Buon giorno – Buon Lunedì 19 gennaio 2026
--- San Mario--San Macario–San Catello--Santa Marta ---
Carissimi amici e amiche, apprezzando il vostro interessamento, temendo per il mio stato di salute, vi posso assicurare che sto alquanto bene.
Non sono perfettamente in forma, come un tempo, ma la volontà e il coraggio, non mi mancano per andare avanti ed esser ancora utile a qualcuno con la mia esperienza, oltre ai miei più diretti parenti, quali la mia adorata e amata consorte, mio figlio e il prezioso nipotino. Vivendo questo particolare momento difficile, mi do un pizzico sulla pancia, (come suole dirsi) e procedere ad accettare qualsiasi vicissitudine futura.. La vita è un’avventura piena di incognite, a volte piacevole e gratificanti, ma a volte anche spiacevoli e dolorose.
Questa purtroppo è la vita. Bisogna non perdere la speranza di vivere momenti felicità.
Dopo questo mio consueto saluto giornaliero, posterò una curiosità storica di un mestiere particolare napoletano, che ci permetteva nel prima dopoguerra di lavare i panni con la " Cunculina", mettendoci sopra una tavoletta di legno per meglio strofinarli e togliere macchie di sporco.
Tale attrezzo, a Cunculina, era utilizzato anche per la vendemmia, quando si doveva trasportate l'uva, o per trasportare le olive per la loro spremitura nei torchi.
Dalle curiosità storiche di Sasà ‘o Professore
'O Cupellare
' O Cupellare non è altro che il Mastellaio, Bigonciaio.
' O Cupellare era l'artigiano costruttore del “Cupiello”, detto in italiano, (Mastello, Bigoncia) e venditore dello stesso insieme ad altri simili oggetti, come botti, barilotti, tinozze. A che serve ( 'o Cupiello)? Diciamo che, un tempo, era una sorta di conca di legno, fatta a doghe verticali senza alcun coperchio, che si allargava progressivamente verso l'alto, avente sull'orlo due manici forati.
Nel tempo è stato prima sostituito dal tipo prodotto dallo stampo in ferro e alluminio, poi con la plastica. Veniva chiamato quando veniva utilizzata per lavare i panni " ‘A Cunculina", e sopra si metteva una tavoletta di legno per meglio strofinarli e togliere macchie di sporco. 7
Si utilizzava, a Cunculina, per la vendemmia, quando si doveva trasportate l'uva, o per trasportare le olive per la loro spremitura nei torchi.
‘O Cupiello (la cunculina) era utilizzato nella maggior parte delle famiglie napoletane, nel prima dopoguerra, prima all'avvento della lavatrice, per lavare i panni, per lavare i bimbi e per lavarsi ed era di legno, poi di rame, e faceva parte della dote della sposa
le foto sottostanti sono.
1) mastello con tavoletta di legno per lavare i panni
2) Cupiello, (mastelo o bigomvia
3) tavoltetta di legno per strofinare i panni



Buon inizio settimana Professore. Sempre interessanti le curiosita' che pubblica , per spiegare anche ai piu' giovani, come si viveva una volta, con piu' fatica , ma con piu' umsnita'
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