sabato 17 gennaio 2026

Buon giorno – Buon sabato 17 gennaio 2026

 

Buon giorno – Buon sabato 17 gennaio 2026

--- Santa Liberata --- san Antonio Abate ---

il mondo sta cambiando, niente sarà più come prima, auguriamoci di riuscire a saper affrontare  il nuovo sistema di vita, che consentirà ancora i nostri comportamenti vitali per poter andare avanti senza stravolgere i sentimenti come l'amore, il rispetto della natura, la libertà individuale, l'uguaglianza di genere, e l’amicizia sincera, che aiuta a stimarsi e comprendersi. Ricordo un vecchio detto Napoletano: “Ogne juorne è taluorne”, ( ogni giorno è un giorno diverso ) che sta a significare che il futuro è sempre differente, a volte, peggiore, sia del presente, che del passato, che abbiamo vissuto.

 La realtà, però ci sappia insegnare come prevedere le avversità negative e permettere ancora l’esistenza di tutti gli esseri viventi, gli uomini, gli animali e il regno vegetale, su questo nostro meraviglioso pianeta , che è la terra..

Dopo questa quotidiana riflessone, per non pensarci, come al solito, vi narrerò una ulteriore curiosità storica di un mestiere particolare napoletano soppresso, che produceva il prodotto di un primo piatto gustosissimo al palato.

 Dalle curiosità storiche degli antichi mestieri napoletani soppressi fi Sasà ‘o Professore

‘O Gnoccolare

 

‘O Gnoccolare era il venditore di Gnocchi, ambulante, che girava per le strade e vicoli della città, solitamente la domenica mattina con la sua cesta ricolma di gnocchi appena fatti, vestito tutto di bianco con il classico copricapo da cuoco.

'O Gnocco, meglio se diciamo, comr in Napoletano:

" ‘O Strangulaprievete" (strozza preti) si può fare con la sola farina. Gli Strangulaprievete sono degli gnocchi di semola di origine campana, famosi fin dall’epoca rinascimentale, serviti solitamente a strati con sugo di pomodoro e fior di latte.

Si pensa che il nome derivi da un aneddoto riguardante l’abate Galiani, famoso per essere ghiotto di questo meraviglioso primo piatto. Pare infatti che un giorno l’abate, mentre mangiava un bel piatto di gnocchi, stesse rischiando di strozzarsi, forse per la troppa voracità!

Gli gnocchi, che si fanno a Roma sono di un impasto di semolino e patate, mentre al Nord anche con il riso.

Intanto spesso si usa il proverbio (Ridi, ridi, giovedì Mamma ha fatto gli gnocchi) per prendere in giro una persona, che ride per qualcosa, che in realtà non fa ridere. Da un lato serve certamente a commentare un momento di ilarità immotivato, e in questo caso gioca sul non-senso, riferendosi a una reazione di gratitudine tipicamente infantile per la preparazione di un cibo apprezzato.

Fare gli Gnocchi, questa tradizione, viene rinverdita dai negozi, che vendono la pasta fresca, ma i migliori gnocchi erano quelli fatti in casa dalle nostre mamme con l’impasto fatto ‘Ncopp’ ‘a Tavulella ( una piccola spianatoia di legno) e cu ‘o Laganature (il matterello).

E’ Gnocche” si fanno pure con le patate prima lessate, poi sbucciate ed infine, schiacciate con un bicchiere ed unite alla farina, quanto bastava, per asciugare l’impasto.

L’impasto così ottenuto, veniva ridotto in salsicciotti allungati e tagliati poi a pezzetti a forma di bocconcini ed, infine, con una forchetta o con il dito si passavano su un sottile strato di farina arrotolandoli.

Fatti asciugare un po’, erano pronti per essere cotti e serviti in ciotoline di terracotta con un ottimo Ragù, qualche pezzetto di mozzarella o provola ed una spruzzata di Formaggio grattugiato, meglio se Parmigiano Reggiano. (Così erano gli gnocchi che faceva Mammà) del tipo dei noti “Gnocchi alla Sorrentina”.

Esistono ancora oggi, gli gnoccolari, che li fanno insieme ai tagliolini ed ad altra pasta fresca su specifica ordinazione, come pure i famosi “Zuzzeri Campani” i noti “Zuzzeri avellinesi” di Forino e di Altamura Irpina, che a prima vista sembrano delle orecchiette, ma si differenziano dalle orecchiette, perché l’mpasto degli zuzzeri, dopo aver schiacciato i tocchetti di pasta e averli rigirati, si deve anche stirare leggermente la pasta. Questo serve a dare una forma più concava e assottigliare lo spessore.

A proposito di gnocchi esiste un termine napoletana, riferita ad una donna vezzosa, allettatrice, smorfiosa, che è detta : “’E una “Gnoccolara”.

Le immaggini sottostanti sono:

1) gnocchi detti strangolaprievite;

2) Gnocchi alla sorrentina, coe li faceva Mammà;

3) Lardiata di Zuzzeri di Forino e di Altavilla Irpina.

 




 

2 commenti:

  1. lasciate un commento se è piaciuta la curiosità , contnuerò la narrazione con altri mestieri soppressi . a risentirci, grazie

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  2. Una golosa curiosita' molto apprezzata , buon sabato Professore

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