sabato 7 marzo 2026

Buon giorno – Buon Sabato 7 Marzo 2026

 

Buon giorno – Buon Sabato 7 Marzo 2026

Santa Perpetua – San Elpidio – San Basilio

 

Ottava Puntata delle Curiosità storiche di Sasà ‘O Professore

DOPO IL PROCESSO di piazza del Plebiscito

Seconfa parte di re Vittorio Em. III° di Savoia

 

il mio caro amico Tore Castagna mi chiese cosa fece di male.Re Vitt. Em.III°.

Immantinente replicai: “Se, non lo sai, te lo dico io! Nei suoi 46 anni di regno dette il proprio consenso a fare guerre in ogni continente, iniziando già dal 1911 con la guerra Italo/Turco, per conquistare la Libia (le immense regioni desertiche della Tripolitania e della Cirenaica) e nell’occupare alcune isole del Dodecanneso nel mare Egeo.”

Continuai affermando: “Non c’è lo con Casa Savoia, né con Vittorio Emanuele III° ”, Incalzai poi, affermando: “ eppure sono nato durante il suo regno, fortunatamente, però, quando era agli sgoccioli" .

"Insieme a te vorrei sapere, (che ritengo una persona riflessiva, onesta e giusta), ed analizzare la vita di quest’uomo, che da quando diventò Re, a me sembrò, che né abbia combinato tante, (‘nu cuofene come diciamo dalle nostre parti).

Le malefatte furono tante, a parte le guerre, ma, se pensiamo ai tradimenti ed agli spergiuri, stravolse trattati internazionali controfirmati con diversi stati, ed impose leggi razziali verso cittadini d'estrazione religiosa diversa dalla cattolica (come gli ebrei).”

Carissimo, mio Sasà ‘o professore”, rispose il mio interlocutore, (Tore Castagna): “Ti contraddico! Il buon Re Vittorio Emanuele III durante tutto il suo lungo regnare non fu solo un guerrafondaio, ma ebbe un atteggiamento politico rivolto, specie all’inizio, alla creazione della pace sociale. Attivò una legislazione, che superò l’ardente contrasto tra il capitale ed il lavoro. Ebbe come punto di forza della sua visione politica, quella di portare le classi popolari ad un alto livello intellettuale, morale ed economico, assicurando un’istruzione a tutti i cittadini”.

Continuò affermando: “ Nel periodo che va dal 1900 ed 1921 (non va dimenticato) promulgò leggi, come la tutela degli emigranti; la tutela del lavoro, istituì alcuni diritti fondamentali, specie per le donne lavoratrici e per i minori; fece adottare le misure contro la malaria; istituì l’Ufficio del Lavoro; quello per la realizzazione dell’Edilizia di Case Popolari; istituì, infine, l’assicurazione a garanzia degli infortuni sul lavoro. Promulgò l’obbligo del riposo settimanale, l’istituzione della Cassa nazionale delle assicurazioni sociali, quella per la maternità e l’assistenza a favore dei colpiti da disoccupazione involontaria, la mutualità scolastica e la meritoria Opera Nazionale Combattenti”.

“Per tutte queste leggi, da Lui fortemente volute ed ispirate, fu ritenuto come un Re Socialista, pronto e attento alle esigenze di progresso del Paese. Contribuì finanziariamente alla fondazione a Milano della prima Clinica di Medicina per il Lavoro d’Europa e di uno dei primi istituti per lo studio e la cura del cancro”.

“Va bene tutto ciò! “ Interloquii: “ come lo spieghi, allora, che non tutto il popolo era con lui? Nel marzo del 1912 ci fu un attentato alla sua persona, in Piazza del Pantheon a Roma e fortunatamente andò a vuoto. Fu un attentato a colpi di pistola per opera del ventenne muratore romano anarchico, Antonio D’alba, che fu prontamente arrestato e velocemente processato e condannato a 30 anni di galera in isolamento. Morì in un manicomio giudiziario, non potendo essere giustiziato, perché le nuove norme non prevedevano la pena capitale per il solo fatto che il suo gesto non ebbe le funeste conseguenze (il regicidio). Ci fu anche un altro attentato, nell’estate del 1941, durante una visita sul territorio appena conquistato, l’Albania, finito presto nel dimenticatoio per non pregiudicare l’alone di notorietà del piccolo Re, divenuto, non per sue grandi gesta eroiche militari, oltre a Re d’Italia ed Imperatore dell’Eritrea e della Somalia, anche Re d’Albania. “

Allora non era tutto oro quello che luccicava? “ m’interruppe, il buon Castagna, “la sua altezzosa ed austera regalità era solo una copertura istituzionale formale, come lo sono tutte i Re e le Regine di questo mondo, poiché giustamente il potere di governare un paese è delegato a un presidente del Consiglio, eletto direttamente o indirettamente dal popolo, con elezioni indette periodicamente sancite da costituzioni.“

In realtà in ogni paese civile così è esercitato il potere” ripresi a dire: “A quell’epoca, però, la nomina dei Capo dei governi e dei Ministri era esclusiva prerogativa del regnante, tanto che, i guai della nostra Nazione si possono facilmente addebitare a Lui, (nel nostro caso Vittorio Emanuele III°). Con pavido, ombroso e caparbio comportamento manifestò, la non grande personalità, specie, come durante la marcia su Roma delle squadracce fasciste. “

Allora Professore Sasà, volete affermare che era un inetto, che si faceva consigliare malamente dai suoi autorevoli collaboratoti della corona” mi contestò il caro Castagna e mi rintuzzò: che, se, si piegò e accettò la dittatura fascista dell’Onorevole Mussolini, fu per ben determinati motivi, specie tre, (come riportò lo storico Renzo De felice nella sua storiografia del fascismo), che si possono racchiudere in :

* La debolezza del governo in carica presiedutodall’onorevole Luigi facta;

* La paura dell’atteggiamento filofascista del Cugino, il Duca d’Aosta, che l'avrebbe potuto spodestare; * Le incertezze dei vertici militari nel contrastare la marcia su Roma, giustificando come una inutile guerra civile interna”..

“Non sono giustifiche plausibili, anche perché era noto a tutti che le preoccupazioni erano fuori luogo, sul fatto che, le forze militari dell’esercito di stanza nella capitale, erano di gran lunga come quantità superiori dell’orda fascista, che risultava mal equipaggiata ed ordinata”.

“Caro Castagna! Tengo a precisare che ho letto che il piccolo Re, tentò, ligio allo Statuto Albertino, di dare una parvenza costituzionale parlamentare, dando l’incarico di formare (dopo le dimissioni di Luigi Facta), un nuovo governo liberal-fascista, presieduto dal Duo (Salandra – Mussolini). Ipotesi prontamente bocciata dai fascisti e così si piegò a concedere l’investitura governativa al solo Mussolini.”.

“La sporca guerra subita per volontà fascista,

(Caro Castagna) la storia lo tramanda come anch’egli un Re Tentenna tentenna, come il suo avo. Carlo Alberto,di Savoia, volendo in cuor suo sbarazzarsi del Duce, ma, non ne era capace, né possedeva l’autorità”.

“Era, volete dirmi, un re fantoccio” riprese il buon Castagna” che, non contava niente, doveva solo apporre la firma di Re¸ (quale prima autorità della Nazione) ai documenti importanti, specifico, alle leggi, ai decreti, ai trattati internazionali diciamo alle questioni non solo formali e burocratiche, ma pure sostanziali senza potersi opporre”.

 Caro Castagna, non andò tutto così !” Gli risposi  con garbo, e continuai “ Dopo le sconfitte per le battaglie della difesa dei territori conquistati in terra d’Africa, si convinse che fosse giunto il momento di rompersi dello squadrista fascista ed approfittando del voto contrario del Gran Consiglio del Fascismo del 25 Luglio 1943 alla sua disastrosa politica, l'indomani nel riceverlo a palazzo Chigi, lo fece arrestare e contemporaneamente nominò nuovo capo del Governo il generale Pietro Badoglio

che il 3 settembre firma un armistizio con gli Alleati (reso noto solo l'8 Settembre, dopo che il 7 settembre fu fatto annunciare da radio Algeri dal generale Eisenhower con la minaccia di un bombardamento sulla capitale qualora non si procedesse alla proclamazione). L'esercito si ritrova allo sbando sotto i colpi delle numerose unità tedesche, inviate in Italia all'indomani della caduta di Mussolini.”

 Era finito il fascismo, allora Professò !” Istintivamente esultò il Castagna e proseguì tutto eccitato:

Le immagini sottostanti sono: Piazza municipio, come era nell’anno 2000 (con veduta della Banca d'Italia

il re Vittorio Emanuele III di Savoia

IL generale Pietro Badoglio

 

Continuerà Con la  terza parte con avvenimenti

riguardanti Vittorio Emanuele III° di Savoia., del  periodo del Dopo Processo, alla prossima

 



 


1 commento:

  1. Come promesso continuerò a narrare e postare la storia di casa Savoia , buon sabto, per chi partecipa al sabato musicale" mastro masiello Mandolino"

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