Buon giorno – Buon Lunedì 26 gennaio 2026
--- San Timoteo – San Tito – Sant’Alberico ---
Purtroppo questo brutto periodo continua ancora ad esistere, e questo avviene perchè non c’è la vera parità di diritti, per tutti gli esseri umani di questo mondo, come la libertà e la democrazia, poter spostarsi in qualunque posto del pianeta, terra, per avere la possibilità di sopravvivere in pace e poter consegnare alle prossime generazioni, ciò che si è raggiunto con lo studio, la ricerca e il modo di vivere senza conflitti cruenti.
Importante invece e prepararsi ai cambiamenti climatici
per evitare gli effetti deleteri con l’estinzione dell’uomo e tutto ciò, che rende la vita possibile.
La speranza, comunque è l’ultima a morire, sono convinto che si potrà cambiare rotta all’andazzo delle situazioni creatasi in questo inizio millennio, perché la vita dovrà esistere, non si sa per quanto tempo ancora, con tutte le sue turbolenze e quei pochi momenti di gioia.
Intanto come al solito, carissime mie lettrici e stimatissimi lettori, nell’augurarvi buon inizio di settimana, vi posterò una mia interessante curiosità storica che riguarda un vecchio mestiere napoletano soppresso, che faceva parte di come si riparavano le scarpe di un tempo non lontano.
Dalle curiosità storiche di Sasà ‘o prpfessore
‘O Scarparo
Da buon napoletano, conosco la maggior parte dei nostri celebri proverbi.
Eccone uno dei tanti, che secondo me, sono tutti delle perle di saggezza, che noi napoletani utilizziamo spesso nel nostro intercalare.
Come il proverbio sicuramente più simpatico e più azzeccato è sicuramente quell, che recita
“ ‘O Scarparo Tène ‘E Scarpe Ròtte ”
Lo scarparo è la traduzione in napoletano del calzolaio. Questo proverbio napoletano quindi letteralmente significa “il calzolaio cammina con le scarpe rotte”. Viene utilizzato quando una persona, che fa un certo lavoro, e magari lo fa anche molto bene, si dedica talmente tanto alla sua attività, che non ha tempo per curare se stess, e quindi il calzolaio, non avendo tempo per riparare le proprie scarpe, cammina con le scarpe rotte.
Infatti siamo sempre impegnati a fare le cose per gli altri, poi, quando, quella cosa serve a noi, non abbiamo il tempo per farla in pratica. O Scarparo è un mestiere conosciuto anche col termine Solachianelle o Solachianiello–
‘O Solachianiello: chi era, e perchè si chiama così?
Tra gli antichi mestieri praticati un tempo nella città di Napoli, quello del solachianiello merita assolutamente di essere raccontato Facciamo chiarezza, chi era il solachianiello?
‘O solachianiello, come il termine dialettale suggerisce composto da sola,(suola), e chianiella, (un tipo di scarpa fatta a forma di pantofola), era, quindi, colui che riparava le scarpe, un vero e proprio ciabattino, che esercitava la sua professione, sia a domicilio, che in bottega. La sua cerchia di clienti era solitamente composta da quelle persone, che, non potendo permettersi l’acquisto di un nuovo paio di scarpe, decidevano di aggiustare, finchè possibile e in tempi rapidi, quelle usurate.
Non è quindi un caso che le vecchie botteghe dei calzolai erano note ora, come “rapide”. Rapide perché coloro, che si recavano in negozio necessitavano di una riparazione fatta ad arte e in tempi brevi per non rimanere a piedi nudi.
Il ciabattino invece è colui che ripara soltanto le scarpe, e le ciabatte (le pantofole), mentre il calzolaio ha un significato più ampio, perché non ripara solo scarpe, ma anche borse e accessori vari, oltre ad effettuare una serie di lavorazioni come il cambio colore, il lavaggio a secco e la pulizia di accessori in pelle, camoscio, nabuk e altri ..
Le immagini sottostanti sono:
1) Lo Scarparo detto pure “Solachianelle”;
2) Bottega del calzolaio odierno con l’insegna “Rapida”
Ricordare personaggi politici, che cambiarono modo di far politica con effetti deleteri, che prima erano solo di una determinata classe sociale, come la raccomandazione per conseguire vantaggi economici con la convinzione che con il potere dei soldi si potesse raggiungere qualsiasi obiettivo possibile, superando anche le normali conquiste sociali raggiunte con anni di lotte , come la parità di genere, un giusto salario e la durata del lavoro giornaliera, in modo da far riposare i lavoratori dipendenti affinché potessero essere efficienti il giorno dopo.


come sempre se vi èpiaciuta la curiosità lasciate un commento e proseguirò con altre curiosità di vario tipo, grazie
RispondiEliminalasciate un commrento se la curiiosità è èiaciuta
RispondiEliminaBellissima curiosita'!! Viva 'o solachianiello!!
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