giovedì 8 gennaio 2026

Buon giorno – Buon Giovedì 8 gennaio 2026


 

Buon giorno – Buon Giovedì 8 gennaio 2026
--- San Massimo – San Luciano -- San Massimiliano ---
Oggi, dopo il periodo natalizio, anche con giornate soleggiate, sembra essere ritornato il cattivo solito freddo invernale con allerte meteo di forti raffiche di vento e copiose intermittenti piogge, che ti costringono a rimanere rintanato in cassa per non subire malanni e la fastidiosa jnfluenza, che attacca se non sei vaccinato.
Questo inizio anno 2026 , non si presenta nel miglior modo possibile, con questo clima atmosferico di freddo intenso, e con le terrificanti notizie del “Rogo in Svizzera, con decessi e ferimenti di tanti giovani, ugualmente, però, desidero inviarvi il mio saluto quotidiano, augurale di buon giorno e di buon anno, anche con questo clima atmosferico di freddo intenso.
Auguriamoci intanto che passi presto per poter ammirare la natura e per vivere la nostra esistenza in santa pace senza trepidazioni, venendo a conoscenza dei continui conflitti territoriali, mentre serenamente vorremmo vivere la realtà, scambiando le proprie esperienze per non ripetere quelle negative.
Fortunatamente con i moderni mezzi trasmittenti, siamo informati, sia tramite la televisione e con i nuovi cellulari, ti sentirti ugualmente protagonista con la realtà, che stiamo vivendo.
Dopo questa considerazione sulla realtà, posterò una mia curiosità storica carissime lettrici e amici lettori, perché il napoletano pure, apprezzato e conosciuto in tutto il mondo oer le sue canzoni, non è ticonosciuta, come lingua.
Dalle curiosità storiche di Sasà ‘o ProfessoreLa Lingua Napoletana Caratteristiche della “ Lingua Napoletana “
---- PRIMO CAPITOLO
La Lingua Napoletana è stata relegata a definirsi Dialetto a causa della contrapposizione, intercorsa fra il Re (di Napoli e di Sicilia), Federico II di Svevia, ed il Papa dell’epoca, Innocenzo IV. nel 1245. La vicenda storica narra che a seguito del rifiuto di Re Federico II, divenuto nel 1212 anche Imperatore di Germania, al Papa Innocenzo IV di non voler procedere ad un’ulteriore Crociata, dopo avervi partecipato da protagonista nella Sesta, fu da quest’ultimo scomunicato e nei cedolari legislativi, nelle bolle Statali, nei libri che s'incominciano a diffondere, intimò ai sudditi di tutta la penisola italiana e dell’allora cristianità di non utilizzare il linguaggio usato dallo scomunicato Sovrano, il Napoletano, e di servirsi bensì di quello fiorentino, il cosiddetto Latino -Volgare.
Quest’avvenimento non ha precluso al Napoletano, la lingua parlata imperante fino al 1860 in tutto il meridione nel regno appartenuto ai Borboni, di essere una delle lingue più conosciute al mondo, grazie alla diffusione delle sue meravigliose canzoni, che varcando oceani, superando interi continenti vengono cantate con parole solamente in napoletano e senza bisogno di traduzione.
Il Napoletano è una lingua, che trae origini dal latino, ma prima ancora dall’osco-sabellico, dal greco, dal linguaggio dei fenici, dal bizantino, dal francese, dallo spagnolo, negli ultimi tempi si è arricchito di vocaboli dall’inglese e perfino dall’americano, durante la seconda guerra mondiale e la conseguente occupazione di Napoli.
Una caratteristica del napoletano parlato è che spesso le vocali, se non toniche , (quando cioè non cade l’accento) e quelle utilizzate in fine di parola, non vengono pronunciate distintamente, anzi acquistano un suono indistinto, che viene definito dall’alfabeto fonico internazionale Schwa (temine antico ebraico per dire insignificante) e viene trascritto col simbolo ə (una e capovolta) per indicare che è una vocale semimuta alla francese.
Le immaggini sottostanti sono:
Il Re (di Napoli e di Sicilia), Federico II° di Svevia,
il Papa dell’epoca, Innocenzo IV.°
 

 
 

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2 commenti:

  1. se la curiosità è interessante ci sarà una continuazione, pertanto lasciate un commento

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  2. La nostra bellissima Lingua Napoletana

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