Buon giorno Buon Mercoledì 28 gennaio 2026
-- San Tommaso – San Bartolomeo – San Emiliano –
Nun si può andare avanti in questo modo, si deve trovare un valida e buona soluzione per saper affrontare questo continuo cambiamento del clima.
Si penza che il cambiamento climatico sia prodotto dal continuo sfruttamento delle risorse minerarie, come il gas e il petrolio per ottenere, la benzina per le auto e per tutti quei machinari per le attività industriali, nonché per utilizzare l’elettricità, per illuminare e per far funzionare i vari strumenti del progresso tecnologico. come radio, tv, telefoni, frigoriferi, lavastoviglie, lavatrici e tanti altri, che si usano in casa.
Intanto il maltempo, come stamane, con il freddo insopportabile, non si può uscire e ci è costretti a rimanere dentro le mure di casa,
Dopo questa mia constatazione sul clima, anche oggi come ogni mattina, vi narrerò una delle mie interessanti curiosità storiche sui vecchi mestieri napoletani.
Dalle curiosità storiche di Sasà ‘o Professore
‘O Ferrare
‘O Ferrare, = il Fabbro. artigiano, che lavora il ferro,
Da fanciullo fui attratto da un signore, che stava lavorando il ferro e su un suo attrezzo, la FORGIA, (un apparecchio) con carbone, che ardeva, tenendo un pezzo di ferro saldo fra le braci, che si stava arroventando.
Ricordo bene era il fabbro della mia infanzia, nel mio paese, Polvica, borgo del comune di Chiaiano ed Uniti, che abitava in un vecchio palazzo, e la sua officina era uno stanzone dietro la sua minuscola casa.
Le famiglie del borgo si rivolgevano a lui, per aggiustare attrezzi per la campagna, o vecchio pentolame di ferro, o si facevano fare coltelli, chiodi, chiavi e altre minuterie metalliche utili a quei tempi.
Questo artigiano era, in realtà, un maestro fabbro, di quelli, che manteneva ancora vivo un mestiere antico di millenni;
Nel XVII secolo i fabbri erano visti, come personaggi loschi. perché non solo fabbricavano serrature e chiavi, ma si diceva anche, che fornissero, forgiando anche copie di chiavi, ai ladri, ed era l'aiuto, di cui avevano bisogno, per scassinare serratue.
A proposito esiste un detto Napoletano relativo al “Ferraro” (al fabbro) : “A Casa D’ ‘O Ferraro ‘O Spito ‘E Lignamme” . Questo detto mette in evidenza l’ironia e la saggezza popolare napoletana, sottolineando l’importanza di apprezzare ciò, che abbiamo. Il detto “A casa d’ ‘o ferraro ‘o spito ‘e lignamme” è un proverbio napoletano, che, tradotto letteralmente in italiano, significa “A casa del fabbro, lo spiedo di legno”. Questo proverbio esprime un’osservazione ironica e apparentemente paradossale sulla condizione umana, in particolare sull’abitudine delle persone di trascurare o sottovalutare ciò, che hanno più vicino o ciò, in cui sono più abili. Il fabbro, che lavora quotidianamente con il metallo e ha tutte le competenze e gli strumenti per fabbricare oggetti in ferro, avrebbe tutto il necessario per costruire uno spiedo in metallo, robusto e durevole. Tuttavia, il detto suggerisce che, nonostante la sua abilità e le risorse a sua disposizione, in casa sua si ritrova a utilizzare uno spiedo di legno, materiale molto meno adatto allo scopo e più facilmente deperibile. Questo può simboleggiare sia una certa negligenza, sia un’incongruenza tra le abilità professionali e la vita quotidiana. “A casa d’ ‘o ferraro ‘o spito ‘e lignamme” in sintesi più in generale, il proverbio invita a riflettere su come spesso si possano trascurare le proprie capacità o non valorizzare le risorse, che si hanno a disposizione, cercando soluzioni altrove o dando per scontato ciò, che si ha più a portata di mano. Inoltre, può essere interpretato come un invito a non dimenticare di applicare la propria maestria e conoscenza nelle situazioni più vicine a noi, nella vita di tutti i giorni.
Le foto sottostanti sono: 1) il fabbro mentre lavora il ferro 2) il fabbro che prepara il fuoco per forgiare il ferro.


Continuerò se vi fa piacere con altre curiosità di antichi mestieri napoletani , lasciate sempre un vostro commemto per fatlo. buon giorno , a risentirci.
RispondiEliminaBuongiorno Professore, molto gradita la lettura, come sempre
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