sabato 21 marzo 2026

Buon giorno – Buon Sabato 21 Marzo 2026

 

Buon giorno – Buon Sabato 21 Marzo 2026
-- San Giustiniano--Santa Benedetta--San Giacomo –
Per tenere sempre viva la nostra sincera amicizia, anche oggi vi posto un a mia curiosità oltre che storica, di alcuni significativi termini Napoletani: comr.
.‘O Paccare o (Pacchere)
•il termine Paccare (più cottettamente si dice e si scrive (Pacchere) è uno dei tanti tipi di percosse, fatte con le mani, purtroppo non traducibili nell’idioma italiano. Possiamo definirlo un colpo sferrato con la mano aperta sulla guancia o sulla faccia di un'altra persona.
" ‘O Pacchero" è un termine cosi bizzarro, che deriva dal greco antico (πας, “tutto", e χειρ, "mano") e viene utilizzato nella lingua italiana, come “pacca", cioè “schiaffo a piena mano. In italiano si traduce appunto con schiaffone, ceffone o una percossa data a mano aperta. Quindi Indica uno schiaffo sonoro spesso ricevuto sulla guancia. A Napoli esistono moltissimi modi per definire le percosse. Oltre al paccaro, si usano termini come “Papagno” (uno schiaffo più forte) o “Cinchefronne”.
Nella cucina partenopea il termine, Paccare, è pure un tipo di pasta, che generalmente è abbinato ai sughi di pesce (pensiamo al pacchero con le cozze), ai sughi di carne (pensiamo al pacchero alla genovese), al ragù, o riempiti di ricotta.
Si rammenta che un tipo di pasta campano:. “Gli Schiaffoni” - Pasta Garofalo - Pasta di Gragnano IGP.
I Paccheri campani, quelli di grano, sono lisci o rigati, fatta con la farina di semola di grano duro. Hanno una forma, che ricorda molto quella dei maccheroni, ma di taglia gigante. Anticamente era il formato di pasta più consumato dai meno abbienti (pensate che pochi paccheri saziavano anche i più affamati).
A Napoli i Paccheri, questo tipo di maccheroni, simile a uno schiaffo, che fanno quando vengono versati dalla pentola nel piatto o rimescolati nella zuppiera pieni di salsa.
Una curiosità storica riguardante questo particolare tipo di pasta, il nome è associato ad aneddoto molto divertente. Si racconta che un giovane apprendista pastaio di un pastificio di Gragnano, (per partecipare ad una gara di Pastai della zona), sbagliando il taglio dell’impasto, creò una grande penna di pasta gigante, e così, che diede vita a questo nuovo formato, oggi ritenuto tra i più buoni e famosi. Ma, essendosi trattato di un errore, per la sua negligenza il ragazzo ricevette uno schiaffo dal mastro pastaio. Da quel momento nacque il nome, che noi buongustai oggi conosciamo. Nel linguaccio comune napoletano, come è riportato nel Dizionario, inedito, Napoletano di un certo Sasà ‘o professore, è riportato anche speciali paccheri, in senso figurativo: tipo ”Pacchere a “Mana smerza” In italiano Manrovescio), Paccariato (schiaffeggiato, Ceffonato, nonché senza soldi, squattrinato).
Spero che la curiosità sia piaciuta, lasciata per tanto un vostro commento, in modo che ve possa narrare delle altre. grazie a risentirci.
Le immagini sottostanti sono:
Uno Pacchero (schiaffo) dato a un bambino
Vari tipi di pasta come il Paccheri (gli schiaffoni)


 

1 commento:

  1. POstrerò la prossima un'altra pintata con con detti napoletano . , che sono concettti filisofi dell popolo di napoli come affontare la vita, basat sula esperienz adi vitta vissuta dalle generazioni che ci hanno proceduto

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