Buon giorno.Buona Domenica 14Giugno 2026
--- Sant’Anastasio -- San felice -- Sant’Eliseo -
Per le persone di una certa età, non è facile adeguarsi, alla nuova realtà tecnologica, come i moderni telefonini, i nuovi strumenti trasmettitori, che oltre a trasmettere la voce, immagini e messaggi della persona chiamata, sono pure un archivio aggiornato di documenti, senza l’utilizzo di fascicoli ingombranti di carta.
Soprattutto però, fanno perdere il rapporto fisico umano con chi si vuole scambiare e confrontare da vicino le proprie esperienze vissute e riflessioni sull’attualità.
Dopo questa costatazione della realtà, concedetemi di postarvi, come al solito, dopo il saluto augurale mattiniero, un mia curiosità storica, forse tutta partenopea per mettere in risalto l’arguzia napoletana con il detto me pare “ ‘A BANCA ‘O SCIULIO” che fa intendere le promesse di grandi e facili guadagni non sono vere, nè affidabili.
.Dalle Curiosità storiche di Sasà ‘O Prufessore
‘A BANCA ‘O SCIULIO Storia della Banca del Principe Gugliemo Ruffo di Scilla
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‘O Banc’ ‘o Sciùlio = (la banca dello scivolo) non era altro che un tipo di banca, classificate poi in "Banche usura", che sorsero e proliferarono specie a Napoli, (se ne contarono circa 60) ed in tutta la Campania specie nel Nolano, con una follia finanziaria di facili guadagni senza dover rischiare in investimenti produttivi. A Napoli, una di queste banche usura, fu la Banca di Scilla, fondata dal Principe Guglielmo Ruffo di Scilla e fu additata e definita dopo il suo fallimento per errati investimenti, come “ la banca ‘o sciùlio”. La sede principale e le numerose agenzie, che sorsero numerose a Napoli erano ubicate generalmente nei dintorni di Via Toledo, che promettevano un tasso di interesse esorbitante, piuttosto elevato, che oscillava in media dal 15 al 30 per cento. La detta banca di Scilla ( ‘o banc’o sciùlio) riuscendo a mantenere la promessa iniziale di tassi particolarmente elevati, e per attirare ingenti capitali praticava oltre a tassi elevati, all’inizio restituiva il denaro ricevuto in deposito, in biglietti di carta, con monete d’oro. Adottando questo sistema di accaparramento delle provviste, però, non avendo previsto una svalutazione enorme tra le monete d’oro e da i biglietti di banca, e non riuscendo poi a fronteggiare l'emoragia di richieste di restituzione dei depositi ricevuti, a causa di una campagna di stampa promossa dal Governo nazionale e dai banchieri filogovernativi che andavano diffondendo sospetti di insolvibilità di detta banca. La efficace campagna di stampa riuscì ad impaurire gli investitori, che in un baleno chiesero i lori capitali e così si ebbe il tracollo di tutta quella attività finanziaria, anche perchè si ebbe una pesante perdita nel mercato dell'olio e del grano, prodotti su cui si era investito speculando e non sapendo coprirsi da eventuali rischi.. La banca di Scilla, fallì miseramente e quindi le sue operazioni finanziarie furono considerate solo una grande truffa. Il suo
fondatore, il principe Guglielmo Ruffo di Scilla, fu dichiarato quindi
fallito e molti investitori persero il loro danaro, che avevano
investito nella banca di Scilla. L’arguzia napoletana dopo
la brutta esperienza da quel momento sancì e dichiarò, la banca del Principe
Ruffo di Scilla, la banca dello Sciulio, lo scivolo o meglio come
la banca di una sonora caduta , di un cattivo investimento, parafrasando
e storpiando infine, la parola "Scilla" in "
Sciulio", il passo fu breve. L’immagine sotostante è |
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Ritratto del Principe Guglielmo Ruffo di Scilla |

Ci saranno altre curiosità storiche che posterò , alcune interessanti paesaggistiche w di varia natura, spesso inespicabili,
RispondiEliminaE' saggio diffidare di questi loschi soggetti
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