venerdì 5 giugno 2026

Buon Giorno Buon Venerdì 05 Giugno 2026

 

Buon Giorno Buon Venerdì 05 Giugno 2026

-– San Bonifacio – San Doroteo – San Sancio ---

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il progresso tecnologico, consente si miglioramenti, ma  la soppressione di lavori, che impiegavano una quantità di persone, detti lavoratori  non specialistica, che assicurava a questi occupanti, una vita dignitosa e ben remunerativa per poter crearsi una propria famiglia.

Intanto le generazioni successive alla nostra, sono costretti  a lasciare la località di nascita e di appartenenza,  ed  emigrare ed andare all’estero. per un lavoro redditizio.

Senza pensare agli emigranti Afaganistani , bruciati vivi dai cosiddeti Caporali, in Calabria, nella macchina, che li stava portando al lavoro, perché reclamavano un contratto adeguato alle loro faticose prestazioni e non essere ammassati, come bestie in locali malsani  privi dei necessari servizi per vivere e andare avanti.

La realtà, che stiamo vivendo è questa, se non si crei un progetto innovativo con la sicurezza dei lavoratori con apposite leggi dei governi in futuro.

Dopo questa amara constatazione, anche oggi come predissi ieri: dopo la curiosità della storia sulle 7 Madonne Speciali, venerate in Campania, vi posterò di alcune particolari Madonne Campane, anch’esse speciali, esattamente due, una venerata a Napoli centra, e un’altra, di recente, a Giugliano di Napoli.

Dalle Curiosità storica religiosa di Sasà ‘O Prufessore.

Le 2 Madonne Speciali

la prima è :

LA Madonna del Carmine, nota pure come la Madonna Bruna, di piazza del mercato di Napoli.

La tradizione racconta che alcuni monaci, fuggendo dalla persecuzione dei Saraceni in Palestina, venendo in Napoli, portarono un'immagine della Madonna Glicofilusa da essi venerata sul monte Car:melo, culla del loro ordine. Vi era in Napoli, presso la marina fuori dalla città, una piccola cappella dedicata a san Nicola che fu concessa ai monaci, che da allora vi s'insed+iarono e collocarono l'immagine della Madonna in un luogo detto "la grotticella". Ma il primo documento storico della presenza dei carmelitani e dell’immagine sacra della madonna bruna, nella chiesa di Santa Maria del Carmine. a Napoli,si ha nel 1268, quando i cronisti del tempo descrivono il luogo del supplizio di Corradino di Svevia nella piazza antistante la chiesa. In realtà, l'icona della “Vergine Bruna” (per il colore della pelle) sembra opera di scuola toscana del XIII° secolo. È una tavola rettangolare, alta un metro e larga 80 centimetri. L'immagine è del tipo "della mediantetenerezza", in cui i volti della Madre e del Figlio sono accostati in espressione di dolce intimità (modello bizantino della Madonna Glykophilousa)

infatti l’icona rappresenta, come è dipinta, nelle aureole dorate e il fondo dell'icona, anch'esso dorato (l'oro simboleggia il colore del sole), indicano la santità della Madre e del Figlio; nel colore azzurro-verde (colore dell'acqua marina, simbolo della fertilità) del manto della Madonna ricorda il valore della sua maternità divina; nel colore rosso (simbolo dell'amore) della tunica sotto il manto e della quale una parte copre il bambino, indica il forte amore, che unisce la Madre al Figlio; nella stella con coda pendula del manto è segno della sua verginità; la tunica, poi di color pelle di pecora del bambino ci ricorda che egli è l'Agnello di Dio; nella mano sinistra della Madonna, che stringe in braccio il Figlio, è segno di tenerezza. mentre nella mano destra, in risposta alla supplica: "Mostraci il frutto del tuo grembo, Gesù", indica: "Ecco la via, la verità e la vita"; e così I volti della Madre e del Bambino, nel dipinto, sono accostati in espressione di tenerezza.

Nel settembre del 1943 si presentarono nella chiesa del Carmine,in piazza mercato, un gruppo di soldati tedeschi intenzionati a portare via i resti mortali di Corradino e intimarono a padre Elia Alleva, di mostrare il luogo della sua sepoltura. Il religioso non specificò con esattezza dove erano le ossa, li portò solo sotto la lapide, mutila di alcune parti che li indussero all'errore. poiché lo scritto indicava le seguenti parole: il piedistallo. mancante la parola dietro, ma in realtà doveva essere dentro il piedistallo. I tedeschi senza trovare niente dietro il piedistallo si arresero e andarono via e oggi le ossa di Corradino riposano ancora nel piedistallo della statua.

Fino agli anni sessanta del secolo scorso, nemmeno una parola ricordava i luoghi che videro l'uccisione e la sepoltura di Masaniello: fu così che i carmelitani decisero di tramandare ai posteri il ricordo di quegli eventi con due lapidi, una nel convento dei frati, l'altra in chiesa del Carmine, nel luogo della sepoltura. Esiste ancora la Festa del Carmine, che è una festa tradizionale di Napoli il cui evento principale è lo spettacolo pirotecnico, che inscena l'incendio del campanile della Chiesa del Carmine Maggiore, nella sera del 15 luglio. L'esclamazione "Mamma d''o Carmene" è di uso comune a Napoli ed esiste un proverbi, che si riferisce al campanile del Carmine: " 'e scagnato 'o Campanario d''o Carmene pe’ nu cuoppo 'e aulive" (hai scambiato il campanile del Carmine per un coppo -cono di carta- di olive) per indicare la svista presa nel fare determinate osservazioni.

Infine nella chiesa del Carmine sono stati celebrati vari funerali, con la partecipazione della popolazione napoletana, come quello di Totò (1967) o di Mario Merola (2006)

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la seconda Madonna speciale è::

 La Madonna Zingarella o delle strade

venerata a Giugliano in Campania.(NA)

Suor Angela Maria Bovo, nata negli Stati Uniti da genitori veneti, investigando sulle sue origini italiane, ha fatto una scoperta sorprendente. Rimasta orfana in tenera età, voleva saperne di più del suo paese di origine, dei suoi genitori e del motivo della loro emigrazione in America. Fu così che, nei mesi estivi del 1984, ottenne dalla sua Superiora il permesso di compiere un viaggio in Italia; e così ebbe occasione di +conoscere le sue origini.

A casa di un’anziana zia Giulia – rintracciata a Venezia dopo accurate ricerche – c’era una piccola immagine di forma rotonda, dalla cornice dorata: era la familiare "Madonna delle Vie" [detta anche "La Zingarella"] del Peruzzi.

"Questa è tua madre!", disse zia Giulia.

"Lo so", rispose Sr. Angela Maria, credendo che la vecchia zia parlasse della Madonna.

– "No, no", insistette la zia, comprendendo la reazione della religiosa: "È la tua vera madre!".Da principio la Suora era scettica. La zia restò come offesa: "Perché dubiti?". Poi, mediante l’interprete, Giulia cominciò a narrare una storia sorprendente: rifugiatisi i genitori di lei sui Colli Euganei nel 1866 [a causa delle guerre che allora sconvolgevano la Repubblica di Venezia], fu lì che Roberto Ferruzzi vide Angelina Cian – la futura madre di Sr. Angela –, allora dodicenne, che custodiva il fratellino ancora lattante, formando un quadro stupendo. Ferruzzi, giovane artista di appena trent’anni, fu colpito dalla bellezza e dal candore della scena e decise di dipingerla: forse non ebbe mai l’idea di dipingere un quadro della Vergine; ma il soggetto era tale che gli venne spontaneo intitolarlo "Madonnina".

 

Esiste ancora un’altra speciale Madonna , venerata a Napoli, quella delle mosche, ma la posterò somani per non appasantire la vostra  lettura.

 

Le immagini sottostanti sono:

il dipinto di LA Madonna del Carmine, nota pure come la Madonna Bruna di piazza del mercato di Napoli;

La Madonna Zingarella o detta Madonna delle strade, venerata a Giugliano in Campania.(NA) 



 

1 commento:

  1. Esiste ancora un’altra speciale Madonna , venerata a Napoli, quella delle mosche, ma la posterò somani per non appasantire la vostra lettura.

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