Buon giorno – Buon Venerdì 16 gennaio 2026
--- San Marcello – San Tiziano – Sant’Onorato ---
La mia riflessione odierna, afferma che nessun moderno mezzo di comunicazione può sostituire lo studio, senza lo l’aiuto improcrastinabile di insegnanti di valore, che ti fanno amare con la cultura, il sapere,
mentre ora basta avere un cellulare con applicazioni di “google” e subitaneamente, ricevi la risposta alla tua richiesta non conosciuta. E’ una fase di progresso informativo veloce ma non è la cultura, acquisita dopo anni di studio e per avere poi una proprietà di linguaggio corretta, per dimostrare competenza e sei poi indicato: ”come uno che sa”.
“La scuola è l’altare del bene e del sapere, se si studia con ardore, si fà allo stato tantissimo onore”.
Era una canzoncina, che imparai alla scuola media e non l'ho mai dimenticata.
Importante ,quindi, è invitare le nuove generazioni allo studio, perché non fa essere succube di chi sa, e per poter ambire a posti di comando o di direzione in ogni contesto della vita operativa
Dopo questa mia considerazione sulla importanza dello studio per diventare una persona colta, oggi vi posterò, care lettrici e stimati lettori, una mia curiosità storica, su un figura di un mestiere antico napoletano ormai soppresso. ma attualmente viene svolto in appositi negozi speciali specializzati Dalle curiosità storiche di Sasà ‘o Professore
O Baccalajuole
'O Baccalajuole non è altro che il Baccalaraio, colui che vende il Baccalà (merluzzo conservato sotto sale e seccato al vento) e lo Stocco o meglio lo Stoccafisso (anch'esso disseccato all'aria, ma senza sale).
Anticamente 'o Baccalajuole era un venditore ambulante, che vendeva la sua merce con un carrettino a mano e poi con la modernità con un triciclo a motore.
Nei tempi moderni il Baccalà o lo Stoccafisso si vende in negozi specializzati, che hanno il caratteristico puzzo, che trae origine dal dissalamento dei tranci di tale pesce in vasche attrezzate, dove è tenuto in ammollo per circa 48 ore con soventi cambi di acqua. (il cosiddetto "Spugnà' 'o Stocche - Spumà' ' o Baccalà" )..
E' da tener presente che, anche se il Baccalà o lo Stoccafisso, una volta, erano considerati la carne dei poveri, non tutti, però, si potevano permettere i tranci migliori quali :
'o Mussille 'e baccalà = la parte dorsale del baccalà ;
'o Curenielle 'e stocche = la parte alta dello Stocco.
La poverissima gente per gustare questo salutare pesce
si doveva accontentare delle parti meno pregiate quali:
'o Musciulille, cioè la pancetta del baccalà da soffriggere in cassuola con il pomodoro ed olive nere;
'e Murzelle, ritagli residui da mangiarsi solo fritti,.prima infarinati.
Nel gergo Napoletano, in senso traslato, Baccalajuolo sta a significare grossolano, uomo volgare.
Le immagini sottostanti sono:
1) il Baccajiuolo di un tempo con l carrettino;
2) Negozio del Baccaliolo moderno;
3) mussilo di Baccalà;
4) il coronelo di Stocco
5) il musciulillo;
6) le morzelle di baccalà.






é una golosità che si gusta frittto ala cenone di natale e capodanno, arisentirci con una altra golosità.
RispondiEliminaTutto esatto e condivisibile , la riflessione sull'istruzione di una volta da quella su google. Sempre interessanti gli antichi mestieri napoletani.
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