciata e sancitoe:e quando po,i furono realmente realizzate, chi le presiedette con quale termine.:
Dalle Curiosità storiche geografiche aministrative
di Sasà ‘O professore
Le Regioni
La nascita delle regione fu solo enunciatae e poi sancite: nella Costituzione Italiana, entrata in vigore daal 1 gennaio 1948«, che , prevedeva appunto anche la costituzione delle Regioni.:
Esattamente quante sono le Regioni italiane. 20 o 21?
Ma la parola regione, spesso scritta Regione, con la R iniziale maiuscola, indica anche ognuno degli enti territoriali con poteri amministrativi e legislativi in cui può essere suddiviso uno stato. L'Italia, attualmente, è suddivisa in 21 regioni ecc.)
Inizialmente Le Regioni dovevano essere costituite in numero 21. ed erano le seguenti: il Piemonte; la Valle d'Aosta; la Lombardia; il Trentino-Alto Adige, il Veneto - Friuli-Venezia Giulia, la Liguria, L’Emilia-Romagna, la Toscana, l’Umbria; le Marche; la Lazio; l’ Abruzzo e Molise, la; Campania; la Puglia; la Basilicata, la Calabria, la Sicilia, la Sardegna.
Una prima definizione di Regione, però, fu definita e sviluppata, come diviso il territorio italiano, e si ebbe negli anni immediatamente successivi all'Unità d'Italia.
Una delle prime preoccupazioni del neonato Regno d'Italia fu il timore del decentramento, visto come anticamera di dissoluzione dello Stato unitario appena costituito..
Nel Regno d'Italia, pertanto, la massima suddivisione amministrativa era la provincia, mentre le regioni non esistevano come enti territoriali.
infatti le province erano ritenuti "circoscrizioni territoriali" o "compartimenti", rimpiazzando i precedenti stati preunitari.
Il termine "compartimento" fu utilizzato per la prima volta nell'Annuario statistico italiano del 1912.
Pur se rappresentati sulle cartine dell'epoca, i compartimenti erano divisioni teoriche, a cui non corrispondeva alcun organo istituzionale.
Le partizioni erano sostanzialmente le regioni attuali, tranne che per l'assenza di Val D'Aosta, Friuli e Molise e la presenza territori, nelle regioni come la Lunezia o Emilia-Lunense, che indicava una area geografica italiana (fra le province di La Spezia, Massa-Carrara, Parma, Piacenza, Reggio Emilia e Mantova, nonché di una parte di quelle di Cremona e di Lucca).
Il termine "Lunezia" (dall'unione di Luni e La Spezia) fu coniato nel 1989 dal giudice, Alberto Grassi, durante una riunione dell'allora comitato promotore della nuova regione Il primo progetto presentato all'Assemblea Costituente sulle regioni fu una Lettera di Carlo Sforza indirizzata il 19/12/1946 al ministro Formentini
Nel luglio del 1946 la Commissione dei 75 propose l'istituzione delle Regioni ad autonomia ordinaria, come (Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria, Emiliana Lunense, Emilia e Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzi, Molise, Campania, Puglia, Salento, Lucania, Calabria) (art. 123 del progetto di Costituzione), demandando la decisione sulla definitiva individuazione di queste ultime al Plenum costituente. Infine Il 17 dicembre 1946 ci fu un intervento favorevole alla creazione della regione emiliana-lunense di Pietro Bulloni.
Nell'ambito della Seconda Sottocommissione la proposta venne approvata il 18 dicembre 1946, indicando le seguenti 22 regioni:
«Le Regioni sono: Piemonte, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli, Liguria, Emilia-Appenninica, Emilia e Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzi, Molise, Campania, Puglia, Salento, Lucania, Calabria, Sicilia, Sardegna, Valle d'Aosta.»
. Dopo la crisi di governo del maggio 1947, si giunse al compromesso del 29 ottobre, che ritenne per il momento di non avere elementi sufficienti per procedere ad una seria determinazione delle circoscrizioni regionali il nuovo governo De Gasperi, fu obbligato ad aderire all'ordine del giorno e all'articolo aggiuntivo di Costantino Mortati del 4 dicembre 1947, che consentiva entro cinque anni le modificazione delle circoscrizioni regionali e alla fine si decise di confermare solo la regione Emilia-Romagna.
Il Testo coordinato dal Comitato di redazione prima della votazione finale in Assemblea e distribuito ai Deputati il 20 dicembre 1947 recitava: «Art. 131. Sono costituite le seguenti Regioni: Piemonte; Valle d'Aosta; Lombardia; Trentino-Alto Adige; Veneto; Friuli-Venezia Giulia; Liguria; Emilia-Romagna; Toscana; Umbria; Marche; Lazio; Abruzzi-Molise; Campania; Puglia; Basilicata; Calabria; Sicilia; Sardegna.»
Quindi furono istituiti 20 regioni, ma poi divvero 21 nel 1963 quando Il Molise si staccò dall'Abruzzo e divenne regione autonoma, tramite la Legge costituzionale n. 3 del 27 dicembre. Questa legge modificò gli articoli 131 e 57 della Costituzione, riconoscendo ufficialmente la separazione territoriale e l'autonomia regionale del Molise. La legge entrò in vigore il 19 gennaio 1964.
Per completare la effettiva suddivisione del Territorio Italiano, manca due Regioni, che sono sospese. la Lunezia ed il Salento,.
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Dopo questa breve storia della nascita delle regoni Italiane, vi posterò, quando effittivamente furono istituit le attuali, specie quella della Regione Campana e chi la presiedette la prma volta, e i vari successori governatori fino ad ora.
Buongiorno Professore
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