Buon giorno Buon Lunedì 30 marzo 2026
--- Sant’ Amedeo – Santa Restituta – San Ludovico ---
Augurandovi un buon inizio periodo pasquale, peil tener vivo il nostro rapporto di una sincera amicizia, Vi posterò anche stamane una mia ennesima curiosità storica, questa volta avente come argomento, organizzazione di gruppi malavitosi
Dalle curiosità storiche di Sasà ‘o Professore. La Vera Storia dell’e associazioni malavitose italiane e il loro simboli di riferimento
Iniziamo col dire che la Cosca ha come, simbolo di riferimento (il carciofo)
“Il carciofo” è l’ortaggio a cui fanno riferimento le Cosche malavitose siciliane.
Il termine Siciliano di “ Cosca”, che risale al tardo latino, per identificare la costola della foglia, o meglio l’insieme di foglie , che stanno a proteggere il nucleo, la parte più importante del carciofo.
Quindi le cosche mafiose fanno riferimento all’insieme di foglie del carciofo, che formano varie cerchie, quelle più esterne proteggono dalla vista quelle più interne, in modo da mantenere la segretezza, come lo è Cosa Nostra, appunto una società segreta mafiosa..
Le foglie (cosche) esterne, cioè i delinquenti di strada, sono considerati carne da macello, che vanno a riscuotere il pizzo ed eseguono a loro volta i lavori di bassa macelleria e passano la maggior parte della loro vita in galera o fuggendo dai killer rivali.
Le foglie esterne a loro volta, impediscono la vista del nucleo centrale per cui non si riesce ad inoltrarsi verso l’interno ed impediscono di arrivare al “cuore” del cosca, ai capi di Cosa Nostra, che rimane segretissimo e la cui conoscenza e visibilità è ristretta a pochissime persone.
Questa struttura finalizzata al mantenimento della segretezza serve non solo a proteggere i propri membri dalla legge, ma anche a nascondere ciò che ha sempre garantito la crescita ed il prosperare dell’organizzazione, cioè i legami con il potere politico, economico e uomini delle istituzioni.
Dunque l’ortaggio, il carciofo, è come “ Cosa nostra” una società segreta, come per esempio lo furono la carboneria e la massoneria.
La Mafia siciliana ha forma di tipo gerarchico, mentre il similiare gruppo campano, specie quello napoletano che è noto come la “ Camorra”, è un insieme di gruppi autonomi
La camorra è una delle organizzazioni criminali più antiche e potenti in Italia, originaria della Campania con radici storiche che risalgono all'Ottocento
A differenza di “Cosa Nostra”, che ha una struttura piramidale, la camorra si è storicamente sviluppata come un insieme di gruppi autonomi, detti clan, spesso in competizione tra loro.
le radici della Camorra, affondano nel contesto popolare e plebeo napoletano dell'Ottocento, inizialmente con forme di controllo del territorio e, a volte, sostituendosi alle autorità locali.
Nel corso del Novecento, la camorra si è trasformata in una moderna associazione a delinquere, coinvolta nel contrabbando di sigarette e successivamente nel traffico di droga, estorsioni e riciclaggio.
Sono noti i Clan, con il termine “NCO” e “Nuova Famiglia:” Negli anni '80,fu tentato di unificare la criminalità campana con la Nuova Camorra Organizzata (NCO), scontrandosi violentemente con la "Nuova Famiglia", un cartello di clan rivali.
La “Camorra Moderna”è Oggi è una "piovra" che si infiltra nel tessuto economico, imprenditoriale e politico, con clan autonomi che si contendono il territorio.
Associazione Malavitosa esistono anche in altri territori specie al Meriodione, noti come la la ”Ntrangheta in Calabria e la “Sacra Corona Unita”a in Puglia.
La “ 'Ndrangheta” calabrese” è una delle organizzazioni criminali più potenti al mondo, basata su legami di sangue e strutturata in "Ndrine" (una vasta rete di parentele).
La Sacra Corona Unita (SCU) in Puglia, nata negli anni '80 è strutturata in gradi simili alla 'ndrangheta, ma caratterizzata da maggiore frammentazione.
Le immagini sottostanti sono:+
Il carciofo è il simbolo della Mafia (la Cosca); La cosca è la parte più interna del caiciofo.


altre curiosità vi posterò amicii e amiche , per farvi cosa gradita. la prossima sarà geografica. a risentirci.
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