venerdì 2 gennaio 2026

Buon giorno, buon Venerdì 2 Gennaio 202

 


Buon giorno, buon Venerdì 2 Gennaio 2026

-San Basilio e San Gregorio

 

A seguito dello sparo dei fuochi d'artificio dopo la mezzaott del 31 dicembre che abitualmente hanno effettuato i soliti imbecilli, la cui madre è sempre incinta, infastidendo le persone civili, intimorendo gli animali e come al solito producendo vari feriti e alcuni morti. Quest'ultimo fino anno, infatti, per i fuochi d'artifico ci sono molti feriti nel Napoletano esattamente  57 persone coinvolte tra città e provincia di cui (11 minorenni), facendo registrare un aumento rispetto all'anno precedente, sebbene nessuno sia risultato grave, con la maggior parte dimessa e alcuni in osservazione per ferite principalmente a mani e occhi. 

     L'anno 2026 è iniziato con un grave evento nefasto a

 in Svizzera, a Crans-Montana, dove si parla di un bilancio di vittime elevato tra i giovani, con dettagli "tremendi" riportati, anche se le informazioni ufficiali sono in corso di aggiornamento.

Speriamo il 2026 che non sia tutto così, ma anche un meraviglioso periodo di successsi in ogni campo, arte, scienza, sport e tornare a vivere in pace e serenità.

E dopo il saluto quotidiano e l’augurio di buon inizio dell’anno 2026, posterò come al solito, une delle mie curiosità storiche sugli antichi mestieri napoletani soppressi.

Dalle curiosità storiche di Sasà ‘o Professore

O.Funare..

 

’E un mestiere molto antico, ora definito Cordaio, ma anche Funaiolo. Funaio.

In realtà era un artigiano antico e fondamentale che produceva funi, corde e spaghi intrecciando fibre naturali, soprattutto canapa, giunco, e talvolta altre fibre (come pelo di capra) per creare funi di varie dimensioni, spaghi e cordami, necessari per legare, tirare, ancorare, costruire e pescare, usando una grande ruota e attrezzi specifici per attorcigliare i trefoli, (singoli fili ritorti).

'A fune si ricavava, avvolgendo una volta fili di canapa, ( ora invece con fili di plastica) avendo cura, però, di fissarne un inizio fune e procedendo poi ad intrecciare la rimanente canapa o plastica, retrocedendo rispetto all’inizio della matassa.

Il procedere del funaio è diventato una massima popolare per dire :

Fa l’arte d’ ‘o funare” = l’arte del funaro e chi nella vita va all’indietro.

"Comme  'o funare", modo di dire chi peggiora la sua condizione di vita ulteriormente e va ripetendo il procedere della sua esistenza continuamente al peggio, nell'errore senza migliorare...

              Questo mestiere, legato al territorio e all'uso di materiali vegetali, è scomparso con l'industrializzazione e il cambiamento delle tecniche agricole, ma testimonia una profonda conoscenza manuale e un ruolo cruciale nella vita quotidiana e lavorativa. 

      Il Declino del mestiere del “Funaro” avvene con l'avvento di materiali sintetici e macchinari, scomparendo progressivamente dalla scena artigianale, come in Italia tra gli anni '50 e '60, a causa dell'evoluzione agricola e sociale. 

 

2 commenti:

  1. vi posterò carissime amiche e amici aòtre mie curiosità storiche speciali e interessanti per tenere sempre viva la nostra bella e sincera amicizia.

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  2. Grazie Professore, sempre belle e interessanti letture

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