venerdì 30 gennaio 2026

Buon giorno – Buon Venerdì 30 gennaio 2026

 

Buon giorno – Buon Venerdì 30 gennaio 2026

--- Santa Martina – San Sigismondo – San Mattia ---

 

Dopo le ultime  notizie, apprese dalla tv e confermate dal notiziario di Goole sul Computeer, la corruzione e la cattiva politica non mancano mai, in questo periodo, che fanno si che il male supera il bene, mentre necessita stare tranquilli e sereni , senza trepidazioni di sorte, per andare avanti.

 Stamane pare, sia  tornata la temperatura piacevole,con un sole splendente, anche se stiamo nei famosi giorni, quelli   della Merla, infatti al pomeriggio soffia un un vento fastidioso e gelido, costringendo a rimanere in casa.per non raffreddarsi e evitare l’influenza stagionale invernale.

Intanto per non pensarci più di tanto, vi invito a leggere come al solito, carissimi amici lettori e stimatissime lettrici,.dopo il saluto augurale di buon giorno, una mia interessante curiosità storica, che vi posterò sui antichi mestieri napoletani di un tempo, soppressi dall’evolizione tecnologica.

Dalle curiosità storiche di Sas\à ‘o professore

‘O stuccatore de’ Palazze

 

La principale attività di questo mestiere consisteva nell'applicare intonaci di gesso su soffitti e pareti, installare elementi di solaio prefabbricati e montare pareti divisorie leggere.

Più impegnativo e gratificante, però, era l’arte  nell'eseguire di stucchi artistici, come profili, cornicioni o i lavori di restauro e recupero di ornamenti e decorazioni nell'ambito della tutela dei beni architettonici. A queste speciali attività si aggiungevano graffiti vari ai soffitti.

Il lavoro, prevalentemente, era di tipo manuale, ed era svolto in buona parte in piedi o piegati, talvolta anche con l'ausilio di macchine spruzzatrici.

Per stuccare le parete, indispensabile, necessitava una buona velocità di esecuzione, quando si stuccava (lo stucco asciuga e indurisce rapidamente).

‘O Stuccatore (l’intonacatore) deve saper eseguire il mestiere con una buona manualità, capacità di rappresentazione sui muri delle pareti, degli oggetti tridimensioni, un grande senso della precisione, e una assoluta rapidità.

Si iniziava con l’Apprendistato, per diventare ” Stuccatore”, imparando i vari sistemi costruttivi a secco. S’iniziava in tenera età e si diveniva Stuccatore, a tutti gli effetti, quando si superava l'esame di Stato previsto, conclusivo per conseguire il Diploma di tale “Scuola artistica”. Il tirocinio pratico avviene presso un'azienda del settore e generalmente l’attività professionale era svolta, poi, nel Settore privato e si esercitava in proprio.

Nel mio percorso di vita, da giovinetto, ho conosciuto un provetto bravo “Stuccatore”, (era il padre di un mio carissimo amico), che era pure presidente della Congreca dei morti della chiesa di San Nicola di Polvica, borgo dell’ex Comune, Chiaiano ed Uniti., che mi regalò copia delle regole di essere ammesso alla congrega.

Le foto sono : Stuccatori (intonacatori all'opera e lo stucco di un rilievo creato con il gesso.

 

 



 

 

2 commenti:

  1. la narrazione degli antichi mestieri continua, finchè ci saro per far vonoscere cosa avvebuto con l'evoluzione teconologica . a risentrci.

    RispondiElimina
  2. Grazie per le belle letture , Professore. Ho apprezzato anche il Sarto e la Sarta, ma leggendo solo su facebook perche' qui sul blog , non ho trovato

    RispondiElimina