Buon giorno – Buon Mqrtedì 27 gennaio 2026
--- Sant’Elvira – San Giuliano – San Teodorico –
.L’emigrazione inizialmente avveniva, perché gli esseri umani, desideravano sfruttare al proprio vantaggio le risorse economiche, che speravano di trovare il altri luoghi. vicini o lontani dal proprio territorio natio.
Tale fenomeno, l’emigrazione, non era però accettata dal popolo stanziale, perché ritenuta ingiustificata, ed è stata sempre motivo discriminante verso quelle genti, che provenivano da paesi lontani.
Dopo l’ultima guerra mondiale, vi fu una grande emigrazione di italiani, per motivi di lavoro, verso i paesi più ricchi e industrializzati, generando un nuovo connubio tra i popoli, creando una nuova civiltà di progresso. acquisendo oltre le loro competenze, anche i sentimenti umani, di amicizia, di fratellanza e di socialità.
Quando il fenomeno dell’emigrazione è disdegnato e combattuto da un popolo, che non si può ritenere democratico, ma è solo un egoista senza saper capire le esigente, delle sue genti nel nascere in un paese, senza risorse per sopravviver, o in un paese in continue guerre civili. che non permettono una vita serena.
Auspichiamoci che prevalga il bene sul male nella nostra esistenza, accettando gli emigranti come nostri fratelli, biasimando chi combatte ìl fenomeno dell’immigrazione, con ingiustificate affermazioni delle loro diversità.
Dopo questa mia considerazione sul fenomeno emigratorio, anche oggi posterò ugualmente una mia curiosità storica, continuando la narrazione sui vecchi mestieri napoletani soppressi.
Dalle curiosità storiche di Sasà ‘o professore
‘O Munnezzaro
‘O Munnezzaro era un antico mestiere napoletano, che in italiano fino agli anni 50 del novecento, non era altro che il Mondezzaio, il raccoglitore di munnezza, cioè la Spazzatura, l’immondizia, con il significato, inteso come «ciò che si porta via spazzando, facendo pulizia»).
Un tempo, non molto lontano, fino agli anni 50 del novecento, ‘O Munnezzaro (il mondezzaro, si recava per tutte le case ogni giorno, con un sacco, a ritirare la spazzatura ( a quei tempi non era molta, poiché non esisteva ancora la plastica e i prodotti liquidi, (come latte, vino, olio e aceto), che erano tenute in bottiglie di vetro, che si lavavono per essere di nuovo utilizzate. La spazzatura era composta anche dai residui dei pasti, generalmente, solo dalle bucce della frutta , quando c’era. Ce pure da dire : che i prodotti alimentari erano pochi e anche le parti non utilizzate , erano conservate per fare contorni o vari condimenti.
In senso lato il mondizzaio di oggi è diventato lo spazzino, che non ritira la spazzatura dalle famiglie, ma è addetto alla spazzatura delle strade, come dipendente dell’amministrazione comunale. Attualmente nell’uso comune è detto con il sinonimo di netturbino e dell’attuale denominazione ufficiale “Operatore Ecologico” e non più, come nel passato, con il termine “spazzaturaio”
.


visto che piacciono le mie curiosità storiche dei vecchi mestieri napoletani soppressi , continuerò la narrazione con altri anch'essi interessanti e particolari data l'evoluzione . grazie sempre nel leggermi e vi aiguro una buona giornata.
RispondiEliminaDimenricavo , un saluto particolare alla mia assidua letttrice speranza anche non conoscendola personalmente.
RispondiEliminaBuonasera Professore, grazie per il pensiero e grazie per le belle letture sempre molto interessanti , e' un piacere seguirla.
RispondiElimina